Regione: Abruzzo

  • Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    ⚠ PERCORSO DA VERIFICARE — Lo stato di agibilità di questo itinerario non è stato confermato di recente (badge_stato: “Da verificare”). Prima di partire contattare il CAI locale, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) o le autorità competenti per verificare le condizioni del sentiero.

    Il Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari è uno degli itinerari più impegnativi e panoramici del Massiccio del Gran Sasso d’Italia. Un percorso di 35 km e circa 13 ore totali che tocca il Monte Brancastello (2385 m) e le Torri di Casanova attraverso la breve ma tecnica Ferrata Famigliari. Per la lunghezza e i numerosi tratti non protetti ed esposti è ideale distribuirlo su due giornate.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla SS117 in direzione Campo Imperatore: si imbocca una sterrata al tornante sinistro verso un’area picnic (parcheggio). Si segue l’ampio sentiero verso il crinale, raggiungendo il Vado di Corno dopo circa 30 minuti. Al bivio si ignora la sinistra per Monte Aquila e si prende la destra sul segnavia 235 (bolli giallorossi). Si sale al Monte Brancastello (2385 m) in circa 2 ore, ignorando il bivio per il Pizzo San Gabriele. Si prosegue verso le Torri di Casanova.

    ▲Il percorso

    L’attacco della Ferrata Famigliari si trova a quota 2280 m, raggiunto in circa 2 ore e 45 minuti dalla partenza. La ferrata è breve ma tecnica: scaletta metallica seguita da tratti attrezzati che portano alla Torre di Casanova (2365 m) in circa 20 minuti dall’attacco (circa 3 ore totali). Dalla sella tra le torri un cartello segnala il Sentiero del Centenario: a sinistra la cresta affilata (da non seguire), a destra i bolli giallorossi del Centenario che scendono. Il lungo rientro presenta molti tratti non protetti ed esposti che richiedono esperienza di alta montagna.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. La ferrata in sé è di breve durata (circa 1 ora e 15 minuti), ma l’itinerario totale — 35 km, 13 ore, 759 m di dislivello in salita e 80 m in discesa per la sola ferrata — impegna per la lunghezza, l’esposizione dei tratti non attrezzati e la quota superiore ai 2500 m.

    ⚠ Idealmente da fare in 2 giornate pernottando al Rifugio Duca degli Abruzzi. I tratti non protetti in cresta richiedono esperienza alpinistica. Condizioni meteo e neve residua vanno verificate: il Gran Sasso può mantenere ghiaccio in quota fino a giugno.
    ▲Discesa

    La discesa segue i bolli giallorossi del Sentiero del Centenario in direzione est, rientrando verso il parcheggio di partenza. Il percorso totale è di circa 35 km e richiede circa 13 ore complessive — pianificare con attenzione e preferibilmente spezzare in due giorni.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoMassiccio del Gran Sasso
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)13:00 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario759 m
    • Quota max2564 m
    • Lunghezza35 Km
  • Ferrata Ventricini al Corno Piccolo

    Ferrata Ventricini al Corno Piccolo

    Vie Ferrate › Abruzzo › Teramo
    Ferrata Ventricini al Corno Piccolo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Ventricini, da poco riattrezzato con funi e scale nuove, aggira la parete ovest del Corno Piccolo nel Gran Sasso. È un itinerario interessante e mai difficile, in larga parte assimilabile a un sentiero attrezzato impegnativo: adatto anche a chi non ha ancora maturato esperienza su vie ferrate complesse.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Prati di Tivo (Teramo), alle pendici del Gran Sasso (uscita A24 S. Gabriele – Colledara, poi SS del Gran Sasso). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte dell'ovovia (località la Madonnina) si segue il sentiero 103 verso il Rifugio Franchetti; dopo circa 10' si tiene il bivio a destra e, a mezzacosta sul fianco nord del Corno Piccolo, si raggiunge la targa d'inizio della ferrata (45' dall'ovovia).

    ▲Il percorso

    La parte iniziale è in discesa per alcuni metri lungo i bolli bianco-rossi, fino a un tratto attrezzato che risale verticale con cavo e scale mai difficili. Si giunge alla parete ovest del Corno Piccolo e si prosegue tra saliscendi, cenge e facili passaggi talvolta non protetti, fino a un passaggio incastrato tra due massi dove, impossibile passare con lo zaino in spalla, conviene appenderlo all'imbrago con un rinvio o una fettuccia. Poco dopo la ferrata termina (1h 20' dall'attacco, 2h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnicamente facile, ottima per prendere confidenza con l'ambiente del Gran Sasso e per costruire itinerari ad anello. Dislivello in ferrata 250 m, complessivo 550 m, quota massima 2575 m, sviluppo 7 km.

    ⚠ L'accesso dipende dall'apertura dell'ovovia di Prati di Tivo: verificare orari ed eventuali chiusure dell'impianto prima di partire, valutando in alternativa la salita a piedi dal rifugio Cima Alta.
    ▲Discesa

    Dal termine si può salire a sinistra la via normale al Corno Piccolo (passaggi di I grado, 1h) e poi rientrare a ritroso lungo il Ventricini fino all'ovovia (5h 30' totali); oppure proseguire fino alla Sella dei Due Corni e scendere al Rifugio Franchetti, da cui per la Ventricini si torna all'ovovia (1h 30' dal termine, 4h 45' totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max2575 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale

    Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale

    Vie Ferrate › Abruzzo › Teramo
    Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ricci porta al Corno Orientale del Corno Grande, sul Gran Sasso: una vetta solo 9 metri più bassa del Corno Occidentale ma forse la più suggestiva, affacciata sull’imponente Paretona est che precipita per quasi 1500 metri sulla valle. Via di media difficoltà in ambiente d’alta montagna severo.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza consigliato è Prati di Tivo (TE), raggiungibile dall’A24 (uscita San Gabriele – Colledara) seguendo per la SS del Gran Sasso e poi per Prati di Tivo (punto di partenza su Google Maps). In estate è comoda l’ovovia che porta in località Madonnina; in sua assenza si può proseguire circa 4 km verso il rifugio Cima Alta, dove ci sono parcheggi, e salire a piedi alla Madonnina. Dalla Madonnina si prende il sentiero 103 verso la cresta est del Corno Piccolo; a un bivio presso alcuni terrapieni si tiene la sinistra per il Rifugio Franchetti, salendo (tratti attrezzati dove esposto) per circa un’ora fino al rifugio, dopo un esposto vallone. Dal rifugio una chiara traccia scende a sinistra nel vallone delle Cornacchie fino all’attacco della Ferrata Ricci, su pendio detritico (1h 15′ dall’ovovia).

    ▲Il percorso

    Si attacca su una placca diagonale non difficile fino a una forcella dove il cavo termina momentaneamente; si devia a sinistra lungo una breve cengia e un tratto detritico dove riprendono le attrezzature. Si risale una parete inclinata, faticosa ma non difficile, che porta al tratto più suggestivo: un esposto balcone sulla Paretona est del Gran Sasso, 1300 metri di parete di rara imponenza. Si costeggia questo orlo fino a riattaccare la salita lungo un esposto spigolo di circa 30 metri (passaggio chiave), molto aereo ma con buoni appigli che favoriscono l’arrampicata; pochi metri sopra il cavo termina sull’anticima nord (2700 m, 1h 15′ dall’attacco). Si prosegue su pareti esposte ma mai difficili fino a incrociare la via normale al Corno Orientale, si attraversa un’esposta forcella e si risalgono alcune roccette di I grado fino in vetta al Corno Orientale (30′ dal termine della ferrata, 1h 45′ dall’attacco, 3h dall’ovovia).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via Moderatamente Difficile, con un esposto spigolo come passaggio chiave; le difficoltà tecniche restano contenute, ma l’ambiente è d’alta montagna e impegnativo.

    ⚠ Non è raro trovare neve anche in stagione avanzata: in tal caso la difficoltà cambia radicalmente e l’itinerario è da riservare a escursionisti esperti e attrezzati. La discesa per la via normale richiede particolare attenzione nei tratti non attrezzati in disarrampicata. Verificare l’apertura dell’ovovia di Prati di Tivo prima di partire.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta quota per la piena estate (quota massima 2903 m). Cartografia: carta del Gran Sasso d’Italia.

    ▲Discesa

    Due opzioni: ripercorrere a ritroso l’intero itinerario inclusa la Ferrata Ricci (più sicuro), oppure scendere per la via normale, più breve ma tecnicamente più complessa. Per la via normale, dalla vetta si torna al bivio con la ferrata e si seguono i segnavia tondi biancorossi: prima roccette di I grado, poi un esposto e insidioso camino con passaggi di II grado in disarrampicata; quindi un facile sentiero porta alla parte terminale del Ghiacciaio del Calderone, al bivio per il Corno Occidentale e alla Sella dei Due Corni, da cui si scende al Rifugio Franchetti (1h 15′ dal termine della ferrata, 4h 15′ totali) e poi all’ovovia (5h 30′ totali).

    ▲Da abbinare

    La Ricci si concatena facilmente con le vicine Ferrata Danesi e Ferrata Ventricini al Corno Piccolo (anello lungo, consigliato il pernottamento al Franchetti); dalla Sella dei Due Corni si raggiungono la Ferrata Brizio e il Bivacco Bafile con l’omonima ferrata. Sul versante sud il Sentiero del Centenario e la Ferrata Famigliari; a nord la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata470 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max2903
    • Lunghezza8,4 Km
  • Ferrata Danesi al Corno Piccolo

    Ferrata Danesi al Corno Piccolo

    Vie Ferrate › Abruzzo › Teramo
    Ferrata Danesi al Corno Piccolo

    La Ferrata Danesi risale il Corno Piccolo nel massiccio del Gran Sasso, spesso in prosecuzione del Sentiero Attrezzato Ventricini. Percorre in parte la via normale al Corno Grande e prosegue tra funi e scalette verso il Corno Piccolo; per la cima servono alcuni passi di I e II grado non attrezzati.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dai Prati di Tivo (A24 Roma-Teramo, uscita San Gabriele-Colledara, SP 491 fino a Montorio al Vomano e SS 80 verso L’Aquila fino al bivio per Prati di Tivo) (punto di partenza su Google Maps). L’itinerario consigliato sale con la funivia verso la Madonnina; a un bivio si tiene la destra seguendo il sentierino a mezzacosta che porta al Sentiero Attrezzato Ventricini. Terminato il Ventricini (2h dalla funivia) si arriva a un bivio non segnalato: a sinistra sale la via normale al Corno Piccolo, mentre si prosegue dritti lungo una salita ripida e sdrucciolevole; in poco una scritta sulla roccia e una targhetta metallica segnalano l’attacco (2h 15′ dalla funivia). In alternativa, dal primo bivio si può raggiungere l’attacco passando dal Rifugio Franchetti, la Sella dei Due Corni e il Vallone dei Ginepri (2h 45′ dalla funivia).

    ▲Il percorso

    La via risale subito un ripido sentiero ghiaioso e una serie di saliscendi che portano all’inizio delle attrezzature, poi una serie di ripidi canali rocciosi con cavo e scalette talvolta esposte; in molti punti è piacevolmente arrampicabile, sul II grado, salvo un paio di passaggi più impegnativi. Nel 2019 la via è stata ammodernata: il nuovo tracciato non entra più nel caratteristico “buco” (il sasso incastrato del vecchio percorso, ora dismesso) ma sale su una placca appoggiata a sinistra e prosegue su roccette ora protette. Si scendono alcuni metri sul versante opposto e si risale un passaggio tra due massi incastrati, dopo il quale terminano le attrezzature; pochi metri in piano tra risalti rocciosi portano a un intaglio superato con una corda fissa e, in diagonale, alla vetta del Corno Piccolo (1h dall’attacco, 3h 15′ dalla funivia).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata di media difficoltà (Difficile) salvo un paio di passaggi più duri, ma il vero aspetto da non sottovalutare è l’ambiente alpino, soprattutto in discesa lungo la via normale.

    ⚠ La via normale di discesa presenta passaggi di I e II grado NON protetti: richiede passo fermo, assenza di vertigini e dimestichezza con la disarrampicata. Assolutamente sconsigliata con tempo incerto. La funivia dei Prati di Tivo è risultata chiusa (estate 2021): verificare prima il funzionamento degli impianti.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta montagna da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta. Cartografia consigliata: carta del Gran Sasso d’Italia.

    ▲Discesa

    La discesa avviene per la ripida via normale, con i passaggi non protetti di I e II grado (45′ dal termine della ferrata); si ripercorre poi a ritroso l’andata, incluso il Sentiero Ventricini, fino alla funivia (2h 30′ dal termine della ferrata, 5h 45′ totali).

    ▲Da abbinare

    La Danesi è il naturale proseguimento del Sentiero Attrezzato Ventricini. Sul versante sud del Corno Grande si trovano la Ferrata Brizio e la Ferrata del Bivacco Bafile; nella parte settentrionale del massiccio la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso – Corno Piccolo
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata180 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max2655 m
    • Lunghezza6,4 Km
  • Ferrata Bivacco Bafile

    Ferrata Bivacco Bafile

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Ferrata Bivacco Bafile
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Questo itinerario conduce al Bivacco Bafile, a 2.669 m sulla cresta sud-est della Vetta Centrale del Corno Grande, costruito dalla sezione dell’Aquila del CAI nel 1966: struttura sempre aperta, con 9 posti letto. Il tratto ferrato, di recente ristrutturazione, è facile e rilassante, ma l’ambiente è quello severo dell’alta montagna del Gran Sasso.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza Campo Imperatore (punto di partenza su Google Maps). Da Roma o Teramo: A24 fino al casello di Assergi, poi SS17bis per Fonte Cerreto e quindi al parcheggio di Campo Imperatore; da Fonte Cerreto è possibile salire in funivia (verificare sempre orari e ultima corsa). Da Pescara: A25 fino a Popoli, poi SS17 verso L’Aquila e Assergi. Dall’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (2.130 m) si percorre il sentiero 101 fino alla Sella di Monte Aquila (2.335 m), poi il sentiero 104 passando per la Sella di Corno Grande (2.421 m) e il Sassone (2.560 m). Proseguendo sul 104 si raggiunge il bivio per la ferrata Bafile (1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Al bivio si devia a destra, verso il bivacco Bafile e la Forchetta del Calderone. Il tratto ferrato, recentemente ristrutturato, non presenta particolari difficoltà tecniche: gli appigli sono abbondanti e buoni e consentono di progredire senza necessità di trazionare sul cavo. Nella prima parte si incontra un’esposta scaletta di nove gradini sospesa sopra un importante strapiombo, poi pronunciati spacchi orizzontali da superare abbassandosi e un semplice passaggio su placca diagonale. Subito dopo si entra in un ampio bacino di ghiaie sul versante sud del Corno Grande, dove si cammina obliquamente in leggera discesa; il sentiero cala di poco fino alle rocce sulla cui sommità sorge il bivacco. Un ultimo tratto di facili roccette chiude la salita (2h dal Sassone, 3h 30′ totali, quota 2.669 m). Splendida la vista dal pianoro.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata facile e panoramica, ma inserita in un contesto d’alta quota con lungo avvicinamento. Difficoltà complessiva: Moderatamente Difficile.

    ⚠ Estrema attenzione in presenza di neve e ghiaccio (periodo invernale e inizio stagione). Seguire sempre i segnali CAI bianco-rossi: poco oltre il bivacco si stacca un sentiero alpinistico segnalato in giallo-rosso, da non confondere con la via.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta montagna: stagione estiva con terreno asciutto. Un’esperienza suggestiva è salire nel tardo pomeriggio e pernottare al bivacco per godere tramonto e alba. Per la cartografia si consiglia la carta del Gran Sasso d’Italia.

    ▲Discesa

    Si ripercorre la ferrata a ritroso e si torna per lo stesso itinerario dell’andata fino a Campo Imperatore (2h dal Bivacco Bafile, 5h 30′ totali). In alternativa, giunti alla Sella di Monte Aquila, si può seguire il sentiero 161 verso il rifugio Duca degli Abruzzi.

    ▲Da abbinare

    Nel Gran Sasso, di recente ristrutturazione: la Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi al Corno Piccolo, la Ferrata Ricci al Corno Orientale, lo storico Sentiero del Centenario con la Ferrata Famigliari e, a nord, la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso d'Italia
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario539 m
    • Quota max2669 m
    • Lunghezza9,8 Km
  • Ferrata Bertona

    Ferrata Bertona

    Vie Ferrate › Abruzzo › Pescara
    Ferrata Bertona
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Bertona e la prima via ferrata costruita sul versante pescarese del massiccio del Gran Sasso (inaugurata nel settembre 2025), sopra Montebello di Bertona. E piuttosto breve e di stampo moderno, con abbondanti staffe che annullano le difficolta tecniche; alcuni tratti sono esposti ma mai difficili, e avvicinamento e rientro sono agevoli.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e lungo la strada che da Montebello di Bertona sale verso Villa Celiera, prima asfaltata e poi sterrata nel bosco: dopo circa 5 km si incontrano una tabella informativa e i cartelli per la ferrata. Dai cartelli si sale un sentiero a destra che in 5 minuti nel bosco porta all’attacco. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La via e di stampo moderno, ricca di staffe e sostegni metallici fin dai primi metri. Subito dopo l’attacco un passaggio (sempre con abbondanti staffe) richiede maggiore tecnica e forza di braccia; superati i primi metri si segue a destra un traverso e si oltrepassa un piccolo ponte di circa 3 metri a due cavi. Si raggiunge una cengia da cui ammirare il bel panorama, poi si prosegue su una parete verticale fino al “dente”, la parte piu esposta della via; si scende di alcuni metri e si sale l’ultimo tratto fino al termine delle attrezzature (circa 1 ora dall’attacco, 1 ora e 10 dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Via moderna e divertente, con difficolta tecniche contenute grazie alle staffe e qualche tratto esposto ma sempre gestibile: una buona scelta anche per chi ha poca esperienza ma vuole un po’ di esposizione.

    ▲Discesa

    Si seguono il sentiero e i cartelli presenti che, con un itinerario ad anello, riportano al parcheggio (circa 15 minuti dal termine, circa 1 ora e 30 in totale).

    ▲Da abbinare

    La zona del Gran Sasso e ricchissima di vie ferrate: al Corno Piccolo il Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi; sul Corno Grande la Ferrata Brizio, la Ferrata Ricci e la Ferrata al Bivacco Bafile, oltre alla Ferrata dei Ginepri che collega i due corni; sul versante aquilano il lungo Sentiero del Centenario con la Ferrata Famigliari; a nord la Ferrata dei Piceni.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoAppenino Abruzzese
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario150 m
    • Quota max1.200 m
    • Lunghezza1 Km
  • Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    La Ferrata dei Ginepri (ex Ferrata Brizio) collega i versanti nord e sud del Corno Grande del Gran Sasso (provincia de L’Aquila, Abruzzo), evitando la salita per la via normale o la direttissima. È un itinerario di media difficoltà che si svolge a mezzacosta, con alcuni tratti decisamente esposti e una caratteristica successione di scale metalliche: tecnicamente non difficile, ma in ambiente d’alta quota e di grande respiro.

    ⚠ Stato da verificare prima di partire. Dopo il rinnovo delle attrezzature nel 2018, una slavina invernale ha danneggiato una delle scale e, secondo la relazione, la via non risulta ufficialmente aperta/collaudata, pur essendo l’attrezzatura in buono stato e la scala non gravemente danneggiata. Essendo la via prevalentemente esposta a nord, a inizio stagione è frequente trovare un nevaio nel canalone (circa al 30% del percorso): può essere ghiacciato e rendere necessari ramponi e, in certe condizioni, corda. Valutare condizioni e agibilità aggiornate prima di intraprendere l’itinerario.
    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è Campo Imperatore. Da Roma o Teramo: A24 fino al casello di Assergi, poi SS 17bis per Fonte Cerreto e quindi fino al parcheggio di Campo Imperatore; in alternativa si può lasciare l’auto a Fonte Cerreto e salire in circa 7 minuti con la funivia (verificare sempre orari e giornate di apertura per non perdere l’ultima corsa). Da Pescara: A25 fino a Popoli, poi SS 17 verso L’Aquila e Assergi (apri il punto di partenza su Google Maps). Da Campo Imperatore si raggiunge la Sella di Monte Aquila (2423 m) per il turistico sentiero 101, ignorando le deviazioni a sinistra per il Rifugio Duca degli Abruzzi. Alla sella si tiene il sentiero 103 a sinistra, verso nord in direzione della Sella del Breccecaio, ignorando il 104 che a destra porta alla Sella del Corno Grande. A un bivio successivo si prosegue dritti (a sinistra si va al Rifugio Garibaldi) e, sempre sul 103 che taglia le pareti meridionali del Corno Grande, si raggiunge la Sella del Brecciaio (2506 m, circa 1 ora e 15 minuti da Campo Imperatore), dove si attacca la ferrata.

    ▲Il percorso

    La via ha uno sviluppo particolare: nella prima parte si perde quota fino a un punto a valle, per poi risalire sul versante nord del Corno Grande. Si segue il sentiero fino al cavo metallico, che corre sulla sinistra e scende in diagonale su una rampa inclinata e poi su un colatoio ricco di appoggi. Si scende a una stretta cengia, si aggira uno spigolo e, lungo una cengia diagonale, si raggiunge la prima scaletta metallica; scesa questa, un’ampia cengia conduce a una seconda scala più lunga, da scendere in forte esposizione; dopo un breve tratto di collegamento a sinistra si scende un’altra scala. Le scale non hanno difficoltà tecniche ma sono esposte e adrenaliniche. Al termine si incontra generalmente il nevaio: lo si può attraversare, oppure risalire il tratto tra nevaio e roccia con un paio di passi di arrampicata libera, oppure scendere su sfasciumi e attraversarlo a valle risalendo sul versante opposto; la scelta dipende dalle condizioni. Il nevaio segna la fine della discesa e l’inizio della risalita: si sale in divertente arrampicata uno spigolo ben appigliato, si prosegue su una cengia e un breve tratto in discesa, quindi in diagonale si risale la parete fino a un traverso in salita e agli ultimi tratti, fino al termine delle attrezzature (1 ora e 15 minuti dalla Sella del Brecciaio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche contenute (2/5), ma complessità ambientale, esposizione e impegno fisico attorno al 3/5, complici la quota, la lunghezza dell’itinerario e i tratti esposti sulle scale. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco; a inizio stagione anche ramponi (ed eventualmente corda) per il nevaio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Da preferire l’estate e l’inizio autunno, quando il nevaio è ridotto o assente; verificare comunque le condizioni aggiornate vista la situazione di agibilità non ufficiale. La via è particolarmente utile per concatenamenti e per i rientri lunghi dai due Corni. Un cenno di storia: la ferrata fu costruita negli anni ’50 per facilitare l’accesso al Corno Piccolo dal versante aquilano ed era intitolata all’alpinista Guido Brizio; nel 2023 il CAI di Teramo ha deciso di rinominarla Ferrata dei Ginepri.

    ▲Discesa

    Tralasciando il ritorno a ritroso sulla ferrata, il rientro più breve prosegue in salita verso la Sella dei Due Corni (2547 m); da qui si tiene la destra seguendo i bolli biancorossi in salita ripida, con un paio di passaggi di arrampicata libera (I grado), fino al Passo del Cannone (2679 m), molto panoramico. Si prosegue a destra sulla traccia 103 in direzione sud-ovest per una decina di minuti fino alle indicazioni (segnavia 154) della Via Normale per la vetta del Corno Grande (2912 m, salita facoltativa, circa 1 ora andata e ritorno, non conteggiata nei tempi). Ignorando la Via Normale si resta sul 103 in discesa; a un nuovo bivio si ignora il 154A (Cresta Ovest) e si scende fino alla Sella del Brecciaio (circa 2 ore e 30 minuti dal termine della ferrata). A ritroso per il sentiero di avvicinamento si rientra a Campo Imperatore (40 minuti, circa 5 ore e 30 minuti complessivi), eventualmente con sosta al Rifugio Duca degli Abruzzi o al Garibaldi.

    ▲Da abbinare

    L’itinerario si abbina spesso ad altre vie dei due Corni per collegare i versanti del Corno Grande. Verso il Corno Piccolo: il Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi. Sul Corno Grande la Ferrata Ricci e la Ferrata al Bivacco Bafile. Sul versante aquilano il lungo Sentiero del Centenario (con la Ferrata Famigliari) e, a nord, la Ferrata Bertona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:15 h
    • Durata ferrata1:15 h
    • Itinerario totale5:30 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario779 m
    • Altitudine massima2912 m
    • Lunghezza13 Km
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