Gruppo: Cristallo

  • Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — La bidonvia che saliva a Forcella Staunies è stata smantellata (luglio 2017) ed è in attesa di ricostruzione a data da destinarsi; l’unico modo per raggiungere l’attacco è oggi risalire il ripido vallone detritico del Gran Staunies, su fondo ghiaioso instabile (almeno 2h dal termine della seggiovia). Anche il Rifugio Lorenzi, all’inizio della ferrata, risulta chiuso. È un itinerario lungo e impegnativo a prescindere: pianificare tempi e meteo con cura.

    La Ferrata Ivano Dibona è uno stupendo itinerario di cresta sul Gruppo del Cristallo. Da Forcella Staunies percorre tutta la cresta che scende al Col dei Stombi, in un percorso di grande interesse paesaggistico e ricco di tracce indelebili dei combattimenti della Grande Guerra. Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma alcuni tratti sono esposti e soprattutto il dislivello complessivo richiede un ottimo allenamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio presso il Ristorante Rio Gere, da cui sale la seggiovia che collega Rio Gere (1700 m) con il Rifugio Son Forca (2215 m), lungo la strada del Passo delle Tre Croci che unisce Cortina d’Ampezzo ad Auronzo di Cadore, sul versante ampezzano (apri su Google Maps). L’attacco è a Forcella Staunies (2932 m): dal Rio Gere ci sono quasi 1250 m di dislivello, quindi è vivamente consigliato usare la seggiovia fino al Rifugio Son Forca. Da qui, smantellata la vecchia bidonvia che saliva alla forcella, l’unica soluzione è risalire il vallone detritico del Gran Staunies, un canale ripido e su fondo ghiaioso instabile da affrontare con prudenza, mettendo in conto almeno 2 ore dal termine della seggiovia.

    ▲Il percorso

    Raggiunta la Forcella Staunies si scorge la sagoma del Rifugio Lorenzi, in posizione stupenda ma chiuso; dietro di esso una scala metallica incastonata nella roccia dà inizio alla ferrata. Terminata la passerella metallica, una scaletta avvia la prima sezione, la più “ferrata” dell’intero itinerario: una cengia con un passaggio su passerella di legno, un breve traverso che aggira un risalto roccioso con un paio di saliscendi privi di difficoltà, alcune roccette verso una galleria bellica piuttosto breve che piega subito a sinistra (torcia non necessaria) e una comoda cengia con passerella di legno. Si salgono altre roccette e si prosegue poco sotto il filo di cresta, con passaggi ampi e passerelle in legno dove il terreno si restringe, fino al ponte sospeso di circa 30 metri, uno dei punti più iconici del percorso: voltandosi si vedono il Rifugio Lorenzi appena lasciato e l’inizio della Ferrata Bianchi, che procedeva in senso inverso (15′ dall’attacco al rifugio, 2h30 totali). Il ponte è molto ampio, costruito con traversine di legno (un paio non fisse). Oltre il ponte una lunga scala metallica, divisa in due sezioni, fa guadagnare quota e porta sulla lunga cresta che caratterizza questa parte del percorso, ottimamente attrezzata con fune nonostante sia quasi ovunque ampia. Dopo una leggera discesa verso la Forcella Grande si incontra un bivio (2980 m, 15′ dal ponte, 30′ dall’attacco): si può proseguire dritto sulla Dibona oppure prendere la deviazione facoltativa a sinistra per la Cima Cristallino, salendo a mezzacosta a un’insellatura e poi su uno spigolo non difficile alla base della vetta (2997 m, 10′ dal bivio); si sale preferibilmente dal versante ovest, con una breve cengia e un ultimo strappo verticale di una decina di metri attrezzato con staffe, fino alla cima del Cristallino (3008 m), rientrando per la variante est lungo un canalino attrezzato e poi a ritroso fino alla Dibona (deviazione per il Cristallino circa 40′ andata e ritorno). Ripresa in discesa la Dibona, si scende verso la Forcella Grande (2874 m), dove a destra si stacca il sentiero per la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame e si incontrano alcuni resti di postazioni di cecchini della Grande Guerra; alla forcella si tiene la sinistra restando sulla Dibona. Sul versante sinistro si passa accanto al rudere di un ex ricovero militare italiano e si percorre, sotto la Cresta Bianca, un tratto in cui si alternano sentiero, cenge, facili traversi e camminamenti attrezzati a modesto dislivello, fino alla Forcella Padeon (2762 m, 2h dall’attacco inclusa la deviazione al Cristallino, 4h15 totali), dove sorge il Bivacco Buffa di Perrero, ex caserma di guerra ristrutturata e in posizione panoramica eccellente, ideale per una sosta. Si prosegue a mezzacosta sul versante sud del Vecio del Forame, con alcune esposte cenge a tratti non protette, fino a un canalone detritico che si scende sulla sinistra con un lungo tratto attrezzato, raggiungendo prima la Forcella Alta (2650 m) e poi un bivio (2490 m, 1h dal Bivacco Buffa di Perrero, 5h15 totali). Qui, mentre a sinistra il ripido canalino franoso della Val Padeon costituisce una via di fuga difficile e poco consigliabile, si prosegue dritti sul Sentiero Dibona fino alla Forcella Bassa (2450 m); si cammina poi a mezzacosta senza attrezzature lungo la Cresta dello Zurlon, si sale una scaletta che porta ad alcuni ruderi militari (2360 m, 40′ da Forcella Bassa, 6h totali) e, dopo un breve tratto in salita a una forcella, si scende un ripido canalone ghiaioso fino al Col dei Stombi (2017 m, 40′ dai ruderi dello Zurlon, 6h45 totali), dove finisce l’ambiente roccioso e iniziano pini e mughi. Dal Col dei Stombi si scende ripidamente, tra tornanti e serpentine, fino all’innesto sulla forestale (CAI 203, 1700 m, 30′ dal colle, 7h15 totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma l’itinerario è lungo e committente, con tratti esposti e alcune cenge non protette; il dislivello da affrontare è notevole e richiede ottimo allenamento. Storicamente è uno dei percorsi più affascinanti delle Dolomiti, disseminato di tracce della Grande Guerra.

    ⚠ Itinerario molto lungo (23 km, fino a 10h) e impegnativo, con tratti esposti e cenge a tratti non protette: partire presto, con meteo stabile, e tenere conto dell’accesso ora più faticoso (risalita del Gran Staunies).
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3008 m al Cristallino). La lunghezza, l’esposizione e l’accesso impegnativo lo rendono adatto a escursionisti ben allenati e autonomi.

    ▲Discesa

    Raggiunta la forestale si tiene la sinistra sul sentiero 203, ignorando tutte le deviazioni, fino al Passo Son Forcia (2109 m, 1h45 dall’innesto sulla forestale, 8h totali). Da qui si può salire al Rifugio Son Forca per prendere la seggiovia che scende al Rio Gere (attenzione agli orari di apertura impianti), oppure tenere la destra sul 203 fino alla deviazione a sinistra per il CAI 206 (1948 m, 20′ dal Passo Son Forcia), in direzione di Malga Lareto; si scende sul 206 fino a individuare un’esile traccia non segnata che scende al Rio Gere (30′ dall’innesto sul 206, 2h45 dal termine della ferrata, 10h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dalla Forcella Grande si stacca la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame, naturale prosecuzione per chi ha ancora energie.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoCristallo
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata1300 m
    • Dislivello itinerario1300 m
    • Quota max3008 m
    • Lunghezza23 Km
  • Ferrata Renè de Pol al Forame

    Ferrata Renè de Pol al Forame

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Renè de Pol al Forame
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata De Pol è una breve via che sale alla Punta Ovest del Forame, nel Gruppo del Cristallo, all'interno di un itinerario piuttosto lungo ricco di tracce della Grande Guerra. Il tratto attrezzato ha un solo passaggio impegnativo, un camino; il rientro è lungo e il primo tratto di cresta tra Forcella Gialla e Forcella Verde non va sottovalutato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Passo di Cimabianche, sulla SS51 tra Dobbiaco e Cortina d'Ampezzo. Punto di partenza su Google Maps. Si può parcheggiare anche più a valle, sul versante veneto presso il Ristorante Ospitale, ma conviene lasciare l'auto al passo: una frana del 2017 ha reso impraticabile la via di rientro dal termine della ferrata all'Ospitale, costringendo a tornare a Cimabianche. Dal passo si scende sul sentiero 208, che costeggia a sinistra la strada in moderata pendenza, restando sul lato destro di un torrente; in località Pian del Forame (1495 m, 30' dal passo) si seguono le indicazioni a sinistra per la Ferrata Renè de Pol. Si sale deciso verso est nel bosco, ripidi, fino a un bivio segnalato dove si tiene la sinistra (dritto scendeva il vecchio sentiero di rientro, oggi franato); verso nord si risale un canale incontrando alcuni ricoveri militari della Prima Guerra Mondiale, e una cengia in salita porta all'attacco (1945 m, 2h dal bivio sulla statale, 2h 30' totali).

    ▲Il percorso

    Si parte con un breve traverso a sinistra, poi la via prosegue senza attrezzature verso destra verso un canalino; un masso che ostacola il passaggio si rimonta con una scaletta metallica. Si sale quindi su ripido sentiero non protetto seguendo ometti e bolli rossi, poi a sinistra su sentiero a tratti attrezzato fino a una cengia di costruzione militare che conduce a un camino. Lo si sale sul lato sinistro: un passaggio un po' atletico, poi alcuni pioli aiutano nella parte restante. Usciti dal camino si sale una parete verticale ben appigliata che piega a destra, quindi una parete di una ventina di metri verso destra; nell'ultimo tratto si risale un canalino detritico con la fune a destra e per sentiero si raggiunge la Punta Ovest del Forame (2318 m, 1h dall'attacco, 3h 30' totali), con bel panorama su Croda Rossa d'Ampezzo, Monte Cristallo e Popena.

    ▲Carattere e difficoltà

    I tratti attrezzati non presentano difficoltà; il passaggio più impegnativo è il camino, comunque di difficoltà media.

    ⚠ Itinerario lungo e abbastanza isolato, rientro compreso lungo la selvaggia Val Pra del Vecia. Il sentiero di cresta in discesa è un po' franoso: percorrerlo con tempo stabile. Ricordare che da Forcella Verde non è più possibile scendere all'Ospitale per la frana, quindi si rientra a Cimabianche.
    ▲Discesa

    Si scende sul versante opposto, a sud-est, su sentiero ripido seguendo i bolli rossi fino a Forcella Gialla (2400 m), poi con un saliscendi di cresta a Forcella Verde (2380 m). Da qui si tiene a sinistra il sentiero 233, che scende lungo la selvaggia Val Pra del Vecia fino al Passo Cimabianche (2h 30' dal termine della ferrata, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Cristallo è ricca di vie attrezzate: sul Cristallo la Ferrata Marino Bianchi, sul Pomagagnon la Ferrata Strobel e il Sentiero alla Terza Cengia del Pomagagnon. Scendendo verso Cortina la Ferrata Ettore Bovero e la difficile Ferrata Sci Club 18.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoCristallo
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:00
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Quota max2424 m
    • Lunghezza11,3 Km
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