Caratteristica: Avvicinamento con impianti

  • Ferrata delle Aquile alla Paganella

    Ferrata delle Aquile alla Paganella

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata delle Aquile alla Paganella
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata delle Aquile è una via moderna e spettacolare sul versante sud-est della Cima La Paganella, sopra Andalo (TN). Ha uno sviluppo insolito — prima in discesa, poi una lunga cengia esposta e infine in salita — con attrezzatura eccellente, due ponti sospesi e, nelle varianti, originali scale elicoidali. L’avvicinamento è brevissimo grazie agli impianti, ma in estate è molto frequentata.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è la stazione a monte della funivia di Andalo (TN), raggiungibile dal casello di Trento Nord via Mezzolombardo, Fai della Paganella e Andalo; un parcheggio gratuito si trova sulla destra poco prima degli impianti (punto di partenza su Google Maps). Presa la funivia si scende a Dosso Pela (1776 m) e, con breve sentiero sotto una galleria, si risale alla Cima La Paganella (2125 m). Si prosegue in leggera salita verso alcuni ricevitori fino a un bivio: a sinistra un facile sentiero tra i mughi porta in pochi minuti all’attacco (15′ dalla stazione a monte); a destra si imbocca il Sentiero Attrezzato delle Aquile, facile ed esposto, che lungo una cengia conduce allo stesso punto (30′). In alternativa agli impianti si sale da Andalo a piedi per il sentiero F11 (circa 2h, 1000 m di dislivello).

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è singolare: prima in discesa, poi in salita lungo la costola del Dente del Corno, suddiviso in tratti riconoscibili da targhe metalliche. Si parte con il ‘Canalone Battisti’, discesa lungo il fianco sinistro di un ripido canale erboso (cavo da corrimano) alternata a brevi risalite e cenge, fino alla targa ‘Antro delle Pegore’ e a un passaggio nella roccia. Si esce su una facile cengia e si scende su roccette via via più esposte, senza difficoltà ma con piede fermo. Segue il primo tratto più tecnico, la ‘Traversata degli Angeli’: un traverso orizzontale molto esposto che aggira uno spigolo, con buoni appigli all’inizio e staffe nella seconda parte (un paio di passaggi leggermente strapiombanti). Dopo due brevi disarrampicate verticali esposte, aiutate da sostegni metallici, si traversa a sinistra alla targa ‘Conca d’Oro’ e si imbocca la ‘Cengia Terlago’, alternanza di traversi e cenge che aggira il Dente del Corno fino alla parete ovest. Si scende verso il corno collegato alla montagna da due ponti sospesi: superata la targa ‘Ponti del Cielo’ si affronta il primo ponte (a quattro corde, stabile, con pedane metalliche), poi alcune cambre fino a un breve gendarme e al ‘Dos de la Merenda’, da cui parte il secondo ponte, più lungo (aggirabile con sentiero attrezzato). Si risale una parete attrezzata e si scende a una sella terrosa dove si ricongiunge il sentiero. Al termine, dopo il libro firme, due opzioni: lo ‘Spigolo del Vento’, lungo pilastro in parte staffato con ottimi appigli naturali e gradoni finali esposti ma facili; oppure la ‘Variante Estrema – Il Volo dell’Aquila’, con due scale elicoidali in fune metallica (la seconda un po’ più dura) e un terzo ponte sospeso. Entrambe portano alla grande targa ‘Il Trono dell’Aquila’ (1h 45′ dall’attacco indipendentemente dall’ultima variante, 2h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via Moderatamente Difficile, con attrezzatura recente e abbondante (fittoni molto ravvicinati). Esiste inoltre la variante ‘Battito d’Ali’ (dal 2019), Estremamente Difficile, che tra il primo e il secondo ponte prevede un pendolo seguito da una parete verticale e strapiombante con passi atletici privi di staffe.

    ⚠ La variante ‘Battito d’Ali’ richiede un pendolo: ci si collega al cavo con un anello e si pendola verso sinistra; conviene aggiungere una longe corta con moschettone a ghiera. Una volta intrapresa NON è possibile tornare indietro: si deve proseguire fino al secondo ponte. È fatto esplicito divieto di percorrere la ferrata in senso inverso; in luglio e agosto è molto affollata, con frequenti ingorghi: meglio nei giorni feriali e di prima mattina.

    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva (quota massima 2125 m); la possibilità di salire e scendere con gli impianti la rende molto turistica. Sul secondo ponte il cavo alto per i moschettoni è spesso troppo elevato: si può procedere mettendo un moschettone sul cavo di destra e uno su quello di sinistra. Per le scale elicoidali è utile portare una fettuccia per un’eventuale sosta a metà. Cartografia: carte del Gruppo di Brenta, della Valle dei Laghi e Alto Sarca o dell’Alta Valsugana (4Land).

    ▲Discesa

    Dal termine si prosegue verso nord-ovest sul sentiero che sale verso la Cima La Paganella; a un bivio, tenendo la sinistra, si raggiungono i prati delle piste e quindi gli impianti della funivia (30′ dal termine, 2h 30′ totali), da cui si scende a valle e al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    Usando gli impianti restano tempo ed energie per un secondo itinerario: la Ferrata al Burrone Giovanelli a Mezzocorona o la Ferrata di Rio Secco; verso il Garda la Ferrata di Preore o la Ferrata Rio Sallagoni; più impegnativa la Ferrata Marangoni a Mori. Recenti anche la Ferrata della Val del Rì e la Ferrata della Croce di Fai.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPaganella
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario320 m
    • Quota max2125 m
    • Lunghezza3,1 Km
  • Ferrata alla Crepa Neigra

    Ferrata alla Crepa Neigra

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata alla Crepa Neigra
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata alla Crepa Neigra è un itinerario di media difficoltà nella conca del Ciampac, in Val di Fassa. È breve (circa un’ora) e particolare: lo sviluppo verticale è di soli 80 metri, mentre il percorso è in prevalenza orizzontale, con tratti in forte esposizione. La via compie un anello passando dal versante sud a quello nord, restando sempre pochi metri sotto la sommità, su una roccia insolita di origine vulcanica, scura (da cui il nome «Neigra») e fittamente impastata di sassi incastonati.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la stazione a monte della cabinovia Ciampac, che sale da Alba di Canazei in Val di Fassa (lo stesso della vicina Ferrata dei Finanzieri al Colac): raggiunto Canazei si segue per il Passo Fedaia e si parcheggia presso gli impianti sotto il massiccio del Colac (punto di partenza su Google Maps). In alternativa si può salire al Rifugio Ciampac da Alba per il CAI 644 o la forestale 602 (circa 600 m di dislivello in 1h 30′). Uscendo dalla stazione a monte si vede a destra la cima; seguendo in piano i cartelli «Crepa Neigra» e poi il sentiero che sale in diagonale a mezzacosta verso destra si raggiunge in circa 30 minuti la selletta di Pian de Sele (2346 m), dove si tornerà a fine anello. Un breve sentiero a zigzag sul pendio erboso porta poi all’attacco in 10 minuti (40′ dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Presso l’attacco una panchina di legno permette di indossare comodamente imbrago e casco. Si inizia senza difficoltà con un breve tratto verticale di una decina di metri, poi un breve sentiero e un tratto in diagonale conducono alla prima e unica scala sospesa, lunga una decina di metri e comoda grazie alla giusta inclinazione. Si aggira il massiccio verso destra, imboccando il senso antiorario dell’anello: l’uso delle staffe è limitato ai punti necessari, mentre la roccia irregolare offre molti appoggi naturali per i piedi. Si guadagnano alcuni metri su roccette verticali con l’aiuto delle cambre e inizia il lungo traverso verso est, con la vista che si apre sul Gran Vernel e sulla Marmolada; l’esposizione è elevata, ma in assenza di difficoltà tecniche il cordino, sempre ben tensionato, funge da passamano per quasi tutto il percorso. Si prosegue in traverso con qualche saliscendi, si supera un piccolo canalino (assicurandosi con le due longe) e si percorre una strettissima cengia molto esposta, con la parete verticale sotto i piedi, aggirando un caratteristico torrione tondeggiante «a birillo». Risaliti alcuni metri, con vista su Canazei, il Sella e il Pordoi, una cengia in leggera salita porta sul versante nord-est, fino a un piccolo camino dove si può proseguire in traverso oppure salire la breve variante della prima cima. Continuando l’anello si rientra restando pochi metri sotto la sommità (2534 m) fino a chiudere il giro.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via di media difficoltà (Moderatamente Difficile) ma con esposizione decisamente elevata, nonostante l’assenza di passaggi tecnici impegnativi: 80 m di dislivello attrezzato su un percorso quasi tutto orizzontale. La roccia vulcanica, ricca di sassi incastonati, offre buoni appoggi ai piedi ma appigli meno affidabili per le mani, dove subentra il cordino-passamano.

    ⚠ Il percorso è in gran parte un traverso su cenge strette e molto esposte, con la parete verticale sotto i piedi: pur senza difficoltà tecniche, richiede piede fermo e abitudine all’esposizione. Comodo avvicinamento con gli impianti: buona opzione di ripiego anche con meteo incerto, vista la brevità.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente dolomitico d’alta quota (massimo 2510 m circa, sommità 2534 m): stagione estiva, con apertura degli impianti del Ciampac. Itinerario breve, 5,5 km e 420 m di dislivello, circa 2h 45′ complessive.

    ▲Discesa

    Completato l’anello si rientra alla selletta di Pian de Sele incontrata all’andata e, per lo stesso sentiero, alla stazione a monte della cabinovia Ciampac.

    ▲Da abbinare

    Dalla stessa stazione a monte, sul versante opposto della conca del Ciampac, si raggiunge in breve la Ferrata dei Finanzieri al Colac, facilmente abbinabile in giornata.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino Alto Adige
    • GruppoVal di Fassa – Ciampac
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:45 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario420 m
    • Quota max2.510 m
    • Lunghezza5,5 Km
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