Caratteristica: Ben attrezzata con cambre

  • Ferrata Val di Scala

    Ferrata Val di Scala

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Val di Scala

    La Ferrata Val di Scala (detta anche di Caoria o del Canal San Bovo) è un itinerario breve e ben attrezzato, ideale per avvicinarsi al mondo delle vie attrezzate: le difficoltà tecniche restano modeste pur in presenza di una buona esposizione. Il contesto, in provincia di Trento sul fianco della Catena del Lagorai, è molto bello e isolato, lontano dal turismo di massa.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza si trova lungo la strada che collega Canal San Bovo e Caoria e che risale la Val di Scala: si parcheggia nei pressi di una curva pronunciata, con l'attacco posto a pochi metri dalla carreggiata. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio la via è già visibile: in pochi minuti, seguendo la traccia, si raggiunge l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono subito verticali su placca, con una rapida successione di cambre per una quindicina di metri, dopo i quali una breve cengia terrosa porta verso destra. Il cavo riparte in verticale, sempre su cambre metalliche, conducendo sotto un tetto roccioso che si supera con il cavo che per alcuni metri scorre su entrambi i lati. Si prosegue verticali sulla scala di cambre e poi in traverso verso sinistra in direzione del ponte sospeso, molto stabile e lungo una quindicina di metri; bella la cascata che scorre a destra del ponte e che, terminato l'attraversamento, si sfiora in salita. Dopo un breve tratto orizzontale al bordo del torrente, una serie di traversi privi di difficoltà ma molto panoramici accompagna i balzi del corso d'acqua. Le attrezzature si interrompono per un tratto di sentiero di collegamento, poi i cavi riprendono presso alcune roccette e fungono da corrimano dove il sentiero si stringe; si risale un sasso oltre il quale una passerella di legno attraversa il torrente. Oltre la passerella si procede su traccia, sulla sinistra orografica, fino a una parete verticale: si sale una lunga fila di cambre, intervallata da un breve tratto a sinistra, fino a un nuovo tetto roccioso che questa volta si aggira a sinistra con i piedi sulle cambre – il punto più esposto della via. Aggirato il tetto si riparte verticali per una ventina di metri fino a un breve tratto terroso; a fianco scende di nuovo la cascata. Si risalgono infine alcuni balzi rocciosi abbondantemente staffati, con brevi tratti di collegamento, e dopo le ultime roccette attrezzate la via termina (40' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata recente e moderna nella concezione, con numerosi infissi metallici. Chi cerca una via «arrampicabile» ne resterà deluso; chi apprezza la verticalità troverà comunque soddisfazione, con difficoltà tecniche contenute. È perfetta per far prendere confidenza con le vie attrezzate a chi è già abituato a escursioni esposte; l'attrezzatura è in ottimo stato.

    ⚠ Pur tecnicamente facile, la via è ben esposta: non è adatta a chi soffre il vuoto. Casco e set da ferrata restano indispensabili. Per la cartografia è utile la carta del Parco di Paneveggio – Pale di San Martino o quella del Lagorai – Cima d'Asta.

    ▲Discesa

    Terminata la ferrata si segue la traccia ben visibile che riporta al parcheggio in circa 20 minuti (1h 15' complessive).

    ▲Da abbinare

    È probabilmente l'unico itinerario facile di questa zona del Trentino, ricca invece di vie lunghe e impegnative. Poco distante la Ferrata Gabrielli sale a Cima d'Asta; spostandosi nelle Pale di San Martino si trovano la Ferrata del Porton, la Ferrata del Velo e la Ferrata Bolver-Lugli. Per chi è alle prime armi, in Val di Fiemme c'è la Ferrata del Bombasel al Cermis.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoCatena del Lagorai
    • Avvicinamento10 min
    • Ferrata45 min
    • Itinerario completo (a/r)1h 15'
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario239 m
    • Quota massima1004 m
    • Lunghezza2,4 km
  • Ferrata del Velo

    Ferrata del Velo

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata del Velo

    La Ferrata del Velo sale a Forcella del Porton in un bellissimo ambiente delle Pale di San Martino, dominato da Sasso Maor e Cima della Madonna. È una via di media difficoltà, perfettamente attrezzata, che qui descriviamo in salita con rientro ad anello per la breve Ferrata della Vecia.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Malga Civertaghe, nel comune di San Martino di Castrozza (TN), raggiungibile per circa 3 km di strada forestale: da San Martino si prende la statale verso sud e, al quarto tornante, si imbocca diritta la strada (parzialmente attrezzata ma in discrete condizioni), tenendo poi la destra in salita fino al parcheggio della malga (punto di partenza su Google Maps). Da Malga Civertaghe (1375 m) si sale verso le pareti della Cima Val di Roda sul sentiero 713, oltre i ruderi di Malga Sopra Ronz; a un bivio si tiene la sinistra (713, in salita ripida) lasciando il 724. Usciti dal bosco su pietraia si arriva a un bivio: a destra il 713 prosegue verso il Rifugio Velo della Madonna, a sinistra si stacca la traccia che si userà per il rientro dalla Ferrata della Vecia. Restando sul 713, con qualche facile tratto attrezzato, si raggiunge il Rifugio Madonna del Velo (2358 m, 2h 15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal rifugio si sale prima su ghiaione poi su roccia fino all’attacco, con San Martino di Castrozza alle spalle. Si inizia con una rampa diagonale, poi si sale in diagonale a sinistra e di nuovo a destra in un passaggio un po’ atletico fino alle prime cambre; si prosegue in verticale su parete attrezzata con cambre e un passaggio leggermente strapiombante. Dopo una placca appoggiata in diagonale si affronta il tratto più adrenalinico: dopo una leggera discesa, un traverso prima orizzontale su cambre poi in diagonale, con buona esposizione, quindi un salto di 3 metri con cambre e un tratto verticale attrezzato, le cui difficoltà sono molto ridotte dall’abbondanza di cambre e appigli naturali. Dopo un canalino si sale uno spigolo (prima a destra, poi a sinistra) e ci si inserisce in un canalino appoggiato con cambre nella parte alta. Il tratto conclusivo prevede una paretina verticale, un traverso che gradualmente si allarga e un sentiero attrezzato in diagonale fino al termine delle attrezzature; si prosegue su sentiero in modesta salita e, dopo alcuni tornanti, si raggiunge la Forcella del Porton (2460 m, 1h dal Rifugio Madonna del Velo, 3h 15′ totali), con splendido panorama su Sasso Maor e Cima della Madonna.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via di media difficoltà senza singoli passaggi tecnicamente duri: è perfettamente attrezzata e i tratti più impegnativi sono protetti da cambre ampie e abbondanti che riducono molto le difficoltà.

    ⚠ Itinerario d’alta quota: nei canaloni e nei valloni rivolti a nord può esserci neve anche in stagione inoltrata; affrontarlo con tempo stabile.

    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva (quota massima 2460 m circa). Cartografia: carta del Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino (4Land).

    ▲Discesa

    Poco prima della Forcella del Porton una palina indica sia il Sentiero Gusella (714) sia la discesa in Val della Vecia (739). Si scende lungo il vallone, prima sassoso poi erboso, fino all’attacco superiore della Ferrata della Vecia, che con una lunga serie di cambre aiuta a scendere circa 50 metri di dislivello; al termine il sentiero si innesta a destra sul 713 dell’avvicinamento, che si ripercorre a ritroso fino al parcheggio (2h dalla Forcella del Porton, 5h 15′ totali).

    ▲Da abbinare

    La Ferrata del Velo è spesso percorsa in discesa dopo la Ferrata del Porton; in un giro di due giorni si può aggiungere il Sentiero Gusella a Forcella Stephen, mentre per un anello più breve la si abbina alla Ferrata della Vecia. Nelle Pale anche la Ferrata Bolver Lugli, la Ferrata Buzzati, la Gabitta d’Ignoti, il Sentiero del Cacciatore, la Ferrata dell'Orsa e l’impegnativa Ferrata del Canalone.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:15 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1085 m
    • Quota max2460 m
    • Lunghezza17,6 Km
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