Caratteristica: La ferrata più antica d’Italia (1893)

  • Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

    Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

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    Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

    Il Monte Procinto è una formazione davvero singolare: una torre squadrata di 150 m con pareti dritte e strapiombanti sui quattro lati. Da quasi un secolo una via attrezzata ne risale il fianco e porta al boschetto sommitale in circa 40 minuti. Tecnicamente non è difficile, ma è fortemente esposta e va affrontata sia in salita che in discesa.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Rifugio Alto Matanna, raggiungibile per una stretta strada ripida ma in buone condizioni: da Lucca si entra in Garfagnana sulla SS12, poi verso Diecimo e Pescaglia; superato Pascoso, seguendo le indicazioni per «Rifugio Alto Matanna» si svolta a sinistra su una stradina asfaltata. Punto di partenza su Google Maps. Dietro il rifugio parte il sentiero CAI 5, che si segue a destra in salita verso nord; si attraversa la conca del Callare di Matanna e si scende lungo la parete sud del Monte Nona, intravedendo il panettone del Procinto a sud-ovest. Nel bosco, a un bivio, si lascia il CAI 5 (che scende al Rifugio Forte dei Marmi) per un'esile traccia a destra indicata per il Monte Procinto; superato un ponticello di legno si percorre la stretta cengia alla base della torre, si tiene la sinistra e, con attenzione, si individua la deviazione a destra (senza segnali) che conduce alle lapidi e all'attacco della Ferrata Aristide Bruni (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si risale subito una scaletta attrezzata con cavo e catena, poi una parete dove sono intagliati artificialmente diversi gradini che salgono in spiccata esposizione, con attrezzature metalliche a sostegno della progressione. Raggiunto un comodo terrazzino si affronta un passaggio dove non è banale trovare appoggi per i piedi; si continua sfruttando anche alcuni gradini artificiali, si percorre una cengia diagonale e, con gli ultimi minuti nel bosco gradonato, si raggiunge la cima (40' dall'attacco, 1h 40' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Breve ma fortemente esposta: più che le difficoltà tecniche, è l'aria sotto i piedi a renderla impegnativa.

    ⚠ Va percorsa sia in salita che in discesa sullo stesso itinerario: massima attenzione agli escursionisti che procedono in senso opposto, sopra e sotto. La corda e la catena non sono perfettamente tese e possono sbilanciare; per la spiccata esposizione non è adatta ai neofiti.
    ▲Storia

    È la ferrata più antica d'Italia: risale al 1893, più volte ristrutturata (ultima revisione nel 2020). È intitolata ad Aristide Bruni, che nel 1879 salì per primo, con altri, questa singolare torre nella prima salita documentata; la via fu poi convertita in percorso attrezzato con il supporto del CAI di Firenze.

    ▲Discesa

    Si scende per lo stesso itinerario dell'andata, con cura verso chi sale. Tornati alla base del Procinto si rientra a ritroso fino al CAI 5 lasciato all'andata: lo si risale, si scavalca il Callare di Matanna e si scende all'auto (1h 20' dal termine della ferrata, 3h complessive).

    ▲Da abbinare

    Si combina spesso con la vicina Ferrata Salvatori al Monte Forato, allungando l'itinerario di almeno 3 ore: dall'innesto sul CAI 5 si tiene la destra, poi il CAI 121 e il CAI 109 fino alla Foce di Petrosciana, da cui si risale la cresta della Salvatori.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario170 m
    • Quota max1172 m
    • Lunghezza4 Km
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