Caratteristica: Inaugurata nel 2022

  • Ferrata di Valmeduna

    Ferrata di Valmeduna

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata di Valmeduna

    La Ferrata di Valmeduna è una via recente in provincia di Pordenone, presso l'abitato di Redona. Di stile moderno, propone difficoltà piuttosto costanti in un ambiente da «palestra di roccia»: non raggiunge una vetta, ma è un eccellente allenamento per itinerari in quota. È ottimamente attrezzata e non priva di passaggi atletici.

    ▲Avvicinamento

    Si percorre la strada regionale che collega Meduno a Tramonti di Sopra: arrivando da sud, il parcheggio è sul lato destro prima del cartello «Tramonti di Sopra» e prima dell'invaso artificiale. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue brevemente il marciapiede fino a un sentierino che sale sulla destra; seguendo i cartelli e i bolli rossi verso est-sudest si arriva a un tornante, poi a un bivio dove si scende leggermente a sinistra fino alla nuova palestra di roccia su bel calcare, dove si trovano un bivacco, tavoli e panchine, vie d'arrampicata e la ferrata. Nei pressi del bivacco un sentiero scende a sinistra all'attacco, sul lato sinistro della parete, presso il cartello rosso CAI e una rete paramassi (circa 10').

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è prevalentemente su traversi e brevi tratti verticali. Si attacca risalendo una paretina appoggiata sotto la rete paramassi, arrampicando su roccia molto frastagliata; salite alcune roccette si procede verso destra incontrando i primi traversi e un passaggio in aderenza. Si raggiunge e si doppia uno spigolo, con vista sotto di sé sull'area dell'avvicinamento. La parte centrale è la più impegnativa: una lunga serie di traversi orizzontali e diagonali da sinistra a destra, alcuni su cambre per i piedi, altri in aderenza, con tratti in lieve strapiombo che richiedono decisione e rapidità nei cambi di moschettone; senza diventare estrema, la via chiede un certo impegno fisico e buona abitudine all'esposizione. Si raggiunge una nicchia con la cassetta del libro firme; da qui un breve traverso oltrepassa uno spigolo e il cavo prosegue verticale per alcuni metri privi di cambre, dove conviene arrampicare. Dopo alcuni metri più facili termina la sezione centrale. La parte finale, su roccette e brevi balzi, è di difficoltà inferiore: seguendo il cavo in salita, dopo una decina di minuti si raggiunge il termine della via (circa 45' dall'attacco, 1h dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnica e atletica, con esposizione costante nella sezione centrale e roccia calcarea molto bella. Attrezzatura recente e abbondante. La difficoltà resta concentrata nella parte centrale dei traversi strapiombanti.

    ⚠ I traversi in lieve strapiombo richiedono braccia allenate e rapidità nei cambi di moschettone: non è una via per chi è alle prime esperienze. Pur essendo di bassa quota, casco e set da ferrata sono indispensabili.

    ▲Periodo e sicurezza

    Inaugurata il 26 novembre 2022 (50° anniversario della sezione CAI di Spilimbergo, con il gruppo Alpini della 3° Artiglieria da Montagna). Data la bassa quota si presta a tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali.

    ▲Discesa

    Conviene non togliere subito l'imbrago: pochi minuti dopo il termine si incontra un canalino terroso attrezzato. Seguendo le indicazioni si scende verso la località Barbeadis, piccolo borgo raggiungibile solo a piedi, rientrando ad anello lungo una mulattiera nel bosco con scorci panoramici sulla valle (circa 1h 15' complessive).

    ▲Da abbinare

    In provincia di Pordenone si trovano anche la Ferrata del Tramuntin e l'Alta Via dei Rondoi. Salendo verso Forni di Sopra ci sono la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost e la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaPordenone
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento10 min
    • Ferrata45 min
    • Itinerario completo (a/r)1h 20'
    • Dislivello ferrataca 125 m
    • Dislivello itinerarioca 220 m
    • Quota massimaca 550 m
    • Lunghezzaca 4 km
    • Anno2022
  • Ferrata al Piz de Peres

    Ferrata al Piz de Peres

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata al Piz de Peres
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Inaugurata nel 2022 tra San Vigilio di Marebbe (Val Badia) e Valdaora (Val Pusteria), a due passi da Plan de Corones, la Ferrata al Piz de Peres conduce sulla panoramica vetta omonima (2507 m). È una via di stampo dolomitico, di difficoltà media con un paio di punti più impegnativi, che alterna diedri, paretine, canalini e tratti di cresta esposta con vista sui grandi gruppi delle Dolomiti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo Furcia, sulla tortuosa strada che collega San Vigilio di Marebbe a Valdaora. Punto di partenza su Google Maps. Sul versante sud si segue il sentiero 3 fino a un bivio, dove si sale ripidi sul sentiero 12B; superati il rifugio e gli impianti di risalita si interseca il sentiero 12, che sale da San Vigilio sul versante della Val Badia. Lo si segue in salita fino a un chiaro cartello, dove si tiene la destra e in breve si raggiunge l'attacco (circa 1h 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Un cartello all'attacco mostra le tre sezioni, separate da due vie di fuga. La prima inizia con roccette attrezzate verso destra; si supera una grotta e una paretina, poi una cengia a destra e, in bella esposizione, si sale un pilastro di media difficoltà, piacevole e arrampicabile. La via prosegue verticale tra brevi terrazzini fino a una cengia di trasferimento a destra, dove finiscono le attrezzature; alcuni balzi rocciosi portano all'incrocio col sentiero 12, dove si può chiudere (a sinistra il 12 riporta all'attacco, a destra si sale verso la vetta). La seconda sezione — i «tre denti», la più impegnativa — parte con una parete verticale ammanigliata ma dura; con traversi verso destra si raggiunge un breve ponte sospeso, poi una parete verticale ed esposta ma ben arrampicabile porta sul filo di cresta, con passaggi aerei mai difficili, fino a una selletta. Si risale verticali e impegnativi il secondo dente; un sentiero costeggia il terzo dente evitando i passaggi più duri, mentre chi completa il terzo dente sale verticale fino a una paretina leggermente strapiombante (passaggio di grado difficile), poi di nuovo in cresta tra sali-scendi e traversi fino alla sella dove termina la seconda sezione (a destra una via di fuga al sentiero 12). La terza, la più facile, è una lunga serie di balzi e brevi paretine lungo la cresta che porta al termine delle attrezzature, ormai in vista della vetta (circa 2h dall'attacco, 3h 15' dal parcheggio). Da qui un sentiero in 15' raggiunge la croce del Piz de Peres (2507 m), circa 800 m sopra il Passo Furcia (3h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà complessivamente medie, con i punti chiave (la parete del primo dente e lo strapiombo del terzo) di grado difficile ed esposti. Attrezzatura in ottimo stato.

    ⚠ Le due vie di fuga permettono di ridurre l'impegno saltando i denti più duri. Trattandosi di una cresta esposta in quota, conviene partire con meteo stabile e canalini liberi da neve.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo di media-alta quota: indicato dalla tarda primavera all'autunno, con roccia asciutta e fondo dei canalini sgombro.

    ▲Discesa

    Due opzioni. Si può ripercorrere a ritroso il sentiero 12, che corre parallelo alla ferrata, fino all'attacco e quindi al parcheggio. Oppure — consigliato l'anello — dal versante opposto a quello di salita si scende alla Forcella delle Tre Dita (2330 m, circa 30'), poi a sinistra lungo la valle fino all'ampio sentiero 3 che riconduce nel bosco al Passo Furcia (circa 2h dalla vetta, 5h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    La via sorge tra due valli ricchissime di ferrate. Poco distante, sul lato di Valdaora, la Ferrata di Valdaora; tutta la Val Badia e la Val Pusteria offrono inoltre numerose altre vie attrezzate da concatenare nei giorni successivi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti – Plan de Corones
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario720 m
    • Quota max2507 m
    • Lunghezza5,5 Km
  • Ferrata Mahr

    Ferrata Mahr

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Mahr

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Mahr è una breve via di falesia a sud di Bressanone che offre due percorsi — uno difficile e uno moderatamente difficile — sulle pareti della falesia di Mahr. È ideale come allenamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da un parcheggio in località Mahr (la Marra), a sud di Bressanone, lungo la strada parallela all'A22 del Brennero. Punto di partenza su Google Maps.

    Dal parcheggio si cammina 5' verso sud: sulla destra appare la parete della falesia; superata una via a destra, una palina con segni bianco-rossi del CAI conduce in breve ai piedi della parete.

    ▲Il percorso

    La via ha uno sviluppo ad 8. La parte bassa a sinistra è la più impegnativa, specie il traverso iniziale, che corre verso destra con un paio di passaggi atletici; la parte bassa a destra è più facile, con qualche passaggio moderatamente difficile. Le due sezioni basse si uniscono a metà itinerario sotto un diedro verticale. In alto, il lato destro è più impegnativo, con tratti verticali e un breve passaggio strapiombante, mentre il lato sinistro resta di livello moderatamente difficile.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata corta ma con passaggi tecnici, adatta ad allenarsi su roccia con difficoltà graduabili scegliendo il lato più o meno duro.

    ⚠ La discesa avviene lungo una delle due vie: se si ha forza per le varianti difficili in salita, conviene scendere lungo gli itinerari moderatamente difficili.
    ▲Periodo e sicurezza

    Falesia di bassa quota (circa 635 m), percorribile in gran parte dell'anno con roccia asciutta. Per la cartografia si consiglia la carta di Val Gardena, Val di Funes e Alpe di Siusi.

    ▲Discesa

    Si scende lungo una delle due ferrate, preferendo le varianti moderatamente difficili.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile / Mod. Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoBressanone
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)0:45 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Quota max635 m
    • Lunghezza1 Km
    • Anno2022
  • Ferrata Hans Kammerlander

    Ferrata Hans Kammerlander

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Hans Kammerlander

    Tracciata sopra Acereto, in Valle Aurina, la recente Ferrata Hans Kammerlander è un itinerario moderno e impegnativo: non raggiunge una cima, ma cerca le difficoltà della parete con notevole esposizione e una grande varietà di passaggi. Avvicinamento e rientro brevi ne fanno un'ottima meta per una mezza giornata.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Acereto, tra Campo Tures e Riva di Tures, in provincia di Bolzano. Giunti a Campo Tures si seguono le indicazioni per la SP48 verso Riva di Tures; dopo qualche minuto, sulla sinistra, le indicazioni per Acereto portano a un ampio spiazzo ghiaioso sulla destra, presso una fermata dell'autobus, dove conviene parcheggiare perché l'itinerario è ad anello (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si sale sul bordo destro della strada e si imbocca la Hintergasse in leggera discesa, seguendola per circa 1 km fino a un tornante più marcato; pochi metri oltre, una traccia a sinistra scende nel bosco e, seguendo i cartelli, in pochi minuti porta all'attacco (circa 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla nicchia di partenza si sale una breve scala metallica e si affronta una prima serie di traversi verso destra, già impegnativi per la scarsità di appoggi e per la roccia scivolosa e coperta di muschio; conducono al primo ponte sospeso, reso un po' ballerino dal fatto che gli appoggi per i piedi sono separati dalla struttura. Oltre il ponte, alcuni passaggi più semplici con comode staffe portano a una cengia erbosa dove conviene studiare il seguito, perché la difficoltà aumenta nettamente e si mantiene alta quasi fino alla fine. Si attacca un impegnativo traverso a destra su roccia via via strapiombante, con appoggi sfuggenti e umidi che riducono le possibilità di arrampicare e impongono l'uso del cavo; si sale poi un bel diedro a roccia levigata fino a un punto di riposo, con una panchina in legno a sinistra, sotto una lunga scala "marinara" meno stabile, da salire con equilibrio e decisione. Segue il passo chiave, breve ma intenso: un traverso a sinistra in forte esposizione per aggirare uno spigolo e salire una breve paretina levigata, con possibilità di arrampicare ridotte. Usciti dal passaggio si riposa su un tratto orizzontale e si riprende su una paretina verticale ricca di cambre metalliche per i piedi, poi un paio di paretine intervallate da facili traversi fino a due panchine in legno con il libro firme, a circa metà via, con vista su Campo Tures. La seconda parte attacca una paretina con staffe e un traverso orizzontale che supera un breve strapiombo; si prosegue a destra tra balzi e traversi fino a un passaggio difficile, sotto un pronunciato tetto da aggirare a sinistra usando un tronco d'albero sospeso come appoggio per i piedi attorno a uno spigolo marcato, con un traverso esposto e atletico ma breve. Raggiunto e superato il secondo ponte sospeso, si traversa a sinistra in grande esposizione, con buoni appoggi, fino a un diedro appoggiato dove le difficoltà calano. Nel tratto finale si sale verso sinistra al terzo e ultimo ponte, dagli ampi appoggi per i piedi ma con una sola fune come corrimano; oltre il ponte, gli ultimi dieci metri verso destra chiudono la via (circa 3h dall'attacco, 3h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    È una ferrata di stile moderno, con modeste possibilità di arrampicare sulla roccia, che concentra strapiombi, traversi, passaggi espostissimi, scale e ponti in un itinerario bello e vario.

    ⚠ Un paio di passaggi, brevi, sono estremi pur senza essere mai continui: è importante affrontare la via in buono stato di forma. Si consiglia di portare una longe per potersi fermare e riposare nei tratti più impegnativi.

    ▲Discesa

    Pochi metri oltre il termine si raggiunge una strada che si segue verso sinistra, in salita, per qualche minuto; il rientro si può abbreviare imboccando a sinistra alcune tracce che tagliano nel bosco verso il paese. In circa 30 minuti si è di nuovo in paese e quindi al parcheggio (circa 4h totali).

    ▲Storia

    La via è dedicata al fortissimo alpinista Hans Kammerlander, nato proprio ad Acereto: ha salito dodici dei quattordici Ottomila, sette dei quali con Reinhold Messner. La ferrata è stata inaugurata nel 2022.

    ▲Da abbinare

    A Campo Tures si trova la più breve ma altrettanto impegnativa Ferrata Pursteinwand. Salendo verso nord lungo la Valle Aurina si raggiunge il lungo itinerario che include la Ferrata al Sasso Nero e la più facile Ferrata di Speikboden; scendendo verso sud si arriva alle ferrate della Val Pusteria, tra cui la recente Ferrata del Piz de Peres.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoValle Aurina
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario340 m
    • Quota max1566 m
    • Lunghezza5,8 Km
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