Gruppo: Schiara

  • Ferrata Piero Rossi alla Forcella Marmol

    Ferrata Piero Rossi alla Forcella Marmol

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Piero Rossi alla Forcella Marmol
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Piero Rossi (già Ferrata Marmol) sale alla Forcella Marmol nel gruppo dello Schiara. È di media difficoltà tecnica, ma si sviluppa in un ambiente severo e impegnativo, con un itinerario molto lungo; si presta a numerosi abbinamenti con le altre ferrate dello Schiara.

    ▲Avvicinamento

    Partenza da Case Bortot (Belluno): da Belluno si segue per Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi, oltre Gioz, fino a Case Bortot, dove la strada termina in uno spiazzo. Punto di partenza su Google Maps. Dal parcheggio (695 m) si segue il CAI 501 verso il Rifugio VII Alpini: si scende al Ponte del Mariano (30'), si ignora il bivio col 507 e si sale deciso nel bosco lungo il torrente Ardo fino alla radura del Rifugio VII Alpini (1502 m, 2h 45'). Dietro il rifugio si seguono i segnavia CAI 503 verso l'attacco della Ferrata Zacchi, con cui la Piero Rossi condivide i primi cento metri; passando presso il caratteristico Porton si raggiunge l'attacco della Zacchi (45' dal rifugio, 3h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La prima sezione è in comune con la Ferrata Zacchi: attacco subito impegnativo (pochi metri verticali e un traverso a destra su roccia buona e gradonata), poi un tratto piano che entra in una gola con alcune scalette, una cengia a sinistra e un traverso orizzontale aereo sotto altre scalette esposte, infine un canalino con tratti arrampicabili e staffe. Cessate le attrezzature, un sentiero di collegamento porta al bivio tra Piero Rossi e Zacchi: si tiene la destra e inizia la vera Ferrata Piero Rossi verso la Forcella Marmol. Una cengia non protetta porta sul versante sudorientale dello Schiara dentro una prima gola; la cengia diventa attrezzata fino a una discesa di circa 8 metri, poi aggira una gola (spesso innevata a inizio stagione) e prosegue su balzi arrampicabili sotto le incombenti pareti dello Schiara, alternando cenge, roccette e sentiero. Aggirata un'altra insenatura, alcune scalette e un tratto verticale precedono una breve interruzione su sentiero, preludio alla sezione più verticale: placche e paretine con un camino dal cavo a zigzag, da salire in spaccata. Si prosegue a destra su tratti orizzontali e diagonali e un altro tratto verticale su buona roccia, fino al sentiero che porta al Bivacco Bocco Zago (2266 m, 2h 30' dall'attacco). Oltre il bivacco una parete verticale e un tratto a sinistra, poi un altro tratto attrezzato con vista sui gruppi del Cadore; superato il bivio per la cresta est dello Schiara si scende l'ultimo tratto attrezzato alla Forcella Marmol (2262 m, 3h dall'attacco), dove l'itinerario termina.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via di media difficoltà tecnica in ambiente dolomitico severo e spettacolare. Spesso inserita nel classico anello dello Schiara (salita con Zacchi o Sperti, vetta con la Berti, rientro in discesa con la Piero Rossi, la più facile delle tre in discesa).

    ⚠ Itinerario molto lungo (circa 18 km e 1566 m di dislivello): vivamente consigliato spezzarlo in due o più giorni, pernottando al rifugio o in uno dei bivacchi in quota. Attenzione all'innevamento delle gole, che può complicare la via.
    ▲Storia

    La ferrata è dedicata all'alpinista e scrittore Piero Rossi (1930), grande conoscitore delle Dolomiti Bellunesi e fra i promotori del Parco Nazionale, autore del volume sullo Schiara della collana Guida dei Monti d'Italia. Fu inaugurata nel 1967, ridisegnando la discesa dalla Forcella Marmol ed evitando la vecchia via per la Gola del Canalone, soggetta a frequenti scariche di sassi.

    ▲Discesa

    Dalla Forcella Marmol più opzioni: salire al Pelf (1h 30') con l'esposto Sentiero Attrezzato Guardiano e scendere per la via normale a Case Bortot (11h 30' totali); oppure salire allo Schiara per la cresta est e scendere con la Ferrata Berti e poi la Ferrata Sperti al Rifugio VII Alpini (itinerario d'anello, 14h 30' totali). La via più rapida è il rientro a ritroso lungo l'andata (4h 30' dalla forcella, 11h totali).

    ▲Da abbinare

    Lo Schiara è ricchissimo di vie. Verso est la Ferrata Costacurta al Teverone; poco a nord tre ferrate con avvicinamento breve: la Ferrata della Memoria al Vajont, la Palestra di Roccia della Val Gallina e la Parete dei Falchi. Verso il Civetta la Tissi e gli Alleghesi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoSchiara
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)11:00 h
    • Dislivello ferrata486 m
    • Dislivello itinerario1566 m
    • Quota max2280 m
    • Lunghezza18 Km
  • Ferrata Zacchi allo Schiara

    Ferrata Zacchi allo Schiara

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Zacchi allo Schiara

    La Ferrata Zacchi sale la parete sud-occidentale dello Schiara, sopra il Rifugio VII Alpini, in un susseguirsi di camini, traversi e pareti molto vari e a tratti impegnativi, immersi in un ambiente fortemente dolomitico. È un'escursione lunga, da affrontare solo se ben allenati.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m), in provincia di Belluno: da Belluno si seguono le indicazioni per il Parco delle Dolomiti Bellunesi, si superano Bolzano Bellunese e Gioz e si prosegue fino a Case Bortot, dove la strada termina in uno spiazzo oltre il rifugio. Punto di partenza su Google Maps.

    Dal parcheggio si segue il sentiero CAI 501 nel bosco, in discesa fino al Ponte del Mariano (30'); al bivio successivo si ignora il CAI 507 a destra (verso il Pelf) e si resta sul 501 a sinistra, salendo deciso lungo il torrente Ardo fino alla radura del Rifugio VII Alpini (1502 m, 2h 45' dal parcheggio). Dietro il rifugio si imbocca il CAI 503, ripido verso le pareti sud; passato il caratteristico Porton si è all'attacco (45' dal rifugio, 3h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La prima sezione è in comune con la Ferrata Piero Rossi. L'attacco è subito impegnativo: si sale in diagonale, poi un primo camino verticale e un traverso a destra su roccia buona e gradonata; il cavo aggira un tratto piano ed entra in una gola con alcune scalette, da cui si esce su una cengia a sinistra e un traverso orizzontale molto aereo che porta sotto altre scalette. Si risale un canalino alternando arrampicata e staffe; cessano le attrezzature e un sentiero di collegamento conduce al bivio fra la Piero Rossi e la Zacchi.

    Si tiene la sinistra e, fra mughi e facili gradoni, riprendono le attrezzature: un traverso, poi cavo verticale, roccette e un nuovo camino piuttosto impegnativo. Si alternano belle cenge a tratti di roccette, scale e balzi verticali fino a un tratto esposto di sentiero non attrezzato; segue una salita in diagonale a sinistra e, dopo un altro tratto non protetto, una scaletta. Una cengia attrezzata verso sinistra raggiunge uno spigolo che si aggira in vista della Gusela del Vescovà.

    Si percorre infine la singolare Cengia Zacchi e si esce presso il Bivacco Ugo dalla Bernardina (2320 m, 2h dall'attacco, 5h 30' totali), di fronte alla Gusela del Vescovà.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata impegnativa ma mai difficile, molto varia: traversi, camini, cenge, pareti e placche, con tratti molto attrezzati alternati ad altri dove servono gli appigli naturali. Il vero fattore è la lunghezza e il dislivello complessivi.

    ⚠ Attenzione ai tratti non protetti (uno in particolare) e alla nebbia con nuvole basse, frequenti in questa zona. Il rientro richiede di percorrere una o due ulteriori ferrate: è decisamente consigliato spezzare l'escursione in almeno due giorni, pernottando in rifugio o in uno dei bivacchi in quota.
    ▲Periodo e sicurezza

    Alta montagna fino a 2565 m, ambiente severo e isolato. Per la cartografia si consiglia la carta delle Prealpi e Dolomiti Bellunesi.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco della Bernardina si rientra per due possibili itinerari: la Ferrata Sperti (cresta e poi rientro al Rifugio VII Alpini) oppure, come qui descritto, la Ferrata Berti in salita fino alla vetta dello Schiara (2565 m, 1h dal bivacco, 6h 30' totali). Dalla vetta si scende verso est lungo la cresta esposta (protetta solo a tratti) fino al Bivacco Bocco Zago, quindi si percorre in discesa la Ferrata Piero Rossi fino al bivio con la Zacchi e, per il sentiero, al Rifugio VII Alpini (3h 30' dalla vetta, 10h totali). Il rientro a Case Bortot avviene per l'avvicinamento a ritroso (2h, 12h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona dello Schiara è ideale per concatenare itinerari attrezzati, tutti di livello medio-difficile e impegnativi: la Ferrata Berti e la Ferrata Sperti compongono l'anello dello Schiara. Nel Bellunese segnaliamo anche la Ferrata Costacurta al Teverone e la Ferrata del Vajont.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoSchiara
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)12:00 h
    • Dislivello ferrata540 m
    • Dislivello itinerario1865 m
    • Quota max2565 m
    • Lunghezza20 Km
  • Ferrata Sperti – Schiara

    Ferrata Sperti - Schiara

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Sperti – Schiara

    ⚠ Stato da verificare. Nell'estate 2019 la Ferrata e il Bivacco Sperti risultavano chiusi, con cartello presente a Case Bortot. Prima di percorrere l'itinerario contattate il Rifugio VII Alpini per conoscere lo stato attuale delle attrezzature.

    La Ferrata Sperti risale il versante ovest dello Schiara fino a Forcella Sperti, per poi collegarsi alla Gusela del Vescovà, dove termina la Ferrata Zacchi. È un itinerario impegnativo, lungo e molto articolato, con una grande varietà di passaggi e panorami stupendi sullo Schiara e sui principali gruppi dolomitici del bellunese.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m), in provincia di Belluno. Da Belluno si segue la strada regionale del Col di Lana e, a una rotonda, si tiene la destra per Bolzano Bellunese e per il Parco delle Dolomiti Bellunesi; oltrepassati Bolzano Bellunese e Gioz, si seguono i cartelli per il Rifugio Case Bortot fino all'omonima località, dove la strada termina in uno spiazzo per il parcheggio (punto di partenza su Google Maps). Primo obiettivo è il Rifugio VII Alpini, ai piedi dello Schiara: si imbocca il sentiero CAI 501, dapprima piacevole nel bosco con lo Schiara a destra e la Gusela del Vescovà a sinistra, e si scende al Ponte del Mariano (30' dal parcheggio). Al bivio successivo, dove a destra sale il CAI 507 verso il Pelf, si resta sul CAI 501 e si sale decisi nel bosco lungo il torrente Ardo, in un tratto soleggiato e faticoso. Superati alcuni tornanti, la valle si apre nella radura del Rifugio VII Alpini (1502 m, 2h 45' dal parcheggio). Dal rifugio si seguono le indicazioni per la Ferrata e il Bivacco Sperti lungo il segnavia 504, che sale in diagonale verso nord-ovest su prati e mughi fino alle pareti rocciose dell'attacco (45' dal rifugio, 3h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La via inizia con un breve balzo roccioso e prosegue a sinistra in un canalino franoso non troppo difficile, dove si nota la targhetta d'inizio. Si raggiunge una parete verticale che si attacca da destra con un traverso seguito da un camino poco accentuato; poi senza attrezzature su sentiero e su cengia, che diventa attrezzata quando si restringe. Una bella parete si sale da sinistra, dapprima su buona roccia appigliata e quindi con un paio di passaggi più impegnativi a appigli ridotti; un canalino franoso attrezzato porta al Bivacco Sperti (2000 m), in un ambiente stupendo dominato da pareti imponenti verso lo Schiara e la Pala del Balcon. Si riprende seguendo i bolli rossi verso Forcella Sperti: un tratto di sentiero misto a facili attrezzature conduce a un'esposta cengia attrezzata che, verso destra, aggira uno spigolo e porta sotto il canalone che sale alla forcella. Il canalone, ripido e incastonato tra le pareti, si risale sul versante destro con la fune lungo la spalla destra; un paio di scalette permettono di passare sul lato sinistro della gola, dove conviene non smuovere sassi, e gli ultimi metri portano a Forcella Sperti (2250 m). Dalla forcella si seguono i segni rossi verso destra lungo il tratto di collegamento tra la Gusela del Vescovà e la Pala del Balcon, in un saliscendi tra panorami entusiasmanti: si sale un canalino attrezzato, si procede su sentiero mai troppo esposto, si risale un canalino verticale con la fune sul lato destro e, lungo il crinale, si aggira uno sperone su una cengia esposta fino al Nasòn. Un ultimo tratto verso est, con sezioni attrezzate e un canalino non attrezzato, conduce alla Gusela del Vescovà, presso il Bivacco Dalla Bernardina (2320 m, 3h dall'attacco, 6h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La via alterna una prima sezione verticale — con la parte più impegnativa sotto Forcella Sperti — a una seconda sezione di crinale, sul versante ovest dello Schiara. Pur considerata tecnicamente meno dura della Ferrata Zacchi, non va sottovalutata per i molti passaggi aerei; nella parte bassa la roccia è buona e offre appigli dove mancano le attrezzature.

    ⚠ La parte alta, tra Forcella Sperti e il Bivacco della Bernardina, si svolge tra canalini, cenge e tratti di sentiero esposti che possono creare problemi di orientamento in caso di nebbia. Vista la lunghezza dell'itinerario, specie includendo la salita allo Schiara, conviene spezzarlo in due giorni pernottando al rifugio o in uno dei bivacchi in quota.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco della Bernardina il rientro può seguire due itinerari. Si può salire allo Schiara (1h) con la Ferrata Berti, scendere poi lungo la cresta est per affrontare in discesa la Ferrata Piero Rossi e raggiungere il Rifugio VII Alpini (3h 30' dalla vetta, 4h 30' dal termine della Sperti). In alternativa si torna a ritroso per la Ferrata Sperti (3h dal bivacco al rifugio); è invece sconsigliato il rientro per l'impegnativa Ferrata Zacchi. Dal Rifugio VII Alpini si rientra a Case Bortot lungo il sentiero di avvicinamento (2h — circa 13h totali includendo la salita allo Schiara, 11h 30' rientrando a ritroso per la Sperti).

    ▲Storia

    La Ferrata Sperti fu inaugurata nel 1963 per volontà della vedova dell'alpinista bellunese Giangelo Sperti e venne costruita dal CAI di Belluno per facilitare l'accesso alle numerose vie di roccia della zona; lungo il percorso sorge il bivacco che ne porta il nome.

    ▲Da abbinare

    La Sperti si presta a un giro di più giorni che includa le altre vie dello Schiara: la Ferrata Berti, la Zacchi, la Piero Rossi ed eventualmente il Sentiero Attrezzato Guardiano verso il Pelf. Sul versante opposto si raggiunge il Civetta con le ferrate Tissi e Alleghesi, oppure le Pale di San Martino con la Ferrata dell'Orsa e la Bolver Lugli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoSchiara
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)13:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario1865 m
    • Quota max2565 m
    • Lunghezza17 Km
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