Gruppo: Ortles-Cevedale

  • Ferrata di Punta Marmotta (Murmele)

    Ferrata di Punta Marmotta (Murmele)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata di Punta Marmotta (Murmele)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata di Punta Marmotta è una via recente che risale uno sperone di granito sopra il Rifugio Nino Corsi, in Val Martello (Parco Nazionale dello Stelvio). È ottimamente protetta: facile nelle prime due sezioni e più impegnativa nella terza (evitabile), per un insieme moderatamente difficile. Attenzione all'esposizione a nord, che la tiene in ombra gran parte della giornata.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal fondo della Val Martello (Martelltal), valle perpendicolare alla Val Venosta: da Goldrano si entra in valle e si prosegue verso sud per circa 30 km, oltre Ganda di Martello e il Lago Gioveretto, fino allo spiazzo di parcheggio. Punto di partenza su Google Maps. Il primo riferimento è il comodo Rifugio Genziana (2051 m), dove finisce la valle; da qui in circa 30' si sale al Rifugio Nino Corsi (2265 m) per uno dei sentieri 151, 36 o 37 (il 151 è il più diretto e permette di raggiungere la ferrata senza passare dal rifugio). Dal Nino Corsi, in direzione ovest, si vede Punta Murmele; seguendo il sentiero, a un primo bivio si tiene la destra (a sinistra scende il sentiero di rientro) e in breve si arriva all'attacco, in ombra (45' senza fretta dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via si compone di tre sezioni separate da due vie di fuga verso sinistra, che riconducono al sentiero di rientro. La prima sale verso sinistra alternando brevi tratti verticali a tratti verso destra, con difficoltà contenute; dopo 30-40 metri si incontra la prima via di fuga. Seguono facili roccette e una cengia a destra, panoramica, poi alcuni balzi in diagonale con un paio di passaggi un po' più impegnativi fino alla seconda via di fuga: qui conviene valutare se proseguire, perché l'ultima sezione è più dura, con un passaggio considerabile difficile e un po' atletico. La terza sezione inizia facile e porta a una parete più impegnativa, con un traverso a destra dai buoni appoggi per i piedi ma poche prese per le mani; si arriva quindi al passaggio chiave, un tetto aggirato sulla destra che si risale con alcune staffe, in buona esposizione e con un certo spunto atletico ma non difficile; oltre, una paretina verticale e le ultime roccette chiudono la via.

    ▲Carattere e difficoltà

    Le vie di fuga e le difficoltà crescenti la rendono un'ottima ferrata di apprendimento; ambiente piacevole e ancora a quota relativamente bassa.

    ⚠ L'esposizione a nord la tiene in ombra e fresca per gran parte del giorno: tenerne conto per abbigliamento e per la presenza di umidità o residui di neve a inizio stagione.
    ▲Discesa

    Dal termine si segue la traccia che riporta senza problemi al rifugio (15'), da cui si rientra al parcheggio per uno dei sentieri dell'avvicinamento (3h totali). Volendo allungare, dopo la ferrata ci si può innestare sul sentiero 103 e salire al Rifugio Martello (2600 m), con vista magnifica sui ghiacciai della Marmotta e del Cevedale.

    ▲Da abbinare

    Rientrando in Val Venosta, verso Merano: la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott a Naturno, e la Ferrata Heini Holzer al Picco Ivigna; risalendo verso Solda le vie d'alta quota Ferrata Tabaretta all'Ortles e la Ferrata alla Croda di Cengles, e la Ferrata di Trafoi lungo la statale dello Stelvio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOrtles-Cevedale
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario290 m
    • Quota max2340 m
    • Lunghezza4,7 Km
  • Ferrata Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand)

    Ferrata Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand)

    La Ferrata alla Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand) è una via d’alta quota nel gruppo dell’Ortles che porta in vetta a 3375 m. Pur non lunga, è atletica e impegnativa per la roccia liscia e poco appigliata, con un panorama straordinario su Ortles, Cevedale e Angelo Grande.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Soldà (da Bolzano Sud verso Merano e Passo dello Stelvio, poi a sinistra per Soldà) (punto di partenza su Google Maps). Si raggiunge il Rifugio Serristori (2721 m) o a piedi dal paese per il sentiero 5 lungo la Valle di Zay (circa 2h 30′), oppure con la seggiovia fino al Pulpito (2350 m) e poi per il sentiero 12 che si innesta sul 5 (circa 1h 30′). Dal rifugio si segue il CAI 5 risalendo il vallone morenico con i bolli gialli, tenendo la sinistra al bivio con il sentiero 2 (che va verso l’Angelo Grande). Si sale tra grandi massi verso le pareti rossastre fino ai Laghetti (2887 m, 45′ dal rifugio), dove si vira a sinistra verso il canalone della via normale ignorando il 5B verso il Passo Zay. Procedendo a semicerchio si giunge a un bivio: a sinistra sale la via normale (bolli rossi, via di rientro), a destra si seguono i segni gialli; poco dopo, sulla destra, una targhetta segna l’inizio della ferrata, intitolata a Otto Erich (1h dal rifugio Serristori, 3h 30′ da Soldà).

    ▲Il percorso

    I primi metri salgono su una placca liscia, seguita da un traverso a destra e una breve placca verticale. Si prosegue in salita diagonale sulle pareti rossastre e nere, si aggira uno spigolo in crescente esposizione e si traversa a destra. Si continua seguendo i segni gialli, alternando tratti arrampicabili a rocce compatte e poco appigliate, dove conviene tirare sul cavo per guadagnare quota; alle spalle, il panorama spazia su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù da un lato, Angelo Grande, Cima Vertana e Cevedale dall’altro. Si risale un diedro appoggiato con buoni appigli, alcune roccette in diagonale e una placca con un’evidente fessura arrampicabile; una breve scaletta metallica e un paio di traversi non difficili chiudono la ferrata (3310 m, 1h 30′ dall’attacco). Da qui ci si innesta sulla via normale, che con alcune funi, maniglie metalliche su roccia liscia e un paio di tratti attrezzati esposti porta alla croce di vetta (3375 m, 15′ dal termine della ferrata, circa 5h 15′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata logica ma impegnativa e a tratti fisica (Molto Difficile), in ambiente d’alta quota. La roccia è solida ma levigata e liscia in più punti, il che riduce l’arrampicabilità e alza il grado costringendo a trazionare sul cavo. Attrezzatura in ottimo stato; il primo tratto, aggiunto nel 2013, offre di fatto una via di fuga dopo i primi 100 metri.

    ⚠ Itinerario d’alta montagna da riservare a persone esperte: passo fermo, assenza di vertigini e meteo stabile. La discesa avviene per la via normale, con tratti di disarrampicata (fino al I grado) e brevi passaggi attrezzati: non togliere l’imbrago nel primo tratto di discesa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Via di piena estate, con roccia asciutta e nevai ridotti; la salita con la seggiovia consente di risparmiare tempo ed energie. Cartografia consigliata: carta dell’Ortles-Cevedale.

    ▲Discesa

    Si scende per la via normale: i primi metri ripercorrono l’ultimo tratto di salita fino all’innesto della ferrata (tratto un poco più difficile, tenere l’imbrago), poi si segue l’abbondante segnaletica rossa alternando disarrampicata e tratti attrezzati, passando dal versante nord a quello ovest, meno impegnativo. Si raggiunge una forcella e un ripido canalone detritico che riporta al bivio dell’avvicinamento; di qui, a ritroso, al Rifugio Serristori (7h totali) e quindi a Soldà per il sentiero 5 (circa 8h 30′ totali).

    ▲Da abbinare

    Restando a Soldà si può valutare la molto difficile Ferrata Tabaretta; verso la Val Passiria la Ferrata delle Cascate di Stuller; sullo Stelvio, in direzione Ponte di Legno, la Ferrata del Sentiero dei Fiori.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOrtles-Cevedale
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)8:30 h
    • Dislivello ferrata310 m
    • Dislivello itinerario1400 m
    • Quota max3375 m
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