Gruppo: Marmolada

  • Ferrata Sass de Rocia

    Ferrata Sass de Rocia

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Sass de Rocia

    La Ferrata al Sass de Rocia sorge vicino a Laste, in provincia di Belluno, ed è tra le più semplici del sottogruppo della Marmolada. Tecnicamente elementare e con dislivello modesto, è perfetta per chi vuole prendere confidenza con la verticalità: i pochi tratti ripidi sono attrezzati con abbondanti staffe e scalette, e il percorso è movimentato da tre ponti sospesi che ne fanno una meta ideale anche per famiglie e neofiti.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la frazione di Ronch, poco sopra Laste (Belluno), e si lascia l'auto nel piazzale al centro del paese. Già lungo la strada, poco prima dell'abitato, un cartello segnala il sentiero che sale nel bosco verso l'attacco. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal piazzale si torna sull'asfalto per pochi metri e si imbocca a sinistra, in salita, il sentiero nel bosco: ben segnato e privo di difficoltà, in circa 10 minuti porta all'attacco (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca una paretina attrezzata con staffe e una scaletta metallica, oltre la quale ci si infila in un anfratto stretto fra le pareti del Sass de Rocia, risalito con la corda che fa da corrimano. In fondo una scaletta metallica appoggiata di circa 4 metri conduce a una cengia che, dopo pochi passi, piega con un tornante a sinistra sotto una parete verticale: la roccia è liscia e povera di appigli ma fittamente attrezzata di staffe, e un breve tratto leggermente strapiombante costituisce l'unica vera difficoltà. Si esce su un terrazzino dove le attrezzature piegano a sinistra per qualche metro prima di ripartire in verticale con altre staffe e un breve passaggio a sinistra. Si guadagna così il primo ponte sospeso, che scavalca la gola attraversata all'ingresso. Da qui il tracciato diventa sentiero attrezzato: alcune facili roccette tra i mughi portano al secondo ponte sospeso, quindi un tratto di sentiero inizialmente attrezzato conduce al terzo ponte sospeso. Un'ultima breve traccia termina al Bivacco Pian delle Stelle, dove finisce la ferrata (30' dall'attacco, 45' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via decisamente facile, pensata per principianti e famiglie: si superano alcuni tratti verticali aiutandosi con le staffe, riducendo al minimo l'arrampicata. L'esposizione è contenuta e l'impegno fisico modesto.

    ▲Periodo e sicurezza

    Per via dell'avvicinamento e del rientro brevissimi, è un itinerario ideale anche nelle giornate di meteo incerto. Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ) scaricabili dalla scheda.

    ▲Discesa

    La discesa può ripercorrere interamente la via di salita; in alternativa, superati i primi due ponti e giunti in prossimità del terzo, si segue la traccia che aggira la gola scendendo prima una scaletta e poi un sentiero, fino a innestarsi nel sentiero di avvicinamento e rientrare al parcheggio (30' dal bivacco, 1h 15' in totale).

    ▲Da abbinare

    È la più facile delle ferrate del sottogruppo della Marmolada, dove spiccano le storiche vie Eterna, a Punta Penia, al Col Ombert e al Colac. Verso il Passo Falzarego si trovano due vie facili, la Ra Gusela e l'Averau; scendendo verso il Civetta le impegnative Fiamme Gialle, Tissi e Alleghesi, oltre alla lunga Costantini alla Moiazza.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMarmolada
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario130 m
    • Quota max1576 m
    • Lunghezza0,9 Km
  • Ferrata di Punta Penia (cresta ovest della Marmolada)

    Ferrata di Punta Penia (cresta ovest della Marmolada)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata di Punta Penia (cresta ovest della Marmolada)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata di Punta Penia risale la cresta ovest della Marmolada fino al punto più alto del gruppo (3343 m). È una via storica che durante la salita non presenta particolari difficoltà tecniche, ma si sviluppa in un ambiente selvaggio di alta montagna; il rientro avviene per il ghiacciaio della Marmolada. Un itinerario da pianificare con cura per lunghezza, dislivello e condizioni glaciali.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Passo Fedaia, raggiungibile da Canazei (Trento) o da Malga Ciapela (Belluno); si parcheggia nel piazzale presso gli impianti per Pian dei Fiacconi. Punto di partenza su Google Maps. Dalla diga (2070 m) un tempo si saliva in cabinovia a Pian dei Fiacconi (2722 m); l'impianto è oggi chiuso, in seguito a una valanga che ha distrutto il rifugio, perciò si sale a piedi in circa 1h 30' per il sentiero CAI 606. Da Pian dei Fiacconi si prosegue verso ovest sul CAI 606, su un vallone glaciale, aggirando lo spallone settentrionale di Punta Penia; si perde quota fino a 2470 m e si risale poi ripidamente il vallone detritico verso Forcella Marmolada. Entrando sul ghiacciaio del Vernel conviene tenere la parte centrale (e non il versante sinistro); si raggiunge il bordo destro del ghiacciaio fino alle prime funi, presso un cartello rosso (1h 45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Le prime funi portano, senza difficoltà (brevi placche inclinate e facili balzi), a Forcella Marmolada (2910 m, 2h totali), dove si incontra il sentiero dalla Val de Contrin e i resti di baracche di guerra scavate nella roccia. Si sale quindi una placca priva di appigli grazie a una serie di staffe, si prosegue su tracce fino a una rampa inclinata attrezzata e a un tratto più ripido con cambre; dopo un traverso con pioli e staffe si entra in un camino attrezzato con pioli, staffe e una scaletta. Usciti dal camino, roccette e una parete verticale conducono a una lunga rampa inclinata dove il cavo aiuta l'equilibrio; segue una placca con staffe, abbastanza appoggiata, e poi un tratto che pare ripetersi, alternando cambre e placche, fino a un terrazzino panoramico. L'ultima sezione corre in cresta sopra l'imponente bastionata della parete sud della Marmolada: tra modesti saliscendi e facili roccette le attrezzature terminano, e un ultimo tratto senza cavo porta alla Capanna di Punta Penia e quindi alla croce di vetta (3343 m, 2h 15' dall'attacco, 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Tecnicamente la via è modesta, ma l'ambiente è quello dell'alta montagna, con tutte le sue insidie. Risale a inizio Novecento (1903, allora nota come Hans-Seyffer-Weg) e segue logicamente le debolezze della parete.

    ⚠ Itinerario alpinistico serio. La cabinovia di Pian dei Fiacconi è chiusa: avvicinamento solo a piedi. Avvicinamento e rientro attraversano nevai e il ghiacciaio della Marmolada, oggi in forte ritiro e solcato da crepacci: servono esperienza, autoassicurazione, ramponi e meteo affidabile (le condizioni possono cambiare rapidamente). A inizio stagione la neve fresca facilita la salita; in stagione inoltrata si cammina su ghiaccio vivo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Via di alta quota da affrontare in estate; la pianificazione deve tenere conto delle condizioni del ghiacciaio del Vernel in salita e del ghiacciaio della Marmolada in discesa, oltre che del meteo.

    ▲Discesa

    È possibile scendere a ritroso lungo la ferrata, ma la discesa più logica, ad anello, raggiunge il sottostante Ghiacciaio della Marmolada dopo alcuni tratti attrezzati in discesa; si segue poi l'evidente traccia sul ghiacciaio — con attenzione ai crepacci, soprattutto in caso di nebbia — fino al Rifugio Pian dei Fiacconi (2626 m) e al rientro a valle (1h 45' dalla vetta, 5h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Sul versante opposto della Marmolada corre l'altra storica via, la Ferrata Eterna al Piz Serauta, più lunga, esposta e difficile. Dal Passo Fedaia, verso Porta Vescovo, la bella Ferrata delle Trincee; in Val de Contrin la Ferrata dei Finanzieri al Colac, la Ferrata Ombretta e la Ferrata al Col Ombert.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMarmolada
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:15 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata443 m
    • Dislivello itinerario720 m
    • Quota max3343 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata Paolin Piccolin a Cima d’Auta Orientale

    Ferrata Paolin Piccolin a Cima d'Auta Orientale

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Paolin Piccolin a Cima d'Auta Orientale
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Paolin Piccolin sale a Cima d'Auta Orientale, nel gruppo della Marmolada, ed è di media difficoltà. Fa parte di un itinerario che impegna l'intera giornata, con buon dislivello, avvicinamento e rientro attrezzati; l'ambiente è solitario, poco battuto e con frequenti incontri con gli stambecchi, e dalla cima il panorama è magnifico.

    ▲Avvicinamento

    Partenza dalla frazione di Colmean, presso Caviola (Belluno), raggiungibile dal Passo San Pellegrino, dal Passo Rolle via Falcade o da Cencenighe Agordino; in centro a Caviola, lungo via Patrioti, si seguono le indicazioni per Colmean. Punto di partenza su Google Maps. Dal parcheggio (1274 m) si risale a nord nel bosco lungo la carrareccia CAI 689 fino alla Baita dei Cacciatori (1751 m) e, proseguendo, alla Baita Giovanni Paolo I (1865 m, 1h 15'). Presso la baita si prende a destra una traccia in salita (gradoni in legno) che esce dal bosco sotto la parete sud di Cima d'Auta Orientale e sale ripida verso la Forcella di Medil; a un bivio, dove a destra il CAI 696 è la via normale (usata per il ritorno), si tiene la sinistra seguendo le indicazioni per la ferrata, su traccia labile, fino all'attacco (2h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si parte su roccette e un balzo verticale (una staffa) fino alla prima scaletta; si completa la parete con altre due staffe e si piega a sinistra in un traverso orizzontale dentro un canalino, risalito con tre staffe e poi altre tre verso destra. Dopo un tratto diagonale attrezzato si sale una seconda scaletta di 6-8 metri, quindi roccette appoggiate e un canalino detritico verso l'evidente forcella. Dopo facili passi di sentiero, un'altra scaletta e roccette si arriva al passaggio chiave: un angusto camino, da affrontare sul lato destro con l'aiuto di staffe e, in uscita, di alcuni pioli su roccia poco appigliata. Si percorre una rampa a destra e si aggira uno spigolo con un traverso, poi un balzo verticale ben appigliato fino in vista della Forcella di Medil, dove la fune accompagna facili roccette fino al pianoro della forcella (a sinistra Cima d'Auta Occidentale, a destra l'Orientale, con la parete sud della Marmolada). Verso destra si seguono roccette e sentiero attrezzati (cavo come corrimano), si sale una placca con una scaletta e poi in aderenza, si percorrono una cengia e una nuova parete verticale a tratti appigliata, fino a un bivio: a sinistra inizia la discesa attrezzata, a destra in pochi minuti la croce di vetta di Cima d'Auta Orientale (2624 m, 1h 45' dall'attacco, 3h 45' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via piacevole, con salita per lo più priva di difficoltà sostanziali ed esposizione non eccessiva; solo alcuni passaggi (camino, traverso, placca in discesa) richiedono più attenzione. Da non sottovalutare però l'avvicinamento faticoso e il rientro anch'esso attrezzato.

    ⚠ Itinerario lungo in ambiente di alta montagna poco frequentato: buona preparazione e meteo stabile. La discesa parte attrezzata con un paio di passaggi non banali (placca e tratto verticale con scaletta).
    ▲Storia

    La Ferrata Paolin Piccolin è stata costruita nel 1969.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si torna al bivio dove inizia la discesa attrezzata: un tratto impegnativo su placca e un tratto verticale con scaletta, dopo i quali (circa 10') le difficoltà calano e si scende su sentiero lungo la via normale. A un bivio si tiene la destra (CAI 696) per il ripido Sentiero Attrezzato Bortoli, che con cenge e brevi balzi attrezzati sotto la parete sud riconduce al bivio dell'avvicinamento; da l' a ritroso fino alle baite e al parcheggio (2h 30' dalla vetta, 6h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Il lungo itinerario lascia poche energie per altro in giornata, ma la zona è ricchissima di vie. Verso il Passo San Pellegrino: l'Alta Via Bepi Zac e la Bruno Federspiel. Verso il Civetta: la Tissi, gli Alleghesi e la Fiamme Gialle. Verso le Pale di San Martino: la Bolver-Lugli e la Gabitta d'Ignoti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMarmolada
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata344 m
    • Dislivello itinerario1354 m
    • Quota max2624 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Ferrata Ombretta

    Ferrata Ombretta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Ombretta
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ombretta, segnalata in alcuni punti come Ferrata Vernale, è un breve tratto attrezzato inserito in un ampio e impegnativo anello che risale la Val de Contrin fino alla Cima Ombretta Orientale (3011 m), affacciata sull'imponente parete sud della Marmolada. La parte ferrata è facile e adatta anche a chi è alle prime armi con le vie attrezzate, ma il giro complessivo — circa 18 km e oltre 1500 m di dislivello in ambiente di alta montagna — richiede una buona preparazione fisica.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia del Ciampac, tra Alba di Canazei e Penia, in Val di Fassa (Trento). Da Canazei si seguono le indicazioni per il Passo Fedaia; ad Alba, sulla destra, compaiono le funivie del Ciampac e il relativo parcheggio (1500 m). Punto di partenza su Google Maps.

    Dal parcheggio si imbocca il sentiero CAI 602 verso sud, dentro il bosco: superato un torrente e ignorato il bivio per il 602A (che scende a Penia), si sale ripidi a tornanti fino alla Baita Locia Contrin (1736 m, 30'). Si prosegue nell'ampia Val de Contrin sul 602, a lungo accanto al torrente, trascurando le diramazioni per il Colac, il Passo San Nicolò e il Col Ombert, fino al Rifugio Contrin (2016 m, 1h 30'). Dal rifugio si seguono i segnavia CAI 607 lungo la forestale verso sud/sud-est, ignorando i sentieri 606 e 610 che a sinistra salgono al Passo Ombretta e alla Forcella Marmolada. Si continua sul 607 fino a un bivio: a destra prosegue il 609 per il Passo Paschè, si tiene invece la sinistra sul 607 verso la ferrata e il Sasso Vernale, entrando nella detritica Val di Cirelle. Attenzione a un bivio non segnalato: dove il 607 punta a sud/sud-est verso il Passo delle Cirelle, si tiene la sinistra risalendo ghiaie verso il Passo Ombrettola. Più in alto, a un ulteriore bivio (2h 45' dal parcheggio), si lascia il 607 e si prende a sinistra il CAI 650, che a mezzacosta porta alla bastionata della ferrata. L'attacco, segnalato da una scritta a vernice scura sulla roccia, è a 2570 m (3h dal parcheggio); poco sotto, una grotta consente di indossare comodamente l'imbrago.

    ▲Il percorso

    Seguendo i segni bianco-rossi si raggiunge l'attacco. La via segue una linea logica e risale un tratto meno ripido rispetto alla bastionata sopra la grotta: si parte su una parete con buoni appigli, si prosegue su una facile cengia rocciosa e si imbocca un lungo canale diagonale, a tratti un po' stretto, che fa guadagnare quota senza difficoltà. Si conclude su roccette dal fondo detritico e poco stabile fino al termine delle attrezzature (2620 m, 20' dall'attacco, 3h 20' complessive), da cui lo sguardo torna sulla Val Contrin appena risalita.

    ▲Carattere e difficoltà

    Tecnicamente la ferrata è breve e facile, adatta anche ai neofiti delle vie attrezzate, e l'attrezzatura è stata rinnovata di recente in ottime condizioni. Il vero impegno sta nell'itinerario: lungo, faticoso e in ambiente severo, con la quota dei 3000 m che non va mai sottovalutata.

    ⚠ Itinerario di alta montagna con forte dislivello (1511 m) e sviluppo di circa 18 km: da affrontare solo in buona forma fisica e con meteo stabile. Le roccette finali hanno fondo detritico instabile: casco indispensabile e attenzione a non scaricare sassi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione tipicamente estiva: a inizio stagione la conca morenica oltre la ferrata può conservare neve. Per la cartografia della zona è utile la carta della Val di Fassa di 4Land.

    ▲Discesa

    Il rientro è ad anello. Dal termine della ferrata si prosegue verso est sul CAI 650 tra ghiaie e detriti verso una sella, con a destra l'imponente parete nord del Sasso Vernale. Si risale la conca morenica, ben segnata, fino a una sella a 2950 m (45'), dove conviene la breve deviazione a destra alla Vetta Ombretta Orientale (3011 m, 15' a/r), con vista magnifica sulla parete sud della Marmolada. Si continua a sinistra sul 650 fino a un'altra sella, poi si scende a destra su sentiero ripido, presso una costruzione della Prima Guerra Mondiale, verso il Passo Ombretta e il Bivacco Dal Bianco (2730 m, 1h 30' dal termine, 5h totali). Raggiunto il Passo Ombretta (2702 m) si tiene la sinistra sul CAI 610 che, in costante discesa, riporta al Rifugio Contrin (1h) e quindi, a ritroso lungo l'avvicinamento, al parcheggio (1h 30', 7h 30' totali). In alternativa, dal Passo Ombretta si può tenere la destra fino al Rifugio Falier (2074 m) per pernottare ai piedi della parete sud della Marmolada.

    ▲Da abbinare

    In un itinerario di più giorni la Ferrata Ombretta si abbina bene alla Ferrata dei Finanzieri al Colac e alla Ferrata Kajserjager al Col Ombert, entrambe raggiungibili dalla Val de Contrin. Chi ha esperienza di ghiacciai può salire la Ferrata a Punta Penia sulla Marmolada (sentiero 606 dal Rifugio Contrin, con ramponi e attrezzatura da ghiaccio per la discesa sul ghiacciaio); dal Passo Fedaia è inoltre raggiungibile la Ferrata delle Trincee.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMarmolada
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario1511 m
    • Quota max3011 m
    • Lunghezza18,2 Km
  • Ferrata Eterna alla Marmolada

    Ferrata Eterna alla Marmolada

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Eterna alla Marmolada

    La Ferrata Eterna è dedicata alla Brigata Cadore e sale dal Passo Fedaia fino a Punta Serauta, sul versante orientale della Marmolada, con una progressione lunga e mai monotona che concatena tre sezioni dal carattere molto diverso. Si svolge in pieno ambiente di alta montagna e termina nella Zona Sacra del Serauta, presidio italiano della Prima Guerra Mondiale: è un itinerario riservato a chi ha gambe allenate e una solida esperienza di vie ferrate.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo Fedaia, raggiungibile da Canazei (Trento) oppure da Malga Ciapela (Belluno); si lascia l'auto nei pressi del Rifugio Fedaia, sul lato veneto del Lago Fedaia (punto di partenza su Google Maps). Dal rifugio si seguono le indicazioni verso la pista da sci in direzione della Marmolada; poco dopo un cartello e un segno dipinto su un masso invitano ad abbandonare l'ampio sentiero per portarsi verso la cresta rocciosa su cui corre la prima parte della via. Si rimonta il ghiaione seguendo i bolli rossi e i segnavia bianco-rossi del CAI con pendenza costante fino all'attacco, a quota 2460 m (1h dal Passo Fedaia).

    ▲Il percorso

    La via si articola in tre sezioni. Prima sezione: si attacca una parete affrontata in diagonale sfruttando buoni appoggi per gli scarponi, poi un traverso esposto verso sinistra aggira uno spigolo; di qui il cavo piega in diagonale a sinistra nel tratto più impegnativo, reso insidioso dalla roccia a tratti umida, alternando brevi salti verticali a traversi orizzontali e diagonali che caricano le braccia. Un terrazzino consente di rifiatare prima di una risalita verticale a zig-zag su roccia più appigliata, che chiude la sezione (30' dall'attacco, circa 1h 30' totali). Seconda sezione, la più faticosa: si rimonta il grande lastrone monolitico di Punta Serauta, dapprima su fondo ghiaioso e moderata pendenza, poi, superato un salto, su un'ampia placconata priva di difficoltà tecniche ma di dislivello crescente, fino a un balzo più marcato. Terza sezione, la più aerea: una breve cengia in leggera discesa verso destra porta a una forcella da cui si risale il versante opposto con un passaggio adrenalinico; seguono un traverso molto esposto e uno spigolo verticale che immettono in cresta. Si percorre quindi una lunga cresta aerea, con precipizi su entrambi i lati, che si allarga a tratti in comode cenge; una serie di sali-scendi tra brevi salti e traversi conduce in vista della stazione a monte degli impianti che salgono da Malga Ciapela. Prima di raggiungere il Rifugio Serauta si affrontano alcuni tratti in discesa impegnativi (camini, traversi, una ripida placca da scendere d'aderenza con l'aiuto dei fittoni, infine un camino attrezzato con staffe), poi una cengia conduce alla Zona Sacra del Serauta, dove si possono visitare vedette, gallerie, trincee e i resti dell'avamposto italiano, oltre al museo presso il rifugio. Qui termina la ferrata (3h 15' dall'attacco, circa 4h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    L'Eterna non presenta passaggi tecnici di livello estremo, ma la somma delle tre sezioni la rende molto esigente sul piano fisico e mentale: il primo tratto è il più tecnico, il secondo il più stancante per il dislivello sulla placca, il terzo il più esposto lungo la cresta. La stanchezza accumulata è il vero fattore critico.

    ⚠ Itinerario lungo e d'alta quota, privo di vie di fuga: percorrerlo solo in ottime condizioni fisiche e con meteo stabile. Anche il tratto di discesa interno alla via è sostenuto ed esposto e va affrontato con piede fermo.

    ▲Periodo e sicurezza

    Via per la piena stagione estiva, in ambiente severo (quota massima 2951 m al Rifugio Serauta). Dal rifugio si può eventualmente salire al Monte Serauta (3069 m) per sentiero esposto e in parte attrezzato. Cartografia consigliata: carta della Val di Fassa di 4Land. Da evitare assolutamente in caso di meteo incerto, anche per la proverbiale nebbia della Marmolada.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Serauta verso il Passo Fedaia ci sono due opzioni. La più semplice: scendere a Malga Ciapela con gli impianti di risalita e da lì risalire al Passo Fedaia in autostop o con l'autobus (partenza di fronte alla stazione a valle). L'alternativa è la discesa sul Ghiacciaio della Marmolada, tenendosi sul versante sud-est verso le piste degli skilift: richiede ramponi e piccozza, attenzione ai crepacci (variabili di anno in anno) e alla nebbia, e comporta circa 1h 30' dal termine della ferrata (circa 6h totali).

    ⚠ Dal 2023 la discesa sul ghiacciaio risulta vietata per le condizioni del ghiacciaio stesso. Anche la vecchia Ferrata Pontura, che dal Rifugio Serauta scende a Malga Ciapela, è sconsigliata per lo stato fatiscente delle attrezzature.

    ▲Da abbinare

    Dallo stesso Passo Fedaia si può salire a Porta Vescovo per la Ferrata delle Trincee; scendendo verso Canazei si raggiunge il Colac per la Ferrata dei Finanzieri, mentre sul Gruppo Sella spicca la difficile Ferrata Piazzetta al Piz Boè. Sul versante occidentale della Marmolada sale invece la Ferrata Ovest a Punta Penia.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMarmolada
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata3:15 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata462 m
    • Dislivello itinerario894 m
    • Quota max2951 m
    • Lunghezza7,6 Km
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