Gruppo: Val di Susa

  • Ferrata della Ruceia a Condove

    Ferrata della Ruceia a Condove

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata della Ruceia a Condove

    La Ferrata della Ruceia è una via recente e facile, ottima per avvicinare i neofiti alle vie attrezzate. Divisa in settori collegati da sentiero, nessuno con difficoltà di rilievo, è piacevole, corta e percorribile praticamente tutto l'anno. È dedicata agli alpinisti Gian Carlo Grassi e Diego Cordola.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il paese di Condove (TO): si attraversa il ponte sul torrente Gravio e si parcheggia subito dopo, presso l'area attrezzata e il parco avventura a bordo torrente. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la sterrata che costeggia il parco avventura e, nel bosco, porta verso l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via è fatta di più sezioni collegate da tratti di sentiero. La prima sezione risale una parete verticale su placca, prima dritta poi virando leggermente a sinistra su alcune staffe; senza le staffe servirebbe procedere in aderenza. Si supera un breve tratto in leggero strapiombo (circa 3 metri, agevole con le staffe) e si chiude con una placca prima inclinata poi verticale. Dopo il sentiero di collegamento si risale un tratto verticale di 4 metri con staffe per i piedi fino a un terrazzino; verso sinistra un tratto diagonale con staffe, poi un diedro appoggiato più facile. La terza sezione è un masso da risalire in verticale, comunque aggirabile sulla destra. La quarta e ultima, presso la falesia di Roccabruna, risale sul lato sinistro un diedro verticale ben attrezzato, poi un traverso a sinistra, un secondo diedro simile e una placca verticale che porta in cima (1h dall'attacco / 1h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Adatta ai principianti e anche ai più giovani: abbondantemente attrezzata, senza passaggi difficili; solo il primo tratto è un po' più impegnativo degli altri. Inaugurata nel 2016 e intitolata a Gian Carlo Grassi, grande alpinista piemontese originario di Condove, e a Diego Cordola, autore della guida «Arrampicare a Caprie».

    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota: percorribile in gran parte dell'anno con roccia asciutta. Comunque sempre necessari imbrago, casco e kit da ferrata.

    ▲Discesa

    Dalla cima si può scendere sia dal lato sinistro sia dal destro; è preferibile il lato destro, meno accidentato. In entrambi i casi si completa un giro ad anello e si rientra al parcheggio (30' dal termine / 1h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Per la brevità si collega facilmente con altre vie della Val di Susa: la Ferrata Guido Rossa a Caprie e la Ferrata Carlo Giorda (a 10' d'auto), la Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e, più in alto, la Ferrata del Rouas a Bardonecchia.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario160 m
    • Quota max541 m
    • Lunghezza1,2 Km
  • Ferrata del Rouas a Bardonecchia

    Ferrata del Rouas a Bardonecchia

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata del Rouas a Bardonecchia
    Moderatamente Difficile● In ManutenzioneCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Stato segnalato: «In Manutenzione». La fonte indica lavori/manutenzione in corso: verificare l'agibilità e lo stato delle attrezzature prima di partire.

    La Ferrata del Rouas è una via recente nell'alta Val di Susa, al confine con la Francia: atletica e «alla francese», molto attrezzata, con una variante difficile e impegnativa. Nell'itinerario base è adatta anche ai neofiti, viste le attrezzature in ottimo stato. È intitolata a Bompard e Perona.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la frazione di Melezet, comune di Bardonecchia (TO): attraversato il paese si prosegue sulla SP216 per 300 m, fino a notare la parabola di un ripetitore; poco oltre si parcheggia presso la locandina della ferrata. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Un brevissimo sentiero porta in poco più di 5 minuti alla parete d'attacco.

    ▲Il percorso

    La via si compone di 3 settori non necessariamente concatenabili. Il settore A condivide il primo tratto col settore B: si risalgono un paio di pareti inclinate e balze con abbondanti cambre, si vira a sinistra su un traverso che aggira un'imponente sporgenza e si giunge a un bivio dove, verticalmente, parte l'itinerario B (Balma del Camoscio). Tralasciando il B, si risalgono tre pareti verticali con cambre, mai troppo difficili ma in crescente esposizione, intervallate da traversi (in un punto attenzione allo zaino ingombrante: utile un rinvio per appenderlo); si giunge alla spalla dove rientra il sentiero del tratto B e scende la via di fuga. Si prosegue su un lungo traverso obliquo fino alla grotta (tratto C); ignorando la deviazione si continua fino al ponte sospeso, lo si attraversa e inizia la discesa con traversi e brevi pareti assistite da staffe, mai difficili, fino al termine (2h dall'attacco ignorando le due deviazioni / 2h 5' totali). L'itinerario B, dal bivio, risale un primo tratto verticale e un lungo traverso, poi un altro tratto verticale impegnativo e infine il passaggio chiave: una parete strapiombante di circa 6 metri, perfettamente staffata ma che «spancia» mettendo a dura prova le braccia (utile un rinvio corto); seguono un traverso in leggera discesa (attenzione ai piedi), un diedro e un paio di piccoli strapiombi, fino a una facile cresta e al bosco di Rouas (1h 15' dal bivio / 1h 45' dall'attacco), da cui un sentiero riporta a un incontro con l'itinerario A. Il tratto C è una breve parete con una grotta e un piccolo tratto sospeso, dopo il quale si ridiscende verso il proseguimento dell'itinerario A (10' dalla deviazione).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via alla francese, molto attrezzata e divertente; non risale una vera vetta. L'itinerario A è adatto anche ai neofiti, mentre il settore B è nettamente più atletico (strapiombo chiave). Attrezzatura recente e in ottimo stato.

    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione dalla primavera all'autunno con roccia asciutta. Ricordando lo stato «In Manutenzione», accertarsi delle condizioni delle attrezzature.

    ▲Discesa

    Terminato il tratto A si scende lungo l'evidente sentiero fino a una strada, che si percorre verso sinistra in direzione del parcheggio (15' dal termine / 2h 20' totali se non percorsi i tratti B e C; 4h totali se percorsi A, B e C).

    ▲Da abbinare

    In Val di Susa, zona ricca di itinerari: a Claviere la Ferrata di Rocca Clarì, la Ferrata del Bunker e la Ferrata della Batteria Bassa; la Ferrata Guido Rossa a Caprie, la Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e la Ferrata della Ruceia.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata2:40 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata125 m
    • Dislivello itinerario275 m
    • Quota max1500 m
    • Lunghezza1,4 Km
  • Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)

    Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata Guido Rossa a Caprie (Rocca Bianca)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Guido Rossa a Caprie (già Ferrata della Rocca Bianca) sale la Rocca di Caprie, in Val di Susa: una via intensa, fisica e piacevole che, pur non essendo da classificare difficile, richiede buona forma e concentrazione. È varia — tratti esposti, traversi, pareti verticali e strapiombi — e include un ponte sospeso (delle scimmie) di 25 metri, adrenalinico e ballerino.

    ▲Avvicinamento

    Si parcheggia a Caprie (TO), in via Colomba, da cui è già visibile la parete; sul posto una bacheca informativa. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prende il sentiero sulla destra e, al primo bivio, si tiene ancora la destra (segnalato) fino al cartello d'inizio ferrata (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca un sasso ancora nel bosco e alcune facili roccette; usciti dal bosco inizia un tratto ripido con due-tre tiri abbastanza impegnativi per via della roccia non perfettamente appigliata. Si risale uno spigolo poco marcato tenendosi sul lato sinistro; pian piano si allarga in un traverso con qualche staffa per i piedi, poi di nuovo verticale su parete con leggero strapiombo. Si supera un masso in forte esposizione e si chiude il primo tratto (20' dall'attacco), dove c'è una via di fuga segnalata. Nel bosco si raggiunge il secondo tratto seguendo i bollini rossi e il cartello «Placca delle Malizie»: si riparte verticali su una placca abbastanza liscia dove le staffe aiutano fino a scavalcare una sporgenza, poi si sale alternando tratti verticali, diagonali e cenge, con esposizione via via crescente, fino a un punto orizzontale dove rifiatare. Si affronta quindi il ponte sospeso (circa 25 m), aggirabile. Si riparte su un tratto strapiombante: il passaggio chiave è un pezzo difficile in cui il cavo corre in mezzo, con due moschettonate in posizione scomoda (un rinvio può essere molto utile). Si prosegue su parete verticale ed esposta fino a un traverso impegnativo da fare in aderenza, poi in diagonale si aggira la parete e si guadagna la sommità. Si continua su placche inclinate e qualche balzo facilmente arrampicabile fino a un'ultima parete attrezzata, dove il leggero strapiombo e la stanchezza accumulata non devono far calare la concentrazione, e si arriva in vetta (2h dall'attacco / 2h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Non difficile in senso tecnico ma varia e fisica: molti tratti verticali, qualche strapiombo ed esposizione che alzano l'impegno. La via è intitolata a Guido Rossa, operaio, sindacalista e alpinista del Gruppo Alta Montagna del CAI di Torino, ucciso dalle Brigate Rosse a Genova nel 1979.

    ⚠ Dopo un incendio nel 2017 la via è rimasta chiusa alcuni anni ed è stata riaperta ufficialmente il 17 ottobre 2021; la relazione di riferimento non è aggiornata dopo la riapertura. Un rinvio è consigliato per il passaggio chiave strapiombante.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario di bassa-media quota in Val di Susa, percorribile in gran parte della stagione con roccia asciutta.

    ▲Discesa

    Si scende per il sentiero sulla destra indicato «Campambiardo», quindi si seguono le indicazioni per Caprie nel bosco fino al parcheggio (30' dal termine / 2h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Nei pressi la Ferrata della Ruceia e la Ferrata Carlo Giorda. In Val di Susa: la Ferrata Gorge della Dora, la Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e, più in alto, la Ferrata del Rouas a Bardonecchia; a Claviere le ferrate di Rocca Clarì, dei Militari/Bunker, della Batteria Bassa e dello Chaberton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)2:45 h
    • Dislivello ferrata255 m
    • Dislivello itinerario350 m
    • Quota max715 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Perona-Saglia alla Rocca di Clarì

    Ferrata Perona-Saglia alla Rocca di Clarì

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata Perona-Saglia alla Rocca di Clarì

    La Ferrata Perona-Saglia alla Rocca di Clarì, in alta Val di Susa, è tra le più impegnative e belle del Piemonte. Atletica ma anche molto varia, alterna pareti verticali (attrezzate e non), tratti arrampicabili, passaggi aerei, traversi e brevi disarrampicate lungo il filo di uno spigolo in salita. Non è adatta ai neofiti e richiede buon allenamento e assenza di vertigini.

    ▲Avvicinamento

    Partenza da Claviere (Torino). Due opzioni: parcheggiare lungo il rettilineo tra Claviere e Cesana Torinese, in un piazzale sterrato prima della galleria, oppure presso il campeggio di Claviere, dove inizia il sentiero per il ponte tibetano «Sergio Bompard». Punto di partenza su Google Maps. Dalla prima si scende un sentiero verso la Gorge di San Gervasio, si risale il fiume e, attraversatolo su un ponte, si sale sulla destra orografica fino all'attacco (15'); dalla seconda si scende ripidi al torrente, lo si attraversa e si sale a destra fino al cartello della ferrata, che attacca pochi metri sopra il sentiero (15').

    ▲Il percorso

    La via è suddivisa in 15 settori, ciascuno con il proprio nome. Si attacca in parete verticale («La Lama»), con staffe e passaggi arrampicabili, guadagnando subito quota sul torrente; dentro un canalone e dopo un traverso a destra si risale una lama verticale sulle staffe, poi una crestina rocciosa con appigli naturali. Si aggira uno spuntone su stretta cengia («Far West Crossing»), si attraversa il «Canale della Bomba» e si raggiunge il gendarme del «Fungo Magico», risalito sulle staffe, aggirato e attraversato lungo una stretta ed esposta lama. Dopo la sosta del «Pian della Birra» si supera la gola franosa della «Via dei Camosci» e si arriva al tratto più arrampicabile, «Le Taniche», su bei passaggi gradonati. Seguono la «Cengia Super Calcaire» e il «Costone della Pineta», poi «El Paso Doble», un traverso a sinistra in leggero strapiombo, breve ma molto esposto. Dopo il «Terrazzo del Generatore» restano tre belle sezioni: il «Gran Pilastro», con il cavo sullo spigolo e un'uscita al centro della parete in forte esposizione; «La Crepa», parete verticale e liscia resa accessibile da abbondanti staffe; e infine la «Scala Bionica», una ripida parete verticale su staffe, aerea ed esposta, con uscita atletica leggermente strapiombante a sinistra. Si esce in cima alla Rocca di Clarì (2045 m), presso la «Terrazza del Cippo» con la bandiera italiana (3h dall'attacco, 3h 15' totali), con vista su Chaberton, Claviere e Cesana.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ottimamente attrezzata, con staffe posizionate in modo intelligente e non invasivo. Il cavo nero inguainato forma un anello presso i fittoni: ottimo in caso di caduta (evita lo scontro moschettone-fittone), ma poco teso, quindi conviene arrampicare sfruttando appigli e appoggi naturali e artificiali. Richiede buona forma ed esperienza.

    ⚠ Itinerario lungo, atletico e molto esposto, non adatto ai principianti: serve allenamento specifico e assenza di vertigini. È possibile noleggiare l'attrezzatura alla biglietteria del ponte tibetano.
    ▲Storia

    La via è dedicata a Mario Perona, Guida Alpina, e ad Aldo Saglia, pilota di elicottero, molto apprezzati in Val di Susa, morti nella Pasqua 2003 in un tragico incidente d'elicottero. L'idea della ferrata fu proprio di Perona; la costruzione risale al 2010.

    ▲Discesa

    Si scende a ovest su traccia evidente sopra la sommità fino ad alcune postazioni militari dismesse, poi su sterrata verso La Coche (impianti da sci) e ancora in discesa verso Claviere. Poco prima del paese si gira a destra, si attraversa uno skilift e si imbocca il sentiero verso le Gorge di San Gervasio fino sotto il ponte tibetano; da l', a seconda del parcheggio, si torna all'auto a ritroso (1h 30' dall'attacco in discesa, 4h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Si combina con la Ferrata del Bunker (dei Militari) sul versante opposto del ponte tibetano; sempre da Claviere la Ferrata della Batteria Bassa e la Ferrata dello Chaberton. Più in basso la valle offre la Ferrata dell'Orrido di Foresto e la Ferrata dell'Orrido di Chianocco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata315 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max2045 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata dell’Orrido di Foresto

    Ferrata dell'Orrido di Foresto

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata dell'Orrido di Foresto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata dell'Orrido di Foresto si snoda in una gola naturale magnifica ed è tra le più spettacolari della Val di Susa: impegnativa al punto giusto su due pareti verticali con tratti strapiombanti e molto adrenalinica per i tre ponti sospesi, di cui due lunghi e oscillanti. La portata del torrente incide parecchio, sia nei guadi sia sulle pareti vicine alla seconda e alla terza cascata.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal paese di Foresto, in Val di Susa (Torino), parcheggiando nei pressi della chiesa. Punto di partenza su Google Maps. Si segue la strada che sale verso destra (indicazioni anche per la storica palestra di roccia), prima asfaltata poi sterrata, fin dentro l'orrido; si attraversa una prima volta il torrente, si risale il fondo della gola e si guada nuovamente fino all'attacco (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca una corta placchetta in diagonale, seguita da un facile traverso; dopo un breve tratto di collegamento si sale una parete dapprima verticale poi verso destra, guadagnando esposizione sul torrente. In diagonale si raggiunge il primo ponte sospeso, il più lungo e il più dondolante: la corda di destra, piuttosto bassa, tende a sbilanciare nella parte centrale, ma con calma si passa. Oltre il ponte, un facile traverso orizzontale con staffe conduce al secondo ponte, più corto e stabile, che riporta sulla destra orografica. Segue un traverso prima orizzontale poi in lieve discesa fino al passaggio più bello e impegnativo: una parete di una trentina di metri a fianco di una cascata, con alcuni metri strapiombanti e, in alto, doppia fila di staffe a sostegno; in base alla portata ci si bagna. Dopo un guado (con piena, soprattutto in primavera, ci si bagna ancora) si sale con un traverso verso sinistra al terzo e ultimo ponte, preceduto da un tratto verticale e leggermente strapiombante. Attraversato il ponte, un traverso verso destra costeggia una nuova cascata; la via si chiude con una lunga parete verticale ben assistita da staffe e con alcuni bei passaggi arrampicabili su roccia, fino al termine delle difficoltà e ad alcuni minuti di tratti attrezzati conclusivi (2h dall'attacco, 2h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via molto ben attrezzata e arrampicabile, dove l'ambiente di forra e i ponti fanno la differenza; le pareti strapiombanti vicine alle cascate sono il tratto più faticoso e suggestivo.

    ⚠ La ferrata fu chiusa nel 2016 per una frana presso il primo ponte e ripristinata nell'ottobre 2017: la roccia può essere instabile, quindi massima attenzione e casco indispensabile. Da evitare con portata del torrente elevata (almeno tre guadi): utile portare un paio di ciabatte per i guadi e un kway per i tratti vicini alle cascate.
    ▲Storia

    L'Orrido di Foresto è un pezzo di storia dell'arrampicata in Val di Susa. Un primo sentiero attrezzato fu tracciato da soci del CAI negli anni Sessanta e restò in funzione una ventina d'anni, fino alla chiusura e al parziale smantellamento per ragioni di sicurezza, mentre la falesia all'ingresso dell'orrido attirava forti arrampicatori sui suoi strapiombi. La via ferrata fu ricostruita nel 2003 e nel 2010 furono aggiunti i tre ponti sospesi che oggi la caratterizzano: rispetto all'originale è molto più attrezzata e accessibile.

    ▲Discesa

    Terminata la ferrata si rientra seguendo il sentiero ben indicato verso sinistra che, senza difficoltà, riporta in discesa al paese (30' dal termine, 2h 45' totali).

    ▲Da abbinare

    Si concatena facilmente con le altre ferrate della Val di Susa: la vicina Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata Carlo Giorda, le ferrate di Claviere come la Ferrata Rocca Clarì e la Ferrata delle Cascate di Novalesa, oltre alla Ferrata Gorge della Dora.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)2:45 h
    • Dislivello ferrata230 m
    • Dislivello itinerario240 m
    • Quota max740 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata dell’Orrido di Chianocco

    Ferrata dell'Orrido di Chianocco

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata dell'Orrido di Chianocco
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata dell'Orrido di Chianocco risale la gola scavata dal torrente Prebec, presso Chianocco in Val di Susa. Non è tecnicamente impegnativa, salvo un paio di pareti esposte e leggermente strapiombanti, ed è soprattutto un itinerario di grande valore paesaggistico dentro una caratteristica forra.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla borgata di Chianocco, comune di Bussoleno (Torino), cercando parcheggio vicino alla chiesa. Punto di partenza su Google Maps. Dal parcheggio si risale verso destra il sentiero a segni bianco-rossi, oltre una bacheca, in direzione della gola del Prebec: si attraversa un fitto bosco, si passa in una galleria naturale e si superano un paio di guadi non difficili fino ai primi tratti attrezzati, dove ha inizio la ferrata (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono propedeutici: un breve balzo roccioso con fune e scalini porta al vero attacco. Si comincia con un traverso orizzontale, comodo per i piedi, a pochi metri dal letto del torrente, poi un traverso diagonale più impegnativo; si supera un anfratto, si risale uno spigolo e un ulteriore traverso conduce al ponte sospeso. Il ponte non è lungo e ha doppia corda per i piedi, quindi risulta abbastanza stabile. Dal lato opposto si affronta un traverso con alcune staffe, poi una parete verticale leggermente strapiombante presso una frattura, fittamente attrezzata di staffe, che fa guadagnare in fretta quota ed esposizione. Segue il passaggio chiave: un lungo traverso esposto e leggermente strapiombante di una ventina di metri, dopo il quale si scende, ora più facilmente, oltre uno sbarramento sul torrente. Aggirato un piccolo bosco, presso il caratteristico foro della diga, la via termina con una decina di minuti di roccette e un sentiero attrezzato (45' dall'attacco, 1h complessiva).

    ▲Carattere e difficoltà

    La ferrata non è difficile, ma le pareti leggermente strapiombanti impegnano le braccia: l'esposizione è il dato più rilevante. Itinerario breve, ideale anche come uscita di mezza giornata.

    ⚠ Attenzione alla portata del torrente: pur restando quasi sempre staccati dall'acqua (tranne il tratto iniziale e i guadi), con piena elevata l'ambiente diventa più insidioso. Casco sempre obbligatorio.
    ▲Discesa

    Si seguono i sentieri ben segnalati (segni bianco-rossi) che in circa 20' riportano al paese e quindi al parcheggio (circa 2h totali comprese le soste).

    ▲Da abbinare

    La ferrata si concatena facilmente con le altre vie attrezzate della Val di Susa. Tra le più vicine: la Ferrata dell'Orrido di Foresto, la Ferrata Carlo Giorda e, risalendo la valle, le ferrate di Claviere come la Ferrata Rocca Clarì, oltre alla Ferrata Gorge della Dora e alla Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario150 m
    • Quota max614 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia

    Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Dopo anni di chiusura per una frana, nel 2022 è stata riaperta la bella Ferrata delle Gorge, che si svolge nel canyon scavato dalla Dora Riparia in Val di Susa. L'itinerario ha uno sviluppo prevalentemente orizzontale, con traversi e paretine mai troppo difficili, e gli attraversamenti del torrente la rendono emozionante: una ferrata di media difficoltà.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è nei pressi della scuola di Giaglione (Torino), raggiungibile dall'autostrada della Val di Susa (punto di partenza su Google Maps). Vicino al parcheggio un cartello fornisce informazioni sulla ferrata; si seguono i cartelli lungo la strada che passa accanto al campo sportivo in salita, dapprima asfaltata e poi sterrata nel bosco. Si prosegue sul sentiero, si oltrepassa un edificio e si raggiunge la bacheca in località Pineut; da qui si segue il sentiero verso sinistra (segni bianco-rossi) fino all'attacco (circa 35' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata si svolge inizialmente sulla sinistra orografica della Dora Riparia. La prima sezione è in discesa e, tra paretine e balzi rocciosi — uno dei quali più impegnativo —, si avvicina al canyon; segue un bel traverso esposto a picco sul torrente, dove abbondanti cambre aiutano a posizionare i piedi, fino al primo ponte sospeso, decisamente adrenalinico. Oltrepassato il ponte si passa sulla destra orografica, si traversa a sinistra e si sale nel bosco alternando tratti di sentiero attrezzato e tratti di semplice sentiero, fino a una lunga scala metallica; la si scende e si raggiunge un secondo ponte sospeso. L'ultima parte è più verticale: si risale una parete sfruttandone le debolezze, su difficoltà per lo più facili, fino a un ultimo salto di qualche metro con un paio di passi in strapiombo, dove le cambre aiutano decisamente. Esauriti i tratti su roccia, seguendo il sentiero attrezzato si raggiunge il termine della via (2h 30' dall'attacco, circa 3h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Percorso di forra in un ambiente molto bello, con poche occasioni di arrampicata ma decisamente panoramico; le difficoltà restano medie e ben distribuite.

    ⚠ La via è stata riaperta dopo anni di chiusura per frana: in ambiente di canyon prestare comunque attenzione alle condizioni del torrente e della roccia dopo le piogge.

    ▲Periodo e sicurezza

    Quota contenuta e fondovalle: percorribile in un'ampia stagione, valutando portata e livello del torrente.

    ▲Discesa

    Si seguono le indicazioni in loco e in breve si raggiunge una sterrata e quindi il paese (30' dal termine della ferrata, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    In posizione centrale lungo la Val di Susa, è facilmente concatenabile con le altre ferrate della valle: tra le più vicine la Ferrata della Ruceia, la Ferrata Carlo Giorda, la Ferrata Rossa a Caprie, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e l'Orrido di Chianocco verso Torino. Spostandosi verso il Monginevro si incontrano le ferrate di Claviere (Rocca Clarì, dei Militari, Batteria Bassa e la lunga Ferrata dello Chaberton); dal 2024 è aperta anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:35 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max850 m
    • Lunghezza4 Km
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