Gruppo: Tofane

  • Sentiero Attrezzato Astaldi

    Sentiero Attrezzato Astaldi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Astaldi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Astaldi percorre la cengia basale del versante meridionale di Punta Anna, nelle Tofane sopra Cortina d'Ampezzo. È paesaggisticamente notevole, con difficoltà tecniche modeste e impegno fisico contenuto, ideale per una mezza giornata; va però affrontato con attenzione per un paio di canalini detritici non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Dibona (2083 m), raggiungibile per strada asfaltata dalla statale Cortina–Passo Falzarego (seguire le indicazioni per il Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue verso est il sentiero 403 (verso il Rifugio Giussani) lungo il vallone tra la parete sud della Tofana di Rozes a sinistra e Punta Anna a destra; in salita si individua una traccia che lascia la mulattiera in corrispondenza di una decisa curva a sinistra. Si sale su pendio detritico fino a uno scollinamento e si segue la traccia verso la bastionata rocciosa, dove – a destra di un foro artificiale nella roccia – inizia il sentiero attrezzato (45' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    Il sentiero taglia trasversalmente la coloratissima Formazione di Raibl. Si scende qualche metro in un canalino fino alla prima fune, che assiste sulla cengia esposta; si prosegue alternando tratti larghi e non protetti a punti più stretti. Presso un tetto roccioso la cengia si restringe e in alcuni tratti bisogna abbassarsi per passarvi sotto. Si raggiunge un canale che interrompe il percorso e si risale sfruttando le traversine poste a rendere meno scivoloso il fondo; segue una cengia più esposta sopra le rosse stratificazioni. Aggirato uno spigolo si affronta il passaggio più insidioso: un canalino dal fondo instabile, breve e non attrezzato, dove è assolutamente da evitare una scivolata. Dopo un breve traverso su staffe e un altro canalino detritico si entra nell'ultima sezione, su cengia più ampia e in gran parte non protetta; si scende un ultimo tratto e si raggiunge l'ultimo tratto attrezzato, terminando presso il sentiero 421 Dibona–Pomedes (1h 15' dall'attacco, 2h dal rifugio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario prevalentemente in cengia, di difficoltà modeste; i punti critici sono i due canalini detritici non protetti, dal fondo non del tutto stabile.

    ⚠ Il casco è indispensabile, sia per la possibile caduta di materiale detritico sia per i tetti rocciosi a tratti bassi. Massima cautela nei canalini non attrezzati: una scivolata è da evitare assolutamente.

    ▲Discesa

    Si rientra subito al parcheggio percorrendo il sentiero 421 tenendo la destra: tra rocce e conifere, in poco più di 30 minuti si torna al Rifugio Dibona (2h 15' complessive). Dal bivio è possibile salire in 10' al Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    L'Astaldi collega i due versanti di Punta Anna. Dal Rifugio Giussani si raggiungono la Ferrata Lipella alla Tofana di Rozes; sul versante orientale la Ferrata Olivieri, la Ferrata Aglio e la Ferrata Formenton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento45 min
    • Tratto attrezzato1h
    • Itinerario completo2h 15'
    • Dislivello attrezzato50 m
    • Dislivello itinerario240 m
    • Quota massima2283 m
    • Lunghezza3,3 km
  • Ferrata La Scala del Menighel

    Ferrata La Scala del Menighel

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata La Scala del Menighel
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Scala del Menighel è un breve e singolare tratto attrezzato che, come dice il nome, è una vera scala: una lunga serie di infissi metallici che risale una bastionata di circa 100 metri sul versante nord della Tofana di Rozes, tagliando il vallone del Masarè. Si usa di solito per completare il giro alla base della Tofana di Rozes appoggiandosi al Rifugio Giussani. Non presenta difficoltà tecniche di rilievo, ma è esposta e la struttura degli infissi, risalenti ai primi del Novecento, richiede concentrazione.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il Rifugio Dibona, sul versante ampezzano a sud della Tofana di Rozes, raggiungibile per strada asfaltata che si stacca dalla statale Cortina–Passo Falzarego (seguire le indicazioni per il Rifugio Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Dibona si prende il sentiero 403 su carrareccia, con pendenza modesta, verso la parete sud della Tofana; a un bivio il 403 va a destra verso il Rifugio Giussani, ma si prosegue dritti verso la parete sud sul sentiero 404, ignorando i bivi per la Ferrata della Grotta di Tofana e per la Lipella/Gallerie del Castelletto. Si raggiunge la Forcella Col dei Bos e si piega verso nord nella Val Travenanzes, fino a un bivio sulla destra che porta all'evidente bastionata della Scala del Menighel (2h 30' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    La ferrata è divisa in due sezioni molto simili. La prima inizia con una lunga serie di infissi, ricurvi nel tratto terminale, che salgono in diagonale verso sinistra su pendenza dapprima moderata poi più verticale: la salita non ha difficoltà tecniche, essendo una sequenza di gradini, ma l'esposizione diventa rapidamente evidente. Si raggiunge una cengia da cui si può ammirare con calma la cascata che scende un centinaio di metri più a sinistra. La seconda sezione prosegue con gli stessi infissi, ora piegando verso destra e con maggiore verticalità, fino al termine delle attrezzature (20' dall'attacco, circa 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via dalle difficoltà tecniche modeste, percorribile anche da escursionisti con moderata esperienza, ma molto esposta.

    ⚠ Gli infissi risalgono ai primi del Novecento: la salita, pur facile, richiede concentrazione per la loro struttura e l'esposizione. L'avvicinamento e il rientro sono lunghi e faticosi, e da soli farebbero quasi passare in secondo piano la brevità del tratto attrezzato.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo oppure quella della Val Badia di 4Land.

    ▲Storia

    La Scala del Menighel è la prima via ferrata della zona di Cortina d'Ampezzo. Si deve a Luigi Gilarduzzi, detto «Minighèl», fabbro e gestore del Rifugio Wolf von Glanvell in Val Travenanzes (distrutto dall'artiglieria italiana nel 1915). Per collegare il suo rifugio al Rifugio Giussani (allora Cantore), Gilarduzzi forgiò 200 robusti pioli metallici che nel 1907 divennero la «Scala del Menighel».

    ▲Discesa

    Il rientro è ad anello aggirando la Tofana di Rozes. Dal termine della ferrata, sotto la parete nord, si sale ripidamente sul sentiero 403 con una serie di tornanti fino al Rifugio Giussani (2580 m, 1h dal termine della ferrata); da qui, sempre per il 403 stretto tra la Tofana di Rozes e Punta Anna, si scende al Rifugio Dibona (1h dal Giussani, 2h dal termine della ferrata, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso si abbina in discesa alla Ferrata Lipella che sale alla Tofana di Rozes. Dal Rifugio Giussani si raggiungono la Ferrata Formenton alla Tofana di Dentro e il Sentiero Attrezzato Olivieri; dal Dibona il Sentiero Attrezzato Astaldi. Verso il Passo Falzarego la Tomaselli, la Fusetti al Sass de Stria e l'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario830 m
    • Quota max2573 m
    • Lunghezza11,4 Km
  • Ferrata Olivieri a Punta Anna (Tofane)

    Ferrata Olivieri a Punta Anna (Tofane)

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Olivieri a Punta Anna (Tofane)

    La Ferrata Olivieri sale a Punta Anna nelle Tofane, sopra Cortina d'Ampezzo: bella e impegnativa, si svolge su ottima roccia con passaggi esposti molto arrampicabili e appaganti. Si parte dal Rifugio Pomedes lungo lo spigolo-cresta fino al Dos de Tofana.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la Baita Pie Tofana (1675 m) sopra Cortina, da cui salire al Rifugio Pomedes (2303 m): comodo in seggiovia (via Rifugio Duca d'Aosta), oppure a piedi col sentiero 405 al Duca d'Aosta (2098 m) e poi per carrareccia al Pomedes (2h). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. In alternativa, partendo dal Rifugio Dibona si raggiunge il Pomedes col sentiero 421 (45'). Dal Rifugio Pomedes, dietro la stazione di arrivo della seggiovia, le indicazioni portano su un ripido sentierino (prati poi ghiaione) verso una forcella dove si trova la targa d'attacco (2440 m, 30' dal Pomedes).

    ▲Il percorso

    Fin dall'attacco la via mostra il suo carattere: roccia verticale, poche staffe e attrezzature di sostegno ma ottima roccia. Si sale una prima parete di una ventina di metri, ben appigliata, che piega a destra in alto; segue un tratto in leggera discesa, un traverso con buoni appoggi per i piedi e roccette verso destra, poi una comoda cengia a sinistra. Si aggira uno spigolo e si sale un balzo verticale fino a un terrazzino con vista sulla Tofana di Rozes; su roccette facili si raggiunge una forcella dove le attrezzature si interrompono. Si attacca poi un esposto spigolo, arrampicabile e ben appigliato: nella prima parte si resta sul lato destro del filo guadagnando quota, con un paio di punti angusti dove sostare, fino a un balconcino panoramico su Averau e Nuvolau. Si sale una parete di 4 metri leggermente strapiombante con pochi appigli (necessario il cavo), quindi il tratto conclusivo dello spigolo, affilato e molto esposto, che piega a sinistra verso un evidente pulpito. Si traversa a sinistra (passaggio non banale) e si sale una parete dove la fune zigzaga, sempre molto esposti ma su roccia ben appigliata; un canalino con traverso a sinistra, roccette in diagonale e una parete verticale frastagliata portano oltre i 2700 m, dove il cavo termina su un punto panoramico affacciato su Cortina. Segue un tratto di sentiero in quota con alcuni passaggi attrezzati e un bivio da cui a sinistra si scende al Rifugio Giussani (opzione 3); tenendo la destra (segnavia rossi verso il Dos de Tofana) si supera una placca verticale levigata in aderenza e un breve diedro angusto, quindi una cengia che porta al Dos de Tofana (2850 m, 1h 30' dall'attacco, 2h dal Pomedes), dove la ferrata termina.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata esposta e intensa, di media difficoltà; alcuni passaggi più impegnativi, sommati all'ambiente di alta montagna, la rendono difficile ma non proibitiva. Roccia molto buona, frastagliata e ben arrampicabile; cavo generalmente ben teso e d'aiuto. È intitolata a Giuseppe Olivieri, alpinista veneziano; costruita e inaugurata nel 1972 dalla guida alpina Luigi Ghedina.

    ⚠ Ambiente di alta montagna esposto: valutare meteo e condizioni. Diverse opzioni di rientro impongono di pianificare in anticipo dove lasciare l'auto (Baita Pie Tofana o Rifugio Dibona).
    ▲Periodo e sicurezza

    Piena estate, con roccia asciutta e meteo stabile. Quota fino a 2850 m.

    ▲Discesa

    Tre opzioni: (1) dal Dos de Tofana si scende verso il Rifugio Ra Vales fino a un bivio (2580 m), dove a destra si prende il Sentiero Attrezzato Olivieri che riporta al Rifugio Pomedes (2h 15' dal termine, 4h 30' dal Pomedes); (2) a sinistra del bivio, la Ferrata Aglio porta alla Tofana di Mezzo e alla stazione a monte della funivia, con cui scendere a Col Druscè e poi al parcheggio col sentiero 413 (3h dal termine, 5h 30' totali); (3) dal bivio per il Rifugio Giussani, prima dell'ultimo tratto, si scende per un sentiero a tratti attrezzato ed esposto ma non difficile fino al Giussani e, col sentiero 403, al Rifugio Dibona (preferibile lasciare qui l'auto per questa opzione).

    ▲Da abbinare

    Spesso abbinata alla Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo o al Sentiero Attrezzato Olivieri; dal Pomedes si raggiungono anche le ferrate Ra Bujela e Ra Pegna. Verso il Passo Falzarego: Ferrata Tomaselli, Ferrata Fusetti al Sass de Stria e Ferrata al Col dei Bos; a sud la Ferrata dei Caprioli a San Vito di Cadore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata312 m
    • Dislivello itinerario514 m
    • Quota max2850 m
    • Lunghezza5,1 Km
  • Ferrata Ferrari alla Ra Bujela

    Ferrata Ferrari alla Ra Bujela

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ferrari alla Ra Bujela
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ra Bujela sale l'omonimo torrione fra i rifugi Duca d'Aosta e Pomedes, tra le Tofane e Cortina d'Ampezzo. È breve ma intensa e varia, di media difficoltà, e si abbina facilmente a molti itinerari di questo angolo di Dolomiti. È dedicata a Maria e Andrea Ferrari.

    ▲Avvicinamento

    Due possibili partenze. 1) Dalla strada per il Rifugio Dibona sopra Cortina: salendo verso il Passo Falzarego si imbocca a destra la strada del Dibona e, a un bivio, si parcheggia nello spiazzo presso la diramazione per il Rifugio Duca d'Aosta (strada accidentata). 2) Dall'ampio parcheggio presso la Baita Pie Tofana (1675 m), da cui la seggiovia sale al Rifugio Duca d'Aosta. Punto di partenza su Google Maps.

    Da entrambe si deve raggiungere il Rifugio Duca d'Aosta (2098 m): dal bivio per strada con segnavia 405 (30'), in seggiovia, oppure per il Sentiero dei Camosci (405) dalla baita (1h 30'). Dal rifugio si imbocca a destra la carrareccia verso il Rifugio Pomedes e, dopo pochi minuti, un cartello a sinistra indica l'attacco (15' dal Rifugio Duca d'Aosta).

    ▲Il percorso

    Dalla targa il cavo sale a sinistra su un balzo dove la roccia spancia (una staffa aiuta), poi una cengia a destra riporta alla fune; si sale in diagonale su roccette e si affronta un traverso dapprima orizzontale e poi più verticale ed esposto, reso facile dalle staffe. Si aggira uno spigolo, si percorre una cengia a destra e una parete verticale esposta ma non difficile porta sotto il primo ponte sospeso, raggiunto con un traverso e qualche balzo; il ponte è molto stabile, con ampie traversine in legno.

    Oltre il ponte, una cengia e tratti diagonali conducono al secondo ponte sospeso, identico al primo; segue una lunga e stretta cengia a destra, con un paio di passaggi esposti su fondo instabile, fino a uno spigolo verticale e impegnativo che poi si addolcisce. La via diventa un sentiero di cresta, in parte non attrezzato; da una sella si percorre l'ultima sezione restando qualche metro sotto il filo sul versante sinistro, alternando sentiero e balzi fino alla vetta (2257 m) con un ultimo salto verticale.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente (2015) in ottimo stato, con fama di facile: in realtà la prima sezione, prima del ponte, ha un paio di passaggi più impegnativi che, sommati all'esposizione, la rendono moderatamente difficile. Itinerario molto vario — traversi, cenge, brevi pareti, balzi, creste e ponti — ottimo come passaggio intermedio verso ferrate più dure come quelle delle Tofane.

    ⚠ Non togliere l'imbraco in vetta: la discesa è attrezzata. Dalla cima si torna a ritroso pochi passi e si individua a ovest il cavo che scende.
    ▲Periodo e sicurezza

    Alta quota dolomitica (2257 m): valutare meteo e condizioni della roccia. Per la cartografia si consiglia la carta di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende per cengia, una breve parete attrezzata, una rampa e un'insellatura, fino all'ultimo tratto attrezzato (1h dall'attacco, 1h 10' dal Rifugio Duca d'Aosta). Si scende quindi ripidi a un bivio: a sinistra in salita al Rifugio Pomedes (2303 m, 10'), oppure a destra al Rifugio Duca d'Aosta (20') e di qui a ritroso al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    La via si combina con i sentieri attrezzati Astaldi e Olivieri e con la vicina, più facile, Ra Pegna; verso le cime, la Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo, la Ferrata Formenton e la Ferrata Lipella; in direzione Falzarego la Ferrata all'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max2257 m
    • Lunghezza1 Km
  • Ferrata Giovanni Lipella alla Tofana di Rozes

    Ferrata Giovanni Lipella alla Tofana di Rozes

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Giovanni Lipella alla Tofana di Rozes

    La Ferrata Giovanni Lipella è un lungo itinerario attrezzato che sale alla Tofana di Rozes, nelle Dolomiti Ampezzane. Tecnicamente alterna passaggi di media difficoltà a un paio di tratti più impegnativi, ma sono la lunghezza, il dislivello e l'ambiente d'alta montagna ad alzarne il grado complessivo. La via si sviluppa sulla parete ovest della Tofana di Rozes, con un panorama stupendo sul Lagazuoi e sul Gruppo di Fanes.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Dibona (2083 m), raggiungibile per strada asfaltata che si stacca dalla statale Cortina d'Ampezzo–Passo Falzarego; salendo da Cortina si segue a destra l'indicazione per il Rifugio Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta (punto di partenza su Google Maps). È possibile partire anche dal Passo Falzarego, con avvicinamento però più lungo e con maggiore dislivello. Dal Rifugio Dibona si procede verso ovest (a sinistra rispetto al rifugio) sul sentiero 403 fino a un bivio dove il 403 devia a destra verso il Rifugio Giussani (via di rientro); si prosegue dritti verso l'imponente parete sud della Tofana di Rozes innestandosi sull'ampio sentiero 404, che costeggia la parete tra radi mughi. Si ignora un primo bivio per la Ferrata alla Grotta di Tofana e si resta sul 404 verso est, seguendo le indicazioni per la Ferrata delle Gallerie del Castelletto e la Ferrata Lipella; il sentiero piega a destra fino all'attacco della Ferrata alla Galleria del Castelletto, preceduto da uno spiazzo dove indossare l'imbrago (2475 m, 1h 15' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    La Galleria del Castelletto è il preludio alla vera e propria Ferrata Lipella: tratto facoltativo ma molto consigliato (chi volesse evitarlo segue la traccia che sale a destra dalla Forcella Col dei Bos verso il Castelletto). Si salgono roccette appoggiate e attrezzate fino a una targhetta, poi staffe e una scaletta metallica depositano su un terrazzino da cui si entra nella galleria scavata durante la Grande Guerra, con segni ancora evidenti. Si va a sinistra salendo una scalinata, si ignora la deviazione attrezzata che scende a sinistra e si prosegue in salita incontrando un ampio buco-vedetta sul lato sinistro; la galleria continua su fondo a tratti scivoloso, alternando tratti orizzontali a salite attrezzate, e il lungo tratto buio termina presso un tornante dove si apre una feritoia sulla sinistra. All'uscita si può terminare il percorso in galleria (a sinistra) oppure proseguire ancora un paio di minuti, uscendo su una cengia seguita da un tratto attrezzato in discesa (variante facoltativa). Usciti dalla galleria (20' dall'attacco) si è presso la Forcella di Rozes; un sentiero a mezzacosta taglia la parete ovest della Tofana di Rozes (2630 m) e, in discesa, porta all'attacco della Ferrata Lipella (2520 m, 20' dal termine della galleria, circa 2h dal Rifugio Dibona). La Lipella inizia con roccette appoggiate verso sinistra fino a un terrazzino, poi un balzo verticale ben gradinato e un diedro con ottimi appigli a sinistra; interrotte le attrezzature sotto una parete giallo-nerastra, si percorre un facile traverso a sinistra, dapprima orizzontale e poi in diagonale, su difficoltà contenute (attenzione alle rocce sporgenti, casco indispensabile). Segue un traverso più impegnativo che inizia con un salto deciso e sale in diagonale a sinistra con molti appoggi per i piedi; dopo i primi metri diventa più piacevole, aumentando verticalità ed esposizione ma riducendo le difficoltà tecniche, fino a una lunga cengia verso sinistra, non protetta nei tratti facili ma attrezzata negli attraversamenti di alcuni esposti canalini. Si sale poi una bella parete frastagliata in diagonale verso destra, molto appigliata, un breve traverso a destra entra in un camino con fessura (ci si tiene sul lato sinistro seguendo il cavo, con i piedi a destra in spaccata, passaggio esposto ma piacevole), quindi nuovi brevi traversi conducono a una seconda cengia, più esile ed esposta, che alterna tratti attrezzati e non protetti. La cengia termina dove il cavo piega bruscamente in verticale su parete gradinata con infissi, e alternando brevi collegamenti a tratti di parete esposta si guadagna quota fino a un bivio segnalato presso le Tre Dita (2700 m, 1h 30' dall'attacco della Lipella, 3h 30' dal Rifugio Dibona). Qui le indicazioni per Giussani e Cantore portano al rifugio in 30' (utile anche come via di fuga); tenendo invece la destra verso “Cima” si percorre una nuova lunga cengia a tratti attrezzata fino alla seconda sezione. Si riparte in verticale su balzi modesti, un traverso orizzontale a destra e passaggi verticali ma arrampicabili; dopo un punto di riposo panoramico si supera uno dei passaggi più impegnativi della via, un breve balzo verticale con pochi appigli che obbliga a trazionare sul cavo. Una cengia stretta ed esposta porta all'ultima sezione, dove un paio di passaggi risultano difficili per la roccia levigata e la scarsità di appigli; rimontati questi balzi, un'ultima cengia a destra unisce alla via normale (3030 m, 1h 15' dal bivio delle Tre Dita, 2h 45' dall'attacco della Lipella). La via normale, lungo la cresta e faticosa, conduce alla croce di vetta della Tofana di Rozes (3225 m, 30' dal termine della ferrata, 4h dall'attacco della Galleria del Castelletto, 5h 15' dal Rifugio Dibona).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario lungo e di alta montagna, tecnicamente di media difficoltà ma molto impegnativo per sviluppo e dislivello. La Galleria del Castelletto inizia a 2480 m e termina a 2612 m dopo circa 500 m di sviluppo elicoidale, completamente buia in ampi tratti.

    ⚠ In galleria la torcia, preferibilmente frontale, è d'obbligo: il cavo funge da corrimano su un fondo a tratti umido e scivoloso. Attenzione a non smuovere detriti lungo le cenge, perché in più punti corrono parallele una sotto l'altra con alcune centinaia di metri di dislivello. Possibili residui di neve sulla parete ovest anche in stagione inoltrata.

    ▲Periodo e sicurezza

    Via per la stagione estiva, in ambiente d'alta quota. È intitolata alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Giovanni Lipella, nato a Riva del Garda (allora in territorio austriaco), patriota arruolatosi giovanissimo nell'esercito italiano e caduto in combattimento nel giugno 1918 presso il Monte Grappa; la medaglia d'oro alla memoria gli fu conferita nel marzo 1919. La ferrata fu costruita nel 1967 dalle Guide di Cortina e dalla locale sezione del CAI.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende l'ultimo tratto della via normale appena percorsa e, dal bivio con la ferrata, si tiene la destra seguendo i bolli blu fino al Rifugio Giussani (2580 m, 1h 15' dalla vetta, 6h 30' complessive). Dal Giussani si segue il sentiero 403, dapprima ripido e poi piacevole e turistico, incastonato tra la Tofana di Mezzo e la Tofana di Rozes, in discesa fino al bivio dell'andata dove, tenendo la destra, si raggiunge il Rifugio Dibona (1h dal Rifugio Giussani, 8h complessive).

    ▲Da abbinare

    L'itinerario è molto lungo e difficilmente abbinabile in giornata, salvo la stessa Ferrata alla Galleria del Castelletto e la Ferrata alla Grotta della Tofana. Per escursionisti molto allenati il rientro è possibile dalla Val di Travenanzes con la Ferrata alla Scala del Menighel. Restando in zona Passo Falzarego si possono percorrere la Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos, la Ferrata Tomaselli o il Sentiero dei Kaiserjager al Lagazuoi; dal Rifugio Dibona la Ferrata Olivieri a Punta Anna, la Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo o il più facile Sentiero Astaldi; sul versante opposto del Passo Falzarego la Ferrata Averau o la Ferrata al Ra Gusela.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata550 m
    • Dislivello itinerario1142 m
    • Quota max3225 m
    • Lunghezza10,2 Km
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