Gruppo: Piccole Dolomiti

  • Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    ⚠ SENTIERO CHIUSO Il Sentiero Attrezzato Baglioni è attualmente chiuso a causa di una frana pericolosa lungo il percorso. Non avventurarsi fino alla riapertura ufficiale confermata dal CAI locale o dall’Ente Parco.

    Il Sentiero Attrezzato intitolato a Pasquale Baglioni corre a mezzacosta sul versante occidentale del Pasubio, nella Valle delle Prigioni, in un’area ricca di testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario con partenza da Pian delle Fugazze è tanto interessante dal punto di vista storico quanto variato negli ambienti, con tratti attrezzati, gallerie e belvederi sulla sottostante vallata.

    ▲Avvicinamento

    Da Pian delle Fugazze (parcheggio ampio al passo, raggiungibile da Rovereto o Schio, indicazioni Maps) si attraversa la strada verso nord e si sale per il sentiero CAI 179 (‘Strada degli Eroi’), carrareccia che si percorrerà anche al rientro. Il sentiero accorcia i tornanti della strada e arriva a Malga Val di Fieno, dove si lascia il sentiero 170 per il Rifugio Papa e si seguono le indicazioni per il Sentiero Attrezzato Baglioni con segnavia CAI 141 (1645 m, 1h15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il sentiero prosegue a mezzacosta tagliando la dorsale sud della Cima Palon. I primi tratti attrezzati, con cavi che fungono più da corrimano che da vera protezione, accompagnano una lieve perdita di quota. La visuale sulla sottostante vallata e sui rilievi sovrastanti è notevole per tutta la progressione. Si raggiunge il passaggio più impegnativo: un canalino roccioso con fondo instabile e franoso, disceso mantenendosi sul versante destro con l’aiuto di cambre. Dopo circa 1h15′ dall’inizio del Sentiero Baglioni si incontrano due gallerie che attraversano la roccia senza richiedere la torcia. Terminate le gallerie si risale una verde vallata fino a un bivio: a sinistra il Passo dell’Omo, dritto il proseguimento (1h45′ dall’inizio, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il canalino con fondo franoso è il passaggio più tecnico; i tratti attrezzati nel resto del percorso hanno difficoltà contenuta. Il valore aggiunto è l’ambiente storico-alpinistico unico del Pasubio con le sue gallerie e le testimonianze della Grande Guerra.

    ⚠ Attenzione alla nebbia pomeridiana, caratteristica del Pasubio e frequente anche d’estate. Preferire le ore del mattino per l’escursione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il sentiero è attualmente chiuso. Quando sarà riaperto, la stagione consigliata è da maggio a ottobre. Verificare sempre lo stato di apertura presso il CAI locale prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal termine del Sentiero Baglioni si segue il segnavia 135 verso destra con indicazioni per il Rifugio del Generale Papa. Si può scendere al rifugio oppure proseguire in quota attraverso gallerie e reperti di guerra, innestendosi sul sentiero di salita al Papa da Pian delle Fugazze e scendendo fino al bivio d’andata (2h30′ dal termine, 5h45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Le Piccole Dolomiti offrono itinerari di grande valore tra cui il Sentiero Alpinistico Falcipieri, il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto, la Ferrata Campalani, il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega, la Ferrata Biasin, la Ferrata Viali e la Ferrata Ezio Ferrari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario988 m
    • Quota max2150 m
    • Lunghezza8 Km
  • Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Il Sentiero Attrezzato Franco Galli conduce al Corno Battisti (1762m) sul versante trentino del Massiccio del Pasubio, percorrendo luoghi segnati dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e ricchi di installazioni belliche ancora ben conservate.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il caseggiato di Tezze, frazione nei pressi di Valmorbia (TN), sulla Statale 46 Rovereto-Valli del Pasubio. Da Valmorbia si svolta a sinistra verso il centro del paese e poi a destra sulla prima via in salita, stretta e tortuosa, fino a uno slargo dove lasciare l’auto (circa 750m). Il parcheggio è scarso: chi non trovasse posto può lasciare l’auto in paese e percorrere gli ultimi tratti su strada asfaltata, aggiungendo circa 200m di dislivello. Si consiglia il percorso in senso antiorario affinché le gallerie vengano percorse in salita: si imbocca il segnavia 122A verso destra, lasciando il segnavia 123 sulla sinistra (sarà il percorso di rientro). Il sentiero 122A sale costante e ripido nel bosco senza difficoltà tecniche fino alla Sella di Trappola (1435m, circa 2 ore da Tezze); dalla sella si tiene la sinistra verso il Corno Battisti.

    Il percorso

    Da Sella di Trappola (1435m) inizia il tratto attrezzato verso il Corno Battisti. Il sentiero nel bosco rado porta alla prima postazione bellica della Grande Guerra e al primo risalto attrezzato segnalato da un caratteristico cartello rosso. Si risale un canalino roccioso, si raggiunge un’altra postazione e poi una prima galleria. Seguendo i segnavia bianco-rossi si incontrano nuove postazioni e un cartello che indica il Cappello di Pulcinella (punto panoramico, deviazione facoltativa a sinistra). L’itinerario alterna gallerie e sentieri all’aperto; una scala scavata nella roccia precede un tratto boscoso e poi una nuova galleria da risalire internamente per una lunga scalinata. All’uscita, segni in marmo commemorano le unità militari che combatterono in quest’area. Si percorre una suggestiva cengia attrezzata e un risalto roccioso prima di imboccare la galleria principale, da attraversare interamente senza entrare nelle diramazioni chiuse. Si raggiunge il Corno Battisti (1762m).

    Carattere e difficoltà

    Itinerario di notevole interesse storico — in questi luoghi furono catturati dalle truppe austriache gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi — e fisicamente impegnativo per la lunghezza e il dislivello complessivo (1000m, 14km, 6 ore totali). I tratti attrezzati sono di livello medio ma si susseguono dopo un lungo avvicinamento che richiede buona preparazione fisica. Difficoltà: Difficile. Necessaria torcia frontale per le gallerie.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Le gallerie sono al buio: la torcia frontale è indispensabile. Attenzione alla roccia bagnata nei tratti esposti della cengia. In inverno le gallerie possono presentare ghiaccio. La lunghezza del percorso (6 ore totali) impone di portare adeguata scorta d’acqua e cibo e di partire mattina presto.

    Discesa

    Dal Corno Battisti (1762m) si scende per il segnavia 123, che chiude l’anello tornando a Tezze in circa 3h30′. Questo sentiero di rientro è più diretto dell’andata ma privo delle gallerie. Il tempo totale dell’escursione ad anello è di circa 6 ore.

    Da abbinare

    Sul versante veneto del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio, grande traversata altrettanto ricca di storia della Grande Guerra. Le Piccole Dolomiti e il Massiccio del Pasubio ospitano numerosi altri percorsi storici e alpinistici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1762 m
    • Lunghezza14 Km
  • Ferrata Viali al Monte Gramolon

    Ferrata Viali al Monte Gramolon

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Ferrata Viali al Monte Gramolon
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Viali sale un canalone sotto il Monte Gramolon, nel vicentino. È varia, di media difficoltà con alcuni passaggi più impegnativi e atletici (in particolare due pareti strapiombanti attrezzate a staffe), con avvicinamento e rientro brevi e sviluppo a bassa quota.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Bepi Bertagnoli (1225 m), dove termina la strada della valle di Campodalbero (da Arzignano verso Chiampo, poi a destra per Campodalbero). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Oltre il rifugio, presso una chiesetta, una palina CAI indica a destra il sentiero 221; tra salita e discesa, con alcuni passaggi attrezzati esposti su fondo un po' franoso, si scende alla base del canalone fino al primo cartello della Ferrata Viali e all'attacco poco più in alto (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si sale in diagonale su uno spigolo a sinistra del canalone, su roccia gradonata, poi un traverso a destra di media difficoltà porta sul versante destro del canale. Dopo una breve cengia si affronta il passaggio chiave: una parete strapiombante di una quindicina di metri attrezzata con una lunga serie di staffe ampie (strapiombante all'inizio, verticale al centro, di nuovo strapiombante in alto). Un traverso esposto conduce a una seconda parete attrezzata, impegnativa ma più breve, che termina con staffe in diagonale su una cengia. Seguono una scala verticale di una ventina di pioli, traversi e tratti verticali su pioli e staffe nel canalone, un lungo tratto su spigolo leggermente strapiombante e una salita sul lato opposto, esposta e gradonata. Un sentiero attrezzato con una panchina collega alla sezione finale: una lunga scala metallica di circa 25 metri e un tratto di sentiero attrezzato portano al sentiero 202, dove la Ferrata Viali termina (2h dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via divertente e atletica nei tratti strapiombanti, su roccia non sempre solida. Dislivello in ferrata 370 m, complessivo 550 m, quota massima 1700 m, sviluppo 3,5 km. Trattandosi di bassa quota, da evitare nelle giornate estive troppo calde.

    ⚠ Il fondo è composto da sassolini e tratti instabili e non sono rare le scariche di sassi: il casco è assolutamente obbligatorio e occorre attenzione a non smuovere rocce sul canalone verso chi segue.
    ▲Discesa

    Per rientrare al Rifugio Bertagnoli si segue il sentiero 202 a sinistra, si attraversa una galleria militare (non serve la torcia) fino a un ripido sentiero prima del Passo di Scagina che scende nel bosco, passando accanto al monumento a Bepi Bertagnoli, fino all'attacco della ferrata (40' dal termine) e quindi a ritroso al parcheggio (circa 1h dal termine, 3h 30' totali). In alternativa si può proseguire verso la vetta del Gramolon.

    ▲Da abbinare

    Sullo stesso Gramolon la Ferrata Ezio Ferrari; poco distante, verso il Carega, la Ferrata Campalani.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata370 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1700 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata del Vajo Stretto

    Ferrata del Vajo Stretto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata del Vajo Stretto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Vajo Stretto sale la parete orientale del Monte Cornetto, nelle Piccole Dolomiti al confine tra Trento e Vicenza. Risale una stretta fenditura rocciosa con difficoltà mai significative, in un ambiente molto bello; abbinata alla vetta del Cornetto diventa un lungo e appagante anello.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Malga Cornetto (1225 m), sulla strada che collega Pian delle Fugazze al Sacrario del Pasubio (ampio parcheggio a pagamento). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue il sentiero 150 (ex 44) prima su prati poi nel bosco, con segni CAI e scritte sui sassi, fino all'attacco (circa 40' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal cartello rosso si salgono facili roccette verso l'evidente canalone, alternando risalti e cenge erbose fino all'ingresso del vajo. Le attrezzature si interrompono e ci si sposta sul lato sinistro per risalire il canale su roccia appigliata e qualche cambra, verso un caratteristico tunnel naturale tra massi incastrati. Oltre il tunnel si prosegue nella fenditura tra incombenti pareti, alternando tratti di sentiero a tratti assicurati con passi di arrampicata mai difficili e diversi passaggi in camino tra rocce incastrate. Un passaggio più verticale (molte cambre) e un traverso esposto a sinistra, oltre un grande masso spesso umido, portano al libro firme; si sale infine la rampa sul lato destro e si esce dal Vajo Stretto, dove termina la ferrata (circa 1550 m, 1h dall'attacco, 1h 45' dal parcheggio). All'intersezione col Vajo Cassa da Morto si tiene la sinistra in salita fino a un ghiaione e alla Selletta dell'Emmele (1675 m, 20'); consigliato proseguire per la vecchia mulattiera militare alla Forcella del Cornetto (1825 m) e, per il sentiero attrezzato della via normale (esposto ma non difficile, tratti con catena), alla croce del Monte Cornetto (1899 m, circa 3h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di difficoltà contenuta ma di grande atmosfera, tra camini e massi incastrati. Dislivello complessivo 600 m, quota massima 1899 m, sviluppo 8,6 km.

    ⚠ Casco assolutamente necessario per il pericolo di caduta sassi lungo il vajo. Attenzione al fondo sdrucciolevole di alcune sezioni; gli zaini ingombranti creano problemi nei punti più angusti, meglio uno zaino piccolo o collegarlo all'imbrago con una fettuccia.
    ▲Discesa

    Si scende a ritroso il sentiero attrezzato di vetta fino al sentiero 149; consigliato proseguire verso sud a mezzacosta verso il Baffelan e il Passo di Campogrosso, tra tratti attrezzati mai difficili e gallerie di guerra, fino al Passo degli Onari (1760 m) e al Passo del Baffelan. Da qui il sentiero 177 (Boale del Baffelan) scende un canalone (attenzione, con un salto verticale protetto da catena) fino alla Strada del Re (sentiero 175) che riporta a Malga Cornetto (3h dalla vetta, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Cornetto è ricca di itinerari attrezzati: verso il Carega la Ferrata del Vajo Scuro e la Ferrata Campalani al Carega.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello itinerario600 m
    • Quota max1.899 m
    • Lunghezza8,6 Km
  • Ferrata Ferrari al Gramolon

    Ferrata Ferrari al Gramolon

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Ferrata Ferrari al Gramolon

    La Ferrata Ezio Ferrari al Gramolon è breve, atletica e impegnativa: si sviluppa quasi per intero su traversi diagonali in forte esposizione, lungo una placca levigata delle Piccole Dolomiti vicentine. È il naturale completamento di un'escursione che comprende prima la vicina Ferrata Viali e poi la salita alla vetta del Gramolon.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Rifugio Bepi Bertagnoli (1225 m), dove termina la strada che risale la Val di Campodalbero, in provincia di Vicenza. Da sud si segue per Arzignano e poi in direzione Chiampo; risalendo la valle, dopo la località Valletta si presta attenzione alla svolta a destra per Campodalbero (prima indicazione per il rifugio) e si prosegue su strada via via più stretta, oltre Campodalbero, fino al parcheggio del rifugio (punto di partenza su Google Maps). La soluzione consigliata è percorrere prima la Ferrata Viali e poi, con un breve tratto di collegamento (10'), la Ferrari: in questo caso si calcolano circa 2h 30' dal parcheggio. Volendo invece raggiungere direttamente la Ferrari, dal rifugio si seguono i segnavia 211 verso est; si sale e poi si scende fino all'attacco della Ferrata Viali, che si ignora, proseguendo in salita costante. Si incontra una deviazione a destra (scorciatoia più ripida ma consigliata, che fa risparmiare circa 15') e si raggiunge il sentiero 202, che taglia a mezzacosta il Monte Gramolon. Si tiene la destra e si attraversa una galleria militare (non serve la torcia); usciti, in breve si arriva a un tornante con una panchina e le indicazioni del sentiero 211 per il Gramolon. Si sale ripidi tra rocce e mughi, su un percorso attrezzato in alcuni brevi tratti esposti, fino a una forcellina da cui si vede la parete della Ferrari; a un bivio segnalato si tiene la sinistra e, attenzione, si supera un singolo passaggio esposto aggirando un masso, raggiungendo infine l'attacco (1h 15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata risale una placca levigata dotata di pochi appigli artificiali e di piccole rugosità naturali: è una salita atletica, con molti passaggi d'aderenza, e può essere utile percorrerla con scarpette d'arrampicata per migliorare il grip. Il primo passaggio sono una decina di metri verticali su roccia levigata, con alcune maniglie d'aiuto; il cavo inizia poi a piegare a destra a circa 45 gradi in un lungo traverso che aumenta gradualmente la pendenza, sempre con qualche maniglia, fino a uno spigolo. Aggirato lo spigolo si entra in un diedro che si percorre spostandosi con un traverso orizzontale dal suo lato sinistro a quello destro; sul lato destro si prosegue con elevata esposizione lungo un traverso diagonale levigato di una trentina di metri, fino a una brusca deviazione della fune verso sinistra. Si sale il balzo e si prosegue a sinistra in un nuovo traverso; al suo termine il cavo riprende in verticale con un singolo passaggio strapiombante, dove con un po' di forza e agilità si supera uno spanciamento della roccia. Si risale poi una placca verticale priva di appigli e si esce dalla parete su un ripido sentiero attrezzato a fondo terroso: pochi metri ancora e terminano le attrezzature (20' dall'attacco, circa 1h 40' dal parcheggio, circa 3h se si è percorsa anche la Viali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La Ferrari è diversa dalle altre vie delle Piccole Dolomiti: corta, quasi interamente su traverso impegnativo e poco arrampicabile, tanto che sarà frequente l'uso estensivo della fune metallica per progredire.

    ⚠ Via breve ma fisicamente esigente, con traversi esposti su roccia levigata: se mantenesse questo impegno su sviluppo maggiore sarebbe da classificare «Molto Difficile». Da affrontare ben allenati. I sentieri della zona sono ben segnati, un aiuto in caso di nebbia, frequente nel pomeriggio sulle Piccole Dolomiti.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario per la stagione estiva. Cartografia consigliata: carta del Pasubio e Vallagarina di 4Land.

    ▲Discesa

    Terminata la ferrata si prosegue sulla traccia che si innesta sul sentiero abbandonato in precedenza e si sale alla croce di vetta del Gramolon (1814 m, 20' dal termine della ferrata, circa 2h dal parcheggio). Per chiudere l'anello si rientra a ritroso fino all'innesto sul sentiero 202 (20'), poi si tiene la sinistra percorrendo a mezzacosta l'ampio sentiero di origine militare fino all'innesto del 207, che a destra scende al Rifugio Bertagnoli e quindi al parcheggio (1h dalla vetta, circa 3h totali).

    ▲Da abbinare

    L'abbinamento naturale è con la Ferrata Viali, da percorrere prima. Restando nelle Piccole Dolomiti, in direzione del Carega si raggiungono la Ferrata del Vajo Scuro, la Ferrata Campalani al Carega e l'esposta Ferrata Biasin; in Val d'Astico si trovano invece gli Anelli delle Anguane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario589 m
    • Quota max1814 m
    • Lunghezza6 Km
  • Ferrata Carlo Campalani al Carega

    Ferrata Carlo Campalani al Carega

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Ferrata Carlo Campalani al Carega
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Carlo Campalani risale il versante est del Carega, nelle Piccole Dolomiti. Pur breve, presenta singoli passaggi difficili ed è generalmente esposta, con una bella varietà di terreni: diedri, traversi e un caratteristico camino. È la più antica ferrata delle Piccole Dolomiti, inaugurata nel 1958.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il Rifugio Revolto (1.355 m), in fondo alla Val d’Illasi: da sud si esce dall’A4 a Verona Est o Soave, si raggiunge Selva di Progno e si prosegue verso Giazza, poi per circa 7 km lungo la strada fino al rifugio (punto di partenza su Google Maps). Dal Revolto si raggiunge il Rifugio al Passo Pertica (1.530 m), per forestale o per sentiero nel bosco (20-30′). Dal passo si segue l’ampia forestale (sentiero 109) verso il Rifugio Scalorbi; a un bivio segnalato, prima dello Scalorbi, si tiene la sinistra sul sentiero 19, che sale a pendenza costante verso il Carega. A un nuovo bivio segnalato si tiene ancora la sinistra (indicazioni per la Ferrata Campalani) e, in salita più marcata tra i mughi, si raggiunge l’attacco sotto una parete giallastra (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L’inizio è la sezione più impegnativa. Il passaggio chiave dei primi metri è stato facilitato nel 2019 con alcune cambre: ora si vincono i primi 5-6 metri con il cavo a sinistra di un diedro, che si risale fino a un terrazzino. Si aggira un esposto spigolo a destra cercando piccoli appigli per i piedi e si risale una fessura (dove la fune ha sostituito la vecchia catena), uscendo a sinistra attorno a una costola rocciosa; un tratto esposto e povero di appigli porta a un terrazzino per riprendere fiato. Si prosegue con un traverso orizzontale a destra che aggira uno spigolo e immette su una stretta cengia esposta; il cavo sale in diagonale (attenzione al fondo friabile). Dopo un breve traverso a destra, presso uno spigolo, la catena conduce a un esposto traverso diagonale che porta in un grande e ombroso camino: la catena sale verticale e poi si addentra nel camino, dove conviene cercare appigli su entrambi i lati tenendo via via il lato sinistro per evitare una sporgenza e uscire da un passaggio angusto. Seguono roccette in diagonale a destra, una breve fessura tra parete e sperone, e una nuova fessura impegnativa ed esposta che immette su un traverso orizzontale dove è posto il libro di vetta. Si risalgono altri balzi su roccia frastagliata (non sempre solida) e, dopo un breve passaggio aereo in discesa, si arriva sotto l’ultima parete a diedro: meno dura della prima sezione ma impegnativa nei primi metri, poi più appoggiata e appigliata. La catena piega a destra tra i mughi: si salgono gli ultimi balzi a sinistra e, dopo un breve traverso, si esce sull’ampio crinale (45′ dall’attacco, 2h 45′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via che alterna tratti di media difficoltà ad almeno due passaggi più impegnativi (il traverso e il camino), mai però proibitivi. Roccia spesso ricca di appigli ma a tratti friabile; in larghi tratti attrezzata con catena. Ristrutturata nel 2018 e con attacco facilitato nel 2019. Difficoltà complessiva: Moderatamente Difficile.

    ⚠ Attenzione alla tipica nebbia che avvolge le Piccole Dolomiti nelle ore pomeridiane, soprattutto d’estate: può creare problemi sull’aerea cresta finale verso il Fraccaroli. Roccia friabile in alcuni punti: cautela negli appoggi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente d’alta montagna (quota max 2.259 m): stagione estiva con tempo stabile, possibilmente al mattino per evitare la nebbia pomeridiana. Cartografia consigliata: carta del Pasubio e Vallagarina oppure dei Monti Lessini di 4Land.

    ▲Discesa

    Dal termine si percorre la cresta aerea (non difficile) che in circa 20′ porta al Rifugio Fraccaroli (2.230 m) e in breve alla cima del Carega (2.259 m, 30′ dal termine della ferrata). Per il rientro tre opzioni: scendere al Rifugio Scalorbi (sentieri 157 e 192) e a ritroso all’auto (circa 5h 15′ totali); scendere direttamente sul sentiero 108 al Passo Pertica e all’auto (circa 4h 45′ totali); oppure dal 108 imboccare il Sentiero Attrezzato Pojesi fino al Passo Pertica (6h 45′ totali), prestando molta attenzione a non smuovere sassi sugli escursionisti sottostanti.

    ▲Da abbinare

    Nelle Piccole Dolomiti si abbinano più itinerari: in discesa il Sentiero Attrezzato Pojesi; dal Passo Pertica la breve e atletica Ferrata Biasin; verso il Monte Obante la Ferrata del Vajo Scuro; verso il Gramolon la Ferrata Viali. Verso il Pasubio la Ferrata del Vajo Stretto, il Sentiero Falcipieri e il Sentiero Baglioni.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata309 m
    • Dislivello itinerario937 m
    • Quota max2259 m
    • Lunghezza14 Km
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