Caratteristica: Ambiente severo

  • Ferrata della Val Gelada

    Ferrata della Val Gelada

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata della Val Gelada
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata della Val Gelada it is part of an itinerary that dates back to the steep valley under the Horn of Flavona, in the northern Brenta Dolomites (Trento). The equipped sections do not have particular technical difficulties, but the harsh environment, the high altitude difference and several exposed passages reserve it to trained and experienced hikers.

    ▲Approach

    L' ring described here è the più way; short and simple to travel the ferrata and starts from the Lago of Tovel. You reach Tuenno, on the eastern side of the Brenta, and at a crossroads on the left follow the signs for Lake Tovel along about 11 km asphalt road; at the end, on the right, c'è a first parking, then continue on the dirt road in front following the indications for the Chalet (about 2 km). Open road signs on Google Maps. From Lake Tovel, take the sentiero CAI 314 towards Malga Tuenna; go up comfortably on track until you cross the CAI 312 (Sentiero della Dena), steep west. Ignored a first crossroads on the right, follow the signs to Malga Tuenna and then to Passo della Val Gelada (CAI 380), passing a first equipped section. Exit from the wood you can reach l' crossroads with the CAI 306 (Sentiero Attrezzato delle Palete): you ignore it and you drive west to the crossroads of the Val Gelada Pass (2171 m, about 2h from the parking lot).

    ▲The path

    The CAI 380 that goes up the Val Gelada: the stretch è definitely tiring and earns almost 500 m of altitude difference. As you enter the inner part of the valley you can see a rocky bastion where some ports are equipped in a canal allow you to overcome it without excessive difficulty. A last equipped section leads to the Passo di Val Gelada (2686 m, about 4h from the parking lot), crossroads with the Costanzi Mountain Trail (CAI 336). Here the sinistra is held towards the Three Sassi's Bocchetta: some vertical sections equipped with ropes and stairs, then a stretch of path not particularly difficult, lead to the Three Sassi (2613 m, 45' from the Pass, 4h 45' overall).

    ▲Character and difficulty

    The two iron sections help to overcome jumps that pass the first degree, but the major pitfalls are the alpine character of the excursion, length and exposure. There are also a couple of unprotected grade I climbing routes. The Val Gelada is among the wildest and least frequented corners of the Brenta.

    ⚠ Both Val Gelada and Val delle Giare can present snow-covered extracts even at the advanced season: bring ramps and peaks to avoid dangerous situations. L' route è long and with strong altitude difference: very recommended telescopic sticks. The few equipped sections must not lower the guard on the alpine character of the' exit.

    ▲Discipline

    Dalla Bocchetta dei Tre Sassi si prende il CAI 334, dapprima in falso piano verso sud e poi in discesa nella Val delle Giare lungo un vallone detritico, fino a incrociare il CAI 306 (Sentiero delle Palete) con un paio di tratti attrezzati e una scaletta da scendere; lo si ignora e si continua a scendere fino al CAI 314, che si prende a sinistra verso il Rio Tresenga riportando comodamente al Lago di Tovel e al parcheggio (2h 30' dalla Bocchetta, 7h 30' complessive).

    ▲To match

    L' può ring; be composed in different ways: often it matches the Sentiero Attrezzato delle Palete o al Alpine trail Costanzi (both very difficult, for experts), perhaps continuing towards Sentiero Attrezzato Vidi. Going to the Grostè Pass for the overnight stay you can then continue south towards the Ferrata Benini e le Bocchette Alte.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • ProvinceTrento
    • GroupDolomiti di Brenta
    • Approach2h
    • Equipment3h
    • Ring itinerary7h 30'
    • Level difference100 m
    • Route difference1508 m
    • Maximum2686 m
    • Length21 km
  • Ferrata Nord del Coglians (Weg der 26er)

    Ferrata Nord del Coglians (Weg der 26er)

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Nord del Coglians (Weg der 26er)

    La Ferrata sulla parete nord del Coglians (in tedesco Hohe Warte), recentemente ristrutturata, è difficile e si svolge in un bellissimo e severo ambiente di alta montagna al confine tra Italia e Austria. Itinerario lungo, con oltre 2 ore di avvicinamento e rientro per sentiero attrezzato: ideale da dividere in due giornate.

    ▲Approach

    Si parte dal Rifugio Tolazzi (1350 m), a Collina di Forni Avoltri (Udine), vicinissimo al confine austriaco. Open road signs on Google Maps. Si sale per il Sentiero dei Cramars (segnavia 144) verso il Rifugio Lambertenghi Romanin (1955 m): forestale poi sentiero, ignorando la deviazione a destra per il Sentiero Spinotti (145), usata al rientro (1h 30' dal parcheggio). Dal rifugio si sale al Passo Volaia (1974 m), confine di stato affacciato sul Lago Volaia; si scende leggermente e, tenendo la traccia a destra del lago, ci si immette sul sentiero 403 in salita verso est. Su pietraia si punta alla forcella del Valentintörl seguendo i segnavia austriaci «Weg der 26er» (427): attenzione al bivio poco segnalato, dove si taglia a destra verso una sella (2147 m) lasciando la forcella sulla sinistra. Si piega a sud (427-1, radi bolli blu) fino a una parete di una cinquantina di metri — non la ferrata vera e propria, ma il preludio — che si sale e si scende sul versante opposto, sul ghiaione (eventualmente innevato) sotto la parete nord. A un bivio segnalato si ignora la traccia a sinistra (nuova ferrata 427-2) e si raggiunge l'attacco, indicato da una freccia blu e una targhetta (2276 m, 2h 30' totali).

    ▲The path

    La via è particolarmente impegnativa nei primi 150 metri: verticale, varia e atletica, con infissi presenti ma non eccessivi. L'attacco su alta parete con canalini dà subito il tono; si guadagnano i primi metri verticali piegando a sinistra in un canalino (utile un primo piolo in un passaggio strapiombante), poi si aggira a sinistra un primo tetto con traverso diagonale impegnativo fino a un terrazzino. La parete prosegue verticale fino a un secondo tetto, aggirato con un traverso orizzontale su pioli, molto aereo. Si entra in un canalino e si arriva al passaggio probabilmente più impegnativo: un terzo tetto aggirato con un lungo traverso a sinistra su placca levigata e spesso umida, in aderenza, con un paio di trazioni per uscirne. Si sale ancora verticali fino a un terrazzino, poi passaggi di media difficoltà e un ulteriore traverso simile ai precedenti, fino al termine momentaneo delle attrezzature e della prima difficile sezione. Su ghiaia si raggiunge la seconda parte attrezzata: roccette verticali ma gradonate e passaggi appoggiati arrampicabili (roccia meno levigata, più appigli, ma ghiaino da non smuovere), fino a un ultimo canalino esposto che porta alla cresta spartiacque e confine di stato (circa 2700 m, 2h dall'attacco). Si percorre la cresta, prima larga poi sul filo, con passaggi esposti ma non difficili, e una sezione finale gradonata e arrampicabile fino alla vetta del Coglians (2780 m, 3h dall'attacco, 5h 30' totali), con croce e campana.

    ▲Character and difficulty

    Storica ferrata costruita nel 2000 dal 26° battaglione austriaco di Spittal (da cui «Weg der 26er»). Ambiente severo, prima sezione molto esposta. Fondamentale dosare le energie per arrivare lucidi ai passaggi chiave, che richiedono forte trazione sul cavo.

    ⚠ La prima sezione è difficile e almeno un paio di passaggi sono da considerarsi «Molto Difficili», soprattutto con roccia bagnata (frequente). Facile imbattersi in nevai nel canalone del Valentintörl e nel ghiaione sotto l'attacco. Oltre il confine si seguono i cartelli austriaci: ricordare i nomi locali (Weg der 26er, Hohe Warte).
    ▲Period and safety

    Piena estate con meteo stabile. Alta montagna di confine: valutare neve nei canaloni e condizioni della roccia. Consigliato spezzare in due giorni con pernottamento in rifugio.

    ▲Discipline

    Dalla campana di vetta si scende per la via normale (segnavia 143), su roccette ben segnate poi ghiaione, fino a un bivio (2330 m, circa 45' dalla vetta) dove si tiene la destra verso il Sentiero Attrezzato Spinotti (145). Lo Spinotti ha tratti attrezzati: un curioso tratto su placca con gradini di legno, una cengia e un camino che si scende su scala metallica e poi su fune lungo l'esposta parete esterna, fino a rientrare al Rifugio Lambertenghi Romanin (2h 30' dalla vetta). Si riprende il sentiero dell'avvicinamento fino al Rifugio Tolazzi (3h 30' dalla vetta, 9h totali).

    ▲To match

    Sulle Alpi Carniche: a est la Ferrata Chiadenis; più a sud la Ferrata 50 del Clap, la Ferrata Cassiopea e, verso Tolmezzo, la Ferrata Farina del Diavolo.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupAlps Carnia
    • Approach2:30 h
    • Ferrata50
    • Itinerary (a/r)9:00 h
    • Hardware level difference530 m
    • Route difference1430 m
    • Max2780 m
    • Length10,3 Km
  • Ferrata Norina al Monte Cimone

    Ferrata Norina al Monte Cimone

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Norina al Monte Cimone
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Norina sale al Monte Cimone dalla Val Dogna, nelle Alpi Giulie: un lungo itinerario che include un guado del torrente, un avvicinamento dapprima nel bosco e poi su tratti ripidi ed esposti, una ferrata di media difficoltà e la salita finale alla vetta passando dal Bivacco Del Torso. Escursione isolata, per esperti, lontana dalle folle.

    ▲Approach

    Si parte in Val Dogna, raggiungibile dall'omonimo comune (Udine): attraversato il ponte a Dogna si prosegue circa 4 km fino a uno stretto spiazzo presso un tornante con palina CAI. Open road signs on Google Maps. Si scende con il CAI 640 nel bosco (circa 100 m di dislivello) fino al letto del fiume: il vecchio ponte metallico è stato distrutto da una piena e oggi è necessario guadare il torrente (d'estate l'acqua arriva alle ginocchia). Sul versante opposto, sempre sul 640, si sale ripido nel bosco ignorando il bivio del 651 fino al Bivacco Cividale (1414 m, 2h 30' dall'auto). Si prosegue in falso piano (sentiero a tratti invaso dalla vegetazione), si ignora il bivio 655 e si segue una scritta su roccia verso la ferrata; attenzione a un paio di canaloni spesso innevati anche a stagione inoltrata. Su rocce e tratti esposti, alcuni attrezzati, si raggiunge l'attacco della Norina (1807 m, 4h 45' dal parcheggio, 2h 30' dal Bivacco Cividale).

    ▲The path

    I primi tratti risalgono uno stretto canalino, seguiti da sentiero esposto e una stretta cengia attrezzata. Inizia poi la ferrata vera e propria, su balze rocciose molto arrampicabili che alternano passaggi di II grado a qualche singolo passaggio più impegnativo; il fondo è detritico, quindi serve attenzione. Si sale tra rocce rotte e colatoi attrezzati, in ambiente sempre più bello e austero, aggirando un esposto spigolo e alternando tratti facili a collegamenti, fino a un camino poco marcato con alcune staffe. Si raggiunge il passaggio più iconico: un cupo canalino chiuso da un masso, in cui ci si addentra per uscirne con un bel passaggio in spaccata, da cui lo sguardo si apre sul Monte Cimone e sul Bivacco Del Torso (2110 m, 1h 30' dall'attacco, circa 6h totali), raggiunto in pochi minuti in discesa. Da qui si può chiudere l'escursione oppure proseguire verso la vetta del Monte Cimone, al lato della cresta, in circa 45' dal bivacco (circa 7h totali), con un paio di passaggi su roccette (max I grado).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata di media difficoltà ma inserita in un itinerario lungo e impegnativo. Storica: realizzata all'inizio degli anni '80 dal gruppo Rocciatori del CAI Cividale per collegare la Val Dogna alla Val Raccolana; è dedicata a Norina, madre di Ivano Baracchini, ideatore e capocantiere. Panorama splendido dal Cimone su Jof di Montasio e Canin.

    ⚠ Si percorre la via attrezzata e il guado anche in discesa: vista lunghezza e dislivello (oltre 1700 m, fino a 13h) si consiglia di spezzare in due giorni (Bivacco Cividale o Del Torso). A inizio stagione meglio ramponi e piccozza per canaloni innevati. Tratti di sentiero su fondo sdrucciolevole ed esposto: passo fermo ed esperienza necessari.
    ▲Period and safety

    Piena estate, quando il guado è agevole e i canaloni sono liberi dalla neve. Itinerario isolato: non raro incontrare animali allo stato brado.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Cimone si percorre a ritroso l'intero itinerario dell'andata, guado compreso (circa 6h dal Cimone, 13h totali). Spezzare in due giorni rende il rientro più sicuro.

    ▲To match

    In questo angolo di Alpi Giulie: la Ferrata Anita Goitan at Jof Fuart, the imprint Ferrata Amalia al Jof di Montasio e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupJulian Alps
    • Approach4:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)13:00 h
    • Hardware level difference310 m
    • Route difference1739 m
    • Max2379 m
    • Length15,2 Km
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