Gruppo: Prealpi Carniche

  • Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    L’itinerario al Monte Miaron parte dal Passo Mauria e risale il versante nord-ovest del monte lungo cenge e canaloni, con brevi tratti attrezzati, fino al Bivacco Vaccari a 2050 m. Un angolo delle Prealpi Carniche poco frequentato, con ambienti selvatici e un tratto chiave su ghiaione privo di protezioni che è il vero passaggio discriminante dell’escursione.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo Mauria (1298 m, indicazioni Maps) si imbocca la carrareccia del sentiero 325, vietata alle auto. Si raggiunge il Ricovero Militare Miaron in circa 45 minuti. Alla biforcazione si abbandona il sentiero 327 (via normale) e si prende il 325 a destra, che porta su una cengia a mezzacosta tra mughi sul versante NW. Un’indicazione rossa segnala la deviazione verso il canalone detritico di risalita.

    ▲Il percorso

    Si affronta una prima paretina verticale attrezzata a lato di un canalino di frana, poi un tratto a mezzacosta su spigolo roccioso. Seguono cenge e canaloni sul versante ovest del Miaron, dove il caschetto è obbligatorio per il rischio caduta massi. Si giunge a un pilone-forcella, quindi a una seconda cengia simile. Il passaggio chiave è un ghiaione non protetto verso quota 1900 m: il passo deve essere calibrato con cura poiché il terreno non offre sicurezze di corda. Superato questo tratto, una cengia stabile porta a una terza insenatura con cengia stretta attrezzata, poi al Bivacco Vaccari (2050 m, 3h45′ dal Passo Mauria).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. La difficoltà principale non risiede nei tratti attrezzati ma nel ghiaione non protetto, che richiede piede sicuro e prudenza assoluta. Ambiente solitario e selvaggio.

    ⚠ Il caschetto è obbligatorio. Evitare di percorrere il versante ovest in presenza di altri escursionisti sulla parete soprastante per il rischio caduta massi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a settembre. Il ghiaione non protetto è particolarmente insidioso in condizioni di bagnato.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco Vaccari si scende per il sentiero 340 est verso la Forca del Cridola (2176 m), poi per il sentiero 348 fino alla Forcella Fossiana (1967 m), scendendo per la Val del Cadorini al Passo Mauria (6h30′ totali).

    ▲Da abbinare

    Il Passo Mauria è punto di riferimento per numerosi itinerari nelle Prealpi Carniche al confine tra Friuli e Veneto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario878 m
    • Quota max2176 m
    • Lunghezza9 Km
  • Ferrata di Valmeduna

    Ferrata di Valmeduna

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata di Valmeduna

    La Ferrata di Valmeduna è una via recente in provincia di Pordenone, presso l'abitato di Redona. Di stile moderno, propone difficoltà piuttosto costanti in un ambiente da «palestra di roccia»: non raggiunge una vetta, ma è un eccellente allenamento per itinerari in quota. È ottimamente attrezzata e non priva di passaggi atletici.

    ▲Avvicinamento

    Si percorre la strada regionale che collega Meduno a Tramonti di Sopra: arrivando da sud, il parcheggio è sul lato destro prima del cartello «Tramonti di Sopra» e prima dell'invaso artificiale. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue brevemente il marciapiede fino a un sentierino che sale sulla destra; seguendo i cartelli e i bolli rossi verso est-sudest si arriva a un tornante, poi a un bivio dove si scende leggermente a sinistra fino alla nuova palestra di roccia su bel calcare, dove si trovano un bivacco, tavoli e panchine, vie d'arrampicata e la ferrata. Nei pressi del bivacco un sentiero scende a sinistra all'attacco, sul lato sinistro della parete, presso il cartello rosso CAI e una rete paramassi (circa 10').

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è prevalentemente su traversi e brevi tratti verticali. Si attacca risalendo una paretina appoggiata sotto la rete paramassi, arrampicando su roccia molto frastagliata; salite alcune roccette si procede verso destra incontrando i primi traversi e un passaggio in aderenza. Si raggiunge e si doppia uno spigolo, con vista sotto di sé sull'area dell'avvicinamento. La parte centrale è la più impegnativa: una lunga serie di traversi orizzontali e diagonali da sinistra a destra, alcuni su cambre per i piedi, altri in aderenza, con tratti in lieve strapiombo che richiedono decisione e rapidità nei cambi di moschettone; senza diventare estrema, la via chiede un certo impegno fisico e buona abitudine all'esposizione. Si raggiunge una nicchia con la cassetta del libro firme; da qui un breve traverso oltrepassa uno spigolo e il cavo prosegue verticale per alcuni metri privi di cambre, dove conviene arrampicare. Dopo alcuni metri più facili termina la sezione centrale. La parte finale, su roccette e brevi balzi, è di difficoltà inferiore: seguendo il cavo in salita, dopo una decina di minuti si raggiunge il termine della via (circa 45' dall'attacco, 1h dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnica e atletica, con esposizione costante nella sezione centrale e roccia calcarea molto bella. Attrezzatura recente e abbondante. La difficoltà resta concentrata nella parte centrale dei traversi strapiombanti.

    ⚠ I traversi in lieve strapiombo richiedono braccia allenate e rapidità nei cambi di moschettone: non è una via per chi è alle prime esperienze. Pur essendo di bassa quota, casco e set da ferrata sono indispensabili.

    ▲Periodo e sicurezza

    Inaugurata il 26 novembre 2022 (50° anniversario della sezione CAI di Spilimbergo, con il gruppo Alpini della 3° Artiglieria da Montagna). Data la bassa quota si presta a tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali.

    ▲Discesa

    Conviene non togliere subito l'imbrago: pochi minuti dopo il termine si incontra un canalino terroso attrezzato. Seguendo le indicazioni si scende verso la località Barbeadis, piccolo borgo raggiungibile solo a piedi, rientrando ad anello lungo una mulattiera nel bosco con scorci panoramici sulla valle (circa 1h 15' complessive).

    ▲Da abbinare

    In provincia di Pordenone si trovano anche la Ferrata del Tramuntin e l'Alta Via dei Rondoi. Salendo verso Forni di Sopra ci sono la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost e la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaPordenone
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento10 min
    • Ferrata45 min
    • Itinerario completo (a/r)1h 20'
    • Dislivello ferrataca 125 m
    • Dislivello itinerarioca 220 m
    • Quota massimaca 550 m
    • Lunghezzaca 4 km
    • Anno2022
  • Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata Tramuntin al Monte Rest
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tramuntin sale il Monte Rest nelle Prealpi Carniche, sul versante pordenonese. È una via molto arrampicabile e logica, con un solo passaggio davvero impegnativo e molti tratti piacevoli da salire senza trazionare sul cavo, in un ambiente isolato e poco frequentato.

    ▲Avvicinamento

    Si parte lungo la strada che collega Tramonti di Sopra (Pordenone) ad Ampezzo (Udine): presso un tornante accentuato verso sinistra (venendo da sud) un cartello su fondo scuro indica la Palestra di Roccia e la Ferrata del Tramuntin. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la traccia nel bosco che, con un semicerchio in senso antiorario, porta in circa 30' all'attacco, poco oltre una via alpinistica su canalone e numerosi tiri di una vicina falesia (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via risale una parete selvaggia cercando le debolezze della roccia: sviluppo breve (circa 100 m) ma impegnativo. L'inizio è appoggiato e ricco di appigli; dopo pochi minuti si incontra una prima serie di passaggi più impegnativi e si traversa a sinistra con un singolo passaggio più difficile. Nel complesso resta molto arrampicabile, con roccia talora instabile ma ricca di appoggi. Si risale l'ampio colatoio fino al termine delle attrezzature (circa 40' dall'attacco, 1h 15' dall'auto). Da qui inizia il tratto più impegnativo dell'escursione: il sentiero che collega il termine della via a Casera Monte Rest è molto ripido, su roccette ed erba potenzialmente scivolose, a tratti attrezzato; seguendo i bolli rossi si esce dalla faggeta e si raggiunge la casera, da cui si sale in vetta al Monte Rest (1780 m, circa 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario piacevole e isolato, nonostante la bassa quota. Dislivello in ferrata 120 m, complessivo 870 m, quota massima 1780 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ La via non è ufficialmente aperta (a causa di una controversia tra il CAI territoriale e quello che la installò) e non compare sulle cartine escursionistiche. Il secondo tratto della salita, solo parzialmente attrezzato, ha passaggi in libera non banali ed esposti, e il sentiero verso Casera Rest può essere in cattive condizioni: sconsigliata con tempo incerto, fondo bagnato o a persone inesperte. Consigliabile avere con sé corda e freno per assicurarsi nei tratti dove le vecchie attrezzature sono ammalorate.
    ▲Discesa

    Dal Monte Rest si torna a ritroso fino a Casera Rest, poi si prosegue verso nord-nord-ovest perdendo quota fino alla strada asfaltata; alternando bordo strada e tratti di sentiero che tagliano la montagna si rientra al parcheggio (2h dal Monte Rest, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    L'altro itinerario attrezzato del Pordenonese è l'Alta Via dei Rondoi sul Monte Cavallo. Verso Forni di Sopra, due vie molto diverse: l'atletica e moderna Adventure Climb al Clap Varmost e l'impegnativa Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max1780 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata del Monte Amariana

    Ferrata del Monte Amariana

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata del Monte Amariana

    Il Monte Amariana (in friulano «La Mariane»), nelle Prealpi Carniche, sorge alla confluenza tra Fella e Tagliamento e regala dalla vetta (1905 m) un panorama a 360 gradi, ben più alta di tutte le cime vicine. La ferrata sul versante sud è un itinerario facile e di media lunghezza (circa 7 km tra salita e discesa) che risale un canalone fino alla selletta sotto la cima.

    ▲Avvicinamento

    Usciti dal casello autostradale di Amaro si svolta a destra verso il paese; presso l'abitato si gira a sinistra e lo si attraversa verso le pendici del monte. Alle ultime case si prosegue lungo la strada militare fino alla Forca del Cristo (980 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla Forca del Cristo si imbocca il segnavia CAI 414, si passa per il cuel dai noglars e, usciti dal bosco, ci si apre la visuale sul Monte San Simeone e la vallata. Dopo circa 2,6 km si raggiunge l'attacco, a circa 1700 m; il sentiero è ben tracciato e privo di incroci (tranne uno a fine ferrata), quindi è praticamente impossibile sbagliare strada.

    ▲Il percorso

    Dall'attacco, segnalato dalla cartella rossa del CAI (posta dopo il risanamento della struttura nel 2016), si prosegue per circa 500 m con pratici cavi innestati nel canalone d'ascesa fino alla selletta sotto la cima. La ferrata è di livello facile; il canalone ha fondo piuttosto instabile, quindi il casco è indispensabile e va prestata attenzione a non smuovere detriti, che scivolerebbero verso chi segue. Terminato il canalone, i tratti attrezzati continuano su facili rampe oblique fino al loro termine; si raggiunge poi la vetta (1905 m) in breve, su sentiero (2h 30' dall'inizio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario facile, di fatto un sentiero attrezzato: l'ascesa si potrebbe compiere anche senza i cavi, ma resta consigliata almeno per chi ha un minimo di esperienza.

    ⚠ Caschetto comunque fortemente consigliato: nel canalone non sono infrequenti le cadute di sassi mossi dalle intemperie o da altri escursionisti. Per la bassa quota e l'esposizione, affrontarla in primavera o autunno: d'estate le temperature sono molto elevate.
    ▲Periodo e sicurezza

    Primavera e autunno sono i periodi migliori. Caschetto sempre indossato per il rischio di scariche nel canalone.

    ▲Discesa

    L'opzione più rapida è il rientro per la via di salita, di nuovo alla Forca del Cristo (giro complessivo 4h 45'). In alternativa, disponendo di due auto, si può scendere sul versante nord con l'altra ferrata fino alla sella Pradut, con eventuale sosta al recentemente ristrutturato Bivacco Cimenti-Floreanini (1067 m), proseguendo fino a Illeggio (607 m); oppure scendere la cresta est passando per il ricovero Pian d'Aiars (1475 m) e il ric. M. Forcella (1098 m) fino al «Ponte della Carnia» sul Fella.

    ▲Da abbinare

    In Carnia: la recente Ferrata Farina del Diavolo a Villa Santina, la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici e la Ferrata Cinquanta del Clap.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max1905 m
  • Ferrata la Farina del Diavolo

    Ferrata la Farina del Diavolo

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata la Farina del Diavolo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata «La Farina del Diavolo» è una via recente (inaugurata nel 2019) che risale una parete verticale e levigata accanto alla cascata della Radime, una delle più alte d'Europa ma generalmente in secca. La roccia è povera di appigli naturali e costringe a salire quasi sempre con l'ausilio del cavo, con esposizione presente lungo quasi tutto il percorso; tecnicamente non è difficile ed è ideale per una mezza giornata o come allenamento per vie più impegnative in quota.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è dietro il cimitero di Villa Santina (363 m), in provincia di Udine, situato prima dell'abitato sulla destra per chi proviene da Tolmezzo; si parcheggia nei pressi del camposanto (punto di partenza su Google Maps). Dall'uscita autostradale di Amaro (A23) si seguono le indicazioni per la SS 52 Carnica verso Tolmezzo e poi Villa Santina (circa 15 km, 20' d'auto). L'avvicinamento parte dietro al cimitero (segnalato): dopo circa 10' di cammino in un boschetto si raggiunge il cartello che indica l'attacco della ferrata.

    ▲Il percorso

    La via inizia con una piccola scaletta (la «scala del benvenuto») su tratto verticale, piegando leggermente a destra e poi a sinistra su una cengia erbosa, da cui parte un lungo traverso diagonale verso sinistra, ben attrezzato con numerose cambre e diversi appigli naturali che facilitano la progressione. Si prosegue su un tratto più verticale, ma mai difficile grazie alle cambre ravvicinate, fino al termine della rampa, dove uno spuntone di roccia verticale molto suggestivo introduce al ponte tibetano (che in realtà porta a sinistra a un belvedere, facoltativo rispetto al proseguimento della ferrata). Si continua verso un gruppo di alberi e si raggiunge un traverso molto aereo e panoramico, forse il tratto più gratificante della via; un nuovo tratto verticale con cambre ravvicinate conduce a una cengia artificiale con passerella di legno. Si affrontano quindi un tratto verticale e un passaggio orizzontale in un anfratto stretto tra due rocce, seguiti da un ultimo tratto verticale, sempre ottimamente attrezzato, che porta al libro di vetta; un ultimo sperone segna la fine della ferrata (1h 35' dall'attacco, 1h 50' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    È un percorso interessante e ben attrezzato, talvolta perfino troppo, adatto a una mezza giornata e come preparazione a vie attrezzate più severe.

    ⚠ Pur non essendo tecnicamente difficile, presenta esposizione lungo quasi tutto il tracciato e va affrontata con la dovuta attenzione. Esposta a sud e a bassa quota, è sconsigliata nel periodo estivo per il caldo.

    ▲Periodo e sicurezza

    Per l'esposizione a sud e la bassa quota è preferibile nelle mezze stagioni; da evitare nelle giornate estive più calde.

    ▲Discesa

    Subito dopo la fine della ferrata si trovano le indicazioni per il ritorno diretto a Villa Santina. In alternativa si può proseguire fino al grazioso abitato di Lauco e poi rientrare per sentiero seguendo le indicazioni per il cimitero (30' di rientro, 2h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    La via si trova all'ingresso della Carnia. Risalendo la valle si raggiungono altre belle ferrate, tra cui la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost, la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici e la Ferrata Cinquanta del Clap e Simone al Creton di Culzei; verso il confine sloveno, a Pontebba, sale invece la difficile Ferrata Tenente Ruffano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:15 h
    • Dislivello ferrata347 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max710 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost

    Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost

    La Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost è una via atletica e moderna sopra Forni di Sopra, nelle Prealpi Carniche (provincia di Udine). Costruita in stile francese, è ottimamente attrezzata e si divide in due sezioni: una prima di media difficoltà, con un ponte sospeso e una scala inclinata che attraversano una gola, e una seconda impegnativa e molto esposta, con due tetti strapiombanti. Avvicinamento brevissimo grazie alla funivia, ma via di grado difficile, non adatta a neofiti.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia Varmost di Forni di Sopra, raggiungibile dalla SS 52 Carnica (Tolmezzo–Lozzo di Cadore); ampio parcheggio sul lato sud della strada per arrivare a piedi alla stazione a valle (apri il punto di partenza su Google Maps). Se la funivia non è in funzione si può salire a piedi da Forni di Sopra lungo la stretta Via Chianeit (asfalto in condizioni non ottimali) fino al bivio dove finisce l’asfalto (spiazzo per 2-3 auto), tenendo poi la sinistra sul sentiero 207 fino alla stazione a monte. Dall’arrivo della funivia il Clap Varmost è ben visibile sulla destra con la sua parete verticale; una bacheca riporta le informazioni sulla via. Si scende sotto l’arrivo della funivia e, seguendo le indicazioni nel bosco e i cartelli verso destra, si cammina sotto le pareti fino all’attacco, segnalato da un cartello bianco (15 minuti dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Dall’attacco una facile cengia in leggera discesa porta all’ingresso di una fessura nella roccia, che si percorre su una passerella di legno. Ritrovate le attrezzature, si sale in diagonale a destra su roccette: sopra la testa appaiono un ponte sospeso e una scala inclinata che attraversa la gola. Una parete verticale abbondantemente attrezzata con pioli e staffe conduce alla scala, che si sale attraversando la gola fino a uno sperone roccioso; da qui, in forte esposizione e con l’aiuto di staffe, si raggiunge il ponte sospeso. Si attraversa il ponte uno per volta e ci si porta sulla parete del Clap Varmost; saliti un paio di metri, un traverso a sinistra su staffe (in salita, poi orizzontale, poi in leggera discesa) porta a un terrazzino, dove un tempo c’era una via di fuga, oggi smantellata. Da qui inizia la parte atletica e impegnativa.

    Il primo passaggio impegnativo è un tetto strapiombante, preceduto da una lunga serie di staffe ravvicinate, da superare con un misto di agilità e forza di braccia senza temporeggiare; oltre il balzo si prosegue in verticale spostandosi prima a sinistra e poi a destra. Un aereo traverso a sinistra su pioli conduce al passaggio chiave: un secondo tetto strapiombante, più impegnativo, al bordo di uno spigolo esposto (ben attrezzato con staffe, ma di impegno superiore alla media della via). Superato il passaggio in forte esposizione, si piega a destra su un diedro attrezzato con pioli e si affronta un aereo traverso a destra verso uno spigolo — il tratto più adrenalinico. Aggirato lo spigolo, un nuovo traverso diagonale a sinistra su pioli precede l’ultimo tratto di parete verticale attrezzata, fino al termine della sezione verticale. Inizia quindi l’ultima parte, su roccette e sentiero attrezzato di difficoltà contenute, su terreno misto di erba e rocce; superata una passerella in legno si raggiunge la croce in vetta al Clap Varmost (2073 m, 1h 15′ dall’attacco, 1h 30′ dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Difficile (D): difficoltà tecniche medie (3/5) ma esposizione elevata (4/5) e carattere atletico. È una ferrata “alla francese”, poco arrampicabile, che si progredisce quasi ovunque su infissi metallici (in ottimo stato); il cavo è grosso e infonde sicurezza. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco; non è adatta a neofiti, che tendono ad affaticare troppo le braccia.

    ⚠ Nei tetti strapiombanti il cavo è disposto in modo difficile da trazionare: conviene salire usando le staffe. Può essere molto utile portare una fettuccia o un rinvio per sostare e riposare le braccia in caso di affaticamento. I passaggi del cavo nei fittoni sono “alla francese” e il cavo, spesso lasco, tende a inserirsi nella traiettoria di salita: conviene cambiare i moschettoni appena il fittone successivo arriva all’altezza degli occhi, per non lasciarli indietro. La via è breve ma molto esposta: richiede forza e testa.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario percorribile in stagione estiva con meteo stabile; il breve sviluppo lo rende ideale per una mezza giornata. Conviene scegliere una giornata ventilata e non troppo calda, vista la natura atletica della via. Verificare gli orari della funivia se la si utilizza per avvicinamento e rientro.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si segue la traccia che, in leggera salita, porta alla stazione a monte del secondo troncone della funivia, oppure si scende per sentiero lungo le piste da sci, passando a fianco di un bacino artificiale, fino alla stazione della funivia utilizzata in avvicinamento (40 minuti dal termine della ferrata).

    ▲Da abbinare

    Sempre da Forni di Sopra si può raggiungere il Passo del Mus, con lungo avvicinamento, per l’impegnativa Ferrata Cassiopea al Torrione Comici; verso il Passo Rest, la Ferrata Tramuntin al Monte Rest. In provincia di Udine, più a nord, la Ferrata Cinquanta del Clap, la Ferrata al Monte Coglians, la Ferrata Sartor e la Ferrata del Chiadenis.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento0:15 h
    • Durata ferrata1:15 h
    • Itinerario totale2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Altitudine massima2073 m
    • Lunghezza2,5 Km
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