Caratteristica: Storica

  • Ferrata Norina al Monte Cimone

    Ferrata Norina al Monte Cimone

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Norina al Monte Cimone
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Norina sale al Monte Cimone dalla Val Dogna, nelle Alpi Giulie: un lungo itinerario che include un guado del torrente, un avvicinamento dapprima nel bosco e poi su tratti ripidi ed esposti, una ferrata di media difficoltà e la salita finale alla vetta passando dal Bivacco Del Torso. Escursione isolata, per esperti, lontana dalle folle.

    ▲Avvicinamento

    Si parte in Val Dogna, raggiungibile dall'omonimo comune (Udine): attraversato il ponte a Dogna si prosegue circa 4 km fino a uno stretto spiazzo presso un tornante con palina CAI. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si scende con il CAI 640 nel bosco (circa 100 m di dislivello) fino al letto del fiume: il vecchio ponte metallico è stato distrutto da una piena e oggi è necessario guadare il torrente (d'estate l'acqua arriva alle ginocchia). Sul versante opposto, sempre sul 640, si sale ripido nel bosco ignorando il bivio del 651 fino al Bivacco Cividale (1414 m, 2h 30' dall'auto). Si prosegue in falso piano (sentiero a tratti invaso dalla vegetazione), si ignora il bivio 655 e si segue una scritta su roccia verso la ferrata; attenzione a un paio di canaloni spesso innevati anche a stagione inoltrata. Su rocce e tratti esposti, alcuni attrezzati, si raggiunge l'attacco della Norina (1807 m, 4h 45' dal parcheggio, 2h 30' dal Bivacco Cividale).

    ▲Il percorso

    I primi tratti risalgono uno stretto canalino, seguiti da sentiero esposto e una stretta cengia attrezzata. Inizia poi la ferrata vera e propria, su balze rocciose molto arrampicabili che alternano passaggi di II grado a qualche singolo passaggio più impegnativo; il fondo è detritico, quindi serve attenzione. Si sale tra rocce rotte e colatoi attrezzati, in ambiente sempre più bello e austero, aggirando un esposto spigolo e alternando tratti facili a collegamenti, fino a un camino poco marcato con alcune staffe. Si raggiunge il passaggio più iconico: un cupo canalino chiuso da un masso, in cui ci si addentra per uscirne con un bel passaggio in spaccata, da cui lo sguardo si apre sul Monte Cimone e sul Bivacco Del Torso (2110 m, 1h 30' dall'attacco, circa 6h totali), raggiunto in pochi minuti in discesa. Da qui si può chiudere l'escursione oppure proseguire verso la vetta del Monte Cimone, al lato della cresta, in circa 45' dal bivacco (circa 7h totali), con un paio di passaggi su roccette (max I grado).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata di media difficoltà ma inserita in un itinerario lungo e impegnativo. Storica: realizzata all'inizio degli anni '80 dal gruppo Rocciatori del CAI Cividale per collegare la Val Dogna alla Val Raccolana; è dedicata a Norina, madre di Ivano Baracchini, ideatore e capocantiere. Panorama splendido dal Cimone su Jof di Montasio e Canin.

    ⚠ Si percorre la via attrezzata e il guado anche in discesa: vista lunghezza e dislivello (oltre 1700 m, fino a 13h) si consiglia di spezzare in due giorni (Bivacco Cividale o Del Torso). A inizio stagione meglio ramponi e piccozza per canaloni innevati. Tratti di sentiero su fondo sdrucciolevole ed esposto: passo fermo ed esperienza necessari.
    ▲Periodo e sicurezza

    Piena estate, quando il guado è agevole e i canaloni sono liberi dalla neve. Itinerario isolato: non raro incontrare animali allo stato brado.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Cimone si percorre a ritroso l'intero itinerario dell'andata, guado compreso (circa 6h dal Cimone, 13h totali). Spezzare in due giorni rende il rientro più sicuro.

    ▲Da abbinare

    In questo angolo di Alpi Giulie: la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart, l'impegnativa Ferrata Amalia al Jof di Montasio e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento4:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)13:00 h
    • Dislivello ferrata310 m
    • Dislivello itinerario1739 m
    • Quota max2379 m
    • Lunghezza15,2 Km
  • Ferrata Ciardelli (Bourcet)

    Ferrata Ciardelli (Bourcet)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata Ciardelli (Bourcet)

    La Ferrata Ciardelli sul Bourcet è molto atletica e fortemente esposta: tratti verticali, un ponte sospeso, traversi e infine un'imponente bastionata impegnativa ed emozionante. Si raccomanda un buon allenamento prima di percorrerla.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Roreto, comune di Roure (Val Chisone, Torino), parcheggiando nella piazza del paese. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla piazza si segue la provinciale verso nord-est per circa 250 m, poi a sinistra un vicolo che conduce verso Bourcet; superato il ponte si arriva a una fontana in legno e si segue il sentiero di avvicinamento, ottimamente segnalato, che passa vicino alle falesie della zona e in breve porta all'attacco (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca una parete verticale, con attrezzature dove necessario e comunque ben distanziate, che dà subito il tono atletico della via. In cima a questo tratto un traverso orizzontale verso destra porta al ponte tibetano (25 m) su tre corde, molto esposto e piuttosto ballerino. Oltre il ponte si risale una corta parete verticale senza staffe che immette in un singolare anfratto roccioso: qui termina la prima sezione, dopo una serie di passaggi belli e impegnativi, a tratti in strapiombo, con esposizione crescente. Si attraversa un boschetto e si raggiunge una cengia, di fronte all'ultima imponente parete: una placca verticale di circa 150 metri, la parte più difficile e impegnativa. Si sale sfruttando le staffe in un crescendo di sollecitazioni per braccia e schiena; le difficoltà tecniche non sono elevate, ma servono forza di braccia e assoluta assenza di vertigini per l'esposizione sempre maggiore. Terminata la bastionata, un breve collegamento porta in cima e conclude la ferrata (2h dall'attacco, 2h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata atletica da non sottovalutare. L'attrezzatura di sostegno non è abbondante e abbastanza distanziata, cosa che può mettere in difficoltà chi è di bassa statura. È dedicata al capitano Nicola Ciardelli, morto nell'attentato di Nassiriya (2006); la via è stata inaugurata nel 2009.

    ⚠ Nel traverso e nell'ultima bastionata attenzione alla caduta di detriti dall'alto (alcune staffe risultano piegate). Il ponte è strutturato in modo non ottimale, con il cavo della longe esterno: in caso di caduta sarebbe difficile risalire sul ponte.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da primavera ad autunno. Buon allenamento richiesto per l'impegno fisico continuo.

    ▲Discesa

    Due opzioni: i bollini blu o quelli rossi (verso sinistra). Il sentiero blu è molto scivoloso e in alcuni tratti franoso, quindi massima attenzione; il sentiero rosso è una carrareccia che riporta al fondovalle (45' dal termine della ferrata, circa 3h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze la recente Ferrata Pra Catinat (circa 20' d'auto). Risalendo la valle, le ferrate di Claviere: la Ferrata del Bunker e la Ferrata della Batteria Bassa-Alta e Chaberton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Cozie
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:15 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario470 m
    • Quota max1278 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata della Miniera dell’Erdemolo

    Ferrata della Miniera dell'Erdemolo

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata della Miniera dell'Erdemolo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata della Miniera dell'Erdemolo è un itinerario recentissimo, realizzato sopra le antiche miniere di calcopirite (rame) attive tra il 1400 e il 1600, in Val dei Mocheni. È breve e nel complesso facile, con la sola parte conclusiva «moderatamente difficile»: ideale per principianti e per chi cerca un primo assaggio di percorso attrezzato, tra sentiero ripido, un breve traverso esposto e una paretina verticale staffata con un pizzico di strapiombo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio a pagamento in località Frotten («Vròttn» in mòcheno), comune di Palù del Fersina (TN), raggiungibile da Pergine Valsugana; poco prima esiste anche un parcheggio gratuito in loc. Canopi, a circa 20' a piedi. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio Frotten si segue la strada forestale n. 325 in direzione «Miniera dell'Erdemolo»/Maso Lenzi, raggiungendo in circa 30' l'edificio delle visite in miniera. Si prosegue sulla strada cementata in salita (indicazioni «Laner – Sette Selle») per circa 300 m: sulla destra si stacca una traccia diagonale (se si raggiunge il cartello «343B – Intertol Sette Selle» si è andati oltre di pochi metri). Questa traccia, in salita verso sud-est nel sottobosco, porta all'attacco in circa 15' (1830 m, circa 50' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La fune inizia su semplice pendio, seguito da roccette facili e un facile traverso. Per buona parte si tratta di un sentiero attrezzato con il cordino come corrimano, utile sul terreno ripido misto a zolle erbose e terra; un breve tratto di roccia interrompe la salita erbosa, che prosegue a tornanti. Si supera senza difficoltà una prima scaletta a cambre, poi un tratto nel sottobosco e un breve e divertente traverso su roccia in leggera esposizione. Qualche staffa fa guadagnare quota fino al tratto più bello: un traverso su roccia e staffe verso sinistra, ben esposto per qualche metro. Resta da risalire il punto chiave: una paretina verticale staffata di circa 10 m con un breve e leggero strapiombo, comunque senza forzare sulle braccia. Si sbuca su un ultimo pendio erboso dove termina il cordino, a 1960 m (40' dall'attacco, circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Percorso corto e di soddisfazione, adatto a chi si avvicina alle ferrate. Esposta a ovest, si può affrontare anche in giornate estive grazie al limitato irraggiamento diretto. Percorribile in entrambi i sensi salvo indicazioni contrarie.

    ⚠ Ferrata completata nell'estate 2026 (Comune di Palù del Fersina, fondi PNRR): trattandosi di un'opera molto recente, conviene verificarne lo stato prima della partenza.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva; data la bassa quota e l'esposizione a ovest è gradevole anche con caldo moderato.

    ▲Discesa

    Si prosegue verso est per alcune decine di metri fino a immettersi nel sentiero 324, che si prende a sinistra per la discesa (circa 20') fino al bivio «loc. Intertol». Per tornare verso la strada forestale e la miniera si tiene la sinistra sul 343B; in alternativa, a destra sul 324 si raggiunge il Rifugio Sette Selle (circa 20') e si scende poi per il sentiero 343 al parcheggio Frotten, chiudendo un anello (opzione consigliata).

    ▲Da abbinare

    Vista la brevità, in zona Valsugana: la facile Ferrata di Valimpach presso Caldonazzo, il Sentiero Attrezzato Chiesa a Levico Terme, il Sentiero Attrezzato Bertotti al Passo del Cimirlo e, nel cuore del Lagorai, la più impegnativa Ferrata Gabrielli a Cima d'Asta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoCatena del Lagorai
    • Avvicinamento0:50 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata130 m
    • Dislivello itinerario460 m
    • Quota max1960 m
    • Lunghezza4,5 Km
  • Ferrata delle Mesules (Pößnecker)

    Ferrata delle Mesules (Pößnecker)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata delle Mesules (Pößnecker)

    La Ferrata delle Mesules — storica Pößnecker Klettersteig del 1912 — risale il versante occidentale del Gruppo Sella fino al Piz Selva (2941 m). È un itinerario lungo, tecnico e vario, con alcuni punti chiave non protetti che richiedono piede fermo e assenza di vertigini, immerso in un panorama a 360 gradi sui grandi gruppi dolomitici di Val di Fassa e Val Gardena.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo Sella, tra Val di Fassa e Val Gardena. Conviene lasciare l'auto sul versante della Val di Fassa, nei pressi dell'Albergo Maria Flora: così si imbocca direttamente il sentiero d'attacco e ci si ritrova allo stesso versante al rientro. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue il segnavia CAI 649 verso nord-est, in direzione delle Torri del Sella: prima su prato, poi su fondo detritico con pendenza crescente fino all'attacco (2290 m, 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco è stato modificato rispetto al tracciato originale e oggi è considerato più difficile. Superate le prime roccette non protette si entra nel primo di una lunga serie di camini, su parete appoggiata verso sinistra; pochi chiodi segnalano l'aumento di difficoltà e la riduzione degli appigli. Si alternano tratti verticali e diagonali con una fessura d'appoggio fino a un terrazzino. Qui inizia la sezione più impegnativa: ci si addentra in un anfratto risalendo roccette di I grado fino a un passaggio di II grado in spaccata, non protetto da fune, da affrontare con buon piede, cercando gli appoggi e aiutandosi con le mani su entrambi i lati dell'anfratto per superare un masso fino ad alcune staffe. Si scende qualche metro alla prima scaletta, da cui ci si gira a osservare il tratto appena salito. Dopo una seconda scaletta arriva l'altro punto chiave: uno stretto camino con staffe (prima a sinistra), unica assicurazione perché manca la fune; nella parte alta le staffe passano sul lato destro e occorre girarsi su sé stessi (manovra ostica con zaino voluminoso), per uscire poi a sinistra su due pioli in un passaggio molto aereo e prendere una scaletta poco stabile. Si sale una parete levigata, quindi un facile camino con buoni appoggi e staffe; brevi tratti orizzontali e roccette chiudono le attrezzature. Si entra in un vallone che si risale su traccia, si superano altri facili tratti attrezzati e un sentiero esposto a mezzacosta verso destra fino all'Altopiano delle Mesules. Un sentiero di collegamento porta sotto l'ultima sezione: una cengia esposta, balzi rocciosi ben appigliati e passaggi solo a tratti attrezzati conducono alla vetta del Piz Selva (2941 m), affacciata sul Sassolungo (3h dall'attacco, 3h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Escursione ad ampio respiro, dal carattere alpino, riservata a ferratisti esperti e preparati. I due passaggi chiave della prima sezione (max II grado) non sono protetti: le difficoltà sono soprattutto psicologiche, per l'esposizione e per gli spazi angusti. Il lungo camino richiede agilità nella parte alta e sconsiglia zaini ingombranti.

    ⚠ L'Altopiano delle Mesules è selvaggio e isolato, senza punti d'appoggio: con nebbia il rischio di perdere l'orientamento è concreto. Percorrere la via solo con previsioni di tempo stabile. Per uscire dal camino può servire un rinvio o una fettuccia per agganciare lo zaino all'imbraco e riuscire a girarsi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Piena estate, con meteo stabile: l'itinerario è lungo (16 km, 7h 45' complessive) e si svolge a quasi 3000 m senza punti d'appoggio. Buona pianificazione e partenza mattutina.

    ▲Discesa

    Dal Piz Selva si percorre il lungo e brullo Altopiano delle Mesules verso nord-est seguendo i radi segni del CAI 649 fino al Piz Miara (2964 m). Da qui l'opzione normale prosegue sul 649 perdendo leggermente quota: si ignorano i bivi col 767 (Rifugio Pisciadù) e col 666 (Val de Tita) fino alla Forcella dell'Antersass (2842 m, 1h 15' dalla vetta). Si prende a destra il sentiero 647 che cala nella Val de Lasties fino al Pian di Sella (2283 m, 2h 30' dalla vetta), poi indicazioni e tratto asfaltato fino al Passo Sella (4h dalla vetta, 7h 30' totali). Solo per esperti, un canalone non segnato sotto il Piz Miara (labili tracce, un paio di tratti attrezzati) scende diretto nella Val de Lasties risparmiando circa 1h 30'.

    ▲Da abbinare

    Sul Gruppo Sella, raggiungibili in breve in auto: Ferrata Piazzetta, Ferrata Tridentina, Ferrata del Piz da Lech e Ferrata del Vallon; vicino al Passo Sella la Ferrata Schuster al Sassopiatto e la Ferrata al Col Rodella.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoGruppo del Sella
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)7:45 h
    • Dislivello ferrata650 m
    • Dislivello itinerario700 m
    • Quota max2973 m
    • Lunghezza16 Km
  • Ferrata Batteria Bassa

    Ferrata Batteria Bassa

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata Batteria Bassa
    Moderatamente Difficile● In ManutenzioneCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE: secondo la fonte la via risulta attualmente IN MANUTENZIONE. Verificate l’effettiva agibilita e lo stato delle attrezzature prima di partire.

    La Ferrata della Batteria Bassa e una breve via attrezzata che ripercorre alcune fortificazioni sul confine italo-francese sopra Claviere, con vari resti di edifici militari in parte visitabili (utile una torcia). Non e difficile e si presta anche ai neofiti; rappresenta inoltre il primo dei tre tronconi della piu lunga salita al Monte Chaberton.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e di norma la biglietteria del ponte tibetano di Claviere (un casotto in legno ben segnalato), in Alta Val di Susa. La via, completata nel 2019, si raggiunge in due modi. Opzione 1 (consigliata, percorre tutta la ferrata): dalla biglietteria si segue il sentiero che parte dalla Cappella di San Gervasio scendendo verso il torrente; giunti al torrente si ignora il ponte che porterebbe sulla destra orografica della Piccola Dora (dove sale la Ferrata di Rocca Clari) e si resta sulla sinistra orografica fino all’attacco. Opzione 2 (salta il primo tratto): dal parcheggio si percorrono circa 200 metri lungo la nuova statale verso la galleria; poco prima, al bivio, si prende a destra la vecchia statale e, presso una curva a sinistra, si nota una galleria sul lato sinistro con le indicazioni per la ferrata; la si attraversa (15 minuti dal parcheggio, 1690 m, circa 30 metri di lunghezza), si esce, si fa un traverso a destra e ci si collega alla via completa. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La ferrata risale dapprima un canalone che passa sotto il viadotto della dismessa statale del Monginevro: salita bella e arrampicabile, con tratti di placca e altri assistiti da cambre; conviene usare le abbondanti prese naturali per risparmiare energie in vista del lungo sviluppo. Dopo l’innesto della scorciatoia si continua a salire lasciandosi alle spalle il ponte e guadagnando quota rapidamente, con dietro la rotonda del parcheggio. La via alterna facili traversi, cenge, balzi rocciosi e pareti attrezzate su ottima roccia, con un paio di punti piu tecnici e piacevoli: un caminetto da arrampicare in spaccata e una fessura sotto cui passare. Un tratto di sentiero conduce infine agli edifici militari della Batteria Bassa (1910 m, 1 ora e 30 dall’attacco, circa 2 ore in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Via di difficolta contenuta, adatta anche a chi ha poca esperienza, con un interesse storico notevole grazie alle fortificazioni di confine. All’occorrenza l’attrezzatura per la ferrata si puo noleggiare alla biglietteria del ponte tibetano.

    ⚠ Dal 2018 la salita prosegue, attrezzata, fino al Monte Chaberton: dopo la Batteria si esce dal bosco e, dopo circa un’ora nel Petit Vallon, si raggiunge la Cresta Mario Perona (oggi con fune d’acciaio). E un itinerario lungo e con notevole dislivello: pianificatelo a parte.
    ▲Discesa

    Dalle fortificazioni si segue la strada forestale che riporta alla vecchia statale e quindi al parcheggio (30 minuti dal termine, circa 2 ore in totale).

    ▲Da abbinare

    Facilmente combinabile con le altre vie ferrate di Claviere: la Ferrata di Rocca Clari (difficile) o la Ferrata del Bunker (moderatamente difficile). In Val di Susa, scendendo a valle, ci sono le ferrate dell’Orrido di Foresto, dell’Orrido di Chianocco, della Ruceia e del Rouas; nel 2024 e stata aperta anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Cozie
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:50 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario188 m
    • Quota max1880 m
    • Lunghezza3,1 Km
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