Gruppo: Alpi Apuane

  • Ferrata Tordini Galligani

    Ferrata Tordini Galligani

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Tordini Galligani
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tordini – Galligani (nota anche come Ferrata di Foce Siggioli) è una storica via delle Alpi Apuane, a fianco della parete nord del Pizzo d'Uccello. È di media difficoltà e consente di proseguire per sentiero da esperti fino alla cima del Pizzo, oppure di rientrare con un anello più semplice.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza ideale le Cave Cantonaccio presso Ugliancaldo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si parcheggia a Ugliancaldo e si percorre a piedi la strada sterrata per circa 1 km; superata la sbarra si risale con alcuni tornanti, si oltrepassano gli edifici e le cave, poi si entra nel bosco. Attenzione al bivio appena entrati nel bosco: a destra parte il Sentiero Attrezzato Zaccagna verso Vinca (attualmente interdetto); si prosegue in salita piegando poi a sinistra verso est, seguendo gli abbondanti segni CAI fino all'attacco ai piedi della parete (circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via ha lungo sviluppo e due settori. Il primo è una lunga placca inclinata percorsa prevalentemente in aderenza, senza sforzi rilevanti salvo alcuni balzi arrampicabili anche senza cavo; la roccia è il marmo tipico della zona, con ottima aderenza e numerosi fori che fungono da appoggi per i piedi. Raggiunto il filo di cresta, il secondo settore lo segue quasi interamente per quasi 400 metri fino a Foce Siggioli. Il passaggio chiave è il famoso «Naso», uno spigolo esposto che a prima vista pare difficile ma offre ottimi appigli scavati. La pendenza è sempre presente ma mai del tutto verticale; l'ultimo tratto è il più esposto, con pendenza che decresce fino a Foce Siggioli (1390 m), dove la ferrata termina (2h dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di media difficoltà, con il fascino della roccia di marmo e di una lunga progressione di cresta. Dislivello in ferrata 400 m, complessivo 680 m, quota massima 1386 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ Il sentiero che dalle cave riporterebbe al parcheggio è in pessimo stato di manutenzione (2026) e se ne sconsiglia l'uso: meglio parcheggiare a Ugliancaldo. Il vicino Sentiero Attrezzato Zaccagna è interdetto.
    ▲Discesa

    Da Foce Siggioli si può proseguire verso il Pizzo d'Uccello (sentiero EE con roccette e tratti di I grado, non descritto qui) oppure rientrare lungo la Cresta di Capradossa (segnavia CAI 181), aerea e recentemente attrezzata, fino a Poggio Baldozzana. Da qui si tiene la destra sul CAI 181 rientrando a ritroso a Ugliancaldo (1h 30' dal termine della ferrata, 5h totali); è sconsigliato il CAI 192 a sinistra, difficile da seguire per mancanza di segnaletica.

    ▲Da abbinare

    Nelle Apuane si possono percorrere la Ferrata del Procinto, la Ferrata Salvatori alla Pania Forata e la Ferrata Malfatti al Monte Sumbra.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario680 m
    • Quota max1386 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    Vie Ferrate › Toscana › Lucca
    Ferrata Salvatori alla Pania Forata (Monte Forato)

    La Ferrata Salvatori è una via facile ma aerea, che segue fedelmente la cresta dalla Foce di Petrosciana al Monte Forato (o Pania Forata), nelle Alpi Apuane. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno; il celebre arco naturale del Monte Forato vale da solo l'intera escursione.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l'Albergo Alto Matanna, in Garfagnana: da Lucca si segue la SS 12, poi Diecimo e Pescaglia, si attraversa il borgo di Pascoso e, alle indicazioni per l'albergo, si svolta a sinistra su una stradina asfaltata. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dall'albergo si sale e poco dopo si prende a destra il CAI 109, restando sulla parete nord del Monte Nona; si raggiunge la Foce delle Porchette e, ignorando le deviazioni, si prosegue dritti sul 109 fino alla Foce di Petrosciana (1h 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Alla Foce di Petrosciana una targa in marmo indica il ripido accesso alla ferrata (si ignora il sentiero che costeggia in basso il crinale, percorso al ritorno). Si salgono facili roccette fino al primo cavo, che costeggia un traverso e porta a una via di fuga; proseguendo si raggiunge un gendarme roccioso da risalire su un esposto diedro attrezzato di 15 metri, che deposita su un piccolo piano da cui si riparte su una parete ripida con pochi appigli (passaggio chiave). Una scaletta di 5 metri chiude le difficoltà tecniche; da qui la via segue il filo di cresta, esposto ma mai difficile, fino al termine delle attrezzature. Per un'esile traccia si raggiunge la cima del Monte Forato / Pania Forata (50' dall'attacco / 2h 15' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Complessivamente facile, con solo alcuni passaggi più tecnici nella parte iniziale (il diedro e la paretina del passaggio chiave); il resto è cresta aerea. Dall'arco della Pania Forata è possibile effettuare una calata in corda doppia. Intitolata a Renato Salvatori, vicepresidente del CAI di Forte dei Marmi; installata nell'autunno del 1977, inaugurata nel 1978 e rinnovata nel 1998.

    ⚠ Pur facile, la via si svolge su cresta esposta: imbrago, casco e kit da ferrata indispensabili; attenzione con roccia bagnata o vento forte.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (massima 1150 m): percorribile gran parte dell'anno con roccia asciutta.

    ▲Discesa

    Si scende dal lato garfagnino per circa 40 metri fino al marcato CAI 110, che si percorre a ritroso verso l'attacco della ferrata (20' dal termine); da qui si segue a ritroso il sentiero dell'andata fino all'auto (3h 45' totali). In alternativa si può salire da Fornovolasco (Grotta del Vento) per il CAI 6, che risale il torrente Caraglione passando per la grotta «La tana che urla» fino alla Foce di Petrosciana.

    ▲Da abbinare

    Si concatena bene con la vicina Ferrata del Procinto (l'itinerario combinato è descritto nella relazione del Procinto).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)3:45 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario420 m
    • Quota max1150 m
    • Lunghezza9,4 Km
  • Ferrata Malfatti al Sumbra

    Ferrata Malfatti al Sumbra

    Vie Ferrate › Toscana › Lucca
    Ferrata Malfatti al Sumbra

    La Ferrata Malfatti è una facile via che risale il Monte Sumbra dal versante del Passo Fiocca, nelle Apuane meridionali. Si sviluppa soprattutto su balze erbose esposte ma mai complicate, con il cavo che funge da corrimano: un itinerario adatto a chi si avvicina alle ferrate.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il borgo di Arni (Lucca), raggiungibile dal versante garfagnino o dalla Versilia lungo la SP13: dalla Garfagnana (Castelnuovo) si svolta a destra prima della galleria verso Campagrina e Arni; dalla Versilia si supera la galleria e si svolta a sinistra per Arni. Punto di partenza su Google Maps. Parcheggiato presso l'evidente chiesa, si sale la scalinata e dietro si imbocca una strada verso le ultime case di Arni, dove inizia il sentiero CAI 144 per il Passo Fiocca (1560 m). Il sentiero sale ripido tra ginepri e arbusti, poi a mezza costa la parete sud del Monte Fiocca (traccia non sempre evidente, seguire i segnavia); dopo il Malpasso (1h 40' dal parcheggio) si affronta un passaggio non protetto un po' più complesso ed esposto. Si entra poi in una faggeta, si guadano due torrenti spesso asciutti e, oltre un tratto erboso, si raggiunge una selletta; da qui un ripido pendio di roccette e poi nudo marmo porta al Passo Fiocca (2h 30' dal parcheggio). Dal passo si vira a destra sul CAI 145 verso l'angusta parete del Sumbra e in poco si arriva all'attacco (15' dal Passo Fiocca, 2h 45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via risale il pendio sud del Sumbra, ardito a prima vista ma in realtà più sentiero attrezzato che ferrata vera e propria. Si parte rimontando alcune roccette e si prosegue tra esposte balze erbose fino a innestarsi sul sentiero principale per la vetta (30' dall'attacco, 3h 15' dal parcheggio). Svoltando a sinistra in ripida salita si arriva in breve alla cima del Monte Sumbra, con appagante vista tra dorsale appenninica, mare e Apuane (3h 25' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà tecniche contenute, con il pregio di portare in vetta a un monte: una buona scelta per iniziare con le ferrate.

    ⚠ Le attrezzature non sono tutte in ottimo stato di manutenzione. Da evitare col maltempo: il CAI 144 tra Arni e il Passo Fiocca ha punti che diventano ostici con terreno bagnato.
    ▲Storia

    La Ferrata Malfatti è stata installata nel 1987.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si ridiscende la ferrata verso il Passo Fiocca, dove ci sono due opzioni: ridiscendere il ripido CAI 144 a ritroso verso Arni (circa 2h dal Sumbra, 5h 30' totali); oppure proseguire dritti sul CAI 144 (possibile salita al Monte Fiocca in 40' a/r) che, aggirando la parete nord del Fiocca, porta al Passo Sella, da cui a sinistra il CAI 31 — che diventa marmifera — scende ad Arni (6h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Per lunghezza e dislivello difficilmente si concatena in giornata, ma fermandosi nelle Apuane meridionali si possono percorrere nei giorni adiacenti la Ferrata Salvatori e la Ferrata del Procinto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:30
    • Dislivello ferrata180 m
    • Dislivello itinerario849 m
    • Quota max1765 m
    • Lunghezza12,5 Km
  • Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

    Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

    Vie Ferrate › Toscana › Lucca
    Ferrata del Procinto (Aristide Bruni)

    Il Monte Procinto è una formazione davvero singolare: una torre squadrata di 150 m con pareti dritte e strapiombanti sui quattro lati. Da quasi un secolo una via attrezzata ne risale il fianco e porta al boschetto sommitale in circa 40 minuti. Tecnicamente non è difficile, ma è fortemente esposta e va affrontata sia in salita che in discesa.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Rifugio Alto Matanna, raggiungibile per una stretta strada ripida ma in buone condizioni: da Lucca si entra in Garfagnana sulla SS12, poi verso Diecimo e Pescaglia; superato Pascoso, seguendo le indicazioni per «Rifugio Alto Matanna» si svolta a sinistra su una stradina asfaltata. Punto di partenza su Google Maps. Dietro il rifugio parte il sentiero CAI 5, che si segue a destra in salita verso nord; si attraversa la conca del Callare di Matanna e si scende lungo la parete sud del Monte Nona, intravedendo il panettone del Procinto a sud-ovest. Nel bosco, a un bivio, si lascia il CAI 5 (che scende al Rifugio Forte dei Marmi) per un'esile traccia a destra indicata per il Monte Procinto; superato un ponticello di legno si percorre la stretta cengia alla base della torre, si tiene la sinistra e, con attenzione, si individua la deviazione a destra (senza segnali) che conduce alle lapidi e all'attacco della Ferrata Aristide Bruni (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si risale subito una scaletta attrezzata con cavo e catena, poi una parete dove sono intagliati artificialmente diversi gradini che salgono in spiccata esposizione, con attrezzature metalliche a sostegno della progressione. Raggiunto un comodo terrazzino si affronta un passaggio dove non è banale trovare appoggi per i piedi; si continua sfruttando anche alcuni gradini artificiali, si percorre una cengia diagonale e, con gli ultimi minuti nel bosco gradonato, si raggiunge la cima (40' dall'attacco, 1h 40' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Breve ma fortemente esposta: più che le difficoltà tecniche, è l'aria sotto i piedi a renderla impegnativa.

    ⚠ Va percorsa sia in salita che in discesa sullo stesso itinerario: massima attenzione agli escursionisti che procedono in senso opposto, sopra e sotto. La corda e la catena non sono perfettamente tese e possono sbilanciare; per la spiccata esposizione non è adatta ai neofiti.
    ▲Storia

    È la ferrata più antica d'Italia: risale al 1893, più volte ristrutturata (ultima revisione nel 2020). È intitolata ad Aristide Bruni, che nel 1879 salì per primo, con altri, questa singolare torre nella prima salita documentata; la via fu poi convertita in percorso attrezzato con il supporto del CAI di Firenze.

    ▲Discesa

    Si scende per lo stesso itinerario dell'andata, con cura verso chi sale. Tornati alla base del Procinto si rientra a ritroso fino al CAI 5 lasciato all'andata: lo si risale, si scavalca il Callare di Matanna e si scende all'auto (1h 20' dal termine della ferrata, 3h complessive).

    ▲Da abbinare

    Si combina spesso con la vicina Ferrata Salvatori al Monte Forato, allungando l'itinerario di almeno 3 ore: dall'innesto sul CAI 5 si tiene la destra, poi il CAI 121 e il CAI 109 fino alla Foce di Petrosciana, da cui si risale la cresta della Salvatori.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario170 m
    • Quota max1172 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Monte Contrario

    Ferrata Monte Contrario

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Monte Contrario

    Recente e tecnica, la Ferrata del Monte Contrario risale la parete sud dell'omonima cima fino in prossimità del Passo delle Pecore: è la ferrata tecnicamente più difficile delle Alpi Apuane, inserita in un itinerario lungo e faticoso sia in salita sia al rientro.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da località Biforco, presso Forno: dal casello di Massa (A12) si risale la via Bassa Tambura; a Biforco l'asfalto termina davanti a una sbarra, dove inizia la strada marmifera. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Da Biforco si imboccano in salita i sentieri CAI 167-168 lungo il Canal Fondone; dopo circa un chilometro si prende il CAI 167 verso la Valle degli Alberghi. Il sentiero sale ripido sotto l'imponente parete sud; superato un edificio abbandonato (ex dimora degli operai delle cave) si prosegue su traccia, ometti e pali di legno fino all'attacco, dopo un ultimo faticoso strappo (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia su una lunga lastra inclinata, da salire in aderenza sfruttando appigli naturali e, dove serve, la catena, fino a un terrazzino dove il cavo termina momentaneamente. Il secondo tratto aumenta pendenza ed esposizione lungo i circa 400 metri di dislivello: nella parte bassa non mancano buoni appigli naturali, mentre in alto la roccia si fa più liscia e, in assenza di buone doti di arrampicata, tornano comodi alcuni appigli artificiali. Si salgono le ultime pareti e la via termina dopo una rete paramassi (2h 30' dall'attacco, 4h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    È la più difficile dal punto di vista tecnico fra le ferrate apuane: il livello non è proibitivo in salita, ma roccia ed esposizione impongono prudenza. Da affrontare con cautela nei mesi estivi: la quota non elevata e l'esposizione a sud possono rendere la salita molto calda.

    ⚠ Entrambe le opzioni di rientro sono impegnative, ripide ed esposte: da evitare in caso di maltempo. La discesa via Grondilice / Foce dei Rasori (CAI 168) è attualmente chiusa per ordinanza e indicata come inagibile dai cartelli del CAI; usare la discesa dei Pradacetti.
    ▲Periodo e sicurezza

    Meglio le mezze stagioni o giornate non torride. Tempo stabile indispensabile vista la ripidezza dei sentieri di rientro.

    ▲Discesa

    Al termine della ferrata si gira a sinistra verso il Grondilice. Opzione consigliata: in circa 20' si raggiunge la Sella dei Pradacetti, da cui un sentiero ripidissimo ed esposto scende in circa 2h 30' alla Valle degli Alberghi e, lungo il CAI 167, di nuovo a Biforco (3h 45' dal termine della ferrata, circa 8h 30' totali). La seconda opzione (CAI 186 alla Finestra del Grondilice, Foce dei Rasori e CAI 168 lungo il Canale del Fondone) è attualmente sconsigliata e chiusa per ordinanza.

    ▲Da abbinare

    La lunghezza dell'itinerario preclude concatenamenti in giornata. Una valida opzione è pernottare ai rifugi Orto di Donna o Donegani e affrontare un'altra escursione il giorno seguente.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata587 m
    • Dislivello itinerario1270 m
    • Quota max1625 m
    • Lunghezza11 Km
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