Caratteristica: Itinerario di più giorni

  • Ferrata Stella Alpina all’Agner

    Ferrata Stella Alpina all'Agner

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Stella Alpina all'Agner

    La Ferrata Stella Alpina è la via attrezzata che porta verso il Monte Agner, nelle Pale di San Martino. Il percorso completo è tra i più impegnativi del panorama italiano: oltre 10 ore, riservate a escursionisti molto esperti non solo di ferrate ma anche di alta montagna. Alla difficoltà del tratto attrezzato si sommano la lunga traversata delle Laste, la salita all'Agner e la difficile discesa lungo il Canalone.

    ⚠ Itinerario lunghissimo (oltre 10 ore, dislivello quasi 1700 m, vetta 2872 m) ed estremamente serio. La traversata delle Laste è esposta, con segni spesso sbiaditi, e diventa proibitiva con la nebbia; con rocce bagnate è sconsigliata. La discesa lungo il Canalone è ripida, su fondo ghiaioso instabile, spesso con nevaio nella parte bassa: utili i ramponi e i bastoncini telescopici. Affrontarla solo in buono stato di allenamento e con meteo stabile; si consiglia di spezzarla in due giorni (Bivacco Biasin a Forcella Pizzon).
    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la località Frassanè (Belluno), alle pendici dell'Agner, raggiungibile da Agordo o da Fiera di Primiero. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. In paese, da via della Vittoria si prende via Domadore fino a una biforcazione coi segnavia CAI (a destra il 771, a sinistra il 772) e si parcheggia in uno spiazzo (1182 m). Si sale col 771 lungo la forestale, poi per prati lungo le piste da sci fino al Rifugio Scarpa (1735 m, 1h dal parcheggio). Dal rifugio, seguendo le indicazioni per la Ferrata e il Sentiero Miniussi, si raggiunge Malga Losch e si tiene la sinistra uscendo dal bosco; avvicinandosi alle bastionate dell'Agner, a un bivio (dove davanti si vede il nevaio del canalone di rientro) si segue a sinistra per l'attacco, al termine di una gola senza uscita, su roccette con bolli giallo-rossi e l'attraversamento di un canale fino al cartello romboidale (1955 m, 1h 45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La prima sezione supera un risalto roccioso, verticale ma appigliato, poi piega a destra su roccette e a sinistra; segue un tratto di collegamento su ghiaia, prato e roccia con vistosi bolli gialli. Si ritrovano le attrezzature presso un cartello che invita a non smuovere sassi: inizia la seconda e più impegnativa sezione. Dopo un tratto diagonale, il cavo sale verticale su una parete dagli appigli poco evidenti, poi traversa a destra verso il primo di una serie di camini, risalito in spaccata con l'aiuto di alcuni pioli. Si traversa a destra verso una stretta gola (attenzione agli zaini ingombranti), che si risale sul versante sinistro; seguono passaggi verticali in esposizione crescente, con il canalone innevato del rientro alle spalle. L'ultima sezione traversa a sinistra fino a un aereo spigolo con vista sul Rifugio Scarpa; si sale una parete verticale fino a un passaggio delicato e leggermente strapiombante lungo una fessura, da affrontare con agilità, poi il cavo piega a destra sotto il passaggio chiave: una placca verticale e liscia da risalire cercando i pochi appigli naturali e i pioli metallici. Gli ultimi metri esposti portano a «Le Laste» (2320 m, 1h 45' dall'attacco, 3h 30' totali). Inizia qui il lungo attraversamento delle Laste dell'Agner, su sentiero dapprima su sassi e prato poi su fondo roccioso, tutt'altro che banale (proibitivo con la nebbia): si seguono segni sbiaditi e ometti, fra roccette da arrampicare in libera e tratti attrezzati su placca e cengia, generalmente esposti e sconsigliati con roccia bagnata, fino al Bivacco Biasin a Forcella Pizzon (2645 m, 1h 45' dal termine della ferrata, 5h 15' totali). Per chi prosegue verso la vetta, si aggira la parete sud-occidentale dell'Agner su tratti attrezzati e un'esposta e aerea cengia, poi una rampa esposta ma non difficile e una traccia ripida fino alla croce sull'anticima dell'Agner (2872 m, 1h dal Bivacco Biasin, 6h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le difficoltà tecniche del solo tratto ferrato sono «molto difficili»; a queste si aggiungono le difficoltà oggettive delle Laste, la salita all'Agner e la difficile discesa lungo il Canalone, oltre a un lungo avvicinamento e rientro. Nel complesso è una delle escursioni attrezzate più impegnative d'Italia.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ). Dalla Forcella Pizzon è possibile rientrare evitando la salita alla vetta. Il Bivacco Biasin è in buone condizioni per l'eventuale pernottamento.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si torna a Forcella Pizzon e al Bivacco Biasin (45' dalla vetta), prestando attenzione al tratto tra cima e cengia per i pochi segni sbiaditi. Dal bivacco si scende ripidamente sul lato sinistro del canalone, su fondo sdrucciolevole con tratti attrezzati, fino a un bivio (segni sbiaditi su roccia): a destra il sentiero lungo il Canalone (qui descritto), a sinistra la via normale con segni gialli. Il Canalone scende a ripidi tornanti su ghiaione instabile, con nevaio nella parte bassa, fino in vista del Rifugio Scarpa e al bivio dell'attacco (1820 m, 1h 30' dal bivacco, 8h 30' totali); poi a ritroso fino al Rifugio Scarpa e, per il 771, al parcheggio (circa 10h totali).

    ▲Da abbinare

    Itinerario che da solo impegna comodamente due giorni. Restando nelle Pale di San Martino si possono raggiungere la Ferrata dell'Orsa in Val San Lucano o, in Val Canali, la Ferrata Buzzati, il Sentiero del Cacciatore e la Ferrata del Canalone; verso il Civetta la Fiamme Gialle, l'estenuante Costantini, la Tissi e l'Alleghesi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata346 m
    • Dislivello itinerario1692 m
    • Quota max2872 m
    • Lunghezza14,4 Km
  • Ferrata Selvaggio Verde (Val Grande)

    Ferrata Selvaggio Verde (Val Grande)

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata Selvaggio Verde (Val Grande)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Selvaggio Verde percorre la lunga forra del Rio Val Grande collegando con molti tratti attrezzati «In la Piana» e «Ponte Velina». Non è né una ferrata moderna né una via di stampo dolomitico, ma un lungo itinerario «selvaggio» nel cuore di uno dei parchi più belli delle Alpi Centrali. Difficilmente percorribile in giornata, conviene spezzarlo in due giorni usando i punti d'appoggio lungo il percorso. La classificazione «moderatamente difficile» vale solo per i tratti attrezzati: a renderlo davvero impegnativo sono la lunghezza e la distanza, per escursionisti esperti e ben allenati.

    ▲Avvicinamento

    L'itinerario si può affrontare da più punti; qui si considera la partenza dal paese di Cicogna (VB) verso In La Piana e poi in discesa verso la Valle Loana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Il percorso non è ad anello: l'ideale è disporre di due automobili. Presso il cimitero di Cicogna si segue una strada sterrata per una quindicina di minuti in falsopiano, oltre baite e alpeggi, finché diventa sentiero che si addentra nel parco della Val Grande con una serie di saliscendi tra ruderi e vecchie baite (alcuni tratti già attrezzati per sicurezza). Si guada il torrente Velina, si raggiunge l'alpeggio di Velina e quindi il Ponte Velina (circa 3h dal parcheggio), dove inizia il vero e proprio itinerario.

    ▲Il percorso

    Il tratto attrezzato vero e proprio si svolge tra Ponte Velina (478 m) e Alpe In La Piana (895 m), seguendo fedelmente il Rio Val Grande in un ambiente isolato e selvaggio. La distanza è di circa 11 km per circa 450 m di dislivello, ma fra i continui saliscendi il dislivello reale è ben maggiore. Il sentiero attrezzato è segnato P50 e alterna tratti esposti protetti ad altri esposti non protetti, con 2 ponti sospesi, diverse passerelle in legno piuttosto vecchie (da verificarne la tenuta in loco), scalette e lunghi tratti di sentiero. A circa un terzo del percorso, dopo 2h 30' da Ponte Velina, si incontra un bivacco in pietra in località Orfalecchio (590 m); poco prima una possibile via di rientro verso Ompio e Sciellina, a sinistra, evita la forra e i tratti attrezzati. La via prosegue risalendo la valle tra pareti verdissime, dirupi ed esposti sentieri, con i ponti sospesi e un paio di guadi; occorre seguire i bolli rossi e una traccia a tratti nascosta dall'erba alta. Dopo circa 7-8 ore dall'inizio del tratto attrezzato si giunge ad Alpe In La Piana, dove si può bivaccare (circa 10h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Più che una ferrata, è un lungo trekking selvaggio con numerosi tratti attrezzati, esposti e a tratti scivolosi.

    ⚠ Itinerario lungo e isolato: i punti d'appoggio non sono gestiti, quindi servono cibo, sacco a pelo e l'occorrente per il bivacco (le baite hanno in genere stufa, tavoli e tavolati). I cellulari non hanno copertura su tutto il percorso. Diverse passerelle in legno sono vecchie: verificarne la tenuta sul posto. La zona è un'area tutelata (un tratto ricade nella Riserva Integrale del Monte Pedum, in ZSC e ZPS della Rete Natura 2000): non lasciare rifiuti.

    ▲Periodo e sicurezza

    Vista l'assenza di punti d'appoggio gestiti è vivamente consigliato portare una cartina della zona per orientarsi (per la cartografia, cartina della Val Grande). Punti di partenza alternativi: Bignugno, Ruspesso o Sciellina; rientri alternativi verso Premosello o Mottac. L'itinerario può essere percorso anche in senso opposto. Per questa via non è disponibile una traccia GPS ufficiale.

    ▲Discesa

    Da Alpe In La Piana, per raggiungere il parcheggio in Valle Loana si calcolano circa 4h: si segue il sentiero P30 verso Alpe Scaredi e poi l'M14 verso Fondo Li Gabbi, dapprima in salita toccando Alpe Portaiola (1288 m, ruderi), Alpe Scaredi (1842 m) e Alpe Cortenuovo (1793 m), quindi in discesa (circa 14-15h complessive).

    ▲Da abbinare

    In Val Grande non ci sono vere ferrate; volendo, tra le vie del Verbano e dell'Ossola si segnalano la nuova Ferrata di Montorfano e la Ferrata Walserfall non lontane da Cicogna; più a nord la lunga salita della Ferrata al Pizzo d'Andolla; sul Lago Maggiore la Picasass e la Miccia vicino a Baveno.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal Grande
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata8:00 h
    • Itinerario (a/r)15:30 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario1500 m
    • Quota max1842 m
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