Caratteristica: Forte esposizione costante

  • Ferrata Maximilian ai Denti di Terrarossa

    Ferrata Maximilian ai Denti di Terrarossa

    Vie Ferrate โ€บ Trentino-Alto Adige โ€บ Bolzano
    Ferrata Maximilian ai Denti di Terrarossa

    La Ferrata Maximilian è un ardito percorso di cresta lungo la costola che collega i Denti di Terrarossa con la Cima di Terrarossa, presso l'Alpe di Tires (Bolzano). È difficile e per certi aspetti più vicina a un itinerario alpinistico che a una classica ferrata verticale: i tratti attrezzati sono di difficoltà medio-bassa, ma i numerosi passaggi non protetti (I e talvolta II grado) richiedono attenzione e piede fermo.

    ▲Approach

    Si parte da Lavinia Bianca (Bolzano), raggiungibile da Prato Isarco tenendo verso Tires; si parcheggia gratis al Centro Visite del Parco Naturale (1200 m). Starting point on Google Maps. In alternativa, partenza da Siusi con funivia al Compaccio.

    La via si può percorrere in entrambi i versi; qui la descriviamo nel verso Rifugio Bolzano → Rifugio Alpe di Tires, meno difficile. Dal parcheggio si segue il sentiero 2 ripido nel bosco, si risale il Canalone Barengalle e, fra passerelle in legno, si raggiunge la Sella Cavaccio; per il sentiero 2 (o 9 e 1) si arriva al Rifugio Bolzano (2450 m, 3h 15' dal parcheggio). Si prosegue sul sentiero 4 sull'altopiano dello Sciliar fino al bivio dove si tiene a sinistra il CAI 4B verso la ferrata (2560 m, 4h 30' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si risale ripidamente per ometti i circa 100 m fino alla Cima di Terrarossa (2655 m, 20' dal bivio), con piccola croce. Si scende un facile sentiero di cresta, aereo ma non difficile, fino alla targhetta che segna l'inizio dei tratti attrezzati: un primo tratto di discesa attrezzata ripida ed esposta, poi una discesa in libera più difficile aggirando un tratto affilato sul versante destro, e una rampa obliqua attrezzata. Si raggiunge una sella terrosa con l'unica via di fuga a destra verso il sentiero 4 (40' dalla Cima).

    Si percorrono roccette instabili, un tratto verticale attrezzato e cresta esposta su entrambi i lati, poi si risale uno stretto camino (più agevole in questo verso). Dopo sali-scendi aerei e una parete verticale arrampicabile si raggiunge l'iconico arco naturale di roccia, da cui si scende (fondo detritico instabile). Cresta affilata e attrezzature in discesa portano a una forcella; si scende a destra un ripido canalone verso sud, in parte attrezzato e in parte no, con fondo detritico, fino al Rifugio Alpe di Tires (2440 m, 1h dall'arco, 2h 30' dal bivio 4B, 7h totali).

    ▲Character and difficulty

    Spesso fraintesa: i tratti attrezzati sono di difficoltà medio-bassa (tranne la discesa dal Dente di Terrarossa, da fare con attenzione), ma l'itinerario è molto esposto e con vari passaggi in libera (I grado, con un II). Ha carattere alpinistico e, in quel contesto, difficoltà medio-facile.

    ⚠ La zona offre una sola via di fuga: chi parte deve aver calcolato di completare l'itinerario, perché in alcuni tratti il rientro sarebbe più difficile del proseguire. Vista la lunghezza e il dislivello, si può valutare di spezzare l'escursione in due giorni pernottando in quota.
    ▲Period and safety

    Alta montagna fino a 2655 m con lunghi tratti esposti e in libera: richiede piede fermo e meteo stabile. Per la cartografia si consiglia la carta della Val di Fassa o di Sciliar-Catinaccio-Latemar.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Alpe di Tires l'itinerario più corto verso il parcheggio è il sentiero 3 verso ovest fino a un bivio dove si tiene la sinistra scendendo il tratto ripido e attrezzato del «Buco dell'Orso»; restando sul sentiero 3 si scende la valle del Ciamin fino a Lavinia Bianca e al parcheggio (2h 15' dal rifugio, 9h 15' totali).

    ▲To match

    Ottimo trampolino per il Catinaccio: le vicine Ferrata Laurenzi e la ferrata al Catinaccio d'Antermoia, oppure, scendendo la Valle del Vajolet, la ferrata al Passo Santner o la più impegnativa Ferrata Bepo de Medil; nei pressi anche la Ferrata Masarรจ.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupCatering
    • Approach4:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerary (a/r)9:15 h
    • Hardware level difference214 m
    • Max2655 m
    • Length20,2 Km
    • Year1969
  • Ferrata Laurenzi al Molignon

    Ferrata Laurenzi al Molignon

    Vie Ferrate โ€บ Trentino-Alto Adige โ€บ Trento
    Ferrata Laurenzi al Molignon

    La Ferrata Laurenzi è un magnifico itinerario di cresta che si snoda in un angolo selvaggio del gruppo del Catinaccio, fra il Molignon di Dentro e il Molignon di Fuori. Richiede un lungo avvicinamento e un altrettanto lungo rientro, ed è percorribile in entrambi i sensi: qui la descriviamo nel verso Rifugio Antermoia → Rifugio Tires, con partenza da Mazzin in Val di Fassa (Trento).

    ▲Approach

    Si parte da Mazzin in Val di Fassa: dalla statale si svolta nella Strada de Chiavacia fino a un restringimento con divieto di transito, dove si trovano pochi posti auto a bordo strada (altrimenti si parcheggia in paese). Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si sale lungo la carrareccia che coincide con il sentiero CAI 580: si ignora il bivio a sinistra per il più impegnativo Sentiero Paola e si prosegue in salita lungo la Val de Udai. All'incrocio fra il 580 e il CAI 577 si tiene la sinistra rimanendo sul 580, che poco dopo incrocia il CAI 578; di nuovo a sinistra sul 578, che sale ripido a tornanti fra il Sas de Dona (a destra) e il Mantel (a sinistra) fino al Pass de Dona (2516 m). Da qui, in leggera discesa, si raggiunge il Rifugio d'Antermoia (2496 m, 3h 30' dal parcheggio).

    ▲The path

    Dal rifugio si prosegue verso ovest sul sentiero 584, che costeggia il Lago d'Antermoia tenendolo alla propria destra. Superato il lago si avanza in falsopiano e, circa 5' oltre il termine dello specchio d'acqua, si individua una traccia non segnalata che si stacca a destra verso un canalone ghiaioso in direzione nord. Lo si risale interamente tenendo il ramo di sinistra fino a incontrare, sulla destra, il caratteristico cartello rosso che segna l'attacco (30' dal Rifugio Antermoia, 4h totali).

    Si sale subito una parete verticale e povera di appigli, dove la roccia aiuta poco: prima alcuni zigzag, poi un tratto più appoggiato e infine roccette esposte ma non difficili che immettono su un sentiero a mezzacosta (volgendosi si vedono il rifugio e il lago). Si superano alcuni balzi rocciosi, oggi attrezzati e meno insidiosi rispetto al passato, fino all'ometto di vetta del Molignon di Dentro (2852 m, 45' dall'attacco), con ampia vista sul Sassopiatto. Inizia ora il tratto più aereo: si percorre la cresta su fondo sdrucciolevole prestando massima attenzione, si scende un breve tratto, si rimonta un salto e si cala in un canalino franoso fino al libro delle firme. Si risale verso una forcella (2730 m), oltre la quale un tratto verticale molto esposto, con discreti appigli, conduce nuovamente in cresta; si procede in forte esposizione un paio di metri a fianco del filo fino a uno spigolo e a un'ulteriore parete verticale. Seguono traversi e gradoni di media difficoltà e infine una ripida salita al Molignon di Fuori (2779 m, 1h 30' dal Molignon di Dentro), affacciato sul Catinaccio d'Antermoia, sul Sassopiatto e sulla cresta dei Denti di Terrarossa.

    Si scende verso nord-ovest seguendo traccia e ometti fino a ritrovare le attrezzature, che senza particolari difficoltà portano alle ultime roccette e al termine della ferrata, segnalato da un cartello rosso presso il Passo di Molignon (in tutto circa 3h di ferrata dal Rifugio Antermoia, 7h 30' complessive). Poco oltre, una palina indica a destra il Rifugio Alpe di Tires e a sinistra il Rifugio Passo Principe.

    ▲Character and difficulty

    Pur classificata come ferrata a tutti gli effetti dopo la ristrutturazione, la Laurenzi è impegnativa per esposizione e continuità: lo sviluppo è quasi sempre in cresta, con la roccia che nel primo tratto offre pochi appigli.

    ⚠ Non esistono vie di fuga e l'ambiente è selvaggio e isolato: l'itinerario richiede buona preparazione fisica e un'attenta programmazione, vista la lunghezza complessiva (fino a 14h con il rientro per l'avvicinamento).
    ▲Period and safety

    La via si sviluppa oltre i 2800 m in alta montagna; valutare con cura meteo, condizioni della cresta e residui di neve a inizio stagione. Per la cartografia si consiglia la carta della Val di Fassa o quella di Sciliar-Catinaccio-Latemar.

    ▲Discipline

    Data la lunghezza conviene spezzare il tour pernottando in uno dei rifugi vicini (Alpe di Tires, Bergamo o Passo Principe). Dal Rifugio Passo Principe (1h dal termine), per i sentieri 3A e poi 11, si può salire la ferrata al Catinaccio d'Antermoia, scendere sul versante opposto fino al Lago e al Rifugio d'Antermoia (2h 30' dal Passo Principe, 11h totali) e infine rientrare per l'avvicinamento (14h totali), con un itinerario di due giorni.

    ▲To match

    Partendo da Mazzin, la Laurenzi si combina bene con la Ferrata Maximilian sopra il Rifugio Tires; per un anello più lungo si può scendere la Valle del Vajolet e percorrere la ferrata al Passo Santner o la Ferrata Bepo de Medil, eventualmente con il Sentiero delle Scalette in discesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupCatering
    • Approach3:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerary (a/r)14:00 h
    • Hardware level difference250 m
    • Route difference1452 m
    • Max2852 m
    • Length25 Km
  • Ferrata del Centenario CAO Como โ€“ Monte Grona

    Ferrata del Centenario CAO Como - Monte Grona

    Vie Ferrate โ€บ Lombardy โ€บ Como
    Ferrata del Centenario CAO Como – Monte Grona
    Very difficultโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata del Centenario CAO Como al Monte Grona è una via difficile ed esposta sopra il Lago di Como, da affrontare in buona forma e con esperienza. Offre ottima roccia con molti intagli e prese che la rendono in larga parte arrampicabile, ma con forte esposizione lungo quasi tutto lo sviluppo.

    ▲Approach

    Punto di partenza è Monti di Breglia (Como): si raggiunge Breglia e, poco prima del paese, si svolta a sinistra in salita (cartello marrone); lungo la stretta strada (a tratti sterrata) si arriva a un tornante a destra dove una P indica l’ampio spiazzo di parcheggio a sinistra (starting point on Google Maps). Per accedere a questa strada si paga un ticket in loco di 3 euro a una macchinetta. Dal tornante parte la sterrata con indicazioni per il Monte Grona e il Rifugio Menaggio; si segue il sentiero verso il rifugio scegliendo, come consigliato, il sentiero alto a destra (più panoramico, 45′ al rifugio). Dal Rifugio Menaggio si prosegue verso sud-ovest seguendo i cartelli fino al cartello bianco d’attacco della ferrata (circa 1h 15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via risale una cresta rocciosa articolata in quattro torrioni. Il primo sale subito ripido in diagonale a sinistra su roccia ricca di fratture e appigli (attenzione a un singolo passaggio in traverso molto levigato, dove serve la catena); guadagnando subito molta esposizione si superano impegnativi balzi, un traverso orizzontale a sinistra, una difficile parete verticale e un camino dove cavo e catena seguono direttrici diverse (cavo a destra, catena e staffe utili a sinistra). Riuniti cavo e catena, si superano una breve parete, un aereo traverso di cresta e altre placche verticali, fino a una prima via di uscita presso il secondo torrione. La seconda torre, meno lunga, esordisce con un passaggio strapiombante in un intaglio (utile la staffa a sinistra), poi un lungo pilastro arrampicabile fino alla terza torre. La terza, più levigata e fisica nei primi metri (qui serve maggiormente la catena), porta a un esposto passaggio in spaccata in una fenditura, poi a uno spigolo da risalire in forte esposizione e a un’ultima via di fuga. Il quarto torrione, il più impegnativo, parte con una placca liscia e povera di appigli, con pochi terrazzini per riprendere fiato; si traversa a destra, si risalgono uno spigolo e una spaccatura, e con un ultimo tratto su placca e un traverso leggermente strapiombante si raggiunge la croce di vetta del Monte Grona (2h 45′ dall’attacco, 4h totali), con vista sul Lago di Como.

    ▲Character and difficulty

    Via lunga, esposta e nel complesso stancante (Molto Difficile): la roccia è molto arrampicabile, ma il terzo e il quarto torrione richiedono di arrivare ancora in forze, facendo buon uso delle braccia.

    ⚠ Esposizione fortissima lungo quasi tutta la via; in più punti cavo e catena si incrociano o si allontanano, richiedendo cambi di moschettone anche senza fittoni. Le vie di fuga dopo il primo, secondo e terzo torrione sono importanti se si dubita di poter completare l’itinerario.

    ▲Period and safety

    Via da percorrere con buona forma fisica ed esperienza di ferrate impegnative; per accedere alla strada da Breglia è richiesto il ticket di 3 euro. Quota massima 1736 m.

    ▲Discipline

    Dalla vetta due possibilità: la Via Normale, che dopo un breve tratto attrezzato risale verso l’anticima nord e scende tra roccette fino alla Sella della Forcoletta e al rifugio (1h 45′ dalla cima, 5h 45′ totali); oppure la Direttissima, più ripida e aerea, con alcuni passaggi attrezzati non difficili, che riporta al rifugio (1h 30′ dalla cima, 5h 30′ totali). Dal rifugio si rientra a ritroso per il sentiero di avvicinamento.

    ▲To match

    Verso Varese la Ferrata Bellotti presso Mesenzana; nel triangolo lariano le impegnative ferrate del Sass Tavaracc e del Corno Rat; nei dintorni anche la Ferrata dei Picasass e la Ferrata Biasini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAlpi Lepontine – Monte Grona
    • Approach1:15 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)5:45 h
    • Hardware level difference385 m
    • Route difference636 m
    • Max1736 m
    • Length8,1 Km
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