Caratteristica: Galleria

  • Ferrata di Rocca Senghi (Val Varaita)

    Ferrata di Rocca Senghi (Val Varaita)

    Vie Ferrate › Piemonte › Cuneo
    Ferrata di Rocca Senghi (Val Varaita)

    La Ferrata di Rocca Senghi risale l'omonimo torrione isolato in Val Varaita: una via difficile, atletica e «alla francese», con diversi tratti in strapiombo. Le difficoltà tecniche non sono elevatissime, vista l'abbondanza di cambre e staffe, ma conviene affrontarla solo se ben allenati. In discesa si può attraversare una suggestiva galleria militare.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la frazione Sant'Anna di Bellino (CN): si passa il ponte sul torrente Varaita e si parcheggia nello spiazzo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A piedi si prosegue verso il ponte successivo (fontana a sinistra), lo si attraversa e si prende il sentiero U26 verso le Grange Cruset, poi al bivio a destra sulla diramazione per Rocca Senghi (cartello). Superata una bacheca che mostra la via e le vie di fuga, si risale il ripido sentiero a serpentine lungo un canale erboso fino al masso isolato; l'attacco è a 2190 m, sul lato sinistro, vicino a uno spiazzo comodo per attrezzarsi (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è visibile dal basso: ci si sposta progressivamente lungo il filo dello spigolo in forte esposizione. Si attacca con un tratto orizzontale a sinistra scendendo un paio di metri dal sentiero, quindi si sale in verticale su parete a tratti leggermente strapiombante, con abbondanti staffe (talvolta distanti tra loro, scomode per chi è di bassa statura). Si guadagna quota rapidamente fino a un tratto orizzontale a sinistra con staffe per mani e piedi, e si raggiunge il caratteristico spigolo in forte esposizione. Si prosegue su una serie di pareti verticali alternate a brevi tratti orizzontali, decisamente impegnative; dopo circa 45' dall'attacco si arriva a una cengia diagonale dove rifiatare dopo la prima serie di pareti atletiche (qui, a destra, una via di fuga che, per una cengia, raggiunge un ricovero militare abbandonato e da lì la vetta per sentiero o per una galleria militare di 30 m). La seconda parte ha caratteristiche simili ma con meno strapiombi e qualche parete più appoggiata: dopo un tratto orizzontale a destra si passa dentro un caratteristico foro nella roccia; ancora pochi minuti in verticale e si raggiunge la croce metallica della vetta di Rocca Senghi (circa 1h 30' dall'inizio / 2h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Cavo posato alla francese, quindi poco teso: meno utile da trazionare nei punti difficili, ma le abbondanti staffe danno molto sostegno per mani e piedi.

    ⚠ Via atletica: sconsigliata a chi non è ben allenato. Per la galleria militare in discesa è necessaria una pila frontale. Attenzione alla distanza fra le staffe per le persone di bassa statura.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d'alta valle; partire presto e con buone condizioni fisiche. Quota dell'attacco 2190 m.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende a una selletta e a un bivio: a destra un sentiero porta ai resti del ricovero militare; a sinistra si può percorrere in discesa la galleria militare (circa 30 m, inizialmente attrezzata con gradini metallici e cavo, pila frontale indispensabile) che mette in comunicazione i due versanti e deposita presso il ricovero. Dal ricovero un sentiero riporta nei pressi dell'attacco e quindi, a ritroso, al parcheggio (1h dal termine / 3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    In giornata, in Val Varaita, la Ferrata di Chiaronto. Tra le altre vie del Cuneese: la lunga Ferrata degli Alpini all'Oronaye, la Ferrata di Camoglieres, la Ferrata dei Funs e la Ferrata del Bec Valletta a Limone; più a sud, in provincia di Savona, la Ferrata degli Artisti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal Varaita
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata230 m
    • Dislivello itinerario320 m
    • Quota max2450 m
    • Lunghezza8,7 Km
  • Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata del Bunker (dei Militari)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Bunker (o dei Militari) corre lungo la parete che divide le Gorge di San Gervasio, sulla Dora Piccola, presso Claviere. Non è difficile, ma è decisamente aerea: inizia subito dopo il celebre ponte sospeso più lungo del mondo e si chiude attraversando un breve bunker e altri due ponti tibetani.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza abituale è la biglietteria del ponte tibetano di Claviere (alta Val di Susa, Torino), un casotto in legno ben segnalato in paese. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal centro si attraversa il ponte sospeso «Sergio Bompard» (408 m), seguito da un ponte di avvicinamento di altri 70 m: al termine si è presso l'attacco (30' dal parcheggio). In alternativa si parcheggia presso il campeggio dopo la rotonda prima della galleria: si scende verso lo skilift per bambini, si risale il versante opposto e si va a sinistra verso la gola del ponte tibetano (25').

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia con un tratto in discesa, poi sale verso destra sulla parete che divide la Dora Piccola, guadagnando subito esposizione. Si procede su un traverso orizzontale molto aereo sopra il fiume, ben assistito da staffe, fino a una rampa inclinata staffata che diventa salita verticale e si conclude su una cengia. La cengia conduce al bunker (di solito illuminato negli orari di apertura, ma è consigliabile una torcia); all'uscita si è presso un terzo lungo ponte tibetano che porta al versante dove termina la ferrata (1h dall'attacco, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Tecnicamente contenuta, ma molto esposta: i tre ponti tibetani richiedono assoluta assenza di vertigini. Adatta anche a chi ha poca esperienza ma testa salda.

    ⚠ Portare una torcia per il passaggio nel bunker. Alla biglietteria del ponte tibetano è possibile noleggiare l'attrezzatura.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da tarda primavera all'autunno. Verificare orari e accessibilità dei ponti presso il gestore.

    ▲Discesa

    Dal termine del ponte tibetano finale si scende in breve verso la biglietteria (15', 2h totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso unita alla Ferrata di Rocca Clarì (difficile) e alla Ferrata della Batteria Bassa-Alta e Chaberton, che concatena tre vie. Dal 2024 segnaliamo anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlta Val di Susa
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max1758 m
    • Lunghezza2 Km
  • Ferrata al Sentiero dei Fiori

    Ferrata al Sentiero dei Fiori

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata al Sentiero dei Fiori

    La Ferrata al Sentiero dei Fiori e’ uno splendido itinerario di cresta d’alta quota, attorno ai 3000 metri, sul gruppo dell’Adamello: un percorso attrezzato dove necessario, preparato dai militari italiani che qui avevano il fronte durante la Prima guerra mondiale, con panorami magnifici sui ghiacciai del Presena e del Pisgana. La difficolta’ tecnica e’ nel complesso modesta, con poche eccezioni nei tratti finali, ma l’ambiente d’alta montagna e l’innevamento possono alzare molto l’impegno reale; la classifichiamo Difficile.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo del Tonale, al confine tra le province di Trento e Brescia, raggiungibile da Bolzano (2h) o Brescia (2h30′) sulla SS42 oppure dalla Valtellina con la SS39 (1h45′ da Sondrio); si parcheggia presso la Funivia al Passo Paradiso, sul versante lombardo del passo (punto di partenza su Google Maps). Si sale con la funivia al Passo Paradiso (2585 m); scesi, si aggira il piccolo lago seguendo il CAI 44 in salita verso il Passo del Castellaccio. A un bivio non segnalato, dove alcuni segni CAI si staccano a sinistra, si tira dritto verso il passo lungo un sentiero ben segnato, su terreno d’alta montagna con alcuni balzi rocciosi non difficili, fino al Passo del Castellaccio (2963 m, 1h15′ dalla stazione a monte della funivia). Qui si indossa l’imbrago, si lascia il CAI 44 che scende nel versante opposto (valle di Narcanello) e si inizia la ferrata.

    ▲Il percorso

    Dal passo si procede verso sud seguendo segni e tracce abbondanti. Il primo tratto attrezzato e’ una lunga cengia con una serie di saliscendi, senza particolari difficolta’, che porta a una serie di passerelle in legno. Su una di queste, a sinistra, una fila di staffe sale a una punta panoramica: e’ una deviazione consigliata (circa 10 minuti) che porta al cosiddetto nido dell’aquila, costruito a scopo militare nella Grande Guerra; si rientra poi a ritroso sulla via. Si raggiunge cosi’ il punto piu’ iconico del percorso, il Gendarme di Casamadre, avvicinato e superato da due lunghi ponti sospesi, stabili e ben costruiti, con un tratto di collegamento tra l’uno e l’altro; chi non volesse percorrere i ponti puo’ utilizzare una galleria scavata durante la guerra che li evita. Oltre il gendarme una cengia aggira uno spigolo e scende di alcuni metri, senza difficolta’ di rilievo per l’escursionista esperto. Si incontra poi un tratto dove puo’ esserci neve anche in stagione inoltrata: se il cavo e’ nascosto dalla neve diventa necessaria l’attrezzatura da ghiaccio (ramponi, piccozza, corda per conserva). Si prosegue su sentiero relativamente facile, segnato dagli interventi bellici che ne hanno moderato le difficolta’, fino a ritrovare le attrezzature presso una paretina e alcune roccette; poi, superati alcuni massi talvolta instabili, si raggiunge il Bivacco Amici della Montagna, in genere aperto e gestito d’estate (3160 m, 1h15′ dall’attacco, 2h30′ totali). Proseguendo si perde quota fino a una prima via di fuga: a sinistra si scende a Capanna Presena (1h, con tratti attrezzati) per prendere il secondo troncone della funivia. Continuando sul sentiero si affronta un tratto a mezzacosta tra massi e si scende lungo una trincea di guerra fino al Passo di Lagoscuro (2970 m, 30′ dal bivacco, 3h totali), dove sorge una cappella di legno. Da qui chi vuole prosegue verso sud in direzione di Cima Payer, su cenge e balzi rocciosi sul versante occidentale del filo di cresta, senza grandi difficolta’, fino alla croce di Cima Payer (3056 m). Oltre, verso Passo Payer (2978 m), la difficolta’ aumenta davvero (e’ il tratto che merita la classifica Difficile): si scendono balzi e placche a ritroso, il filo si assottiglia e si percorrono esposti traversi in discesa. L’ultima parte del Sentiero dei Fiori, da Passo Payer verso il Passo del Lago di Pisgana (2933 m), sale su roccette attrezzate alternate a placche granitiche appoggiate, difficili da arrampicare ma sostenute dalla catena, e percorre un’aerea cresta attrezzata da non sottovalutare fino a Punta Pisgana (3088 m), prima di scendere al Passo del Lago di Pisgana.

    ▲Carattere e difficolta’

    Per gran parte dello sviluppo le difficolta’ tecniche sono modeste: a fare la differenza sono la quota, l’esposizione di alcuni tratti finali e soprattutto l’innevamento. Il tratto tra Cima Payer e la zona di Cima Lago Ghiacciato e’ il piu’ esposto e impegnativo e alza di un grado l’impegno complessivo dell’intero giro. Nel 2022 il sentiero e’ stato riammodernato dopo un periodo di manutenzione; sono stati installati cartelli che suggeriscono di percorrerlo dalla seconda stazione dell’ovovia al Passo Presena verso il Passo del Castellaccio, cioe’ nel senso opposto a questa relazione: di conseguenza si incontrano spesso escursionisti che procedono in direzione contraria e occorre attenzione agli incroci.

    ⚠ Itinerario attorno ai 3000 m: l’innevamento puo’ coprire i cavi anche in stagione inoltrata e in quel caso servono ramponi, piccozza e corda per procedere in conserva. Tempo e quota possono cambiare rapidamente: portare attrezzatura adeguata all’alta montagna. Attenzione agli incroci dovuti al senso di percorrenza consigliato dai cartelli e all’aerea cresta attrezzata verso Punta Pisgana, da non sottovalutare.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione utile dall’estate inoltrata all’inizio autunno, in funzione dell’innevamento. Set da ferrata completo (imbracatura, kit, casco) e, quando la neve e’ presente, attrezzatura da ghiaccio; abbigliamento da alta quota e scorta d’acqua e cibo per una giornata lunga. Organizzare l’uscita in base agli orari della funivia/ovovia del Passo Paradiso e del Passo Presena.

    ▲Discesa

    Il Sentiero dei Fiori puo’ essere interrotto in piu’ punti, tutti che riportano verso la Capanna Presena passando dal Passo di Maroccaro. Dal Passo di Lagoscuro (circa 2h dall’inizio del tratto attrezzato) si scende a sinistra verso il Lago Scuro, si risale al Passo di Maroccaro e si scende per nevaio del ghiacciaio Presena alla Capanna Presena (circa 2h dal passo). Dal Passo Payer (1h dal Passo di Lagoscuro) si scende verso il Rifugio Citta’ di Trento al Mandrone e, poco prima del rifugio, si prende a sinistra il CAI 209 fino al Passo di Maroccaro e quindi alla Capanna Presena (circa 2h30′ dal Passo Payer). Dal Passo del Lago di Pisgana si scende a sinistra al Rifugio Citta’ di Trento al Mandrone e si risale poi al Passo di Maroccaro per scendere alla Capanna Presena (circa 3h15′ dal passo). Dalla Capanna Presena si rientra a valle con la funivia. L’intero giro completo richiede circa 9h30′.

    ▲Da abbinare

    Sul versante nord del Passo del Tonale si trova il Sentiero Attrezzato degli Alpini a Punta d’Albiolo. Il gruppo dell’Adamello offre molte vie attrezzate, tra cui la Ferrata Terzulli all’Adamello, la molto difficile Ferrata al Corno del Grevo, la Ferrata al Pizzo Badile Camuno e, sul versante trentino, la Ferrata Monte Nero alla Presanella.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:15 h
    • Durata ferrata5:00 h
    • Itinerario totale9:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Altitudine massima3088 m
    • Lunghezza15 Km
  • Alta via Bepi Zac

    Alta via Bepi Zac

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Alta via Bepi Zac

    L’Alta Via Bepi Zac percorre per intero la Cresta di Costabella, nel gruppo dei Monzoni sopra il Passo San Pellegrino: un lungo itinerario di guerra tra trincee, gallerie, camminamenti e passerelle della Grande Guerra, con tratti attrezzati e splendide vedute su Marmolada, Sella e Catinaccio. Più che una ferrata classica è una traversata d’alta quota, lunga e d’impegno, da affrontare con bel tempo.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo San Pellegrino (1907 m) si può salire con la funivia verso il Passo delle Selle oppure a piedi sul CAI 604 fino al Rifugio al Passo delle Selle (2528 m), dove inizia il percorso. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Dal Passo delle Selle si segue il CAI 637 lungo la cresta, tra resti bellici e gallerie, con i primi tratti attrezzati su terreno a tratti franoso. Si toccano il Piccolo e il Grande Lastel, poi un susseguirsi di saliscendi tra camminamenti, passerelle e intagli porta alla Cima Campagnaccia e, più avanti, a Cima Costabella (2762 m). La seconda metà, più impegnativa, alterna cenge con passerelle in legno, traversi e placche attrezzate, diedri e fessure, fino al tratto di cresta esposto e non protetto che precede la Forcella dell’Uomo (2840 m), da cui parte la salita alpinistica facoltativa alla Cima Uomo (3010 m).

    ⚠ Itinerario quasi interamente in cresta: da evitare con tempo instabile. Numerosi tratti su terreno friabile e instabile non sono attrezzati, e alcuni passaggi di cresta sono esposti e non assicurati; porta una torcia per le gallerie. La salita alla Cima Uomo è di carattere alpinistico, su sentiero esposto e franabile, sconsigliata ai meno esperti. La discesa da Forcella Laghet è su massi instabili.
    ▲Discesa

    A metà percorso, alla Forcella Ciadin, è possibile rientrare. Completando l’alta via, dalla Forcella dell’Uomo si scende ripidamente fino alla Forcella Laghet e poi verso il Rifugio Fuciade e il Passo San Pellegrino.

    ▲Da abbinare

    Sulla stessa cresta e nei dintorni si trovano l’Alta Via Bruno Federspiel, la Ferrata Kaiserjager al Col Ombert e la Ferrata Santner al Catinaccio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoCresta di Costabella (Monzoni)
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerario totale6:30 h
    • Dislivello ferrata~312 m
    • Dislivello itinerario467 m
    • Altitudine max2840 m
    • Lunghezza12 km
    • Apertura1981
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