Caratteristica: Rientro in funivia

  • Ferrata Speikboden

    Ferrata Speikboden

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Speikboden
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Speikboden è una via recente che sale alla cima dello Speikboden, sopra Campo Tures in Valle Aurina. È di media difficoltà, molto panoramica, con rientro ad anello e due divertenti ponti sospesi; la salita non presenta difficoltà tecniche rilevanti e, per chi è abituato a vie impegnative, può essere arrampicata quasi per intero.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la stazione a valle della cabinovia di Costa di Tures, a bordo della SS 621 in Valle Aurina. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Con la cabinovia si sale il primo troncone fino a Malga Speikboden (circa 1970 m); da qui si segue in salita verso sud-ovest il sentiero 27 con le prime indicazioni per la ferrata, fino a un bivio segnalato a destra dove si lascia il 27 e si raggiunge l'attacco (45' dalla cabinovia).

    ▲Il percorso

    Accanto a una panchina di legno, vicino al cartello verde, il cavo attacca su una rampa diagonale verso destra; un primo balzo verticale non difficile e alcune roccette precedono un lungo tratto attrezzato di collegamento privo di difficoltà. Si raggiunge il primo ponte sospeso a 4 corde, stabile ma lungo e adrenalinico, e poco dopo un secondo ponte, ancora più lungo ma con solide tavole di legno, che chiude la prima sezione. Dopo un tratto di sentiero, la seconda sezione attacca verticale (arrampicabile), piega a destra su alcuni traversi, prosegue su facili roccette fino a un passaggio verticale di maggiore impegno, un breve tratto diagonale e un ultimo strappo verticale; alcune roccette chiudono le attrezzature (2480 m, 1h 30' dall'attacco) e per sentiero si raggiunge in breve la vetta dello Speikboden (2517 m).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via di media difficoltà, senza passaggi tecnici rilevanti, resa divertente dai due ponti sospesi e dai bei panorami sulla Valle Aurina. Fa parte di un comprensorio che dall'estate 2021 offre anche una Ferrata Kids (facile, per bambini) e una Ferrata Avventura (moderna, con ponti, reti, scale e passaggi su tronchi).

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ). Il rientro è ad anello in entrambe le varianti di discesa.

    ▲Discesa

    Dalla croce dello Speikboden due opzioni, entrambe ad anello: verso sud si riprende il sentiero 27 in discesa fino a un bivio, da cui si torna alla funivia (eventualmente passando per Malga Sonnklar e il Dosso Sonnklar sul sentiero 26; 3h 30' totali); verso nord, tenendo la destra, si segue il sentiero 18 in quota fino al Dosso Grande (2400 m) e poi il 18A in discesa verso la funivia (2h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Completa le ferrate della Valle Aurina, dove le altre due sono per esperti: la atletica Pursteinwand e la Camino/Ghiacciaio al Monte Nero. Vicino a Campo Tures la difficile Hans Kammerlander; verso Brunico la Ferrata di Valdaora e la Piz de Peres; sul versante nord delle Odle l'alta via Günther Messner e la Sass de Putia; verso la Val Passiria la Ferrata delle Cascate di Stuller.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoAlpi Aurine
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata277 m
    • Dislivello itinerario557 m
    • Quota max2517 m
    • Lunghezza6 Km
  • Ferrata Sci Club 18 (Monte Faloria)

    Ferrata Sci Club 18 (Monte Faloria)

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Sci Club 18 (Monte Faloria)

    La Ferrata Sci Club 18 sale dal Monte Faloria, sopra Cortina d'Ampezzo, con un itinerario ripido, atletico e molto difficile. La via è verticale, esposta per tutto il tracciato e con passaggi impegnativi che obbligano spesso a trazionare sul cavo: è riservata a escursionisti allenati e con buona esperienza. Il rientro è possibile anche con la funivia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla località Sompiei, sopra Cortina: dal centro si prende la Strada Regionale delle Dolomiti verso Misurina/Auronzo e, dopo meno di un chilometro, prima del cartello «Alverà», una strada sulla destra; poco prima della funivia una sterrata si stacca a sinistra e porta al parcheggio (attenzione alle aree private). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si sale verso est in direzione della stazione a monte della funivia fino alla stazione intermedia di Mandres; da qui il sentiero 206, in leggera salita, esce dal bosco e sale ripido verso la parete del Faloria. Seguendo gli abbondanti cartelli si lascia il 206 tenendo la destra fino all'attacco della Sci Club 18, segnalato da una targhetta metallica con la data di costruzione (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco è subito verticale: i primi due metri richiedono una trazione, poi compaiono appoggi per i piedi. Superato il primo balzo, ci si trova sotto una parete liscia sbarrata da un tetto roccioso, che si aggira piegando a destra con solide staffe; si continua a guadagnare quota alternando staffe e appoggi su un tratto leggermente strapiombante, poi si piega a destra in una cengia fino a uno spigolo. Aggirato lo spigolo si risale una lunga parete liscia dove in più punti, mancando appigli, si sale trazionando sul cavo (circa 20 m di placca) fino a un terrazzino di sosta. Seguono un breve tratto appoggiato e un traverso ascendente verso destra su roccia levigata, un nuovo spigolo dopo un'esile cengia, e un tratto verticale; in alto la fune piega a destra su un traverso esposto sostenuto da staffe, fino a una cengia panoramica proprio sotto la funivia del Faloria. Si affronta poi un tratto verticale più appigliato, si scende a un canalino dal fondo instabile e, oltre una cengia, si risale uno spigolo che porta a una placca verticale decisamente impegnativa: le staffe sono distanti e la roccia molto levigata, rendendo i passaggi atletici. Si supera un tetto con una breve scaletta, un terrazzino, altri metri verticali impegnativi, poi un camino arrampicabile in spaccata e una fessura da risalire in spaccata fino a un ampio balcone panoramico sulle Tofane. L'ultima sezione percorre una cengia in salita verso sinistra fino a un imponente spigolo a forma di diedro, fittamente attrezzato di staffe su entrambi i lati; si esce sul lato destro in forte esposizione, si supera un tetto roccioso più atletico con una staffa, poi cenge, un salto verticale attrezzato, un canalino detritico non protetto e una forcellina; dalla forcellina un tratto verticale con staffe porta alla cresta, che si percorre fra brevi tratti attrezzati fino al termine della via (2h dall'attacco, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata atipica per le Dolomiti: non porta su una vetta vera e propria, ha attrezzatura recente con cavo ben teso e staffe abbondanti ma non eccessive, e coni sui fittoni che aumentano la sicurezza — importante su una via così verticale, dove un eventuale fattore di caduta può avere serie conseguenze. È talvolta criticata per la ricerca della difficoltà che sollecita molto le braccia obbligando a trazionare sul cavo.

    ⚠ Via molto difficile, verticale ed esposta lungo tutto il tracciato, atletica e faticosa per le braccia: solo per ferratisti esperti e allenati. Non è percorribile in discesa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo di 4Land.

    ▲Discesa

    Dal termine si è in vista del Rifugio Faloria, dove arriva la funivia da Cortina. Due opzioni: scendere a piedi tenendo al bivio il sentiero 212 verso destra in direzione Mandres (dapprima ripido poi più dolce) fino al bivio dell'andata presso la stazione intermedia, quindi a ritroso (1h 30' dal termine, 4h 30' totali); oppure prendere la funivia e scendere alla stazione intermedia, poi a ritroso per il sentiero di avvicinamento (20' dalla stazione intermedia).

    ▲Da abbinare

    Itinerario impegnativo che difficilmente lascia energie per una seconda via in giornata. Da Cortina partono comunque molti itinerari: verso Auronzo la Bianchi e la Dibona al Cristallo; verso Dobbiaco la Terza Cengia del Pomagagnon, la Bovero, la Strobel, il Sentiero alle Cascate di Fanes e la Renè de Pol; a sud la Ferrata dei Caprioli a San Vito di Cadore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoFaloria
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata340 m
    • Dislivello itinerario673 m
    • Quota max2123 m
    • Lunghezza6,5 Km
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