Ferrata Nord del Coglians (Weg der 26er)

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Ferrata Nord del Coglians (Weg der 26er)

La Ferrata sulla parete nord del Coglians (in tedesco Hohe Warte), recentemente ristrutturata, è difficile e si svolge in un bellissimo e severo ambiente di alta montagna al confine tra Italia e Austria. Itinerario lungo, con oltre 2 ore di avvicinamento e rientro per sentiero attrezzato: ideale da dividere in due giornate.

▲Approach

Si parte dal Rifugio Tolazzi (1350 m), a Collina di Forni Avoltri (Udine), vicinissimo al confine austriaco. Open road signs on Google Maps. Si sale per il Sentiero dei Cramars (segnavia 144) verso il Rifugio Lambertenghi Romanin (1955 m): forestale poi sentiero, ignorando la deviazione a destra per il Sentiero Spinotti (145), usata al rientro (1h 30' dal parcheggio). Dal rifugio si sale al Passo Volaia (1974 m), confine di stato affacciato sul Lago Volaia; si scende leggermente e, tenendo la traccia a destra del lago, ci si immette sul sentiero 403 in salita verso est. Su pietraia si punta alla forcella del Valentintörl seguendo i segnavia austriaci «Weg der 26er» (427): attenzione al bivio poco segnalato, dove si taglia a destra verso una sella (2147 m) lasciando la forcella sulla sinistra. Si piega a sud (427-1, radi bolli blu) fino a una parete di una cinquantina di metri — non la ferrata vera e propria, ma il preludio — che si sale e si scende sul versante opposto, sul ghiaione (eventualmente innevato) sotto la parete nord. A un bivio segnalato si ignora la traccia a sinistra (nuova ferrata 427-2) e si raggiunge l'attacco, indicato da una freccia blu e una targhetta (2276 m, 2h 30' totali).

▲The path

La via è particolarmente impegnativa nei primi 150 metri: verticale, varia e atletica, con infissi presenti ma non eccessivi. L'attacco su alta parete con canalini dà subito il tono; si guadagnano i primi metri verticali piegando a sinistra in un canalino (utile un primo piolo in un passaggio strapiombante), poi si aggira a sinistra un primo tetto con traverso diagonale impegnativo fino a un terrazzino. La parete prosegue verticale fino a un secondo tetto, aggirato con un traverso orizzontale su pioli, molto aereo. Si entra in un canalino e si arriva al passaggio probabilmente più impegnativo: un terzo tetto aggirato con un lungo traverso a sinistra su placca levigata e spesso umida, in aderenza, con un paio di trazioni per uscirne. Si sale ancora verticali fino a un terrazzino, poi passaggi di media difficoltà e un ulteriore traverso simile ai precedenti, fino al termine momentaneo delle attrezzature e della prima difficile sezione. Su ghiaia si raggiunge la seconda parte attrezzata: roccette verticali ma gradonate e passaggi appoggiati arrampicabili (roccia meno levigata, più appigli, ma ghiaino da non smuovere), fino a un ultimo canalino esposto che porta alla cresta spartiacque e confine di stato (circa 2700 m, 2h dall'attacco). Si percorre la cresta, prima larga poi sul filo, con passaggi esposti ma non difficili, e una sezione finale gradonata e arrampicabile fino alla vetta del Coglians (2780 m, 3h dall'attacco, 5h 30' totali), con croce e campana.

▲Character and difficulty

Storica ferrata costruita nel 2000 dal 26° battaglione austriaco di Spittal (da cui «Weg der 26er»). Ambiente severo, prima sezione molto esposta. Fondamentale dosare le energie per arrivare lucidi ai passaggi chiave, che richiedono forte trazione sul cavo.

⚠ La prima sezione è difficile e almeno un paio di passaggi sono da considerarsi «Molto Difficili», soprattutto con roccia bagnata (frequente). Facile imbattersi in nevai nel canalone del Valentintörl e nel ghiaione sotto l'attacco. Oltre il confine si seguono i cartelli austriaci: ricordare i nomi locali (Weg der 26er, Hohe Warte).
▲Period and safety

Piena estate con meteo stabile. Alta montagna di confine: valutare neve nei canaloni e condizioni della roccia. Consigliato spezzare in due giorni con pernottamento in rifugio.

▲Discipline

Dalla campana di vetta si scende per la via normale (segnavia 143), su roccette ben segnate poi ghiaione, fino a un bivio (2330 m, circa 45' dalla vetta) dove si tiene la destra verso il Sentiero Attrezzato Spinotti (145). Lo Spinotti ha tratti attrezzati: un curioso tratto su placca con gradini di legno, una cengia e un camino che si scende su scala metallica e poi su fune lungo l'esposta parete esterna, fino a rientrare al Rifugio Lambertenghi Romanin (2h 30' dalla vetta). Si riprende il sentiero dell'avvicinamento fino al Rifugio Tolazzi (3h 30' dalla vetta, 9h totali).

▲To match

Sulle Alpi Carniche: a est la Ferrata Chiadenis; più a sud la Ferrata 50 del Clap, la Ferrata Cassiopea e, verso Tolmezzo, la Ferrata Farina del Diavolo.

▲Gallery
Technical data
  • DifficultyHard
  • RegionFriuli-Venezia Giulia
  • GroupAlps Carnia
  • Approach2:30 h
  • Ferrata50
  • Itinerary (a/r)9:00 h
  • Hardware level difference530 m
  • Route difference1430 m
  • Max2780 m
  • Length10,3 Km