Caratteristica: Tratti strapiombanti

  • Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Il Parco delle Fucine di Casto (Brescia, Valle Sabbia) è un parco unico in Italia: a ingresso gratuito, raccoglie su poche pareti oltre quindici vie attrezzate, oltre a sentieri, arrampicata, mountain bike, zip line, ponti sospesi e punti ristoro. Le vie sono in gran parte atletiche e poco arrampicabili, ottime per l'allenamento; la difficoltà spazia da una via facile fino a tracciati verticali e strapiombanti molto impegnativi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio che costeggia il parco, presso Casto. Dal centro del paese si prende a sinistra (sud) via Marconi che, con chiare indicazioni, porta al Parco delle Fucine in circa un chilometro. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Il parcheggio è a pochi passi dall'ingresso (gratuito); già da qui si vedono alcune vie (il Colpo della Strega, l'Arcobaleno) e almeno un ponte sospeso. I tempi di avvicinamento ai singoli attacchi vanno da pochi minuti fino a circa 15' per le vie più lontane, verso la Stretta di Luina.

    ▲Le vie attrezzate

    Ogni via ha sviluppo a sé e attacco segnalato; di seguito un quadro fedele di lunghezza, dislivello e carattere.

    Ferrata 1 (Casa delle Streghe, sulla Corna Zana, vicino al parcheggio): 115 m, dislivello 28 m. Traverso diagonale impegnativo e traversi orizzontali esposti, con staffe e pioli su roccia levigata.
    Ferrata 2: 61 m, dislivello 23 m. La meno impegnativa del parco, su traversi con buoni appoggi e una variante verticale; ideale per iniziare.
    Ferrata 3: 152 m, dislivello 78 m. Lunga e impegnativa, con traversi lunghi su roccia molto levigata (forte trazione sul cavo) e tratti verticali aerei.
    Ferrata 4: 60 m, dislivello 49 m. Verticale, con primi metri impegnativi e leggermente strapiombanti e uno spigolo aereo; parte alta più arrampicabile.
    Ferrata 5 «Vertigo»: 40 m, dislivello 25 m. Spiccata verticalità, staffe leggermente strapiombanti e un passaggio strapiombante impegnativo; termina presso un ponte sospeso di circa 30 m.
    Ferrata 6 «Tasso»: 28 m, dislivello 25 m. Breve: traverso iniziale, tratto strapiombante con staffe; al termine si attraversa il ponte sospeso sulla Stretta di Luina.
    Ferrata 7: 60 m, dislivello 28 m. Si percorre in discesa dal ponte sospeso; spigolo esposto adrenalinico e discesa verticale faticosa, fino a congiungersi con la Ferrata 8.
    Ferrata 8: 68 m, dislivello 47 m. Impegnativa, con passaggio chiave su parete scura e levigata di 4-5 m e scala marinara finale.
    Ferrata 9: 68 m, dislivello 47 m. Adiacente alla 8, con uno strappo verticale impegnativo fino alla scala marinara comune.
    Ferrata 10: 60 m, dislivello 46 m. Rampa diagonale, traversi esposti e passaggi verticali impegnativi alternati a terrazzini.
    Ferrata 11: 58 m, dislivello 45 m. Tra le più dure del parco: parete giallastra verticale e strapiombante, variante verticale estrema e forte esposizione.
    Ferrata 12: 65 m, dislivello 28 m. Spigolo, canalino e un passo strapiombante; sale un gendarme (bandiera in vetta), con rientro per un ponte sospeso di quasi 40 m piuttosto ballerino.
    Ferrata 12 bis: 46 m, dislivello 26 m. Attacco subito verticale e strapiombante, ponte delle scimmie di circa 8 m, poi si innesta sulla Ferrata 12.
    Ferrata 14 «Edera»: 44 m, dislivello 36 m. Diedro tecnico e piacevole, poi un ponte sospeso a 4 corde di circa 35-40 m e un secondo ponte più stabile.
    Ferrata 15: 125 m, dislivello 23 m. Prevalentemente in traverso lungo il torrente, con ponti sospesi e un ponte delle scimmie; senza difficoltà particolari ma talvolta scivolosa.
    Colpo della Strega (sopra il parcheggio): 45 m, dislivello 38 m. Verticale, tecnica e difficile, su roccia levigata povera di appigli che sollecita molto le braccia.
    Arcobaleno: 55 m, dislivello 38 m. Privilegia l'arrampicata su pioli e prese sferiche (cavo «alla francese»), con spigolo aereo e passaggio strapiombante assistito.
    Dragone (Grotta del Dragone): 240 m, sviluppo 50 m. Meno verticale, di fatto un sentiero attrezzato con scala marinara e un lungo ponte sospeso, che tocca gli attacchi delle vie 11, 10, 9, 8, 7 e quelle 5, 6 e 14.
    Stretta di Luina: percorso prevalentemente orizzontale, quasi al pelo dell'acqua nella forra del torrente; non difficile ma scivoloso, con ponti su tronchi e ponti delle scimmie.

    ▲Carattere e difficoltà

    Il parco offre un ventaglio amplissimo: dalla facile Ferrata 2 e dal Dragone fino a vie estremamente atletiche e strapiombanti (Ferrata 11, Vertigo, Colpo della Strega). La roccia è spesso levigata e poco appigliata, con frequente trazione sul cavo; numerosi i ponti sospesi e i ponti delle scimmie, esposti ma divertenti.

    ⚠ Molte vie sono fisicamente esigenti e poco arrampicabili, non adatte ai neofiti (eccetto la Ferrata 2 e il Dragone). Casco e set da ferrata sono indispensabili; attenzione al fondo scivoloso nelle forre e ai ponti dondolanti. Scegliere la via in base al proprio allenamento.

    ▲Discesa

    Quasi tutte le vie rientrano per sentiero (in genere tenendo la destra al termine). Le vie 5, 6 e 14 e quelle 7-8 usano i ponti sospesi sulla Stretta di Luina; la 12 e la 12 bis rientrano attraversando il ponte sospeso di quasi 40 m presso il torrione. I tempi sono brevi data la vicinanza al parcheggio.

    ▲Periodo e sicurezza

    I periodi migliori sono le mezze stagioni; gli itinerari si possono percorrere anche d'inverno, salvo nei periodi innevati. Essendo a bassa quota, in piena estate alcune pareti esposte al sole sono molto calde.

    ▲Da abbinare

    Sempre nella zona del Lago d'Idro si possono percorrere la Ferrata Crench, il Sentiero delle Cascate di Idro e la Ferrata delle Ginestre.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDa Facile a Estremamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaBrescia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento5-15 min
    • Vie attrezzateoltre 15
    • IngressoGratuito
    • PeriodoMezze stagioni (anche inverno salvo neve)
  • Ferrata di Valmeduna

    Ferrata di Valmeduna

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata di Valmeduna

    La Ferrata di Valmeduna è una via recente in provincia di Pordenone, presso l'abitato di Redona. Di stile moderno, propone difficoltà piuttosto costanti in un ambiente da «palestra di roccia»: non raggiunge una vetta, ma è un eccellente allenamento per itinerari in quota. È ottimamente attrezzata e non priva di passaggi atletici.

    ▲Avvicinamento

    Si percorre la strada regionale che collega Meduno a Tramonti di Sopra: arrivando da sud, il parcheggio è sul lato destro prima del cartello «Tramonti di Sopra» e prima dell'invaso artificiale. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue brevemente il marciapiede fino a un sentierino che sale sulla destra; seguendo i cartelli e i bolli rossi verso est-sudest si arriva a un tornante, poi a un bivio dove si scende leggermente a sinistra fino alla nuova palestra di roccia su bel calcare, dove si trovano un bivacco, tavoli e panchine, vie d'arrampicata e la ferrata. Nei pressi del bivacco un sentiero scende a sinistra all'attacco, sul lato sinistro della parete, presso il cartello rosso CAI e una rete paramassi (circa 10').

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è prevalentemente su traversi e brevi tratti verticali. Si attacca risalendo una paretina appoggiata sotto la rete paramassi, arrampicando su roccia molto frastagliata; salite alcune roccette si procede verso destra incontrando i primi traversi e un passaggio in aderenza. Si raggiunge e si doppia uno spigolo, con vista sotto di sé sull'area dell'avvicinamento. La parte centrale è la più impegnativa: una lunga serie di traversi orizzontali e diagonali da sinistra a destra, alcuni su cambre per i piedi, altri in aderenza, con tratti in lieve strapiombo che richiedono decisione e rapidità nei cambi di moschettone; senza diventare estrema, la via chiede un certo impegno fisico e buona abitudine all'esposizione. Si raggiunge una nicchia con la cassetta del libro firme; da qui un breve traverso oltrepassa uno spigolo e il cavo prosegue verticale per alcuni metri privi di cambre, dove conviene arrampicare. Dopo alcuni metri più facili termina la sezione centrale. La parte finale, su roccette e brevi balzi, è di difficoltà inferiore: seguendo il cavo in salita, dopo una decina di minuti si raggiunge il termine della via (circa 45' dall'attacco, 1h dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnica e atletica, con esposizione costante nella sezione centrale e roccia calcarea molto bella. Attrezzatura recente e abbondante. La difficoltà resta concentrata nella parte centrale dei traversi strapiombanti.

    ⚠ I traversi in lieve strapiombo richiedono braccia allenate e rapidità nei cambi di moschettone: non è una via per chi è alle prime esperienze. Pur essendo di bassa quota, casco e set da ferrata sono indispensabili.

    ▲Periodo e sicurezza

    Inaugurata il 26 novembre 2022 (50° anniversario della sezione CAI di Spilimbergo, con il gruppo Alpini della 3° Artiglieria da Montagna). Data la bassa quota si presta a tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali.

    ▲Discesa

    Conviene non togliere subito l'imbrago: pochi minuti dopo il termine si incontra un canalino terroso attrezzato. Seguendo le indicazioni si scende verso la località Barbeadis, piccolo borgo raggiungibile solo a piedi, rientrando ad anello lungo una mulattiera nel bosco con scorci panoramici sulla valle (circa 1h 15' complessive).

    ▲Da abbinare

    In provincia di Pordenone si trovano anche la Ferrata del Tramuntin e l'Alta Via dei Rondoi. Salendo verso Forni di Sopra ci sono la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost e la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaPordenone
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento10 min
    • Ferrata45 min
    • Itinerario completo (a/r)1h 20'
    • Dislivello ferrataca 125 m
    • Dislivello itinerarioca 220 m
    • Quota massimaca 550 m
    • Lunghezzaca 4 km
    • Anno2022
  • Ferrata della Falconera

    Ferrata della Falconera

    Vie Ferrate › Piemonte › Vercelli
    Ferrata della Falconera

    La Ferrata della Falconera sale una parete verticale sopra Varallo, in provincia di Vercelli. È una via atletica e molto esposta, con alcuni tratti strapiombanti e un ponte sospeso: più faticosa che tecnicamente difficile, ma da non sottovalutare. Adatta a escursionisti esperti e ben allenati; per i passaggi strapiombanti è consigliato l'uso di un rinvio o di una longe.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Varallo (Vercelli), parcheggiando nell'ampio piazzale presso la casa di riposo «Casa Serena» (punto di partenza su Google Maps). Si attraversa la strada in direzione di una mulattiera e di una bacheca informativa, si risale una decina di minuti fino a un bivio dove un sentiero a mezzacosta nel bosco conduce a un facile tratto attrezzato e quindi al cartello d'inizio della ferrata (20' dal parcheggio). All'attacco una panchina permette di vestire imbrago e attrezzatura, ma è bene mettere il casco già dal parcheggio: non di rado cadono pietre dall'alto.

    ▲Il percorso

    Dall'attacco si percorrono un paio di metri in orizzontale a destra e si risale una prima parete di roccette appoggiate piegando verso destra. Iniziano presto le abbondanti staffe che fanno guadagnare quota ed esposizione, con un primo assaggio di parete leggermente strapiombante, fino al traverso verso destra detto «Traverso della chiappa tremante», prima orizzontale poi più diagonale. Si raggiunge una cengia che passa accanto alla «Grotta del Fico» e conduce sotto una prima parete verticale più impegnativa: la si risale verso un tetto roccioso, con funi su entrambi i lati, aggirandolo dal lato sinistro lungo un tratto che ricorda un breve diedro. Si percorre quindi la panoramica «Cengia dei 4000» e, in forte esposizione, si arriva alla «Cengia della Campana», con la sua campanella metallica, che porta verso destra sotto la parete verticale dei due passaggi più impegnativi della via. Il primo è un tetto roccioso molto spanciante, breve (un paio di metri) ma esposto, da superare con agilità senza indugiare nel cambio del moschettone per non affaticare le braccia; si prosegue in verticale sui pioli fino a un secondo tetto, simile ma con un effetto di sbandieramento verso l'esterno, che richiede forte esposizione e impegno fisico. Si raggiunge così un terrazzino panoramico dove riprendere fiato. Dopo un paio di pareti più semplici e un tratto gradonato di cresta, in parte rocciosa in parte erbosa, si arriva al ponte sospeso «Ponte Via col Vento»: a quattro corde e abbastanza stabile, ma con le funi intrecciate da scavalcare in alcuni punti (lo si può percorrere anche su due funi, come un ponte delle scimmie). Dal termine del ponte un facile ma esposto traverso orizzontale verso destra introduce agli ultimi passaggi: una parete verticale, alcune roccette e un paio di balzi rocciosi portano alla «Cresta del Traguardo» e, dopo alcuni passaggi ben assistiti, al libro delle firme che segna la fine della via (2h dall'attacco, 2h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La Falconera è ottimamente attrezzata e tecnicamente non difficile, poiché le attrezzature guidano per tutta la salita riducendo l'arrampicabilità; è però molto atletica, con un dislivello elevato e due passaggi chiave davvero impegnativi sul piano fisico. I fittoni sono numerati, cosa utile per la localizzazione in caso di incidente.

    ⚠ L'esposizione è elevata lungo tutto il percorso e i due tetti strapiombanti tendono a buttare in fuori: in questi punti un rinvio o una longe sono molto utili. Attenzione alla caduta di pietre: casco fin dal parcheggio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Da inizio 2020 la via è dotata di illuminazione notturna, caratteristica che la rende unica in Italia: l'accensione avviene di norma il sabato negli orari indicati dai gestori e in prossimità di alcune festività (conviene verificare giornate e orari ufficiali prima di andare). A prescindere dall'illuminazione, la torcia frontale è comunque necessaria per il ripido rientro. Cartografia consigliata: carta della Valsesia.

    ▲Discesa

    La via di rientro più diretta verso Varallo segue il sentiero 636C in direzione nord-est, poi il 636B verso il laghetto di Scarpia; giunti al lago si imbocca il 636 in discesa verso Varallo (circa 40' di discesa, 3h totali). Lungo il percorso, a meno di 10 minuti dal termine della ferrata, si trovano alcuni tavoli in pietra per una sosta.

    ▲Da abbinare

    Il proseguimento naturale è la Ferrata del Partusac, il cui attacco è vicino al termine della Falconera lungo il sentiero di rientro. In zona si possono percorrere la Ferrata dei Picasass (circa 1h d'auto verso il Lago Maggiore) e, nel biellese, la Ferrata della Balma, la Ferrata Nito Staich o il Sentiero Attrezzato dell'Infernone; il ponte sospeso ricorda quello della Ferrata Detomasi a Cimalegna.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoValsesia – Monte Tovo
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max830 m
    • Lunghezza4,8 Km
  • Ferrata di Camoglieres

    Ferrata di Camoglieres

    Vie Ferrate › Piemonte › Cuneo
    Ferrata di Camoglieres

    La Ferrata di Camoglieres è una via “alla francese” che risale la bastionata sopra l’omonima frazione in Val Maira: atletica e impegnativa, con tratti strapiombanti, forte esposizione e molte staffe metalliche. È consigliata a chi cerca una prova fisica più che arrampicata pura, e include un lungo ponte tibetano sospeso.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la frazione di Camoglieres, comune di Macra (Cuneo): si percorre la SP422 da Cuneo verso Caraglio e Dronero e, poco dopo Lottullo, a un incrocio si va a destra seguendo le indicazioni “Camoglieres – Via Ferrata” (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si vede a destra la bastionata della ferrata; si prosegue sulla stradina asfaltata verso la fine dell’abitato dove, sulla destra, parte un sentiero ben segnato con cartelli e segni gialli che porta all’attacco (15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via fa ampio uso di staffe e cambre metalliche. Si attacca una parete che nei primi metri ricorda un breve diedro, con appigli sul lato destro; segue un traverso a sinistra e la salita verticale con alcuni tratti strapiombanti e faticosi per le braccia, intervallata da un traverso diagonale con cambre per i piedi. In cima a questa lunga parete si incontra la prima via di fuga a sinistra. Un breve sentiero porta al secondo tratto: parete con sezioni strapiombanti in leggera diagonale, aggiramento di un esposto spigolo, un gendarme roccioso da aggirare e risalire con un breve passaggio spanciante, infine una parete verticale più appoggiata. Dopo un tratto di sentiero nel bosco si raggiunge il terzo tratto: parete verticale con sezioni strapiombanti (una ventina di metri), un faticoso traverso diagonale in salita e una risalita verticale molto esposta fino a un tetto roccioso aggirato su un emozionante spigolo. Si arriva quindi al lungo e oscillante ponte tibetano; oltre il ponte, un sentiero porta alla quarta sezione, la meno impegnativa, e poi all’ultimo tratto, difficile e fisico: una cengia, uno spigolo verticale, un impegnativo traverso a destra e una verticale molto esposta in prossimità della fine. Gli ultimi metri attrezzati e un sentiero portano alla croce di vetta (2h 15′ dall’attacco, 2h 30′ dal parcheggio). Tra ponte e ultima parete due vie di fuga consentono di rientrare o di raggiungere la cima saltando l’ultimo tratto.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata atletica, impegnativa e stancante; le difficoltà di arrampicata pura sono ridotte grazie all’abbondante attrezzatura, ma l’impegno fisico e l’esposizione sono elevati. Difficoltà complessiva: Difficile. Diverse vie di fuga aiutano chi non se la sentisse di completare.

    ⚠ È esplicitamente vietato percorrere la via ferrata in discesa. Non sottovalutare l’impegno fisico e l’esposizione; valutare le vie di fuga prima di impegnarsi nei tratti strapiombanti.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota modesta (max 1.320 m): percorribile gran parte della stagione con roccia asciutta. Per la cartografia si consiglia la carta della Val Maira.

    ▲Discesa

    Non togliere l’imbrago al termine della ferrata: in discesa ci sono ancora alcuni tratti attrezzati. Dalla croce un sentiero ben segnato con bolli gialli riporta all’auto in circa 40′ (3h 15′ totali).

    ▲Da abbinare

    Vicine la Ferrata degli Alpini all’Oronaye e la Ferrata di Chiaronto (meglio in giorni diversi). In provincia di Cuneo anche la Ferrata della Rocca dei Corvi, la Ferrata a Rocca Senghi e la Ferrata del Bec Valletta a Limone; più a sud la Ferrata degli Artisti in provincia di Savona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Cozie – Val Maira
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:15 h
    • Itinerario (a/r)3:15 h
    • Dislivello ferrata270 m
    • Dislivello itinerario410 m
    • Quota max1320 m
    • Lunghezza3 Km
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