Caratteristica: Tre vie di fuga

  • Ferrata del Centenario CAO Como – Monte Grona

    Ferrata del Centenario CAO Como - Monte Grona

    Vie Ferrate › Lombardy › Como
    Ferrata del Centenario CAO Como – Monte Grona
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata del Centenario CAO Como al Monte Grona è una via difficile ed esposta sopra il Lago di Como, da affrontare in buona forma e con esperienza. Offre ottima roccia con molti intagli e prese che la rendono in larga parte arrampicabile, ma con forte esposizione lungo quasi tutto lo sviluppo.

    ▲Approach

    Punto di partenza è Monti di Breglia (Como): si raggiunge Breglia e, poco prima del paese, si svolta a sinistra in salita (cartello marrone); lungo la stretta strada (a tratti sterrata) si arriva a un tornante a destra dove una P indica l’ampio spiazzo di parcheggio a sinistra (starting point on Google Maps). Per accedere a questa strada si paga un ticket in loco di 3 euro a una macchinetta. Dal tornante parte la sterrata con indicazioni per il Monte Grona e il Rifugio Menaggio; si segue il sentiero verso il rifugio scegliendo, come consigliato, il sentiero alto a destra (più panoramico, 45′ al rifugio). Dal Rifugio Menaggio si prosegue verso sud-ovest seguendo i cartelli fino al cartello bianco d’attacco della ferrata (circa 1h 15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via risale una cresta rocciosa articolata in quattro torrioni. Il primo sale subito ripido in diagonale a sinistra su roccia ricca di fratture e appigli (attenzione a un singolo passaggio in traverso molto levigato, dove serve la catena); guadagnando subito molta esposizione si superano impegnativi balzi, un traverso orizzontale a sinistra, una difficile parete verticale e un camino dove cavo e catena seguono direttrici diverse (cavo a destra, catena e staffe utili a sinistra). Riuniti cavo e catena, si superano una breve parete, un aereo traverso di cresta e altre placche verticali, fino a una prima via di uscita presso il secondo torrione. La seconda torre, meno lunga, esordisce con un passaggio strapiombante in un intaglio (utile la staffa a sinistra), poi un lungo pilastro arrampicabile fino alla terza torre. La terza, più levigata e fisica nei primi metri (qui serve maggiormente la catena), porta a un esposto passaggio in spaccata in una fenditura, poi a uno spigolo da risalire in forte esposizione e a un’ultima via di fuga. Il quarto torrione, il più impegnativo, parte con una placca liscia e povera di appigli, con pochi terrazzini per riprendere fiato; si traversa a destra, si risalgono uno spigolo e una spaccatura, e con un ultimo tratto su placca e un traverso leggermente strapiombante si raggiunge la croce di vetta del Monte Grona (2h 45′ dall’attacco, 4h totali), con vista sul Lago di Como.

    ▲Character and difficulty

    Via lunga, esposta e nel complesso stancante (Molto Difficile): la roccia è molto arrampicabile, ma il terzo e il quarto torrione richiedono di arrivare ancora in forze, facendo buon uso delle braccia.

    ⚠ Esposizione fortissima lungo quasi tutta la via; in più punti cavo e catena si incrociano o si allontanano, richiedendo cambi di moschettone anche senza fittoni. Le vie di fuga dopo il primo, secondo e terzo torrione sono importanti se si dubita di poter completare l’itinerario.

    ▲Period and safety

    Via da percorrere con buona forma fisica ed esperienza di ferrate impegnative; per accedere alla strada da Breglia è richiesto il ticket di 3 euro. Quota massima 1736 m.

    ▲Discipline

    Dalla vetta due possibilità: la Via Normale, che dopo un breve tratto attrezzato risale verso l’anticima nord e scende tra roccette fino alla Sella della Forcoletta e al rifugio (1h 45′ dalla cima, 5h 45′ totali); oppure la Direttissima, più ripida e aerea, con alcuni passaggi attrezzati non difficili, che riporta al rifugio (1h 30′ dalla cima, 5h 30′ totali). Dal rifugio si rientra a ritroso per il sentiero di avvicinamento.

    ▲To match

    Verso Varese la Ferrata Bellotti presso Mesenzana; nel triangolo lariano le impegnative ferrate del Sass Tavaracc e del Corno Rat; nei dintorni anche la Ferrata dei Picasass e la Ferrata Biasini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAlpi Lepontine – Monte Grona
    • Approach1:15 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)5:45 h
    • Hardware level difference385 m
    • Route difference636 m
    • Max1736 m
    • Length8,1 Km
  • Ferrata Bethaz Bovard

    Ferrata Bethaz Bovard

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata Bethaz Bovard
    Moderately Hard● ClosedDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ ATTENZIONE: secondo la fonte la via risulta attualmente CHIUSA. Verificate l’effettiva agibilita, eventuali interdizioni e lo stato delle attrezzature prima di programmare l’uscita.

    La Ferrata Bethaz Bovard e un bell’itinerario lungo e impegnativo a Valgrisenche, articolato in quattro sezioni (con via di fuga al termine di ciascuna), l’ultima delle quali su un’aerea cresta fino alla Becca dell’Aouille (2603 m). Non presenta singoli passaggi di elevata difficolta, ma e esposto, faticoso e lungo: da non sottovalutare, anche per la quota.

    ▲Approach

    Si parte da Valgrisenche, raggiungibile lungo la SR25, parcheggiando in paese. Si attraversa il centro abitato verso l’evidente diga, si supera la chiesa salendo lungo la strada in direzione di un magazzino (originariamente un edificio militare): sul suo lato sinistro si vedono i primi gradini rocciosi con le attrezzature metalliche e la bacheca di inizio ferrata (10 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La via si compone di 4 tratti, ciascuno con una via di fuga al termine. Primo tratto: attacco facile su bella roccia e molte staffe, con gradini metallici nel bosco, una parete verticale, un breve traverso a destra e una salita a sinistra che aggira a sinistra una sporgenza marcata; dopo un tratto verticale e un sentiero di collegamento si sale un traverso su staffe e una parete verticale fino a un tratto pianeggiante accanto a una rete paramassi, prima di una parete verticale con 3 metri strapiombanti che tendono a spingere in fuori al cambio del moschettone; le attrezzature si interrompono, si prosegue su sentiero, facili rocce coricate, un traverso a sinistra e una parete appoggiata fino a uno strapiombo piu marcato che chiude il primo tratto. Secondo tratto: dopo una facile parete inclinata, una lunga placca verticale con una lunghissima serie di infissi per i piedi, poi un alternarsi di roccette, pareti inclinate e piccole balze senza difficolta considerevoli; un sentiero tra le mirtillaie precede una parete leggermente strapiombante, un traverso a sinistra e una parete di circa 7 metri che chiude il tratto. Terzo tratto: una parete non ripida a sinistra porta sotto un’imponente ed esposta parete verticale, risalita su staffe per parecchie decine di metri, seguita da roccette e da un’altra parete verticale piu breve, poi un traverso a destra in orizzontale e in leggera discesa. Quarto tratto: verso l’ultima parete verticale, con una parete appoggiata e poi un diedro verticale, fino a un sentiero attrezzato di cresta decisamente aereo ed esposto ma non difficile, tra fili di cresta, sassi da scavalcare, anfratti, diedri e camini con magnifico panorama; in cima all’ultima parete termina la via (4 ore dall’attacco, 4 ore e 15 dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario senza esagerate difficolta tecniche ma esposto, faticoso e lungo, sviluppato ad alta quota. Lungo la via si incontrano 3 vie di fuga: a circa 1930 m verso il sentiero 17 che scende a Valgrisenche, a circa 2200 m sempre verso il 17 e a 2350 m verso il sentiero 18 e La Bethaz.

    ⚠ Attenzione ai tratti di collegamento e al rientro, dove la segnaletica e scarsa o assente. Sulla cresta le attrezzature a un certo punto si interrompono: proseguire a vista in direzione del ricevitore, dove riprendono. A inizio stagione sono frequenti lunghi tratti innevati. In discesa dalla Becca dell’Aouille seguire le frecce gialle lungo la parte alta del vallone fino al sentiero 18: scendere subito nel vallone, senza seguirle, porta a salti di roccia che rendono impossibile la discesa.
    ▲Discipline

    Ci sono due opzioni. La piu agevole prosegue in leggera salita sul sentiero 18 fino al Rifugio degli Angeli (2916 m), poi dietro al rifugio sale al colle e scende (sentiero 16) fino all’Arp Vieille, quindi per la mulattiera militare (sentiero 17) rientra in paese (2 ore e 30 dal termine, circa 7 ore totali). In alternativa si attraversa una pietraia scivolosa e, orientandosi in assenza di segni, si intercetta il sentiero 18 a destra fino al villaggio di La Bethaz (circa 2 ore), da cui il sentiero 22, parallelo alla strada, riporta in poco piu di 2 km al parcheggio.

    ▲To match

    A poco meno di un’ora d’auto, nella valle parallela a sud-est, c’e la Ferrata Casimiro. Nella parte occidentale della Valle d’Aosta segnaliamo anche la Ferrata Marguerettaz, il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata at Gran Paradiso e la Ferrata al Bivacco Borelli.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionAosta Valley
    • GroupAlps
    • Approach0:10 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerary (a/r)7:00 h
    • Hardware level difference800 m
    • Route difference903 m
    • Max2603
    • Length13 Km
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