Gruppo: Alpi Carniche

  • Ferrata Cinquanta del Clap al Creton di Culzei

    Ferrata Cinquanta del Clap al Creton di Culzei

    Vie Ferrate › Friuli Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Cinquanta del Clap al Creton di Culzei

    La Ferrata Cinquanta del Clap risale il Creton di Culzei, nelle Alpi Carniche sopra Pesariis. È un itinerario molto appagante e vario, con un lungo tratto attrezzato che alterna passaggi tecnici a estese sezioni di cresta, in un ambiente di grande respiro. Sia l’avvicinamento sia il rientro sono lunghi e impegnativi: una giornata da affrontare con allenamento ed esperienza.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il centro di sci di fondo Pian di Casa, nel comune di Pesariis (Udine), lungo la SS465 della Forcella Lavardet (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio (1236 m) si sale sul sentiero 201, ben segnato, verso il Rifugio de Gasperi, ignorando in successione i bivi per i sentieri 202, 203 e 315 e tenendo sempre la destra sul 201; dopo una grotta e un paio di punti esposti e franosi (attrezzati) si raggiunge il Rifugio de Gasperi della sezione CAI di Tolmezzo (1767 m, 1h 30′ dal parcheggio). Dal rifugio, ben visibile la cresta del Creton, si percorre verso est il Sentiero Attrezzato Corbellini (segnavia 316), che corre parallelo alla ferrata ma più a valle: un susseguirsi di cenge esposte, tratti su prato e passaggi che aggirano spigoli e colatoi del versante sud, con un paio di tratti verticali attrezzati (staffe, cambre, scalette) e alcune passerelle di legno. Dopo circa 45′ dal rifugio e superati due colatoi, al terzo si lascia il sentiero che prosegue dritto sui prati e si segue a sinistra l’evidente traccia segnalata da una targa metallica, fino alle prime attrezzature (2h 15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto sale un balzo roccioso appoggiato sotto una sporgenza, con il cavo in diagonale da destra a sinistra e un paio di staffe; si entra poi in un canalone roccioso che sale ripido seguendo i bolli rossi, alternando passaggi su sassi e roccette, facili tratti di arrampicata e sezioni attrezzate nei punti più esposti. Si risale una parete appoggiata col cavo a zigzag aiutati da staffe, si scende nella parte bassa del canalone e ci si sposta a sinistra su roccette; una forcellina attrezzata da attraversare introduce a un traverso a destra e a una salita verticale di crescente esposizione proprio sotto la bastionata sud del Creton. Da un terrazzino erboso, attraverso tratti di sentiero e cenge esposte attrezzate, si aggira il canalone e si raggiunge una forcella dove inizia il sentiero attrezzato di cresta (2h dall’attacco): qui è possibile interrompere l’escursione scendendo a nord verso il Sentiero Corbellini presso Casara Siera. La cresta attrezzata porta a un paretone che si sale con le staffe, prima verticale poi verso destra, in forte esposizione; si risale un torrione esposto con un passaggio a sinistra, si aggira un tetto roccioso spostandosi a destra e si torna in cresta, fra passaggi impegnativi ed esposti. Si scende qualche metro, si prosegue su passaggi gradonati a sinistra e terminano le attrezzature su un’ampia cresta diretta verso il pulpito del Creton; si scende in un canalino e si risale il versante opposto su parete verticale attrezzata, poi una serie di balzi e una nuova parete appigliata. Dopo una placca appoggiata in cresta, i segni rossi guidano su un sentiero in quota fino a un camino impegnativo (lato destro, poi sinistro); alternando tratti attrezzati in salita e discesa e brevi canaloni si raggiunge infine la croce di vetta (2458 m, 4h dall’attacco, circa 6h 30′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via lunga e completa (658 m di dislivello attrezzato) che alterna passaggi tecnici verticali a una lunga cresta aerea, con impegno omogeneamente alto su tutti i fronti. Difficoltà complessiva Molto Difficile.

    ⚠ Sia l’avvicinamento (con tratti franosi e il Sentiero Corbellini soggetto a smottamenti) sia il rientro sono lunghi e impegnativi: la giornata supera le 9 ore complessive. Esiste una via d’uscita intermedia alla forcella, prima della cresta attrezzata. Indispensabile partire presto e con meteo stabile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente carnico d’alta quota (massimo 2458 m): stagione estiva, a versanti puliti. Itinerario lungo, 12 km e 1658 m di dislivello complessivo, tempo totale circa 9h 30′.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende verso ovest lungo la traccia che cala su sentiero ripido, rientrando verso il Rifugio de Gasperi e quindi al Pian di Casa lungo il sentiero 201 percorso all’andata.

    ▲Da abbinare

    Restando nelle Alpi Carniche e nelle vicine Dolomiti Friulane, si combina con la Ferrata del Chiadenis e con la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneFriuli Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerario (a/r)9:30 h
    • Dislivello ferrata658 m
    • Dislivello itinerario1658 m
    • Quota max2458 m
    • Lunghezza12 Km
  • Ferrata del Chiadenis (di Guerra e CAI Portogruaro)

    Ferrata del Chiadenis (di Guerra e CAI Portogruaro)

    Vie Ferrate › Friuli Venezia Giulia › Udine
    Ferrata del Chiadenis (di Guerra e CAI Portogruaro)

    La Ferrata del Chiadenis è in realtà l’abbinamento di due vie attrezzate sul Monte Chiadenis, nelle Alpi Carniche sopra Sappada: la Ferrata di Guerra (o delle Trincee), di origine militare, sul versante nord-est, e la Ferrata del CAI Portogruaro sul versante sud-ovest. Un anello bello e di forte interesse storico, con alcuni passaggi tecnici impegnativi su camini e canalini.

    ▲Avvicinamento

    Si parte lungo la SP22 che da Cima Sappada porta alle Sorgenti del Piave: dal centro di Cima Sappada si imbocca a sinistra la strada indicata per le Sorgenti del Piave e si sale per circa 8 km fino a un ampio parcheggio poco prima del Rifugio Sorgenti del Piave, a quota circa 1800 m (punto di partenza su Google Maps). La via si può percorrere in entrambi i sensi: percorrendola da nord-est verso sud-ovest si affrontano i tratti più tecnici in salita. La relazione segue questo senso, salendo dalla Ferrata di Guerra e scendendo dalla CAI Portogruaro, con un anello che al rientro tocca il Rifugio Calvi. Dal parcheggio si scende un centinaio di metri sull’asfalto fino al cartello del CAI 173, che si stacca verso est; il sentiero taglia i prati del versante sud del Chiadenis, poi piega a nord verso un vallone roccioso e sale deciso a sinistra fino al Passo dei Cacciatori (2213 m, 1h 30′ dal parcheggio), dove si notano diverse postazioni militari. Si segue il CAI 173 a sinistra in falsopiano fino a un bivio, dove si tiene la sinistra in salita lasciando il 173 che prosegue dritto, raggiungendo l’attacco (2290 m, 1h 45′ dal parcheggio). In alternativa si può salire al Rifugio Calvi e a Passo Sesis, raggiungendo il bivio dell’attacco in 1h 30′.

    ▲Il percorso

    L’attacco è una rampa diagonale ben appigliata che aggira uno spallone roccioso; si piega a sinistra superando un caratteristico sasso incastrato e si percorre un breve traverso in discesa, esposto ma facile, fino alla base della linea di salita. Questa è formata da una successione di camini e canalini: il primo è ben appigliato, poi si stringe e la roccia si fa levigata, costringendo a cercare i pochi appigli e ad aiutarsi col cavo in qualche passaggio; si esce su un tratto gradonato (attenzione agli zaini ingombranti nel camino) e poi su un tratto a fondo ghiaioso dove è facile smuovere sassi. Si piega a sinistra superando sassi incastrati e brevi balzi levigati fino a un bel camino da risalire in spaccata, con la fune a destra e gli appigli migliori sul lato opposto; un terrazzino e alcuni balzi a sinistra immettono in un terzo camino, dotato di staffe utili per mani e piedi. Proseguendo lungo la successione di camini e balzi attrezzati si guadagna la cresta sommitale del Chiadenis (quota massima 2490 m). Lungo l’intera salita è fondamentale non smuovere pietre, perché la linea verticale dei canalini è esposta alla caduta di sassi su chi sta salendo.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di livello Difficile, con i passaggi più tecnici concentrati nei camini della salita (roccia levigata, pochi appigli, alcuni tratti da arrampicare in spaccata). 200 m di dislivello attrezzato, ma giornata complessivamente impegnativa con 690 m di dislivello e 8 km.

    ⚠ La linea di salita corre dentro camini e canalini: massima attenzione a non far cadere sassi su chi sale dietro. Gli zaini voluminosi creano difficoltà nei tratti più stretti. Itinerario d’alta quota e di ambiente, da affrontare con meteo stabile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente carnico d’alta quota (massimo 2490 m): stagione estiva, a versanti puliti. Trattandosi di un anello con salita e discesa entrambe attrezzate, va messa in conto una giornata di circa 6 ore.

    ▲Discesa

    Dalla cima si scende lungo la Ferrata del CAI Portogruaro, sul versante sud-ovest, che riporta verso il Rifugio Calvi; da qui si rientra per sentiero al parcheggio, chiudendo l’anello.

    ▲Da abbinare

    Restando nelle Alpi Carniche, il Chiadenis si combina con la Ferrata Cinquanta del Clap al Creton di Culzei e con la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici, nelle vicine Dolomiti Friulane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario690 m
    • Quota max2490 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata del Camoscio al Palombino

    Ferrata del Camoscio al Palombino

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata del Camoscio al Palombino
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Camoscio sale al Monte Palombino (2.589 m), bella vetta di confine tra Italia e Austria nelle Alpi Carniche. È un itinerario di media difficoltà, molto panoramico, con una ferrata su roccia ottimamente arrampicabile inserita in un lungo giro che copre un buon dislivello.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la Val Visdende (Belluno), presso il confine italo-austriaco. Da sud si risale il Cadore: a Santo Stefano di Cadore si seguono le indicazioni per Sappada e, dopo circa 7 km lungo il Piave, prima di una galleria, si svolta a sinistra su un ponte con indicazioni per la Val Visdende; al primo bivio si tiene la sinistra fino al parcheggio (punto di partenza su Google Maps). In alternativa si può salire in auto fino al secondo parcheggio al Bivio Ciadon, in Val di Londo. Dal parcheggio (circa 1.300 m) si segue la forestale 167 fino al Bivio Ciadon, poi a destra in salita sul CAI 170 (Strada delle Malghe); si raggiunge Malga Dignas (1.676 m), la si oltrepassa e a un bivio si lascia il 170 tenendo la sinistra verso la Forcella Dignas. Poco prima della forcella si svolta a sinistra sul CAI 172, che su prati e poi ghiaione porta all’attacco (2h 30′ dal parcheggio).

    Nota parcheggio: in Val Visdende le casse automatiche per il pagamento della sosta sono state installate di recente (nel 2024 circa 8 euro per l’intera giornata); quella del parcheggio di partenza non accetta pagamenti elettronici, quindi è necessario avere monete.

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia con una rampa diagonale attrezzata che porta dentro un canalino verso sinistra; risalito il canalino ci si sposta ancora a sinistra superando facili gradoni rocciosi arrampicabili e una scaletta in legno. La linea è logica e segue le debolezze della roccia: si aggira uno spigolo e, seguendo i numerosi segni bianco-rossi, si risalgono facili balzi su roccia molto appigliata, con continui spostamenti a destra e sinistra senza eccessive difficoltà. Dopo circa mezz’ora le attrezzature terminano; per la vetta si risale un tratto di sentiero con alcune facili roccette tra prati e sassaie fino alla cresta, dove corre il confine di Stato. Su entrambi i versanti c’è una croce di vetta — quella austriaca più grande e solida (1h 30′ dall’attacco, circa 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata molto arrampicabile, mai difficile, a tratti esposta. Difficoltà complessiva: Moderatamente Difficile.

    ⚠ I tratti in cresta, sia in salita dopo la ferrata sia in discesa, sono privi di protezioni e richiedono attenzione e piede fermo. Da evitare con terreno bagnato.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta montagna (vetta a 2.589 m, dislivello ferrata circa 400 m): stagione estiva con terreno asciutto. Cartografia consigliata: carta di Sappada.

    ▲Discesa

    Dalla croce del Palombino si scende a ritroso sul versante italiano per alcune decine di metri fino al sentiero CAI 142; si scende lungo i “Muri del Palombino” verso una forcella con palina segnavia (ancora visibili abbondanti trincee della Grande Guerra). Si segue verso sud la cresta fino a una biforcazione dove, a destra, il sentiero scende nella Valle del Palombino lungo la “Traversata Carnica” e riconduce a Malga Dignas; di lì a ritroso fino al parcheggio (6h totali).

    ▲Da abbinare

    L’itinerario più vicino e facilmente abbinabile è il Sentiero Attrezzato d’Ambros alla Cresta di Pitturina. La zona è ricca di vie attrezzate: la Ferrata al Chiadenis, la Ferrata Sartor al Peralba, l’impegnativa Ferrata al Coglians; per itinerari più facili il Sentiero Cuestalta e il Sentiero Olivato.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Quota max2589 m
  • Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil

    Ferrata dell'Amicizia alla Torre Clampil

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata dell'Amicizia alla Torre Clampil

    La Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil è una via molto difficile, recente e dichiaratamente atletica, che sale in forte esposizione la parete nord della Torre Clampil, sulle Alpi Carniche al confine fra la provincia di Udine e l’Austria. È un crescendo di passaggi strapiombanti e aerei: una salita per ferratisti ben allenati, abituati all’esposizione e ai passaggi di forza.

    ▲Avviso importante
    ⚠ Via fortemente sconsigliata a chi non è ben allenato e non ha dimestichezza con vie ferrate, esposizione e passaggi atletici. La tracciatura cerca le placche più esposte: i fittoni che reggono il cavo sono piuttosto distanziati, il che peggiorerebbe le conseguenze di una caduta – massima attenzione. Consigliata una fettuccia con moschettoni per riposare in caso di stanchezza. In base alla stagione è facile trovare neve nel canalino d’accesso all’attacco: valutare i ramponi. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Avvicinamento

    Il parcheggio (1568 m) si trova poche centinaia di metri prima del Passo di Pramollo, accanto a una bianca caserma dismessa, nei pressi del penultimo tornante prima del passo (apri il punto di partenza su Google Maps – 46.55258, 13.27393). Dal versante italiano si esce dalla A23 a Pontebba e si sale tra tornanti per circa 12 km (20′). Si segue il segnavia 433 lungo una sterrata nel bosco, tra sali e scendi, fino a vedere la colorata baita Winkel (1470 m) oltre un ponticello sul Rio Winkel. Si resta sul 433, ignorando il bivio a sinistra per l’Alta Via CAI Pontebba verso la Sella della Pridola (possibile rientro), e si sale gradualmente verso le pareti di fondovalle; si oltrepassa il bivio a sinistra del Sentiero Alpinistico Schiavi e si prosegue dritti fino a un secondo bivio importante, segnalato su un sasso e da un cartello CAI: a sinistra la Ferrata Contin, a destra la Ferrata Torre Clampil. Si tiene la destra, tagliando in diagonale il pietrisco di un vallone seguendo evidenti segni arancioni, fino alla bastionata della Torre Clampil e all’attacco, indicato anche da un’immagine con i settori e le difficoltà della via (1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata si divide in 3 settori a difficoltà crescente. Il primo, più appoggiato, è una rampa diagonale seguita da passaggi che portano gradualmente verso destra, sotto la verticale della Torre; si affronta una prima placca verticale con discreti appigli naturali e qualche infisso – conviene già qui arrampicare il più possibile per risparmiare le braccia. I tratti verticali, di difficoltà media, sono intervallati da terrazzini detritici dove sostare comodamente.

    Nel secondo settore si piega con decisione a destra salendo una placchetta in forte esposizione fino a un terrazzino; si risale una parete liscia seguita da un traverso diagonale verso destra che inizia a sollecitare le braccia, poi una placca liscia attrezzata con staffe chiude la sezione.

    Il terzo settore è la parte molto difficile: placca levigata, spesso strapiombante, fitta di staffe, maniglie e pioli. Si parte con un tratto molto impegnativo – il cavo, inizialmente a sinistra, sale verticale su un passaggio strapiombante dove cambre, maniglie e chiodi (non sempre ben posizionati) aiutano la risalita; poi il cavo si sposta a destra e si supera con fatica uno spanciamento della roccia. Segue una lunga fila di cambre metalliche in forte esposizione: attenzione a non «sbandierare» per la pendenza della roccia. Si continua atletici, appena troppo distanti da una fessura a sinistra che offrirebbe appigli naturali, usando invece le cambre e piegando gradualmente a sinistra; un altro passaggio strapiombante (da studiare bene prima di affrontarlo) introduce a un canalino abbondantemente attrezzato, all’uscita del quale la ferrata termina (1h dall’attacco, 2h 30′ totali).

    La croce di vetta della Torre Clampil (2078 m) è pochi minuti più in alto, con bella vista sulla Creta di Aip a ovest e sul Monte Cavallo a sud (1h 15′ dall’attacco, 2h 45′ totali). Seguendo i segni verso la sella fra Torre Clampil e Torre Winkel – raggiungibile anche con la più facile Ferrata Contin – si salgono 3 brevi ma impegnativi tratti attrezzati fino alla vetta della Torre Winkel, segnata da un sasso colorato e da una targhetta (2041 m, 15′ dalla Torre Clampil, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Molto Difficile, con difficoltà tecniche 4/5, ambientali 3/5, esposizione 5/5 e impegno fisico 4/5. Non è lunga, ma è un crescendo di passaggi atletici ed esposti: la tracciatura privilegia volutamente le placche più esposte e strapiombanti anziché le naturali debolezze della parete.

    ▲Periodo e sicurezza

    Via d’alta quota da percorrere in estate con meteo stabile e roccia asciutta. Il canalino d’accesso può conservare neve anche a stagione avanzata (valutare i ramponi). Data l’esposizione e i tratti strapiombanti, è opportuna ottima forma fisica e padronanza delle tecniche di sosta su ferrata.

    ▲Discesa

    Dalla Torre Winkel si scende lungo la Ferrata Winkelturn, sul versante austriaco, verso il lago che ha accompagnato la salita: si segue il cavo verso nord-ovest, alternando facili tratti su roccia, erba e terra, perdendo i circa 200 m attrezzati senza grossi problemi (45′ dalla Torre Winkel). Si raggiunge il lago, lo si costeggia sulla destra fino al Passo di Madrizze (1919 m), quindi si segue il sentiero a destra che scende dolce tra bosco e mughi fino al sentiero 433 presso la Baita Winkel (1h dal lago); da qui, a ritroso lungo l’avvicinamento, si torna al parcheggio (2h 15′ dalla Torre Winkel, circa 6 ore totali). In alternativa si può rientrare sul versante italiano lungo la più facile Ferrata Contin.

    ▲Carattere storico

    Inaugurata nel 2007 dall’allora governatore del Friuli Venezia Giulia Illy e dal suo omologo della vicina Carinzia, fu battezzata Ferrata dell’Amicizia a testimoniare la vicinanza, non solo geografica, fra le due regioni ai lati del Passo di Pramollo.

    ▲Da abbinare

    L’abbinamento naturale è con la vicina Ferrata Contin (in discesa). In zona, vicino al confine austriaco, le due ferrate alla Creta di Aip (Crete Rosse e Uiberlachersteig), il Sentiero Attrezzato Cuestalta, la Ferrata Senza Confini e la Steinbergerweg. Più a sud, verso le Alpi Giulie, la Ferrata Amalia, la Ferrata della Vita e la Ferrata delle Balze del Mangart.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:30 h
    • Durata ferrata1:30 h
    • Itinerario totale6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario700 m
    • Altitudine massima2079 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata al Monte Zermula

    Ferrata al Monte Zermula

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata al Monte Zermula
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Realizzata nel 1983 dagli Amici della Montagna di Paularo, la ferrata al Monte Zermula sale la parete nord di questa cima delle Alpi Carniche e si conclude con una suggestiva cresta tra trincee e postazioni della Grande Guerra. È una via di media difficoltà, mai estrema, su buona roccia ricca di appigli, con un forte valore storico e panoramico.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo Cason di Lanza (1552 m): attraversata la strada, una sterrata e poi il segnavia 442 nel bosco portano alla base della parete nord; un vallone detritico tagliato in diagonale conduce all’attacco (1833 m) in circa un’ora. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Dall’attacco si sale su roccette fino al cavo; la parete è ripida ma molto appigliata, e si procede in arrampicata divertente tra diedri, placche scanalate e terrazzini panoramici. Dopo un tratto su sentiero e una stretta cengia, alcune paretine più verticali e un colatoio detritico portano alla cresta (circa un’ora dall’attacco). Da qui un sentiero di cresta esposto ma comodo, sul versante sud, conduce alla croce di vetta del Monte Zermula (2145 m).

    ⚠ La segnaletica iniziale non è ottimale: consigliata la traccia GPS. Le placche con solchi carsici diventano scivolose se umide; alcuni tratti della ferrata e del sentiero di cresta sono esposti. A inizio stagione valuta la possibile lingua di neve nel vallone di avvicinamento.
    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende lungo la panoramica Cresta delle Trincee, tra camminamenti e baraccamenti, fino a innestarsi sul 442 e raggiungere la Forcella di Lanza; la traccia 442a riporta poi al Cason di Lanza (circa 3h45 totali). Chi ha energie e meteo favorevole può abbinare la vicina Ferrata Zuc della Guardia.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Cason di Lanza si trovano la Ferrata Zuc della Guardia, la Ferrata Crete Rosse e la Ferrata Senza Confini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaUdine
    • GruppoMonte Zermula (Alpi Carniche)
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario totale3:45 h
    • Dislivello ferrata252 m
    • Dislivello itinerario593 m
    • Altitudine max2145 m
    • Lunghezza5 km
    • Apertura1983
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