Caratteristica: Ambiente d’alta montagna

  • Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale

    Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale

    Vie Ferrate › Abruzzo › Teramo
    Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ricci porta al Corno Orientale del Corno Grande, sul Gran Sasso: una vetta solo 9 metri più bassa del Corno Occidentale ma forse la più suggestiva, affacciata sull’imponente Paretona est che precipita per quasi 1500 metri sulla valle. Via di media difficoltà in ambiente d’alta montagna severo.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza consigliato è Prati di Tivo (TE), raggiungibile dall’A24 (uscita San Gabriele – Colledara) seguendo per la SS del Gran Sasso e poi per Prati di Tivo (punto di partenza su Google Maps). In estate è comoda l’ovovia che porta in località Madonnina; in sua assenza si può proseguire circa 4 km verso il rifugio Cima Alta, dove ci sono parcheggi, e salire a piedi alla Madonnina. Dalla Madonnina si prende il sentiero 103 verso la cresta est del Corno Piccolo; a un bivio presso alcuni terrapieni si tiene la sinistra per il Rifugio Franchetti, salendo (tratti attrezzati dove esposto) per circa un’ora fino al rifugio, dopo un esposto vallone. Dal rifugio una chiara traccia scende a sinistra nel vallone delle Cornacchie fino all’attacco della Ferrata Ricci, su pendio detritico (1h 15′ dall’ovovia).

    ▲Il percorso

    Si attacca su una placca diagonale non difficile fino a una forcella dove il cavo termina momentaneamente; si devia a sinistra lungo una breve cengia e un tratto detritico dove riprendono le attrezzature. Si risale una parete inclinata, faticosa ma non difficile, che porta al tratto più suggestivo: un esposto balcone sulla Paretona est del Gran Sasso, 1300 metri di parete di rara imponenza. Si costeggia questo orlo fino a riattaccare la salita lungo un esposto spigolo di circa 30 metri (passaggio chiave), molto aereo ma con buoni appigli che favoriscono l’arrampicata; pochi metri sopra il cavo termina sull’anticima nord (2700 m, 1h 15′ dall’attacco). Si prosegue su pareti esposte ma mai difficili fino a incrociare la via normale al Corno Orientale, si attraversa un’esposta forcella e si risalgono alcune roccette di I grado fino in vetta al Corno Orientale (30′ dal termine della ferrata, 1h 45′ dall’attacco, 3h dall’ovovia).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via Moderatamente Difficile, con un esposto spigolo come passaggio chiave; le difficoltà tecniche restano contenute, ma l’ambiente è d’alta montagna e impegnativo.

    ⚠ Non è raro trovare neve anche in stagione avanzata: in tal caso la difficoltà cambia radicalmente e l’itinerario è da riservare a escursionisti esperti e attrezzati. La discesa per la via normale richiede particolare attenzione nei tratti non attrezzati in disarrampicata. Verificare l’apertura dell’ovovia di Prati di Tivo prima di partire.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta quota per la piena estate (quota massima 2903 m). Cartografia: carta del Gran Sasso d’Italia.

    ▲Discesa

    Due opzioni: ripercorrere a ritroso l’intero itinerario inclusa la Ferrata Ricci (più sicuro), oppure scendere per la via normale, più breve ma tecnicamente più complessa. Per la via normale, dalla vetta si torna al bivio con la ferrata e si seguono i segnavia tondi biancorossi: prima roccette di I grado, poi un esposto e insidioso camino con passaggi di II grado in disarrampicata; quindi un facile sentiero porta alla parte terminale del Ghiacciaio del Calderone, al bivio per il Corno Occidentale e alla Sella dei Due Corni, da cui si scende al Rifugio Franchetti (1h 15′ dal termine della ferrata, 4h 15′ totali) e poi all’ovovia (5h 30′ totali).

    ▲Da abbinare

    La Ricci si concatena facilmente con le vicine Ferrata Danesi e Ferrata Ventricini al Corno Piccolo (anello lungo, consigliato il pernottamento al Franchetti); dalla Sella dei Due Corni si raggiungono la Ferrata Brizio e il Bivacco Bafile con l’omonima ferrata. Sul versante sud il Sentiero del Centenario e la Ferrata Famigliari; a nord la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata470 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max2903
    • Lunghezza8,4 Km
  • Ferrata Bivacco Bafile

    Ferrata Bivacco Bafile

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Ferrata Bivacco Bafile
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Questo itinerario conduce al Bivacco Bafile, a 2.669 m sulla cresta sud-est della Vetta Centrale del Corno Grande, costruito dalla sezione dell’Aquila del CAI nel 1966: struttura sempre aperta, con 9 posti letto. Il tratto ferrato, di recente ristrutturazione, è facile e rilassante, ma l’ambiente è quello severo dell’alta montagna del Gran Sasso.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza Campo Imperatore (punto di partenza su Google Maps). Da Roma o Teramo: A24 fino al casello di Assergi, poi SS17bis per Fonte Cerreto e quindi al parcheggio di Campo Imperatore; da Fonte Cerreto è possibile salire in funivia (verificare sempre orari e ultima corsa). Da Pescara: A25 fino a Popoli, poi SS17 verso L’Aquila e Assergi. Dall’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (2.130 m) si percorre il sentiero 101 fino alla Sella di Monte Aquila (2.335 m), poi il sentiero 104 passando per la Sella di Corno Grande (2.421 m) e il Sassone (2.560 m). Proseguendo sul 104 si raggiunge il bivio per la ferrata Bafile (1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Al bivio si devia a destra, verso il bivacco Bafile e la Forchetta del Calderone. Il tratto ferrato, recentemente ristrutturato, non presenta particolari difficoltà tecniche: gli appigli sono abbondanti e buoni e consentono di progredire senza necessità di trazionare sul cavo. Nella prima parte si incontra un’esposta scaletta di nove gradini sospesa sopra un importante strapiombo, poi pronunciati spacchi orizzontali da superare abbassandosi e un semplice passaggio su placca diagonale. Subito dopo si entra in un ampio bacino di ghiaie sul versante sud del Corno Grande, dove si cammina obliquamente in leggera discesa; il sentiero cala di poco fino alle rocce sulla cui sommità sorge il bivacco. Un ultimo tratto di facili roccette chiude la salita (2h dal Sassone, 3h 30′ totali, quota 2.669 m). Splendida la vista dal pianoro.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata facile e panoramica, ma inserita in un contesto d’alta quota con lungo avvicinamento. Difficoltà complessiva: Moderatamente Difficile.

    ⚠ Estrema attenzione in presenza di neve e ghiaccio (periodo invernale e inizio stagione). Seguire sempre i segnali CAI bianco-rossi: poco oltre il bivacco si stacca un sentiero alpinistico segnalato in giallo-rosso, da non confondere con la via.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta montagna: stagione estiva con terreno asciutto. Un’esperienza suggestiva è salire nel tardo pomeriggio e pernottare al bivacco per godere tramonto e alba. Per la cartografia si consiglia la carta del Gran Sasso d’Italia.

    ▲Discesa

    Si ripercorre la ferrata a ritroso e si torna per lo stesso itinerario dell’andata fino a Campo Imperatore (2h dal Bivacco Bafile, 5h 30′ totali). In alternativa, giunti alla Sella di Monte Aquila, si può seguire il sentiero 161 verso il rifugio Duca degli Abruzzi.

    ▲Da abbinare

    Nel Gran Sasso, di recente ristrutturazione: la Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi al Corno Piccolo, la Ferrata Ricci al Corno Orientale, lo storico Sentiero del Centenario con la Ferrata Famigliari e, a nord, la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso d'Italia
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario539 m
    • Quota max2669 m
    • Lunghezza9,8 Km
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