Gruppo: Ortles

  • Ferrata Tabaretta

    Ferrata Tabaretta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Tabaretta

    La Ferrata Tabaretta è una delle vie più severe delle Alpi italiane: risale l'imponente parete nord dell'Ortles, sotto Punta Tabaretta, in un ambiente di alta montagna oltre i 3000 metri. Difficoltà tecniche fino all'estremo si sommano a un impegno fisico e mentale notevole; la roccia è spesso povera di appigli e in molti tratti si avanza tirando sul cavo. Non esistono vie di fuga.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della seggiovia dell'Orso a Solda (2330 m); è la quota a cui scendere, senza proseguire oltre. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione si segue il sentiero CAI 10 a mezza costa fino a un bivio, dove si tiene la sinistra sul CAI 4A; si procede verso ovest aggirando la parete nord dell'Ortles fino a innestarsi sul CAI 4 e, per alcuni tornanti, si raggiunge il Rifugio Tabaretta (2556 m, 45' dalla stazione a monte). Dietro il rifugio parte il sentiero segnalato «Ferrata – Parete Nord» che, a mezza costa verso sud-ovest, porta sotto la bastionata all'attacco (15' dal rifugio, 1h dalla stazione).

    ▲Il percorso

    Si inizia su roccette presso uno spigolo; salendolo si guadagna subito esposizione e si entra nella cifra della via, con pochi appigli che obbligano a tirare sul cavo. Dopo un terrazzo si scende un paio di metri e si rimonta un diedro molto esposto, quindi una placca diagonale conduce a un terrazzino. Dal 2019 l'attacco originale è stato sostituito da una variante più impegnativa: una parete di un centinaio di metri, verticale, esposta e avara di appoggi, che si innesta sullo stesso terrazzino. Si prosegue a destra su roccette e su una placca verticale, un breve traverso a destra e un angusto diedro; un tetto roccioso costringe a traversare a sinistra presso una fessura (primo tratto faticoso). Il cavo riparte verticale in un passaggio leggermente strapiombante e poco appigliato fino a un terrazzino panoramico sul Rifugio Tabaretta e sull'Ortles. Dopo alcuni metri verticali si piega in diagonale a destra nel traverso ascendente del Geelen Knott, il passaggio chiave: pochissimi appoggi per i piedi, da superare con rapidità e forza di braccia per non «bruciarsi» (utile un rinvio o una fettuccia). Si supera il tetto, si risale con una seconda fune a destra, si aggira uno spigolo e si raggiunge un largo terrazzino con breve cengia. Seguono una placca di una ventina di metri, facili roccette, una placca liscia da superare tirando sul cavo, un traverso a destra molto esposto e tratti più arrampicabili, fino a un tratto di cresta e al libro firme. L'ultima sezione sale su spigolo aereo, un traverso orizzontale esposto, una parete verticale con un piccolo tetto sporgente e un traverso ascendente a destra impegnativo ma appigliato, quindi un diedro difficile e aereo (appigli sul lato destro, non sufficienti per salire senza cavo). Si esce a sinistra, si superano placca, roccette e un breve camino e terminano le attrezzature. Per un sentiero di ghiaia ci si collega alla cresta che dal Rifugio Payer sale all'Ortles, punto più alto dell'itinerario (3076 m), e si scende al Rifugio Payer (3029 m, 2h dall'attacco, 3h 45' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via continua e senza tregua: la maggior parte dei tratti è di livello difficile e molto difficile, con punte estreme come il traverso del Geelen Knott. Valutazioni massime su tutti i fronti (tecnica, ambiente, esposizione, impegno fisico). L'attrezzatura è ottima ma non deve indurre a sottovalutare la via.

    ⚠ Nessuna via di fuga e ambiente d'alta montagna oltre i 3000 m: salita riservata a ferratisti molto allenati, con valutazione attenta del meteo e partenza presto. Dislivello in ferrata 500 m, complessivo 720 m, sviluppo 9,6 km.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d'alta quota, da affrontare con condizioni stabili e roccia asciutta. Sono disponibili le tracce GPX e KMZ. I rifugi Tabaretta e Payer offrono appoggio lungo il percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Payer si segue il sentiero di cresta CAI 4, con tratti esposti e parzialmente attrezzati, fino alla Forcella dell'Orso (2871 m); da qui si scende ripidamente, poi più dolcemente, nella vallata di Solda al Rifugio Tabaretta (1h 30' dal Payer, 5h 15' totali). Si rientra infine a ritroso per il sentiero di avvicinamento alla stazione a monte della funivia dell'Orso (30', 5h 45' totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOrtles
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata500 m
    • Dislivello itinerario720 m
    • Quota max3076 m
    • Lunghezza9,6 Km
  • Ferrata del Trafoi

    Ferrata del Trafoi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Trafoi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Trafoi è una via moderna (2019), breve e in gran parte facile, che risale uno sperone roccioso lungo il torrente che scende dal Passo dello Stelvio verso la Val Venosta, a Trafoi (BZ). Adatta a famiglie e neofiti nella variante facile, propone anche una variante moderatamente difficile; perfetta per un ritaglio di tempo o come complemento a un giro più lungo ai piedi dell’Ortles.

    ▲Avvicinamento

    Si parcheggia a bordo strada nel paese di Trafoi (BZ), lungo la statale dello Stelvio (punto di partenza su Google Maps). La parete è ben visibile sul lato opposto del torrente: si scende verso il greto (circa 70 m di dislivello, due possibili discese — al tornante o circa 200 m verso il paese), si attraversa un ponte di legno e, seguendo le indicazioni, si raggiunge l’attacco (15′ dal parcheggio). Lungo la via è visibile la piattaforma di una tirolienne che attraversa il torrente verso il paese (al momento senza informazioni certe sulle condizioni d’uso).

    ▲Il percorso

    La prima sezione è facile, adatta a neofiti e famiglie (con le dovute precauzioni): si sale in diagonale a destra su rampe inclinate (unica insidia il fondo a tratti sporco), alcune roccette e un breve tratto di collegamento; riprese le attrezzature, dopo un traverso un po’ più impegnativo si arriva a un bivio. Variante facile (a sinistra): prosegue su difficoltà analoghe, con una rampa e qualche bel balzo gradonato attrezzato che guadagna quota ed esposizione, un passaggio appena più verticale ma non difficile e, dopo un diagonale, la piattaforma di fine ferrata (30′ dall’attacco). Variante moderatamente difficile: proseguendo sulla cengia attrezzata si arriva a un secondo bivio (a destra una grotta) da cui la via sale verticale con pioli e attrezzature che facilitano la salita: una ventina di metri verticali, alcune roccette, un balzo più impegnativo e un facile traverso a destra fino alla stessa piattaforma.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via Moderatamente Difficile nella variante più impegnativa, ma sostanzialmente facile e ben attrezzata (2019), inserita in una bella valle alpina con panorami sull’Ortles e sulle Alpi al confine italo-austriaco.

    ⚠ Ottima per famiglie e neofiti nella variante facile: per i più piccoli usare attrezzatura da ferrata adeguata. Attenzione al fondo talvolta sporco nelle rampe iniziali.

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (massimo 1630 m): percorribile in buona parte della stagione, condizioni della valle permettendo. Cartografia: carte della zona dell’Ortles-Stelvio.

    ▲Discesa

    Il rientro avviene per comodo sentiero che, a sinistra della piattaforma, scende verso il torrente e riporta a ritroso al parcheggio (circa 1h totali).

    ▲Da abbinare

    Naturale ma impegnativo proseguimento è la salita al Rifugio Payer (3000 m, circa 1500 m di dislivello, sentieri 3 e 19 per il Passo della Tabaretta — arrivo della più dura Ferrata della Tabaretta). Verso lo Stelvio, nel Sondriese, la Ferrata al Torrione Porro e la Ferrata Cuore della Croce al Palabione; in Val Venosta la Ferrata alla Croda di Cengles, le ferrate Hoachwool e Knott a Naturno, la Ferrata del Murmele in Val Martello e la Ferrata Heini Holzer a Merano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOrtles
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario170 m
    • Quota max1630 m
    • Lunghezza1 Km
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