Caratteristica: Alpinistico

  • Sentiero Attrezzato dell’Ideale – Bocca d’Ambiez

    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Ideale attraversa la parete sotto la Cima d'Ambiez nelle Dolomiti di Brenta, collegando i Rifugi XII Apostoli e Agostini. Sebbene storicamente classificato come sentiero attrezzato, presenta tratti verticali ed esposti degni di una vera via ferrata — da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza più comune è la funivia da Pinzolo al Doss del Sabion (indicazioni Maps). Da Pinzolo sulla SS 239 si parcheggia negli ampi spiazzi accanto agli impianti di risalita. Dalla stazione a monte si segue il Sentiero Attrezzato della Scala Santa per raggiungere il Rifugio XII Apostoli (circa 3h).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio XII Apostoli si segue il CAI 307 verso est in direzione della Bocchetta dei Camosci. Si risale un vallone su fondo detritico con pendenza sostenuta fino a un punto dove la parete si stringe: qui iniziano i tratti verticali ed esposti che giustificano la reputazione di questo percorso. La via sale verso la Bocca d'Ambiez alternando roccette attrezzate e cenge aeree. L'uscita conduce al Rifugio Agostini. Il percorso può essere percorso anche in senso inverso, oppure come naturale prosecuzione della Ferrata Brentari che parte dal Rifugio Pedrotti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma con passaggi che si avvicinano al Difficile per esposizione e verticalità. Non adatto a chi è alle prime armi con l'uso del set da ferrata. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'itinerario si svolge ad alta quota nel Brenta: possibile presenza di neve e ghiaccio anche in estate. Verificare le condizioni al Rifugio Agostini prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L'alta quota e l'orientamento ombreggiato possono mantenere neve a lungo. Consigliato in compagnia o dopo aver percorso altre ferrate di livello simile.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Agostini si può scendere verso Molveno lungo sentieri CAI oppure rientrare al Rifugio XII Apostoli per riprendere la funivia verso Pinzolo.

    ▲Da abbinare

    Complementare alla Ferrata Brentari, al Sentiero della Scala Santa e alla Ferrata Benini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza6 Km
  • Ferrata Amalia al Jof Montasio

    Ferrata Amalia al Jof Montasio

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Amalia al Jof Montasio

    ⚠ ATTENZIONE — VIA INAGIBILE. Dall’agosto 2020 la Società Alpina delle Giulie ha dichiarato la Ferrata Amalia inagibile per una frana sul traverso erboso dopo la Cresta dei Draghi: di fatto non è possibile proseguire fino al Bivacco Suringar e si deve rientrare ridiscendendo la ferrata. Verifica sempre lo stato aggiornato presso il CAI/Società Alpina delle Giulie prima di pianificare.

    La Ferrata Amalia (1957) è una storica e severa via di alta montagna sul Jof di Montasio (2754 m), la seconda cima delle Alpi Giulie. È un itinerario lungo e alpinistico, con tratti attrezzati alternati a lunghi passaggi su terreno esposto e instabile in un ambiente selvaggio e poco battuto.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla Sella di Sompdogna (1427 m): un breve saliscendi sulla carrareccia 611 porta al Rifugio Fratelli Grego, poi il sentiero sale tra mughi e rocce, con vista sul vallone dell’ex ghiacciaio del Montasio, fino alla targhetta metallica d’attacco (~1h30). Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato alterna roccette verticali, balzi e brevi sezioni in libera, con traversi, fessure diagonali e due camini saliti con staffe; il passaggio chiave è una parete verticale superata con staffe e chiodi, seguita da un canalino esposto fino alla forcella che chiude la ferrata. Si risale poi il canalone sotto la Cresta dei Draghi e si percorre la stretta ed esposta cresta omonima, con un tratto in discesa, fino alla Grande Cengia e al Bivacco Suringar (2430 m) — è qui che la via è interrotta dalla frana. In condizioni di agibilità la via Findenegg, su ghiaino e roccette con un camino in libera, conduceva alla cresta finale e alla croce di vetta del Jof di Montasio (2753 m).

    ⚠ Anche al netto della frana, è un itinerario per esperti molto allenati: traversi a mezzacosta su terreno instabile non attrezzati, disarrampicata fino al II grado non protetta, nevai da attraversare, ambiente isolato. Consigliati bastoncini; il giro completo è lungo e può richiedere il pernottamento in bivacco.
    ▲Discesa

    In condizioni normali la discesa avveniva per la cresta nord verso Cima Verde e la Scala Pipan (~60 m di pioli su funi), poi alla Forca dei Disteis e all’Altopiano del Montasio verso il Rifugio Brazza. Allo stato attuale (via inagibile) si rientra ridiscendendo la ferrata.

    ▲Da abbinare

    Sul Montasio e nelle Giulie si trovano il Sentiero Attrezzato Ceria Merlone, la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart e la Ferrata della Vita.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • StatoInagibile (frana 2020)
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaUdine
    • GruppoJof Montasio
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario totale11:00 h
    • Dislivello ferrata~530 m
    • Altitudine max2752 m
    • Lunghezza15 km
    • Apertura1957
  • Ferrata al Gran Paradiso

    Ferrata al Gran Paradiso

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata al Gran Paradiso

    Il Gran Paradiso (4061 m) è l’unico quattromila interamente in territorio italiano, e la sua via attrezzata ne fa una delle salite alpinistiche più ambite delle Alpi. Non è una ferrata sportiva: è un itinerario di alta montagna su ghiacciaio in cui il tratto con cavo è solo una parte di una lunga salita tra morene, nevai e crepacci fino alla celebre madonnina di vetta. Richiede esperienza alpinistica e attrezzatura da ghiacciaio.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla località Pont, in fondo alla Valsavarenche (~1960 m). Un sentiero evidente sale al pianoro del Rifugio Vittorio Emanuele II (2732 m) in circa 2h30 (~745 m di dislivello). La salita di vetta si affronta di norma il giorno seguente, partendo dal rifugio prima dell’alba. Indicazioni stradali per Pont →

    ▲Il percorso

    Dal rifugio si seguono le tracce della via normale; in una ventina di minuti si attraversa un torrente glaciale e si risale l’affilata morena fino alla parete, aggirata a destra su roccette con ometti, dove un cartello multilingue segnala l’inizio del tratto attrezzato. La ferrata corre su una costa rocciosa con funi metalliche: traversi esposti, brevi pareti verticali, passaggi sul filo di cresta, placche attrezzate e un traverso orizzontale sotto un tetto. Si esce sulla “schiena d’asino”, dove confluiscono le vie dai rifugi Chabod e Vittorio Emanuele, e si prosegue su pendii nevosi fino al circo glaciale di vetta. Superato l’ultimo crepaccio, una cresta sommitale di roccette molto esposte e una stretta cengia sul Ghiacciaio della Tribolazione conducono alla madonnina (4061 m).

    ⚠ Salita di alta montagna a carattere alpinistico — il cartello iniziale la classifica come “Estremamente Difficile”. Servono attrezzatura da ghiacciaio completa (ramponi, piccozza, corda) e capacità di muoversi su ghiacciaio crepacciato in conserva. A stagione inoltrata fune e staffe possono essere sepolte da neve dura. Da affrontare solo con esperienza adeguata o con una guida alpina; i tempi sono molto variabili in base alle condizioni del ghiaccio.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per la via normale, ripercorrendo a ritroso ghiacciaio e tratto attrezzato fino al rifugio, e da lì a valle.

    ▲Da abbinare

    In Valle d’Aosta si trovano altre vie attrezzate come la Ferrata Casimiro, la Ferrata Marguerettaz e la Ferrata al Mont Chetif.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoGran Paradiso
    • Avvicinamento al rifugio2:30 h
    • Itinerario totale~8:00 h
    • Dislivello itinerario2110 m
    • Altitudine max4061 m
    • Lunghezza22 km
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