Caratteristica: Ponte tibetano

  • Ferrata Vigneron in Caspoggio

    Ferrata Vigneron in Caspoggio

    Vie Ferrate › Lombardy › Sondrio
    Ferrata Vigneron in Caspoggio
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Vigneron in Caspoggio (Valmalenco, Sondrio) è un via «alla Francese», athletic, vertical and exposed but without particular difficulties; techniques: it goes up long plates abundantly equipped with brackets and rope very tense, and gives a ponte tibetano and spectacular views of the valley.

    ▲Approach

    You leave at the resort "Castello" in Caspoggio (SO): you park near the roundabout on the provincial road of Valmalenco (or at the parking lot of the first bend for Caspoggio). Open road signs on Google Maps. You climb the town for about 150 m to the hairpin bend; over a large boulder a first sign indicates the path to the crag « The Castle » and a second l' attack of the ferrata, on the southern edge of the cliff ( approximately 10' from'auto).

    ▲The path

    It begins with a wall with almost vertical leaps that oblique to the left, then a wall leads to the large end of the first section. An easy crossing north leads to the second section, più long: vertical balzes and leans up to an almost vertical ramp, a short traverse and an air passage between edge and dihedron overlooking Primolo. After a resting edge you reach the più tract; vertical, the muro of Old England, overhanging for a few meters all' start (athletic and exposed pass) and then vertical. The oblique street on the left until the ponte tibetano (about 12 meters), which ends with a short vertical wall very airy and a panoramic edge on the Valmalenco Church; who wants to avoid the può bridge; bypass it on the right on the nod. It follows another long wall, at some point vertical and exposed, then the ferrata is lowered and by line of life on a well-equipped path you will arrive at the end (1h 45' from' attack, about 2h totali), overlooking the Pizzo Scalino and Caspoggio.

    ▲Character and difficulty

    Vertical and exposed with athletic difficulties but well equipped; the low altitude makes it possible almost all year round except the coldest winter months. Level difference in ferrata 210 m, total 260 m, maximum altitude 1215 m, development 3 km.

    ⚠ The road remains in shadow in the morning and takes little sun d' winter: attention to the possible ice on the path of return and prudence in the forest after the rains.
    ▲Discipline

    Dal boschetto sommitale, a sinistra (nord) un comodo sentiero porta in 10' alla frazione di Santa Elisabetta; prima delle prime villette si vira a sinistra (ovest) nel bosco verso Caspoggio, si raggiunge il centro sportivo Zenith e, per via Vanoni e via Burri, si segue verso la frazione Albertazzi fino alla strada dei parcheggi (45' dal termine, circa 3h totali).

    ▲To match

    In Valmalenco you can match the Ferrata al Torrione Porro above Clarification.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupValmale
    • Approach0:10 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference210 m
    • Route difference260 m
    • Max1215 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Ulassai One

    Ferrata Ulassai One

    Vie Ferrate › Sardinia › Nuoro
    Ferrata Ulassai One
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ulassai One ` a recent, short and fun way, over the village of Ulassai in Ogliastra. It offers a constant view of the country and stretches exposed mainly horizontal, on beams, in addition to a Tibetan bridge; from the summit; the look reaches the sea.

    ▲Approach

    From the village of Ulassai, parking between the playground and the kiosk-bar. Open road signs on Google Maps. You take the road behind the kiosk and in a couple of minutes you enter a grove, following the orange arrows; you climb up to a channel between the rocky walls, you pass a small fence (open with già ropes; present) and you reach l' attack on the left (10' from the parking lot).

    ▲The path

    Si inizia con un traverso verso sinistra che esce dal canale, poi una scala staffata sale in verticale una decina di metri fino a una cengia da cui si apre il panorama su Ulassai. Si prosegue arrampicando facilmente su roccia ricca di appigli, un traverso diagonale porta a uno spigolo esposto, quindi un altro traverso e una parete in salita diagonale (con appoggi e cambre dove servono) conducono a una cengia. Una breve verticale staffata porta al ponte tibetano, lungo circa 10 metri e stabile; oltrepassatolo si sale ancora a destra su roccia ben appigliata e, con un'ultima scala staffata verticale, si raggiunge la sommità e la fine della ferrata, con vista fino al mare (1h dall'attacco, 1h 10' dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Not particularly difficult, with some exposed points and a Tibetan bridge; short approach and duration of about an hour. Inaugurated in 2025, it develops mostly in the shade and lends itself well even on summer days. Maximum altitude 830 m, development 1 km.

    ⚠ In the attack channel and downhill some service ropes are worn: pay attention in the supports.
    ▲Discipline

    Dal termine si tiene la destra seguendo gli ometti di pietra lungo un percorso che chiude l'anello: in breve si raggiunge il sentiero nel boschetto e l'apice del canale dell'attacco; si scende il canale aiutati da alcune corde, tra grandi rocce, gradoni e un suggestivo camino, fino all'attacco (20' dalla fine) e poi a ritroso al parcheggio (1h 40' totali).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionSardinia
    • GroupOgliastra
    • Approach0:10 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Route difference120 m
    • Max830 m
    • Length1 Km
  • Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Olberg (Val di Vizze)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Olberg è la prima via ferrata della Val di Vizze, vicino a Vipiteno: un itinerario moderno di circa 2 ore che risale una bella parete di roccia nerastra incastonata nella verde valle. È di media difficoltà con alcuni punti più impegnativi e propone due varianti con tratti difficili (evitabili).

    ▲Approach

    Si parte lungo la strada che collega Vipiteno a San Jacopo in Val di Vizze. Da Vipiteno si raggiunge Prati e si prosegue in valle per circa 5 minuti; si entra in una galleria e, uscendone, dopo circa 200 m a sinistra si scende su una sterrata fino al parcheggio. Open road signs on Google Maps. Dal parcheggio si prosegue verso sud sulla vecchia strada fino a una rete paramassi, presso cui si trova l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲The path

    L'inizio è facile e appoggiato: una breve paretina, un tratto di sentiero e una seconda paretina conducono a una scaletta metallica; risalita, si prosegue (slegati) verso la parete dove inizia la ferrata vera e propria. Si salgono una serie di paretine cercando i punti più facili da arrampicare, intervallate da scalette, fino a un esposto traverso a destra, una paretina e una lunga scala. A circa metà via si incontra una via di fuga a sinistra (circa 40' dall'attacco). Nella seconda parte la difficoltà cresce, pur restando «moderatamente difficile» salvo le due varianti «difficili» (evitabili): a ciascun bivio si può scegliere l'opzione moderata (a sinistra o a destra a seconda del bivio) o la variante difficile, più atletica e con appoggi sfuggenti o leggeri strapiombi. Lungo il percorso un bivio porta al punto panoramico «Nicchia dei Camosci». Superata l'ultima lunga scala, il tracciato principale prosegue senza difficoltà sostanziali tra brevi salti e tratti orizzontali fino al termine della ferrata (circa 2h dall'attacco). Chi vuole percorrere il ponte sospeso (circa 20 m, stabile) non tolga l'imbraco: un bivio segnalato sul sentiero di discesa vi conduce (è comunque evitabile).

    ▲Character and difficulty

    Via recente, attrezzature in ottimo stato e bei panorami sulla Val di Vizze. Le difficoltà maggiori sono concentrate nelle varianti, tutte aggirabili tramite il percorso principale.

    ⚠ Le varianti «difficili» sono più atletiche ed esposte: chi non se la sente le eviti scegliendo l'opzione moderata a ciascun bivio.
    ▲Period and safety

    Vista la quota e l'esposizione è generalmente percorribile anche nelle mezze stagioni.

    ▲Discipline

    Si segue il sentiero in discesa (eventualmente dopo il ponte sospeso) fino a riprendere il sentiero di avvicinamento, quindi a destra al parcheggio (2h 45' totali).

    ▲To match

    Nearby: la Ferrata delle Cascate di Stuller in Val Passiria; in Val Venosta la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott in Naturno, and the Ferrata Heini Holzer a Merano.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupAlpi della Zillertal
    • Approach0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference225 m
    • Route difference250 m
    • Max1358 m
    • Length1,5 Km
  • Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Nito Staich risale le pareti del Monte Tovo, sopra Oropa (Biella): aerea e impegnativa fisicamente, percorre molti tratti verticali aggirando spigoli esposti e pareti con leggeri strapiombi, senza però risultare mai eccessivamente difficile. Itinerario corto, ideale in mezza giornata, da concatenare con un'altra ferrata del biellese.

    ▲Approach

    Si parte da Oropa (Biella). Dal centro si prosegue verso Rosazza fino a un evidente tornante a fianco del quale sorge una costruzione religiosa diroccata; lì sale una sterrata e nei pressi del tornante si parcheggia a bordo strada. Open road signs on Google Maps. Si imbocca la sterrata poco dopo il tornante in direzione del Rifugio Rosazza; sull'ampio sentiero si giunge a una pietraia con i primi cartelli della ferrata, che si risale verso destra verso lo sperone roccioso seguendo segni rossi e cartelli fino all'attacco (20' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca una parete che fa guadagnare subito quota lungo uno spigolo (tenendosi a sinistra); dopo un breve collegamento e un facile traverso si sale una seconda parete verticale più lunga, intravedendo sopra il pilastro della vecchia funivia. Per sentiero erboso e un paio di paretine appoggiate con staffe si raggiunge il primo pilone in cemento della vecchia funivia, che si risale in verticale con le staffe fino a un breve ponte delle scimmie (3 corde) che collega il pilone alla parete. Oltre il ponte si traversa a destra aggirando uno spigolo poco marcato fino a un pianoro erboso, quindi a un'imponente parete verticale: si attacca un diedro, se ne esce a destra superando un piccolo tetto strapiombante con infissi metallici, e si sale in verticale con esposizione crescente fino ad attraversare il diedro sul suo lato sinistro. Si raggiunge un terrazzo erboso (dove si stacca e riattacca poco sopra il moschettone), con vista sulla cupola del Santuario di Oropa; si attacca uno spigolo con leggero strapiombo verso sinistra, molto esposto, fino a un secondo breve ponte sospeso (3 corde). Si sale su cambre, poi un traverso a sinistra aggira in forte esposizione un tetto roccioso, ci si sposta a fianco della nuova funivia e si sale in verticale su ottime staffe fino al termine delle attrezzature (1h 20' dall'attacco, 1h 40' totali).

    ▲Character and difficulty

    Spigolo roccioso aereo e vario; i molti infissi la rendono mediamente difficile (sarebbe ben più impegnativa senza). L'esposizione la fa da padrona su ampi tratti; attrezzatura ottima.

    ⚠ È esplicitamente vietato scendere la via ferrata. A circa 2/3 della salita è presente una via di fuga a sinistra.
    ▲Period and safety

    Stagione da primavera ad autunno. Progressione fisica: dosare le energie. La Provincia di Biella mette a disposizione mappe e tracce dei sentieri.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si imbocca il sentiero D32 (segni bianco-rossi) sul versante opposto; a un bivio si tiene la sinistra su un'ampia mulattiera fino alla pietraia dell'avvicinamento e, a ritroso, all'auto (30' dal termine, 2h 10' totali). In alternativa si può risalire alla stazione a monte della funivia (Rifugio Rosazza) e scendere con la funivia a Oropa, oppure salire per il sentiero 14 alla vetta del Monte Tovo (2230 m).

    ▲To match

    Altre ferrate del biellese: il Sentiero Attrezzato dell'Infernone, la Ferrata del Limbo e la Ferrata Hi Miki.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Biellesi
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerary (a/r)2:10 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference350 m
    • Max1600 m
    • Length6,7 Km
  • Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    La Ferrata del Nido dei Santa Croce è una via recente in Val Brembana (Bergamo) che sale la Corna Maria, presso San Pellegrino Terme. Nel complesso è facile — con la sola eccezione di una paretina «moderatamente difficile» — e regala passaggi interessanti e un bel ponte sospeso; è percorribile tutto l'anno.

    ▲Approach

    Si parte dalla frazione di Santa Croce (San Pellegrino Terme). Si risale la Val Brembana fino a San Pellegrino; da sud si supera il paese e si esce a destra dove indicato «Dossena / San Pellegrino Terme», poi si segue per Antea e quindi a destra per Santa Croce, parcheggiando ad esempio nell'ampio spazio vicino alla chiesa. Open road signs on Google Maps. Dal paese sono ben visibili le due mete: a sinistra la Corna Maria, a destra la Corna Pedezzina. Si segue il sentiero CAI 561 verso la Corna Maria; al punto di congiunzione dell'anello si prosegue dritti verso il Monte Rabbioso, incontrando un paio di segnavia per la ferrata, fino a una sella con un capanno di caccia verde dove si svolta a sinistra; sulla destra il cartello d'attacco (30' dal parcheggio).

    ▲The path

    I primi metri sono sentiero attrezzato con un breve balzo roccioso e un tratto di collegamento. Si sale poi una bella parete verticale di calcare, ben frastagliata e dotata di cambre e maniglie: è il tratto «moderatamente difficile». Si prosegue in salita per una trentina di metri piegando a destra fino a un terrazzino terroso panoramico sulla Val Brembana; ci si sposta a sinistra e si sale uno spigolo ben gradonato, poi un facile traverso orizzontale a destra conduce a una scaletta metallica da percorrere in discesa. Sotto si vede il ponte sospeso, raggiunto dopo una quindicina di metri di disarrampicata facilitata dalle cambre (attenzione a un paio di passaggi in cui per individuare gli appoggi serve sporgersi). Si traversa a sinistra e si raggiunge il ponte sospeso (17 m), con assi di legno. Oltre il ponte si sale verso destra su passaggi di modesta difficoltà fino a un terrazzino, poi su risalti rocciosi arrampicabili fino al termine dei tratti verticali (le attrezzature fungono solo da corrimano). Si segue infine la traccia fino alla cima della Corna Maria (1057 m, circa 40' dall'attacco, circa 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Via recente, con attrezzature abbondanti e in ottimo stato, adatta a principianti con un minimo di esperienza (in particolare per un paio di passaggi nella prima parte e per il tratto in discesa prima del ponte). Aperta al pubblico da inizio 2022; fa parte di un progetto più ampio che include la vicina Corna Pedezzina (completata nel 2023).

    ⚠ Essendo una via di costruzione recente, prestare attenzione al terreno e a eventuali detriti lungo il percorso.
    ▲Period and safety

    Bassa quota: percorribile quasi tutto l'anno, eventualmente evitando i mesi più caldi.

    ▲Discipline

    Dalla Corna Maria si segue il cavo che, verso est, scende e aggira la cima in direzione del Pizzo Rabbioso; si prosegue in cresta per circa 70 m fino a deviare a destra in discesa, raggiungendo il sentiero CAI 561. Si tiene la destra per tornare a Santa Croce (circa 2h totali); a sinistra si completa invece il giro ad anello. Lungo la discesa è possibile abbinare, seguendo la segnaletica, la vicina Ferrata alla Corna Pedezzina.

    ▲To match

    In zona: la Ferrata alla Corna Pedezzina, la difficile Ferrata del Monte Ocone in Valle Imagna, la Ferrata Maurizio all'Alben e, nelle Orobie, la Ferrata del Pizzo del Becco.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bergamasche
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerary (a/r)0:45 h
    • Max1057 m
    • Length3,5 Km
  • Ferrata Ciardelli (Bourcet)

    Ferrata Ciardelli (Bourcet)

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata Ciardelli (Bourcet)
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ciardelli sul Bourcet è molto atletica e fortemente esposta: tratti verticali, un ponte sospeso, traversi e infine un'imponente bastionata impegnativa ed emozionante. Si raccomanda un buon allenamento prima di percorrerla.

    ▲Approach

    Si parte dalla frazione di Roreto, comune di Roure (Val Chisone, Torino), parcheggiando nella piazza del paese. Open road signs on Google Maps. Dalla piazza si segue la provinciale verso nord-est per circa 250 m, poi a sinistra un vicolo che conduce verso Bourcet; superato il ponte si arriva a una fontana in legno e si segue il sentiero di avvicinamento, ottimamente segnalato, che passa vicino alle falesie della zona e in breve porta all'attacco (30' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca una parete verticale, con attrezzature dove necessario e comunque ben distanziate, che dà subito il tono atletico della via. In cima a questo tratto un traverso orizzontale verso destra porta al ponte tibetano (25 m) su tre corde, molto esposto e piuttosto ballerino. Oltre il ponte si risale una corta parete verticale senza staffe che immette in un singolare anfratto roccioso: qui termina la prima sezione, dopo una serie di passaggi belli e impegnativi, a tratti in strapiombo, con esposizione crescente. Si attraversa un boschetto e si raggiunge una cengia, di fronte all'ultima imponente parete: una placca verticale di circa 150 metri, la parte più difficile e impegnativa. Si sale sfruttando le staffe in un crescendo di sollecitazioni per braccia e schiena; le difficoltà tecniche non sono elevate, ma servono forza di braccia e assoluta assenza di vertigini per l'esposizione sempre maggiore. Terminata la bastionata, un breve collegamento porta in cima e conclude la ferrata (2h dall'attacco, 2h 20' totali).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata atletica da non sottovalutare. L'attrezzatura di sostegno non è abbondante e abbastanza distanziata, cosa che può mettere in difficoltà chi è di bassa statura. È dedicata al capitano Nicola Ciardelli, morto nell'attentato di Nassiriya (2006); la via è stata inaugurata nel 2009.

    ⚠ Nel traverso e nell'ultima bastionata attenzione alla caduta di detriti dall'alto (alcune staffe risultano piegate). Il ponte è strutturato in modo non ottimale, con il cavo della longe esterno: in caso di caduta sarebbe difficile risalire sul ponte.
    ▲Period and safety

    Stagione da primavera ad autunno. Buon allenamento richiesto per l'impegno fisico continuo.

    ▲Discipline

    Due opzioni: i bollini blu o quelli rossi (verso sinistra). Il sentiero blu è molto scivoloso e in alcuni tratti franoso, quindi massima attenzione; il sentiero rosso è una carrareccia che riporta al fondovalle (45' dal termine della ferrata, circa 3h 15' totali).

    ▲To match

    Nelle vicinanze la recente Ferrata Pra Catinat (circa 20' d'auto). Risalendo la valle, le ferrate di Claviere: la Ferrata del Bunker e la Low-High and Chaberton Battery Hardware.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Cozie
    • Approach0:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)3:15 h
    • Hardware level difference350 m
    • Route difference470 m
    • Max1278 m
    • Length4 Km
  • Ferrata di Montorfano

    Ferrata di Montorfano

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata di Montorfano
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Modern and equipped in an impeccable way, the Ferrata di Montorfano dates back to bastions of vertical and unspoilt gneiss, therefore rich in artificial fixtures. It is airy and exposed, with two suspended bridges, but the difficult passages are limited: overall it is short and medium commitment, which can be reached most of the year due to the modest share.

    ▲Approach

    It starts from the municipality of Mergozzo (Verbano-Cusio-Ossola), Piedmontese side of Lake Maggiore. From the south, take the 'A26 to Gravellona Toce, exit Verbania, then to the left for Mergozzo; after a minute d' car, on the left, a street with place for 4-5 cars. Open road signs on Google Maps. On foot you will continue about 150 m towards Mergozzo to an asphalted road that climbs on the opposite side: it is the military road of the Montorfano, that to bends in the forest climbs for about 3 km passing next to an old abandoned barracks; the on-site signs bring in short all ' attack (about 1h from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata begins in the woods, next to a bench where to wear l'imbraco. It sticks with a couple of steps and a vertical wall very bracketed up to a panoramic terrace on the Toce valley and Lake Maggiore. It follows the strand of the edge up a slightly overhanging leap with excellent cambre, then a horizontal stretch of connection and an unequipped stretch. The road starts vertically on a beautiful wall, followed by an easy traverse to the left; after a panoramic pulpit you cross a very stable primo suspended bridge. It exits right on cambre for an easy but exposed traverse that begins to descend, always exposed but not difficult, until the second and longer suspension bridge, beyond which the ferrata ends (45' from the' attack, about 2h total).

    ▲Character and difficulty

    By air with marked exposure but technical difficulties contained. Impeccable equipment.

    ⚠ On both bridges the upper rope to which to connect the set from ferrata is quite high: keep it in mind if you are not of high stature.
    ▲Period and safety

    Travelling most of the year, including winter, given the low altitude.

    ▲Discipline

    From the end of the ferrata continue on military mule track until a marked crossing (15'). Two options: go up to the peak of Montorfano (1h from the term, about 4h 30' total) or go down to the parking lot, retracing the approach path (1h 15' from the term, about 3h total).

    ▲To match

    On the Piedmontese shore of Lake Maggiore: easy Ferrata Picasass and the impegnative Ferrata La Miccia; to the north recent Ferrata Walserfall; to the west Ferrata della Falconera.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach1:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level differenceca 250 m
    • Route differenceca 550 m
    • Max794 m
    • Lengthca 10 Km
  • Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    The Ferrata del Monte Emilius crosses the north and north-west ridge of the top (3551 m) from the Colle Carrel: for length, environment and altitude difference should be considered one of the most challenging. It is a high mountain itinerary not to be underestimated, more than 16 km, which should be broken in two days with overnight stay at the Arbolle Refuge or the Federigo Bivacco.

    ▲Approach

    From the Aosta-Pila mountain station, continue to Chamolé station (2300 m). Open road signs on Google Maps. Follow the path towards Refuge Arbolle (mark 19c then 19a uphill, then a hundred meters downhill in the Arbolle valley; 1h 30' from the upstream station). You should stay at the shelter. From there go down the path 14 (Vallone di Comboe) up to a crossroads where you keep the right on the paths 16c e 16a to the spartan Bivacco Federigo (2907 m), under the Colle Carrel (1h 30' from the refuge, 3h 45' total). The ferrata starts right behind the bivouac.

    ▲The path

    From the bivouac follow the traces up to the' attack; the road takes place mainly on the crest wire. There are rocks and several exposed but not difficult traverses, up to a point where you disarrampica towards a suspended bridge very exposed, with wooden walkway for your feet. Beyond the bridge you reach the Mont Ross, from which you continue on the right side on sloped and exposed plates; here a via escape (cart) descends right towards Lake Gelato. The ferrata alternates along the crest path and vertical or exposed passages protected by cable and cambre, along beautiful granite plaques, up to the Petit Emilius (3342 m). Always holding the right of the wire you pass the steps and a vertical section with metal fixtures where there can be a snowmaker even in late season (better to have the ramps). A last rocky highlight leads to the final ridge and, in about ten minutes, to the top madonnine (3551 m, 4h 30' from the bivouac, 7h 30' total).

    ▲Character and difficulty

    Excellent and well positioned equipment, but it is a ferrata to be considered as part of a long, challenging and fulfilling alpine itinerary. At the end of the road, attention is paid to some unprotected sections on rock not always stable.

    ⚠ Until at least at the end of July bringing ramps and peak: it is not unusual to find snow at altitude, where safety equipment can be unusable. A stable weather is indispensable. The cable car closes relatively early in summer: prohibitive route in one day, better in two.
    ▲Period and safety

    Full summer with snow absent or manageable at altitude. High mountain: assess conditions, plant and weather times.

    ▲Discipline

    From the top you descend along the normal road to the Passo dei Tre Cappuccini, along the Gelato Lake and continue until the Rifugio Arbolle (2h 30' from the top, 10h total). From the refuge, back to the path of approach to the cable car (1h from the refuge, 11h total).

    ▲To match

    Staying in Arbolle, on the return you can walk the simplest but panoramic Sentiero Attrezzato Panorama. Other itineraries in Valle d'Aosta: Ferrata del Gran Paradiso, Ferrata al Bivacco Borelli e Ferrata delle Crete Seche.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionAosta Valley
    • GroupMonte Emilius
    • Approach3:00 h
    • Ferrata4:30 h
    • Itinerary (a/r)11:00 h
    • Hardware level difference750 m
    • Route difference1250 m
    • Max3551 m
    • Length16,4 Km
  • Ferrata del Bunker (of the Military)

    Ferrata del Bunker (of the Military)

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata del Bunker (of the Military)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    The Ferrata del Bunker (or the Military) runs along the wall that divides the Gorges of San Gervasio, on the Dora Piccola, near Claviere. It's not difficult, but it's definitely aerial: it starts immediately after the world's longest suspended bridge and closes through a short bunker and two other Tibetan bridges.

    ▲Approach

    The usual starting point is the ticket office of the Tibetan Bridge of Claviere (high Val di Susa, Turin), a wooden case well marked in the village. Open road signs on Google Maps. From the center you cross the suspension bridge «Sergio Bompard» (408 m), followed by an approach bridge of another 70 m: at the end it is at l' attack (30' from parking). Alternatively, park at the campsite after the roundabout before the gallery: go down to the ski lift for children, go up the opposite side and go left towards the gorge of the Tibetan bridge (25').

    ▲The path

    The ferrata begins with a downhill stretch, then climbs right onto the wall that divides the Dora Piccola, earning immediately exposure. It proceeds on a horizontal across a lot of plane above the river, well assisted by brackets, up to a tilted ramp that becomes vertical ascent and ends on a nod. The nod leads to the bunker (usually illuminated in opening hours, but a torch is recommended); all' exit is at a third long Tibetan bridge that leads to the slope where the ferrata ends (1h from' attack, 1h 30' parking).

    ▲Character and difficulty

    Technically contained, but very exposed: the three Tibetan bridges require absolute absence of dizziness. Suitable for those with little experience but firm head.

    ⚠ Bring a flashlight to the bunker. At the ticket office of the Tibetan Bridge you can rent the equipment.
    ▲Period and safety

    Season from late spring to autumn. Check times and accessibility of bridges at the operator.

    ▲Discipline

    From the end of the final Tibetan bridge you descend in short to the ticket office (15', 2h total).

    ▲To match

    Often combined with the Ferrata di Rocca Clarì (difficile) and the Low-High and Chaberton Battery Hardware, which concatenates three ways. From 2024 we also signal the Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlta Val di Susa
    • Approach0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:00 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference100 m
    • Max1758 m
    • Length2 Km
  • Ferrata la Farina del Diavolo

    Ferrata la Farina del Diavolo

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata la Farina del Diavolo
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata «La Farina del Diavolo» è una via recente (inaugurata nel 2019) che risale una parete verticale e levigata accanto alla cascata della Radime, una delle più alte d'Europa ma generalmente in secca. La roccia è povera di appigli naturali e costringe a salire quasi sempre con l'ausilio del cavo, con esposizione presente lungo quasi tutto il percorso; tecnicamente non è difficile ed è ideale per una mezza giornata o come allenamento per vie più impegnative in quota.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è dietro il cimitero di Villa Santina (363 m), in provincia di Udine, situato prima dell'abitato sulla destra per chi proviene da Tolmezzo; si parcheggia nei pressi del camposanto (starting point on Google Maps). Dall'uscita autostradale di Amaro (A23) si seguono le indicazioni per la SS 52 Carnica verso Tolmezzo e poi Villa Santina (circa 15 km, 20' d'auto). L'avvicinamento parte dietro al cimitero (segnalato): dopo circa 10' di cammino in un boschetto si raggiunge il cartello che indica l'attacco della ferrata.

    ▲The path

    La via inizia con una piccola scaletta (la «scala del benvenuto») su tratto verticale, piegando leggermente a destra e poi a sinistra su una cengia erbosa, da cui parte un lungo traverso diagonale verso sinistra, ben attrezzato con numerose cambre e diversi appigli naturali che facilitano la progressione. Si prosegue su un tratto più verticale, ma mai difficile grazie alle cambre ravvicinate, fino al termine della rampa, dove uno spuntone di roccia verticale molto suggestivo introduce al ponte tibetano (che in realtà porta a sinistra a un belvedere, facoltativo rispetto al proseguimento della ferrata). Si continua verso un gruppo di alberi e si raggiunge un traverso molto aereo e panoramico, forse il tratto più gratificante della via; un nuovo tratto verticale con cambre ravvicinate conduce a una cengia artificiale con passerella di legno. Si affrontano quindi un tratto verticale e un passaggio orizzontale in un anfratto stretto tra due rocce, seguiti da un ultimo tratto verticale, sempre ottimamente attrezzato, che porta al libro di vetta; un ultimo sperone segna la fine della ferrata (1h 35' dall'attacco, 1h 50' dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    È un percorso interessante e ben attrezzato, talvolta perfino troppo, adatto a una mezza giornata e come preparazione a vie attrezzate più severe.

    ⚠ Pur non essendo tecnicamente difficile, presenta esposizione lungo quasi tutto il tracciato e va affrontata con la dovuta attenzione. Esposta a sud e a bassa quota, è sconsigliata nel periodo estivo per il caldo.

    ▲Period and safety

    Per l'esposizione a sud e la bassa quota è preferibile nelle mezze stagioni; da evitare nelle giornate estive più calde.

    ▲Discipline

    Subito dopo la fine della ferrata si trovano le indicazioni per il ritorno diretto a Villa Santina. In alternativa si può proseguire fino al grazioso abitato di Lauco e poi rientrare per sentiero seguendo le indicazioni per il cimitero (30' di rientro, 2h 15' totali).

    ▲To match

    La via si trova all'ingresso della Carnia. Risalendo la valle si raggiungono altre belle ferrate, tra cui la Ferrata Adventure Climb at Clap Varmost, la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici e la Ferrata Cinquanta del Clap e Simone al Creton di Culzei; verso il confine sloveno, a Pontebba, sale invece la difficile Ferrata Tenente Ruffano.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupCarnic prealps
    • Approach0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)2:15 h
    • Hardware level difference347 m
    • Route difference400 m
    • Max710 m
    • Length4 Km
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