Caratteristica: Avvicinamento lungo

  • Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    Vie Ferrate › Lombardia › Como
    Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    La Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo, nel comasco, è una via impegnativa con avvicinamento piuttosto lungo. Si sviluppa su una parete che fa scarso uso di staffe: per non sforzare inutilmente le braccia sulla catena conviene saper arrampicare, sfruttando gli ottimi appigli naturali.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalle Sorgenti di Gajum, a Canzo (Como), dove a fine di via Gajum c'è uno spiazzo per parcheggiare. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Da Gajum si raggiunge il Rifugio Terz'Alpe (sentiero lungo il torrente Ravella oppure per Prim'Alpe e Second'Alpe); dal rifugio si sale ripidi a nord verso la Colma di Pianezzo e, poco prima della croce, si segue a destra una traccia che per un ghiaione porta all'attacco (1h 45' da Gajum).

    ▲Il percorso

    Si attacca su una breve placca appoggiata a destra, poi a sinistra in diagonale su parete ben appigliata fino a una lunga placca liscia, in origine senza staffe e oggi con alcuni appigli artificiali: conviene arrampicare. Si vira a destra in un canalino angusto con due staffe, si aggira un albero e si affronta un lungo traverso a destra con buoni appoggi ma appigli non sempre facili (utile la catena per equilibrarsi, senza indugiare nei tratti in leggero strapiombo). Segue un diedro non banale, alcune roccette, una parete verticale di media difficoltà e una scala metallica di circa 20 metri; dopo una pancia e roccette con piccoli infissi si raggiunge un sentierino attrezzato e l'ultimo pilastro, che richiede buona tecnica su placchette lisce (alcune staffe presenti). Terminate le pareti, si seguono i bolli rossi a destra, si scende la sella e si risale alla vetta del Corno Occidentale (1h 30' dall'attacco, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via non lunga ma con numerosi passaggi tecnici, sconsigliata ai principianti. La corda è spesso affiancata o sostituita da una catena grossa che a volte impedisce al moschettone di scorrere. Dislivello in ferrata 250 m, complessivo 900 m, quota massima 1373 m, sviluppo 11 km.

    ⚠ Attenzione al Passo della Vacca, da affrontare almeno una volta a fine ferrata in direzione della vetta: passaggio non difficile ma esposto, da non sottovalutare proprio quando ci si rilassa dopo lo sforzo.
    ▲Discesa

    Due opzioni. Per un ripido canalino (passaggi di I grado, scivoloso se bagnato) si seguono i bolli rossi a nord fino alla forcella dei Due Corni, poi al Rifugio Pianezzo e a Gajum (1h 45' dal termine, 4h 45' totali). In alternativa si ripercorre a ritroso il sentiero dalla sella verso la cresta fino a un canalino meno ripido, scendendo presso la croce dell'avvicinamento e quindi al Rifugio Pianezzo e a Gajum (2h dal termine, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Gli escursionisti più allenati possono combinarla in un lungo anello con la Ferrata al Corno Rat, partendo da Valmadrera.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoTriangolo Lariano
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1373 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata La Scala del Menighel

    Ferrata La Scala del Menighel

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata La Scala del Menighel
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Scala del Menighel è un breve e singolare tratto attrezzato che, come dice il nome, è una vera scala: una lunga serie di infissi metallici che risale una bastionata di circa 100 metri sul versante nord della Tofana di Rozes, tagliando il vallone del Masarè. Si usa di solito per completare il giro alla base della Tofana di Rozes appoggiandosi al Rifugio Giussani. Non presenta difficoltà tecniche di rilievo, ma è esposta e la struttura degli infissi, risalenti ai primi del Novecento, richiede concentrazione.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il Rifugio Dibona, sul versante ampezzano a sud della Tofana di Rozes, raggiungibile per strada asfaltata che si stacca dalla statale Cortina–Passo Falzarego (seguire le indicazioni per il Rifugio Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Dibona si prende il sentiero 403 su carrareccia, con pendenza modesta, verso la parete sud della Tofana; a un bivio il 403 va a destra verso il Rifugio Giussani, ma si prosegue dritti verso la parete sud sul sentiero 404, ignorando i bivi per la Ferrata della Grotta di Tofana e per la Lipella/Gallerie del Castelletto. Si raggiunge la Forcella Col dei Bos e si piega verso nord nella Val Travenanzes, fino a un bivio sulla destra che porta all'evidente bastionata della Scala del Menighel (2h 30' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    La ferrata è divisa in due sezioni molto simili. La prima inizia con una lunga serie di infissi, ricurvi nel tratto terminale, che salgono in diagonale verso sinistra su pendenza dapprima moderata poi più verticale: la salita non ha difficoltà tecniche, essendo una sequenza di gradini, ma l'esposizione diventa rapidamente evidente. Si raggiunge una cengia da cui si può ammirare con calma la cascata che scende un centinaio di metri più a sinistra. La seconda sezione prosegue con gli stessi infissi, ora piegando verso destra e con maggiore verticalità, fino al termine delle attrezzature (20' dall'attacco, circa 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via dalle difficoltà tecniche modeste, percorribile anche da escursionisti con moderata esperienza, ma molto esposta.

    ⚠ Gli infissi risalgono ai primi del Novecento: la salita, pur facile, richiede concentrazione per la loro struttura e l'esposizione. L'avvicinamento e il rientro sono lunghi e faticosi, e da soli farebbero quasi passare in secondo piano la brevità del tratto attrezzato.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo oppure quella della Val Badia di 4Land.

    ▲Storia

    La Scala del Menighel è la prima via ferrata della zona di Cortina d'Ampezzo. Si deve a Luigi Gilarduzzi, detto «Minighèl», fabbro e gestore del Rifugio Wolf von Glanvell in Val Travenanzes (distrutto dall'artiglieria italiana nel 1915). Per collegare il suo rifugio al Rifugio Giussani (allora Cantore), Gilarduzzi forgiò 200 robusti pioli metallici che nel 1907 divennero la «Scala del Menighel».

    ▲Discesa

    Il rientro è ad anello aggirando la Tofana di Rozes. Dal termine della ferrata, sotto la parete nord, si sale ripidamente sul sentiero 403 con una serie di tornanti fino al Rifugio Giussani (2580 m, 1h dal termine della ferrata); da qui, sempre per il 403 stretto tra la Tofana di Rozes e Punta Anna, si scende al Rifugio Dibona (1h dal Giussani, 2h dal termine della ferrata, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso si abbina in discesa alla Ferrata Lipella che sale alla Tofana di Rozes. Dal Rifugio Giussani si raggiungono la Ferrata Formenton alla Tofana di Dentro e il Sentiero Attrezzato Olivieri; dal Dibona il Sentiero Attrezzato Astaldi. Verso il Passo Falzarego la Tomaselli, la Fusetti al Sass de Stria e l'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario830 m
    • Quota max2573 m
    • Lunghezza11,4 Km
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