Caratteristica: Recente

  • Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Olberg (Val di Vizze)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Olberg è la prima via ferrata della Val di Vizze, vicino a Vipiteno: un itinerario moderno di circa 2 ore che risale una bella parete di roccia nerastra incastonata nella verde valle. È di media difficoltà con alcuni punti più impegnativi e propone due varianti con tratti difficili (evitabili).

    ▲Avvicinamento

    Si parte lungo la strada che collega Vipiteno a San Jacopo in Val di Vizze. Da Vipiteno si raggiunge Prati e si prosegue in valle per circa 5 minuti; si entra in una galleria e, uscendone, dopo circa 200 m a sinistra si scende su una sterrata fino al parcheggio. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si prosegue verso sud sulla vecchia strada fino a una rete paramassi, presso cui si trova l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'inizio è facile e appoggiato: una breve paretina, un tratto di sentiero e una seconda paretina conducono a una scaletta metallica; risalita, si prosegue (slegati) verso la parete dove inizia la ferrata vera e propria. Si salgono una serie di paretine cercando i punti più facili da arrampicare, intervallate da scalette, fino a un esposto traverso a destra, una paretina e una lunga scala. A circa metà via si incontra una via di fuga a sinistra (circa 40' dall'attacco). Nella seconda parte la difficoltà cresce, pur restando «moderatamente difficile» salvo le due varianti «difficili» (evitabili): a ciascun bivio si può scegliere l'opzione moderata (a sinistra o a destra a seconda del bivio) o la variante difficile, più atletica e con appoggi sfuggenti o leggeri strapiombi. Lungo il percorso un bivio porta al punto panoramico «Nicchia dei Camosci». Superata l'ultima lunga scala, il tracciato principale prosegue senza difficoltà sostanziali tra brevi salti e tratti orizzontali fino al termine della ferrata (circa 2h dall'attacco). Chi vuole percorrere il ponte sospeso (circa 20 m, stabile) non tolga l'imbraco: un bivio segnalato sul sentiero di discesa vi conduce (è comunque evitabile).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente, attrezzature in ottimo stato e bei panorami sulla Val di Vizze. Le difficoltà maggiori sono concentrate nelle varianti, tutte aggirabili tramite il percorso principale.

    ⚠ Le varianti «difficili» sono più atletiche ed esposte: chi non se la sente le eviti scegliendo l'opzione moderata a ciascun bivio.
    ▲Periodo e sicurezza

    Vista la quota e l'esposizione è generalmente percorribile anche nelle mezze stagioni.

    ▲Discesa

    Si segue il sentiero in discesa (eventualmente dopo il ponte sospeso) fino a riprendere il sentiero di avvicinamento, quindi a destra al parcheggio (2h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze: la Ferrata delle Cascate di Stuller in Val Passiria; in Val Venosta la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott a Naturno, e la Ferrata Heini Holzer a Merano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoAlpi della Zillertal
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)2:45 h
    • Dislivello ferrata225 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max1358 m
    • Lunghezza1,5 Km
  • Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    La Ferrata del Nido dei Santa Croce è una via recente in Val Brembana (Bergamo) che sale la Corna Maria, presso San Pellegrino Terme. Nel complesso è facile — con la sola eccezione di una paretina «moderatamente difficile» — e regala passaggi interessanti e un bel ponte sospeso; è percorribile tutto l'anno.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Santa Croce (San Pellegrino Terme). Si risale la Val Brembana fino a San Pellegrino; da sud si supera il paese e si esce a destra dove indicato «Dossena / San Pellegrino Terme», poi si segue per Antea e quindi a destra per Santa Croce, parcheggiando ad esempio nell'ampio spazio vicino alla chiesa. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal paese sono ben visibili le due mete: a sinistra la Corna Maria, a destra la Corna Pedezzina. Si segue il sentiero CAI 561 verso la Corna Maria; al punto di congiunzione dell'anello si prosegue dritti verso il Monte Rabbioso, incontrando un paio di segnavia per la ferrata, fino a una sella con un capanno di caccia verde dove si svolta a sinistra; sulla destra il cartello d'attacco (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono sentiero attrezzato con un breve balzo roccioso e un tratto di collegamento. Si sale poi una bella parete verticale di calcare, ben frastagliata e dotata di cambre e maniglie: è il tratto «moderatamente difficile». Si prosegue in salita per una trentina di metri piegando a destra fino a un terrazzino terroso panoramico sulla Val Brembana; ci si sposta a sinistra e si sale uno spigolo ben gradonato, poi un facile traverso orizzontale a destra conduce a una scaletta metallica da percorrere in discesa. Sotto si vede il ponte sospeso, raggiunto dopo una quindicina di metri di disarrampicata facilitata dalle cambre (attenzione a un paio di passaggi in cui per individuare gli appoggi serve sporgersi). Si traversa a sinistra e si raggiunge il ponte sospeso (17 m), con assi di legno. Oltre il ponte si sale verso destra su passaggi di modesta difficoltà fino a un terrazzino, poi su risalti rocciosi arrampicabili fino al termine dei tratti verticali (le attrezzature fungono solo da corrimano). Si segue infine la traccia fino alla cima della Corna Maria (1057 m, circa 40' dall'attacco, circa 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente, con attrezzature abbondanti e in ottimo stato, adatta a principianti con un minimo di esperienza (in particolare per un paio di passaggi nella prima parte e per il tratto in discesa prima del ponte). Aperta al pubblico da inizio 2022; fa parte di un progetto più ampio che include la vicina Corna Pedezzina (completata nel 2023).

    ⚠ Essendo una via di costruzione recente, prestare attenzione al terreno e a eventuali detriti lungo il percorso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota: percorribile quasi tutto l'anno, eventualmente evitando i mesi più caldi.

    ▲Discesa

    Dalla Corna Maria si segue il cavo che, verso est, scende e aggira la cima in direzione del Pizzo Rabbioso; si prosegue in cresta per circa 70 m fino a deviare a destra in discesa, raggiungendo il sentiero CAI 561. Si tiene la destra per tornare a Santa Croce (circa 2h totali); a sinistra si completa invece il giro ad anello. Lungo la discesa è possibile abbinare, seguendo la segnaletica, la vicina Ferrata alla Corna Pedezzina.

    ▲Da abbinare

    In zona: la Ferrata alla Corna Pedezzina, la difficile Ferrata del Monte Ocone in Valle Imagna, la Ferrata Maurizio all'Alben e, nelle Orobie, la Ferrata del Pizzo del Becco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bergamasche
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)0:45 h
    • Quota max1057 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata della Miniera dell’Erdemolo

    Ferrata della Miniera dell'Erdemolo

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata della Miniera dell'Erdemolo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata della Miniera dell'Erdemolo è un itinerario recentissimo, realizzato sopra le antiche miniere di calcopirite (rame) attive tra il 1400 e il 1600, in Val dei Mocheni. È breve e nel complesso facile, con la sola parte conclusiva «moderatamente difficile»: ideale per principianti e per chi cerca un primo assaggio di percorso attrezzato, tra sentiero ripido, un breve traverso esposto e una paretina verticale staffata con un pizzico di strapiombo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio a pagamento in località Frotten («Vròttn» in mòcheno), comune di Palù del Fersina (TN), raggiungibile da Pergine Valsugana; poco prima esiste anche un parcheggio gratuito in loc. Canopi, a circa 20' a piedi. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio Frotten si segue la strada forestale n. 325 in direzione «Miniera dell'Erdemolo»/Maso Lenzi, raggiungendo in circa 30' l'edificio delle visite in miniera. Si prosegue sulla strada cementata in salita (indicazioni «Laner – Sette Selle») per circa 300 m: sulla destra si stacca una traccia diagonale (se si raggiunge il cartello «343B – Intertol Sette Selle» si è andati oltre di pochi metri). Questa traccia, in salita verso sud-est nel sottobosco, porta all'attacco in circa 15' (1830 m, circa 50' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La fune inizia su semplice pendio, seguito da roccette facili e un facile traverso. Per buona parte si tratta di un sentiero attrezzato con il cordino come corrimano, utile sul terreno ripido misto a zolle erbose e terra; un breve tratto di roccia interrompe la salita erbosa, che prosegue a tornanti. Si supera senza difficoltà una prima scaletta a cambre, poi un tratto nel sottobosco e un breve e divertente traverso su roccia in leggera esposizione. Qualche staffa fa guadagnare quota fino al tratto più bello: un traverso su roccia e staffe verso sinistra, ben esposto per qualche metro. Resta da risalire il punto chiave: una paretina verticale staffata di circa 10 m con un breve e leggero strapiombo, comunque senza forzare sulle braccia. Si sbuca su un ultimo pendio erboso dove termina il cordino, a 1960 m (40' dall'attacco, circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Percorso corto e di soddisfazione, adatto a chi si avvicina alle ferrate. Esposta a ovest, si può affrontare anche in giornate estive grazie al limitato irraggiamento diretto. Percorribile in entrambi i sensi salvo indicazioni contrarie.

    ⚠ Ferrata completata nell'estate 2026 (Comune di Palù del Fersina, fondi PNRR): trattandosi di un'opera molto recente, conviene verificarne lo stato prima della partenza.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva; data la bassa quota e l'esposizione a ovest è gradevole anche con caldo moderato.

    ▲Discesa

    Si prosegue verso est per alcune decine di metri fino a immettersi nel sentiero 324, che si prende a sinistra per la discesa (circa 20') fino al bivio «loc. Intertol». Per tornare verso la strada forestale e la miniera si tiene la sinistra sul 343B; in alternativa, a destra sul 324 si raggiunge il Rifugio Sette Selle (circa 20') e si scende poi per il sentiero 343 al parcheggio Frotten, chiudendo un anello (opzione consigliata).

    ▲Da abbinare

    Vista la brevità, in zona Valsugana: la facile Ferrata di Valimpach presso Caldonazzo, il Sentiero Attrezzato Chiesa a Levico Terme, il Sentiero Attrezzato Bertotti al Passo del Cimirlo e, nel cuore del Lagorai, la più impegnativa Ferrata Gabrielli a Cima d'Asta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoCatena del Lagorai
    • Avvicinamento0:50 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata130 m
    • Dislivello itinerario460 m
    • Quota max1960 m
    • Lunghezza4,5 Km
  • Ferrata Corno del Bene

    Ferrata Corno del Bene

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Corno del Bene

    La recente Ferrata Corno del Bene, sul massiccio del Monte Guglielmo sopra Zone e il Lago d’Iseo, è breve ma intensa: atletica ed esposta, risale uno spigolo roccioso secondo una linea molto logica e di crescente esposizione. L’attrezzatura nuova e ben disposta rende la salita interessante, ma è una via sconsigliata a chi è alle prime armi. Bellissimo il panorama dalla cima.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l’abitato di Zone, vicino alla riva orientale del Lago d’Iseo (Brescia): da Marone, sulla strada che collega Brescia alla Valcamonica, si esce verso Zone; entrati in paese si imbocca a destra Corso Europa, poi a destra via Monte Guglielmo fino a un incrocio dove, sulla destra, risale ancora via Monte Guglielmo (indicazione anche per il Bosco degli Gnomi); si percorre la stretta strada fino a un parcheggio prima di un ponte, dove finisce l’asfalto (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si sale lungo la carrareccia (CAI 227) fino a un bivio: si lascia a destra il CAI 230 e si tiene il 227 a sinistra verso il Monte Guglielmo e il Corno del Bene. A un bivio dove la ferrata è segnata si tiene per essa, proseguendo sui prati fino a un nuovo bivio: dritto si salirebbe al Corno del Bene, noi teniamo la destra verso la costa rocciosa; al bivio successivo si ignora il sentiero che a destra scende verso Casentiga e si gira deciso a sinistra verso il bosco e l’evidente Corno del Bene, fino all’attacco (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via inizia con un traverso orizzontale a destra non difficile, poi il cavo gira in verticale: nei primi metri la roccia offre buoni appoggi, anche se un po’ sporchi di terriccio. Si piega leggermente a destra incontrando un primo tratto strapiombante, dove alcune staffe ben poste aiutano; si traversa a sinistra prima in orizzontale poi in diagonale e si riprende una salita decisamente verticale, con meno appigli, in cui la fune ben tesa e alcune maniglie metalliche vengono in aiuto. Dopo una breve cengia stretta a destra si risale una parete con un terrazzino a metà per rifiatare; la parete prosegue verticale con maniglie ai lati del cavo e qualche staffa dove la roccia è povera di appigli: è il tratto più adrenalinico, fisico e aereo della via. Seguono un diedro diagonale con staffe e un diedro di quasi dieci metri, esposto ma non particolarmente difficile (appigli sul lato destro, attenzione ai tratti erbosi); si rimonta in obliquo a destra, si salgono un paio di metri in spaccata e si traversa a sinistra fino a una nuova parete verticale che culmina in una sporgenza da scavalcare tirandosi sul cavo. Dopo un tratto di roccette appoggiate a zigzag e una paretina di 4 metri con pochi appoggi, una rampa rocciosa a destra porta a un camino ben gradinato (le difficoltà sono nei primi passi, poi si procede in spaccata con buoni appigli); la seconda parte del camino piega a sinistra, con una placca liscia a destra che obbliga a usare la fune dove mancano gli appigli. Usciti dal camino in forte esposizione si traversa a destra e si riprende a salire fino alle ultime pareti verticali attrezzate con staffe, che conducono in vetta al Corno del Bene (quota massima 1695 m, circa 50′ di sola ferrata).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via breve (200 m di dislivello attrezzato) ma intensa, atletica ed esposta, su una logica linea di spigolo. Difficoltà complessiva Difficile, con attrezzatura nuova e ben posizionata.

    ⚠ Nonostante lo sviluppo contenuto è una via fisica ed esposta, sconsigliata ai neofiti e agli inesperti. Attenzione agli appoggi sporchi di terriccio e ai tratti erbosi, poco affidabili. Lungo avvicinamento di 2 ore.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota contenuta (massimo 1695 m): percorribile nelle mezze stagioni e nelle belle giornate, con roccia asciutta. Giornata di circa 4h 15′ complessive per 1000 m di dislivello e 9,9 km.

    ▲Discesa

    Dalla cima del Corno del Bene si rientra per i sentieri del massiccio (CAI 227 e diramazioni) fino al parcheggio di partenza, chiudendo l’anello.

    ▲Da abbinare

    Sullo stesso massiccio del Guglielmo, con avvicinamento più breve, la Ferrata Corna delle Capre; più impegnativa, sopra Lodrino, la Ferrata Caspai.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoMonte Guglielmo – Prealpi Bresciane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1695 m
    • Lunghezza9,9 Km
  • Ferrata Corna delle Capre

    Ferrata Corna delle Capre

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Corna delle Capre

    La Ferrata Corna delle Capre è una via recente sul massiccio del Monte Guglielmo, nel Bresciano sopra Zone. Molto verticale ma piacevole e largamente arrampicabile su ottimo calcare, con avvicinamento breve e quota contenuta: ideale nelle mezze stagioni e nelle giornate miti d’inverno, magari in coppia con la vicina Ferrata Corno del Bene.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è presso Croce di Marona (Brescia): da Marona si va verso est in direzione di Zone fino a un’area camper, dove si trova la prima indicazione per la ferrata. Si può lasciare l’auto qui (ma con circa 1h di avvicinamento) oppure proseguire sulla stradina, a tratti asfaltata e a tratti dissestata, che in circa 2,5 km porta a una serie di tornanti dove parcheggiare: al settimo tornante un cartello segna l’inizio del sentiero (è possibile sostare anche al terzo) (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio, con la Corna delle Capre ben visibile sopra, si segue la sterrata fino a un bivio con cartello marrone; si svolta a sinistra e, seguendo sentiero e segnavia CAI, si raggiunge l’attacco presso un rudere bianco, tenendo la destra all’unico bivio (20′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dopo i primi metri su facili roccette si raggiunge il cartello bianco d’inizio, a sinistra; lo sviluppo si fa subito verticale, ben servito da staffe metalliche. Un breve traverso a destra e una salita verticale verso sinistra portano a un diedro di 5-6 metri; si prosegue lungo la parete sfruttando appoggi per i piedi e maniglie metalliche, fino a un traverso orizzontale a destra che concede una pausa. Il cavo riparte con un traverso su roccia giallastra verso destra, sotto un tetto nerastro che si aggira a sinistra con un bel traverso su roccia levigata, oltrepassando un esposto spigolo. Aggirato lo spigolo la roccia offre appoggi migliori e si sale verticali su una serie di maniglie; si raggiungono roccette appoggiate e gradonate, piacevoli da arrampicare, poi un canalino roccioso non difficile dove il cavo funge in parte da corrimano. Si superano facili balzi, si attraversa il canalino portandosi sul suo versante destro e, dopo un traverso orizzontale, il cavo sale deciso su una bella paretina con staffe (con appoggi anche a destra); si risale un breve diedro su roccia nerastra e una sporgenza con un passo atletico aiutato dalle staffe. Si sale ancora verticali su una parete molto bella ed esposta, sempre con ritmo sostenuto ma mai molto difficile, e si aggira a destra uno spigolo; dopo una zona ricca di vegetazione e un tratto di collegamento si entra nell’ultima sezione: una breve placca levigata, una rampa rocciosa a destra, alcuni balzi e un ultimo passo atletico per vincere una sporgenza, poi facili gradoni e sentiero erboso fino al termine delle attrezzature, con il paese di Zone visibile in basso (circa 1h dall’attacco, 1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via molto verticale ma continua e arrampicabile, su roccia calcarea eccellente che senza le abbondanti staffe risulterebbe però molto impegnativa: 280 m di dislivello attrezzato. Difficoltà complessiva Molto Difficile, omogenea e senza eccessi atletici.

    ⚠ Pur arrampicabile, è una via continua e impegnativa per chi non è allenato: la verticalità è costante. Casco obbligatorio per la possibile caduta di sassi nei tratti più ripidi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota prealpina (massimo 1333 m): ottima nelle mezze stagioni e nelle belle giornate invernali, con roccia asciutta. Itinerario breve, 2,5 km e 400 m di dislivello, circa 2h 30′ complessive.

    ▲Discesa

    Dalla sommità erbosa si seguono gli ometti di pietra scendendo per traccia e sentiero fino a ricongiungersi con l’itinerario di salita e tornare al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    Naturale l’abbinamento con la vicina Ferrata Corno del Bene, sullo stesso massiccio del Guglielmo; più impegnativa, nel Bresciano, la Ferrata Caspai a Lodrino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoMonte Guglielmo – Prealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata280 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max1333 m
    • Lunghezza2,5 Km
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