Caratteristica: Cresta

  • Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz
    Moderatamente Difficile● ChiusaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE — Via CHIUSA: Il Sentiero Attrezzato dei Mar risulta chiuso. Verificare le condizioni aggiornate prima di qualsiasi pianificazione.

    Il Sentiero Attrezzato dei Mar percorre il versante settentrionale delle Pale di San Martino con partenza dall'isolato abitato di Gares, salendo verso il Mulaz tra panorami sul Focobon. Itinerario poco frequentato, tecnicamente non difficile ma con fondo talvolta insidioso su erba e terroso.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Gares da Canale d'Agordo svoltando verso sud (ovest) per circa 7 Km su una bella vallata (indicazioni Maps). Parcheggio comodo nel paese. A piedi si raggiunge la chiesa e si imbocca l'itinerario verso Malga Stia seguendo le indicazioni, salendo prima su carrareccia poi sul sentiero 754 sul versante sinistro della Val di Greta. In circa 50 minuti si arriva a Malga Stia (1785 m), poi si continua sul sentiero 752 verso Forcella Stia.

    ▲Il percorso

    Da Malga Stia si percorre il sentiero 752 su prati verso Forcella Stia. Puntando alla Cresta dei Mar si arriva a una scaletta metallica e a un cartello che segnano l'inizio delle attrezzature. Si risale la scaletta e si affronta una prima esile cengia attrezzata. Si prosegue su crinale erboso seguendo la labile traccia verso la cresta rocciosa che si percorre restando appena sotto il filo di cresta, seguendo i cavi metallici e prestando attenzione al fondo erboso e terroso che può risultare scivoloso con umidità. Il percorso porta infine verso il Mulaz.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati non sono tecnicamente esigenti ma il fondo instabile e la labilità della traccia richiedono orientamento e prudenza. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ Via attualmente chiusa. Non percorrere senza aver verificato lo stato dell'attrezzatura con la Sezione CAI competente o con la Guardia di Finanza di Falcade.
    ▲Periodo e sicurezza

    Normalmente aperto da luglio a settembre. Verificare la riapertura prima di pianificare l'escursione.

    ▲Discesa

    Dal Mulaz si scende verso il Rifugio Mulaz e poi per sentiero verso Falcade oppure si rientra a Gares per la via di salita.

    ▲Da abbinare

    Nelle Pale di San Martino: la Ferrata del Canalino al Mulaz e la Ferrata Gabitta d'Ignoti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello itinerario1180 m
    • Quota max2560 m
    • Lunghezza13 Km
  • Ferrata Tordini Galligani

    Ferrata Tordini Galligani

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Tordini Galligani
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tordini – Galligani (nota anche come Ferrata di Foce Siggioli) è una storica via delle Alpi Apuane, a fianco della parete nord del Pizzo d'Uccello. È di media difficoltà e consente di proseguire per sentiero da esperti fino alla cima del Pizzo, oppure di rientrare con un anello più semplice.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza ideale le Cave Cantonaccio presso Ugliancaldo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si parcheggia a Ugliancaldo e si percorre a piedi la strada sterrata per circa 1 km; superata la sbarra si risale con alcuni tornanti, si oltrepassano gli edifici e le cave, poi si entra nel bosco. Attenzione al bivio appena entrati nel bosco: a destra parte il Sentiero Attrezzato Zaccagna verso Vinca (attualmente interdetto); si prosegue in salita piegando poi a sinistra verso est, seguendo gli abbondanti segni CAI fino all'attacco ai piedi della parete (circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via ha lungo sviluppo e due settori. Il primo è una lunga placca inclinata percorsa prevalentemente in aderenza, senza sforzi rilevanti salvo alcuni balzi arrampicabili anche senza cavo; la roccia è il marmo tipico della zona, con ottima aderenza e numerosi fori che fungono da appoggi per i piedi. Raggiunto il filo di cresta, il secondo settore lo segue quasi interamente per quasi 400 metri fino a Foce Siggioli. Il passaggio chiave è il famoso «Naso», uno spigolo esposto che a prima vista pare difficile ma offre ottimi appigli scavati. La pendenza è sempre presente ma mai del tutto verticale; l'ultimo tratto è il più esposto, con pendenza che decresce fino a Foce Siggioli (1390 m), dove la ferrata termina (2h dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di media difficoltà, con il fascino della roccia di marmo e di una lunga progressione di cresta. Dislivello in ferrata 400 m, complessivo 680 m, quota massima 1386 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ Il sentiero che dalle cave riporterebbe al parcheggio è in pessimo stato di manutenzione (2026) e se ne sconsiglia l'uso: meglio parcheggiare a Ugliancaldo. Il vicino Sentiero Attrezzato Zaccagna è interdetto.
    ▲Discesa

    Da Foce Siggioli si può proseguire verso il Pizzo d'Uccello (sentiero EE con roccette e tratti di I grado, non descritto qui) oppure rientrare lungo la Cresta di Capradossa (segnavia CAI 181), aerea e recentemente attrezzata, fino a Poggio Baldozzana. Da qui si tiene la destra sul CAI 181 rientrando a ritroso a Ugliancaldo (1h 30' dal termine della ferrata, 5h totali); è sconsigliato il CAI 192 a sinistra, difficile da seguire per mancanza di segnaletica.

    ▲Da abbinare

    Nelle Apuane si possono percorrere la Ferrata del Procinto, la Ferrata Salvatori alla Pania Forata e la Ferrata Malfatti al Monte Sumbra.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario680 m
    • Quota max1386 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)

    Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)

    Vie Ferrate › Veneto › Treviso
    Ferrata Sass Brusai al Monte Boccaor (Grappa)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Sass Brusai sale il Monte Boccaor nel Massiccio del Grappa: una via molto arrampicabile, con i passaggi più impegnativi posti all'inizio e alla fine. Dalla cima si può proseguire verso il Sacrario del Grappa ed eventualmente scendere dalla vicina Ferrata Guzzella. Itinerario di bassa quota, percorribile per lunghi tratti dell'anno.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la Val San Liberale, presso l'omonimo ristorante, raggiungibile da Crespano del Grappa (TV) lungo la SP 26: a Crespano si seguono le indicazioni a nord per la Val San Liberale fino all'ampio parcheggio presso il ristorante (600 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale per una stradina asfaltata fino a un primo bivio (a sinistra la Ferrata Guzzella, a destra la Sass Brusai): si prosegue dritti finché l'asfalto diventa sterrato e, a un bivio segnalato (710 m, 30' dal parcheggio), si tiene la destra sul CAI 153. Per ripido sentiero nel bosco, seguendo i bolli rossi, si arriva a un bivio dove a sinistra si raggiunge l'attacco (1160 m, 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal balconcino d'attacco si salgono alcune roccette a sinistra della targa e si entra nella prima sezione: una parete di una quindicina di metri che in alto prende la forma di un camino, molto piacevole su roccia frastagliata e ricca di appoggi. Usciti dal camino, un paio di balzi su fondo misto roccia-erba (attenzione se umido) e una breve cengia introducono un tratto di sentiero. La seconda sezione risale una cresta di ampi blocchi, tenendosi sul lato sinistro, con basso senso di esposizione per gli alberi circostanti; seguono sentiero erboso e facili balzi attrezzati. La terza sezione sale una costola rocciosa, ben gradonata in basso e più tecnica in alto, dove una fessura e un paio di sporgenze obbligano a procedere in spaccata sul versante opposto alla fune; poi una paretina ben appigliata, una placca e un camino (anch'esso in spaccata) si aprono sulla vista del Monte Grappa. Tra risalti, cenge erbose attrezzate e facili balzi si raggiunge la forcellina «Sella del Candidato» (1345 m, 45' dall'attacco). Oltre la sella due passaggi impegnativi e verticali: una prima parete levigata (possibile qualche trazione sul cavo) e, dopo un collegamento, una nuova paretina esposta presso la cresta. Si prosegue su cresta esposta ma più facile, si risale uno sperone (una rara staffa metallica aiuta dove mancano appigli) e si aggira uno spigolo; una lunga costola, gradoni rocciosi e una placchetta di 6 m portano a un sentiero attrezzato, un balzo e un canalino. Dopo un lungo collegamento si ignora la deviazione per il CAI 152 (1455 m, 1h 15' dall'attacco) e si sale al ponte sospeso: si rimonta il gendarme su placca liscia, lo si aggira a destra e si attraversa il ponte su solide assi (sul versante opposto, a sinistra, una via di fuga verso la strada). Si prosegue a destra: alcune roccette, poi un tratto esposto più impegnativo sotto un gendarme con pochi appigli, una spaccatura da attraversare in spaccata e una cresta appoggiata dove il cavo fa quasi da corrimano. L'ultimo passaggio è una parete di una decina di metri arrampicabile (aggirabile seguendo la freccia rossa presso il libro di via); al termine della placca finiscono le attrezzature e, seguendo la traccia parallela a una vecchia trincea, si raggiunge la vetta del Boccaor (1532 m, 1h 45' dall'attacco / 3h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via molto arrampicabile, con fune tesa e solida; i passaggi più impegnativi sono sulla prima e sull'ultima parete. Avvicinamento faticoso e rientro non breve da mettere in conto.

    ⚠ Bassa quota ed esposizione a sud: proibitiva nei mesi più caldi. Attenzione ai tratti non protetti con fondo erboso, che tende a essere scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota massima 1532 m: percorribile per buona parte dell'anno, ma da evitare nelle giornate estive più calde per l'esposizione a sud.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si seguono le indicazioni a sinistra per Pian della Bala (1380 m), dove ancora a sinistra si prende il sentiero 151 che scende fino al bivio incontrato all'andata e quindi al parcheggio (1h 30' dal termine / 4h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Gli esperti possono chiudere un anello più impegnativo con la vicina Ferrata Guzzella (preferibile in discesa, per evitare i molti tratti non protetti e scivolosi della Sass Brusai). Vicino al Grappa anche l'atletica Ferrata Santa Felicita; in Val d'Astico la recente Ferrata Anelli delle Anguane; verso le Dolomiti Feltrine la Ferrata al Monte Coppolo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMassiccio del Grappa
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario905 m
    • Quota max1532 m
    • Lunghezza10 Km
  • Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    Vie Ferrate › Toscana › Lucca
    Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    La Ferrata Salvatori è una via facile ma aerea, che segue fedelmente la cresta dalla Foce di Petrosciana al Monte Forato (o Pania Forata), nelle Alpi Apuane. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno; il celebre arco naturale del Monte Forato vale da solo l'intera escursione.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l'Albergo Alto Matanna, in Garfagnana: da Lucca si segue la SS 12, poi Diecimo e Pescaglia, si attraversa il borgo di Pascoso e, alle indicazioni per l'albergo, si svolta a sinistra su una stradina asfaltata. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dall'albergo si sale e poco dopo si prende a destra il CAI 109, restando sulla parete nord del Monte Nona; si raggiunge la Foce delle Porchette e, ignorando le deviazioni, si prosegue dritti sul 109 fino alla Foce di Petrosciana (1h 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Alla Foce di Petrosciana una targa in marmo indica il ripido accesso alla ferrata (si ignora il sentiero che costeggia in basso il crinale, percorso al ritorno). Si salgono facili roccette fino al primo cavo, che costeggia un traverso e porta a una via di fuga; proseguendo si raggiunge un gendarme roccioso da risalire su un esposto diedro attrezzato di 15 metri, che deposita su un piccolo piano da cui si riparte su una parete ripida con pochi appigli (passaggio chiave). Una scaletta di 5 metri chiude le difficoltà tecniche; da qui la via segue il filo di cresta, esposto ma mai difficile, fino al termine delle attrezzature. Per un'esile traccia si raggiunge la cima del Monte Forato / Pania Forata (50' dall'attacco / 2h 15' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Complessivamente facile, con solo alcuni passaggi più tecnici nella parte iniziale (il diedro e la paretina del passaggio chiave); il resto è cresta aerea. Dall'arco della Pania Forata è possibile effettuare una calata in corda doppia. Intitolata a Renato Salvatori, vicepresidente del CAI di Forte dei Marmi; installata nell'autunno del 1977, inaugurata nel 1978 e rinnovata nel 1998.

    ⚠ Pur facile, la via si svolge su cresta esposta: imbrago, casco e kit da ferrata indispensabili; attenzione con roccia bagnata o vento forte.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (massima 1150 m): percorribile gran parte dell'anno con roccia asciutta.

    ▲Discesa

    Si scende dal lato garfagnino per circa 40 metri fino al marcato CAI 110, che si percorre a ritroso verso l'attacco della ferrata (20' dal termine); da qui si segue a ritroso il sentiero dell'andata fino all'auto (3h 45' totali). In alternativa si può salire da Fornovolasco (Grotta del Vento) per il CAI 6, che risale il torrente Caraglione passando per la grotta «La tana che urla» fino alla Foce di Petrosciana.

    ▲Da abbinare

    Si concatena bene con la vicina Ferrata del Procinto (l'itinerario combinato è descritto nella relazione del Procinto).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)3:45 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario420 m
    • Quota max1150 m
    • Lunghezza9,4 Km
  • Ferrata Grasselli al Picco di Carnizza e Monte Canin

    Ferrata Grasselli al Picco di Carnizza e Monte Canin

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Grasselli al Picco di Carnizza e Monte Canin

    Itinerario impegnativo e alpinistico nelle Alpi Giulie: la Ferrata Grasselli sale il Picco di Carnizza, poi una lunga cresta collega al Monte Canin (2587 m) e la discesa avviene dalla Ferrata Julia fino al Ghiacciaio del Canin. Via molto varia, con tratti esposti sia in cresta sia in discesa, da affrontare solo con esperienza e tempo stabile.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia che da Sella Nevea sale al Rifugio Gilberti-Soravito. Da Chiusaforte (20' dall'uscita Carnia-Tolmezzo sull'A23) si seguono le indicazioni per Sella Nevea verso est, si supera il ponte e si guida per circa 20 km fino agli impianti. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal rifugio (1850 m) si prende a destra il sentiero 632 verso la Sella Bila Pec (ruderi di una caserma), poi a mezzacosta verso la Sella Grubia e il Bivacco Marussich, risalendo ghiaioni verso ovest con il Montasio alle spalle, fino al Bivacco Marussich (2040 m, 1h 30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Dal bivacco si sale su traccia per prati e rocce verso l'evidente spigolo dove la targa segna l'inizio della Ferrata Grasselli (20' dal bivacco). Spostandosi un paio di metri a destra della targa e seguendo i triangoli rossi, si risale una prima parete verticale ben appigliata ma impegnativa (qualche piolo aiuta); si guadagna quota ed esposizione fino a una parete con fessura, che si supera restando a destra su staffe metalliche. Un breve tratto di collegamento e una traccia esposta a sinistra portano su un tratto di cresta attrezzata: roccette esposte ma senza difficoltà sostanziali e alcuni canalini concludono il primo tratto ferrato. Per sentiero ripido tra sfasciumi si raggiunge l'ampia cresta che porta al Picco di Carnizza (2441 m, 1h dall'attacco / circa 3h totali). Inizia la seconda parte verso il Canin: si perde quota e si percorre una cresta che alterna sentiero e placche inclinate (attenzione col bagnato), con notevole precipizio a nord verso il Ghiacciaio del Canin. Seguendo i bolli rossi (triangoli dell'Alta Via Resiniana) si aggira una cengia erbosa, si risalgono balzi attrezzati lungo un canalino e si raggiunge lo spigolo ovest del Canin; alternando tratti su sentiero, placche e roccette si sale fino ai resti della croce del Monte Canin (2587 m, 2h 30' dall'attacco / circa 4h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario bello e appagante ma impegnativo, esposto e in più tratti difficile: sia la Grasselli sia la Julia in discesa richiedono buona esperienza, discreta tecnica e nessun problema con l'esposizione. Installata nel 1995 dal CAI di Tricesimo, è intitolata a Rosalba Grasselli.

    ⚠ Da evitare con tempo instabile: tra il Picco di Carnizza, il Canin e la discesa dalla Julia non ci sono vie di fuga. Attenzione all'innevamento a inizio stagione sul versante nord del Picco di Carnizza.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d'alta quota (2587 m): piena estate con condizioni stabili. Per la discesa sul ghiacciaio sono consigliati i ramponi.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Canin si scende per la via normale (versante est) e in 10-15' si raggiunge il bivio a sinistra per la Ferrata Julia (media difficoltà, in discesa richiede attenzione; roccia ben appigliata salvo l'ultima placchetta, più faticosa per le braccia ma di pochi metri). La ferrata termina sul Ghiacciaio del Canin (1h 30' dalla vetta / 6h totali). La discesa del ghiacciaio richiede molta attenzione e i ramponi sono decisamente consigliati (di norma senza grossi crepacci); individuata la traccia si prosegue verso sud, alla Sella Bila Pec e alla stazione a monte della funivia (1h 15' dal termine della Julia / circa 7h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nelle Alpi Giulie: sul Jof Montasio la Via Amalia; verso la Val Dogna la lunga Ferrata Norina al Monte Cavallo; sul Jof Fuart la Ferrata Anita Goitan; verso il Mangart la Ferrata della Vita.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata547 m
    • Dislivello itinerario737 m
    • Quota max2587 m
    • Lunghezza11 Km
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