Gruppo: Dolomiti

  • Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Il Sentiero Attrezzato Gino Badia è un percorso d’alta montagna nelle Dolomiti trentine della Val San Nicolò, nei pressi di Pozza di Fassa: una salita impegnativa con tratti attrezzati che culmina nell’iconico intaglio della Forcella del’Ort tra due torri rocciose.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Malga Crocefisso (1522m), raggiungibile dalla Val San Nicolò — laterale destra della Val di Fassa — nei pressi di Pozza di Fassa (TN). Si percorre la strada forestale che risale la Val San Nicolò fino al parcheggio presso la malga. Dal parcheggio si imbocca il segnavia 603 che si addentra nella valle. L’avvicinamento richiede circa 2 ore fino alla Forcella dal Pief (2186m), percorrendo i segnavia 603, 641 e 640A in successione.

    Il percorso

    Da Malga Crocefisso (1522m) si risale per i segnavia 603-641-640A fino alla Forcella dal Pief (2186m) in circa 1h30′. Dalla forcella iniziano i tratti attrezzati del Sentiero Gino Badia: circa 45 minuti di progressione su roccia dolomitica con un dislivello attrezzato di 75m. Il percorso culmina nella spettacolare Forcella del’Ort, stretto intaglio aereo tra due torri rocciose dolomitiche che costituisce il passaggio più caratteristico dell’itinerario. La quota massima raggiunta è 2528m.

    Carattere e difficoltà

    Il sentiero è classificato difficile soprattutto per il lungo avvicinamento (2 ore) e il dislivello complessivo (1006m su 13km totali). La sezione attrezzata in senso stretto è di breve durata ma si svolge su terreno dolomitico a oltre 2400m di quota, richiedendo buona tecnica di progressione e assenza di vertigini. La Forcella del’Ort è un passaggio aereo e molto caratteristico. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio a settembre. A quota 2528m il meteo dolomitico può cambiare con grande rapidità: la partenza mattutina è obbligatoria per evitare i temporali pomeridiani. Presenza di neve possibile anche in estate nei canaloni della Forcella del’Ort. Verificare le condizioni prima di affrontare il percorso, soprattutto nella prima e ultima parte della stagione estiva.

    Discesa

    Dal punto più alto (2528m) si ridiscende verso la Forcella dal Pief e poi a Malga Crocefisso per il percorso di salita, oppure si accede ad altri itinerari della zona Val Monzoni. Il tempo totale dell’escursione è di circa 5h30′.

    Da abbinare

    La Val di Fassa e le Dolomiti circostanti ospitano ferrate e sentieri attrezzati di ogni livello. La Val San Nicolò è un ambiente tranquillo e poco frequentato, ideale anche per avvicinamenti ad altre cime del Gruppo del Monzoni. Nei dintorni di Pozza di Fassa si trovano numerosi itinerari delle Dolomiti di Fassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento2:00
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario1006 m
    • Quota max2528 m
    • Lunghezza13 Km
  • Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Fusetti al Sass de Stria
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Fusetti sale il Sass de Stria, presso il Passo di Valparola al confine tra Belluno e Bolzano. Costruita dagli Alpini e dedicata al Sottotenente Mario Fusetti, caduto qui nella Prima Guerra Mondiale, è una via di medio-bassa difficoltà molto logica e arrampicabile, di grande valore storico e perfetta anche per chi è agli inizi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio del Forte al Passo di Valparola, raggiungibile dalla Val Badia, da Cortina e dal versante veneto del Col di Lana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'attacco è sul versante sud del Sass de Stria, opposto al parcheggio, e si raggiunge in due modi. Via breve: si segue la traccia minore che scende verso il versante ovest e in circa 5' porta alla postazione Edelweiss; da qui, attenzione a una traccia non segnalata che si stacca a sinistra aggirando la parete (presto compaiono bolli rossi e segni bianco-rossi) e, lungo la parete ovest, conduce sotto le bastionate sud fino a un sasso con l'indicazione della deviazione (20') e all'attacco (30' dall'auto). Via lunga: si segue la strada bianca verso il Falzarego, si visitano le Gallerie di Guerra e, aggirando i versanti est e sud, si raggiunge lo stesso sasso indicatore (1h dall'auto).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono semplici: si sale in diagonale a sinistra e poi su una paretina appoggiata. Dopo un breve collegamento si superano facili balzi rocciosi su fondo detritico (attenzione a non smuovere sassi) spostandosi a destra, fino a una cengia con parasassi in legno che chiude la prima sezione, facile. Davanti si vede lo sviluppo su placca appoggiata: si sale prima a destra, poi a sinistra in un tratto orizzontale, quindi un breve camino ricco di appigli. Si arriva così sotto la sezione più impegnativa (moderatamente difficile): una placca verticale di una decina di metri con appoggi presenti ma meno evidenti. Superatala si raggiunge una galleria di guerra e, per gli ultimi metri appoggiati, si chiudono le attrezzature (45' dall'attacco, 1h 15' dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Salita logica e molto arrampicabile: le difficoltà tecniche restano moderate e il ferratista esperto può ridurre al minimo l'uso del cavo, mentre i principianti trovano una via ideale. Dislivello in ferrata 200 m, complessivo 307 m, quota massima 2477 m, sviluppo 3,5 km. Inaugurata il 18 ottobre 2018, è un «ritorno all'antico» con attrezzatura metallica ridotta al minimo.

    ⚠ Come spesso nelle ferrate dolomitiche il fondo è ricco di detriti e la linea di salita è lineare: prestare particolare attenzione a non smuovere sassi verso chi segue.
    ▲Periodo e sicurezza

    Via estiva dal forte valore storico, con un vero museo a cielo aperto della Grande Guerra (trincee e gallerie) lungo il percorso. Avvicinamento e rientro brevi, facilmente abbinabile alle ferrate vicine. Disponibili le tracce GPX e KMZ.

    ▲Discesa

    La ferrata termina su un pianoro a metà della via normale del Sass de Stria. Si può rientrare direttamente al Passo di Valparola (20' dal termine, circa 1h 30' totali) oppure, consigliato, salire in vetta: si seguono una traccia tra le trincee, alcune roccette di I grado e due serie di scalette con cordino, raggiungendo la cima in circa 30' dal termine della ferrata, con panorama a 360° sui gruppi dolomitici.

    ▲Da abbinare

    Dal Passo di Valparola e dal vicino Falzarego si aprono molte attrezzate: il Sentiero dei Kaiserjager al Lagazuoi, la Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanis Sud, la Brigata Alpina Cadore al Col dei Bos; scendendo verso Cortina la Ferrata dell'Averau e la Nuvolau; sulla Tofana di Rozes la Ferrata Lipella; verso la Val Badia il Piz Conturines e la lunga Ferrata della Pace.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario307 m
    • Quota max2477 m
    • Lunghezza3,5 Km
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