Gruppo: Resegone

  • Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Il Sentiero Attrezzato degli Stradini collega i Piani d’Artavaggio ai Piani di Bobbio percorrendo il versante est e sud dello Zucco Pesciola, con tratti attrezzati da funi e spigoli, panorami ampi sul Lago di Lecco e sulla Valsassina. Adatto a neofiti che vogliono avvicinarsi ai sentieri attrezzati in un contesto di bassa difficoltà tecnica ma di grande soddisfazione paesaggistica.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia ai Piani d’Artavaggio (1650 m), in provincia di Lecco. Da Lecco si percorre la Val Sassino, si attraversa Ballabio e la frazione di Balisio, poi si svolta a destra seguendo le indicazioni per Moggio e la funivia di Artavaggio (strada stretta fino all’impianto). L’impianto risale i Piani d’Artavaggio in pochi minuti.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte (1650 m) si segue il largo sentiero in salita verso i Rifugi Cazzaniga e Nicola. Subito dopo si prendono le indicazioni per Malga Campelli, quindi si prosegue fino alla Bocchetta del Faggio (ca. 1900 m), dove il Sentiero degli Stradini diventa ben visibile davanti a noi. Il sentiero taglia a mezzacosta il versante meridionale dello Zucco Pesciola: si percorre un tratto con leggera discesa aggirando un versante, poi si supera uno spigolo assistito da fune e si prosegue in leggera salita. Il sentiero alterna cenge erbose e passi rocciosi, con ulteriori tratti attrezzati dove le catene garantiscono la progressione sicura sui punti più esposti. Si giunge infine ai Piani di Bobbio (1641 m) e al Rifugio Lecco (2h di percorso dal punto di partenza).

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile, privo di passaggi tecnici impegnativi. L’esposizione è presente ma non eccessiva. Il percorso è percorribile in entrambe le direzioni, rendendolo versatile come avvicinamento alla Ferrata Zucco Pesciola o alla Ferrata Mario Minonzio che si sviluppano sui Piani di Bobbio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera a autunno. La funivia di Artavaggio ha orari stagionali: verificare l’apertura prima di partire. Se la funivia è chiusa è possibile raggiungere Artavaggio a piedi dal basso con circa 1h aggiuntiva.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Lecco ai Piani di Bobbio si può scendere con la funivia di Bobbio oppure a piedi fino a Valsecca. In alternativa si rientra ad Artavaggio a ritroso per lo stesso sentiero (4h 30 min complessivi per l’anello).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata140 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota max2010 m
    • Lunghezza6 Km
  • Sentiero Attrezzato della Cresta Giumenta al Monte Magnodeno

    Sentiero Attrezzato della Cresta Giumenta al Monte Magnodeno

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato della Cresta Giumenta al Monte Magnodeno

    Il Sentiero Attrezzato della Cresta Giumenta è un panoramico itinerario di cresta che si snoda tra il Monte Magnodeno e il Passo Fò, sotto il Resegone. È molto panoramico e in alcuni tratti esposto, ma protetto con catene per l’autoassicurazione. Si può percorrere in entrambi i sensi: nel verso Magnodeno – Passo Fò risulta più semplice, perché i tratti più impegnativi si affrontano in salita.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall’ampio piazzale della funivia per i Piani d’Erna, a Lecco. Arrivati a Lecco dalla superstrada che collega la città con Ballabio e la Valtellina, all’uscita di una galleria si imbocca l’uscita con le chiare indicazioni per “Piani d’Erna” e si sale tra tornanti fino al piazzale (apri su Google Maps). Il sentiero collega il Passo Fò (bivacchi Alpinisti Monzesi/Ghislandi) al Monte Magnodeno (bivacco Magnodeno). Per partire dal Magnodeno, dal parcheggio si prende il sentiero 1 verso il Rifugio Stoppani: dopo circa 30 minuti, a un bivio dove a sinistra prosegue il sentiero 1 (Rifugio Stoppani), si tiene la destra verso il Rifugio Azzoni e Campo de Boi; più avanti, a un altro bivio dove a sinistra il sentiero 1 va a Erna e al Rifugio Azzoni, si prosegue dritto sul 25A per il Rifugio Magnodeno, si guada il Torrente Brione (c’è anche un ponticello in legno) e, ignorando i vari bivi, si sale al Rifugio Magnodeno (2h dal parcheggio), da cui parte il sentiero. In alternativa, per partire dal Passo Fò, lo si raggiunge dalla stazione a monte della funivia lungo il sentiero 5 (50′) oppure dal parcheggio seguendo il sentiero 1 fino al bivio con il 6 (1h30).

    ▲Il percorso

    Descriviamo il senso Monte Magnodeno – Passo Fò. Dalla vetta del Magnodeno si scende di pochi metri aiutandosi con alcune catene fino a un primo bivio per la Capanna Alpinisti Monzesi; si prosegue brevemente in quella direzione fino a una fontana con panchina, dove un bivio segnalato indica a sinistra la Cresta di Giumenta. Usciti dal bosco con un tratto a mezzacosta si raggiunge il cartello d’inizio della parte attrezzata. Si comincia con un tratto in discesa su rocce scivolose, poi un secondo tratto attrezzato in saliscendi; quindi un lungo tratto di cresta, non difficile ma esposto, con la catena presente quasi ovunque. Risalito un torrione, la cresta porta al tratto più impegnativo e appagante: una serie di torrioni che conducono alla Cima del Fò, in parte risaliti e in parte aggirati con l’aiuto della catena e, in alcuni casi, della fune con guaina; spiccano un paio di paretine, brevi ma più arrampicabili del resto. Al termine di un esposto torrione si torna in cresta fino a un primo canalino tecnicamente più difficile; un saliscendi tra torrioni e sellette impegna per 10-15 minuti fino alla Cima Fò con la sua croce (1348 m), da cui è ben visibile il Rifugio Azzoni in vetta al Resegone. Dalla cima si scende a una selletta dove, a destra, parte una via di fuga che evita gli ultimi tratti difficili, mentre a sinistra prosegue l’attrezzato; restando in cresta si arriva al passaggio chiave, un canalino che salendo prende le sembianze di un camino, da risalire per una decina di metri. Si superano infine alcuni brevi pilastrini rocciosi fino al monumento ai Caduti della Montagna e quindi al Passo Fò (1284 m, 1h30 dall’attacco, 3h30 complessive), sotto la bastionata su cui salgono la Ferrata del Centenario e il Sentiero Attrezzato del Caminetto, naturali prosecuzioni dell’itinerario.

    ▲Carattere e difficoltà

    Pur non essendo difficile, alcuni tratti sono esposti e, se percorsi in discesa, richiedono attenzione: per questo conviene il senso Magnodeno – Passo Fò, che affronta in salita i passaggi più impegnativi. La catena, presente lungo quasi tutto il percorso, consente una comoda autoassicurazione; i punti più tecnici sono un canalino e il camino del passaggio chiave.

    ⚠ Cresta panoramica ma esposta, con qualche tratto su roccia scivolosa: piede fermo e attenzione, soprattutto nei passaggi affrontati in discesa.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario per la stagione escursionistica (quota massima 1348 m). Lo sviluppo è lungo e di cresta: serve buona gestione del passo nei tratti esposti e un minimo di abitudine alle escursioni attrezzate.

    ▲Discesa

    La discesa dipende dal verso scelto: si può usare l’altra delle due opzioni di avvicinamento come via di rientro al termine del sentiero, riducendo il tempo necessario di un 20% indicativo.

    ▲Da abbinare

    Al Passo Fò il sentiero si collega naturalmente alla bastionata del Resegone, dove salgono la Ferrata del Centenario e il Sentiero Attrezzato del Caminetto, sue ideali prosecuzioni.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario850 m
    • Quota max1348 m
    • Lunghezza9,8 Km
  • Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio

    Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Carlo Villa al Canale Bobbio collega i Piani d'Erna alla cresta del Resegone risalendo un suggestivo canale con alcuni tratti esposti attrezzati. È percorribile in entrambi i sensi e facilmente collegabile agli altri itinerari del Resegone.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco (dalla superstrada Lecco–Ballabio, uscita «Piani d'Erna», su tra i tornanti fino al piazzale). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si può salire ai Piani d'Erna in tre modi: con la funivia, a piedi per il Rifugio Stoppani, oppure con la lunga ma non difficile Ferrata Gamma 1. Dai Piani d'Erna si scende alle Bocche d'Erna e si seguono le indicazioni per il Sentiero 10, in salita su sterrata verso alcune abitazioni; da qui, a destra (cartello), il sentiero entra nel bosco dove inizia il tracciato vero e proprio (20' dai Piani d'Erna).

    ▲Il percorso

    Il sentiero parte senza difficoltà verso sud-sudovest, con molti saliscendi, alcuni assistiti da catene e cavi nei tratti più esposti (attenzione col fondo umido). Si raggiungono alcune cenge esposte attrezzate, una con una staffa; da qui il percorso si fa più impegnativo addentrandosi nel canalone, seguendo i segni bianco-rosso-giallo. Si risale una costa esposta sul lato destro con l'aiuto del cavo, tratto più ripido e faticoso, incastonato tra le guglie della cresta nord del Resegone, fino nella parte più angusta del Canalone Bobbio. Si risale un tratto di poco meno di 100 metri con diversi massi attrezzati (paretine di 2-4 metri, in genere in traversata diagonale, con un paio di tratti verticali). Il paesaggio diventa più austero fino a una stretta gola dove si trova il passaggio chiave, comunque di difficoltà moderata; nella gola un gendarme roccioso di circa 3 metri si risale e si attraversa in diagonale a sinistra, chiudendo le difficoltà. Si prosegue in ripida salita su misto terra e sassi e poi sui prati sommitali fino alla Selletta di Bobbio, dove il sentiero termina (2h dall'inizio del tratto attrezzato, 2h 20' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario vario di difficoltà moderata: i tratti attrezzati proteggono cenge esposte e i massi del canalone, mai realmente esposti ma a volte ripidi e faticosi. Bell'ambiente roccioso tra le guglie del Resegone.

    ⚠ Con fondo umido i saliscendi iniziali e le cenge diventano scivolosi: prudenza. Casco e set da ferrata indispensabili, anche per possibili sassi nel canalone.

    ▲Discesa

    L'opzione più comune: in circa 20' si raggiunge il Rifugio Azzoni percorrendo la cresta verso sud-sudovest; da qui si scende sul Sentiero 1 e, al bivio a destra, sul Sentiero 5 fino ai Piani d'Erna e alla funivia (1h 45' dal termine, 4h complessive), oppure restando sul Sentiero 1 oltre il Rifugio Stoppani fino al parcheggio (2h 30' dal termine, 4h 45' complessive). In alternativa, dalla Selletta Bobbio si può percorrere la cresta nord del Resegone (attenzione alle roccette) fino al Passo Giuff.

    ▲Da abbinare

    Si concatena facilmente con gli altri itinerari del Resegone, come la Ferrata Gamma 1 in avvicinamento e il Sentiero del Caminetto in discesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaLecco
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento20 min
    • Tratto attrezzato2h
    • Itinerario completo4h
    • Dislivello attrezzato400 m
    • Dislivello itinerario451 m
    • Quota massima1740 m
    • Lunghezza6 km
  • Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Il Sentiero Attrezzato del Caminetto, noto anche come Buco della Carlotta, permette di raggiungere Pian Serrada dal Passo Fò, sotto il Resegone (Lecco). Si sviluppa lungo un canalone abbastanza ripido con alcuni tratti attrezzati a catene; viene spesso combinato con altri itinerari della zona.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco (dalla superstrada Lecco–Ballabio, all'uscita di una galleria si seguono le indicazioni «Piani d'Erna» salendo tra tornanti fino al piazzale). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'avvicinamento al Passo Fò coincide con quello della Ferrata del Centenario: circa 1h salendo con la funivia, oppure circa 1h 30' a piedi dal parcheggio (Sentiero 1 e poi Sentiero 6). Al Passo Fò i cartelli separano la ferrata dal sentiero attrezzato.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Fò si prende a destra (cartello) su sentiero ripido e a tratti sassoso fino all'attacco. Si inizia con la prima catena risalendo una placca, poi si gira a sinistra, si risalgono un paio di tratti e si fa un breve passaggio in discesa. Tra sfasciumi si raggiunge il passaggio caratteristico: sotto un grosso masso incastrato che si oltrepassa da destra risalendo il «Buco della Carlotta» fino a uscire su una cengia. Segue un secondo canalino con alcuni tratti un po' atletici (per arrampicare occorre cercare con pazienza appigli non subito evidenti); poi il sentiero diventa più facile e si esce dal caminetto. A sinistra un cartello indica la Ferrata del Centenario; il sentiero prosegue su prato e roccette nella Pian Serrada, dove termina (45' dall'attacco, 1h 45' dalla funivia, 2h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario facile, con alcuni passaggi verticali ma non difficili ed esposizione contenuta, sviluppandosi dentro un canalone. Più sentiero attrezzato che ferrata vera e propria.

    ⚠ Attenzione a non smuovere sassi in salita: potrebbero colpire chi sta sotto (casco indispensabile). Un passaggio nel canale è stretto e può dare problemi con zaini ingombranti: utile un rinvio/fettuccia per appendere lo zaino all'imbrago.

    ▲Discesa

    Da Pian Serrada si risale al Sentiero 1 e lo si prende in discesa fino al bivio col Sentiero 5: a destra per la stazione della funivia dei Piani d'Erna (1h dal termine, 2h 45' complessive), oppure dritti verso il Rifugio Stoppani e il parcheggio (1h 45' dal termine, 3h 30' complessive).

    ▲Da abbinare

    È spesso usato come discesa/rientro al Passo Fò dopo la Ferrata del Centenario, o come rientro da escursioni al Resegone come la Ferrata Gamma 2 o la Ferrata Silvano de Franco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaLecco
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento1h
    • Tratto attrezzato45 min
    • Itinerario completo2h 45'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota massima1475 m
    • Lunghezza6 km
  • Ferrata Silvano de Franco (Resegone)

    Ferrata Silvano de Franco (Resegone)

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata Silvano de Franco (Resegone)

    La Ferrata Silvano de Franco è un percorso alternativo alle vie più battute per la vetta del Resegone, la montagna che domina Lecco. È un itinerario corto ma impegnativo, lungo la cresta sud-ovest, in elevata esposizione e con alcune placchette difficili; l'avvicinamento è piuttosto lungo, motivo per cui viene spesso concatenata con altri percorsi attrezzati che risalgono al Pian Serrada.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Ci sono più alternative, a seconda che si usi la funivia e che si voglia inserire un altro sentiero attrezzato. La più diretta: dalla stazione a monte si segue il sentiero 5 verso il Rifugio Azzoni; al bivio col sentiero 1 lo si imbocca a sinistra in salita, si supera il Passo della Zibretta (1h 15' dalla funivia) e, prestando attenzione a un'esile traccia a sinistra verso una palina, si scende leggermente fino all'attacco (1h 30' dalla funivia). In alternativa si può salire a piedi dal parcheggio per il sentiero 1 oltre il Rifugio Stoppani (circa 3h all'attacco) oppure inserire prima la Ferrata del Centenario o il Sentiero del Caminetto passando dal Passo Fò e dal Pian Serrada.

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia con un breve balzo dove la catena passa in una fessura della roccia; seguono roccette ricche di appigli naturali e un secondo tratto più lungo, con roccia frastagliata, dove la pendenza cresce e la catena corre in un canalino con un piccolo balzo più difficile (utile la catena). Dal pulpito di questo tratto si vede un secondo settore verticale, preceduto da un breve sentiero di cresta su esile traccia attrezzata sul lato destro del filo. Il secondo torrione attacca con un diedro di 4 metri dagli appigli poco evidenti (conviene salire coi piedi a sinistra, pur scorrendo la catena a destra); si aggira una sporgenza a destra, si rimontano un paio di risalti — uno più faticoso — fino a un terrazzino, oltre il quale c'è un tratto di discesa attrezzata. Seguendo la traccia si raggiunge un nuovo tratto che parte sotto un basso tetto, difficile da iniziare senza trazionare sulla catena, poi più appigliato; una breve cengia a sinistra porta a una parete con fessura a sinistra e paretina a destra. Si stacca un attimo dai moschettoni e si riattacca su un risalto; un esposto tratto verticale, ben appigliato dopo i primi metri, rimonta uno spigolo sul lato destro fino a un tratto di cresta tra balzi e roccette, meno impegnativo ma molto esposto. Oltre un'esposta selletta si attacca l'ultima sezione su un pilastro (lato sinistro), poi roccette e risalti più marcati sul filo destro della cresta; si esce sul sentiero di cresta, non difficile ma da fare con attenzione dopo le piogge, con la croce di Punta Cermenati in vista. Alcuni saliscendi, l'aggiramento in discesa di un masso e si arriva alla croce (1h dall'attacco, 2h 30' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata non lunga ma con alcuni passaggi difficili da non sottovalutare, meno battuta di altri itinerari della zona del Resegone.

    ⚠ La catena, presente lungo tutto il percorso, è moschettonabile ma piuttosto ingombrante: a volte d'impaccio nella progressione, e i moschettoni tendono a impigliarsi.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina delle Grigne, Resegone e Valsassina.

    ▲Discesa

    Dalla croce si vede il Rifugio Azzoni; raggiuntolo si scende sul sentiero 1 fino al bivio col 5, da cui si può tenere il 5 a destra verso i Piani d'Erna e la funivia (1h 15' dal termine, 3h 45' totali) oppure restare sul sentiero 1 verso il Rifugio Stoppani e il parcheggio (2h dal termine, 4h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso si concatena con uno dei sentieri attrezzati che risalgono dietro il Passo Fò, oppure salendo la Ferrata Gamma 1 dai Piani d'Erna. Sul Resegone si possono percorrere anche la Ferrata Gamma 2 e la Cresta della Giumenta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:45 h
    • Dislivello ferrata180 m
    • Dislivello itinerario485 m
    • Quota max1860 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata Gamma 2

    Ferrata Gamma 2

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata Gamma 2

    La Gamma 2, che sale al Dente del Resegone, è una delle vie attrezzate più tecniche e impegnative del panorama italiano. La prima metà è nettamente più facile della seconda: conviene dosare con cura le energie, prediligendo l'arrampicata all'abuso della catena, perché i passaggi più duri sono concentrati nella parte alta. Non è un itinerario per neofiti o per chi è in cattiva forma. La ristrutturazione del 2020 ha aggiunto cavo d'acciaio e infissi che ne hanno ridotto le difficoltà, facendola passare da "Estremamente Difficile" a "Molto Difficile" (relazione e foto sono però anteriori a quei lavori).

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal piazzale della funivia per i Piani d'Erna, a Lecco, raggiungibile dalla superstrada Lecco–Ballabio seguendo le indicazioni per "Piani d'Erna" e salendo tra i tornanti (punto di partenza su Google Maps). Come per molte vie sui versanti sud ed est del Resegone, conviene salire in funivia ai Piani d'Erna risparmiando circa 1h 30' di sentiero. Da qui si segue il sentiero 5 verso il Rifugio Azzoni fino al bivio con il sentiero 1: si imbocca il sentiero 1 in salita verso sinistra fino a una palina, poi facili roccette portano all'attacco della Gamma 2 (40' dalla funivia). A piedi si sale invece dal lato destro del parcheggio per il sentiero 1, oltre il Rifugio Stoppani, ignorando il bivio con il sentiero 5 e proseguendo come sopra. La variante più dura è salire prima la Gamma 1 e poi raggiungere l'attacco della Gamma 2 in circa 4h 15' dal parcheggio: in tal caso va calcolato bene lo sforzo, perché la seconda ferrata è assai più impegnativa.

    ▲Il percorso

    La via attacca una prima parete verticale con ottime maniglie naturali e buoni appoggi, da iniziare arrampicando; un sentierino porta a una seconda paretina analoga e quindi a un primo camino da salire in spaccata sfruttando alcune staffe. Dopo un breve sentiero e un paio di risalti si arriva sotto un secondo camino, più impegnativo: la catena corre sul lato destro e due staffe (una per lato) aiutano l'avvio in spaccata; stabilizzati i piedi conviene tenere il lato destro, attenti alla solidità della roccia, risalendo lo spigolo che delimita il camino e uscendone in alto. Già qui si intuisce il livello tecnico della via. Si superano poi alcune pareti ben appigliate, con la catena spesso davanti che consente di arrampicare, fino a un sentiero con catena corrimano verso destra che chiude il primo tratto. La seconda sezione apre con due metri verticali e un diedro: la catena scorre a sinistra ma anche a destra si trovano appigli, seppur stretti; si risale il diedro, non senza affanno, fino a uno stretto terrazzino, poi altri cinque metri ne completano la prima parte. La seconda parte del diedro ha roccia molto levigata nei primi metri, che costringe a tirare sulla catena prima di trovare un paio di staffe e qualche appiglio naturale. Un breve tratto attrezzato porta a una parete verticale esposta che, salendo, diventa un diedro con fessura pronunciata (catena a destra, buoni appigli a sinistra); usciti dal diedro si piega a sinistra su una parete esposta di una decina di metri con rocce sporgenti come appoggio. Una cengia conduce a destra al primo passaggio chiave: un esposto traverso diagonale verso sinistra su roccia molto levigata che obbliga di fatto all'uso della catena, fino a uno spigolo esposto da risalire sui pochi appigli presenti — serve forza di braccia, assenza di vertigini e pazienza. Risalito il pilone si percorre una cresta attrezzata e un sentierino fino all'ultima parte. Questa apre con elevata difficoltà: una parete verticale dapprima quasi priva di appigli, poi alcune staffe metalliche e, in alto, una spaccata sfruttando un masso a destra. Si aggira poi un canalone, si percorre una cengia e si arrampicano alcuni balzi, fino al secondo passaggio chiave. È un lungo camino di circa 30 metri, di assoluta difficoltà, che richiede un buon mix di tecnica, forza e agilità: prima di affrontarlo conviene recuperare tutte le energie, perché un'eventuale ritirata sarebbe estremamente difficile e pericolosa. Si attacca sul lato sinistro con un paio di maniglie metalliche, poi torna comodo il lato destro per la spaccata; la catena attraversa il camino e si risale a destra una parete verticale esposta fino a una provvidenziale maniglia, poi la catena rientra nel camino sul lato sinistro (attenzione a non incastrarsi). Dopo un punto tecnico in spaccata si guadagna un tratto più largo dove appoggiare entrambi i piedi e, con un ultimo tratto verticale liscio attrezzato con staffe, si esce su un terrazzino panoramico. Gli ultimi dieci metri portano fuori dal camino e, risalito l'ultimo pendio, al termine della salita (2h 30' dall'attacco, 3h 15' dalla stazione a monte della funivia), con la croce del Resegone e Lecco sulla destra.

    ▲Carattere e difficoltà

    A differenza di altre vie estreme, la Gamma 2 è modesta nella primissima parte e cresce regolarmente fino all'apice nell'esposto traverso diagonale e nel lungo camino finale da risalire in spaccata, dove saper arrampicare aiuta moltissimo.

    ⚠ In molti punti la catena è posizionata per trattenere la caduta, non per favorire la progressione: tirarla in eccesso stanca rapidamente le braccia. In alcuni tratti (ad esempio al termine del diedro) i fittoni sono molto distanziati, con il rischio di voli lunghi e conseguenze serie in caso di caduta. Può essere utile portare rinvii o fettucce per creare soste mobili nei passaggi più duri.

    ▲Discesa

    La via di rientro più comoda passa dal Rifugio Azzoni: dal termine si prosegue verso destra (ovest-nord-ovest) tra alcuni saliscendi fino al rifugio (15'), poi si scende per il sentiero 1 fino al bivio con il sentiero 5. Qui si sceglie se raggiungere la funivia (sentiero 5 a destra fino ai Piani d'Erna, 1h 45' dal termine, circa 5h totali) oppure scendere a piedi ignorando il bivio fino al Rifugio Stoppani e quindi al parcheggio (2h 15' dal termine, circa 5h 30' totali). In alternativa, dal termine ci si può dirigere a nord (sinistra) fino al canale Bobbio e scendere il Sentiero Attrezzato Carlo Villa.

    ▲Da abbinare

    Per chi ha ancora energie, la discesa può avvenire lungo il Sentiero Attrezzato del Canale Bobbio o, dal lungo rientro per il sentiero 1, lungo il Sentiero Attrezzato del Buco della Carlotta. In salita verso il Resegone si possono scegliere le meno difficili Ferrata del Centenario e Ferrata Silvano de Franco, oppure la più abbordabile Ferrata Gamma 1.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata424 m
    • Dislivello itinerario624 m
    • Quota max1875 m
    • Lunghezza6,7 Km
  • Ferrata Gamma 1

    Ferrata Gamma 1

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata Gamma 1

    Tracciata sulla grande bastionata rocciosa del Pizzo d'Erna, sopra Lecco, la Gamma 1 è una delle ferrate più battute delle Prealpi lombarde. La sua firma sono le numerose scale metalliche che risalgono buona parte della prima e dell'ultima sezione: le difficoltà tecniche restano contenute — con un paio di passaggi appena più impegnativi ma brevi — mentre l'esposizione è spesso notevole. A metà tracciato una via di fuga consente di rientrare senza completare l'itinerario.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna, a Lecco. Arrivando dalla superstrada che collega Lecco a Ballabio e alla Valtellina, all'uscita di una galleria si seguono le chiare indicazioni per "Piani d'Erna" e si sale tra i tornanti fino al piazzale (punto di partenza su Google Maps). Dal lato destro del parcheggio rispetto agli impianti parte in discesa il sentiero 1, diretto al Rifugio Stoppani: lo si segue in saliscendi per una ventina di minuti fino a un bivio con cartello, dove si abbandona la traccia principale per un ripido sentiero che sale a sinistra e in una decina di minuti porta all'attacco (25' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    I primi metri di catena aiutano a superare un breve camino molto appigliato; si piega a destra per un paio di metri e si sale una paretina con buoni appigli e qualche staffa metallica, prestando attenzione alla roccia a tratti sporca. Ancora a destra si guadagna quota rapidamente fino a una placchetta, dove un traverso diagonale verso sinistra su roccia levigata sfrutta vecchie staffe come appoggio per i piedi, e si raggiunge la prima lunga scala. Sopra di essa si traversa a destra su buoni appoggi e si segue una cengia attrezzata fino a una parete esposta che, con l'aiuto di alcune staffe, risale una fessura sboccando su un pulpito da cui parte un'altra scala. Da qui la via è un susseguirsi di scale che fanno salire in fretta, intervallate da facili paretine e da un diedro con fessura arrampicabile su appigli naturali e artificiali. Usciti dal diedro, alcuni balzi verso sinistra portano a una nuova lunga scala che si termina in forte esposizione; si supera una placca attrezzata con staffe e, piegando a destra, si raggiunge un'ulteriore lunga scala con un breve tratto di collegamento. Segue un esposto traverso a sinistra protetto da due catene, poi un'altra serie di scale, sempre molto esposte, chiude la prima sezione. A questo punto si può imboccare la via di fuga verso il Rifugio Stoppani oppure tenere la sinistra lungo un sentiero di collegamento che porta alla seconda sezione. Si risale qualche roccetta, prima a destra poi a sinistra, fino al passaggio chiave: una parete più povera di appigli con un leggero strapiombo, breve ma più impegnativo della media. Superato il pulpito roccioso aggirandolo da destra, si arriva al primo ponte delle scimmie (due funi, circa 8 metri, evitabile con una comoda traccia); due scalette e alcune roccette piacevoli conducono in cresta al secondo ponte, una solida passerella metallica. Si prosegue in cresta alternando tratti attrezzati, brevi scalette e sentiero fino all'ultimo torrione, che si risale con una serie di scale ravvicinate sboccando sulla crestina sommitale presso la grande croce del Pizzo d'Erna (1375 m — 3h dall'attacco, circa 3h 30' dal parcheggio). Il panorama spazia su Lecco, sul Lago di Como e sulla pianura; con cielo terso si scorge perfino il lontano Cervino.

    ▲Carattere e difficoltà

    La prima parte combina forte esposizione e moltissime scale con difficoltà tecniche modeste; lo sviluppo in altezza è però notevole e può risultare faticoso per chi è poco allenato. La seconda parte ha un unico punto tecnicamente più difficile, comunque non ostico, e un ponte sospeso breve e non troppo esposto.

    ⚠ Attenzione ad alcuni tratti in cui i fittoni che reggono la pesante catena sono piuttosto distanziati: in caso di caduta il fattore di caduta può farsi elevato. A metà percorso un tratto di sentiero permette la via di fuga verso il Rifugio Stoppani.

    ▲Discesa

    Dalla croce si scende in breve alle costruzioni dei Piani d'Erna, dove sorge un rifugio. Da qui due opzioni: la funivia, che in pochi minuti riporta al parcheggio, oppure il sentiero che dai Piani d'Erna scende sul versante nord verso il Rifugio Stoppani e prosegue fino al parcheggio (1h 30' dai Piani d'Erna, circa 5h complessive).

    ▲Da abbinare

    I Piani d'Erna sono un crocevia di itinerari attrezzati sui versanti sud e sud-est del Resegone. In ordine crescente di difficoltà si possono concatenare il Sentiero Attrezzato del Buco della Carlotta, il Sentiero Attrezzato del Canale Bobbio, la Ferrata del Centenario, la Ferrata Silvano de Franco e infine la ben più dura Ferrata Gamma 2, che portano in vetta al Resegone.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento0:25 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario700 m
    • Quota max1375 m
    • Lunghezza6,5 Km
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