Caratteristica: Accesso con funivia

  • Ferrata Formenton at Tofana di Dentro

    Ferrata Formenton at Tofana di Dentro

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Formenton at Tofana di Dentro
    Moderately Hard● To checkDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ ATTENZIONE (aggiornamento 2023): la Ferrata Formenton sulla Tofana di Dentro (Tofana Terza) risulta chiusa a causa di un movimento franoso in costante monitoraggio; resta possibile percorrere il tratto da Tofana di Mezzo verso la Tofana Terza e ritorno sulla stessa ferrata. Verificare lo stato aggiornato prima di programmare l'uscita.

    La Ferrata Formenton è una via breve che collega la Tofana di Mezzo con la Tofana di Dentro, nelle Dolomiti Ampezzane. Tecnicamente è la più facile tra le ferrate in quota delle Tofane, ma si svolge interamente sopra i 3000 metri, in pieno ambiente d'alta montagna, con panorami immensi sulla Conca Ampezzana, sulle Dolomiti di Fanes e fino alle Dolomiti di Sesto.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la funivia Freccia nel Cielo, che da Cortina d'Ampezzo sale alla Tofana di Mezzo con due stazioni intermedie; dal centro di Cortina si seguono, ancora in paese, le indicazioni per la funivia e per lo Stadio Olimpico del Ghiaccio (starting point on Google Maps). La via viene di norma percorsa partendo dalla vetta della Tofana di Mezzo: raggiunta la stazione a monte della funivia (3190 m, sul versante nord poco sotto la cima) si imbocca l'ampio sentiero verso la vetta e, poco prima di raggiungerla, un segno sulla roccia indica a destra l'attacco della Formenton (10' dalla stazione a monte). Per chi è molto allenato e parte presto, la via si concatena con la Ferrata Olivieri a Punta Anna e la Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo, salendo in seggiovia al Rifugio Pomedes dalla Baita Piè Tofana.

    ▲The path

    La ferrata sale un breve balzo di 4 metri all'attacco, oltre il quale si scende sul versante nord-ovest della Tofana di Mezzo; davanti compare la cresta da percorrere in discesa fino alla Forcella della Tofana, da cui si risale la sagoma della Tofana di Dentro. Si scende ripidi su lunghi tratti di cengia alternati a brevi balzi e facili traversi orizzontali, qualche metro sotto il filo di cresta, senza difficoltà tecniche ma in continua esposizione, fino alla Forcella della Tofana (3085 m, 30' dall'attacco). Alla forcella un bivio a sinistra scende verso il Rifugio Giussani (1h), utilizzabile come via di fuga; si prosegue invece in salita verso la Tofana di Dentro, scendendo prima alcuni metri sul versante nord-orientale e poi risalendo, alternando balzi più marcati a cenge e rampe inclinate, con alcuni tratti su esposto filo di cresta comunque ben appigliato e protetto. Dopo un lungo tratto di cresta si scende sul versante orientale, sul lato destro, lungo alcuni tratti di sentiero non assicurati ma non esposti, e con le ultime attrezzature si raggiunge la piccola croce di vetta (3238 m, 1h 15' dall'attacco, 1h 30' dalla stazione a monte).

    ▲Character and difficulty

    Via tecnicamente facile, con pochi passaggi di media difficoltà, che alterna un tratto in discesa e uno in salita di impegno analogo; solo alcuni punti esposti possono mettere in difficoltà chi è privo di esperienza.

    ⚠ Si svolge interamente sopra i 3000 m: necessario tempo stabile e attenzione alla possibile presenza di neve e ghiaccio anche in stagione. Tenere conto del lungo rientro ad anello. Verificare sempre lo stato della via, soggetta a chiusura per frana.

    ▲Period and safety

    Itinerario d'alta quota per la piena estate, in ambiente severo; la quota costante oltre i 3000 m espone a freddo, neve residua e rapidi cambi di tempo.

    ▲Discipline

    Dalla vetta della Tofana di Dentro inizia il lungo rientro ad anello: si scende lungo il pendio ghiaioso del crinale nord-est, su traccia ripida ma evidente segnalata con ometti, fino al caratteristico Bivacco degli Alpini (2922 m, 7 posti letto, utile riparo in caso di maltempo). Si prosegue sul versante nord-orientale, con attenzione ai tratti in cui i detriti segnalano possibili scariche, fino a una sella dove si vira a destra verso sud-sud-est, su un tratto a tratti esposto e privo di assicurazioni da affrontare con cautela; si scende fino a una singolare porta naturale, da cui si vede il Rifugio Ra Vales, e ai ruderi di costruzioni della Grande Guerra. In discesa più dolce si raggiunge il bivio col sentiero 407, dove si tiene la destra per il Rifugio Ra Vales (2470 m, 3h dal termine della ferrata, 4h 30' totali), da cui si può scendere con la stessa funivia dell'andata.

    ▲To match

    Per chi è molto allenato la Formenton chiude l'impegnativa traversata delle Tofane che comprende la Ferrata Olivieri a Punta Anna e la Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionVeneto
    • GroupTofane – Dolomiti Ampezzane
    • Approach0:10 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerary (a/r)4:30 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference220 m
    • Max3221 m
    • Length4,4 Km
  • Funds for the Colac

    Funds for the Colac

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Funds for the Colac

    La Ferrata dei Finanzieri risale l'imponente massiccio del Colac, sopra Alba di Canazei in Val di Fassa. È una via difficile per la presenza di alcuni passaggi impegnativi, ma su roccia ben arrampicabile e piacevole; l'itinerario, di media lunghezza, è agevolato dalla funivia del Ciampac e si può abbinare in giornata al Sentiero Attrezzato Lino Pederiva.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia Ciampac, che parte da Alba di Canazei (Trento): raggiunta Canazei si segue per il Passo Fedaia e si parcheggia nell'ampio piazzale presso gli impianti (starting point on Google Maps). In alternativa si può salire al Rifugio Ciampac a piedi da Alba di Canazei lungo il CAI 644, circa 600 m di dislivello in un'ora e mezza. Dalla stazione a monte si vede chiaramente la meta, la vetta del Colac; si seguono i cartelli che, facendo dapprima perdere quota verso sud in direzione di un lago artificiale, portano sotto il massiccio. Si risale un irto sentiero su fondo ghiaioso fino alla targa commemorativa e alle prime funi metalliche (2190 m, 20' dalla stazione a monte).

    ▲The path

    La ferrata inizia con una serie di roccette senza difficoltà, dove il cavo può servire anche solo per l'autoassicurazione; terminate le prime attrezzature si prosegue su un sentiero ghiaioso che con alcuni tornanti faticosi porta sotto la parete principale. Si risale un breve balzo, si percorre un traverso esposto ma facile verso sinistra, si scende verso un canalino detritico (caratteristica ricorrente della via) e si risale il versante opposto con alcune roccette; una rampa inclinata conduce a una fessura rocciosa che richiede più impegno, poi una stretta cengia verso sinistra porta a una serie di staffe metalliche su una placca appoggiata, spesso umida e ghiaiosa. Si entra quindi nella parte centrale, la più impegnativa (di livello medio): alcune esposte balze rocciose, agilmente arrampicabili, introducono al passaggio chiave, una sequenza di tre diedri verticali ed esposti, attrezzati con staffe e con qualche tratto strapiombante e atletico, da salire alternando le staffe a destra, poi al centro a sinistra e di nuovo a destra. Si esce su una rampa inclinata (attenzione a non smuovere sassi sui diedri sottostanti) che, con l'aiuto del cavo per l'aderenza, porta a un terrazzo panoramico verso il Gruppo Sella e il Sassolungo. Superato il tratto più ostico si prosegue su un lungo sentiero attrezzato in quota, tra brevi balzi e roccette, dentro un canalino e fuori su altre roccette; si risale un balzo più evidente ma arrampicabile fino a un breve camino da superare in spaccata, poi una serie di canalini e piccole pareti ben appigliate rende la salita piacevole. Si raggiunge una cengia e un tratto verticale che sale in diagonale a sinistra dentro un canalone: qui, nel finale modificato nel 2019, ci si sposta a sinistra su una placca verticale e quasi priva di appigli, che richiede forza nelle braccia e progressione in aderenza; dopo i primi metri ci si sposta a sinistra in buona esposizione e si riparte in verticale per vincere un leggero strapiombo, il passaggio più impegnativo della via, dove alcune staffe vengono in aiuto. Le difficoltà calano gradualmente e si raggiunge la cresta finale, percorsa fino alla croce di vetta con vista a 360 gradi sui gruppi della Val di Fassa e sulla Marmolada (2715 m, 2h dall'attacco, 2h 20' dalla stazione a monte).

    ▲Character and difficulty

    Una via varia e gratificante: i tratti più ostici (i tre diedri e la placca finale) sono compensati da lunghi tratti su roccia ottima e ben appigliata, che la rendono piacevole da arrampicare.

    ⚠ Nei diedri e nei canalini detritici prestare attenzione a non smuovere sassi su chi sale più in basso. Il finale rimaneggiato nel 2019 è più impegnativo della vecchia uscita, con una placca verticale a scarsi appigli.

    ▲Period and safety

    Via d'alta quota per la stagione estiva; conviene verificare gli orari di apertura della funivia Ciampac per organizzare salita e rientro.

    ▲Discipline

    Si torna brevemente a ritroso sugli ultimi metri prima della vetta e si scende per il ripido canale attrezzato segnalato da una scritta su roccia: un primo tratto attrezzato porta a una forcella, oltre la quale un secondo ripido canalone e una parete attrezzata con staffe fanno perdere quota fino a una cengia sotto la parete est del Colac. Seguendo il sentiero a mezzacosta si raggiunge Forcia Negra (2509 m, 1h dal termine della ferrata). Da qui due opzioni: la più rapida resta sul sentiero 613, che senza difficoltà aggira il Colac e riporta al Rifugio Ciampac e alla funivia (30' da Forcia Negra, circa 4h totali); in alternativa si percorre il Sentiero Attrezzato Lino Pederiva, prendendo il CAI 613 verso il Passo San Nicolò e poi, a un bivio, il CAI 613B che a mezzacosta sotto il Sas de Roces porta alla Sella de Brunec (2428 m, 1h 45' da Forcia Negra), da cui col CAI 644 si rientra al Rifugio Ciampac e alla funivia (30' dalla Sella, 5h 45' totali).

    ▲To match

    In giornata si può concatenare il Sentiero Attrezzato Lino Pederiva, lungo il rientro. Dal vicino Passo Fedaia partono inoltre la Ferrata Eterna alla Marmolada e la Ferrata delle Trincee.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupColac – Val di Fassa
    • Approach0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)5:15 h
    • Hardware level difference565 m
    • Route difference655 m
    • Max2715 m
    • Length5 Km
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