Caratteristica: Bassa quota

  • Ferrata di Cima Rocca

    Ferrata di Cima Rocca

    Vie Ferrate โ€บ Trentino Alto Adige โ€บ Trento
    Ferrata di Cima Rocca

    La Ferrata di Cima Rocca รจ una breve via che ricalca un sentiero di guerra fino alla cima dell’omonimo monte, sopra l’Alto Garda. Si percorrono gallerie risalenti alla Prima Guerra Mondiale, ben segnalate al loro interno, per guadagnare quota e affacciarsi su un panorama splendido verso il Lago di Garda, il Monte Baldo e le Valli Giudicarie. Piรน che dalle difficoltร  tecniche, la via รจ caratterizzata dal forte interesse storico.

    ▲Approach

    Punto di partenza il paese di Biacesa, a 4 km da Riva del Garda: da Riva si seguono le gallerie verso la Val di Ledro e, usciti dalla seconda, si raggiunge Biacesa; si imbocca via dei Dazi a destra e, a fine strada, si gira di nuovo a destra fino a un parco giochi con ampio parcheggio (starting point on Google Maps). Ci sono due avvicinamenti. Il piรน facile segue il CAI 417 verso nord e, dopo una decina di minuti, tiene la destra (CAI 460) verso la Chiesa di San Giovanni, sotto l’imponente parete di Cima Rocca (1h dal parcheggio); oltre la chiesa i segni bianco-rossi salgono a nord verso l’attacco (CAI 471). In alternativa si puรฒ salire per il CAI 470 (Sentiero dei Bech) fino al bivio col 417, poi a sinistra sul 471 โ€” ben attrezzato nei tratti difficili โ€” passando presso il Bivacco Accioni fino alla Chiesa di San Giovanni (1h 15′).

    ▲The path

    Dalla chiesa si salgono alcuni ripidi tornanti sul CAI 471 fino alla prima galleria, dove un cartello segna l’inizio del tratto attrezzato (10′ dalla chiesa). Si entra nella galleria, seguendo le indicazioni interne, e si esce sopra una scala metallica di 13 metri, nel bosco; si procede lungo ripidi canali terrosi e alcuni balzi rocciosi attrezzati fino alla seconda galleria, anch’essa ben segnalata all’interno. Usciti, si segue un sentiero a tratti attrezzato fino alla terza galleria, che per ora si ignora seguendo il CAI 471A che, lungo una trincea di guerra, conduce alla cima di Cima Rocca (1090 m, 45′ dalla Chiesa di San Giovanni, 2h totali).

    ▲Character and difficulty

    Via non difficile (Difficile come grado complessivo per via di alcuni tratti esposti), breve, con solo 70 m di dislivello attrezzato: il suo valore sta nelle gallerie e nelle trincee della Grande Guerra e nel panorama, piรน che nell’impegno tecnico.

    ⚠ รˆ assolutamente necessario portare una torcia, idealmente frontale per avere le mani libere: si attraversano gallerie di guerra prive di illuminazione. Attenzione inoltre al caldo nei mesi estivi, vista la bassa quota e l’esposizione verso il Garda.
    ▲Period and safety

    Bassa quota dell’Alto Garda (massimo 1090 m): percorribile gran parte dell’anno, meglio nelle stagioni intermedie evitando il caldo estivo. Itinerario breve, 5,8 km e 672 m di dislivello, circa 3 ore complessive.

    ▲Discipline

    Da Cima Rocca si puรฒ scendere lungo l’itinerario di salita fino alla Chiesa di San Giovanni, oppure per il sentiero attrezzato che cala sulla parete nord verso Bocca Pasumer (attrezzato nei punti piรน esposti, non difficile); a un bivio, a sinistra, una lunga galleria di guerra di 300 m (torcia necessaria) porta all’imbocco della terza galleria non percorsa all’andata, mentre proseguendo dritti il CAI 460B riporta alla chiesa. Da qui si rientra in paese per uno dei due itinerari di avvicinamento (circa 1h 30′ dalla vetta, 3h totali).

    ▲To match

    Nell’Alto Garda, poco distante, si trovano la Ferrata di Cima Capi e la Ferrata di Colodri ad Arco.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupAlto Garda – Val di Ledro
    • Approach1:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference70 m
    • Route difference672 m
    • Max1090 m
    • Length5,8 Km
  • Ferrata della Corna Pedezzina

    Ferrata della Corna Pedezzina

    Vie Ferrate โ€บ Lombardia โ€บ Bergamo
    Ferrata della Corna Pedezzina
    Moderately Hardโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata alla Corna Pedezzina รจ una via recente della Val Brembana, sopra Santa Croce di San Pellegrino Terme. รˆ classificata come facile, con un solo passo piรน impegnativo ma ben ammanigliato; avvicinamento e quota contenuti la rendono valida anche nelle belle giornate invernali. Particolaritร : il rientro avviene inizialmente ancora in ferrata, con tratti di disarrampicata attrezzata.

    ▲Approach

    Punto di partenza la frazione di Santa Croce, nel comune di San Pellegrino Terme (Bergamo): si risale la Val Brembana fino a San Pellegrino, da sud si supera il paese e si esce a destra dove indicato «Dossena / San Pellegrino Terme», quindi si segue per Antea e poi a destra per Santa Croce, parcheggiando nell’ampio spiazzo presso la chiesa (starting point on Google Maps). Dal paese sono giร  visibili le due mete, Corna Maria a sinistra e Corna Pedezzina a destra. Si segue il sentiero CAI 561 verso la Corna Maria; al punto di congiunzione dell’anello si prosegue dritti verso il Monte Rabbioso, seguendo i segnavia per la ferrata, fino a una sella con un capanno di caccia verde, comodo punto per indossare l’attrezzatura. Fin qui l’avvicinamento รจ comune con la Ferrata Corna Maria; per la Pedezzina si seguono i cartelli a destra e una traccia terrosa fino all’attacco (circa 30′ dal parcheggio). La ferrata va percorsa in senso antiorario: si tiene la destra in salita e si rientra dal sentiero di sinistra, evitando di percorrerla al contrario.

    ▲The path

    L’attacco sale i primi metri di un canalino terroso fino alle prime rocce; si prosegue verso sinistra in un canalino roccioso con maniglie e cambre. Dove la parete si fa piรน verticale si affronta l’unico passaggio leggermente strapiombante, da superare con un po’ di decisione spostandosi a sinistra fino a un comodo terrazzino; oltre lo spigolo si sale un breve balzo strapiombante, reso perรฒ facile dalle numerose cambre e maniglie. Si continua su balzi e roccette gradonate protette, intervallati da terrazzini terrosi, fino a una crestina che si segue sul lato sinistro arrampicando facili balzi ben appigliati; un bel diedro di 4 metri a sinistra e un breve traverso a destra immettono sui prati sommitali, da cui per sentiero attrezzato si raggiunge la croce della Corna Pedezzina (circa 960 m, 20′ dall’attacco, 1h dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Via di impegno contenuto (Moderatamente Difficile), facile nel complesso con un unico breve passo piรน atletico, comunque ben ammanigliato. Adatta come prima esperienza guidata, purchรฉ si presti attenzione alla parte di rientro, anch’essa attrezzata.

    ⚠ La ferrata non termina in vetta: il rientro inizia ancora in ferrata, con tratti di disarrampicata e una paretina verticale esposta. Attenzione al fondo detritico, scivoloso soprattutto dopo le piogge. Rispettare il senso antiorario indicato dai cartelli.
    ▲Period and safety

    Bassa quota (massimo 960 m): percorribile gran parte dell’anno, anche d’inverno nelle giornate miti, con fondo asciutto. Aperta al pubblico dalla primavera 2023.

    ▲Discipline

    Dalla croce parte il cavo metallico visto correre parallelo in salita: si scende con un traverso discendente, un tratto verticale presso un pilastro, tratti piรน appoggiati (attenzione al fondo instabile) e una paretina verticale con cambre ma esposta; si disarrampica e, spostandosi a sinistra, si scende un canalino terroso fino al termine delle attrezzature (circa 40′ dall’attacco, 1h 15′ totali). Si rientra quindi alla sella dell’avvicinamento, da cui si torna a Santa Croce per il sentiero (circa 30′, 1h 45′ totali) oppure si prosegue sulla vicina e piรน impegnativa Ferrata Corna Maria.

    ▲To match

    รˆ naturale percorrerla insieme all’adiacente Ferrata del Nido dei Santa Croce alla Corna Maria, con cui condivide l’avvicinamento. Tra le altre ferrate bergamasche, la difficile Ferrata del Monte Ocone.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupVal Brembana
    • Approach30 min
    • Ferrata (anello)0:40 h
    • Max960 m
    • Itinerario1:45 h
    • Opening2023
  • Ferrata Corna delle Capre

    Ferrata Corna delle Capre

    Vie Ferrate โ€บ Lombardy โ€บ Brescia
    Ferrata Corna delle Capre
    Very difficultโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Corna delle Capre รจ una via recente sul massiccio del Monte Guglielmo, nel Bresciano sopra Zone. Molto verticale ma piacevole e largamente arrampicabile su ottimo calcare, con avvicinamento breve e quota contenuta: ideale nelle mezze stagioni e nelle giornate miti d’inverno, magari in coppia con la vicina Ferrata Corno del Bene.

    ▲Approach

    Il punto di partenza รจ presso Croce di Marona (Brescia): da Marona si va verso est in direzione di Zone fino a un’area camper, dove si trova la prima indicazione per la ferrata. Si puรฒ lasciare l’auto qui (ma con circa 1h di avvicinamento) oppure proseguire sulla stradina, a tratti asfaltata e a tratti dissestata, che in circa 2,5 km porta a una serie di tornanti dove parcheggiare: al settimo tornante un cartello segna l’inizio del sentiero (รจ possibile sostare anche al terzo) (starting point on Google Maps). Dal parcheggio, con la Corna delle Capre ben visibile sopra, si segue la sterrata fino a un bivio con cartello marrone; si svolta a sinistra e, seguendo sentiero e segnavia CAI, si raggiunge l’attacco presso un rudere bianco, tenendo la destra all’unico bivio (20′ dal parcheggio).

    ▲The path

    Dopo i primi metri su facili roccette si raggiunge il cartello bianco d’inizio, a sinistra; lo sviluppo si fa subito verticale, ben servito da staffe metalliche. Un breve traverso a destra e una salita verticale verso sinistra portano a un diedro di 5-6 metri; si prosegue lungo la parete sfruttando appoggi per i piedi e maniglie metalliche, fino a un traverso orizzontale a destra che concede una pausa. Il cavo riparte con un traverso su roccia giallastra verso destra, sotto un tetto nerastro che si aggira a sinistra con un bel traverso su roccia levigata, oltrepassando un esposto spigolo. Aggirato lo spigolo la roccia offre appoggi migliori e si sale verticali su una serie di maniglie; si raggiungono roccette appoggiate e gradonate, piacevoli da arrampicare, poi un canalino roccioso non difficile dove il cavo funge in parte da corrimano. Si superano facili balzi, si attraversa il canalino portandosi sul suo versante destro e, dopo un traverso orizzontale, il cavo sale deciso su una bella paretina con staffe (con appoggi anche a destra); si risale un breve diedro su roccia nerastra e una sporgenza con un passo atletico aiutato dalle staffe. Si sale ancora verticali su una parete molto bella ed esposta, sempre con ritmo sostenuto ma mai molto difficile, e si aggira a destra uno spigolo; dopo una zona ricca di vegetazione e un tratto di collegamento si entra nell’ultima sezione: una breve placca levigata, una rampa rocciosa a destra, alcuni balzi e un ultimo passo atletico per vincere una sporgenza, poi facili gradoni e sentiero erboso fino al termine delle attrezzature, con il paese di Zone visibile in basso (circa 1h dall’attacco, 1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Via molto verticale ma continua e arrampicabile, su roccia calcarea eccellente che senza le abbondanti staffe risulterebbe perรฒ molto impegnativa: 280 m di dislivello attrezzato. Difficoltร  complessiva Molto Difficile, omogenea e senza eccessi atletici.

    ⚠ Pur arrampicabile, รจ una via continua e impegnativa per chi non รจ allenato: la verticalitร  รจ costante. Casco obbligatorio per la possibile caduta di sassi nei tratti piรน ripidi.
    ▲Period and safety

    Bassa quota prealpina (massimo 1333 m): ottima nelle mezze stagioni e nelle belle giornate invernali, con roccia asciutta. Itinerario breve, 2,5 km e 400 m di dislivello, circa 2h 30′ complessive.

    ▲Discipline

    Dalla sommitร  erbosa si seguono gli ometti di pietra scendendo per traccia e sentiero fino a ricongiungersi con l’itinerario di salita e tornare al parcheggio.

    ▲To match

    Naturale l’abbinamento con la vicina Ferrata Corno del Bene, sullo stesso massiccio del Guglielmo; piรน impegnativa, nel Bresciano, la Ferrata Caspai a Lodrino.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupMonte Guglielmo – Prealpi Bresciane
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference400 m
    • Max1333 m
    • Length2,5 Km
  • Ferrata Caspai

    Ferrata Caspai

    Vie Ferrate โ€บ Lombardy โ€บ Brescia
    Ferrata Caspai
    Very difficultโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Caspai si sviluppa sopra Lodrino, nelle Prealpi Bresciane, ed รจ una via impegnativa, esposta e ricchissima di traversi, da non sottovalutare. L’ultima parte propone una variante difficile, con tratti strapiombanti, camini e traversi che affaticano molto le braccia e portano quel tratto al livello estremo. Esiste perรฒ anche una variante piรน facile per raggiungere comunque la cima.

    ▲Approach

    Punto di partenza l’abitato di Pineta, sopra Lodrino (Brescia): arrivati a Lodrino si seguono i cartelli marroni (uno indica Pineta) salendo la ripida strada fino al Ristorante Genzianella; si puรฒ parcheggiare lรฌ oppure proseguire un centinaio di metri tenendo la destra al bivio successivo, fino a un tornante a sinistra con area picnic dove si lascia l’auto (starting point on Google Maps). Si seguono i cartelli bianco-verdi della Ferrata Caspai: un breve tratto di asfalto, poi una traccia a destra che sale ripida nel bosco e un sentiero forestale fino a un incrocio (15′); a sinistra il sentiero conduce all’attacco (30′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via attacca subito con un traverso, prima in diagonale poi orizzontale, da percorrere in aderenza: giร  fisico. Dopo un breve tratto verticale e un nuovo traverso diagonale e orizzontale, si sale un risalto verticale e si affronta un traverso esposto con pioli per i piedi, che porta a una cengia erbosa verso sinistra. Si aggira un esposto spigolo e, con un traverso in discesa, si passa sotto un tetto roccioso da aggirare rapidi per non sovraccaricare le braccia; oltre il tetto il cavo rimonta verticale fino a un camino con qualche piolo (attenzione al cavo che passa da sinistra a destra e puรฒ intralciare le gambe), la cui seconda parte รจ piรน appigliata. Seguono un esposto traverso a sinistra (con alcuni passi in discesa, in aderenza), un altro tetto con i piedi su placca inclinata, uno speroncino, una rampa pendente in discesa e, aggirato uno spigolo, un tratto verticale con pioli. Dopo un nuovo traverso esposto in leggera discesa si risale una parete con pochi appigli, dove di fatto serve trazionare sul cavo (roccia buona ma povera di appigli), con un terrazzino terroso a metร  per riprendere fiato. Ancora verticale e un traverso a sinistra portano alla prima via di fuga; si supera un breve camino e un traverso in salita fino a un pulpito, da cui si disarrampica, e dopo un altro traverso a sinistra si raggiunge un bivio. Qui si separa il percorso facile (a sinistra: cenge, rampe e brevi tratti verticali non difficili, poi sentiero) dal percorso difficile (a destra), composto da quattro salti โ€” paretine verticali, tratti diagonali e una parete strapiombante attrezzata con pioli โ€” da considerarsi estremamente difficile e privo di vie di fuga. Entrambe le varianti conducono alla cima del Corno di Caspai (1391 m).

    ▲Character and difficulty

    Via esposta, continua e molto fisica per la grande quantitร  di traversi: 350 m di dislivello attrezzato. Difficoltร  complessiva Molto Difficile, che diventa Estremamente Difficile sui quattro salti della variante destra dell’ultima parte.

    ⚠ La variante difficile finale (quattro salti, con parete strapiombante) รจ estrema e priva di vie di fuga: va affrontata solo da chi รจ certo delle proprie forze; in caso di dubbi conviene scegliere il percorso facile al bivio. I numerosi traversi affaticano molto le braccia.
    ▲Period and safety

    Bassa quota prealpina (massimo 1391 m): percorribile nelle mezze stagioni e nelle giornate miti, evitando la roccia bagnata. Giornata di circa 4h 45′ complessive per 500 m di dislivello e 7 km.

    ▲Discipline

    Dalla cima del Corno di Caspai si rientra per sentiero verso Pineta, chiudendo l’itinerario al parcheggio di partenza.

    ▲To match

    Nella stessa zona del Bresciano, sul massiccio del Monte Guglielmo, si trovano la Ferrata Corna delle Capre e la Ferrata Corno del Bene.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bresciane
    • Approach0:30 h
    • Ferrata3:15 h
    • Itinerary (a/r)4:45 h
    • Hardware level difference350 m
    • Route difference500 m
    • Max1391 m
    • Length7 Km
  • Ferrata di Chiaronto

    Ferrata di Chiaronto

    Vie Ferrate โ€บ Piedmont โ€บ Cuneo
    Ferrata di Chiaronto

    La Ferrata di Chiaronto, sopra Frassino in Val Varaita, รจ un itinerario particolare, piรน vicino a un percorso avventura che a una ferrata classica: non raggiunge una vetta e si gioca tutto su quattro ponti sospesi (il piรน lungo di 70 metri) e su una parete strapiombante che รจ il vero passaggio chiave, breve ma molto fisica. Non ci sono tratti tecnici, ma serve buona forza di braccia.

    ▲Approach

    Punto di partenza la Borgata di Chiaronto, sopra Frassino (Cuneo): da Frassino, superato il bar La Spada Reale, si svolta a destra e subito a sinistra seguendo il cartello per Borgata Chiaronto, che si raggiunge in 3 km di asfalto; si parcheggia nei pressi della chiesa (starting point on Google Maps). Dal centro del paese si intravedono i risalti rocciosi della via; seguendo i segni bianco-rossi e i cartelli «Percorso Avventura di Chiaronto», ben segnato, si raggiunge il primo tratto in 15′.

    ▲The path

    Si risale un primo tratto verticale con abbondanti staffe fino a un terrazzino da cui parte il primo ponte, singolare perchรฉ contornato da una rete metallica: di fatto non si cammina su corde ma su un intreccio di cavi. Segue un tratto di sentiero e una breve discesa attrezzata con staffe, poi una rete di cavi intrecciati che questa volta va arrampicata al suo interno; se ne esce con l’aiuto di alcune staffe e si completa la parete. Si affronta quindi il secondo ponte, a tre corde e piuttosto ballerino, dopodichรฉ si attacca il passaggio chiave: una parete strapiombante di una ventina di metri, impegnativa dal punto di vista fisico, con un paio di tratti che spanciano nettamente e richiedono di spingere bene con le gambe per non ritrovarsi a penzolare nel vuoto, nonostante le staffe. Superate le due pance la difficoltร  cala e la parete termina; una lunga serie di staffe aiuta a salire un tratto verticale. Si arriva al terzo ponte, diverso dagli altri: ha pioli per i piedi, รจ piรน stabile ma piรน esposto e lungo (circa 60 metri). Si risale una rampa inclinata e si raggiunge il quarto ponte, simile al primo, con rete metallica, oltre il quale un terrazzino segna la fine di questa particolare via.

    ▲Character and difficulty

    Itinerario adrenalinico piรน che tecnico: 240 m di dislivello attrezzato, quattro ponti sospesi e una parete strapiombante che ne determina il grado. Difficoltร  complessiva Difficile, ma il solo passaggio chiave, affrontato senza moschettone per riposare, sale al livello Estremamente Difficile.

    ⚠ La parete strapiombante รจ molto provante per le braccia: conviene avere con sรฉ un rinvio corto per potersi riposare. Pur senza tratti tecnici, รจ una via che richiede buona forma fisica.
    ▲Period and safety

    Quota bassa (massimo 1277 m): percorribile gran parte dell’anno con roccia asciutta. Itinerario breve, 4 km e 458 m di dislivello complessivo, tempo totale circa 2h 30′. Cartografia consigliata: carta della Val Varaita.

    ▲Discipline

    Al termine della via si segue il sentiero di ritorno, ben segnato: inizialmente molto ripido e scosceso, diventa via via piรน facile e riporta al parcheggio nella borgata (30′ dal termine della ferrata, 2h 30′ totali).

    ▲To match

    Se ben allenati, si puรฒ combinare con la vicina e altrettanto atletica Ferrata di Camoglieres in Val Maira (circa 1h di auto). Tra le altre vie del Cuneese: la Ferrata del Bec Valletta a Limone Piemonte e, piรน a sud, la Ferrata degli Artisti.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionPiedmont
    • GroupVal Varaita
    • Approach0:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerary (a/r)2:30 h
    • Hardware level difference240 m
    • Route difference458 m
    • Max1277 m
    • Length4 Km
  • Ferrata del Castello di Medusa

    Ferrata del Castello di Medusa

    Vie Ferrate › Sardegna › Oristano
    Ferrata del Castello di Medusa

    La Ferrata del Castello di Medusa รจ un anello di circa 400 metri che gira attorno alla rocca calcarea sormontata dai ruderi del Castello, nell’entroterra di Oristano tra Samugheo e Asuni. Un itinerario breve ma vario e sorprendente, sospeso sopra la valle dell’Araxisi, con un singolo passaggio a strapiombo che ne alza il grado complessivo.

    ▲Approach

    Punto di partenza il Rifugio Castello di Medusa, lungo la SP38 tra Samugheo e Asuni: circa a metร  strada tra i due paesi si svolta verso l’entroterra (a sinistra arrivando da Samugheo, a destra da Asuni) e si percorre una sterrata a corsia unica che in 5 km porta al rifugio (starting point on Google Maps). Dal parcheggio si scende per sentiero verso il Castello seguendo i cartelli per «Araxisi»; si raggiunge il torrente e un bivio: a destra si va al corso d’acqua, a sinistra alla ferrata. Si accede a una cengia orizzontale che contorna lo sperone roccioso detto «Sa Conca de Su Casteddu» e si attacca la via (20′ dal parcheggio).

    ▲The path

    Dopo l’attacco si sale una breve rampa diagonale gradonata di 3 metri e si percorre una stretta cengia orizzontale che aggira la roccia, con il Castello sopra la testa e il torrente Araxisi sotto i piedi. Si prosegue su facili roccette fino a un punto in cui il cavo termina e subentra un tratto di sentiero: qui si chiude la prima parte della ferrata. Le attrezzature riprendono con un tratto in discesa, non difficile ma aereo, che porta a un traverso esposto; si aggira uno spigolo e si arriva al passaggio chiave, uno strapiombo breve ma impegnativo che richiede forza di braccia e agilitร . Superato lo spigolo si risale un tratto verticale a strapiombo dove le cambre aiutano la progressione, una decina di metri in forte esposizione, fino a un passaggio nella roccia: si entra in una cavitร  che porta sul lato opposto dello sperone. Si scende quindi un tratto di disarrampicata facilitato dalle cambre, poi un traverso orizzontale con poco spazio per i piedi e infine una comoda cengia diagonale conducono al termine delle attrezzature (1h 15′ di sola ferrata; circa 1h 35′ dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Via di difficoltร  moderata immersa in un ambiente inusuale dell’entroterra sardo, dominato dalla parete calcarea che si erge verticale per una novantina di metri. Il livello complessivo รจ Difficile, determinato soprattutto dall’unico passaggio a strapiombo, aereo e fisico, che spezza un itinerario altrimenti abbordabile.

    ⚠ Il passaggio chiave a strapiombo รจ breve ma atletico: chi non ha forza di braccia lo troverร  ostico. Casco, imbrago e kit da ferrata sono indispensabili nonostante lo sviluppo contenuto.
    ▲Period and safety

    Quota bassa (massimo 300 m) e clima sardo: percorribile gran parte dell’anno, preferibilmente nelle stagioni intermedie evitando il caldo estivo e la roccia bagnata. Sviluppo breve, 1,6 km e 150 m di dislivello complessivo.

    ▲Discipline

    Dal termine delle attrezzature si risale il sentiero fino a una staccionata, la si aggira e per traccia si rientra in breve al rifugio (20′ dalla fine della ferrata, 2h totali per l’anello).

    ▲To match

    Risalendo verso la costa occidentale della Sardegna si incontrano in successione la Ferrata Regina, la Ferrata di Giorrรจ e la Ferrata Cabirol; verso la costa tirrenica la Ferrata di Badde Pentumas. Piรน a sud, la Ferrata di Gutturu Xeu e, sulla costa, la Ferrata at the Pan di Zucchero. Discorso a parte la Ferrata degli Angeli sull’isola di Tavolara, raggiungibile in battello da Porto San Paolo.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionSardinia
    • GroupCastello di Medusa – Valle dell'Araxisi
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerary (a/r)2:00 h
    • Hardware level difference50 m
    • Route difference150 m
    • Max300 m
    • Length1,6 Km
  • Ferrata Biasini โ€“ Pianazzola (Dalรฒ) โ€“ Valchiavenna

    Ferrata Biasini โ€“ Pianazzola (Dalรฒ) โ€“ Valchiavenna

    Vie Ferrate › Lombardia › SO
    Ferrata Biasini โ€“ Pianazzola (Dalรฒ) โ€“ Valchiavenna
    Moderately Hardโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Biasini si sviluppa sulle pareti rocciose sopra Pianazzola, piccola frazione a pochi chilometri da Chiavenna in Valchiavenna. รˆ una via atletica e verticale, ricca di staffe, che conduce alla croce sommitale del Sench di Dalรฒ a 1150ย m: un itinerario di soddisfazione con panorama aperto sulla valle.

    How to arrive and approach

    Da Chiavenna si percorre la strada che sale verso Pianazzola risalendo i tornanti; in prossimitร  degli ultimi si trova sulla sinistra una fontana e uno slargo dove possono sostare due auto. Dal parcheggio si sale una breve rampa fino a un cartello che segnala il percorso. Da lรฌ si seguono i segnavia bianco-rossi, non sempre immediatamente visibili, fino al cartello bianco che indica l’inizio della ferrata: 20โ€™ di avvicinamento.

    The path

    Si attacca con una rampa inclinata che introduce a una lunga parete verticale, abbondantemente attrezzata con staffe e fune. Guadagnata quota, si percorre un traverso orizzontale verso destra in aderenza, per portarsi sotto unโ€™altra parete verticale: prima si sale dritti, poi si piega a sinistra, infine a destra per aggirare una sporgenza.

    Il tratto piรน impegnativo รจ un lungo diedro da risalire sul lato sinistro in forte esposizione. Le staffe sono abbondanti ma l’esposizione รจ marcata; la roccia puรฒ essere scivolosa nelle ore o nei giorni successivi a piogge, richiedendo la massima attenzione. Terminato il diedro si giunge su un terrazzino panoramico ottimo per riprendere fiato e godere del colpo dโ€™occhio sulla Valchiavenna.

    Si affronta unโ€™ulteriore parete verticale fino a un secondo terrazzino, quindi una rampa lungo un diedro poco marcato porta alla fine delle attrezzature. Un breve sentiero conduce alla croce sommitale del Sench di Dalรฒ (1150ย m): 1h 45โ€™ dallโ€™attacco, pari a 2h 10โ€™ totali dal parcheggio.

    Character and difficulty

    La ferrata รจ attrezzata in stile alla francese, con staffe abbondanti lungo tutto lo sviluppo verticale. รˆ una via verticale ed esposta che presenta qualche difficoltร  in piรน rispetto alla vicina Ferrata Succetti. Lโ€™esposizione รจ particolarmente accentuata nel tratto del diedro centrale. Attenzione alla roccia scivolosa dopo piogge recenti e alla fatica del rientro su sentiero ripido.

    Period and safety

    La quota contenuta consente di percorrere la ferrata quasi tutto lโ€™anno, salvo in presenza di neve a bassa quota. รˆ preferibile evitare i giorni immediatamente successivi a precipitazioni abbondanti per il rischio di roccia bagnata, specialmente nel tratto del diedro. In estate la parete soleggiata puรฒ diventare molto calda nelle ore centrali della giornata.

    Discipline

    La discesa inizia dal lato opposto della croce, in direzione di alcuni edifici in pietra. Si svolta quindi a destra seguendo le indicazioni per Pianazzola lungo un sentiero che inizialmente รจ dolce ma diventa via via piรน ripido, con diversi gradoni rocciosi ripidi e scivolosi: i bastoncini telescopici risultano particolarmente utili. Da Pianazzola si scende lungo la strada verso Chiavenna fino allโ€™auto nei pressi della fontana: 1h dal termine della ferrata, per un totale di 3h 30โ€™.

    To match

    La Ferrata Biasini รจ spesso percorsa in abbinamento con la Ferrata Succetti, che si sviluppa sul versante opposto della valle. Nelle vicinanze si trovano anche la Ferrata della Galleria di Morcate, la Picasass Ferrata e la Ferrata del Centenario CAO Como.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)3:30 h
    • Hardware level difference570 m
    • Route difference602 m
    • Max1150 m
    • Length3,1 Km
  • Ferrata Belvedere

    Ferrata Belvedere

    Vie Ferrate โ€บ Basilicata โ€บ Power
    Ferrata Belvedere
    Moderately Hardโ— OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La recente Ferrata Belvedere e nata accanto al famoso Ponte alla Luna e alla Ferrata Arenazzo, facendo di Sasso di Castalda una meta interessante anche per gli appassionati di vie attrezzate. Tecnicamente non e difficile, in gran parte arrampicabile e con l’aiuto di molte staffe: un’ottima scelta per chi vuole iniziare.

    ▲Approach

    Si parte da Sasso di Castalda, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri. Se si vogliono percorrere entrambe le ferrate, l’ideale e fare prima la Ferrata Arenazzo e seguirne le indicazioni fino all’attacco della Belvedere; in alternativa, dal paese si raggiunge l’attacco del Ponte alla Luna e si seguono le indicazioni che in 10 minuti portano all’attacco della via. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si attacca subito una parete verticale, dove le numerose staffe aiutano la progressione. Si prosegue in piano fino ad alcune roccette facilmente arrampicabili, miste a tratti di sentiero attrezzato, fino a una seconda parete verticale, piu appoggiata della prima e superabile senza problemi con le staffe. Si affronta quindi un traverso, non particolarmente difficile grazie alle staffe per i piedi, durante il quale si passa sotto il lungo Ponte alla Luna. Al termine del traverso c’e una via di fuga; volendo completare l’ultimo tratto, una parete verticale presso il “Belvedere”, simile alle precedenti, si risale con l’aiuto di staffe per piedi e mani, chiudendo la ferrata (45 minuti dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Via non difficile per chi ha un minimo di dimestichezza con le ferrate, e un’ottima escursione per iniziare a cimentarsi con questo tipo di terreno.

    ▲Discipline

    La via termina nello stesso punto in cui si conclude il Ponte alla Luna: seguendo le abbondanti indicazioni, un caratteristico vicolo riporta al paese di Sasso di Castalda e quindi all’auto (20 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲To match

    Si concatena facilmente con la vicina Ferrata Arenazzo. A circa 1 ora e 15 minuti si trovano le due ferrate delle Dolomiti Lucane, la Ferrata Salemm e la Ferrata Marcirosa: in una gita di due giorni si possono cosi percorrere le quattro ferrate della Basilicata. Lungo la costa tirrenica c’e la panoramica Ferrata al Cristo Redentore di Maratea, mentre in Campania, a Volturara Irpina, la recente Ferrata Maroia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionBasilicata
    • GroupAppenino Lucano
    • Approach0:10 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:15 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference120 m
    • Max975 m
    • Length1,5 Km
  • Ferrata Bellotti Agostino

    Ferrata Bellotti Agostino

    Vie Ferrate › Lombardia › Varese
    Ferrata Bellotti Agostino

    La Ferrata Bellotti Agostino, prima via ferrata della provincia di Varese (inaugurata il 13 ottobre 2024), si trova a Mesenzana. Breve ma impegnativa e atletica, risale con andamento prevalentemente in traverso le pareti di una falesia. Sviluppandosi a bassa quota e percorribile gran parte dell’anno, evitando pero l’estate quando puo diventare rovente.

    ▲Approach

    Il parcheggio piu comodo e lungo Via San Martino: la strada, inizialmente asfaltata e stretta, sale con alcuni slarghi; l’ultimo posto utile e dove diventa sterrata. In alternativa si parcheggia in paese allungando l’escursione con il bell’anello del “Trekking delle tre penne nere” (circa 14 km). Dall’ultima piazzola si sale la mulattiera sterrata tra vari tornanti; dopo circa 25 minuti, a un bivio, un cartello arancione indica a sinistra la ferrata; dopo una breve discesa un altro cartello indica un sentiero a destra che porta in poco all’attacco, con bacheca. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La via si svolge nel contesto di una palestra di arrampicata in allestimento, con un percorso ad arco prevalentemente in traverso e alcuni tratti verticali (attacco, finale e qualche passaggio intermedio). Le due estremita sono vicine sullo stesso sentiero ai piedi della parete e la via si puo percorrere in entrambi i sensi, ma e piu agevole in senso antiorario vista la difficolta dell’attacco verticale strapiombante; la descriviamo in questo senso. La prima sezione e il punto piu impegnativo: assicurati al cavo si parte in traverso ascendente e strapiombante verso destra con tre cambre, sollecitando subito le braccia, fino a un breve ma marcato strapiombo da superare con decisione grazie a tre staffe (utili ma non sufficienti). Senza comodi punti di sosta il cavo vira deciso a sinistra in un traverso impegnativo con pochi appoggi, da affrontare in aderenza salvo un paio di staffe, e termina con un breve tratto verticale che richiede un’importante trazione sul cavo. Si raggiunge un terrazzino dove respirare. Si prosegue in traversata a sinistra su terreno facile ma friabile fino a un altro passaggio delicato (molto meno dell’iniziale): un breve traverso discendente in aderenza che termina con la risalita di un breve diedro verticale aiutati da un paio di staffe. Dopo un tratto piu semplice, una breve traversata in piano e poi ascendente su roccette miste a terra ed erba porta all’ultimo tratto attrezzato: il cavo scende in diagonale a sinistra e poi vira in discesa verso un delicato passaggio verticale che diventa strapiombante, con i primi due metri in aderenza e trazione e una cambra ben posizionata dove inizia lo strapiombo; un ultimo traverso strapiombante in discesa a sinistra, che sollecita di nuovo le braccia, chiude il percorso.

    ▲Carattere e difficolta

    Via breve ma intensa e marcatamente atletica: le difficolta sono concentrate nei tratti strapiombanti, in particolare all’attacco, che sollecitano molto le braccia. Le attrezzature sono nuove e in ottimo stato.

    ⚠ Alcuni traversi corrono su terreno friabile e i passaggi strapiombanti sono vicini a terra: valutate con attenzione il senso di percorrenza e arrivate con una buona tenuta di braccia.
    ▲Discipline

    Il rientro avviene scendendo il sentiero sottostante, che in pochi istanti riporta al punto di partenza della ferrata e quindi a ritroso lungo l’avvicinamento.

    ▲Storia e da abbinare

    La via e intitolata al Sottotenente Bellotti Agostino, unico ufficiale originario di Mesenzana (divisione Alpina Julia) caduto nella Seconda Guerra Mondiale dopo la campagna di Russia e la prigionia in Germania. Essendo la prima ferrata del Varesotto, per altre vie ci si sposta verso il Lago di Como (Ferrata del Monte Grona, del Venticinquennale, del Sass Tavarac sul ramo lariano) o verso la Val d’Ossola (Ferrata dei Picasass e la Miccia, Ferrata di Montorfano, Ferrata Walserfall).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaHard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealpi Varesine
    • Approach0:25 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:20 h
    • Hardware level difference50 m
    • Route difference150 m
    • Length1,5 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Approach

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲To match

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaEasy
    • RegionEmilia Romagna
    • GroupAppenino Tosco-Emiliano
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference200 m
    • Max556 m
    • Length2,7 Km
Need help? Write to us!