Regione: Liguria

  • Ferrata Deanna Orlandini – Rocche del Reopasso

    Ferrata Deanna Orlandini - Rocche del Reopasso

    Vie Ferrate › Liguria › Genova
    Ferrata Deanna Orlandini – Rocche del Reopasso

    La Ferrata Deanna Orlandini alle Rocche del Reopasso, sopra Crocefieschi (Genova), è un itinerario molto vario e impegnativo. Il pregio di trovarsi a bassa quota la rende percorribile gran parte dell’anno, ma non deve ingannare: diversi tratti sono atletici, esposti e difficili.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Crocefieschi, a circa 9 km da Busalla (casello A7 Genova-Milano). Si lascia l’auto nel parcheggio sulla sinistra poco oltre il distributore (punto di partenza su Google Maps). Si risale verso il distributore e si segue il segno marrone “Reopasso” attraversando il borgo; ignorato il bivio bianco per il Monte Cavallo, si resta sulla stradina e si incontrano i primi quadrati gialli. Si sale verso la cappella della Madonna della Guardia e poi verso le Rocche del Reopasso fino a una selletta tra il Monte Castello e l’Anchise, dove una bacheca illustra il percorso (conviene indossare l’imbrago). Qui si lascia il sentiero (via di rientro) e si sale a destra seguendo i segni arancioni fino a un’altra selletta dove, presso uno sperone, attacca la ferrata (30′ dall’auto).

    ▲Il percorso

    La via è divisa in quattro settori, ciascuno aggirabile tramite sentieri segnati in arancione. Primo settore (“Grillo”): si aggira a sinistra lo sperone e si entra in una gola attrezzata da risalire in spaccata, con doppia attrezzatura (cavo inferiore per l’autoassicurazione e cavo superiore come appiglio); crescendo l’esposizione si passa dal lato sinistro al destro e si risalgono circa 4 metri atletici, fra i passaggi più impegnativi della via, uscendo in cresta (circa 25′ dall’attacco). Secondo settore (“Biurca Sud”): dopo un breve sentiero si sale una bella placca appigliata e si raggiunge una cengia attrezzata; a un bivio si può seguire la cengia con i bolli arancioni fino al bivacco, oppure salire diretti la parete NE della Biurca (parete verticale senza staffe, con tratti strapiombanti e un esposto traverso orizzontale a sinistra) fino alla cresta della punta sud (1h dal termine del primo settore). Terzo settore: seguendo la freccia rossa in discesa dalla Biurca si percorrono facili cenge e pareti e un traverso in discesa mediamente impegnativo, fino a un bivio dove si può aggirare il ponte oppure attraversare il ponte delle scimmie (3 corde) fino alla base di un pilastro (30′ dal secondo settore). Quarto settore (“Carrega do Diao”), il più verticale e difficile: si risale il pilastro con buoni appigli ma tratti strapiombanti, cercando appoggi per le gambe per non affaticare le braccia, attenti al tetto sommitale che obbliga a procedere a S; un secondo risalto più facile chiude la via (circa 2h 30′ dall’attacco, circa 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La roccia di conglomerato è molto arrampicabile e in molti settori si può progredire arrampicando con il cavo come assicurazione; ciò non deve ingannare, perché la via è difficile (Molto Difficile) nonostante la bassa quota. Può tornare utile un rinvio per riposare nei tratti strapiombanti.

    ⚠ La zona è battuta per la caccia al cinghiale nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, nei giorni di mercoledì e domenica: meglio evitare quei giorni. Ogni settore è comunque aggirabile tramite i sentieri arancioni.

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota: percorribile gran parte dell’anno, evitando le giornate più calde. La via, realizzata nel 1978 dal Gruppo Escursionistico Busallese, è dedicata all’alpinista genovese Deanna Orlandini; in seguito è stata attrezzata anche la cresta sud della Cadrega del Diavolo.

    ▲Discesa

    Non togliere l’imbrago al termine: si scende la Carrega per un canale attrezzato su rocce inclinate, poi un sentiero tra gli alberi fino a una sella; al bivio si prende a sinistra, scendendo ripidi sul versante ovest, e per il crinale si torna alla Biurca Nord. Seguendo i segni gialli (quadrato vuoto) e alcuni tratti attrezzati si scende la via normale lungo la cresta ovest e la parete sud della Biurca: attenzione a seguire il sentiero di sinistra (quadrati gialli vuoti) e non quello di destra (quadrati pieni). Per un’esposta cengia con cavo corrimano si arriva a un’area picnic e quindi, a ritroso, a Crocefieschi (1h dal termine della ferrata, 4h totali).

    ▲Da abbinare

    Nei dintorni (circa 2h d’auto) le ferrate del Passo dello Zovallo, Ferrata Adolfo Ferrari e Ferrata Mazzocchi; a distanza simile la Ferrata degli Artisti in provincia di Savona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneLiguria
    • GruppoAppennino Ligure – Rocche del Reopasso
    • Avvicinamento0:25 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max959 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata degli Artisti

    Ferrata degli Artisti

    Vie Ferrate › Liguria › Savona
    Ferrata degli Artisti
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata degli Artisti risale la Costa dei Balzi Rossi fino alla cima del Bric dell’Agnellino, nelle Alpi Liguri. L’abbondanza di staffe e cambre tiene le difficolta tecniche su livelli moderati, ma un ponte tibetano da 40 metri e alcuni passaggi molto esposti alzano sensibilmente il tasso di adrenalina.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Isallo, vicino a Magliolo. Si esce a Finale Ligure e si sale verso il Colle del Melogno; giunti a Gorra si devia per Magliolo. Dal paese, nei pressi di una chiesa, si scende la stretta strada asfaltata verso la valle di Isallo; risalendo, in corrispondenza di una cascina l’asfalto lascia il posto allo sterrato (attenzione con le auto basse) e dopo un paio di chilometri si raggiunge una sbarra, dove conviene parcheggiare. A piedi si prosegue sullo sterrato, prima in discesa e poi in salita, fino a una curva da cui si seguono i bolli rossi: alcune facili roccette attrezzate portano all’attacco, circa 45 minuti dal parcheggio. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si attacca una parete verticale con alcuni tratti strapiombanti, superabili agevolmente grazie alle numerose staffe. Un corto traverso orizzontale verso sinistra introduce a una seconda paretina verticale, anch’essa ben attrezzata. Si prosegue su una rampa inclinata e si supera un risalto roccioso; tenendo il lato destro di una breve cresta si arriva a un tratto in cui si scende una parete di 8-10 metri. Nei pressi del torrione si incontra una prima via di fuga; proseguendo si tiene il lato destro del torrione e lo si risale lungo un canalino verticale, fino a una cresta esposta da cui si scorge il ponte. Da qui ci sono due possibilita: scendere a destra nella gola, attraversarla e risalire il versante opposto senza percorrere il ponte, oppure seguire a sinistra l’esposta cresta fino al ponte sospeso. Il ponte, lungo circa 40 metri, ha pioli per i piedi ma risulta piuttosto traballante. Oltre il ponte si risale una breve parete e, sempre con abbondanza di staffe, si percorre un traverso esposto verso sinistra fino ad aggirare uno spigolo, il passaggio chiave, prima di risalire la parete. Raggiunto un terrazzo dove riprendere fiato, si superano alcuni facili salti rocciosi attrezzati fino a un terzo bivio: a sinistra in discesa la seconda via di fuga, a destra la prosecuzione verticale sulle ultime pareti e quindi in cresta. Si segue la cresta fino al termine delle attrezzature (circa 2 ore e 45 dall’attacco, 3 ore e 30 dall’auto); altri 10 minuti su sentiero a segni rossi portano alla cima del Bric dell’Agnellino.

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario lungo e paesaggisticamente notevole, con vista sul mar Ligure da un lato e sulle Alpi Marittime dall’altro. Le difficolta tecniche restano moderate grazie alle staffe, ma l’esposizione e marcata in piu punti, soprattutto sul ponte e sullo spigolo successivo. Ideale nelle mezze stagioni.

    ⚠ Al termine della ferrata non togliete l’imbrago: la discesa passa per un canalone attrezzato con funi e staffe nei punti esposti.
    ▲Discesa

    Dalla cima si seguono verso sinistra i segni rossi, scendendo lungo un canalone protetto da funi metalliche e staffe nei tratti piu esposti. Entrati nel bosco, un sentiero evidente riporta dopo circa un’ora sullo sterrato dell’andata; a ritroso si rientra al parcheggio (circa 1 ora e 45 dal termine della ferrata, 5 ore e 30 sull’intero giro).

    ▲Da abbinare

    La via attrezzata piu vicina e la Ferrata Rocca dei Corvi (circa 1 ora e 45 di auto), ma la lunghezza di questo itinerario rende difficile concatenarne altre in giornata. Proseguendo verso Genova, a Crocefieschi, si trova la Ferrata Deanna Orlandini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneLiguria
    • GruppoAlpi Liguri
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario750 m
    • Quota max1335 m
    • Lunghezza6,1 Km
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