Caratteristica: Avvicinamento con funivia

  • Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio

    Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio collega i Piani d'Erna alla cresta del Resegone risalendo un suggestivo canale con alcuni tratti esposti attrezzati. È percorribile in entrambi i sensi e facilmente collegabile agli altri itinerari del Resegone.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco (dalla superstrada Lecco–Ballabio, uscita «Piani d'Erna», su tra i tornanti fino al piazzale). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si può salire ai Piani d'Erna in tre modi: con la funivia, a piedi per il Rifugio Stoppani, oppure con la lunga ma non difficile Ferrata Gamma 1. Dai Piani d'Erna si scende alle Bocche d'Erna e si seguono le indicazioni per il Sentiero 10, in salita su sterrata verso alcune abitazioni; da qui, a destra (cartello), il sentiero entra nel bosco dove inizia il tracciato vero e proprio (20' dai Piani d'Erna).

    ▲Il percorso

    Il sentiero parte senza difficoltà verso sud-sudovest, con molti saliscendi, alcuni assistiti da catene e cavi nei tratti più esposti (attenzione col fondo umido). Si raggiungono alcune cenge esposte attrezzate, una con una staffa; da qui il percorso si fa più impegnativo addentrandosi nel canalone, seguendo i segni bianco-rosso-giallo. Si risale una costa esposta sul lato destro con l'aiuto del cavo, tratto più ripido e faticoso, incastonato tra le guglie della cresta nord del Resegone, fino nella parte più angusta del Canalone Bobbio. Si risale un tratto di poco meno di 100 metri con diversi massi attrezzati (paretine di 2-4 metri, in genere in traversata diagonale, con un paio di tratti verticali). Il paesaggio diventa più austero fino a una stretta gola dove si trova il passaggio chiave, comunque di difficoltà moderata; nella gola un gendarme roccioso di circa 3 metri si risale e si attraversa in diagonale a sinistra, chiudendo le difficoltà. Si prosegue in ripida salita su misto terra e sassi e poi sui prati sommitali fino alla Selletta di Bobbio, dove il sentiero termina (2h dall'inizio del tratto attrezzato, 2h 20' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario vario di difficoltà moderata: i tratti attrezzati proteggono cenge esposte e i massi del canalone, mai realmente esposti ma a volte ripidi e faticosi. Bell'ambiente roccioso tra le guglie del Resegone.

    ⚠ Con fondo umido i saliscendi iniziali e le cenge diventano scivolosi: prudenza. Casco e set da ferrata indispensabili, anche per possibili sassi nel canalone.

    ▲Discesa

    L'opzione più comune: in circa 20' si raggiunge il Rifugio Azzoni percorrendo la cresta verso sud-sudovest; da qui si scende sul Sentiero 1 e, al bivio a destra, sul Sentiero 5 fino ai Piani d'Erna e alla funivia (1h 45' dal termine, 4h complessive), oppure restando sul Sentiero 1 oltre il Rifugio Stoppani fino al parcheggio (2h 30' dal termine, 4h 45' complessive). In alternativa, dalla Selletta Bobbio si può percorrere la cresta nord del Resegone (attenzione alle roccette) fino al Passo Giuff.

    ▲Da abbinare

    Si concatena facilmente con gli altri itinerari del Resegone, come la Ferrata Gamma 1 in avvicinamento e il Sentiero del Caminetto in discesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaLecco
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento20 min
    • Tratto attrezzato2h
    • Itinerario completo4h
    • Dislivello attrezzato400 m
    • Dislivello itinerario451 m
    • Quota massima1740 m
    • Lunghezza6 km
  • Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Il Sentiero Attrezzato del Caminetto, noto anche come Buco della Carlotta, permette di raggiungere Pian Serrada dal Passo Fò, sotto il Resegone (Lecco). Si sviluppa lungo un canalone abbastanza ripido con alcuni tratti attrezzati a catene; viene spesso combinato con altri itinerari della zona.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco (dalla superstrada Lecco–Ballabio, all'uscita di una galleria si seguono le indicazioni «Piani d'Erna» salendo tra tornanti fino al piazzale). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'avvicinamento al Passo Fò coincide con quello della Ferrata del Centenario: circa 1h salendo con la funivia, oppure circa 1h 30' a piedi dal parcheggio (Sentiero 1 e poi Sentiero 6). Al Passo Fò i cartelli separano la ferrata dal sentiero attrezzato.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Fò si prende a destra (cartello) su sentiero ripido e a tratti sassoso fino all'attacco. Si inizia con la prima catena risalendo una placca, poi si gira a sinistra, si risalgono un paio di tratti e si fa un breve passaggio in discesa. Tra sfasciumi si raggiunge il passaggio caratteristico: sotto un grosso masso incastrato che si oltrepassa da destra risalendo il «Buco della Carlotta» fino a uscire su una cengia. Segue un secondo canalino con alcuni tratti un po' atletici (per arrampicare occorre cercare con pazienza appigli non subito evidenti); poi il sentiero diventa più facile e si esce dal caminetto. A sinistra un cartello indica la Ferrata del Centenario; il sentiero prosegue su prato e roccette nella Pian Serrada, dove termina (45' dall'attacco, 1h 45' dalla funivia, 2h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario facile, con alcuni passaggi verticali ma non difficili ed esposizione contenuta, sviluppandosi dentro un canalone. Più sentiero attrezzato che ferrata vera e propria.

    ⚠ Attenzione a non smuovere sassi in salita: potrebbero colpire chi sta sotto (casco indispensabile). Un passaggio nel canale è stretto e può dare problemi con zaini ingombranti: utile un rinvio/fettuccia per appendere lo zaino all'imbrago.

    ▲Discesa

    Da Pian Serrada si risale al Sentiero 1 e lo si prende in discesa fino al bivio col Sentiero 5: a destra per la stazione della funivia dei Piani d'Erna (1h dal termine, 2h 45' complessive), oppure dritti verso il Rifugio Stoppani e il parcheggio (1h 45' dal termine, 3h 30' complessive).

    ▲Da abbinare

    È spesso usato come discesa/rientro al Passo Fò dopo la Ferrata del Centenario, o come rientro da escursioni al Resegone come la Ferrata Gamma 2 o la Ferrata Silvano de Franco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaLecco
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento1h
    • Tratto attrezzato45 min
    • Itinerario completo2h 45'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota massima1475 m
    • Lunghezza6 km
  • Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva è una via attrezzata di media difficoltà in ambiente alpino, alle pendici del gruppo del Monte Bianco. Conduce a un pianoro panoramico – il Belvedere – con una vista tra le più belle di tutte le Alpi Occidentali.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia di La Palud (Courmayeur, Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si scende alla prima fermata della tratta «La Palud–Punta Helbronner» e si segue il sentiero in leggera salita a fianco del giardino botanico Saussurea; al primo bivio si tiene la sinistra su sentiero ben tracciato che attraversa a mezzacosta i pendii erbosi verso la morena del ghiacciaio del Toula. Un breve tratto attrezzato con catena supera alcune rocce e si raggiunge un'area panoramica con panchina, dove inizia il tratto attrezzato (30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    La parte attrezzata inizia scendendo lungo la scarpata orientale del Mont de la Brenva, con tratti scoscesi in cui la corda dà sicurezza; un tratto in discesa di III grado, non difficile, è sostenuto dalla catena. Si prosegue a mezzacosta con salite e discese, assistiti da catena e staffe sul lato destro, e si attraversa una pietraia (segni gialli); al termine un sentiero risale ripido verso le rocce della Brenva fino al Belvedere (2300 m, 1h 30' dall'inizio del tratto attrezzato), con vista su Ghiacciaio della Brenva, Monte Bianco, Mont Blanc de Courmayeur, Aiguille Blanche, Aiguille Noire e Dames Anglaises.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero attrezzato non lungo e non difficile, ma in ambiente alpino e con tratti esposti dove le protezioni sono essenziali; il panorama dal Belvedere è da solo un ottimo motivo per percorrerlo.

    ⚠ Ambiente d'alta montagna su morena e pietraia: casco raccomandato e attenzione al fondo. Valutare meteo e orari della funivia per il rientro.

    ▲Discesa

    La discesa avviene sullo stesso itinerario di salita (1h 30' dal Belvedere, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Partendo presto, si può connettere alla Ferrata Casimiro (circa 1h d'auto). In zona anche il Sentiero al Rifugio Dalmazzi, il Sentiero al Bivacco Boccalatte e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario completo (a/r)3h 45'
    • Dislivello attrezzato130 m
    • Dislivello itinerario322 m
    • Quota massima2300 m
  • Sentiero Attrezzato Bonacossa

    Sentiero Attrezzato Bonacossa

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Bonacossa
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — Dal 2017 la Forcella di Misurina è interessata da una frana che ne ha reso impraticabile l'attraversamento: quel tratto del sentiero risulta tuttora chiuso. È possibile percorrere l'itinerario salendo dal Ciadin de la Neve. Verifica sempre le condizioni aggiornate presso i rifugi della zona prima di partire.

    Il Sentiero Attrezzato Bonacossa è un itinerario lungo e bellissimo, in parte attrezzato, che taglia in direzione sud-nord il Gruppo dei Cadini di Misurina (Dolomiti di Sesto). Sale diverse forcelle, con un dislivello complessivo molto maggiore di quello assoluto per i continui saliscendi. I tratti attrezzati non sono difficili, ma l'escursione richiede buon allenamento e piede fermo, soprattutto da Forcella de Rinbianco in poi.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte degli impianti del Col de Varda, sul versante orientale del Lago di Misurina. Si parcheggia presso il versante sud del lago, vicino all'hotel Alpenrose, e si raggiungono gli impianti. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Con la seggiovia non c'è avvicinamento; in alternativa si sale in 45' dal Lago di Misurina (1756 m) al Rifugio Col de Varda (2115 m) per il ripido segnavia 120.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte (Rifugio Col de Varda) la targa metallica segna l'inizio del segnavia 117 verso nord. Seguendo radi bolli rossi si sale, prima a mezzacosta poi più ripidi, verso la Forcella di Misurina (2395 m, 45' dalla stazione), risalendo un canalino detritico sul versante destro a tratti attrezzato con fune (salita ripida e faticosa, con infissi di legno a sostegno del fondo). NB: questo tratto è quello interessato dalla frana del 2017 (vedi avviso). Dalla forcella si scende ripidamente lo stretto intaglio in un canalino detritico, aiutati da corde metalliche su un paio di balzi verticali e un traverso a destra, e si attraversa un foro nella roccia attrezzato con fune e gradini artificiali, fino al Ciadin della Neve (2250 m, 1h 30' dalla stazione), dove si incrocia il sentiero 118. Restando sul 117 si risale ripidi verso nord-est: due scalette metalliche superano due salti rocciosi, poi si piega a destra salendo la parte alta del canalino, instabile negli ultimi metri, fino alla Forcella del Diavolo (2380 m, circa 2h 15'). Si scende ripidi sulla destra di un ghiaione (possibile neve a stagione inoltrata) fino al Rifugio Fonda Savio (2367 m, circa 3h), crocevia dei Cadini da cui parte verso sud l'attacco dell'aerea Ferrata Merlone. Dal rifugio il 117 prosegue a nord: un tratto ripido con passaggi attrezzati, un canalino attrezzato e una cengia con passerella in legno riportano verso il Ciadin della Neve; ignorata la deviazione per Forcella Sabbiosa (sentiero 112) si raggiunge Forcella de Rinbianco (2176 m, 3h 30'), dove si tiene la destra verso il Rifugio Auronzo. Segue una cengia panoramica, a tratti esposta e attrezzata ma non difficile, sopra la Val de le Cianpedele; superata una passerella e alcuni resti della Grande Guerra, a un bivio si lascia il Sentiero Durissini e si resta sul 117 a sinistra in salita. Si aggira la parete orientale del Ciadin delle Bisse con roccette, una rampa diagonale (cavo a sinistra) e una scaletta appoggiata; i passaggi non sono difficili ma il fondo è spesso umido, quindi conviene assicurarsi. Una serie di cenge e brevi canalini franosi, sempre attrezzati nei punti più esposti, costituisce il tratto più adrenalinico fino a una forcella (2300 m, 4h 30') che scavalca dal versante est a quello ovest, con le Tre Cime di Lavaredo di fronte. Dopo l'ingresso di una galleria (facoltativa, aggirabile per sentiero) si raggiunge il Rifugio Auronzo (2320 m, 5h 15').

    ▲Carattere e difficoltà

    I tratti attrezzati sono privi di difficoltà tecniche e per lo più utili come corrimano; le insidie sono la lunghezza, i numerosi saliscendi e alcuni tratti esposti (specie da Forcella de Rinbianco), comunque sempre ben attrezzati. Itinerario dedicato ad Alberto Bonacossa, poliedrica figura sportiva e militare della prima metà del Novecento.

    ⚠ Attenzione ai nevai presenti anche in stagione inoltrata, in particolare nei valloni; il fondo umido delle cenge richiede prudenza. Ricorda la chiusura del tratto di Forcella di Misurina (frana 2017).

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Auronzo il rientro a Misurina avviene con l'autobus di linea oppure seguendo il turistico sentiero 101, in costante e mai eccessiva pendenza, fino al Lago di Misurina in 1h 30' (circa 7h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio Fonda Savio si può deviare a sud per la Ferrata Merlone. Dal Rifugio Auronzo si sale al Monte Paterno per la Ferrata Innerkofler-De Luca, o alla Torre di Toblin per la Ferrata delle Scalette e la Ferrata Hosp. Dal Lago di Misurina si raggiungono gli itinerari del Cristallo, tra cui la Ferrata René De Pol e la Ferrata Capitano Bilgeri al Monte Piano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoCadini di Misurina
    • Avvicinamento5 min (con seggiovia)
    • Tratti attrezzati5h 15'
    • Itinerario completo7h
    • Dislivello attrezzato100 m
    • Dislivello itinerario624 m
    • Quota massima2495 m
    • Lunghezza17,5 km
  • Ferrata Cuore alla Croce – Monte Palabione

    Ferrata Cuore alla Croce - Monte Palabione

    Vie Ferrate › Lombardia › Sondrio
    Ferrata Cuore alla Croce – Monte Palabione
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Cuore alla Croce sale il Monte Palabione sopra Aprica (Sondrio). Non presenta difficoltà tecniche elevate per il ferratista esperto, ma è esposta e segue una bella cresta erbosa che non va sottovalutata: pochi tratti verticali e molti tratti appoggiati con la risalita di brevi balzi rocciosi.

    ⚠ La via risultava in manutenzione (estate 2021) e il cavo, a tratti lasco, tende a sbandierare: verificare lo stato delle attrezzature prima di percorrerla.
    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Aprica: risalita la Valtellina fino a Tresenda si prende a destra per Aprica, oppure si sale da Edolo dal lago d’Iseo. Per l’avvicinamento a piedi conviene parcheggiare lungo via Ospitale, a un bivio con parcheggio sulla sinistra (punto di partenza su Google Maps); chi preferisce gli impianti può lasciare l’auto al piazzale della funivia in via Adamello. A piedi si torna su via Ospitale e si sale sull’asfaltata per 500 m fino a che diventa forestale con segni bianco-rossi: è il sentiero 327, che porta al Dosso Pasò e quindi alla stazione a monte della funivia (1h 15′ dal parcheggio). Da qui si sale verso il lago Palabione e si punta alla cresta a est, seguendo i segni bianco-rossi fino alla targhetta bianca d’attacco (20′ dalla stazione a monte, 1h 40′ totali).

    ▲Il percorso

    La via si sviluppa su uno spigolo e conserva quindi una certa esposizione che, abbinata al fondo erboso non sempre stabile, costituisce la difficoltà maggiore. È un misto di tratti di cresta e risalita di balzi rocciosi: poco dopo l’inizio si incontra il passaggio chiave, un’esposta parete verticale da risalire arrampicando. In molti punti si sale in diagonale sfruttando gli appigli della roccia; superato il tratto difficile, alcuni piccoli balzi e il tratto finale di cresta erbosa portano alla croce di vetta (40′ dall’attacco, 2h 15′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario ideale per chi, con esperienza di montagna, vuole provare una ferrata esposta ma tecnicamente contenuta (Moderatamente Difficile). Le difficoltà tecniche sono modeste, ma l’esposizione e un paio di passaggi richiedono attenzione.

    ⚠ Il fondo erboso dello spigolo non è sempre stabile e il cavo a tratti è lasco: progredire con prudenza, soprattutto nei tratti esposti.

    ▲Periodo e sicurezza

    Via di media quota (max 2361 m), praticabile nella stagione estiva; l’avvicinamento con la funivia riduce nettamente i tempi.

    ▲Discesa

    Dal versante opposto a quello di salita si imbocca il sentiero di discesa, in parte attrezzato, ripido ma non difficile, fino a innestarsi sul sentiero dell’andata (CAI 237). Per tornare a piedi al parcheggio si ripercorre l’andata a ritroso (1h 15′ dalla vetta, 3h 45′ totali); per rientrare in funivia si risale 10′ fino alla stazione a monte. In alternativa, dal Rifugio Valtellina si può scendere per il 329, la Malga Magnotta e i sentieri 301/326 fino ad Aprica (circa 1h 30′ in più).

    ▲Da abbinare

    In provincia di Sondrio si può abbinare la Ferrata al Torrione Porro (usando gli impianti per la salita al Palabione). Verso il bresciano, in ordine di difficoltà, la Ferrata del Pizzo Badile Camuno e itinerari più impegnativi; per restare sul facile, al Lago d’Iseo, il Sentiero Attrezzato della Corna Trentapassi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoAlpi Orobie – Monte Palabione
    • Avvicinamento1:40 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata252 m
    • Dislivello itinerario666 m
    • Quota max2361 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata Ciao Miki al Monte Mars

    Ferrata Ciao Miki al Monte Mars

    Vie Ferrate › Piemonte › Biella
    Ferrata Ciao Miki al Monte Mars
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ciao Miki, sulle Alpi Biellesi sopra il Santuario di Oropa, è breve e intensa: quattro torri con pareti verticali, tratti orizzontali e qualche passaggio leggermente strapiombante. Il tratto attrezzato non è tecnicamente difficile, ma è molto vario e aereo; soprattutto va considerato il lungo e impegnativo sentiero di cresta che dalla fine della ferrata porta alla vetta del Monte Mars, da non affrontare con la pioggia.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la stazione a monte della funivia Oropa–Lago Mucrone: da Biella si raggiunge Oropa e si parcheggia nell’ampio piazzale di partenza della funivia (punto di partenza su Google Maps). Usciti dalla stazione a monte si segue verso sinistra il sentiero D23, oltrepassando il rifugio Savoia e dirigendosi verso il Lago Mucrone; poco prima si svolta restando sul D23, che sale ripido fino a scollinare presso il Colle Rosso e il Laghetto Rosso, proseguendo poi verso il Colle Chardon (2221 m). Nei pressi del colle, a un bivio, il D23 continua mentre noi teniamo la sinistra verso l’attacco, segnalato da un cartello bianco (1h 15′ dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    La via attacca con una parete verticale, sul lato sinistro di uno spigolo, risalita con abbondante attrezzatura; segue una serie di gradoni in misto roccia-terra in diagonale a sinistra, iniziando a seguire la cresta verso il Monte Mars. Si sale una parete di una quindicina di metri, all’inizio leggermente strapiombante, se ne aggira la cima e si scende un poco, poi si affronta un’altra parete verticale con staffe abbondanti. Un breve traverso a sinistra porta a un balzo su roccia solida e ben appigliata; si sale in diagonale aggirando uno spigolo, si affronta un breve tratto di discesa esposto sul lato sinistro della cresta e si aggira uno spigolo in discesa in forte esposizione (passaggio delicato). Dopo un traverso si raggiunge una nuova parete verticale con buoni appigli naturali e artificiali, con un tratto leggermente strapiombante dovuto a una pancia della roccia; superatolo si prosegue verticali e molto esposti sulle staffe fino a un intaglio nella roccia. Si risale ancora tra gradoni e piccoli balzi fino a un cartello bianco che annuncia la fine imminente; dopo alcuni passi delicati in discesa, il cavo si interrompe e inizia una corda, che segna il termine della ferrata (1h 30′ dall’attacco, 2h 45′ dalla stazione a monte). Da qui parte il sentiero di cresta verso il Monte Mars, in alcuni punti stretto ed esposto: si aggira una lama tenendo il pendio a destra, si percorrono tratti aerei alternati a sezioni più larghe, qualche passaggio su roccette di I grado e un ultimo tratto attrezzato con corda su rocce lisce (scivolose se umide); tra sali e scendi e un pulpito panoramico si raggiunge infine la croce di vetta del Monte Mars (2600 m, 2h 30′ dal termine della ferrata, 5h 15′ dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata varia e divertente, esposta ma non tecnicamente difficile (Moderatamente Difficile), con 379 m di dislivello attrezzato. Il vero impegno della giornata è il sentiero di cresta successivo, che pur non essendo alpinistico ne conserva i caratteri.

    ⚠ Il sentiero di cresta dalla fine della ferrata al Monte Mars è esposto, stretto e privo di vie di fuga: richiede piede fermo ed esperienza, ed è da evitare assolutamente con tempo instabile o roccia bagnata. Le rocce della cresta diventano scivolose con l’umidità.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente d’alta quota (massimo 2600 m): stagione estiva, con tempo stabile. Giornata lunga, circa 6h 45′ complessive per 787 m di dislivello e 11 km, agevolata in partenza dalla funivia di Oropa.

    ▲Discesa

    Dal Monte Mars si scende seguendo per intero il sentiero D23, che dalla cima riporta al Colle Chardon e quindi alla stazione a monte della funivia (1h 30′ dalla vetta, 6h 45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Spostandosi verso la Valle d’Aosta si trovano altre vie attrezzate panoramiche, come la Ferrata Bethaz-Bovard e la Ferrata di Covarey.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Biellesi – Monte Mars
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:45 h
    • Dislivello ferrata379 m
    • Dislivello itinerario787 m
    • Quota max2600 m
    • Lunghezza11 Km
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