Caratteristica: Esposta

  • Ferrata Guido Rossa in Caprie (White Rock)

    Ferrata Guido Rossa in Caprie (White Rock)

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata Guido Rossa in Caprie (White Rock)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Guido Rossa in Caprie (già Ferrata della Rocca Bianca) rises the Rocca di Caprie, in Val di Susa: an intense, physical and pleasant route that, although not to be classified difficult, requires good form and concentration. È varied — exposed traits, transverses, vertical walls and overhangs — and includes a ponte suspended (of the monkeys) of 25 meters, adrenaline and dancer.

    ▲Approach

    Park at Caprie (TO), in via Colomba, from which the wall is already visible; on the spot an informative bulletin board. Open road signs on Google Maps. Take the path on the destra and, at the first junction, the destra (marked) is still held until the sign d' start of the ferrata (15' from parking ).

    ▲The path

    Si attacca un sasso ancora nel bosco e alcune facili roccette; usciti dal bosco inizia un tratto ripido con due-tre tiri abbastanza impegnativi per via della roccia non perfettamente appigliata. Si risale uno spigolo poco marcato tenendosi sul lato sinistro; pian piano si allarga in un traverso con qualche staffa per i piedi, poi di nuovo verticale su parete con leggero strapiombo. Si supera un masso in forte esposizione e si chiude il primo tratto (20' dall'attacco), dove c'è una via di fuga segnalata. Nel bosco si raggiunge il secondo tratto seguendo i bollini rossi e il cartello «Placca delle Malizie»: si riparte verticali su una placca abbastanza liscia dove le staffe aiutano fino a scavalcare una sporgenza, poi si sale alternando tratti verticali, diagonali e cenge, con esposizione via via crescente, fino a un punto orizzontale dove rifiatare. Si affronta quindi il ponte sospeso (circa 25 m), aggirabile. Si riparte su un tratto strapiombante: il passaggio chiave è un pezzo difficile in cui il cavo corre in mezzo, con due moschettonate in posizione scomoda (un rinvio può essere molto utile). Si prosegue su parete verticale ed esposta fino a un traverso impegnativo da fare in aderenza, poi in diagonale si aggira la parete e si guadagna la sommità. Si continua su placche inclinate e qualche balzo facilmente arrampicabile fino a un'ultima parete attrezzata, dove il leggero strapiombo e la stanchezza accumulata non devono far calare la concentrazione, e si arriva in vetta (2h dall'attacco / 2h 15' totali).

    ▲Character and difficulty

    Not difficult in a technical sense but varia and physics: many vertical traits, some overhangs and exposure that raise l' commitment. The Via è entitled to Guido Rossa, worker, trade unionist and mountaineer of the Alta Montagna Group of the CAI of Turin, killed by the Red Brigades in Genoa in 1979.

    ⚠ After a fire in 2017 the Via è remained closed a few years and è officially reopened the 17 October 2021; the reference report not è updated after the reopening. Referral & recommended for overhanging key passage.

    ▲Period and safety

    Itinerary of low-average altitude in Val di Susa, accessible in most of the season with dry rock.

    ▲Discipline

    Go down the path on the destra indicated «Campambiardo» , then follow the signs for Caprie in the forest until parking (30' from the term / 2h 45' totali).

    ▲To match

    Near the Ferrata della Ruceia e la Ferrata Carlo Giorda. In Val di Susa: la Ferrata Gorge della Dora, la Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata dell'Orrido di Foresto and, higher, the Ferrata del Rouas in Bardonecchia; to Claviere the ferrates of Rocca Clari, the Military/Bunker, the Low Battery and the Chaberton.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupVal di Susa
    • Approach0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference255 m
    • Route difference350 m
    • Max715 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Nito Staich risale le pareti del Monte Tovo, sopra Oropa (Biella): aerea e impegnativa fisicamente, percorre molti tratti verticali aggirando spigoli esposti e pareti con leggeri strapiombi, senza però risultare mai eccessivamente difficile. Itinerario corto, ideale in mezza giornata, da concatenare con un'altra ferrata del biellese.

    ▲Approach

    Si parte da Oropa (Biella). Dal centro si prosegue verso Rosazza fino a un evidente tornante a fianco del quale sorge una costruzione religiosa diroccata; lì sale una sterrata e nei pressi del tornante si parcheggia a bordo strada. Open road signs on Google Maps. Si imbocca la sterrata poco dopo il tornante in direzione del Rifugio Rosazza; sull'ampio sentiero si giunge a una pietraia con i primi cartelli della ferrata, che si risale verso destra verso lo sperone roccioso seguendo segni rossi e cartelli fino all'attacco (20' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca una parete che fa guadagnare subito quota lungo uno spigolo (tenendosi a sinistra); dopo un breve collegamento e un facile traverso si sale una seconda parete verticale più lunga, intravedendo sopra il pilastro della vecchia funivia. Per sentiero erboso e un paio di paretine appoggiate con staffe si raggiunge il primo pilone in cemento della vecchia funivia, che si risale in verticale con le staffe fino a un breve ponte delle scimmie (3 corde) che collega il pilone alla parete. Oltre il ponte si traversa a destra aggirando uno spigolo poco marcato fino a un pianoro erboso, quindi a un'imponente parete verticale: si attacca un diedro, se ne esce a destra superando un piccolo tetto strapiombante con infissi metallici, e si sale in verticale con esposizione crescente fino ad attraversare il diedro sul suo lato sinistro. Si raggiunge un terrazzo erboso (dove si stacca e riattacca poco sopra il moschettone), con vista sulla cupola del Santuario di Oropa; si attacca uno spigolo con leggero strapiombo verso sinistra, molto esposto, fino a un secondo breve ponte sospeso (3 corde). Si sale su cambre, poi un traverso a sinistra aggira in forte esposizione un tetto roccioso, ci si sposta a fianco della nuova funivia e si sale in verticale su ottime staffe fino al termine delle attrezzature (1h 20' dall'attacco, 1h 40' totali).

    ▲Character and difficulty

    Spigolo roccioso aereo e vario; i molti infissi la rendono mediamente difficile (sarebbe ben più impegnativa senza). L'esposizione la fa da padrona su ampi tratti; attrezzatura ottima.

    ⚠ È esplicitamente vietato scendere la via ferrata. A circa 2/3 della salita è presente una via di fuga a sinistra.
    ▲Period and safety

    Stagione da primavera ad autunno. Progressione fisica: dosare le energie. La Provincia di Biella mette a disposizione mappe e tracce dei sentieri.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si imbocca il sentiero D32 (segni bianco-rossi) sul versante opposto; a un bivio si tiene la sinistra su un'ampia mulattiera fino alla pietraia dell'avvicinamento e, a ritroso, all'auto (30' dal termine, 2h 10' totali). In alternativa si può risalire alla stazione a monte della funivia (Rifugio Rosazza) e scendere con la funivia a Oropa, oppure salire per il sentiero 14 alla vetta del Monte Tovo (2230 m).

    ▲To match

    Altre ferrate del biellese: il Sentiero Attrezzato dell'Infernone, la Ferrata del Limbo e la Ferrata Hi Miki.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Biellesi
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerary (a/r)2:10 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference350 m
    • Max1600 m
    • Length6,7 Km
  • Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Nasego si sviluppa su 5 sezioni ben distinte e di difficoltà media, con alcuni tratti più impegnativi. Mediamente esposta, alterna pareti, traversi, cenge e tratti di cresta; pur abbastanza lunga, offre molti punti dove rifiatare. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno.

    ▲Approach

    Si parte presso l'abitato di Comero, vicino a Lodrino (Brescia). Superato Casto, sulla provinciale si nota a destra una strada che risale in senso inverso, con le indicazioni per il Rifugio Nasego e le Corna di Savallo già visibili sopra. La si risale fino a un bivio dove, seguendo il rifugio, si va a destra, si aggira una chiesa e si sale per una strada che si restringe e diventa sterrata in discrete condizioni, fino a uno spiazzo con tettoia dove parcheggiare. Open road signs on Google Maps. Dal parcheggio si seguono le indicazioni per la ferrata verso destra (est) in lieve salita; usciti dal bosco si costeggia la base della Corna di Savallo fino all'inizio delle attrezzature a sinistra (20' dal parcheggio).

    ▲The path

    La via è suddivisa in 5 tronconi. La prima sezione inizia su un tratto inclinato (cavo di equilibrio), poi una paretina coricata dove il cavo zigzaga e va scavalcato un paio di volte, quindi una parete più verticale su spigolo non marcato; si guadagna quota ed esposizione alternando destra e sinistra fino a una cengia e a un breve sentiero attrezzato, dove le attrezzature terminano. Per sentiero erboso si scende al secondo troncone: presso un canale roccioso si risale una parete verticale di 8-10 m con pioli, un breve strapiombo e una pianta sul lato opposto da scavalcare (passaggio non agevole per chi è basso di statura); sopra, il cavo prosegue verticale ed esposto, poi più appigliato, fino a roccette facili. La terza sezione attacca con un traverso diagonale a destra e poi in direzione opposta su pioli, un tratto di sentiero attrezzato, un traverso sotto un tetto poco marcato e facili balzi arrampicabili (attenzione alla roccia friabile). Il quarto troncone sale facili balzi, poi un traverso in leggero strapiombo che sollecita le braccia (meglio non temporeggiare), una breve fessura verticale e balzi gradonati più fisici ed esposti, fino a una forcella tra due torrioni: si rimonta quello di sinistra e si passa sul lato opposto, una stretta cengia terrosa aggira un canalino e una rampa inclinata richiede uno strappo fisico di un paio di metri in contropendenza, poi un facile traverso chiude la sezione. La quinta sezione percorre una cengia sotto un tetto: attenzione all'inizio, con un paio di pareti verticali a pochi appigli; si risalgono balzi e una cengia diagonale attrezzata e un ultimo tratto verticale fino alla croce di vetta della Corna di Savallo (1446 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Character and difficulty

    Difficoltà media; i passaggi più duri sono la parete con la pianta e il traverso strapiombante. Molti i punti dove riposare grazie alla suddivisione in tronconi.

    ⚠ La roccia è spesso friabile: in alcuni tratti è sconsigliato affidarsi alla sola roccia. I sentieri di collegamento possono essere scivolosi dopo le piogge. Nell'ultimo tratto, se si prosegue sulla cengia senza notare le attrezzature verticali, si arriva a una sella da cui un sentiero attrezzato di cresta porta comunque alla croce, ma saltando l'ultimo troncone di ferrata.
    ▲Period and safety

    Percorribile gran parte dell'anno data la quota contenuta; evitare le giornate umide per i collegamenti scivolosi.

    ▲Discipline

    Dalla croce si prosegue dritti verso ovest seguendo la traccia, che scende con pendenza moderata fino a incrociare la via di fuga e, più in basso, il Rifugio Nasego (gestito da volontari). Dal rifugio si scende al parcheggio per uno dei percorsi possibili: a sinistra il più diretto e ripido, a destra il più dolce (45' dalla vetta, 4h 15' totali).

    ▲To match

    Partendo presto, si concatena con le Ferrate di Casto, sul versante opposto della valle. Verso il Lago d'Idro: Ferrata Fregio, Ferrata delle Ginestre e Ferrata Crench.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bresciane
    • Approach0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerary (a/r)4:15 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference550 m
    • Max1436 m
    • Length3 Km
  • Ferrata di Montorfano

    Ferrata di Montorfano

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata di Montorfano
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Modern and equipped in an impeccable way, the Ferrata di Montorfano dates back to bastions of vertical and unspoilt gneiss, therefore rich in artificial fixtures. It is airy and exposed, with two suspended bridges, but the difficult passages are limited: overall it is short and medium commitment, which can be reached most of the year due to the modest share.

    ▲Approach

    It starts from the municipality of Mergozzo (Verbano-Cusio-Ossola), Piedmontese side of Lake Maggiore. From the south, take the 'A26 to Gravellona Toce, exit Verbania, then to the left for Mergozzo; after a minute d' car, on the left, a street with place for 4-5 cars. Open road signs on Google Maps. On foot you will continue about 150 m towards Mergozzo to an asphalted road that climbs on the opposite side: it is the military road of the Montorfano, that to bends in the forest climbs for about 3 km passing next to an old abandoned barracks; the on-site signs bring in short all ' attack (about 1h from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata begins in the woods, next to a bench where to wear l'imbraco. It sticks with a couple of steps and a vertical wall very bracketed up to a panoramic terrace on the Toce valley and Lake Maggiore. It follows the strand of the edge up a slightly overhanging leap with excellent cambre, then a horizontal stretch of connection and an unequipped stretch. The road starts vertically on a beautiful wall, followed by an easy traverse to the left; after a panoramic pulpit you cross a very stable primo suspended bridge. It exits right on cambre for an easy but exposed traverse that begins to descend, always exposed but not difficult, until the second and longer suspension bridge, beyond which the ferrata ends (45' from the' attack, about 2h total).

    ▲Character and difficulty

    By air with marked exposure but technical difficulties contained. Impeccable equipment.

    ⚠ On both bridges the upper rope to which to connect the set from ferrata is quite high: keep it in mind if you are not of high stature.
    ▲Period and safety

    Travelling most of the year, including winter, given the low altitude.

    ▲Discipline

    From the end of the ferrata continue on military mule track until a marked crossing (15'). Two options: go up to the peak of Montorfano (1h from the term, about 4h 30' total) or go down to the parking lot, retracing the approach path (1h 15' from the term, about 3h total).

    ▲To match

    On the Piedmontese shore of Lake Maggiore: easy Ferrata Picasass and the impegnative Ferrata La Miccia; to the north recent Ferrata Walserfall; to the west Ferrata della Falconera.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach1:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level differenceca 250 m
    • Route differenceca 550 m
    • Max794 m
    • Lengthca 10 Km
  • Ferrata del Monte Ocone

    Ferrata del Monte Ocone

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata del Monte Ocone

    The Ferrata del Monte Ocone is vertical, exposed and at times athletic, but generous of pauses: in fact the concatenation of 11 torrioni connected by short stretches of path. It also features some more difficult variants (the Monarch variant on the seventh tower and the extremely difficult variant all' eleventh).

    ▲Approach

    From the road that connects Costa Valle Imagna to Valsecca (province of Bergamo, on the border with Lecco). Arriving from Costa Valle Imagna, after a little more than 3 km and before a bend on the left, you notice a basin with information on the route; you park on a right side. Open road signs on Google Maps. From the basin follow the steep path in the woods; a small building is reached a first equipped section (the Rampa Adelaide) and, after a few minutes, a saddle where you can see l' equipment of the first of the eleven towers (20' from the parking lot).

    ▲The path

    La via sale concatenando 11 torrioni di difficoltà variabile, ciascuno spesso aggirabile da un sentierino sulla destra. Il primo torrione attacca subito impegnativo, con i primi 3 metri strapiombanti (utili le due staffe a sinistra e un buon appiglio per il piede a destra), poi piega a destra su uno spigolo esposto. Il secondo sale molto verticale su parete levigata con staffe, poi uno spigolo più appigliato e un traverso che aggira uno sperone. Il terzo alterna verticali, una cengia di collegamento e una lunga placca affrontata in diagonale (il tratto più difficile finora, roccia povera di appigli), chiudendo con un diedro e una breve parete. Il quarto entra in un diedro (prima in spaccata, poi su staffe) e aggira un esposto spigolo verso sinistra, breve ma adrenalinico. Il quinto inizia dopo una forcella erbosa; qui si sceglie se proseguire sulla variante del Monarca (sinistra) o sulla via normale, che affronta un gendarme con uscita esposta su spigolo. Il sesto è un bel diedro appigliato; segue una crestina in saliscendi fino al settimo torrione «Dolci», da cui un sentiero permette di salire in vetta evitando gli ultimi torrioni: è verticale e nella parte alta strapiombante e atletico, con abbondante uso della catena (che, se trazionata, sbandiera a sinistra: meglio procedere in spaccata). L'ottavo «Busti» risale uno spigolo e aggira a sinistra un tetto roccioso in forte esposizione (parallela, sulla destra, la dura variante «GAMO», fra i tratti più impegnativi). Il nono ha un attacco insidioso e fisico ma breve. Il decimo «Corti» offre una placca appigliata e una bella arrampicata su un gendarme ricco di maniglie naturali. L'undicesimo «Torre Orobie» propone due opzioni che si ricongiungono pochi metri sopra: a destra estremamente difficile (parte con strapiombo evidente), a sinistra difficile (parete liscia). Si conclude presso il libro di vetta e, in pochi metri di sentiero, si raggiunge la vetta del Monte Ocone (1351 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Character and difficulty

    Hard, athletic and long enough. A parallel path (CAI 571) runs halfway and acts as a way of escape and return to the seventh tower; in the successive towers there are two more escape routes. All variants are more difficult than the average level (from very difficult to extremely difficult): those who do not look for natural hooks will find it, overall, very tiring.

    ⚠ The chain has a rather wide diameter and in some points it tends to prevent the gliding of the muskets: keep it present in the progression. Rock often compact but smooth: very useful brackets. Inaugurated in June 2017.
    ▲Period and safety

    Season from spring to autumn. Good training recommended for overall physical engagement.

    ▲Discipline

    From the top, three options in descending order of difficulty: (1) to the left (bergamasco side), descending the crestine exposition with equipped sections up to the CAI 571 and then to the parallel path to the ferrata, downhill to the car (1h, 4h 30' total); (2) to the right, for the simplest normal route up to the CAI 571 at Passo Pertus, then left to the north and down from the parallel path to the towers (1h, 4h 30'); (3) as the 2 but holding the right on the CAI 571 south to the Convent Pertus, then CAI 574 and CAI down to the road and to the car (1h 15', 4h 45' total).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bergamasche
    • Approach0:20 h
    • Ferrata2:30
    • Itinerary (a/r)4:15 h
    • Hardware level difference300 m
    • Route difference500 m
    • Max1355 m
    • Length3,5 Km
  • Ferrata Monte Contrario

    Ferrata Monte Contrario

    Vie Ferrate › Tuscany › Massa-Carrara
    Ferrata Monte Contrario
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Recent and technical, the Ferrata del Monte Contrario dates back to the southern wall of the homonymous summit until near the Passo delle Pecore: it is the technically more difficult ferrata of the Apuan Alps, inserted in a long and tiring itinerary both uphill and returning.

    ▲Approach

    Starting from the locality Biforco, near Forno: from the toll of Massa (A12) you go up the Via Bassa Tambura; in Biforco l' asphalt ends in front of a bar, where the marble road begins. Open road signs on Google Maps. From Biforco take uphill the paths CAI 167-168 along the Canal Fondone; after about a kilometer take the CAI 167 towards the Valley of the Hotels. The path climbs steep under l' imposing south wall; passed an abandoned building (former cave workers' dwelling) continues on track, omits and wooden poles until all' attack, after a last tiring tear (2h from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata starts on a long slanted slab, to be climbed into the grip using natural hooks and, where it serves, the chain, up to a small terrace where the cable ends momentarily. The second section increases slope and exposure along the approximately 400 meters of altitude difference: in the lower part there are good natural sticks, while in the upper part the rock becomes smoother and, in the absence of good climbing skills, are comfortable some artificial hooks. The last walls rise and the street ends after a paramassive network (2h 30' from the attack, 4h 30' from the parking lot).

    ▲Character and difficulty

    It is the most difficult from the technical point of view among the Apuan ferrates: the level is not prohibitive uphill, but rock and exposure impose caution. To be faced with caution in the summer months: the not high altitude and exposure to the south can make the climb very warm.

    ⚠ Both return options are challenging, steep and exposed: to avoid in bad weather. The descent via Grondilice / Foce dei Rasori (CAI 168) is currently chiusa by order and indicated as inagibile by CAI signs; use the descent of Pradacetti.
    ▲Period and safety

    Better than half seasons or days does not towers. Stable time indispensable given the steepness of the return paths.

    ▲Discipline

    At the end of the ferrata turn left towards Grondilice. Recommended option: in about 20' you reach the Sella dei Pradacetti, from which a steep and exposed path descends in about 2h 30' to the Valley of the Hotels and, along the CAI 167, back to Biforco (3h 45' from the end of the ferrata, about 8h 30' total). The second option (CAI 186 at Grondilice Window, Rasor Foce and CAI 168 along the Fondone Canal) is currently not recommended and closed by order.

    ▲To match

    The length of the itinerary precludes concatenaments in the day. A valid option is to stay at the Orto refuges of Donna or Donegani and to face another excursion the following day.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionTuscany
    • GroupApuan Alps
    • Approach2:00 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)8:00 h
    • Hardware level difference587 m
    • Route difference1270 m
    • Max1625 m
    • Length11 Km
  • Ferrata del Bunker (of the Military)

    Ferrata del Bunker (of the Military)

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata del Bunker (of the Military)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    The Ferrata del Bunker (or the Military) runs along the wall that divides the Gorges of San Gervasio, on the Dora Piccola, near Claviere. It's not difficult, but it's definitely aerial: it starts immediately after the world's longest suspended bridge and closes through a short bunker and two other Tibetan bridges.

    ▲Approach

    The usual starting point is the ticket office of the Tibetan Bridge of Claviere (high Val di Susa, Turin), a wooden case well marked in the village. Open road signs on Google Maps. From the center you cross the suspension bridge «Sergio Bompard» (408 m), followed by an approach bridge of another 70 m: at the end it is at l' attack (30' from parking). Alternatively, park at the campsite after the roundabout before the gallery: go down to the ski lift for children, go up the opposite side and go left towards the gorge of the Tibetan bridge (25').

    ▲The path

    The ferrata begins with a downhill stretch, then climbs right onto the wall that divides the Dora Piccola, earning immediately exposure. It proceeds on a horizontal across a lot of plane above the river, well assisted by brackets, up to a tilted ramp that becomes vertical ascent and ends on a nod. The nod leads to the bunker (usually illuminated in opening hours, but a torch is recommended); all' exit is at a third long Tibetan bridge that leads to the slope where the ferrata ends (1h from' attack, 1h 30' parking).

    ▲Character and difficulty

    Technically contained, but very exposed: the three Tibetan bridges require absolute absence of dizziness. Suitable for those with little experience but firm head.

    ⚠ Bring a flashlight to the bunker. At the ticket office of the Tibetan Bridge you can rent the equipment.
    ▲Period and safety

    Season from late spring to autumn. Check times and accessibility of bridges at the operator.

    ▲Discipline

    From the end of the final Tibetan bridge you descend in short to the ticket office (15', 2h total).

    ▲To match

    Often combined with the Ferrata di Rocca Clarì (difficile) and the Low-High and Chaberton Battery Hardware, which concatenates three ways. From 2024 we also signal the Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlta Val di Susa
    • Approach0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:00 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference100 m
    • Max1758 m
    • Length2 Km
  • Ferrata Bivacco Borelli

    Ferrata Bivacco Borelli

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata Bivacco Borelli

    Ferrata breve ma da non sottovalutare, conduce al Bivacco Borelli in Val Veny, sotto la parete sud dell’Aiguille Noire de Peuterey. I tratti attrezzati superano circa 200 m di dislivello, inframezzati da sezioni non attrezzate, con un paio di passaggi delicati — in particolare un traverso liscio — nei pressi del termine. Ambiente alpino selvaggio e suggestivo.

    ▲Approach

    Si parte dalla frazione di Purtud in Val Veny, raggiungibile da Courmayeur (starting point on Google Maps). Lungo la strada, a un cartello “Peuterey” si svolta a destra, si supera un ponte sul torrente e subito dopo a sinistra; giunti a Purtud si parcheggia. Si seguono le indicazioni per il Bivacco Borelli (segnavia 19) attraversando pascoli verso il bosco di Peuterey. Usciti dalla foresta si passa presso una costruzione idrica e si prosegue sulla sterrata in un valloncello delimitato dal Mont Rouge a sinistra e dal Mont Noir a destra. Si risale lungo la destra orografica del torrente, ignorando le scorciatoie, fino a oltrepassare una splendida cascata; di lì si prosegue a sinistra seguendo i segni gialli e quelli in loco, ignorando i bollini rossi che vanno a destra. Qui iniziano le prime balze rocciose (1.890 m, 1h dal parcheggio).

    ▲The path

    Il primo tratto risale rocce coricate senza difficoltà. Le catene si interrompono lungo un canalino esposto ma facile, poi si risale un camino con ottimi appigli. Segue un tratto di sentiero non attrezzato, con fondo friabile e un po’ scivoloso (attenzione), quindi un secondo camino attrezzato più complesso del primo per la scarsità di appigli, che vanno cercati con pazienza. Si raggiunge una prima scala di circa 5 metri, verticale ed esposta ma non difficile. Aggirato uno spigolo con catena e pioli per i piedi, si affronta un traverso esposto e impegnativo che richiede totale assenza di vertigini, con la Val Veny sotto i piedi. Si sale poi una seconda scala e un tratto esposto ma facile di sentiero attrezzato su rampa rocciosa. Si giunge così al passaggio chiave: un secondo traverso inclinato, esposto e liscio, dove alcuni spuntoni offrono sostegno nella risalita. Le ultime roccette attrezzate chiudono la ferrata (1h dall’attacco, 2h dal parcheggio). Si attraversa quindi il valloncello detritico sotto la parete sud dell’Aiguille Noire fino al Bivacco Borelli, incastonato sotto la roccia (40′ dal termine della ferrata, 2h 40′ dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Pur non lunga, è impegnativa: tratti esposti, un paio di passaggi complessi e catena non sempre ben tesa, specie nei traversi, che rende più faticosa l’attraversata. Difficoltà complessiva: Difficile.

    ⚠ Da percorrere solo con meteo stabile: in caso di peggioramento la conca del bivacco viene rapidamente avvolta dalla nebbia. Il traverso inclinato e liscio è il passaggio chiave; richiede buona forza di braccia, soprattutto se affrontato in discesa.
    ▲Period and safety

    Ambiente alpino (quota max 2.316 m): stagione estiva con condizioni stabili. Dalla conca del Bivacco Borelli, risalendo il vallone detritico sul lato opposto al bivacco fino a un canalino attrezzato (più facile della ferrata), si raggiunge il Col Chasseur e, in più giorni e su terreno d’alta quota con nevai, il Rifugio Monzino. Per la cartografia si consiglia la carta del Monte Bianco di 4Land.

    ▲Discipline

    Il rientro avviene per il medesimo itinerario di salita: la ferrata va quindi ripercorsa a ritroso (5h totali). Attenzione in discesa, in particolare nell’ultimo traverso inclinato.

    ▲To match

    Vista l’impegno, l’escursione occupa l’intera giornata. Eventualmente da abbinare a un itinerario facile come la Ferrata Marguerettaz, oppure, pernottando in zona, alla Ferrata at Monzino Refuge, al Sentiero al Mont de la Brenva o al Sentiero al Bivacco Boccalatte.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionAosta Valley
    • GroupMont Blanc
    • Approach1:00 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerary (a/r)5:00 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference825 m
    • Max2316 m
    • Length5,5 Km
  • Ferrata Bethaz Bovard

    Ferrata Bethaz Bovard

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata Bethaz Bovard
    Moderately Hard● ClosedDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ ATTENZIONE: secondo la fonte la via risulta attualmente CHIUSA. Verificate l’effettiva agibilita, eventuali interdizioni e lo stato delle attrezzature prima di programmare l’uscita.

    La Ferrata Bethaz Bovard e un bell’itinerario lungo e impegnativo a Valgrisenche, articolato in quattro sezioni (con via di fuga al termine di ciascuna), l’ultima delle quali su un’aerea cresta fino alla Becca dell’Aouille (2603 m). Non presenta singoli passaggi di elevata difficolta, ma e esposto, faticoso e lungo: da non sottovalutare, anche per la quota.

    ▲Approach

    Si parte da Valgrisenche, raggiungibile lungo la SR25, parcheggiando in paese. Si attraversa il centro abitato verso l’evidente diga, si supera la chiesa salendo lungo la strada in direzione di un magazzino (originariamente un edificio militare): sul suo lato sinistro si vedono i primi gradini rocciosi con le attrezzature metalliche e la bacheca di inizio ferrata (10 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La via si compone di 4 tratti, ciascuno con una via di fuga al termine. Primo tratto: attacco facile su bella roccia e molte staffe, con gradini metallici nel bosco, una parete verticale, un breve traverso a destra e una salita a sinistra che aggira a sinistra una sporgenza marcata; dopo un tratto verticale e un sentiero di collegamento si sale un traverso su staffe e una parete verticale fino a un tratto pianeggiante accanto a una rete paramassi, prima di una parete verticale con 3 metri strapiombanti che tendono a spingere in fuori al cambio del moschettone; le attrezzature si interrompono, si prosegue su sentiero, facili rocce coricate, un traverso a sinistra e una parete appoggiata fino a uno strapiombo piu marcato che chiude il primo tratto. Secondo tratto: dopo una facile parete inclinata, una lunga placca verticale con una lunghissima serie di infissi per i piedi, poi un alternarsi di roccette, pareti inclinate e piccole balze senza difficolta considerevoli; un sentiero tra le mirtillaie precede una parete leggermente strapiombante, un traverso a sinistra e una parete di circa 7 metri che chiude il tratto. Terzo tratto: una parete non ripida a sinistra porta sotto un’imponente ed esposta parete verticale, risalita su staffe per parecchie decine di metri, seguita da roccette e da un’altra parete verticale piu breve, poi un traverso a destra in orizzontale e in leggera discesa. Quarto tratto: verso l’ultima parete verticale, con una parete appoggiata e poi un diedro verticale, fino a un sentiero attrezzato di cresta decisamente aereo ed esposto ma non difficile, tra fili di cresta, sassi da scavalcare, anfratti, diedri e camini con magnifico panorama; in cima all’ultima parete termina la via (4 ore dall’attacco, 4 ore e 15 dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario senza esagerate difficolta tecniche ma esposto, faticoso e lungo, sviluppato ad alta quota. Lungo la via si incontrano 3 vie di fuga: a circa 1930 m verso il sentiero 17 che scende a Valgrisenche, a circa 2200 m sempre verso il 17 e a 2350 m verso il sentiero 18 e La Bethaz.

    ⚠ Attenzione ai tratti di collegamento e al rientro, dove la segnaletica e scarsa o assente. Sulla cresta le attrezzature a un certo punto si interrompono: proseguire a vista in direzione del ricevitore, dove riprendono. A inizio stagione sono frequenti lunghi tratti innevati. In discesa dalla Becca dell’Aouille seguire le frecce gialle lungo la parte alta del vallone fino al sentiero 18: scendere subito nel vallone, senza seguirle, porta a salti di roccia che rendono impossibile la discesa.
    ▲Discipline

    Ci sono due opzioni. La piu agevole prosegue in leggera salita sul sentiero 18 fino al Rifugio degli Angeli (2916 m), poi dietro al rifugio sale al colle e scende (sentiero 16) fino all’Arp Vieille, quindi per la mulattiera militare (sentiero 17) rientra in paese (2 ore e 30 dal termine, circa 7 ore totali). In alternativa si attraversa una pietraia scivolosa e, orientandosi in assenza di segni, si intercetta il sentiero 18 a destra fino al villaggio di La Bethaz (circa 2 ore), da cui il sentiero 22, parallelo alla strada, riporta in poco piu di 2 km al parcheggio.

    ▲To match

    A poco meno di un’ora d’auto, nella valle parallela a sud-est, c’e la Ferrata Casimiro. Nella parte occidentale della Valle d’Aosta segnaliamo anche la Ferrata Marguerettaz, il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata at Gran Paradiso e la Ferrata al Bivacco Borelli.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionAosta Valley
    • GroupAlps
    • Approach0:10 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerary (a/r)7:00 h
    • Hardware level difference800 m
    • Route difference903 m
    • Max2603
    • Length13 Km
  • Ferrata della Balma

    Ferrata della Balma

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata della Balma
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata della Balma e una via corta, verticale e atletica ricavata su una vecchia cava di roccia abbandonata, recuperata e restituita agli appassionati di montagna. La salita e breve ed esposta ma mai realmente difficile, e si presta a essere combinata con le altre ferrate del Biellese in giornata.

    ▲Approach

    Si parte da una ex cava nel comune di San Paolo Cervo. Risalendo circa 10 km da Biella lungo la valle del torrente Cervo, in prossimita della localita Balma si svolta a sinistra su un ponte che attraversa il torrente; subito dopo si gira a destra per trovare parcheggio, con sulla sinistra la parete di roccia che ospita sia la ferrata sia alcune falesie. Dal parcheggio bastano 5 minuti per portarsi sotto la parete, dove verso sinistra inizia la via. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si attacca subito una parete verticale piegando leggermente a sinistra, con staffe di sostegno; in cima si vira a sinistra su una breve rampa e si risale una seconda parete verticale simile. Segue un traverso esposto verso sinistra con i piedi su staffe metalliche, poi una parete verticale dopo la quale le attrezzature si interrompono momentaneamente. Si vede subito la parete del secondo tratto: si attacca un traverso obliquo verso destra con i piedi appoggiati sul cavo, si risale una parete verso destra che diventa verticale con un paio di metri strapiombanti; superata la pancia si piega a sinistra fino a un traverso orizzontale che conduce a un ponte delle scimmie a 3 corde, breve (circa 7 metri) e stabile. Oltre il ponte si aggira un masso, lo si risale da sinistra e si affronta un diedro con abbondanti attrezzature: tratto atletico ma non tecnicamente difficile vista la quantita di staffe. Al termine del diedro si aggira a sinistra uno spigolo non marcato e si risale una parete aerea, verticale e poi in traverso a sinistra agevolato da lunghe staffe per i piedi. Si riprende in verticale (attenzione al cavo che in un passaggio passa prima a destra e poi a sinistra della linea di salita) fino a una breve rampa e agli ultimi metri attrezzati su sentiero erboso, fino all’albero su cui e ancorata la fune, dove la via termina (30 minuti dall’attacco, 35 in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Via corta, intensa e atletica, che non richiede vere doti di arrampicata. L’unico punto impegnativo e un breve tratto strapiombante dove le staffe aiutano la progressione.

    ⚠ Nel passaggio strapiombante un rinvio puo essere utile a chi non e sufficientemente allenato o non e a suo agio su questo tipo di terreno.
    ▲Discipline

    Usciti dalla ferrata si sale ancora una ventina di metri superando le reti di protezione, poi si scende a destra lungo il sentiero fino alla strada asfaltata (30 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲To match

    Nelle valli biellesi, vicine alla Balma, si possono concatenare in giornata la Ferrata del Limbo, la Ferrata di Rosazza o la Ferrata Nito Staich al mattino. La Ferrata Ciao Miki (circa 30 minuti d’auto) e piu lunga e va pianificata per tempo. Altre opzioni a meno di un’ora sono il Sentiero Attrezzato dell’Infernone e, in provincia di Vercelli, la Ferrata Falconera o la Partusac.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Pennine
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:10 h
    • Hardware level difference80 m
    • Route difference100 m
    • Max900 m
    • Length1,5 Km
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