Caratteristica: Esposta

  • Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)

    Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Guido Rossa a Caprie (già Ferrata della Rocca Bianca) sale la Rocca di Caprie, in Val di Susa: una via intensa, fisica e piacevole che, pur non essendo da classificare difficile, richiede buona forma e concentrazione. È varia — tratti esposti, traversi, pareti verticali e strapiombi — e include un ponte sospeso (delle scimmie) di 25 metri, adrenalinico e ballerino.

    ▲Avvicinamento

    Si parcheggia a Caprie (TO), in via Colomba, da cui è già visibile la parete; sul posto una bacheca informativa. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prende il sentiero sulla destra e, al primo bivio, si tiene ancora la destra (segnalato) fino al cartello d'inizio ferrata (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca un sasso ancora nel bosco e alcune facili roccette; usciti dal bosco inizia un tratto ripido con due-tre tiri abbastanza impegnativi per via della roccia non perfettamente appigliata. Si risale uno spigolo poco marcato tenendosi sul lato sinistro; pian piano si allarga in un traverso con qualche staffa per i piedi, poi di nuovo verticale su parete con leggero strapiombo. Si supera un masso in forte esposizione e si chiude il primo tratto (20' dall'attacco), dove c'è una via di fuga segnalata. Nel bosco si raggiunge il secondo tratto seguendo i bollini rossi e il cartello «Placca delle Malizie»: si riparte verticali su una placca abbastanza liscia dove le staffe aiutano fino a scavalcare una sporgenza, poi si sale alternando tratti verticali, diagonali e cenge, con esposizione via via crescente, fino a un punto orizzontale dove rifiatare. Si affronta quindi il ponte sospeso (circa 25 m), aggirabile. Si riparte su un tratto strapiombante: il passaggio chiave è un pezzo difficile in cui il cavo corre in mezzo, con due moschettonate in posizione scomoda (un rinvio può essere molto utile). Si prosegue su parete verticale ed esposta fino a un traverso impegnativo da fare in aderenza, poi in diagonale si aggira la parete e si guadagna la sommità. Si continua su placche inclinate e qualche balzo facilmente arrampicabile fino a un'ultima parete attrezzata, dove il leggero strapiombo e la stanchezza accumulata non devono far calare la concentrazione, e si arriva in vetta (2h dall'attacco / 2h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Non difficile in senso tecnico ma varia e fisica: molti tratti verticali, qualche strapiombo ed esposizione che alzano l'impegno. La via è intitolata a Guido Rossa, operaio, sindacalista e alpinista del Gruppo Alta Montagna del CAI di Torino, ucciso dalle Brigate Rosse a Genova nel 1979.

    ⚠ Dopo un incendio nel 2017 la via è rimasta chiusa alcuni anni ed è stata riaperta ufficialmente il 17 ottobre 2021; la relazione di riferimento non è aggiornata dopo la riapertura. Un rinvio è consigliato per il passaggio chiave strapiombante.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario di bassa-media quota in Val di Susa, percorribile in gran parte della stagione con roccia asciutta.

    ▲Discesa

    Si scende per il sentiero sulla destra indicato «Campambiardo», quindi si seguono le indicazioni per Caprie nel bosco fino al parcheggio (30' dal termine / 2h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Nei pressi la Ferrata della Ruceia e la Ferrata Carlo Giorda. In Val di Susa: la Ferrata Gorge della Dora, la Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e, più in alto, la Ferrata del Rouas a Bardonecchia; a Claviere le ferrate di Rocca Clarì, dei Militari/Bunker, della Batteria Bassa e dello Chaberton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)2:45 h
    • Dislivello ferrata255 m
    • Dislivello itinerario350 m
    • Quota max715 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Vie Ferrate › Piemonte › Biella
    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Nito Staich risale le pareti del Monte Tovo, sopra Oropa (Biella): aerea e impegnativa fisicamente, percorre molti tratti verticali aggirando spigoli esposti e pareti con leggeri strapiombi, senza perรฒ risultare mai eccessivamente difficile. Itinerario corto, ideale in mezza giornata, da concatenare con un'altra ferrata del biellese.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Oropa (Biella). Dal centro si prosegue verso Rosazza fino a un evidente tornante a fianco del quale sorge una costruzione religiosa diroccata; lรฌ sale una sterrata e nei pressi del tornante si parcheggia a bordo strada. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si imbocca la sterrata poco dopo il tornante in direzione del Rifugio Rosazza; sull'ampio sentiero si giunge a una pietraia con i primi cartelli della ferrata, che si risale verso destra verso lo sperone roccioso seguendo segni rossi e cartelli fino all'attacco (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca una parete che fa guadagnare subito quota lungo uno spigolo (tenendosi a sinistra); dopo un breve collegamento e un facile traverso si sale una seconda parete verticale piรน lunga, intravedendo sopra il pilastro della vecchia funivia. Per sentiero erboso e un paio di paretine appoggiate con staffe si raggiunge il primo pilone in cemento della vecchia funivia, che si risale in verticale con le staffe fino a un breve ponte delle scimmie (3 corde) che collega il pilone alla parete. Oltre il ponte si traversa a destra aggirando uno spigolo poco marcato fino a un pianoro erboso, quindi a un'imponente parete verticale: si attacca un diedro, se ne esce a destra superando un piccolo tetto strapiombante con infissi metallici, e si sale in verticale con esposizione crescente fino ad attraversare il diedro sul suo lato sinistro. Si raggiunge un terrazzo erboso (dove si stacca e riattacca poco sopra il moschettone), con vista sulla cupola del Santuario di Oropa; si attacca uno spigolo con leggero strapiombo verso sinistra, molto esposto, fino a un secondo breve ponte sospeso (3 corde). Si sale su cambre, poi un traverso a sinistra aggira in forte esposizione un tetto roccioso, ci si sposta a fianco della nuova funivia e si sale in verticale su ottime staffe fino al termine delle attrezzature (1h 20' dall'attacco, 1h 40' totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Spigolo roccioso aereo e vario; i molti infissi la rendono mediamente difficile (sarebbe ben piรน impegnativa senza). L'esposizione la fa da padrona su ampi tratti; attrezzatura ottima.

    ⚠ รˆ esplicitamente vietato scendere la via ferrata. A circa 2/3 della salita รจ presente una via di fuga a sinistra.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da primavera ad autunno. Progressione fisica: dosare le energie. La Provincia di Biella mette a disposizione mappe e tracce dei sentieri.

    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si imbocca il sentiero D32 (segni bianco-rossi) sul versante opposto; a un bivio si tiene la sinistra su un'ampia mulattiera fino alla pietraia dell'avvicinamento e, a ritroso, all'auto (30' dal termine, 2h 10' totali). In alternativa si puรฒ risalire alla stazione a monte della funivia (Rifugio Rosazza) e scendere con la funivia a Oropa, oppure salire per il sentiero 14 alla vetta del Monte Tovo (2230 m).

    ▲Da abbinare

    Altre ferrate del biellese: il Sentiero Attrezzato dell'Infernone, la Ferrata del Limbo e la Ferrata Ciao Miki.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Biellesi
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerario (a/r)2:10 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario350 m
    • Quota max1600 m
    • Lunghezza6,7 Km
  • Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Nasego si sviluppa su 5 sezioni ben distinte e di difficoltร  media, con alcuni tratti piรน impegnativi. Mediamente esposta, alterna pareti, traversi, cenge e tratti di cresta; pur abbastanza lunga, offre molti punti dove rifiatare. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso l'abitato di Comero, vicino a Lodrino (Brescia). Superato Casto, sulla provinciale si nota a destra una strada che risale in senso inverso, con le indicazioni per il Rifugio Nasego e le Corna di Savallo giร  visibili sopra. La si risale fino a un bivio dove, seguendo il rifugio, si va a destra, si aggira una chiesa e si sale per una strada che si restringe e diventa sterrata in discrete condizioni, fino a uno spiazzo con tettoia dove parcheggiare. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si seguono le indicazioni per la ferrata verso destra (est) in lieve salita; usciti dal bosco si costeggia la base della Corna di Savallo fino all'inizio delle attrezzature a sinistra (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via รจ suddivisa in 5 tronconi. La prima sezione inizia su un tratto inclinato (cavo di equilibrio), poi una paretina coricata dove il cavo zigzaga e va scavalcato un paio di volte, quindi una parete piรน verticale su spigolo non marcato; si guadagna quota ed esposizione alternando destra e sinistra fino a una cengia e a un breve sentiero attrezzato, dove le attrezzature terminano. Per sentiero erboso si scende al secondo troncone: presso un canale roccioso si risale una parete verticale di 8-10 m con pioli, un breve strapiombo e una pianta sul lato opposto da scavalcare (passaggio non agevole per chi รจ basso di statura); sopra, il cavo prosegue verticale ed esposto, poi piรน appigliato, fino a roccette facili. La terza sezione attacca con un traverso diagonale a destra e poi in direzione opposta su pioli, un tratto di sentiero attrezzato, un traverso sotto un tetto poco marcato e facili balzi arrampicabili (attenzione alla roccia friabile). Il quarto troncone sale facili balzi, poi un traverso in leggero strapiombo che sollecita le braccia (meglio non temporeggiare), una breve fessura verticale e balzi gradonati piรน fisici ed esposti, fino a una forcella tra due torrioni: si rimonta quello di sinistra e si passa sul lato opposto, una stretta cengia terrosa aggira un canalino e una rampa inclinata richiede uno strappo fisico di un paio di metri in contropendenza, poi un facile traverso chiude la sezione. La quinta sezione percorre una cengia sotto un tetto: attenzione all'inizio, con un paio di pareti verticali a pochi appigli; si risalgono balzi e una cengia diagonale attrezzata e un ultimo tratto verticale fino alla croce di vetta della Corna di Savallo (1446 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Difficoltร  media; i passaggi piรน duri sono la parete con la pianta e il traverso strapiombante. Molti i punti dove riposare grazie alla suddivisione in tronconi.

    ⚠ La roccia รจ spesso friabile: in alcuni tratti รจ sconsigliato affidarsi alla sola roccia. I sentieri di collegamento possono essere scivolosi dopo le piogge. Nell'ultimo tratto, se si prosegue sulla cengia senza notare le attrezzature verticali, si arriva a una sella da cui un sentiero attrezzato di cresta porta comunque alla croce, ma saltando l'ultimo troncone di ferrata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile gran parte dell'anno data la quota contenuta; evitare le giornate umide per i collegamenti scivolosi.

    ▲Discesa

    Dalla croce si prosegue dritti verso ovest seguendo la traccia, che scende con pendenza moderata fino a incrociare la via di fuga e, piรน in basso, il Rifugio Nasego (gestito da volontari). Dal rifugio si scende al parcheggio per uno dei percorsi possibili: a sinistra il piรน diretto e ripido, a destra il piรน dolce (45' dalla vetta, 4h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    Partendo presto, si concatena con le Ferrate di Casto, sul versante opposto della valle. Verso il Lago d'Idro: Ferrata Fregio, Ferrata delle Ginestre e Ferrata Crench.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1436 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata di Montorfano

    Ferrata di Montorfano

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata di Montorfano
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Moderna e attrezzata in modo impeccabile, la Ferrata di Montorfano risale bastionate di gneiss verticale e poco arrampicabile, dunque ricche di infissi artificiali. รˆ aerea ed esposta, con due ponti sospesi, ma i passaggi difficili sono limitati: nel complesso รจ breve e di impegno medio, percorribile gran parte dell'anno vista la modesta quota.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal comune di Mergozzo (Verbano-Cusio-Ossola), versante piemontese del Lago Maggiore. Da sud si percorre l'A26 fino a Gravellona Toce, uscita Verbania, poi a sinistra per Mergozzo; dopo un minuto d'auto, sulla sinistra, uno spiazzo con posto per 4-5 auto. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A piedi si prosegue circa 150 m verso Mergozzo fino a una stradina asfaltata che sale sul lato opposto: รจ la strada militare del Montorfano, che a tornanti nel bosco sale per circa 3 km passando accanto a una vecchia caserma abbandonata; le indicazioni in loco portano in breve all'attacco (circa 1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia nel bosco, accanto a una panchina dove indossare l'imbraco. Si attacca con un paio di gradoni e una paretina verticale molto staffata fino a un terrazzino panoramico sulla valle del Toce e sul Lago Maggiore. Si segue il filo dello spigolo risalendo un balzo leggermente strapiombante con ottime cambre, poi un tratto orizzontale di collegamento e un tratto non attrezzato. La via riparte verticale su una bella paretina, seguita da un facile traverso a sinistra; dopo un pulpito panoramico si attraversa un primo ponte sospeso molto stabile. Si esce verso destra su cambre per un facile ma esposto traverso che inizia a scendere, sempre esposto ma non difficile, fino al secondo e piรน lungo ponte sospeso, oltre il quale la ferrata termina (45' dall'attacco, circa 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Via aerea con esposizione marcata ma difficoltร  tecniche contenute. Attrezzatura impeccabile.

    ⚠ Su entrambi i ponti la corda superiore a cui collegare il set da ferrata รจ piuttosto alta: tenerlo presente se non si รจ di statura elevata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile gran parte dell'anno, inverno compreso, data la bassa quota.

    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si prosegue su mulattiera militare fino a un incrocio segnalato (15'). Due opzioni: salire alla vetta del Montorfano (1h dal termine, circa 4h 30' totali) oppure scendere verso il parcheggio ripercorrendo a ritroso il sentiero di avvicinamento (1h 15' dal termine, circa 3h totali).

    ▲Da abbinare

    Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore: la facile Ferrata Picasass e l'impegnativa Ferrata La Miccia; a nord la recente Ferrata Walserfall; a ovest la Ferrata della Falconera.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Lepontine
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrataca 250 m
    • Dislivello itinerarioca 550 m
    • Quota max794 m
    • Lunghezzaca 10 Km
  • Ferrata del Monte Ocone

    Ferrata del Monte Ocone

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata del Monte Ocone

    La Ferrata del Monte Ocone รจ verticale, esposta e a tratti atletica, ma generosa di pause: รจ infatti il concatenamento di 11 torrioni collegati da brevi tratti di sentiero. Presenta inoltre alcune varianti piรน difficili (la variante del Monarca al settimo torrione e la variante estremamente difficile all'undicesimo).

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla strada che collega Costa Valle Imagna a Valsecca (provincia di Bergamo, al confine con Lecco). Giungendo da Costa Valle Imagna, dopo poco piรน di 3 km e prima di un tornante a sinistra, si nota una bacheca con le informazioni sul percorso; si parcheggia su uno spiazzo a destra. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla bacheca si segue il ripido sentierino nel bosco; superata una piccola costruzione si raggiunge un primo tratto attrezzato (la Rampa Adelaide) e, dopo pochi minuti, una sella dove si nota l'attrezzatura del primo degli undici torrioni (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via sale concatenando 11 torrioni di difficoltร  variabile, ciascuno spesso aggirabile da un sentierino sulla destra. Il primo torrione attacca subito impegnativo, con i primi 3 metri strapiombanti (utili le due staffe a sinistra e un buon appiglio per il piede a destra), poi piega a destra su uno spigolo esposto. Il secondo sale molto verticale su parete levigata con staffe, poi uno spigolo piรน appigliato e un traverso che aggira uno sperone. Il terzo alterna verticali, una cengia di collegamento e una lunga placca affrontata in diagonale (il tratto piรน difficile finora, roccia povera di appigli), chiudendo con un diedro e una breve parete. Il quarto entra in un diedro (prima in spaccata, poi su staffe) e aggira un esposto spigolo verso sinistra, breve ma adrenalinico. Il quinto inizia dopo una forcella erbosa; qui si sceglie se proseguire sulla variante del Monarca (sinistra) o sulla via normale, che affronta un gendarme con uscita esposta su spigolo. Il sesto รจ un bel diedro appigliato; segue una crestina in saliscendi fino al settimo torrione «Dolci», da cui un sentiero permette di salire in vetta evitando gli ultimi torrioni: รจ verticale e nella parte alta strapiombante e atletico, con abbondante uso della catena (che, se trazionata, sbandiera a sinistra: meglio procedere in spaccata). L'ottavo «Busti» risale uno spigolo e aggira a sinistra un tetto roccioso in forte esposizione (parallela, sulla destra, la dura variante «GAMO», fra i tratti piรน impegnativi). Il nono ha un attacco insidioso e fisico ma breve. Il decimo «Corti» offre una placca appigliata e una bella arrampicata su un gendarme ricco di maniglie naturali. L'undicesimo «Torre Orobie» propone due opzioni che si ricongiungono pochi metri sopra: a destra estremamente difficile (parte con strapiombo evidente), a sinistra difficile (parete liscia). Si conclude presso il libro di vetta e, in pochi metri di sentiero, si raggiunge la vetta del Monte Ocone (1351 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Ferrata difficile, atletica e abbastanza lunga. Un sentiero parallelo (CAI 571) corre a mezza costa e funge da via di fuga e da rientro fino al settimo torrione; nei torrioni successivi si incontrano altre due vie di fuga. Tutte le varianti sono piรน difficili del livello medio (da molto difficile a estremamente difficile): chi non cerca gli appigli naturali la troverร , nel complesso, molto faticosa.

    ⚠ La catena ha diametro piuttosto largo e in alcuni punti tende a impedire lo scorrimento dei moschettoni: tenerlo presente nella progressione. Roccia spesso compatta ma liscia: molto utili le staffe. Inaugurata nel giugno 2017.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da primavera ad autunno. Buon allenamento consigliato per l'impegno fisico complessivo.

    ▲Discesa

    Dalla vetta, tre opzioni in ordine decrescente di difficoltร : (1) verso sinistra (lato bergamasco), scendendo l'esposta crestina con tratti attrezzati fino al CAI 571 e poi al sentiero parallelo alla ferrata, in discesa all'auto (1h, 4h 30' totali); (2) verso destra, per la piรน semplice via normale fino al CAI 571 al Passo Pertus, poi a sinistra a nord e giรน dal sentiero parallelo ai torrioni (1h, 4h 30'); (3) come la 2 ma tenendo la destra sul CAI 571 verso sud fino al Convento Pertus, poi CAI 574 e CAI in discesa fino alla strada e all'auto (1h 15', 4h 45' totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bergamasche
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:30
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max1355 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata Monte Contrario

    Ferrata Monte Contrario

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Monte Contrario

    Recente e tecnica, la Ferrata del Monte Contrario risale la parete sud dell'omonima cima fino in prossimitร  del Passo delle Pecore: รจ la ferrata tecnicamente piรน difficile delle Alpi Apuane, inserita in un itinerario lungo e faticoso sia in salita sia al rientro.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da localitร  Biforco, presso Forno: dal casello di Massa (A12) si risale la via Bassa Tambura; a Biforco l'asfalto termina davanti a una sbarra, dove inizia la strada marmifera. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Da Biforco si imboccano in salita i sentieri CAI 167-168 lungo il Canal Fondone; dopo circa un chilometro si prende il CAI 167 verso la Valle degli Alberghi. Il sentiero sale ripido sotto l'imponente parete sud; superato un edificio abbandonato (ex dimora degli operai delle cave) si prosegue su traccia, ometti e pali di legno fino all'attacco, dopo un ultimo faticoso strappo (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia su una lunga lastra inclinata, da salire in aderenza sfruttando appigli naturali e, dove serve, la catena, fino a un terrazzino dove il cavo termina momentaneamente. Il secondo tratto aumenta pendenza ed esposizione lungo i circa 400 metri di dislivello: nella parte bassa non mancano buoni appigli naturali, mentre in alto la roccia si fa piรน liscia e, in assenza di buone doti di arrampicata, tornano comodi alcuni appigli artificiali. Si salgono le ultime pareti e la via termina dopo una rete paramassi (2h 30' dall'attacco, 4h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltร 

    รˆ la piรน difficile dal punto di vista tecnico fra le ferrate apuane: il livello non รจ proibitivo in salita, ma roccia ed esposizione impongono prudenza. Da affrontare con cautela nei mesi estivi: la quota non elevata e l'esposizione a sud possono rendere la salita molto calda.

    ⚠ Entrambe le opzioni di rientro sono impegnative, ripide ed esposte: da evitare in caso di maltempo. La discesa via Grondilice / Foce dei Rasori (CAI 168) รจ attualmente chiusa per ordinanza e indicata come inagibile dai cartelli del CAI; usare la discesa dei Pradacetti.
    ▲Periodo e sicurezza

    Meglio le mezze stagioni o giornate non torride. Tempo stabile indispensabile vista la ripidezza dei sentieri di rientro.

    ▲Discesa

    Al termine della ferrata si gira a sinistra verso il Grondilice. Opzione consigliata: in circa 20' si raggiunge la Sella dei Pradacetti, da cui un sentiero ripidissimo ed esposto scende in circa 2h 30' alla Valle degli Alberghi e, lungo il CAI 167, di nuovo a Biforco (3h 45' dal termine della ferrata, circa 8h 30' totali). La seconda opzione (CAI 186 alla Finestra del Grondilice, Foce dei Rasori e CAI 168 lungo il Canale del Fondone) รจ attualmente sconsigliata e chiusa per ordinanza.

    ▲Da abbinare

    La lunghezza dell'itinerario preclude concatenamenti in giornata. Una valida opzione รจ pernottare ai rifugi Orto di Donna o Donegani e affrontare un'altra escursione il giorno seguente.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Molto Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata587 m
    • Dislivello itinerario1270 m
    • Quota max1625 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata del Bunker (dei Militari)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Bunker (o dei Militari) corre lungo la parete che divide le Gorge di San Gervasio, sulla Dora Piccola, presso Claviere. Non รจ difficile, ma รจ decisamente aerea: inizia subito dopo il celebre ponte sospeso piรน lungo del mondo e si chiude attraversando un breve bunker e altri due ponti tibetani.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza abituale รจ la biglietteria del ponte tibetano di Claviere (alta Val di Susa, Torino), un casotto in legno ben segnalato in paese. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal centro si attraversa il ponte sospeso «Sergio Bompard» (408 m), seguito da un ponte di avvicinamento di altri 70 m: al termine si รจ presso l'attacco (30' dal parcheggio). In alternativa si parcheggia presso il campeggio dopo la rotonda prima della galleria: si scende verso lo skilift per bambini, si risale il versante opposto e si va a sinistra verso la gola del ponte tibetano (25').

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia con un tratto in discesa, poi sale verso destra sulla parete che divide la Dora Piccola, guadagnando subito esposizione. Si procede su un traverso orizzontale molto aereo sopra il fiume, ben assistito da staffe, fino a una rampa inclinata staffata che diventa salita verticale e si conclude su una cengia. La cengia conduce al bunker (di solito illuminato negli orari di apertura, ma รจ consigliabile una torcia); all'uscita si รจ presso un terzo lungo ponte tibetano che porta al versante dove termina la ferrata (1h dall'attacco, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Tecnicamente contenuta, ma molto esposta: i tre ponti tibetani richiedono assoluta assenza di vertigini. Adatta anche a chi ha poca esperienza ma testa salda.

    ⚠ Portare una torcia per il passaggio nel bunker. Alla biglietteria del ponte tibetano รจ possibile noleggiare l'attrezzatura.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da tarda primavera all'autunno. Verificare orari e accessibilitร  dei ponti presso il gestore.

    ▲Discesa

    Dal termine del ponte tibetano finale si scende in breve verso la biglietteria (15', 2h totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso unita alla Ferrata di Rocca Clarรฌ (difficile) e alla Ferrata della Batteria Bassa-Alta e Chaberton, che concatena tre vie. Dal 2024 segnaliamo anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlta Val di Susa
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max1758 m
    • Lunghezza2 Km
  • Ferrata Bivacco Borelli

    Ferrata Bivacco Borelli

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata Bivacco Borelli

    Ferrata breve ma da non sottovalutare, conduce al Bivacco Borelli in Val Veny, sotto la parete sud dell’Aiguille Noire de Peuterey. I tratti attrezzati superano circa 200 m di dislivello, inframezzati da sezioni non attrezzate, con un paio di passaggi delicati — in particolare un traverso liscio — nei pressi del termine. Ambiente alpino selvaggio e suggestivo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Purtud in Val Veny, raggiungibile da Courmayeur (punto di partenza su Google Maps). Lungo la strada, a un cartello “Peuterey” si svolta a destra, si supera un ponte sul torrente e subito dopo a sinistra; giunti a Purtud si parcheggia. Si seguono le indicazioni per il Bivacco Borelli (segnavia 19) attraversando pascoli verso il bosco di Peuterey. Usciti dalla foresta si passa presso una costruzione idrica e si prosegue sulla sterrata in un valloncello delimitato dal Mont Rouge a sinistra e dal Mont Noir a destra. Si risale lungo la destra orografica del torrente, ignorando le scorciatoie, fino a oltrepassare una splendida cascata; di lì si prosegue a sinistra seguendo i segni gialli e quelli in loco, ignorando i bollini rossi che vanno a destra. Qui iniziano le prime balze rocciose (1.890 m, 1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto risale rocce coricate senza difficoltà. Le catene si interrompono lungo un canalino esposto ma facile, poi si risale un camino con ottimi appigli. Segue un tratto di sentiero non attrezzato, con fondo friabile e un po’ scivoloso (attenzione), quindi un secondo camino attrezzato più complesso del primo per la scarsità di appigli, che vanno cercati con pazienza. Si raggiunge una prima scala di circa 5 metri, verticale ed esposta ma non difficile. Aggirato uno spigolo con catena e pioli per i piedi, si affronta un traverso esposto e impegnativo che richiede totale assenza di vertigini, con la Val Veny sotto i piedi. Si sale poi una seconda scala e un tratto esposto ma facile di sentiero attrezzato su rampa rocciosa. Si giunge così al passaggio chiave: un secondo traverso inclinato, esposto e liscio, dove alcuni spuntoni offrono sostegno nella risalita. Le ultime roccette attrezzate chiudono la ferrata (1h dall’attacco, 2h dal parcheggio). Si attraversa quindi il valloncello detritico sotto la parete sud dell’Aiguille Noire fino al Bivacco Borelli, incastonato sotto la roccia (40′ dal termine della ferrata, 2h 40′ dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Pur non lunga, è impegnativa: tratti esposti, un paio di passaggi complessi e catena non sempre ben tesa, specie nei traversi, che rende più faticosa l’attraversata. Difficoltà complessiva: Difficile.

    ⚠ Da percorrere solo con meteo stabile: in caso di peggioramento la conca del bivacco viene rapidamente avvolta dalla nebbia. Il traverso inclinato e liscio è il passaggio chiave; richiede buona forza di braccia, soprattutto se affrontato in discesa.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente alpino (quota max 2.316 m): stagione estiva con condizioni stabili. Dalla conca del Bivacco Borelli, risalendo il vallone detritico sul lato opposto al bivacco fino a un canalino attrezzato (più facile della ferrata), si raggiunge il Col Chasseur e, in più giorni e su terreno d’alta quota con nevai, il Rifugio Monzino. Per la cartografia si consiglia la carta del Monte Bianco di 4Land.

    ▲Discesa

    Il rientro avviene per il medesimo itinerario di salita: la ferrata va quindi ripercorsa a ritroso (5h totali). Attenzione in discesa, in particolare nell’ultimo traverso inclinato.

    ▲Da abbinare

    Vista l’impegno, l’escursione occupa l’intera giornata. Eventualmente da abbinare a un itinerario facile come la Ferrata Marguerettaz, oppure, pernottando in zona, alla Ferrata al Rifugio Monzino, al Sentiero al Mont de la Brenva o al Sentiero al Bivacco Boccalatte.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario825 m
    • Quota max2316 m
    • Lunghezza5,5 Km
  • Ferrata Bethaz Bovard

    Ferrata Bethaz Bovard

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata Bethaz Bovard
    Moderatamente Difficile● ChiusaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE: secondo la fonte la via risulta attualmente CHIUSA. Verificate l’effettiva agibilita, eventuali interdizioni e lo stato delle attrezzature prima di programmare l’uscita.

    La Ferrata Bethaz Bovard e un bell’itinerario lungo e impegnativo a Valgrisenche, articolato in quattro sezioni (con via di fuga al termine di ciascuna), l’ultima delle quali su un’aerea cresta fino alla Becca dell’Aouille (2603 m). Non presenta singoli passaggi di elevata difficolta, ma e esposto, faticoso e lungo: da non sottovalutare, anche per la quota.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Valgrisenche, raggiungibile lungo la SR25, parcheggiando in paese. Si attraversa il centro abitato verso l’evidente diga, si supera la chiesa salendo lungo la strada in direzione di un magazzino (originariamente un edificio militare): sul suo lato sinistro si vedono i primi gradini rocciosi con le attrezzature metalliche e la bacheca di inizio ferrata (10 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La via si compone di 4 tratti, ciascuno con una via di fuga al termine. Primo tratto: attacco facile su bella roccia e molte staffe, con gradini metallici nel bosco, una parete verticale, un breve traverso a destra e una salita a sinistra che aggira a sinistra una sporgenza marcata; dopo un tratto verticale e un sentiero di collegamento si sale un traverso su staffe e una parete verticale fino a un tratto pianeggiante accanto a una rete paramassi, prima di una parete verticale con 3 metri strapiombanti che tendono a spingere in fuori al cambio del moschettone; le attrezzature si interrompono, si prosegue su sentiero, facili rocce coricate, un traverso a sinistra e una parete appoggiata fino a uno strapiombo piu marcato che chiude il primo tratto. Secondo tratto: dopo una facile parete inclinata, una lunga placca verticale con una lunghissima serie di infissi per i piedi, poi un alternarsi di roccette, pareti inclinate e piccole balze senza difficolta considerevoli; un sentiero tra le mirtillaie precede una parete leggermente strapiombante, un traverso a sinistra e una parete di circa 7 metri che chiude il tratto. Terzo tratto: una parete non ripida a sinistra porta sotto un’imponente ed esposta parete verticale, risalita su staffe per parecchie decine di metri, seguita da roccette e da un’altra parete verticale piu breve, poi un traverso a destra in orizzontale e in leggera discesa. Quarto tratto: verso l’ultima parete verticale, con una parete appoggiata e poi un diedro verticale, fino a un sentiero attrezzato di cresta decisamente aereo ed esposto ma non difficile, tra fili di cresta, sassi da scavalcare, anfratti, diedri e camini con magnifico panorama; in cima all’ultima parete termina la via (4 ore dall’attacco, 4 ore e 15 dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario senza esagerate difficolta tecniche ma esposto, faticoso e lungo, sviluppato ad alta quota. Lungo la via si incontrano 3 vie di fuga: a circa 1930 m verso il sentiero 17 che scende a Valgrisenche, a circa 2200 m sempre verso il 17 e a 2350 m verso il sentiero 18 e La Bethaz.

    ⚠ Attenzione ai tratti di collegamento e al rientro, dove la segnaletica e scarsa o assente. Sulla cresta le attrezzature a un certo punto si interrompono: proseguire a vista in direzione del ricevitore, dove riprendono. A inizio stagione sono frequenti lunghi tratti innevati. In discesa dalla Becca dell’Aouille seguire le frecce gialle lungo la parte alta del vallone fino al sentiero 18: scendere subito nel vallone, senza seguirle, porta a salti di roccia che rendono impossibile la discesa.
    ▲Discesa

    Ci sono due opzioni. La piu agevole prosegue in leggera salita sul sentiero 18 fino al Rifugio degli Angeli (2916 m), poi dietro al rifugio sale al colle e scende (sentiero 16) fino all’Arp Vieille, quindi per la mulattiera militare (sentiero 17) rientra in paese (2 ore e 30 dal termine, circa 7 ore totali). In alternativa si attraversa una pietraia scivolosa e, orientandosi in assenza di segni, si intercetta il sentiero 18 a destra fino al villaggio di La Bethaz (circa 2 ore), da cui il sentiero 22, parallelo alla strada, riporta in poco piu di 2 km al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    A poco meno di un’ora d’auto, nella valle parallela a sud-est, c’e la Ferrata Casimiro. Nella parte occidentale della Valle d’Aosta segnaliamo anche la Ferrata Marguerettaz, il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata al Gran Paradiso e la Ferrata al Bivacco Borelli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Graie
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello ferrata800 m
    • Dislivello itinerario903 m
    • Quota max2603
    • Lunghezza13 Km
  • Ferrata della Balma

    Ferrata della Balma

    Vie Ferrate › Piemonte › Biella
    Ferrata della Balma
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata della Balma e una via corta, verticale e atletica ricavata su una vecchia cava di roccia abbandonata, recuperata e restituita agli appassionati di montagna. La salita e breve ed esposta ma mai realmente difficile, e si presta a essere combinata con le altre ferrate del Biellese in giornata.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da una ex cava nel comune di San Paolo Cervo. Risalendo circa 10 km da Biella lungo la valle del torrente Cervo, in prossimita della localita Balma si svolta a sinistra su un ponte che attraversa il torrente; subito dopo si gira a destra per trovare parcheggio, con sulla sinistra la parete di roccia che ospita sia la ferrata sia alcune falesie. Dal parcheggio bastano 5 minuti per portarsi sotto la parete, dove verso sinistra inizia la via. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si attacca subito una parete verticale piegando leggermente a sinistra, con staffe di sostegno; in cima si vira a sinistra su una breve rampa e si risale una seconda parete verticale simile. Segue un traverso esposto verso sinistra con i piedi su staffe metalliche, poi una parete verticale dopo la quale le attrezzature si interrompono momentaneamente. Si vede subito la parete del secondo tratto: si attacca un traverso obliquo verso destra con i piedi appoggiati sul cavo, si risale una parete verso destra che diventa verticale con un paio di metri strapiombanti; superata la pancia si piega a sinistra fino a un traverso orizzontale che conduce a un ponte delle scimmie a 3 corde, breve (circa 7 metri) e stabile. Oltre il ponte si aggira un masso, lo si risale da sinistra e si affronta un diedro con abbondanti attrezzature: tratto atletico ma non tecnicamente difficile vista la quantita di staffe. Al termine del diedro si aggira a sinistra uno spigolo non marcato e si risale una parete aerea, verticale e poi in traverso a sinistra agevolato da lunghe staffe per i piedi. Si riprende in verticale (attenzione al cavo che in un passaggio passa prima a destra e poi a sinistra della linea di salita) fino a una breve rampa e agli ultimi metri attrezzati su sentiero erboso, fino all’albero su cui e ancorata la fune, dove la via termina (30 minuti dall’attacco, 35 in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Via corta, intensa e atletica, che non richiede vere doti di arrampicata. L’unico punto impegnativo e un breve tratto strapiombante dove le staffe aiutano la progressione.

    ⚠ Nel passaggio strapiombante un rinvio puo essere utile a chi non e sufficientemente allenato o non e a suo agio su questo tipo di terreno.
    ▲Discesa

    Usciti dalla ferrata si sale ancora una ventina di metri superando le reti di protezione, poi si scende a destra lungo il sentiero fino alla strada asfaltata (30 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲Da abbinare

    Nelle valli biellesi, vicine alla Balma, si possono concatenare in giornata la Ferrata del Limbo, la Ferrata di Rosazza o la Ferrata Nito Staich al mattino. La Ferrata Ciao Miki (circa 30 minuti d’auto) e piu lunga e va pianificata per tempo. Altre opzioni a meno di un’ora sono il Sentiero Attrezzato dell’Infernone e, in provincia di Vercelli, la Ferrata Falconera o la Partusac.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:10 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max900 m
    • Lunghezza1,5 Km
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