Gruppo: Val Gallina

  • Ferrata Parete dei Falchi

    Ferrata Parete dei Falchi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Parete dei Falchi

    ⚠ Attenzione: la via risulta da tempo poco manutenuta. La fonte segnala (autunno 2020) cavo in alcuni punti sfilacciato, morsetti molli e fittoni molto distanziati, con elevato fattore di caduta in caso di volo. L'avvicinamento storico dal parcheggio della Centrale Elettrica era inoltre interrotto da una frana sulla pista ciclabile. Valuta con prudenza lo stato delle attrezzature prima di impegnarti e verifica le condizioni aggiornate.

    La Ferrata alla Parete dei Falchi, presso Soverzene (Belluno), è breve, intensa, atletica e difficile: si sale facendo ampio uso delle braccia, con un attacco in libera e un tratto chiave strapiombante. Per la brevità è un buon allenamento, ma la sicurezza generale della via è discutibile e il rientro è esposto e su fondo instabile.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza storico è la Centrale Elettrica tra Soverzene e Pian di Vedoia (Belluno): attraversato il ponte sul Piave si cerca parcheggio presso la centrale. Punto di partenza su Google Maps. Da qui una stradina sterrata (divieto di transito) si stacca a destra verso il Piave e, costeggiando le pareti d'arrampicata, porta a una passerella metallica oltre la quale, su una distinta costola rocciosa, si intravede l'attacco (15' dal parcheggio). In seguito a una frana sulla ciclabile questo avvicinamento può risultare interrotto: in alternativa si parcheggia presso la chiesa della frazione di Soccher (da Cadola) e si raggiunge la base della costola lungo la ciclabile verso nord, individuando con attenzione l'attacco, che non è a bordo strada ma più in alto.

    ▲Il percorso

    L'attacco è il primo banco di prova: il cavo inizia a 4 metri da terra e occorre arrampicare un tratto di III grado in libera per mettersi in sicurezza. Raggiunto il cavo si sale una parete verticale di una ventina di metri dove, nonostante le cambre, la pendenza fa sentire le prime difficoltà; oltre le cambre la via prosegue verticale e aerea su roccia povera di appigli e a tratti coperta di vegetazione, poco arrampicabile. Aggirato uno spigolo si sale un tratto erboso (cavo utile sul terreno scivoloso) e ci si porta sotto un tetto roccioso su un tratto sprotetto ma facile; si aggira il tetto a sinistra con un traverso diagonale e si piega a destra su balzi di misto erba e roccia fino a un balconcino. Segue il passaggio probabilmente più impegnativo: uno sperone con traverso ascendente a destra, a tratti strapiombante, che richiede forza e agilità (alcuni pioli aiutano i piedi su roccia levigata); l'ultimo tratto su placca è decisamente atletico. Superata questa sezione di una quindicina di metri la ferrata termina (30' dall'attacco, 45' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via breve ma non proibitiva tecnicamente, dove conta soprattutto la forza di braccia. Il limite principale è la sicurezza: in più punti la distanza tra i fittoni è di molti metri, con fattore di caduta elevato; massima prudenza.

    ▲Discesa

    Si seguono i segni arancioni che scendono ripidi verso la centrale; il sentiero è molto ripido e il fogliame lo rende scivoloso. Verso la fine si percorre un'esposta e stretta cengia con terreno friabile e roccia inclinata scivolosa, attrezzata con un cordino malconcio: conviene seguire la freccia che, poco prima, bypassa il tratto esposto sulla sinistra. Si rientra quindi sul sentiero di avvicinamento e all'auto (30' dalla vetta, 1h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    Per avvicinamento e rientro brevi si abbina bene ad altre gite della zona: la vicina Ferrata Palestra di Roccia della Val Gallina, l'impegnativa Ferrata della Memoria al Vajont e, verso il Cadore, la Costacurta; sul versante pordenonese l'Alta Via dei Rondoi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoVal Gallina
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario170 m
    • Quota max250 m
    • Lunghezza1,5 Km
  • Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Alla Palestra di Roccia della Val Gallina (nota anche come VII Reggimento Alpini), presso Soverzene (Belluno), si sviluppano sulla stessa bastionata più vie attrezzate: la Ferrata A, facile ma molto esposta, e la Ferrata B, decisamente difficile con un paio di passaggi che richiedono tecnica e forza nelle braccia. Nel 2019 è stata aperta anche una terza via, C, difficile e atletica. Itinerari brevi, ottimi come allenamento anche in stagione invernale.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Soverzene sul versante orientale del Piave: da sud si arriva da Pian di Vedoia attraversando il ponte sul Piave, si passa accanto alla centrale elettrica (punto di partenza della vicina Ferrata Parete dei Falchi) e si entra in paese; verso nord si imbocca via Val Gallina e, a un bivio presso un piccolo edificio religioso, si tiene la sinistra verso Longarone fino alle indicazioni per il parcheggio della palestra di roccia. Punto di partenza su Google Maps. Dal parcheggio, attraversato un torrente, in pochi minuti si è sotto la parete: a sinistra la Ferrata A, a destra il diedro della Ferrata B.

    ▲Il percorso

    Ferrata A. Verso sinistra si sale una rampa diagonale di una decina di metri, poi una parete verticale di roccia impegnativa resa semplice da numerosi pioli e staffe. Una nuova rampa a sinistra porta sotto il passaggio più impegnativo della A: un canalino ben attrezzato ma verticale ed esposto. Seguono una stretta e aerea cengia a sinistra, un camino non difficile e un traverso a destra; dopo alcuni balzi innocui si raggiunge il termine (15' dall'attacco, 30' dal parcheggio).

    Ferrata B. Dallo spiazzo si va a destra in discesa fino al torrente, dove attacca la via. Dopo i primi metri di cavo in diagonale si sale verticali e, dopo 4 metri, si affronta un tratto strapiombante: la roccia spancia, il cavo sale a destra della sporgenza mentre gli appigli migliori (naturali e staffe) sono a sinistra; conviene procedere rapidi nei 3 metri strapiombanti. Si esce su un balconcino, si risale un breve tratto di roccette che piega a sinistra sotto un camino (cavo prima a sinistra poi a destra, con staffe e appoggi naturali); usciti dal camino, un traverso di 3 metri a destra porta a una lunga serie di cambre su parete levigata, poi a una stretta cengia verso sinistra fino a un breve diedro. Si arriva al passaggio chiave: un impegnativo traverso che prima risale un tetto roccioso (con pioli, aggirando uno spigolo), poi prosegue orizzontale, aereo e su roccia molto levigata; il cavo sale quindi in una fessura con buoni appoggi per i piedi e, dopo un altro traverso ascendente a destra, porta sotto una parete verticale e leggermente strapiombante con staffe e pioli. Superato il tratto chiave si sale su parete più appoggiata, poi due lunghe serie di cambre unite da un breve traverso diagonale; il cavo piega infine a destra su una rampa di terra e roccia, aggira uno spigolo e termina (30' dall'attacco, circa 50' dal parcheggio).

    Ferrata C. Aperta nel 2019, difficile e atletica; la relazione di dettaglio non è ancora disponibile sulla fonte.

    ▲Carattere e difficoltà

    Per i ferratisti l'itinerario consigliato è salire la B e scendere la A. La Ferrata B è la più difficile: il tratto strapiombante iniziale, il camino e il traverso non sono da sottovalutare (per questo è classificata difficile nonostante la brevità). La Ferrata A non ha passaggi tecnici impegnativi ma è decisamente esposta.

    ⚠ Le vie sono state ri-attrezzate di recente, con cavo largo ma non sempre teso. Un tratto della Ferrata B risultava (2017) instabile, con un fittone su una porzione di roccia in distacco: serve prudenza. Casco sempre obbligatorio.
    ▲Discesa

    Dalla Ferrata A si scende per una traccia a sinistra fino al punto di partenza e al parcheggio (20' dal termine). Dalla Ferrata B si segue la traccia a sinistra fino al termine della A e si scende come per quest'ultima (circa 1h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Vista la brevità, si abbina bene alla vicina Ferrata Parete dei Falchi. Verso Longarone l'impegnativa Ferrata della Memoria al Vajont; a est la Ferrata Costacurta e l'Alta Via dei Rondoi; sullo Schiara diverse ferrate impegnative (Sperti, Berti, Marmol, Zacchi).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoVal Gallina
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max560 m
    • Lunghezza1 Km
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