Gruppo: Prealpi Bresciane

  • Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Breve escursione attrezzata nelle Prealpi Bresciane che conduce a uno sperone roccioso iconico sotto il Monte Maddalena, con tratti attrezzati di bassa difficoltà e un bel panorama sulla città di Brescia. Adatta a neofiti e famiglie, è percorribile in qualsiasi stagione grazie alla bassa quota.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il parcheggio del Ristorante Al Grillo in via della Maddalena, Brescia, raggiungibile percorrendo via della Maddalena verso nord dalla città. Dal parcheggio (ca. 430 m) si segue il sentiero CAI con segnavia bianco-azzurri verso l’ex Rifugio della Maddalena (0h 30 min).

    ▲Il percorso

    Dall’ex Rifugio della Maddalena si prosegue lungo sentiero verso i ripetitori radio del Monte Denno, seguendo i segnavia bianco-azzurri del CAI. Il primo tratto attrezzato risale una serie di gradini ricavati con infissi di legno, semplici e sicuri. Si accede poi a una rampa inclinata rocciosa sempre attrezzata ma senza difficoltà tecniche: si svolta a sinistra e in breve si giunge sotto una scala metallica che porta sulla cima dello Sperone del Crocefisso (730 m circa, 0h 40 min dall’inizio delle attrezzature). La vetta offre un panorama ravvicinato sul capoluogo e sulle Prealpi circostanti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario Facile, senza difficoltà tecniche. I tratti attrezzati sono brevi e ben protetti: gradini di legno, rampa rocciosa con fune e scala metallica. Percorso consigliato come primo approccio ai sentieri attrezzati.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile tutto l’anno grazie alla bassa quota. In inverno prestare attenzione a eventuale ghiaccio sui gradini e sulla rampa rocciosa. L’itinerario è breve (3 km, 1h 30 min totali), ideale come escursione mattutina da Brescia.

    ▲Discesa

    Si rientra a ritroso per lo stesso itinerario fino al parcheggio (ca. 45 min dalla cima, 1h 30 min totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata30 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max730 m
    • Lunghezza3 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Cascate di Monticelli Brusati

    Sentiero Attrezzato delle Cascate di Monticelli Brusati

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Sentiero Attrezzato delle Cascate di Monticelli Brusati

    Nella gola scavata dal torrente Gaina, in provincia di Brescia, questo sentiero attrezzato regala un itinerario facile e suggestivo, senza difficoltà tecniche e con un paesaggio adatto anche a famiglie e bambini. È il tipo di percorso che si gioca tutto sull’ambiente: acqua, rocce stratificate e cascate, con le attrezzature usate solo per accompagnare la progressione lungo il torrente.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall’abitato di Gaina, frazione di Monticelli Brusati (BS). Superata la stazione degli autobus di Monticelli Brusati, dopo un paio di minuti si nota sulla sinistra un cartello bianco che indica Gaina: si imbocca la strada in salita, che presto si restringe, fino al paese, dove la carreggiata si biforca. Si tiene la destra e si trova subito il parcheggio dove lasciare l’auto (apri su Google Maps). Dal parcheggio, di fronte, un cartello marrone indica “Cascate”: si prosegue sulla strada, inizialmente asfaltata, fino a un bivio (10′ dal parcheggio) dove si sceglie fra il percorso facile e quello per esperti. La soluzione più bella è salire dal percorso per esperti e rientrare da quello facile.

    ▲Il percorso

    Si scende sul letto del torrente, procedendo ora sulla destra ora sulla sinistra orografica a seconda di dove il fondo è asciutto, aiutandosi con i grossi massi per attraversarlo. Si incontra un bivio che riporterebbe al sentiero facile: lo si ignora e si punta verso una cascata, dove inizia il tratto attrezzato. Si attacca risalendo una scala metallica di una decina di metri, poi si cammina a fianco del torrente fra rocce stratificate e bosco. Dopo una prima curva la gola si stringe e comincia finalmente la parte attrezzata: si parte sulla sinistra orografica con alcune catene su rocce inclinate, poi si passa sulla destra orografica con un breve traverso dotato di tre staffe per i piedi, che evita di entrare in acqua. Si prosegue in lieve diagonale e si riattraversa il torrente, quindi si risale una cengia rocciosa in diagonale a fianco dell’acqua (attenzione alla roccia umida). Un nuovo attraversamento bagna i piedi, salvo nei mesi estivi; sull’altra sponda si ritrova la catena presso una cascata, in corrispondenza dell’unico tratto verticale attrezzato, una paretina di 6-8 metri da superare anche con l’aiuto delle staffe. Si riattraversa il torrente e si entra nel tratto finale: in breve, su sentiero, si raggiunge l’ultima bellissima cascata, a fianco della quale una seconda scala chiude l’itinerario (1h15 dall’attacco, 1h30 complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Anche nella variante per esperti il percorso non presenta difficoltà tecniche di rilievo: è adatto ai neofiti e mantiene ovunque un’esposizione contenuta. L’unica vera attenzione va all’umidità portata dal torrente, che può rendere più scivolosi alcuni passaggi.

    ⚠ La roccia presso il torrente è spesso umida: piede attento nei traversi e sulle cenge. Diversi attraversamenti bagnano i piedi, salvo in estate quando la portata è bassa o il letto è asciutto.
    ▲Periodo e sicurezza

    La quota è bassa (538 m), quindi l’itinerario è percorribile in gran parte dell’anno; nei mesi caldi il torrente può però presentarsi con poca acqua o asciutto, riducendo la spettacolarità delle cascate.

    ▲Discesa

    Dal termine della scala si risale la traccia fino a un bivio che indica il rientro facile o quello per esperti. Si può quindi tornare a ritroso lungo il sentiero attrezzato oppure, più rapidamente, prendere la variante facile che corre più in alto rispetto al torrente. In entrambi i casi si raggiunge il paese e quindi il parcheggio (30′ dal termine della via, 2h complessive).

    ▲Da abbinare

    Energie permettendo, è un itinerario che si presta a essere abbinato a una via più impegnativa della zona, come la Ferrata Corno del Bene o il Sentiero Attrezzato Trentapassi. Spostandosi in Val Trompia si raggiungono la Ferrata Caspai, la Ferrata Nasego e il Parco delle Fucine di Casto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata190 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max538 m
    • Lunghezza5 Km
  • Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Il Parco delle Fucine di Casto (Brescia, Valle Sabbia) è un parco unico in Italia: a ingresso gratuito, raccoglie su poche pareti oltre quindici vie attrezzate, oltre a sentieri, arrampicata, mountain bike, zip line, ponti sospesi e punti ristoro. Le vie sono in gran parte atletiche e poco arrampicabili, ottime per l'allenamento; la difficoltà spazia da una via facile fino a tracciati verticali e strapiombanti molto impegnativi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio che costeggia il parco, presso Casto. Dal centro del paese si prende a sinistra (sud) via Marconi che, con chiare indicazioni, porta al Parco delle Fucine in circa un chilometro. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Il parcheggio è a pochi passi dall'ingresso (gratuito); già da qui si vedono alcune vie (il Colpo della Strega, l'Arcobaleno) e almeno un ponte sospeso. I tempi di avvicinamento ai singoli attacchi vanno da pochi minuti fino a circa 15' per le vie più lontane, verso la Stretta di Luina.

    ▲Le vie attrezzate

    Ogni via ha sviluppo a sé e attacco segnalato; di seguito un quadro fedele di lunghezza, dislivello e carattere.

    Ferrata 1 (Casa delle Streghe, sulla Corna Zana, vicino al parcheggio): 115 m, dislivello 28 m. Traverso diagonale impegnativo e traversi orizzontali esposti, con staffe e pioli su roccia levigata.
    Ferrata 2: 61 m, dislivello 23 m. La meno impegnativa del parco, su traversi con buoni appoggi e una variante verticale; ideale per iniziare.
    Ferrata 3: 152 m, dislivello 78 m. Lunga e impegnativa, con traversi lunghi su roccia molto levigata (forte trazione sul cavo) e tratti verticali aerei.
    Ferrata 4: 60 m, dislivello 49 m. Verticale, con primi metri impegnativi e leggermente strapiombanti e uno spigolo aereo; parte alta più arrampicabile.
    Ferrata 5 «Vertigo»: 40 m, dislivello 25 m. Spiccata verticalità, staffe leggermente strapiombanti e un passaggio strapiombante impegnativo; termina presso un ponte sospeso di circa 30 m.
    Ferrata 6 «Tasso»: 28 m, dislivello 25 m. Breve: traverso iniziale, tratto strapiombante con staffe; al termine si attraversa il ponte sospeso sulla Stretta di Luina.
    Ferrata 7: 60 m, dislivello 28 m. Si percorre in discesa dal ponte sospeso; spigolo esposto adrenalinico e discesa verticale faticosa, fino a congiungersi con la Ferrata 8.
    Ferrata 8: 68 m, dislivello 47 m. Impegnativa, con passaggio chiave su parete scura e levigata di 4-5 m e scala marinara finale.
    Ferrata 9: 68 m, dislivello 47 m. Adiacente alla 8, con uno strappo verticale impegnativo fino alla scala marinara comune.
    Ferrata 10: 60 m, dislivello 46 m. Rampa diagonale, traversi esposti e passaggi verticali impegnativi alternati a terrazzini.
    Ferrata 11: 58 m, dislivello 45 m. Tra le più dure del parco: parete giallastra verticale e strapiombante, variante verticale estrema e forte esposizione.
    Ferrata 12: 65 m, dislivello 28 m. Spigolo, canalino e un passo strapiombante; sale un gendarme (bandiera in vetta), con rientro per un ponte sospeso di quasi 40 m piuttosto ballerino.
    Ferrata 12 bis: 46 m, dislivello 26 m. Attacco subito verticale e strapiombante, ponte delle scimmie di circa 8 m, poi si innesta sulla Ferrata 12.
    Ferrata 14 «Edera»: 44 m, dislivello 36 m. Diedro tecnico e piacevole, poi un ponte sospeso a 4 corde di circa 35-40 m e un secondo ponte più stabile.
    Ferrata 15: 125 m, dislivello 23 m. Prevalentemente in traverso lungo il torrente, con ponti sospesi e un ponte delle scimmie; senza difficoltà particolari ma talvolta scivolosa.
    Colpo della Strega (sopra il parcheggio): 45 m, dislivello 38 m. Verticale, tecnica e difficile, su roccia levigata povera di appigli che sollecita molto le braccia.
    Arcobaleno: 55 m, dislivello 38 m. Privilegia l'arrampicata su pioli e prese sferiche (cavo «alla francese»), con spigolo aereo e passaggio strapiombante assistito.
    Dragone (Grotta del Dragone): 240 m, sviluppo 50 m. Meno verticale, di fatto un sentiero attrezzato con scala marinara e un lungo ponte sospeso, che tocca gli attacchi delle vie 11, 10, 9, 8, 7 e quelle 5, 6 e 14.
    Stretta di Luina: percorso prevalentemente orizzontale, quasi al pelo dell'acqua nella forra del torrente; non difficile ma scivoloso, con ponti su tronchi e ponti delle scimmie.

    ▲Carattere e difficoltà

    Il parco offre un ventaglio amplissimo: dalla facile Ferrata 2 e dal Dragone fino a vie estremamente atletiche e strapiombanti (Ferrata 11, Vertigo, Colpo della Strega). La roccia è spesso levigata e poco appigliata, con frequente trazione sul cavo; numerosi i ponti sospesi e i ponti delle scimmie, esposti ma divertenti.

    ⚠ Molte vie sono fisicamente esigenti e poco arrampicabili, non adatte ai neofiti (eccetto la Ferrata 2 e il Dragone). Casco e set da ferrata sono indispensabili; attenzione al fondo scivoloso nelle forre e ai ponti dondolanti. Scegliere la via in base al proprio allenamento.

    ▲Discesa

    Quasi tutte le vie rientrano per sentiero (in genere tenendo la destra al termine). Le vie 5, 6 e 14 e quelle 7-8 usano i ponti sospesi sulla Stretta di Luina; la 12 e la 12 bis rientrano attraversando il ponte sospeso di quasi 40 m presso il torrione. I tempi sono brevi data la vicinanza al parcheggio.

    ▲Periodo e sicurezza

    I periodi migliori sono le mezze stagioni; gli itinerari si possono percorrere anche d'inverno, salvo nei periodi innevati. Essendo a bassa quota, in piena estate alcune pareti esposte al sole sono molto calde.

    ▲Da abbinare

    Sempre nella zona del Lago d'Idro si possono percorrere la Ferrata Crench, il Sentiero delle Cascate di Idro e la Ferrata delle Ginestre.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDa Facile a Estremamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaBrescia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento5-15 min
    • Vie attrezzateoltre 15
    • IngressoGratuito
    • PeriodoMezze stagioni (anche inverno salvo neve)
  • Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Nasego si sviluppa su 5 sezioni ben distinte e di difficoltà media, con alcuni tratti più impegnativi. Mediamente esposta, alterna pareti, traversi, cenge e tratti di cresta; pur abbastanza lunga, offre molti punti dove rifiatare. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso l'abitato di Comero, vicino a Lodrino (Brescia). Superato Casto, sulla provinciale si nota a destra una strada che risale in senso inverso, con le indicazioni per il Rifugio Nasego e le Corna di Savallo già visibili sopra. La si risale fino a un bivio dove, seguendo il rifugio, si va a destra, si aggira una chiesa e si sale per una strada che si restringe e diventa sterrata in discrete condizioni, fino a uno spiazzo con tettoia dove parcheggiare. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si seguono le indicazioni per la ferrata verso destra (est) in lieve salita; usciti dal bosco si costeggia la base della Corna di Savallo fino all'inizio delle attrezzature a sinistra (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via è suddivisa in 5 tronconi. La prima sezione inizia su un tratto inclinato (cavo di equilibrio), poi una paretina coricata dove il cavo zigzaga e va scavalcato un paio di volte, quindi una parete più verticale su spigolo non marcato; si guadagna quota ed esposizione alternando destra e sinistra fino a una cengia e a un breve sentiero attrezzato, dove le attrezzature terminano. Per sentiero erboso si scende al secondo troncone: presso un canale roccioso si risale una parete verticale di 8-10 m con pioli, un breve strapiombo e una pianta sul lato opposto da scavalcare (passaggio non agevole per chi è basso di statura); sopra, il cavo prosegue verticale ed esposto, poi più appigliato, fino a roccette facili. La terza sezione attacca con un traverso diagonale a destra e poi in direzione opposta su pioli, un tratto di sentiero attrezzato, un traverso sotto un tetto poco marcato e facili balzi arrampicabili (attenzione alla roccia friabile). Il quarto troncone sale facili balzi, poi un traverso in leggero strapiombo che sollecita le braccia (meglio non temporeggiare), una breve fessura verticale e balzi gradonati più fisici ed esposti, fino a una forcella tra due torrioni: si rimonta quello di sinistra e si passa sul lato opposto, una stretta cengia terrosa aggira un canalino e una rampa inclinata richiede uno strappo fisico di un paio di metri in contropendenza, poi un facile traverso chiude la sezione. La quinta sezione percorre una cengia sotto un tetto: attenzione all'inizio, con un paio di pareti verticali a pochi appigli; si risalgono balzi e una cengia diagonale attrezzata e un ultimo tratto verticale fino alla croce di vetta della Corna di Savallo (1446 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà media; i passaggi più duri sono la parete con la pianta e il traverso strapiombante. Molti i punti dove riposare grazie alla suddivisione in tronconi.

    ⚠ La roccia è spesso friabile: in alcuni tratti è sconsigliato affidarsi alla sola roccia. I sentieri di collegamento possono essere scivolosi dopo le piogge. Nell'ultimo tratto, se si prosegue sulla cengia senza notare le attrezzature verticali, si arriva a una sella da cui un sentiero attrezzato di cresta porta comunque alla croce, ma saltando l'ultimo troncone di ferrata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile gran parte dell'anno data la quota contenuta; evitare le giornate umide per i collegamenti scivolosi.

    ▲Discesa

    Dalla croce si prosegue dritti verso ovest seguendo la traccia, che scende con pendenza moderata fino a incrociare la via di fuga e, più in basso, il Rifugio Nasego (gestito da volontari). Dal rifugio si scende al parcheggio per uno dei percorsi possibili: a sinistra il più diretto e ripido, a destra il più dolce (45' dalla vetta, 4h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    Partendo presto, si concatena con le Ferrate di Casto, sul versante opposto della valle. Verso il Lago d'Idro: Ferrata Fregio, Ferrata delle Ginestre e Ferrata Crench.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1436 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Caspai

    Ferrata Caspai

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Caspai

    La Ferrata Caspai si sviluppa sopra Lodrino, nelle Prealpi Bresciane, ed è una via impegnativa, esposta e ricchissima di traversi, da non sottovalutare. L’ultima parte propone una variante difficile, con tratti strapiombanti, camini e traversi che affaticano molto le braccia e portano quel tratto al livello estremo. Esiste però anche una variante più facile per raggiungere comunque la cima.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l’abitato di Pineta, sopra Lodrino (Brescia): arrivati a Lodrino si seguono i cartelli marroni (uno indica Pineta) salendo la ripida strada fino al Ristorante Genzianella; si può parcheggiare lì oppure proseguire un centinaio di metri tenendo la destra al bivio successivo, fino a un tornante a sinistra con area picnic dove si lascia l’auto (punto di partenza su Google Maps). Si seguono i cartelli bianco-verdi della Ferrata Caspai: un breve tratto di asfalto, poi una traccia a destra che sale ripida nel bosco e un sentiero forestale fino a un incrocio (15′); a sinistra il sentiero conduce all’attacco (30′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via attacca subito con un traverso, prima in diagonale poi orizzontale, da percorrere in aderenza: già fisico. Dopo un breve tratto verticale e un nuovo traverso diagonale e orizzontale, si sale un risalto verticale e si affronta un traverso esposto con pioli per i piedi, che porta a una cengia erbosa verso sinistra. Si aggira un esposto spigolo e, con un traverso in discesa, si passa sotto un tetto roccioso da aggirare rapidi per non sovraccaricare le braccia; oltre il tetto il cavo rimonta verticale fino a un camino con qualche piolo (attenzione al cavo che passa da sinistra a destra e può intralciare le gambe), la cui seconda parte è più appigliata. Seguono un esposto traverso a sinistra (con alcuni passi in discesa, in aderenza), un altro tetto con i piedi su placca inclinata, uno speroncino, una rampa pendente in discesa e, aggirato uno spigolo, un tratto verticale con pioli. Dopo un nuovo traverso esposto in leggera discesa si risale una parete con pochi appigli, dove di fatto serve trazionare sul cavo (roccia buona ma povera di appigli), con un terrazzino terroso a metà per riprendere fiato. Ancora verticale e un traverso a sinistra portano alla prima via di fuga; si supera un breve camino e un traverso in salita fino a un pulpito, da cui si disarrampica, e dopo un altro traverso a sinistra si raggiunge un bivio. Qui si separa il percorso facile (a sinistra: cenge, rampe e brevi tratti verticali non difficili, poi sentiero) dal percorso difficile (a destra), composto da quattro salti — paretine verticali, tratti diagonali e una parete strapiombante attrezzata con pioli — da considerarsi estremamente difficile e privo di vie di fuga. Entrambe le varianti conducono alla cima del Corno di Caspai (1391 m).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via esposta, continua e molto fisica per la grande quantità di traversi: 350 m di dislivello attrezzato. Difficoltà complessiva Molto Difficile, che diventa Estremamente Difficile sui quattro salti della variante destra dell’ultima parte.

    ⚠ La variante difficile finale (quattro salti, con parete strapiombante) è estrema e priva di vie di fuga: va affrontata solo da chi è certo delle proprie forze; in caso di dubbi conviene scegliere il percorso facile al bivio. I numerosi traversi affaticano molto le braccia.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota prealpina (massimo 1391 m): percorribile nelle mezze stagioni e nelle giornate miti, evitando la roccia bagnata. Giornata di circa 4h 45′ complessive per 500 m di dislivello e 7 km.

    ▲Discesa

    Dalla cima del Corno di Caspai si rientra per sentiero verso Pineta, chiudendo l’itinerario al parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Bresciano, sul massiccio del Monte Guglielmo, si trovano la Ferrata Corna delle Capre e la Ferrata Corno del Bene.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata3:15 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max1391 m
    • Lunghezza7 Km
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