La Ferrata Val del Rì is a modern and suggestive street that creeps into the narrow hole dug by the Rio Fai, above the village of Mezzolombardo, in the Piana Rotaliana north of Trento. It does not lead to a top but inside the throat, with vertical difference: the progression is almost continuous on metal steps and cambre, interspersed by four Tibetan bridges and the scenery of numerous waterfalls. Inaugurated in July 2024.
The reference è the locality; Toresela (a small tower building), just above the Parish Church of the historical center of Mezzolombardo. Behind the church the space for l' car & car; poor; it is advisable to follow the indications for the Cimitero / Camposanto (road uphill to the left from Via San Pietro) and use l' wide attached parking, then walk to the long Ponte Sospeso, cross it with the Toresela in view below. Alternatively, you can climb the road with an indication «Toresela» and after about 150 m you park on the right, then walk for another 200 m until the small building of the ' aqueduct and the panoramic deck (panchine, useful for wearing l'imbrago). Open road signs on Google Maps.
Dal terrazzo si scendono alcuni scalini e si imbocca il sentiero che passa sotto il ponte sospeso; tenendosi sempre sulla destra si procede in piano o in lieve discesa, protetti da staccionate in legno e cordino, per 3-4 minuti fino a guadare il Rio Fai sui sassi. Si è ora nella forra, davanti al cartello e ai primi scalini dell'attacco. Si sale una prima serie di scalini su parete verticale, poi brevi passaggi a zig-zag su terra ripida e pietre e una lunga scalinata verticale; dopo un breve traverso esposto a destra si affronta il primo ponte tibetano (corto e ben teso) presso una prima bella cascata, raggiungendo uno sperone roccioso. Altri scalini, un tratto aereo sullo sperone e si arriva al secondo ponte tibetano, più lungo ed esposto, che riporta sulla destra orografica. Si percorre una crestina, poi il bosco, scendendo verso la forra: un lungo traverso su staffe radente all'acqua include un passaggio più impegnativo, con appoggi rientranti rispetto al cavo che obbligano a un po' di lavoro di braccia. Si risale di qualche metro, un traversino obliquo a destra, e aggirata la curvatura della parete si incontra il punto con appoggi più scarsi e distanziati, tra i più impegnativi della via. Seguono un traverso e una breve alternanza discesa-salita su staffe fino al terzo ponte, basso e vicino all'alveo. Ci si addentra nella gola con un traverso ascendente, in vista di due cascate (una di una quindicina di metri) e di un grande masso incastrato fra le pareti: lo si risale, si traversa e si guadagna quota con scalini leggermente strapiombanti. Si è circa a metà via. Alcuni tratti di ripido sentiero bagnato e fangoso si superano aiutandosi con alberi e cordino; una paretina strapiombante con gradini porta a un terrazzino e a una stretta fenditura panoramica di una decina di metri, ventilata, da percorrere in leggera discesa. Si scende fra terra e roccette riavvicinandosi all'acqua, si supera una breve cengia e un traverso a destra che aggira un blocco, fino a tornare al livello del torrente presso un'altra cascata. Guadato il ruscello sui grandi sassi, una lunga serie di scalini verticali leggermente strapiombanti costituisce il terzo passaggio prudentemente «difficile» per la maggior esposizione; ci si sposta a sinistra a fianco della cascata e si risale fino al quarto e ultimo ponte tibetano, il più corto. Attraversato, con scalini in traverso a sinistra si entra in un sentiero attrezzato e si raggiunge un bivio: tenendo il cordino di sinistra si arriva subito al sentiero 602B per il rientro (versione parziale, 1h 20' dall'attacco); tenendo il cordino di destra, meno evidente e in discesa, si prosegue nella versione completa, consigliata perché le difficoltà sono uguali o inferiori. Si supera lo spallone roccioso a sinistra, una ventina di metri di scalini, terreno misto umido, cascatine risalite su staffe, un breve traverso atletico e un tratto fangoso; con un paio di zig-zag su costone si raggiunge lo storico sentiero 602B: la ferrata è finita (20' dal bivio, 1h 40' dall'attacco). In 4-5 minuti di salita si può raggiungere il comodo spiazzo «Loc. Giuel», sopra il piccolo ponte di cemento dove l'itinerario termina.
Modern design, with prevalence of steps and cambre: the polished rock, often wet and mosquito, offers few natural hooks and induces to proceed on the equipment. Three passages which can be prudently considered 'difficult', especially for exposure, and four Tibetan bridges; the vertical difference still remains contained.
Being of low altitude, in a cool and largely shaded environment, it is possible to travel almost all year round and combined with other short ferrates of the area.
From the beach «Loc. Giuel» (panchine and fountain) goes back backwards following the indications «Mezzolombardo senti. 602B»: the path descends comfortable to the cemetery, wanders left along the perimeter wall on cemented road and returns to the parking lot (35' from the deck, 2h 20' from the attack for the complete lap). Those who left the car at Toresela follow the indications for the "Suspended Bridge".
Staying in the area and continuing towards Fai della Paganella you can walk Ferrata Croce di Fai. With another half day are close (10-15 minutes by car) the Ferrata Rio Secco to Cadino di Faedo and the Ferrata del Burrone Giovannelli in Mezzocorona; just beyond Ferrata di Favogna e la Ferrata delle Aquile in Paganella.
- DifficultyModerately Hard
- RegionTrentino-Alto Adige
- ProvinceTrento
- GroupPayment
- Approach5 min
- Ferrata2h 30'
- Complete itinerary (a/r)3h 15'
- Maximum630 m
- Length5,8 km
- Year2024

































