La Ferrata Antonio Berti allo Schiara è una via attrezzata d’alta quota che, in prosecuzione della Ferrata Zacchi (o Sperti), porta in vetta al Monte Schiara (2565 m) dal versante occidentale, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi (provincia di Belluno). La ferrata in sé è breve, ma si inserisce in un lungo e impegnativo itinerario ad anello che comprende almeno un’altra ferrata in salita e la Ferrata Piero Rossi in discesa: un percorso da affrontare solo se ben allenati, con buona esperienza e, idealmente, spezzandolo in due giorni.
Il punto di partenza è Case Bortot (695 m), in provincia di Belluno: da Belluno si segue la regionale del Col di Lana, a una rotonda si tiene la destra per Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi; oltrepassati Bolzano Bellunese e Gioz si seguono le indicazioni per il Rifugio Case Bortot, fino al parcheggio dove la strada termina (open the starting point on Google Maps). Dal parcheggio si segue il sentiero CAI 501 verso il Rifugio VII Alpini: dopo un tratto piacevole nel bosco si scende al Ponte del Mariano (30′), si ignora a destra il CAI 507 e si sale decisi lungo il torrente Ardo, spesso al sole e faticosamente, fino alla radura del Rifugio VII Alpini (1502 m, 2h 45′ dal parcheggio). Dal rifugio l’attacco della Berti si raggiunge salendo la Ferrata Zacchi (2h 45′, più diretta ed esposta) o la Ferrata Sperti (3h 45′). Seguendo la Zacchi, al bivio con la Piero Rossi si tiene la sinistra e si conclude la salita al Bivacco Ugo Dalla Bernardina (2320 m, 2h dall’attacco, 5h 30′ complessive).
Poco prima del Bivacco Dalla Bernardina si segue una traccia verso destra, su sassi, fino all’attacco della Ferrata Berti. Si sale subito una prima scaletta metallica seguita da una cengia che porta a un canalino gradonato, da risalire prima sul lato destro poi spostandosi a sinistra; una scaletta in leggero strapiombo costituisce il passo chiave (il cambio dei moschettoni va fatto in posizione scomoda). Rimontato il canalino si entra in un camino stretto verso sinistra, molto bello e arrampicabile; usciti, un breve sentiero di collegamento tra guglie rocciose porta, verso sinistra, sotto una parete appoggiata di una ventina di metri con buoni appigli. Si raggiunge quindi un tratto aereo di cresta con alcuni passaggi emozionanti e impegnativi: si sale una scaletta, poi una serie di staffe e si aggira uno spigolo in forte esposizione. Seguendo la cresta attrezzata e poi gli ometti, oltre il termine delle attrezzature, si arriva in vetta allo Schiara (2565 m, 1 ora dall’attacco, 6h 30′ complessive). La croce di vetta, segata da vandali alcuni anni fa, è stata sostituita da un cartello con il libro delle firme, unico per tutte le ferrate dello Schiara.
Classificata Difficile (D): la ferrata presenta due o tre passaggi impegnativi (la scaletta strapiombante e lo spigolo esposto) intervallati da tratti più facili, con difficoltà tecniche e ambientali sul 3/5. La classificazione difficile deriva soprattutto dall’inserimento in un itinerario molto lungo e faticoso, con esposizione elevata e ambiente isolato. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco; consigliata esperienza alpinistica.
Via estiva d’alta quota, da percorrere con tempo stabile e buona visibilità. Vista la lunghezza (fino a 12 ore complessive) conviene spezzare l’itinerario dormendo al Rifugio VII Alpini o in uno dei bivacchi sempre aperti in quota (Dalla Bernardina, Bocco Zago). Un cenno di storia: la ferrata fu inaugurata nel 1959 come prosecuzione della Zacchi ed è dedicata ad Antonio Berti, accademico del CAI, alpino nella Grande Guerra e autore della classica guida “Dolomiti Orientali”.
Dalla vetta si scende lungo la cresta verso le anticime est: prima sezione esposta, emozionante e solo in parte attrezzata, dove serve molta attenzione — soprattutto con la nebbia — per individuare la traccia verso la Forcella Marmol. Scendendo si nota il Bivacco Bocco Zago presso la forcella; a un bivio con palina si tiene la destra verso sud fino al bivacco e da qui si scende al Rifugio VII Alpini percorrendo la Ferrata Piero Rossi (che condivide un primo tratto con la Zacchi fino a un bivio). Dal Rifugio VII Alpini (3h 30′ dalla vetta) si rientra a Case Bortot per il sentiero dell’andata (2h dal rifugio, 12 ore complessive). In alternativa, dalla Forcella Marmol si può salire al Pelf con il Sentiero Attrezzato Guardiano per un lungo anello.
La Berti è parte del classico anello dello Schiara con una ferrata in salita (Ferrata Zacchi o Ferrata Sperti) e la Ferrata Piero Rossi in discesa; un’alternativa è il Sentiero Attrezzato Guardiano al Pelf. Nella zona di Belluno, con avvicinamenti più brevi: la Ferrata Parete dei Falchi, la Ferrata della Val Gallina e l’esposta Ferrata del Vajont.
- Approach5:30 h
- Duration1:00 h
- Total itinerary12:00 h
- Hardware level difference245 m
- Route difference1865 m
- Maximum altitude2565 m
- Length20 Km
- Year opening1959






















