Regione: Emilia-Romagna

  • Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › RE
    Groppi di Camporaghena e Monte Alto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    I Groppi di Camporaghena e il Monte Alto (1904m) rappresentano l’angolo piรน alpino dell’Appennino tosco-emiliano: un lungo itinerario con tre sezioni attrezzate su Monte Alto al triplice confine tra le province di Reggio Emilia, Parma e Massa-Carrara.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza รจ Succiso Nuovo, piccola frazione del comune di Ventasso in provincia di Reggio Emilia (RE), raggiungibile percorrendo la strada che sale da Busana o da Collagna verso l’alta valle del Secchia. Si parcheggia al paese e si imbocca il segnavia CAI 653 che porta verso l’alta quota. L’avvicinamento richiede circa 3 ore: il sentiero attraversa il Torrente Liocca e risale verso il pianoro di Camporaghena, zona di pascoli d’alta quota al confine provinciale RE/PR/MS.

    Il percorso

    Da Succiso Nuovo si risale per il segnavia 653, attraversando il Torrente Liocca e guadagnando quota verso i panoramici Groppi di Camporaghena. I tre tratti attrezzati si trovano sulla cresta di Monte Alto (1904m) e superano le sezioni piรน ripide e rocciose dell’itinerario con circa 2h30′ di percorso attrezzato (dislivello ferrata: 100m). Il paesaggio ha una morfologia che ricorda per certi versi le aree prealpine, con pareti verticali inusuali per l’Appennino settentrionale. La quota massima รจ 1904m.

    Carattere e difficoltร 

    Itinerario impegnativo principalmente per la lunghezza eccezionale (16km, 9 ore totali, 1325m di dislivello complessivo) e l’isolamento dell’ambiente. Le tre sezioni attrezzate su Monte Alto non sono mai tecnicamente estreme ma la stanchezza accumulata nelle 3 ore di avvicinamento le rende piรน significative. L’ambiente dell’Appennino tosco-emiliano a questa quota รจ selvaggio e lontano da servizi. Difficoltร : Moderatamente Difficile. Non adatto a principianti per la durata e l’isolamento.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a ottobre. La lunghezza richiede partenza mattutina per completare l’itinerario con la luce del giorno (9 ore). L’isolamento del percorso impone di portare con sรฉ acqua, cibo e abbigliamento per ogni condizione meteorologica. In caso di maltempo la discesa puรฒ risultare complicata. Verificare le condizioni della neve in quota in tarda primavera.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita invertito, scendendo da Monte Alto verso i Groppi di Camporaghena e poi lungo il segnavia 653 a Succiso Nuovo. Il tempo totale dell’escursione andata e ritorno รจ di circa 9 ore.

    Da abbinare

    Il Monte Alto e i Groppi di Camporaghena si trovano in un’area poco frequentata dell’Appennino reggiano-parmense, adatta a chi ama l’escursionismo in ambienti selvaggi e lontani dalla folla. Nelle vicine Alpi Apuane (versante toscano) sono presenti ferrate piรน tecniche e spettacolari. L’Alta Via dei Parchi percorre questa zona dell’Appennino settentrionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario1325 m
    • Quota max1904 m
    • Lunghezza16 Km
  • Ferrata di Rocca di Badolo (Contrafforte Pliocenico)

    Ferrata di Rocca di Badolo (Contrafforte Pliocenico)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Bologna
    Ferrata di Rocca di Badolo (Contrafforte Pliocenico)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata di Rocca di Badolo risale il Contrafforte Pliocenico sopra Badolo, nell'Appennino bolognese. La caratteristica roccia di arenaria, coperta da un sottile strato di sabbia e di per sé piuttosto liscia, è la nota dominante: corta ma con qualche passaggio da non sottovalutare, è un'ottima palestra per migliorare la tecnica di arrampicata.

    ▲Avvicinamento

    Si esce dall'A1 a Sasso Marconi, si gira a sinistra sulla SS 325 e poi a destra verso Badolo; si risale la provinciale per 9 tornanti e si parcheggia a bordo strada (al nono tornante una tabella illustrativa; la parete è già ben visibile). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si costeggia in salita un campo coltivato fino al bosco, si prosegue dritti verso la parete e, raggiuntala, si tiene la sinistra: in pochi metri si trova l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via si articola in tre parti. (1) Si risale una prima parete inclinata fino a un diedro con scala a pioli; al termine una parete leggermente strapiombante richiede attenzione (10' dall'attacco / 20' dal parcheggio). (2) Si sale verticali su parete liscia con fessure intagliate, poi con l'aiuto di staffe e fori artificiali; una breve scala strapiombante butta in fuori ma, vista la brevità, non crea difficoltà atletiche. Si raggiunge un ampio terrazzo (a destra le soste delle vie d'arrampicata, a sinistra prosegue la terza parte). (3) Una parete di 6 metri (aggirabile a sinistra) butta leggermente in fuori: senza corda serve attenzione, perché in caso di caduta si rischia di battere sotto. Un breve tratto ripido di sentiero porta all'ultima parete, il diedro finale, il punto tecnicamente più impegnativo: la posizione di cavo e appigli spinge verso l'esterno e impone di arrampicare; è stretto in alcuni punti e richiede passo fermo e un minimo di tecnica, ma è breve (8 metri) e poco faticoso. Si conclude con una scala a pioli che porta in cima al pianoro sommitale (30' dall'attacco / 40' dal parcheggio).

    Dal 2022 esiste una variante più impegnativa, il «Traverso dei Magnifici 4» (dedicato a Oscar Belotti, Nando Stagni, Augusto Righi e Otello Olivini): un traverso orizzontale in forte esposizione che taglia il paretone di Badolo Alto. Si stacca a metà della terza sezione, evita il diedro finale e non porta in cima a Rocca Badolo; può essere percorso anche in senso inverso a fine itinerario, scendendo dalla cima fino alle vie di Badolo Altissimo (versante sud) e seguendo il cartello presso i monotiri, in senso orario, per poi risalire il diedro finale. È classificato «Difficile» e si percorre in circa 5 minuti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario non complesso ma con passaggi da non sottovalutare per la natura dell'arenaria, liscia e sabbiosa. Costruita nel 1976 per agevolare l'accesso ai settori d'arrampicata di Badolo Medio e Alto, ammodernata dal CAI di Bologna nel 2015, con il Traverso dei Magnifici 4 aggiunto nel 2022.

    ⚠ Sul Traverso dei Magnifici 4 conviene una longe per la scarsità di soste. Attenzione assoluta a non smuovere sassi, soprattutto se ci sono arrampicatori nella falesia sottostante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (massima 476 m): percorribile praticamente tutto l'anno, ottima come allenamento. Dislivello della ferrata 100 m, sviluppo dell'itinerario circa 2,5 km.

    ▲Discesa

    Dal pianoro sommitale si scende dal lato opposto seguendo le tracce ripide nel bosco fino a un sentiero a mezzacosta, che si prende a destra; in pochi minuti si raggiunge una chiesetta e, per mulattiera, in 10 minuti la provinciale. Si scende ancora per un paio di tornanti fino all'auto (20' dal termine / 1h dall'inizio dell'itinerario).

    ▲Da abbinare

    Per chi arriva da nord-ovest sull'A1, si combina bene con la Ferrata Pietra Nera (uscita Salsomaggiore-Fidenza). Nell'Appennino emiliano, alla Pietra di Bismantova, la Ferrata degli Alpini e la recente Ferrata Ovest; verso la Toscana la Ferrata Sant'Antone (Pisa) e la Ferrata Romana Nesi (Arezzo).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoContrafforte Pliocenico
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario225 m
    • Quota max476 m
    • Lunghezza2,5 Km
  • Ferrata di Pietra Nera

    Ferrata di Pietra Nera

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Parma
    Ferrata di Pietra Nera

    La Ferrata di Pietra Nera risale una curiosa montagnetta di roccia ofiolitica scura tra le colline parmensi, a pochi chilometri da Salsomaggiore Terme. È un itinerario breve ma sorprendentemente vario, diviso in tre sezioni dal carattere completamente diverso; la quota modesta (vetta a 677 m) la rende percorribile praticamente tutto l'anno.

    ▲Avvicinamento

    Da Salsomaggiore Terme si imbocca la SP359 in direzione di Bardi e si svolta a destra al bivio per la borgata di Grotta (circa 40' dal casello A1 di Salsomaggiore-Fidenza). Attraversato il paese, poco prima della deviazione per Case di Pietra Nera, si lascia l'auto nelle piazzole lungo la strada; sul lato opposto, oltre una sbarra, parte un sentiero CAI non numerato segnato in bianco-rosso — non esiste alcun cartello per la ferrata. Punto di partenza su Google Maps. Si segue il sentiero nel bosco e, aggirati alcuni risalti rocciosi, in una decina di minuti si raggiunge l'attacco.

    ▲Il percorso

    La via si articola in tre sezioni nette. La prima è ferrata vera e propria: si sale un diedro iniziale non banale, poi una placca più appoggiata; segue un liscio traverso orizzontale da percorrere in aderenza, si scavalca uno spigolo e si arriva al passaggio chiave, un traverso con la catena bassa, da affrontare con scioltezza e da chiudere rapidamente (15' dall'attacco, 25' dal parcheggio). La seconda sezione non è attrezzata: è un tratto da salire in arrampicata libera su balzi rocciosi di difficoltà crescente, protetti da spit — prima alcune roccette di I grado, poi uno sperone di II e infine un diedro di III (10', 35' dal parcheggio). La terza torna ferrata: si aggira uno spigolo, si sale una facile rampa diagonale e si arriva a una lama di roccia, dove si può scegliere — a sinistra la linea facile, con alcune staffe metalliche, che porta in vetta senza problemi; a destra la variante difficile, che affronta la lama senza appigli artificiali e richiede buona tecnica perché la catena tende a spingere in fuori. Le due linee si ricongiungono oltre uno spigolo e in pochi minuti si chiude la breve via (5', 40' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Pur corta e di quota bassa, non va presa sottogamba. Tre passaggi tecnici, se affrontati senza appoggiarsi alla catena, richiedono buona tecnica d'arrampicata, e la sezione centrale va salita in libera (I-III) su spit.

    ⚠ Itinerario tecnico nonostante la brevità: casco, set da ferrata e dimestichezza con la roccia sono indispensabili. Sconsigliata con roccia bagnata, che rende infidi i traversi in aderenza e la lama finale.
    ▲Periodo e sicurezza

    A 677 m di quota è praticabile quasi tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali; da evitare dopo la pioggia.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Monte Pietra Nera (677 m) si scende in due modi: a destra lungo il crinaletto fino alla strada provinciale e di nuovo a destra giù all'auto (15', 1h dal parcheggio); oppure a sinistra per il sentiero CAI fino alla sella tra Pietra Nera e Monte Canate, poi a destra su una mulattiera fino alla macchina (15').

    ▲Da abbinare

    A soli 40' dall'uscita autostradale, è perfetta come tappa di passaggio. Nei dintorni dell'Appennino tra Emilia e Liguria: Ferrata Mazzocchi e Ferrata Adolfo Ferrari al confine tra Piacenza e Genova, la Ferrata Deanna Orlandini, la Ferrata del Barranco del Dolo, la Ferrata Monte Penna e le vie della Pietra di Bismantova.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Molto Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Parmense
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)1:00
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario150 m
    • Quota max677 m
    • Lunghezza1,7 Km
  • Ferrata Ovest o dell’Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    La Pietra di Bismantova è una singolare formazione rocciosa dell'Appennino reggiano, nota agli arrampicatori per oltre 80 vie. Dal 2017 la parete Ovest ospita questa facile ferrata, ideale per chi vuole approcciarsi alle vie attrezzate.

    ▲Avvicinamento

    Partenza dal Piazzale Dante a Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia), raggiungibile dalla SS 63 del Cerreto seguendo le indicazioni per la Pietra di Bismantova. Punto di partenza su Google Maps. Dal piazzale si risale la scalinata, si raggiunge e si costeggia il Rifugio della Pietra e si segue il sentiero principale CAI 697 verso il pianoro sommitale, lungo imponenti pareti d'arrampicata; dopo circa 20' un cartello indica a sinistra l'imbocco della ferrata, raggiunta in pochi metri di discesa.

    ▲Il percorso

    La via è divisa in due parti. La prima è una lunga cengia con facili sali-scendi, dove spesso il cavo funge da corrimano: ideale per prendere dimestichezza con la progressione; al suo termine (15' dall'attacco) si può eventualmente tornare indietro. La seconda parte è più verticale e divertente: si attacca una placca abbastanza verticale, con passaggi che richiedono più attenzione ma ben attrezzati con maniglie e cambre; segue un facile traverso e una rampa, al termine della quale si scende un paio di metri fino al libro delle firme. La salita si chiude con una cengia inclinata e un ultimo salto, reso facile da maniglie e cambre, fino al termine delle attrezzature (30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata facile, perfetta come prima esperienza; chi ha buona esperienza può percorrerla anche in discesa, magari dopo aver salito la più complessa Ferrata degli Alpini sulla parete Est.

    ⚠ Durante il rientro è bene non togliere il casco fino al Rifugio della Pietra: non è raro vedere cadere sassi dalle pareti.
    ▲Storia

    La Ferrata dell'Ultimo Sole è stata inaugurata nel 2017 dal CAI di Castelnovo ne' Monti e installata dalle Guide La Pietra.

    ▲Discesa

    Si prosegue dritto sui prati sommitali innestandosi sul CAI 697, che verso destra scende a Piazzale Dante (20' dal termine). In alternativa, a sinistra, si può raggiungere la parete Est per osservare la parte finale della Ferrata degli Alpini (10' dal termine della Ferrata Ovest).

    ▲Da abbinare

    Si concatena con le altre vie di Bismantova: la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Orto del Mandorlo (con cui forma un classico anello). Nei dintorni, in giornata: Ferrata Balze del Malpasso (~24 km), Ferrata Monte Penna (~42 km) e Ferrata Barranco del Dolo (~38 km).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Facile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoPietra di Bismantova
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota max1046 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)

    Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Orto del Mandorlo è una via recente che sale l'arenaria della Pietra di Bismantova, sopra Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia). Condivide il primo tratto con la storica Ferrata degli Alpini e prosegue poi su un settore noto per roccia non sempre di qualità: presenta passaggi facili con due tratti moderatamente difficili, il più bello sul pilastrino centrale.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Piazzale Dante, ai piedi della Pietra, raggiungibile da Castelnuovo ne' Monti (SS 63 del Passo del Cerreto) seguendo le abbondanti indicazioni per la Pietra di Bismantova. Punto di partenza su Google Maps. Dal piazzale si risale la scalinata verso il Rifugio della Pietra; dopo pochi metri un cartello CAI sulla destra indica la ferrata. Si costeggiano per circa 10' le imponenti pareti d'arrampicata, si entra in un anfratto roccioso e, lungo esposti terrazzini erbosi, si raggiunge il primo tratto attrezzato (15' dal parcheggio). Vista la poca comodità all'attacco, conviene indossare l'imbrago già al piazzale.

    ▲Il percorso

    La prima sezione è in comune con la Ferrata degli Alpini ed è fatta di sali-scendi con due passaggi impegnativi: una parete appoggiata gradevole in arrampicata sull'arenaria, poi, aggirato uno spigolo, un canale di discesa di una decina di metri (passaggio chiave, ben infisso, con un cono di gomma aggiunto nel 2019) che richiede piede fermo. Si raggiunge una grotta da affrontare in discesa, semplice se studiata, dopo la quale un sentiero a segni bianco-rossi costeggia un paio di frane fino all'inizio della seconda sezione degli Alpini. Qui, invece di salire verso gli Alpini, si segue a destra un cartello CAI «Sentiero» verso un'evidente pietraia; a mezzacosta, seguendo poi una traccia alla base della parete, si raggiunge il cartello azzurro che indica l'attacco dell'Orto del Mandorlo (circa 40' dal parcheggio).

    I primi 50 metri salgono lo zoccolo su misto di terra, erba e rocce instabili (massima attenzione a non scaricare sassi sul sentiero sottostante): si sale in diagonale a destra fino a una radice con un breve passo in strapiombo, poi su placca appoggiata con passi d'aderenza mai difficili, badando più a non scivolare che a cadere. Una paretina più verticale, ricca di appoggi ma priva di staffe, porta a un breve traverso a destra e a una placchetta che chiude lo zoccolo. Si segue una cengia terrosa in orizzontale verso sinistra, si doppia uno spigolo risalendo un canalino e si traversa ancora a sinistra in lieve discesa fino al pilastrino, il tratto più bello: ci si sposta a sinistra in esposizione, si afferra una comoda cambra metallica e si sale in leggero strapiombo su ottimi appigli e appoggi. Usciti a destra dal pilastro, scavalcata una radice, si raggiunge un terrazzino terroso; una placchetta diagonale, un tratto in lieve strapiombo e un traverso a sinistra conducono alla placca sommitale, appoggiata e di buona roccia, che si risale anche in aderenza fino al termine delle attrezzature sul pianoro (circa 1h dal parcheggio). Di fronte si vede la scala finale della Ferrata degli Alpini.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via breve ma non banale: i tratti in comune con gli Alpini (discesa presso lo Spigolo dei Nasi e nella Grotta del Sambuco) sono moderatamente difficili; l'Orto del Mandorlo è per lo più facile con due passi moderatamente difficili. Nel complesso la Ferrata degli Alpini resta leggermente più difficile ed esposta.

    ⚠ Roccia non sempre di qualità e fondo terroso: un eventuale distacco di sassi cadrebbe sul sentiero di avvicinamento o sui tratti iniziali. Casco assolutamente obbligatorio; sconsigliato percorrere la via in discesa (rischio di scaricare detriti su chi sale).
    ▲Storia

    La via è stata installata nell'autunno 2023 dalle Guide della Pietra e ripercorre in parte la «Via del Campo», ardita salita in solitaria di G. Colombani: per la roccia scadente dello zoccolo e le difficoltà sostenute (VI+) contava pochissime ripetizioni ed era da anni abbandonata (si notano ancora vecchi spit artigianali). La direttrice, nella seconda parte, segue logicamente la fessura del pilastro.

    ▲Discesa

    Tre opzioni. La più semplice: dal termine si segue a sinistra la traccia fino all'ampio sentiero che attraversa il pianoro e scende per la via principale a Piazzale Dante (30'). Una variante più impervia raggiunge la parete sud dove terminano diverse vie d'arrampicata, con un paio di passi su roccette, e da l' al piazzale. Per i ferratisti, infine, si può scendere lungo la facile Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (inaugurata nel 2017), percorribile anche in discesa.

    ▲Da abbinare

    Le tre ferrate di Bismantova si concatenano in un bell'anello: oltre all'Orto del Mandorlo, la Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole e la Ferrata degli Alpini. Nei dintorni, in auto e in giornata: Ferrata Balze del Malpasso (~24 km), Ferrata Monte Penna (~42 km) e Ferrata Barranco del Dolo (~38 km).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoPietra di Bismantova
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max1046 m
    • Lunghezza4,00 Km
  • Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Sopra Civago, ultimo avamposto reggiano prima del Passo delle Radici, svetta la Penna di Civago: un profilo tagliente di pareti che salgono rapide verso i 1400 m. Su questa parete corre una ferrata corta ma difficile e atletica, dove i passaggi impegnativi aumentano via via dopo l'attacco.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal borgo Case di Civago (circa 1h 30' da Reggio Emilia o Modena), dove si parcheggia lungo la sterrata da cui partono i sentieri per i rifugi Battisti, Segheria e Bargetana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A piedi si prosegue sulla sterrata per circa 5', tenendo la Penna di Civago sulla destra, fino a un cartello con le indicazioni per la ferrata; presso una ripida traccia si sale seguendo segnavia bianchi e ometti, prima per una pietraia poi per ripidi sentieri, fino a un esposto traverso che porta all'inizio dell'attrezzatura (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via รจ marcatamente verticale: l'arenaria a volte รจ poco arrampicabile, ma pioli, maniglie e cambre sono ben disposti per facilitare la progressione. Si sale inizialmente su due diedri, poi un esposto spigolo e un impegnativo camino; terminato il camino si attraversa un sentiero erboso dove riposare prima della seconda parte, piรน dura. Questa attacca subito verticale con una parete leggermente strapiombante (circa 10 m) su difficoltร  sostenute, fino a una piccola cengia dove riprendere fiato prima del passaggio chiave: una pancia strapiombante su una paretina di 8 metri. Pur ben attrezzata, va affrontata con cautela e rapiditร  per non esaurire le forze nelle braccia; conviene studiare la disposizione delle maniglie prima di partire. Segue un'esposta placca di arenaria dove alcune staffe aiutano, ma รจ difficile evitare di trazionare il cavo in un paio di punti vista la roccia liscia. L'ultimo tratto ha difficoltร  contenute: in 5' si superano una paretina e una cengia esposta ma semplice, e la ferrata termina con bel panorama su Civago, sul lago di Fontanaluccia e sul Monte Giovarello (1h dall'attacco, 1h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Breve ma atletica: un paio di passaggi possono mettere in seria difficoltร  chi รจ inesperto o poco allenato. Peculiaritร : le difficoltร  aumentano dopo l'attacco, lasciando poche occasioni per interrompere la salita e tornare indietro.

    ⚠ Nell'estate 2018 sono state aggiunte due staffe nel passaggio chiave, che ne riducono sensibilmente la difficoltร . Resta una via fisica: valutare onestamente allenamento ed esperienza. Inaugurata nell'ottobre 2014.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da primavera ad autunno. Caschetto e progressione attenta su arenaria liscia.

    ▲Discesa

    Si continua per 5' in salita su ripido sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI. Si consiglia di proseguire a sinistra sul CAI 631 A verso la Cavallina (meno ripido e scivoloso del CAI 607, circa 40'), scendendo fino al CAI 605 che si prende verso sinistra; questa comoda mulattiera termina alla sterrata del parcheggio (2h 30' totali). Per acqua, il CAI 605 verso destra porta in 5' a una fonte.

    ▲Da abbinare

    A 4 km da Case di Civago la Ferrata Barranco del Dolo รจ il proseguo naturale. In giornata, in auto: Ferrata Balze del Malpasso, Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata145 m
    • Dislivello itinerario480 m
    • Quota max1505 m
    • Lunghezza5 Km
  • Ferrata Mazzocchi

    Ferrata Mazzocchi

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Piacenza
    Ferrata Mazzocchi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Mazzocchi è inserita in un itinerario paesaggisticamente appagante a cavallo fra le province di Piacenza e Genova, nella zona del Monte Nero. Le difficoltà sono contenute, con l'eccezione di un passaggio più impegnativo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo dello Zovallo (Piacenza), raggiungibile da Piacenza o da Chiavari (A12). Punto di partenza su Google Maps.

    Dal Passo (1405 m) si imbocca il sentiero 001 verso il Lago Nero, ignorando tutte le deviazioni fino al bacino (1541 m, 50'). Costeggiata la sponda nord si lascia il 001 e si prende il sentiero 011 verso Fontana Gelata; da qui il sentiero 007 verso il Bivacco Sacchi: si attraversa il torrente e si risale ripidi alla conca del Dente delle Ali, dove sorge il Bivacco Sacchi (7 posti in autogestione). Poco oltre si raggiunge l'attacco (5' dal bivacco, 1h 45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si parte con un tratto diagonale a sinistra di difficoltà contenute; dopo una rampa più ripida si affronta un esposto traverso attrezzato con cavo e catena, poi uno spigolo e la prima scaletta (pioli e catena, attenzione alla stabilità). Una cengia porta a un risalto, aggirabile a sinistra o superabile su parete leggermente strapiombante con staffe; si arriva a un'ampia cengia con via di fuga a sinistra. Proseguendo si supera una placca inclinata povera di appigli per aggirare uno spigolo esposto in aderenza (passaggio chiave). Si raggiunge un camino con due opzioni: a destra fino a una scala, oppure a sinistra su parete buia e un traverso esposto privo di appigli fino alla scala. Si completa la scala, un terrazzino, una cengia e un'ultima lunga scala; un salto di circa 3 m porta al pianoro del Groppo delle Ali (1689 m, 1h dall'attacco, 2h 45' dal parcheggio), con vista su Monte Nero, Monte Bue e Ragola.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata non lunga e di difficoltà moderate, ottima nelle mezze stagioni sia come escursione panoramica sia come allenamento in vista di vie alpine. I pini mughi accompagnano tutta la salita sul versante nord.

    ⚠ Il passaggio chiave (placca in aderenza per aggirare lo spigolo esposto) e il traverso del camino richiedono attenzione: la via di fuga sull'ampia cengia consente di evitarli.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota appenninica fino a circa 1750 m; ideale nelle mezze stagioni. Inaugurata nel 1979, è dedicata a un socio del CAI Piacenza scomparso alle Pale di San Martino nel 1975. Per la cartografia si consiglia la carta dell'Appennino Ligure-Emiliano / Monte Nero.

    ▲Discesa

    Dalla sommità: si può rientrare al Bivacco Sacchi per la via normale (segni bianco-rossi) e ripercorrere l'avvicinamento a ritroso (1h 30', 4h 15' totali), oppure dirigersi al Monte Bue (1771 m), poi per il sentiero 001 a Sella Costazza e il sentiero 003 fino al Monte Nero (1752 m), scendendo infine il crinale nord-est fino al sentiero 001 presso il Passo dello Zovallo (4h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Si concatena ad anello con la Ferrata Adolfo Ferrari: l'itinerario si allunga (circa 6h) ma, vista la lunga avvicinamento in auto, è una scelta logica e appagante.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoMonte Nero
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza12,2 Km
  • Ferrata Barranco del Dolo

    Ferrata Barranco del Dolo

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Barranco del Dolo

    Nei pressi di Civago, nell’alto Appennino Reggiano, la Ferrata Barranco del Dolo (inaugurata nel 2015) risale una lama di roccia di circa 200 metri che dal letto del torrente Dolo sale fino alla strada per il paese. Un itinerario breve ma appagante, in un ambiente splendido con il fiume alle spalle e una buona dose di passaggi verticali.

    ▲Avvicinamento

    Pochi km prima di Civago, dopo un tornante, un cartello indica l’inizio del sentiero (piu visibile per chi arriva da Civago che da Reggio Emilia). Arrivando da Reggio, superata la galleria, si trovano un paio di ampi slarghi sul lato sinistro dove lasciare l’auto; a piedi, guardando a sinistra, dopo una protuberanza rocciosa si vede il cartello e la traccia che scende nei boschi. L’avvicinamento e anomalo: invece di salire si scende, seguendo i segni bianchi lungo un ripido sentiero che in circa 20 minuti porta al letto del torrente e quindi all’attacco, letteralmente un paio di metri sopra il pelo dell’acqua. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si parte in obliquo guadagnando i primi metri fino a un paio di stacchi verticali che, pur non difficili, danno il tono della via e della roccia (arenaria compatta): gli strappi verticali sono impegnativi ma divertenti, con staffe provvidenziali dove la roccia e levigata. Superato un terzo tratto verticale, un ripido sentiero erboso porta davanti a una placca liscia da risalire in verticale con le maniglie. Segue un traverso dove riposare in vista del passaggio chiave (20 minuti dall’attacco): sull’esposto traverso orizzontale si aggira uno spigolo e si affronta un camino aperto privo di appigli, dapprima in spaccata sulla parete esterna opposta; poi la difficolta aumenta e diventa di fatto necessaria una trazione sul cavo (V grado senza trazionare), per circa 15 metri. Si raggiunge un’ampia cengia dove riposare, notando le chiodature della via di arrampicata sul lato opposto della lama (30 minuti dall’attacco). Un nuovo traverso orizzontale esposto, simile al precedente ma piu breve, si supera con un paio di trazioni decise sul cavo fino ad alcune maniglie e alla parte finale (45 minuti). Si chiude la placca e, con un leggero saliscendi sul filo di cresta sempre assicurato, si arriva al libro di vetta sotto l’ultima parte della lama (1 ora dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Difficolta complessiva moderata, ma le due placche verticali, esposte e prive di appigli nella parte finale alzano nettamente il grado e non vanno sottovalutate. L’attrezzatura e in ottimo stato. Ottima nelle mezze stagioni e, negli inverni miti, anche d’inverno.

    ⚠ Le due placche lische ed esposte e il camino di V grado rendono la via inadatta a persone inesperte o poco allenate. In certi periodi il torrente Dolo ha buona portata: attenzione nei metri di cengia prima dell’attacco.
    ▲Discesa

    Si segue l’evidente sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI presso alcune falesie, poi verso sinistra fino in prossimita della strada dove si e parcheggiato.

    ▲Da abbinare

    Spesso si abbina alla vicina Ferrata del Monte Penna (5 minuti d’auto, 30 di avvicinamento). Per completare il giro delle ferrate reggiane: Ferrata Balze del Malpasso (circa 45 minuti) e la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova (circa 1 ora).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaDifficile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata135 m
    • Dislivello itinerario235 m
    • Quota max950 m
    • Lunghezza1,7 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲Da abbinare

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max556 m
    • Lunghezza2,7 Km
  • Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Piacenza
    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    La Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla, inaugurata nel 2004, risale una panoramica cresta di balze e gendarmi fino alla vetta del Monte Roncalla (1683 m), nell’Appennino Ligure al confine fra Liguria ed Emilia. È una via facile e divertente, adatta sia ai neofiti sia ai ferratisti esperti che vogliono salirla in arrampicata usando il cavo solo come autoassicurazione; le difficoltà non sono mai sostenute, ma l’itinerario completo è lungo e impegnativo sul piano fisico.

    ▲Avvicinamento

    La cresta si può raggiungere da due versanti: da quello ligure, da Rocca d’Aveto (1280 m), oppure da quello piacentino, dal Rifugio Vincenzo Stoto presso il Passo Crociglia (1468 m, dove conviene parcheggiare se si sale da qui). Questa relazione descrive la salita dal versante ligure. Si raggiunge Santo Stefano d’Aveto e, oltrepassato il paese, si imbocca la strada che sale ripida a Rocca d’Aveto: si parcheggia presso il piazzale di partenza della seggiovia (apri il punto di partenza su Google Maps – 44.58562, 9.46976) e si imbocca una stradina asfaltata sulla sinistra. L’asfalto termina presto e, superato un cancello, si prosegue verso la Valle Tribolata, passando sotto le pareti del Groppo Rosso fino a incontrare i segnavia gialli triangolari. Prima della frana della Valle Tribolata compaiono le prime indicazioni per la ferrata; la traccia di salita è incerta e richiede attenzione. Dopo alcuni minuti si raggiungono le prime roccette, da affrontare in libera, fino all’attacco della ferrata (1h 15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata attacca rimontando uno sperone roccioso in cui si alternano tratti facili e di difficoltà moderata, che conviene affrontare arrampicando e usando il cavo solo come autoassicurazione. Segue un camino, leggermente più impegnativo nella parte iniziale; poi alcune attrezzature metalliche facilitano la progressione e conducono, tra roccette e selle, alla base di una placca ricca di appigli e fessure, ideale da arrampicare. Al termine della placca si arriva all’ultimo gendarme roccioso, che offre due opzioni: aggirarlo a sinistra lungo una traccia assicurata, oppure salire dritti l’esposto diedro (il passaggio chiave della via). Superato quest’ultimo risalto si prosegue sui prati che in breve portano in vetta al Monte Roncalla (40′ dall’attacco, circa 2 ore dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Facile, ha difficoltà tecniche e ambientali contenute (1/5), esposizione moderata (3/5) ma impegno fisico elevato (5/5) per la lunghezza complessiva dell’itinerario (circa 12 km e 1000 m di dislivello, soprattutto se concatenata con la vicina Ferrata Mazzocchi). È un’ottima via per iniziare o per divertirsi arrampicando in libera; non presenta mai difficoltà sostenute.

    ⚠ La traccia di avvicinamento è incerta e va seguita con attenzione; prima dell’attacco si superano alcune roccette in libera. Il passaggio chiave è l’esposto diedro dell’ultimo gendarme, evitabile a sinistra lungo la traccia assicurata. Restano obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario appenninico percorribile nella bella stagione con roccia asciutta e meteo stabile; in caso di pioggia o nebbia l’orientamento sull’avvicinamento e in cresta si complica. Va valutata la durata complessiva: la sola ferrata è breve, ma il giro completo è lungo. Si ricordi che si tratta di una montagna a quota media (1683 m), spesso ventosa e con possibili nevai a inizio stagione.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Roncalla ci sono due possibilità. La più rapida per rientrare a Rocca d’Aveto scende verso il vicino Groppo Rosso, prosegue al Prato della Cipolla e quindi a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal termine della ferrata, 3h 15′ dal parcheggio). La seconda, più lunga ma molto più appagante, include la Ferrata Mazzocchi: subito a destra si scende nella faggeta ignorando i bivi per Prato Cipolla e Monte Bue; al primo bivio si tiene ancora la destra e al successivo la sinistra, sempre in discesa, verso il Passo Roncalla (45′ dal termine della ferrata), dove si svolta a sinistra in direzione Lago Nero e Fontana Gelata. Si scende fino alla confluenza di due ruscelli e si segue il sentiero 007 verso il Bivacco Sacchi; dal bivacco si seguono le indicazioni per la Ferrata Mazzocchi, più difficile della Ferrari (1h 30′ dal termine della Ferrari, 3h 30′ dal parcheggio). La Mazzocchi risale la parete nord del Groppo delle Ali (45′ dall’attacco); dalla cima si scende per tracce fino alla pista da sci che porta al Rifugio Prato Cipolla, poi si tiene la destra scendendo a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal Groppo delle Ali, circa 5h 30′ totali).

    ▲Carattere storico

    La via è intitolata ad Adolfo (Alfo) Ferrari, originario della provincia di Cremona, campione del mondo di ciclismo nel 1947.

    ▲Da abbinare

    Il concatenamento naturale è con la Ferrata Mazzocchi al Groppo delle Ali, per un anello di circa 6 ore (soste incluse), vario e appagante. Più distanti per viabilità, ma abbinabili su più giorni, la Ferrata Deanna Orlandini e la Ferrata alla Pietra Nera.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:15 h
    • Durata ferrata0:50 h
    • Itinerario totale4:15 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Altitudine massima1689 m
    • Lunghezza12,2 Km
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