Gruppo: Appennino Tosco-Emiliano

  • Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    ⚠ ATTENZIONE — Via SMANTELLATA: I tratti attrezzati del Sentiero Attrezzato Monte Gendarme sono stati smantellati. La salita richiede ora passaggi di arrampicata di II grado non protetti o da proteggere con materiale individuale. Non percorrere come sentiero attrezzato.

    Il Sentiero Attrezzato del Monte Gendarme risale il Vallone dell'Inferno sull'Appennino Tosco-Emiliano, partendo dal Passo del Cerreto verso i 1895 m del Monte La Nuda e del Monte Gendarme (1872 m). La via originale presentava un breve tratto attrezzato nel tratto sommitale, ora rimosso. La salita escursionistica rimane percorribile ma richiede esperienza alpinistica di base.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo del Cerreto (1261 m) si raggiunge da Reggio Emilia oppure da Aulla (A15) lungo la SS 63 (indicazioni Maps). Ampio parcheggio e possibilità di ristoro al passo. Si segue la traccia del sentiero 00 verso il Vallone dell'Inferno.

    ▲Il percorso

    Dal Passo del Cerreto si risale il Vallone dell'Inferno lungo il sentiero 00 fino al Bivacco Rosario (1h 30'). Raggiunto il crinale si può salire a sinistra verso il Monte La Nuda (15') oppure verso destra seguire il CAI 94 che costeggia il vallone fino alla base della parete rocciosa del Monte Gendarme (1h 45' totali). Il tratto sommitale dove era collocata l'attrezzatura ora richiede passaggi liberi di II grado. La vetta (2h circa) offre vista sulle Apuane a ovest e sul Golfo della Spezia a nord-ovest.

    ▲Carattere e difficoltà

    Originariamente classificato Facile per la presenza delle attrezzature. Dopo lo smantellamento i passaggi sommitali richiedono esperienza alpinistica (II grado). Complessità escursionistica: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ La via è ufficialmente smantellata. Non avvicinarsi al tratto sommitale senza conoscenze di arrampicata o senza protezioni individuali adeguate.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il Vallone dell'Inferno è percorribile da maggio a ottobre come escursione. La salita alla vetta del Gendarme è sconsigliata senza adeguata attrezzatura alpinistica.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita fino al Passo del Cerreto.

    ▲Da abbinare

    Sull'Appennino Emiliano: la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata dell'Ultimo Sole.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata0:15 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata47 m
    • Dislivello itinerario630 m
    • Quota max1895 m
    • Lunghezza13 Km
  • Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › RE
    Groppi di Camporaghena e Monte Alto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    I Groppi di Camporaghena e il Monte Alto (1904m) rappresentano l’angolo più alpino dell’Appennino tosco-emiliano: un lungo itinerario con tre sezioni attrezzate su Monte Alto al triplice confine tra le province di Reggio Emilia, Parma e Massa-Carrara.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Succiso Nuovo, piccola frazione del comune di Ventasso in provincia di Reggio Emilia (RE), raggiungibile percorrendo la strada che sale da Busana o da Collagna verso l’alta valle del Secchia. Si parcheggia al paese e si imbocca il segnavia CAI 653 che porta verso l’alta quota. L’avvicinamento richiede circa 3 ore: il sentiero attraversa il Torrente Liocca e risale verso il pianoro di Camporaghena, zona di pascoli d’alta quota al confine provinciale RE/PR/MS.

    Il percorso

    Da Succiso Nuovo si risale per il segnavia 653, attraversando il Torrente Liocca e guadagnando quota verso i panoramici Groppi di Camporaghena. I tre tratti attrezzati si trovano sulla cresta di Monte Alto (1904m) e superano le sezioni più ripide e rocciose dell’itinerario con circa 2h30′ di percorso attrezzato (dislivello ferrata: 100m). Il paesaggio ha una morfologia che ricorda per certi versi le aree prealpine, con pareti verticali inusuali per l’Appennino settentrionale. La quota massima è 1904m.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario impegnativo principalmente per la lunghezza eccezionale (16km, 9 ore totali, 1325m di dislivello complessivo) e l’isolamento dell’ambiente. Le tre sezioni attrezzate su Monte Alto non sono mai tecnicamente estreme ma la stanchezza accumulata nelle 3 ore di avvicinamento le rende più significative. L’ambiente dell’Appennino tosco-emiliano a questa quota è selvaggio e lontano da servizi. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Non adatto a principianti per la durata e l’isolamento.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a ottobre. La lunghezza richiede partenza mattutina per completare l’itinerario con la luce del giorno (9 ore). L’isolamento del percorso impone di portare con sé acqua, cibo e abbigliamento per ogni condizione meteorologica. In caso di maltempo la discesa può risultare complicata. Verificare le condizioni della neve in quota in tarda primavera.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita invertito, scendendo da Monte Alto verso i Groppi di Camporaghena e poi lungo il segnavia 653 a Succiso Nuovo. Il tempo totale dell’escursione andata e ritorno è di circa 9 ore.

    Da abbinare

    Il Monte Alto e i Groppi di Camporaghena si trovano in un’area poco frequentata dell’Appennino reggiano-parmense, adatta a chi ama l’escursionismo in ambienti selvaggi e lontani dalla folla. Nelle vicine Alpi Apuane (versante toscano) sono presenti ferrate più tecniche e spettacolari. L’Alta Via dei Parchi percorre questa zona dell’Appennino settentrionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario1325 m
    • Quota max1904 m
    • Lunghezza16 Km
  • Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Monte Penna (Penna di Civago)

    Sopra Civago, ultimo avamposto reggiano prima del Passo delle Radici, svetta la Penna di Civago: un profilo tagliente di pareti che salgono rapide verso i 1400 m. Su questa parete corre una ferrata corta ma difficile e atletica, dove i passaggi impegnativi aumentano via via dopo l'attacco.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal borgo Case di Civago (circa 1h 30' da Reggio Emilia o Modena), dove si parcheggia lungo la sterrata da cui partono i sentieri per i rifugi Battisti, Segheria e Bargetana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A piedi si prosegue sulla sterrata per circa 5', tenendo la Penna di Civago sulla destra, fino a un cartello con le indicazioni per la ferrata; presso una ripida traccia si sale seguendo segnavia bianchi e ometti, prima per una pietraia poi per ripidi sentieri, fino a un esposto traverso che porta all'inizio dell'attrezzatura (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via è marcatamente verticale: l'arenaria a volte è poco arrampicabile, ma pioli, maniglie e cambre sono ben disposti per facilitare la progressione. Si sale inizialmente su due diedri, poi un esposto spigolo e un impegnativo camino; terminato il camino si attraversa un sentiero erboso dove riposare prima della seconda parte, più dura. Questa attacca subito verticale con una parete leggermente strapiombante (circa 10 m) su difficoltà sostenute, fino a una piccola cengia dove riprendere fiato prima del passaggio chiave: una pancia strapiombante su una paretina di 8 metri. Pur ben attrezzata, va affrontata con cautela e rapidità per non esaurire le forze nelle braccia; conviene studiare la disposizione delle maniglie prima di partire. Segue un'esposta placca di arenaria dove alcune staffe aiutano, ma è difficile evitare di trazionare il cavo in un paio di punti vista la roccia liscia. L'ultimo tratto ha difficoltà contenute: in 5' si superano una paretina e una cengia esposta ma semplice, e la ferrata termina con bel panorama su Civago, sul lago di Fontanaluccia e sul Monte Giovarello (1h dall'attacco, 1h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Breve ma atletica: un paio di passaggi possono mettere in seria difficoltà chi è inesperto o poco allenato. Peculiarità: le difficoltà aumentano dopo l'attacco, lasciando poche occasioni per interrompere la salita e tornare indietro.

    ⚠ Nell'estate 2018 sono state aggiunte due staffe nel passaggio chiave, che ne riducono sensibilmente la difficoltà. Resta una via fisica: valutare onestamente allenamento ed esperienza. Inaugurata nell'ottobre 2014.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da primavera ad autunno. Caschetto e progressione attenta su arenaria liscia.

    ▲Discesa

    Si continua per 5' in salita su ripido sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI. Si consiglia di proseguire a sinistra sul CAI 631 A verso la Cavallina (meno ripido e scivoloso del CAI 607, circa 40'), scendendo fino al CAI 605 che si prende verso sinistra; questa comoda mulattiera termina alla sterrata del parcheggio (2h 30' totali). Per acqua, il CAI 605 verso destra porta in 5' a una fonte.

    ▲Da abbinare

    A 4 km da Case di Civago la Ferrata Barranco del Dolo è il proseguo naturale. In giornata, in auto: Ferrata Balze del Malpasso, Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata145 m
    • Dislivello itinerario480 m
    • Quota max1505 m
    • Lunghezza5 Km
Serve aiuto? Scrivici!