Gruppo: Odle

  • Ferrata Sass Rigais

    Ferrata Sass Rigais

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Sass Rigais
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata al Sass Rigais porta sulla cima più alta della Val Gardena e delle Odle, a 3025 m, combinando due itinerari attrezzati: la ferrata est e la ferrata sud. Le difficoltà sono medio-basse su entrambe, ma la est ha tratti verticali più accentuati ed è quindi consigliabile percorrerla in salita. Avvicinamento e rientro sono lunghi e impegnativi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia che collega Selva di Val Gardena al Rifugio Col Raiser (2106 m): da Selva si va verso Santa Cristina fino alla Strada Ruecia, dove sono gli impianti, parcheggiando nell'ampio spiazzo di fronte. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte si seguono i cartelli per il Sass Rigais verso nord-est, segnavia 4, fino al Rifugio Firenze (2040 m), raggiunto in pochi minuti di saliscendi su carrareccia. Dal rifugio il sentiero 13 punta dritto al Sass Rigais fino al bivio presso il Plan Ciautier (2322 m, 1h dalla stazione a monte): qui si può tenere la destra e salire il lungo vallone detritico della Val Salieres (per la ferrata est) oppure la sinistra col segnavia 29 verso la Forcella de Mesdì (per la ferrata sud). In questa relazione si sale dalla est e si scende dalla sud. Tenuta la destra e risalito il vallone detritico tra Sass Rigais e Furchetta, si raggiunge la forcella che li separa (2696 m, 2h 15' totali), con vista sulla Val di Funes; si tiene poi la sinistra per salire su traccia con bolli rossi la placca est fino alla sella d'attacco (2800 m, 2h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La ferrata est inizia su roccette ben appigliate, dove il cavo serve da sola autoassicurazione; si supera una fessura e una rampa verso sinistra fino a un punto verticale che si affronta con un breve traverso a sinistra su semplici chiodi e poi in verticale su ampie e solide staffe. Seguono ancora roccette senza difficoltà e un canalino roccioso verso destra; usciti dal canalino si vede la croce sommitale. Una serie di balzi rocciosi alternati a facili roccette porta alla crestina finale e alla croce del Sass Rigais (3025 m, 1h dall'attacco, 3h 30' totali). Per la discesa si imbocca la ferrata sud: ci si dirige a sud lungo una crestina sommitale a tratti non protetta, poi su una lunga serie di roccette, rampe inclinate e balzi di difficoltà medio-bassa con cui si perde rapidamente quota fino a innestarsi in un sentiero ripido; un ultimo balzo con una rampa e un salto più verticale presso una passerella in legno chiude le attrezzature (1h dalla vetta, 4h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata di media difficoltà che porta su un Tremila delle Odle-Puez; la combinazione di una via in salita e una in discesa la rende piacevole anche per il ferratista esperto.

    ⚠ L'avvicinamento è lungo e impegnativo. Attenzione alla quota e al fatto che non esistono vie di fuga diverse dalle ferrate stesse: da evitare con tempo instabile. Nulla vieta di percorrere l'itinerario in senso inverso o di scendere dalla stessa via di salita.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina della Val Gardena, Val di Funes e Alpe di Siusi oppure quella della Val Badia di 4Land.

    ▲Storia

    Il Sass Rigais è il monte più alto della Val Gardena e delle Odle. Reinhold Messner lo salì con il padre a soli cinque anni, ben prima della costruzione della via ferrata.

    ▲Discesa

    Dal termine delle attrezzature si scende a valle per un vallone ghiaioso verso il Plan Ciautier; a un bivio si può tenere la destra per una scorciatoia segnalata verso il Col Raiser (rientro circa 1h, totale circa 6h).

    ▲Da abbinare

    In Val Gardena si possono unire le ferrate al Piccolo e al Gran Cir vicino a Selva; verso il Gruppo Sella la panoramica Tridentina; verso il Passo Sella, in ordine crescente di difficoltà, la Ferrata al Col Rodella, la Schuster al Sassopiatto e la delle Mesules al Piz Selva.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOdle
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata225 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max3025 m
    • Lunghezza9,7 Km
  • Alta Via Günther Messner

    Alta Via Günther Messner

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Alta Via Günther Messner

    L’Alta Via Günther Messner è un meraviglioso itinerario d’alta quota lungo la cresta occidentale delle Odle di Eores, in Val di Funes (provincia di Bolzano). Tocca il Monte Tullen e il Monte Rovina in un lungo anello panoramico che, pur senza difficoltà tecniche rilevanti, richiede ottima resistenza fisica per il continuo sali-scendi e attenzione nei numerosi tratti esposti e in alcuni passaggi non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è lungo la strada che da Chiusa (uscita A22 del Brennero) sale in Val di Funes verso il Passo delle Erbe: superato San Pietro, presso un tornante dove a sinistra scende la SP29 per Bressanone, poco prima del bivio e appena passato un ponte, sulla destra si trova uno spiazzo dove parcheggiare (località Croce dei Russi; apri il punto di partenza su Google Maps; in estate arrivare presto, i posti sono pochi). Dal parcheggio si torna a ritroso sull’asfalto verso San Pietro per circa 100 metri fino alle indicazioni d’inizio dell’Alta Via e si sale nel bosco. Dopo un tratto a mezzacosta esposto su scarpata detritica con semplici passaggi attrezzati e due fonti d’acqua, si aggira il Col Magrei fino al bivio con il sentiero 32A (da Santa Maddalena); tenendo la sinistra in salita si raggiunge la Sella di Col Magrei (2160 m, 1 ora dall’inizio), con vista sul Gruppo delle Odle, il Sass Rigais e la Furchetta. Si prosegue oltre il bivio con il CAI 25 (dal Rifugio Zannes) restando sull’Alta Via, a mezzacosta sul versante sud del Col Magrei e poi in un vallone isolato, fino a una sella (2527 m, 2h 15′ totali). Da qui è consigliata la salita al Monte Tullen (2653 m), con un breve tratto attrezzato e un sentiero di cresta a tratti esposto su detrito instabile (15′ dal bivio, 2h 30′ totali); si rientra poi alla sella a ritroso (2h 45′ totali).

    ▲Il percorso

    Lasciato il Tullen alle spalle si procede a mezzacosta verso la cresta, dove iniziano i tratti attrezzati: il primo è un ripido canalino attrezzato che deposita in cresta. Si percorre la cresta per alcuni minuti fino al Monte Rovina (2646 m, 30′ dalla Sella del Tullen), che si aggira a nord sul versante sinistro con un secondo tratto attrezzato; dalla piccola croce sommitale si gode la vista sul Sass de Putia. Si scende quindi dalla cresta iniziando un sali-scendi a mezzacosta sul versante sud, in alcuni punti esposto, con un passaggio più ostico: un canalino di I grado non protetto, non difficile ma da affrontare con attenzione per l’esposizione e il fondo sabbioso poco saldo. Si prosegue perdendo quota, si supera una passerella in legno e si arriva a una scala metallica di circa 15 metri davanti a una parete rocciosa (2500 m, 1h 30′ dal Monte Rovina, 4h 45′ totali). Risalita la scala e superato un altro breve tratto attrezzato, si passa sul versante nord costeggiando le pareti fino a un crocevia: a destra si scende al Rifugio Genova, mentre si tiene la sinistra sul largo sentiero 4 fino alla Forcella de Putia (2357 m, 5 ore totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): le difficoltà tecniche sono contenute (2/5) ed esposizione media (2/5), ma complessità ambientale e impegno fisico sono più alti (3/5) per la lunghezza e l’isolamento. Le sezioni attrezzate sono semplici; i punti che richiedono più attenzione sono un paio di passaggi non attrezzati (l’ultimo tratto prima del Tullen e il canalino di I grado), oltre ai sentieri esposti in cresta. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco: il kit va usato anche se molti lo affrontano senza.

    ⚠ Itinerario lungo (circa 16 km, 7 ore) e poco frequentato, con poche vie di fuga (Malga Zannes e Rifugio Genova, da cui però si rientra con i mezzi pubblici) e nessun ristoro lungo la cresta: portare acqua in abbondanza. Affrontarlo solo con meteo stabile: dopo le piogge i tratti detritici e i canaloni non attrezzati possono franare e diventare insidiosi. Le corde fisse sono a tratti un po’ molli. Richiede passo fermo e concentrazione costante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Via estiva d’alta quota, ideale a stagione inoltrata con tempo stabile e buona visibilità. Un cenno di storia: l’itinerario è dedicato a Günther Messner, fratello di Reinhold, morto nel 1970 durante la drammatica discesa dal Nanga Parbat. Pianificare con attenzione tempi e scorta d’acqua.

    ▲Discesa

    Dalla Forcella de Putia — da cui è possibile salire al Sass de Putia con l’omonimo sentiero attrezzato (1h 30′ andata) — inizia il sentiero di rientro che corre parallelo a mezzacosta, sul versante settentrionale della cresta delle Odle di Eores. Si segue l’ampio sentiero ignorando in rapida successione i sentieri 8A, 1 e 4 che conducono al Passo delle Erbe, fino a tornare in falsopiano al parcheggio (2 ore dalla Forcella de Putia, 7 ore complessive).

    ▲Da abbinare

    Per un itinerario di più giorni si può salire al Sass de Putia con il sentiero attrezzato raggiungibile dal Rifugio Genova. Scendendo in Val Badia si trovano la Ferrata Sas dla Crusc e il Sass delle Dieci e, verso Corvara, la Ferrata della Pace e il Sentiero Tru Dolomieu.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento2:45 h
    • Durata ferrata2:15 h
    • Itinerario totale7:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario824 m
    • Altitudine massima2653 m
    • Lunghezza16 Km
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