Caratteristica: Itinerario lungo

  • Alta Via Günther Messner

    Alta Via Günther Messner

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Alta Via Günther Messner

    L’Alta Via Günther Messner è un meraviglioso itinerario d’alta quota lungo la cresta occidentale delle Odle di Eores, in Val di Funes (provincia di Bolzano). Tocca il Monte Tullen e il Monte Rovina in un lungo anello panoramico che, pur senza difficoltà tecniche rilevanti, richiede ottima resistenza fisica per il continuo sali-scendi e attenzione nei numerosi tratti esposti e in alcuni passaggi non protetti.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è lungo la strada che da Chiusa (uscita A22 del Brennero) sale in Val di Funes verso il Passo delle Erbe: superato San Pietro, presso un tornante dove a sinistra scende la SP29 per Bressanone, poco prima del bivio e appena passato un ponte, sulla destra si trova uno spiazzo dove parcheggiare (località Croce dei Russi; open the starting point on Google Maps; in estate arrivare presto, i posti sono pochi). Dal parcheggio si torna a ritroso sull’asfalto verso San Pietro per circa 100 metri fino alle indicazioni d’inizio dell’Alta Via e si sale nel bosco. Dopo un tratto a mezzacosta esposto su scarpata detritica con semplici passaggi attrezzati e due fonti d’acqua, si aggira il Col Magrei fino al bivio con il sentiero 32A (da Santa Maddalena); tenendo la sinistra in salita si raggiunge la Sella di Col Magrei (2160 m, 1 ora dall’inizio), con vista sul Gruppo delle Odle, il Sass Rigais e la Furchetta. Si prosegue oltre il bivio con il CAI 25 (dal Rifugio Zannes) restando sull’Alta Via, a mezzacosta sul versante sud del Col Magrei e poi in un vallone isolato, fino a una sella (2527 m, 2h 15′ totali). Da qui è consigliata la salita al Monte Tullen (2653 m), con un breve tratto attrezzato e un sentiero di cresta a tratti esposto su detrito instabile (15′ dal bivio, 2h 30′ totali); si rientra poi alla sella a ritroso (2h 45′ totali).

    ▲The path

    Lasciato il Tullen alle spalle si procede a mezzacosta verso la cresta, dove iniziano i tratti attrezzati: il primo è un ripido canalino attrezzato che deposita in cresta. Si percorre la cresta per alcuni minuti fino al Monte Rovina (2646 m, 30′ dalla Sella del Tullen), che si aggira a nord sul versante sinistro con un secondo tratto attrezzato; dalla piccola croce sommitale si gode la vista sul Sass de Putia. Si scende quindi dalla cresta iniziando un sali-scendi a mezzacosta sul versante sud, in alcuni punti esposto, con un passaggio più ostico: un canalino di I grado non protetto, non difficile ma da affrontare con attenzione per l’esposizione e il fondo sabbioso poco saldo. Si prosegue perdendo quota, si supera una passerella in legno e si arriva a una scala metallica di circa 15 metri davanti a una parete rocciosa (2500 m, 1h 30′ dal Monte Rovina, 4h 45′ totali). Risalita la scala e superato un altro breve tratto attrezzato, si passa sul versante nord costeggiando le pareti fino a un crocevia: a destra si scende al Rifugio Genova, mentre si tiene la sinistra sul largo sentiero 4 fino alla Forcella de Putia (2357 m, 5 ore totali).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): le difficoltà tecniche sono contenute (2/5) ed esposizione media (2/5), ma complessità ambientale e impegno fisico sono più alti (3/5) per la lunghezza e l’isolamento. Le sezioni attrezzate sono semplici; i punti che richiedono più attenzione sono un paio di passaggi non attrezzati (l’ultimo tratto prima del Tullen e il canalino di I grado), oltre ai sentieri esposti in cresta. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco: il kit va usato anche se molti lo affrontano senza.

    ⚠ Itinerario lungo (circa 16 km, 7 ore) e poco frequentato, con poche vie di fuga (Malga Zannes e Rifugio Genova, da cui però si rientra con i mezzi pubblici) e nessun ristoro lungo la cresta: portare acqua in abbondanza. Affrontarlo solo con meteo stabile: dopo le piogge i tratti detritici e i canaloni non attrezzati possono franare e diventare insidiosi. Le corde fisse sono a tratti un po’ molli. Richiede passo fermo e concentrazione costante.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, ideale a stagione inoltrata con tempo stabile e buona visibilità. Un cenno di storia: l’itinerario è dedicato a Günther Messner, fratello di Reinhold, morto nel 1970 durante la drammatica discesa dal Nanga Parbat. Pianificare con attenzione tempi e scorta d’acqua.

    ▲Discipline

    Dalla Forcella de Putia — da cui è possibile salire al Sass de Putia con l’omonimo sentiero attrezzato (1h 30′ andata) — inizia il sentiero di rientro che corre parallelo a mezzacosta, sul versante settentrionale della cresta delle Odle di Eores. Si segue l’ampio sentiero ignorando in rapida successione i sentieri 8A, 1 e 4 che conducono al Passo delle Erbe, fino a tornare in falsopiano al parcheggio (2 ore dalla Forcella de Putia, 7 ore complessive).

    ▲To match

    Per un itinerario di più giorni si può salire al Sass de Putia con il sentiero attrezzato raggiungibile dal Rifugio Genova. Scendendo in Val Badia si trovano la Ferrata Sas dla Crusc e il Sass delle Dieci e, verso Corvara, la Ferrata della Pace e il Sentiero Tru Dolomieu.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach2:45 h
    • Duration2:15 h
    • Total itinerary7:00 h
    • Hardware level difference70 m
    • Route difference824 m
    • Maximum altitude2653 m
    • Length16 Km
  • Alta via Bepi Zac

    Alta via Bepi Zac

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Alta via Bepi Zac

    L’Alta Via Bepi Zac percorre per intero la Cresta di Costabella, nel gruppo dei Monzoni sopra il Passo San Pellegrino: un lungo itinerario di guerra tra trincee, gallerie, camminamenti e passerelle della Grande Guerra, con tratti attrezzati e splendide vedute su Marmolada, Sella e Catinaccio. Più che una ferrata classica è una traversata d’alta quota, lunga e d’impegno, da affrontare con bel tempo.

    ▲Approach

    Dal Passo San Pellegrino (1907 m) si può salire con la funivia verso il Passo delle Selle oppure a piedi sul CAI 604 fino al Rifugio al Passo delle Selle (2528 m), dove inizia il percorso. Road signs →

    ▲The path

    Dal Passo delle Selle si segue il CAI 637 lungo la cresta, tra resti bellici e gallerie, con i primi tratti attrezzati su terreno a tratti franoso. Si toccano il Piccolo e il Grande Lastel, poi un susseguirsi di saliscendi tra camminamenti, passerelle e intagli porta alla Cima Campagnaccia e, più avanti, a Cima Costabella (2762 m). La seconda metà, più impegnativa, alterna cenge con passerelle in legno, traversi e placche attrezzate, diedri e fessure, fino al tratto di cresta esposto e non protetto che precede la Forcella dell’Uomo (2840 m), da cui parte la salita alpinistica facoltativa alla Cima Uomo (3010 m).

    ⚠ Itinerario quasi interamente in cresta: da evitare con tempo instabile. Numerosi tratti su terreno friabile e instabile non sono attrezzati, e alcuni passaggi di cresta sono esposti e non assicurati; porta una torcia per le gallerie. La salita alla Cima Uomo è di carattere alpinistico, su sentiero esposto e franabile, sconsigliata ai meno esperti. La discesa da Forcella Laghet è su massi instabili.
    ▲Discipline

    A metà percorso, alla Forcella Ciadin, è possibile rientrare. Completando l’alta via, dalla Forcella dell’Uomo si scende ripidamente fino alla Forcella Laghet e poi verso il Rifugio Fuciade e il Passo San Pellegrino.

    ▲To match

    Sulla stessa cresta e nei dintorni si trovano l’Alta Via Bruno Federspiel, la Ferrata Kaiserjager al Col Ombert e la Ferrata Santner al Catinaccio.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • ProvinceTrento
    • GroupCresta di Costabella (Monzoni)
    • Approach0:45 h
    • Ferrata4:00 h
    • Total itinerary6:30 h
    • Hardware level difference~312 m
    • Route difference467 m
    • Max Altitude2840 m
    • Length12 km
    • Opening1981
  • Ferrata Amalia al Jof Montasio

    Ferrata Amalia al Jof Montasio

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Amalia al Jof Montasio

    ⚠ ATTENZIONE — VIA INAGIBILE. Dall’agosto 2020 la Società Alpina delle Giulie ha dichiarato la Ferrata Amalia inagibile per una frana sul traverso erboso dopo la Cresta dei Draghi: di fatto non è possibile proseguire fino al Bivacco Suringar e si deve rientrare ridiscendendo la ferrata. Verifica sempre lo stato aggiornato presso il CAI/Società Alpina delle Giulie prima di pianificare.

    La Ferrata Amalia (1957) è una storica e severa via di alta montagna sul Jof di Montasio (2754 m), la seconda cima delle Alpi Giulie. È un itinerario lungo e alpinistico, con tratti attrezzati alternati a lunghi passaggi su terreno esposto e instabile in un ambiente selvaggio e poco battuto.

    ▲Approach

    Si parte dalla Sella di Sompdogna (1427 m): un breve saliscendi sulla carrareccia 611 porta al Rifugio Fratelli Grego, poi il sentiero sale tra mughi e rocce, con vista sul vallone dell’ex ghiacciaio del Montasio, fino alla targhetta metallica d’attacco (~1h30). Road signs →

    ▲The path

    Il primo tratto attrezzato alterna roccette verticali, balzi e brevi sezioni in libera, con traversi, fessure diagonali e due camini saliti con staffe; il passaggio chiave è una parete verticale superata con staffe e chiodi, seguita da un canalino esposto fino alla forcella che chiude la ferrata. Si risale poi il canalone sotto la Cresta dei Draghi e si percorre la stretta ed esposta cresta omonima, con un tratto in discesa, fino alla Grande Cengia e al Bivacco Suringar (2430 m) — è qui che la via è interrotta dalla frana. In condizioni di agibilità la via Findenegg, su ghiaino e roccette con un camino in libera, conduceva alla cresta finale e alla croce di vetta del Jof di Montasio (2753 m).

    ⚠ Anche al netto della frana, è un itinerario per esperti molto allenati: traversi a mezzacosta su terreno instabile non attrezzati, disarrampicata fino al II grado non protetta, nevai da attraversare, ambiente isolato. Consigliati bastoncini; il giro completo è lungo e può richiedere il pernottamento in bivacco.
    ▲Discipline

    In condizioni normali la discesa avveniva per la cresta nord verso Cima Verde e la Scala Pipan (~60 m di pioli su funi), poi alla Forca dei Disteis e all’Altopiano del Montasio verso il Rifugio Brazza. Allo stato attuale (via inagibile) si rientra ridiscendendo la ferrata.

    ▲To match

    Sul Montasio e nelle Giulie si trovano il Sentiero Attrezzato Ceria Merlone, la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart e la Ferrata della Vita.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • StatoInagibile (frana 2020)
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinceUdine
    • GroupJof Montasio
    • Approach1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Total itinerary11:00 h
    • Hardware level difference~530 m
    • Max Altitude2752 m
    • Length15 km
    • Opening1957
  • Ferrata at Gran Paradiso

    Ferrata at Gran Paradiso

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata at Gran Paradiso

    The Gran Paradiso (4061 m) is the only four thousand entirely in Italian territory, and its equipped route makes it one of the most sought-after alpine climbs of the Alps. It is not a sporty ferrata: it is a high mountain itinerary on the glacier where the stretch with cable is only a part of a long climb between moraines, snow and crevices up to the famous madonnina of summit. It requires alpine experience and glacier equipment.

    ▲Approach

    From the town of Pont, at the bottom of Valsavarenche (~1960 m). A clear path climbs to the plateau of the Rifugio Vittorio Emanuele II (2732 m) in about 2h30 (~745 m of altitude difference). The peak climb is usually faced the following day, starting from the hut before the’ dawn. Road signs for Pont →

    ▲The path

    From the shelter follow the traces of the normal road; in about twenty minutes you cross a glacial creek and you go up the moraina to the wall, wandering right on small rocks with omits, where a multilingual sign signals the beginning of the equipped stretch. The ferrata runs on a rocky coast with metal ropes: exposed beams, short vertical walls, passages on the crest wire, equipped plates and a horizontal traverse under a roof. It goes out on the “schiena d’asino”, where the streets converge from the Chabod and Vittorio Emanuele refuges, and continue on snowy slopes up to the glacial circus of summit. After the last crepeccio, a summit crest of very exposed rocks and a narrow nod on the Tribulation Glacier lead to the madonnine (4061 m).

    di High mountain climbing climb — the initial cartel ranks it as “Extremely Difficult”. They serve complete glacier equipment (ramps, peaks, rope) and ability to move on the frozen glacier. In late season ropes and brackets can be buried by hard snow. To deal only with adequate experience or with an alpine guide; the times are very variable according to the conditions of the ice.
    ▲Discipline

    The descent takes place on the normal road, going back to the glacier and stretch equipped to the refuge, and from there to the valley.

    ▲To match

    In Valle d'Aosta there are other equipped routes such as the Ferrata Casimiro, la Ferrata Marguerettaz e la Ferrata at Mont Chetif.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionAosta Valley
    • ProvinceAosta
    • GroupGran Paradiso
    • Approach to the refuge2:30 h
    • Total itinerary~8:00 h
    • Route difference2110 m
    • Max Altitude4061 m
    • Length22 km
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