Caratteristica: Bassa quota

  • Ferrata Viali al Monte Gramolon

    Ferrata Viali al Monte Gramolon

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Ferrata Viali al Monte Gramolon
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Viali sale un canalone sotto il Monte Gramolon, nel vicentino. È varia, di media difficoltà con alcuni passaggi più impegnativi e atletici (in particolare due pareti strapiombanti attrezzate a staffe), con avvicinamento e rientro brevi e sviluppo a bassa quota.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Bepi Bertagnoli (1225 m), dove termina la strada della valle di Campodalbero (da Arzignano verso Chiampo, poi a destra per Campodalbero). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Oltre il rifugio, presso una chiesetta, una palina CAI indica a destra il sentiero 221; tra salita e discesa, con alcuni passaggi attrezzati esposti su fondo un po' franoso, si scende alla base del canalone fino al primo cartello della Ferrata Viali e all'attacco poco più in alto (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si sale in diagonale su uno spigolo a sinistra del canalone, su roccia gradonata, poi un traverso a destra di media difficoltà porta sul versante destro del canale. Dopo una breve cengia si affronta il passaggio chiave: una parete strapiombante di una quindicina di metri attrezzata con una lunga serie di staffe ampie (strapiombante all'inizio, verticale al centro, di nuovo strapiombante in alto). Un traverso esposto conduce a una seconda parete attrezzata, impegnativa ma più breve, che termina con staffe in diagonale su una cengia. Seguono una scala verticale di una ventina di pioli, traversi e tratti verticali su pioli e staffe nel canalone, un lungo tratto su spigolo leggermente strapiombante e una salita sul lato opposto, esposta e gradonata. Un sentiero attrezzato con una panchina collega alla sezione finale: una lunga scala metallica di circa 25 metri e un tratto di sentiero attrezzato portano al sentiero 202, dove la Ferrata Viali termina (2h dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via divertente e atletica nei tratti strapiombanti, su roccia non sempre solida. Dislivello in ferrata 370 m, complessivo 550 m, quota massima 1700 m, sviluppo 3,5 km. Trattandosi di bassa quota, da evitare nelle giornate estive troppo calde.

    ⚠ Il fondo è composto da sassolini e tratti instabili e non sono rare le scariche di sassi: il casco è assolutamente obbligatorio e occorre attenzione a non smuovere rocce sul canalone verso chi segue.
    ▲Discesa

    Per rientrare al Rifugio Bertagnoli si segue il sentiero 202 a sinistra, si attraversa una galleria militare (non serve la torcia) fino a un ripido sentiero prima del Passo di Scagina che scende nel bosco, passando accanto al monumento a Bepi Bertagnoli, fino all'attacco della ferrata (40' dal termine) e quindi a ritroso al parcheggio (circa 1h dal termine, 3h 30' totali). In alternativa si può proseguire verso la vetta del Gramolon.

    ▲Da abbinare

    Sullo stesso Gramolon la Ferrata Ezio Ferrari; poco distante, verso il Carega, la Ferrata Campalani.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata370 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1700 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata Vigneron a Caspoggio

    Ferrata Vigneron a Caspoggio

    Vie Ferrate › Lombardia › Sondrio
    Ferrata Vigneron a Caspoggio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Vigneron a Caspoggio (Valmalenco, Sondrio) è una via «alla francese», atletica, verticale ed esposta ma senza particolari difficoltà tecniche: risale lunghe placche abbondantemente attrezzate con staffe e fune molto tesa, e regala un ponte tibetano e scorci spettacolari sulla valle.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso la località «Castello» a Caspoggio (SO): si parcheggia vicino alla rotonda sulla provinciale della Valmalenco (o ai parcheggi del primo tornante per Caspoggio). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale la comunale per circa 150 m fino al tornante; oltre un grande masso un primo cartello indica il sentiero per la falesia «Il Castello» e un secondo l'attacco della ferrata, sul margine sud della falesia (circa 10' dall'auto).

    ▲Il percorso

    Si inizia con un muro a balzi quasi verticale che obliqua a sinistra, poi un murettino conduce alla grande cengia di fine prima sezione. Un facile traverso a nord porta alla seconda sezione, più lunga: balze verticali e appoggiate fino a una rampa quasi verticale, un breve traverso e un passaggio aereo tra spigolo e diedro con vista su Primolo. Dopo uno spigolo appoggiato si raggiunge il tratto più verticale, il muro della Vecchia Inghilterra, strapiombante per pochi metri all'inizio (passo atletico ed esposto) e poi verticale. La via obliqua a sinistra fino al ponte tibetano (circa 12 metri), che termina con un breve muro verticale molto aereo e uno spigolo panoramico su Chiesa Valmalenco; chi vuole evitare il ponte può aggirarlo a destra sulla cengia. Segue un altro lungo muro, in qualche punto verticale ed esposto, poi la ferrata si abbatte e per linea vita su sentiero attrezzato si arriva al termine (1h 45' dall'attacco, circa 2h totali), con vista sul Pizzo Scalino e su Caspoggio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via verticale ed esposta con difficoltà atletiche ma ben attrezzata; la bassa quota la rende percorribile quasi tutto l'anno tranne i mesi invernali più freddi. Dislivello in ferrata 210 m, complessivo 260 m, quota massima 1215 m, sviluppo 3 km.

    ⚠ La via resta in ombra la mattina e prende poco sole d'inverno: attenzione al possibile ghiaccio sul sentiero di rientro e prudenza nel bosco dopo le piogge.
    ▲Discesa

    Dal boschetto sommitale, a sinistra (nord) un comodo sentiero porta in 10' alla frazione di Santa Elisabetta; prima delle prime villette si vira a sinistra (ovest) nel bosco verso Caspoggio, si raggiunge il centro sportivo Zenith e, per via Vanoni e via Burri, si segue verso la frazione Albertazzi fino alla strada dei parcheggi (45' dal termine, circa 3h totali).

    ▲Da abbinare

    In Valmalenco si può abbinare la Ferrata al Torrione Porro sopra Chiareggio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoValmalenco
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata210 m
    • Dislivello itinerario260 m
    • Quota max1215 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata Tramuntin al Monte Rest
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tramuntin sale il Monte Rest nelle Prealpi Carniche, sul versante pordenonese. È una via molto arrampicabile e logica, con un solo passaggio davvero impegnativo e molti tratti piacevoli da salire senza trazionare sul cavo, in un ambiente isolato e poco frequentato.

    ▲Avvicinamento

    Si parte lungo la strada che collega Tramonti di Sopra (Pordenone) ad Ampezzo (Udine): presso un tornante accentuato verso sinistra (venendo da sud) un cartello su fondo scuro indica la Palestra di Roccia e la Ferrata del Tramuntin. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la traccia nel bosco che, con un semicerchio in senso antiorario, porta in circa 30' all'attacco, poco oltre una via alpinistica su canalone e numerosi tiri di una vicina falesia (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via risale una parete selvaggia cercando le debolezze della roccia: sviluppo breve (circa 100 m) ma impegnativo. L'inizio è appoggiato e ricco di appigli; dopo pochi minuti si incontra una prima serie di passaggi più impegnativi e si traversa a sinistra con un singolo passaggio più difficile. Nel complesso resta molto arrampicabile, con roccia talora instabile ma ricca di appoggi. Si risale l'ampio colatoio fino al termine delle attrezzature (circa 40' dall'attacco, 1h 15' dall'auto). Da qui inizia il tratto più impegnativo dell'escursione: il sentiero che collega il termine della via a Casera Monte Rest è molto ripido, su roccette ed erba potenzialmente scivolose, a tratti attrezzato; seguendo i bolli rossi si esce dalla faggeta e si raggiunge la casera, da cui si sale in vetta al Monte Rest (1780 m, circa 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario piacevole e isolato, nonostante la bassa quota. Dislivello in ferrata 120 m, complessivo 870 m, quota massima 1780 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ La via non è ufficialmente aperta (a causa di una controversia tra il CAI territoriale e quello che la installò) e non compare sulle cartine escursionistiche. Il secondo tratto della salita, solo parzialmente attrezzato, ha passaggi in libera non banali ed esposti, e il sentiero verso Casera Rest può essere in cattive condizioni: sconsigliata con tempo incerto, fondo bagnato o a persone inesperte. Consigliabile avere con sé corda e freno per assicurarsi nei tratti dove le vecchie attrezzature sono ammalorate.
    ▲Discesa

    Dal Monte Rest si torna a ritroso fino a Casera Rest, poi si prosegue verso nord-nord-ovest perdendo quota fino alla strada asfaltata; alternando bordo strada e tratti di sentiero che tagliano la montagna si rientra al parcheggio (2h dal Monte Rest, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    L'altro itinerario attrezzato del Pordenonese è l'Alta Via dei Rondoi sul Monte Cavallo. Verso Forni di Sopra, due vie molto diverse: l'atletica e moderna Adventure Climb al Clap Varmost e l'impegnativa Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max1780 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    La Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano è stata realizzata dagli Alpini vicino a Pontebba, in provincia di Udine. È una via verticale, impegnativa e atletica in molti passaggi, ideale come allenamento nei mesi in cui le quote alte non sono praticabili: non raggiunge alcuna vetta e si sviluppa a bassa quota a fianco di numerosi tiri di arrampicata.

    ▲Avvicinamento

    Dal casello autostradale di Pontebba si tiene la sinistra verso il centro; superato un ponte, sotto il viadotto dell'autostrada si svolta a destra su una stradina asfaltata che prosegue sotto l'autostrada verso la valle, diventa sterrata in buone condizioni e termina a uno spiazzo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prosegue verso la Falesia Rio degli Uccelli seguendo un cartello che indica l'attacco della ferrata (5' dall'auto), sul versante orografico destro del torrente, raggiunto con alcune corde fisse poco sopra il greto.

    ▲Il percorso

    Accanto alla targa commemorativa il cavo parte verticale e l'impostazione atletica è subito chiara. I primi metri salgono su roccia levigata e traversano a destra fino a un terrazzino con breve cengia; segue un impegnativo traverso orizzontale di 6-8 metri, dove la scarsità di appoggi per i piedi è la difficoltà principale: si scende un paio di metri e poi il cavo riparte verticale, agevolato da alcune cambre. Con l'aiuto di staffe si raggiunge un breve tratto di collegamento appoggiato (attenzione a non smuovere sassi su chi segue). Dopo una cengia a sinistra ci si porta verso un evidente diedro: lo si sale prima a destra, poi attraversandolo a sinistra senza difficoltà sostanziali grazie a numerose cambre, fino a un passo strapiombante da affrontare con decisione e rapidità (qui avviene il cambio di moschettone in pieno strapiombo). Si esce su una parete verticale molto esposta ma ricca di cambre, dove è possibile riposare; ci si sposta a sinistra su buona roccia e si sale una paretina e un bel diedro, quindi facili gradoni appoggiati. La via riparte verticale e impegnativa fino a un tratto di sentiero attrezzato tra i pini, da cui una deviazione raggiunge un pulpito. Riprende con un traverso a sinistra in leggera discesa (occhio ai sassi mobili) e uno in salita in lieve strapiombo, fino a uno spigolo da cui inizia un lungo tratto di discesa attrezzata su placca, non difficile ma che richiede attenzione nella ricerca degli appoggi. Si raggiunge così il termine della via (circa 1h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata di bassa quota, allenante e verticale, fisica nei punti più difficili e con infissi nuovi in ottimo stato. Da non sottovalutare anche per il lungo tratto in discesa attrezzata. Dislivello in ferrata 130 m, complessivo 160 m, sviluppo 4 km.

    ⚠ Lungo i tratti verticali e strapiombanti vale la pena pianificare le soste; nel tratto di collegamento e nei traversi si smuovono facilmente sassi: massima prudenza per chi sta sotto.
    ▲Periodo e sicurezza

    Trattandosi di una via a bassa quota è percorribile in gran parte dell'anno, condizioni della roccia permettendo. Sono disponibili le tracce GPX e KMZ.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si segue la traccia di sentiero usata per le vie di arrampicata vicine (circa 30', 2h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata130 m
    • Dislivello itinerario160 m
    • Quota max726 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata del Somator (Monte Biaena)

    Ferrata del Somator (Monte Biaena)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata del Somator (Monte Biaena)

    La Ferrata del Somator è un piacevole itinerario ad anello al Monte Biaena, nelle Prealpi Gardesane tra Rovereto e Riva del Garda. È una via facile: alcuni risalti rocciosi elementari sono attrezzati con staffe e cambre per agevolare gli escursionisti, e l'ambiente con vista sul lago la rende una meta ideale per le famiglie.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il parcheggio del Ristorante Pizzeria La Baita, tra Ronzo-Chienis e Castellano (Trento). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si seguono i segnavia CAI 671 su strada asfaltata verso est; si ignora il primo bivio a sinistra per il Sentiero Attrezzato de le Laste (che sarà il rientro) e, fra le tracce che si staccano a destra, ci si innesta dopo alcuni minuti sul sentiero 673, dove inizia di fatto il Sentiero del Somator (30' dall'auto); volendo, una breve deviazione sul 642 raggiunge il Rifugio Malga Somator.

    ▲Il percorso

    Il sentiero resta sempre piuttosto facile, con alcuni tratti che si restringono e diventano attrezzati, un paio di facili balzi verticali e un canalino. Superati i tratti attrezzati si prosegue in vista del Monte Biaena, con bella visuale sul lago (1617 m, 1h 30' dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Pur conosciuta come «ferrata», la salita al Monte Biaena è un itinerario facile, adatto a neofiti e famiglie.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina dell'Alto Garda e Valle di Ledro oppure quella del Pasubio e Vallagarina di 4Land.

    ▲Discesa

    Per il rientro si scende sul versante est seguendo la traccia 671; dopo circa 10' si ignora a sinistra il sentiero 678 e si prosegue nel bosco con alcuni facili tratti attrezzati fino a una carrareccia e al bivio dell'andata, tornando all'auto (circa 2h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Il Garda offre molti itinerari simili: la Ferrata Rio Sallagoni a Castel Drena, la Ferrata Colodri ad Arco; sul versante occidentale la Susatti a Cima Capi e l'Amicizia a Cima Sat; per un grado più alto la Marangoni a Mori.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Gardesane
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario315 m
    • Quota max1617 m
    • Lunghezza4,5 Km
  • Ferrata Sass del Tavarac

    Ferrata Sass del Tavarac

    Vie Ferrate › Lombardia › Como
    Ferrata Sass del Tavarac

    La Ferrata Sass del Tavarac è una via difficile e atletica sopra Erba, in provincia di Como. È di tipo tradizionale, con attrezzature ridotte al minimo e senza infissi a sostegno della salita: si rivolge a escursionisti esperti, ben allenati e con buona forza di braccia. La roccia offre quasi ovunque buona arrampicabilità e, nonostante la bassa quota (749 m), sa farsi apprezzare anche dagli arrampicatori più esigenti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'abitato di Crevenna (comune di Erba), in direzione dell'Eremo di San Salvatore. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. La strada che porta all'Eremo è privata e in teoria non percorribile (chi la usa rischia la multa, ma risparmia 30'); in alternativa si risale parzialmente via San Giorgio fino a uno slargo sterrato sulla destra dove parcheggiare. Da qui due opzioni: imboccare la strada asfaltata e poi salire dal sentiero nel bosco, tagliando vari tornanti (ingresso «ufficiale» segnalato da due gradini in pietra; 30-35' dal parcheggio); oppure prendere il sentiero che parte dall'Eremo, seguendo i segnavia per la ferrata e la vicina falesia con bolli rossi, fino a cercare l'attacco alla destra della falesia (30' dall'Eremo, 1h dallo slargo di via San Giorgio).

    ▲Il percorso

    La via si divide in tre sezioni a difficoltà decrescente. La prima è la più selettiva: si arrampica subito una parete con caratteristiche di diedro non marcato, circa 30 metri molto impegnativi e con pochi appigli; in cima un traverso con catene verso sinistra, esposto e faticoso, con i piedi in aderenza, porta a un canalino da risalire in arrampicata, fino a un bivio (a destra la seconda sezione, a sinistra una via d'uscita). La seconda attacca con un sentiero attrezzato lungo una rampa e gradoni rocciosi ed erbosi fino a una seconda parete verticale, meno dura della prima ma con roccia meno solida: la si risale per una quindicina di metri, poi un traverso più facile chiude la sezione (qui si incontra la catena del sentiero di discesa, utilizzabile come via di fuga). La terza sezione parte su rocce abbastanza coricate fino a una parete bianco-giallastra di difficoltà simile alla seconda ma con roccia meno sicura, su cui prestare attenzione a mani e piedi ricordando che sotto c'è la falesia; gli ultimi balzi chiudono la ferrata (45' dall'attacco, circa 2h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata corta ma impegnativa e tecnicamente difficile, con attrezzature metalliche ridotte al minimo (in buone condizioni): favorisce chi padroneggia la tecnica d'arrampicata.

    ⚠ Il primo tratto è molto selettivo: può tornare utile un paio di scarpette d'arrampicata. In più punti, soprattutto nella seconda e terza sezione, la roccia è meno sicura e la via si sviluppa sopra una falesia. Se si parcheggia all'Eremo, rientrare entro le 19 perché poi viene chiusa la sbarra all'imbocco di via San Giorgio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota, quindi percorribile in gran parte dell'anno con buone condizioni di roccia. Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ).

    ▲Discesa

    Due alternative: al termine della ferrata seguire subito a destra la traccia con catena, che scende presso la parete di salita — a tratti esposta, instabile e attrezzata con catena piuttosto lasca, con un paio di brevi disarrampicate — fino all'attacco e poi a ritroso (45' dal termine, 2h 45' totali); oppure salire leggermente nel bosco fino a una mulattiera, imboccarla a sinistra in discesa passando accanto ai settori d'arrampicata Sasso San Salvatore e Sasso d'Erba, ignorando i bivi, fino all'Eremo e all'auto (1h dal termine, 3h totali).

    ▲Da abbinare

    Zona ricca di ferrate di difficoltà analoga: la 30° OSA al Corno Rat, la del Venticinquennale al Corno Occidentale, la Ferrata al Corno Medale e la Contessi al Monte Due Mani; verso il Varesotto la Ferrata Bellotti presso Mesenzana.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoTriangolo Lariano
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata30
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario350 m
    • Quota max749 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)

    Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)

    Vie Ferrate › Veneto › Treviso
    Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Sass Brusai sale il Monte Boccaor nel Massiccio del Grappa: una via molto arrampicabile, con i passaggi più impegnativi posti all'inizio e alla fine. Dalla cima si può proseguire verso il Sacrario del Grappa ed eventualmente scendere dalla vicina Ferrata Guzzella. Itinerario di bassa quota, percorribile per lunghi tratti dell'anno.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la Val San Liberale, presso l'omonimo ristorante, raggiungibile da Crespano del Grappa (TV) lungo la SP 26: a Crespano si seguono le indicazioni a nord per la Val San Liberale fino all'ampio parcheggio presso il ristorante (600 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale per una stradina asfaltata fino a un primo bivio (a sinistra la Ferrata Guzzella, a destra la Sass Brusai): si prosegue dritti finché l'asfalto diventa sterrato e, a un bivio segnalato (710 m, 30' dal parcheggio), si tiene la destra sul CAI 153. Per ripido sentiero nel bosco, seguendo i bolli rossi, si arriva a un bivio dove a sinistra si raggiunge l'attacco (1160 m, 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal balconcino d'attacco si salgono alcune roccette a sinistra della targa e si entra nella prima sezione: una parete di una quindicina di metri che in alto prende la forma di un camino, molto piacevole su roccia frastagliata e ricca di appoggi. Usciti dal camino, un paio di balzi su fondo misto roccia-erba (attenzione se umido) e una breve cengia introducono un tratto di sentiero. La seconda sezione risale una cresta di ampi blocchi, tenendosi sul lato sinistro, con basso senso di esposizione per gli alberi circostanti; seguono sentiero erboso e facili balzi attrezzati. La terza sezione sale una costola rocciosa, ben gradonata in basso e più tecnica in alto, dove una fessura e un paio di sporgenze obbligano a procedere in spaccata sul versante opposto alla fune; poi una paretina ben appigliata, una placca e un camino (anch'esso in spaccata) si aprono sulla vista del Monte Grappa. Tra risalti, cenge erbose attrezzate e facili balzi si raggiunge la forcellina «Sella del Candidato» (1345 m, 45' dall'attacco). Oltre la sella due passaggi impegnativi e verticali: una prima parete levigata (possibile qualche trazione sul cavo) e, dopo un collegamento, una nuova paretina esposta presso la cresta. Si prosegue su cresta esposta ma più facile, si risale uno sperone (una rara staffa metallica aiuta dove mancano appigli) e si aggira uno spigolo; una lunga costola, gradoni rocciosi e una placchetta di 6 m portano a un sentiero attrezzato, un balzo e un canalino. Dopo un lungo collegamento si ignora la deviazione per il CAI 152 (1455 m, 1h 15' dall'attacco) e si sale al ponte sospeso: si rimonta il gendarme su placca liscia, lo si aggira a destra e si attraversa il ponte su solide assi (sul versante opposto, a sinistra, una via di fuga verso la strada). Si prosegue a destra: alcune roccette, poi un tratto esposto più impegnativo sotto un gendarme con pochi appigli, una spaccatura da attraversare in spaccata e una cresta appoggiata dove il cavo fa quasi da corrimano. L'ultimo passaggio è una parete di una decina di metri arrampicabile (aggirabile seguendo la freccia rossa presso il libro di via); al termine della placca finiscono le attrezzature e, seguendo la traccia parallela a una vecchia trincea, si raggiunge la vetta del Boccaor (1532 m, 1h 45' dall'attacco / 3h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via molto arrampicabile, con fune tesa e solida; i passaggi più impegnativi sono sulla prima e sull'ultima parete. Avvicinamento faticoso e rientro non breve da mettere in conto.

    ⚠ Bassa quota ed esposizione a sud: proibitiva nei mesi più caldi. Attenzione ai tratti non protetti con fondo erboso, che tende a essere scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota massima 1532 m: percorribile per buona parte dell'anno, ma da evitare nelle giornate estive più calde per l'esposizione a sud.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si seguono le indicazioni a sinistra per Pian della Bala (1380 m), dove ancora a sinistra si prende il sentiero 151 che scende fino al bivio incontrato all'andata e quindi al parcheggio (1h 30' dal termine / 4h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Gli esperti possono chiudere un anello più impegnativo con la vicina Ferrata Guzzella (preferibile in discesa, per evitare i molti tratti non protetti e scivolosi della Sass Brusai). Vicino al Grappa anche l'atletica Ferrata Santa Felicita; in Val d'Astico la recente Ferrata Anelli delle Anguane; verso le Dolomiti Feltrine la Ferrata al Monte Coppolo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMassiccio del Grappa
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario905 m
    • Quota max1532 m
    • Lunghezza10 Km
  • Ferrata di San Silvestro al Monte Totoga (Primiero)

    Ferrata di San Silvestro al Monte Totoga (Primiero)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata di San Silvestro al Monte Totoga (Primiero)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata di San Silvestro prende il nome dalla chiesetta a mezza costa del Monte Totoga, meta finale dell'itinerario. È una via breve, prevalentemente facile con alcuni passaggi moderatamente difficili, divisa in due sezioni; avvicinamento di meno di 5 minuti, bassa esposizione e rientro rapido la rendono ideale per principianti ed escursionisti che cercano un percorso attrezzato semplice.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è a bordo della SS 50 del Grappa e del Passo Rolle, salendo da Feltre verso il Primiero: appena finito il lago di Schenér, poco prima della rotatoria per Imer e appena prima della galleria per Canal San Bovo, c'è uno spiazzo con indicazione «Falesia San Silvestro» (un altro parcheggio più grande sul lato opposto), a quota 600 m. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue il sentiero «Falesia di San Silvestro» e, poco dopo, un cartello a destra indica l'attacco, col classico cartello rosso (5' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Prima sezione: si parte con un tratto abbastanza verticale ma ben ammanigliato (gradini in roccia, staffe e facili roccette), poi si sale in diagonale verso sinistra su gradoni di solida roccia con varie cambre, una serie di cambre verticali, qualche balzo e una paretina staffata, fino al pianoro boschivo che chiude la prima sezione (circa 150 m di quota dal parcheggio): la parte iniziale è moderatamente difficile, il resto facile. In 5 minuti si arriva a un bivio sotto un traliccio: a sinistra il percorso per ragazzi «Sandokan», dritto la seconda sezione (qui un primo rientro per chi non vuole proseguire, 20' dall'attacco). Si prosegue nel sottobosco e in circa 15' si raggiungono le attrezzature: tre tratti di semplice sentiero attrezzato, poi facili roccette con qualche staffa e un traverso a sinistra fino a una parete verticale di circa 10 m ben provvista di cambre — il primo dei due tratti più esposti, comunque contenuto. Da un terrazzino panoramico (a destra il lago di Schenér, a sinistra Imer e Mezzano) si continua con altri passaggi su appoggi naturali e staffe; un traverso a destra e una lunga serie di staffe irregolari per circa 15 m costituiscono il secondo tratto più esposto. Si prosegue tra roccette, scalini e staffe, poi un lungo e semplice traverso a destra protetto dal bosco; si aggira la parete in obliquo aiutandosi col cordino a sinistra e, dopo un ultimo facile tratto attrezzato (terreno a tratti fangoso dopo le piogge), si arriva alla Chiesetta di San Silvestro, splendido punto panoramico (circa 1h dall'attacco / 1h 5' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via adatta ai principianti: avvicinamento brevissimo, esposizione contenuta, impegno fisico modesto. A metà percorso, presso il traliccio, si stacca la facile variante «Sandokan» (a cura di Alberto Zanon), che scende a una larga cengia e poi a zig-zag nel bosco fino a un'altra falesia e al parcheggio (circa 20', percorribile in salita o in discesa).

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota: percorribile tutto l'anno, con attenzione a neve o ghiaccio in inverno. Esposta a sud-est, è sconsigliata nelle giornate estive molto calde, pur essendo in parte riparata dalla vegetazione. Nessun GPS ufficiale disponibile per questa via.

    ▲Discesa

    Dalla chiesetta un cartello indica due opzioni. Consigliata: sentiero 346 che in circa 40' porta sulla provinciale ai Masi di Imer (ristorante «Al Bus») e in altri 10' al parcheggio, attraversando la strada e la rotatoria davanti al tunnel (50' dal termine). In alternativa si può allungare il giro salendo per il 346 fino al Passo Gobbera e scendere per la provinciale verso Imer o per sterrata/sentiero che si ricollega più in basso alla prima opzione (circa 1h 30').

    ▲Da abbinare

    Nel Primiero e dintorni: la Ferrata del Canalone al Rifugio Treviso e, alle Pale, la Ferrata Bolver-Lugli; verso le Dolomiti Feltrine la Ferrata al Monte Coppolo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrimiero
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:50 h
    • Dislivello ferrata330 m
    • Dislivello itinerario380 m
    • Quota max965 m
    • Lunghezza5,4 Km
  • Ferrata Sant’Antone al Monte Serra (Buti)

    Ferrata Sant'Antone al Monte Serra (Buti)

    Vie Ferrate › Toscana › Pisa
    Ferrata Sant'Antone al Monte Serra (Buti)

    ⚠ Via segnalata come CHIUSA. La fonte riporta lo stato di questa ferrata come chiusa: verificare agibilità e condizioni presso la sezione CAI di Pontedera (che la gestisce) o le autorità locali, e non percorrerla finché non risulta riaperta.

    La Ferrata Sant'Antone è una via difficile sui Monti Pisani, fra i 500 e i 600 metri di quota. Non ha grande dislivello, ma è fatta di numerosi traversi esposti e strapiombanti che mettono alla prova braccia e tecnica.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza una piazzola ben visibile lungo la SP 56 che da Buti (PI) sale al Monte Serra, riconoscibile per la fontana e la casa cantoniera sul lato opposto. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si risale la strada asfaltata per circa 200 m fino al cartello della ferrata, si prende per 5' un sentiero in salita con segni bianco-rossi e al bivio si tiene la destra verso l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si parte subito con un obliquo traverso che supera uno spigolo in esposizione, in trazione sul cavo e con gli scarponi in aderenza — il tema dominante della via. Si risale una parete verticale con attacco leggermente strapiombante (aiutano le cambre), poi un esposto traverso orizzontale in aderenza, attenti alla roccia sporgente sopra la testa; un passaggio in discesa non banale (bisogna buttarsi in fuori per cercare gli appoggi) precede un impegnativo traverso a sinistra leggermente strapiombante che entra e aggira una gola. Si sale in diagonale dove un tetto obbliga ad abbassarsi, si supera un'ultima parete verticale di media difficoltà e si raggiunge una via di fuga (in salita conduce alla fine della via in 5', in discesa all'attacco in 10'). Proseguendo a sinistra, dopo un traverso obliquo e l'aggiramento di un altro spigolo esposto, si scende un passaggio in cui studiare bene la posizione per non essere sbalzati contro la roccia; seguono saliscendi, camini e traversi generalmente difficili e atletici. L'ultima sezione, più verticale, ha due passaggi più duri: un camino decisamente strapiombante (tecnico nei primi metri) e, dopo una breve interruzione delle attrezzature, un sasso da risalire in spaccata con pochi appigli e un leggero strapiombo. Alcuni traversi esposti ma non difficili portano all'ultimo bivio: a destra si conclude la via; a sinistra, dopo un traverso, un breve ed esposto ponte sospeso introduce al passaggio chiave, un tratto verticale tecnico e fisico (5 fittoni fino alla bandiera italiana), reso difficile dalla mancanza di appigli e dalla stanchezza: l'ostacolo maggiore è staccarsi dal ponte, soprattutto per chi è di bassa statura, aiutandosi poi con due singolari staffe a Y sul lato destro. Così si conclude la ferrata (1h 15' dall'attacco / 1h 25' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via molto varia e atletica: abbondanza di traversi, tratti in discesa impegnativi, pareti e camini, con molti passaggi strapiombanti che richiedono buona forza di braccia. Ogni fittone è numerato (circa 170 in tutto). Inaugurata il 14 giugno 2008 e gestita dalla sezione CAI di Pontedera; molto emozionante il tratto in discesa in cresta.

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota, in teoria percorribile tutto l'anno con buona aderenza della roccia; al momento, però, la via risulta chiusa (vedi avviso in testa). Per i molti traversi si presta a essere percorsa a ritroso dagli esperti.

    ▲Discesa

    Dal termine si segue una traccia labile verso sinistra fino a una serie di sassi da risalire e allo spiazzo detto «Ghiaccietto»; si attraversa a destra verso il parcheggio seguendo il sentiero CAI fino alla prima via di fuga, poi giù fino all'attacco e, a ritroso, all'auto. Dopo l'incrocio con la via di fuga la segnaletica è scarsa: la strada è comunque poche decine di metri più in basso e, tra arbusti e tratti franosi, la si raggiunge tenendo la sinistra (25' dal termine / 1h 45' dal parcheggio).

    ▲Da abbinare

    In Toscana, verso Arezzo la Ferrata Romana Nesi al Pratomagno; sulle Apuane la Ferrata Salvatori e la Ferrata del Procinto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneToscana
    • GruppoMonti Pisani
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:10 h
    • Itinerario (a/r)1:50 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max540 m
    • Lunghezza3,3 Km
  • Ferrata Santa Felicita (Bassano del Grappa)

    Ferrata Santa Felicita (Bassano del Grappa)

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Ferrata Santa Felicita (Bassano del Grappa)

    La Ferrata Santa Felicita è una via breve e atletica nell'omonima valle presso Bassano del Grappa: itinerario corto ma vario e intenso, che richiede buona forza di braccia. Si svolge in una zona celebre per l'arrampicata sportiva ed è ideale come allenamento nei mesi freddi.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il parcheggio d'accesso alla Valle Santa Felicita, a Romano d'Ezzelino (VI): seguendo le indicazioni per via Santa Felicita si lascia l'auto nell'ampio parcheggio al termine della strada. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si cammina verso nord lungo il sentiero che porta alla parete; parte del percorso è faticosa, su una serie di gradini in roccia, fino alla palestra di roccia dove si trovano le indicazioni per la ferrata.

    ▲Il percorso

    Si attacca una bella parete verticale ben attrezzata con abbondanti staffe, su ottimo granito che, dove non sostituito da infissi, offre solidi appigli. Le staffe si spostano gradualmente a sinistra con un leggero strapiombo (prime difficoltà); dopo una decina di metri verticali un breve tratto orizzontale a sinistra precede un secondo tratto verticale, sempre su staffe, con cui si guadagna rapidamente quota ed esposizione. Si percorre un traverso a sinistra sfruttando gli appigli per i piedi, fino a una parete verticale di una quindicina di metri che in alto prende la forma di un diedro lungo una fessura: si sale su staffe, ci si sposta dal lato sinistro al destro del diedro, si supera un passaggio leggermente strapiombante e si esce su una cengia a sinistra dove riposare. Dalla cengia ci si sposta a sinistra in un tratto di discesa, si aggira uno spigolo e si arriva al tratto più caratteristico: un aereo traverso orizzontale con chiodi come appoggio per i piedi. Si scende una paretina attrezzata di circa 6 metri e in diagonale a sinistra inizia l'ultima sezione, con un traverso in leggera discesa (di nuovo su chiodi); si perde quota fino al termine del traverso, si scende una parete verticale su staffe e una rampa diagonale attrezzata fino al termine (30' dall'attacco / 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Breve ma intensa e impegnativa, con forte esposizione lungo tutto il percorso. Le difficoltà sono soprattutto atletiche: la possibilità di arrampicare è limitata dall'abbondante uso di staffe e pioli, e serve buona forza di braccia.

    ⚠ Forte esposizione e passaggi atletici: sconsigliata a chi non è allenato di braccia. Ottima d'inverno per la bassa quota, ma sempre con roccia asciutta.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (massima 350 m): percorribile gran parte dell'anno, indicata come allenamento nei mesi freddi.

    ▲Discesa

    Dal termine un sentiero riporta in breve all'attacco; il rientro al parcheggio avviene per il sentiero di avvicinamento a ritroso (30' dal termine / 1h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Vicino al massiccio del Grappa, si combina in giornata con uno dei due itinerari che lo salgono: la Ferrata Sass Brusai e la Ferrata Guzzella. Verso nord la Ferrata Gabrielli alla Cima d'Asta; in Val d'Astico la recente Ferrata Anelli delle Anguane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMassiccio del Grappa
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario140 m
    • Quota max350 m
    • Lunghezza3 Km
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