Gruppo: Appenino Tosco Emiliano

  • Ferrata Barranco del Dolo

    Ferrata Barranco del Dolo

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Barranco del Dolo

    Nei pressi di Civago, nell’alto Appennino Reggiano, la Ferrata Barranco del Dolo (inaugurata nel 2015) risale una lama di roccia di circa 200 metri che dal letto del torrente Dolo sale fino alla strada per il paese. Un itinerario breve ma appagante, in un ambiente splendido con il fiume alle spalle e una buona dose di passaggi verticali.

    ▲Avvicinamento

    Pochi km prima di Civago, dopo un tornante, un cartello indica l’inizio del sentiero (piu visibile per chi arriva da Civago che da Reggio Emilia). Arrivando da Reggio, superata la galleria, si trovano un paio di ampi slarghi sul lato sinistro dove lasciare l’auto; a piedi, guardando a sinistra, dopo una protuberanza rocciosa si vede il cartello e la traccia che scende nei boschi. L’avvicinamento e anomalo: invece di salire si scende, seguendo i segni bianchi lungo un ripido sentiero che in circa 20 minuti porta al letto del torrente e quindi all’attacco, letteralmente un paio di metri sopra il pelo dell’acqua. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si parte in obliquo guadagnando i primi metri fino a un paio di stacchi verticali che, pur non difficili, danno il tono della via e della roccia (arenaria compatta): gli strappi verticali sono impegnativi ma divertenti, con staffe provvidenziali dove la roccia e levigata. Superato un terzo tratto verticale, un ripido sentiero erboso porta davanti a una placca liscia da risalire in verticale con le maniglie. Segue un traverso dove riposare in vista del passaggio chiave (20 minuti dall’attacco): sull’esposto traverso orizzontale si aggira uno spigolo e si affronta un camino aperto privo di appigli, dapprima in spaccata sulla parete esterna opposta; poi la difficolta aumenta e diventa di fatto necessaria una trazione sul cavo (V grado senza trazionare), per circa 15 metri. Si raggiunge un’ampia cengia dove riposare, notando le chiodature della via di arrampicata sul lato opposto della lama (30 minuti dall’attacco). Un nuovo traverso orizzontale esposto, simile al precedente ma piu breve, si supera con un paio di trazioni decise sul cavo fino ad alcune maniglie e alla parte finale (45 minuti). Si chiude la placca e, con un leggero saliscendi sul filo di cresta sempre assicurato, si arriva al libro di vetta sotto l’ultima parte della lama (1 ora dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Difficolta complessiva moderata, ma le due placche verticali, esposte e prive di appigli nella parte finale alzano nettamente il grado e non vanno sottovalutate. L’attrezzatura e in ottimo stato. Ottima nelle mezze stagioni e, negli inverni miti, anche d’inverno.

    ⚠ Le due placche lische ed esposte e il camino di V grado rendono la via inadatta a persone inesperte o poco allenate. In certi periodi il torrente Dolo ha buona portata: attenzione nei metri di cengia prima dell’attacco.
    ▲Discesa

    Si segue l’evidente sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI presso alcune falesie, poi verso sinistra fino in prossimita della strada dove si e parcheggiato.

    ▲Da abbinare

    Spesso si abbina alla vicina Ferrata del Monte Penna (5 minuti d’auto, 30 di avvicinamento). Per completare il giro delle ferrate reggiane: Ferrata Balze del Malpasso (circa 45 minuti) e la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova (circa 1 ora).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaDifficile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata135 m
    • Dislivello itinerario235 m
    • Quota max950 m
    • Lunghezza1,7 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲Da abbinare

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max556 m
    • Lunghezza2,7 Km
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