Paese: Italia

  • Ferrata Batteria Bassa

    Ferrata Batteria Bassa

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata Batteria Bassa
    Moderately Hard● In MaintenanceDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ ATTENZIONE: secondo la fonte la via risulta attualmente IN MANUTENZIONE. Verificate l’effettiva agibilita e lo stato delle attrezzature prima di partire.

    La Ferrata della Batteria Bassa e una breve via attrezzata che ripercorre alcune fortificazioni sul confine italo-francese sopra Claviere, con vari resti di edifici militari in parte visitabili (utile una torcia). Non e difficile e si presta anche ai neofiti; rappresenta inoltre il primo dei tre tronconi della piu lunga salita al Monte Chaberton.

    ▲Approach

    Il punto di partenza e di norma la biglietteria del ponte tibetano di Claviere (un casotto in legno ben segnalato), in Alta Val di Susa. La via, completata nel 2019, si raggiunge in due modi. Opzione 1 (consigliata, percorre tutta la ferrata): dalla biglietteria si segue il sentiero che parte dalla Cappella di San Gervasio scendendo verso il torrente; giunti al torrente si ignora il ponte che porterebbe sulla destra orografica della Piccola Dora (dove sale la Ferrata di Rocca Clari) e si resta sulla sinistra orografica fino all’attacco. Opzione 2 (salta il primo tratto): dal parcheggio si percorrono circa 200 metri lungo la nuova statale verso la galleria; poco prima, al bivio, si prende a destra la vecchia statale e, presso una curva a sinistra, si nota una galleria sul lato sinistro con le indicazioni per la ferrata; la si attraversa (15 minuti dal parcheggio, 1690 m, circa 30 metri di lunghezza), si esce, si fa un traverso a destra e ci si collega alla via completa. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La ferrata risale dapprima un canalone che passa sotto il viadotto della dismessa statale del Monginevro: salita bella e arrampicabile, con tratti di placca e altri assistiti da cambre; conviene usare le abbondanti prese naturali per risparmiare energie in vista del lungo sviluppo. Dopo l’innesto della scorciatoia si continua a salire lasciandosi alle spalle il ponte e guadagnando quota rapidamente, con dietro la rotonda del parcheggio. La via alterna facili traversi, cenge, balzi rocciosi e pareti attrezzate su ottima roccia, con un paio di punti piu tecnici e piacevoli: un caminetto da arrampicare in spaccata e una fessura sotto cui passare. Un tratto di sentiero conduce infine agli edifici militari della Batteria Bassa (1910 m, 1 ora e 30 dall’attacco, circa 2 ore in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Via di difficolta contenuta, adatta anche a chi ha poca esperienza, con un interesse storico notevole grazie alle fortificazioni di confine. All’occorrenza l’attrezzatura per la ferrata si puo noleggiare alla biglietteria del ponte tibetano.

    ⚠ Dal 2018 la salita prosegue, attrezzata, fino al Monte Chaberton: dopo la Batteria si esce dal bosco e, dopo circa un’ora nel Petit Vallon, si raggiunge la Cresta Mario Perona (oggi con fune d’acciaio). E un itinerario lungo e con notevole dislivello: pianificatelo a parte.
    ▲Discipline

    Dalle fortificazioni si segue la strada forestale che riporta alla vecchia statale e quindi al parcheggio (30 minuti dal termine, circa 2 ore in totale).

    ▲To match

    Facilmente combinabile con le altre vie ferrate di Claviere: la Ferrata di Rocca Clari (difficile) o la Ferrata del Bunker (moderatamente difficile). In Val di Susa, scendendo a valle, ci sono le ferrate dell’Orrido di Foresto, dell’Orrido di Chianocco, della Ruceia e del Rouas; nel 2024 e stata aperta anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Cozie
    • Approach0:10 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:50 h
    • Hardware level difference120 m
    • Route difference188 m
    • Max1880 m
    • Length3,1 Km
  • Ferrata Barranco del Dolo

    Ferrata Barranco del Dolo

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Barranco del Dolo

    Nei pressi di Civago, nell’alto Appennino Reggiano, la Ferrata Barranco del Dolo (inaugurata nel 2015) risale una lama di roccia di circa 200 metri che dal letto del torrente Dolo sale fino alla strada per il paese. Un itinerario breve ma appagante, in un ambiente splendido con il fiume alle spalle e una buona dose di passaggi verticali.

    ▲Approach

    Pochi km prima di Civago, dopo un tornante, un cartello indica l’inizio del sentiero (piu visibile per chi arriva da Civago che da Reggio Emilia). Arrivando da Reggio, superata la galleria, si trovano un paio di ampi slarghi sul lato sinistro dove lasciare l’auto; a piedi, guardando a sinistra, dopo una protuberanza rocciosa si vede il cartello e la traccia che scende nei boschi. L’avvicinamento e anomalo: invece di salire si scende, seguendo i segni bianchi lungo un ripido sentiero che in circa 20 minuti porta al letto del torrente e quindi all’attacco, letteralmente un paio di metri sopra il pelo dell’acqua. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si parte in obliquo guadagnando i primi metri fino a un paio di stacchi verticali che, pur non difficili, danno il tono della via e della roccia (arenaria compatta): gli strappi verticali sono impegnativi ma divertenti, con staffe provvidenziali dove la roccia e levigata. Superato un terzo tratto verticale, un ripido sentiero erboso porta davanti a una placca liscia da risalire in verticale con le maniglie. Segue un traverso dove riposare in vista del passaggio chiave (20 minuti dall’attacco): sull’esposto traverso orizzontale si aggira uno spigolo e si affronta un camino aperto privo di appigli, dapprima in spaccata sulla parete esterna opposta; poi la difficolta aumenta e diventa di fatto necessaria una trazione sul cavo (V grado senza trazionare), per circa 15 metri. Si raggiunge un’ampia cengia dove riposare, notando le chiodature della via di arrampicata sul lato opposto della lama (30 minuti dall’attacco). Un nuovo traverso orizzontale esposto, simile al precedente ma piu breve, si supera con un paio di trazioni decise sul cavo fino ad alcune maniglie e alla parte finale (45 minuti). Si chiude la placca e, con un leggero saliscendi sul filo di cresta sempre assicurato, si arriva al libro di vetta sotto l’ultima parte della lama (1 ora dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Difficolta complessiva moderata, ma le due placche verticali, esposte e prive di appigli nella parte finale alzano nettamente il grado e non vanno sottovalutate. L’attrezzatura e in ottimo stato. Ottima nelle mezze stagioni e, negli inverni miti, anche d’inverno.

    ⚠ Le due placche lische ed esposte e il camino di V grado rendono la via inadatta a persone inesperte o poco allenate. In certi periodi il torrente Dolo ha buona portata: attenzione nei metri di cengia prima dell’attacco.
    ▲Discipline

    Si segue l’evidente sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI presso alcune falesie, poi verso sinistra fino in prossimita della strada dove si e parcheggiato.

    ▲To match

    Spesso si abbina alla vicina Ferrata del Monte Penna (5 minuti d’auto, 30 di avvicinamento). Per completare il giro delle ferrate reggiane: Ferrata Balze del Malpasso (circa 45 minuti) e la Alpine Ferrata e la Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova (circa 1 ora).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaHard
    • RegionEmilia Romagna
    • GroupAppenino Tosco-Emiliano
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference135 m
    • Route difference235 m
    • Max950 m
    • Length1,7 Km
  • Ferrata del Mangart

    Ferrata del Mangart

    Vie Ferrate › Friuli Venezia Giulia › Udine
    Ferrata del Mangart
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    L’itinerario al Mangart, nelle Alpi Giulie, concatena la verticale ed esposta Ferrata Italiana e la successiva Ferrata Slovena fino alla vetta a 2677 metri, con discesa per la via normale. Si parte dal territorio italiano, ai Laghi di Fusine: una giornata lunga e impegnativa, tecnicamente di media difficolta ma molto aerea e con un notevole dislivello.

    ▲Approach

    Si parte dall’ampio parcheggio dei Laghi di Fusine, in provincia di Udine; si raggiunge Fusine Valromana (vicino a Tarvisio, uscita A23 di Tarvisio) e da li la deviazione per i laghi. Dal parcheggio si segue la strada quasi pianeggiante verso sud in direzione del Bivacco Nogara, ignorando le deviazioni a destra per il Rifugio Zacchi (segnavia 512) e per l’Alpe Vecchia (513). Dopo circa 45 minuti si lascia la sterrata e si tiene a destra il sentiero 517A per il Bivacco Nogara; la salita si fa decisa nel bosco, poi si esce su ghiaione con il Mangart ben visibile sopra di noi fino al Bivacco Nogara (1850 m, 2 ore e 30 dal parcheggio). La parete della Ferrata Italiana, molto ripida e con intagli e grotte evidenti, e ben visibile nell’ultimo tratto. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    L’attacco e a pochi metri dal bivacco (cartello e scritta su sasso). Si salgono roccette in diagonale con qualche balzo, si entra in una fenditura e, seguendo il cavo, si esce da un foro nella parte alta della grotta. Si risale quindi una parete verticale con buoni appigli naturali e artificiali, mentre l’esposizione, marchio di questa via, aumenta gradualmente; in lontananza si vedono i Laghi di Fusine. Un facile traverso gradonato a sinistra porta a un primo colatoio (fondo un po’ instabile), seguito da un traverso molto esposto che aggira uno spigolo e da un secondo colatoio ben gradonato col cavo a destra. Si esce a sinistra fino alla base di un camino, lo si sale sul lato sinistro con le staffe, si risale un canalino instabile e si chiude la prima meta della via. Un tratto di sentiero di collegamento riporta alle attrezzature e a un terrazzino, sotto una parete verticale povera di appigli dove solide staffe aiutano nei tratti piu ripidi; la parete si restringe a diedro e una stretta cengia a sinistra porta al passaggio piu iconico: quattro metri verticali su staffe sotto un tetto, che si aggira a sinistra raggiungendo un esposto spigolo camminando un paio di passi su staffe sospese nel vuoto. Si aggira lo spigolo col cavo che riparte ripido; la parete e ben attrezzata di staffe ma molto esposta. Si sale verso un nuovo tetto, aggirato da destra con l’aiuto di alcune staffe, e si traversa a destra superando uno spallone. Una nuova parete verticale, verticale nei primi metri e poi piu appoggiata, si risale piegando a destra; segue un facile traverso a sinistra dove gli appigli si interrompono bruscamente e si procede su un paio di pioli sospesi nel vuoto, entrando nell’ultima sezione italiana. Dopo una breve rampa a sinistra e una parete che piega prima a sinistra e poi a destra, si vedono gli escursionisti sul versante sloveno della Forcella del Mangart; si scende a sinistra pochi metri su una cengia, i cavi si incrociano e si sale in diagonale sul bordo di una fessura, poi si scende un paio di metri alla base di un esposto diedro che si risale, seguito da un altro esposto traverso che aggira uno spigolo. Una serie di passaggi piu facili e appoggiati chiude la Ferrata Italiana (1 ora e 30 dall’attacco, 4 ore in totale).

    Si taglia quindi in diagonale verso destra, entrando in territorio sloveno; nei pressi della Forcella Mangart si tiene la sinistra in leggera discesa fino all’attacco della Ferrata Slovena (2240 m, 15 minuti dal termine della ferrata italiana). Questa e composta da due grandi sezioni: la prima risale una gola tenendosi inizialmente a sinistra, senza eccessive difficolta ne arrampicata; si prosegue su una cengia e quindi su tratti verticali, rampe e traversi (di media difficolta) fino a roccette e cenge non attrezzate, con attenzione al fondo detritico, raggiungendo la vetta del Mangart con la grande croce di legno (2677 m, 1 ora dall’attacco sloveno, circa 3 ore dall’attacco italiano, circa 5 ore e 30 in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario lungo e di grande respiro. Le due ferrate non presentano difficolta tecniche elevate ma sono molto diverse: l’Italiana e decisamente verticale ed esposta, resa di media difficolta dall’abbondanza di staffe; la Slovena e piu appoggiata e arrampicabile, con roccia talvolta levigata.

    ⚠ Giornata lunga con forte dislivello e tratti molto esposti: serve buon allenamento e passo sicuro. Attenzione alla roccia levigata e al fondo detritico; l’attacco della ferrata slovena, a seconda della stagione, puo presentare un ampio tratto innevato. L’itinerario attraversa il confine di Stato tra Italia e Slovenia (area Schengen, senza posti di controllo).
    ▲Discipline

    Dalla vetta si segue la traccia verso la Cresta del Mangart (est) e dopo pochi minuti, a un bivio (2530 m), si scende a sinistra per la via normale tra roccette e ghiaia aggirando la parete nord; i tratti piu ripidi ed esposti sono attrezzati ma non difficili. Dopo circa un’ora, a un bivio in territorio sloveno, si prosegue dritti per la Forcella del Mangart ignorando a destra la traccia per la Ferrata Italiana; si attraversa il confine e si scende ripidamente nel vallone misto di terra, sassi ed erba fino al Bivacco Nogara, da cui si ripercorre a ritroso l’avvicinamento fino al parcheggio (3 ore dalla vetta).

    ▲Storia e da abbinare

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale la vetta del Mangart non era piu raggiungibile dal versante italiano perche la via normale saliva in territorio jugoslavo: per questo, nel 1955-56, la sezione CAI Monte Lussari di Tarvisio realizzo, con il contributo degli alpinisti di Cave del Predil, la Ferrata Italiana. In zona si possono dedicare giornate adiacenti alla Ferrata della Vita (abbinabile in discesa alla Ferrata Kugy o alla Ferrata alla Ponza di Mezzo); verso il Jof di Montasio ci sono la Ferrata Amalia, il Sentiero Attrezzato Leva e il Ceria Merlone; al Jof Fuart la Ferrata Anita Goitan e il Sentiero Attrezzato Re di Sassonia; sul versante di Sella Nevea la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionFriuli Venezia Giulia
    • GroupJulian Alps
    • Approach2:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerary (a/r)8:30 h
    • Hardware level difference710 m
    • Route difference1540 m
    • Max2677 m
    • Length10,5 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Approach

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲To match

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaEasy
    • RegionEmilia Romagna
    • GroupAppenino Tosco-Emiliano
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference200 m
    • Max556 m
    • Length2,7 Km
  • Ferrata dei Bambini

    Ferrata dei Bambini

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata dei Bambini

    La Ferrata dei Bambini si sviluppa quasi interamente su una cengia obliqua priva di vere difficolta, ideale per bambini e principianti che vogliono avvicinarsi alle vie attrezzate. Solo uno spigolo richiede un po’ piu di attenzione per la distanza tra i gradini, ma il tratto e breve.

    ▲Approach

    Il punto di partenza e Gressoney-Saint-Jean: arrivati in paese, si attraversa il piccolo ponte sulla sinistra che scavalca il torrente Lys e si prosegue dritti lungo una stradina per circa 200 metri fino a uno spiazzo dove parcheggiare (stesso attacco e stesso avvicinamento della Ferrata Jose Angster). Dal parcheggio si va a destra verso il lago di Gover, si supera una costruzione in legno e ci si porta sul versante occidentale del lago, lato montagna; si imbocca il sentiero 4A (segni rossi sui sassi) che risale nel bosco. A un bivio si lascia il 4A per il sentiero 15 verso nord, a destra; dopo un centinaio di metri, a una pietraia con cartello e tabella, si abbandona il 15 e si sale lungo la pietraia seguendo i segni gialli fino alla falesia e a un gabbiotto di legno. Si prosegue a destra per un centinaio di metri oltre l’attacco della Ferrata Jose Angster, fino al margine della parete da cui partono i cavi della Ferrata dei Bambini (30 minuti dal parcheggio). In loco l’attacco e segnalato come F2, con guarnizione di gomma verde attorno al cavo (la F1 con guarnizione gialla e la Jose Angster). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La via segue una lunga cengia obliqua che da destra prosegue in diagonale verso sinistra, verso lo sperone che taglia la piu difficile Jose Angster. Si sale in diagonale fino a un tratto piu esposto con tre gradini, oltre i quali si incrocia il cavo giallo dell’altra ferrata; si prosegue in orizzontale, si passa un tratto con un tetto e si aggira uno spigolo fino a una parete appoggiata dove il cavo diventa giallo. Si risale questa placca e, dopo un breve traverso leggermente strapiombante, la via termina (20 minuti dall’attacco, 50 minuti dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Una ferrata facile, adatta ai bambini e alle persone inesperte: in larga parte un sentiero attrezzato su cengia obliqua con difficolta quasi inesistenti.

    ⚠ Anche se facile, resta una via attrezzata: imbrago, kit da ferrata e caschetto sono sempre necessari, soprattutto con i piu piccoli.
    ▲Discipline

    Si prosegue verso sinistra seguendo la traccia che scende in falsopiano fino a intersecare il sentiero 4A; si scende incrociando il sentiero 15 e si torna al cartello di legno visto all’andata, ripercorrendo a ritroso l’avvicinamento fino all’auto (25 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲To match

    La Ferrata dei Bambini corre sotto la piu difficile Ferrata Jose Angster: fatte le dovute premesse sul maggiore grado di quest’ultima, le due si combinano comodamente in mezza giornata. Volendo aggiungere un altro itinerario facile, si possono scegliere la Ferrata Harry Potter o la Ferrata di Covarey.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaEasy
    • RegionAosta Valley
    • GroupAlps Pennine
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)1:15 h
    • Hardware level difference60 m
    • Route difference250 m
    • Max1640 m
    • Length2 Km
  • Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata

    Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata

    Vie Ferrate › Marche › Pesaro-Urbino
    Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Il Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata sale, tra cenge e tratti verticali, fino alla spettacolare apertura naturale a forma di finestra che da il nome alla parete, nella suggestiva cornice della Valle dell’Abisso e dell’Infernaccio del Monte Nerone. Non e una ferrata in senso stretto ma un itinerario alpinistico reso piu accessibile da corde fisse: difficolta tecniche moderate, ma ambiente serio con tratti sprotetti. Consigliato a chi ha gia esperienza.

    ▲Approach

    Sono possibili due avvicinamenti. Avvicinamento 1 (consigliato per l’anello con la sola Balza Forata): si parte dal Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso (380 m), dove si parcheggia. Oltrepassata la chiesa tenendola a sinistra, si imbocca il sentiero 201 che attraversa la Val d’Abisso per circa 40 minuti, supera un vecchio mulino dove si tiene la sinistra restando sul 201; si oltrepassa il torrente, poco dopo si tiene la destra in salita e a un bivio successivo ancora a destra (ignorando il sentiero a mezzacosta). Raggiunta la cava di travertino, con un ampio piazzale e una panchina sotto le pareti bianche di Punta Anna, si segue a sinistra il sentiero a bolli rossi fino a superare l’acquedotto col pannello solare; sulla sinistra un grosso masso segna l’attacco (cavetto metallico e corda gialla), circa 1 ora dal parcheggio. Avvicinamento 2 (consigliato in discesa se si vogliono fare entrambi gli itinerari): si raggiunge in auto il secondo tornante che si affaccia sulla valle dell’Infernaccio (1101 m) e si parcheggia; si scende per il sentiero 204 seguendo ometti e segni rossi fino al sentiero 201, poi a un bivio si scende a destra alla base della parete della Balza Forata, la si aggira a destra fino alla ferrata e si scende a sinistra fino al grosso masso dell’attacco (678 m), circa 1 ora. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Dall’attacco la via attrezzata alterna sezioni verticali a tratti piu agevoli, con alcuni passaggi impegnativi dove alcune cambre metalliche aiutano pur richiedendo passi di forza. Seguendo la parete fino all’entrata del canalino sulla sinistra (alcuni vecchi chiodi indicano la via), si risale il canalino detritico con catene e corde fisse fino a un primo tratto verticale piu attrezzato. Superato il muretto con gli scalini in ferro, si segue il cavo a sinistra lungo il canalone alternando fondo terroso e tratti verticali fino in cima a Punta Anna. Si arriva a un “grottino”: un tratto scivoloso attrezzato con gradini in ferro e fune d’acciaio, da affrontare con la massima attenzione perche il terreno e pieno di sassi. Raggiunto il “Grottone”, si prende una bella cengia leggermente esposta; svoltando a sinistra si supera un breve tratto con scalini e corda, si percorre un’altra cengia e infine l’ultimo tratto attrezzato che conduce all’interno della Balza Forata, dove la via termina (circa 1 ora dall’attacco, 2 ore dal parcheggio). Volendo, oltre la finestra si puo proseguire sul nuovo Canalino Vampa (circa 40 minuti), itinerario verticale ed esposto che costeggia lo strapiombo dell’Infernaccio.

    ▲Carattere e difficolta

    Le difficolta tecniche restano moderate, ma vanno distinte dall’impegno complessivo: l’itinerario presenta tratti sprotetti e si svolge in un ambiente che richiede attenzione ed esperienza. Il cavo e nel complesso in ottimo stato; qualche gradino in ferro e meno saldo ma non pericoloso, e in alcuni punti il cavo non e molto teso.

    ⚠ Forte rischio di caduta sassi: caschetto obbligatorio e, se si va in compagnia, mantenere ampia distanza. Dove il cavo e poco teso non restare vicini. Usate le corde fisse come corrimano e sicurezza, evitando di appendervisi: e un itinerario per escursionisti gia esperti.
    ▲Discipline

    Con l’avvicinamento 1 si oltrepassa la Balza Forata tenendo la sinistra fino a un ghiaione in discesa che si attraversa per immettersi nel sentiero 201, chiudendo l’anello fino alla cava di travertino e quindi a ritroso fino al Santuario. Con l’avvicinamento 2, dopo l’eventuale Canalino Vampa si rientra risalendo il sentiero 204 (e poi il 201), circa dieci minuti fino al tornante.

    ▲Storia e dintorni

    Il canalino fu percorso da alpinisti marchigiani a fine anni Sessanta; il progetto di attrezzarlo a sentiero attrezzato e iniziato nel 2015 e completato nel 2020, mentre il Canalino Vampa e stato trasformato in via attrezzata da alcuni volontari nel maggio 2026. La Balza Forata, con il sole che filtra dalla finestra naturale, regala un colpo d’occhio davvero scenografico (relazione a cura di Cristian Manduchi). In zona si possono abbinare il trekking dell’Orrido dei Cupi di Fiamma e le cascate di Pian dell’Acqua. Per quanto riguarda le vie ferrate, nelle Marche l’unica altra opzione al momento e la Ferrata dei Piceni a Pioraco, piuttosto lontana.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionMarche
    • GroupAppennino Marchigiano
    • Approach1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference560 m
    • Max880 m
    • Length6,2 Km
  • Ferrata della Balma

    Ferrata della Balma

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata della Balma
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata della Balma e una via corta, verticale e atletica ricavata su una vecchia cava di roccia abbandonata, recuperata e restituita agli appassionati di montagna. La salita e breve ed esposta ma mai realmente difficile, e si presta a essere combinata con le altre ferrate del Biellese in giornata.

    ▲Approach

    Si parte da una ex cava nel comune di San Paolo Cervo. Risalendo circa 10 km da Biella lungo la valle del torrente Cervo, in prossimita della localita Balma si svolta a sinistra su un ponte che attraversa il torrente; subito dopo si gira a destra per trovare parcheggio, con sulla sinistra la parete di roccia che ospita sia la ferrata sia alcune falesie. Dal parcheggio bastano 5 minuti per portarsi sotto la parete, dove verso sinistra inizia la via. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si attacca subito una parete verticale piegando leggermente a sinistra, con staffe di sostegno; in cima si vira a sinistra su una breve rampa e si risale una seconda parete verticale simile. Segue un traverso esposto verso sinistra con i piedi su staffe metalliche, poi una parete verticale dopo la quale le attrezzature si interrompono momentaneamente. Si vede subito la parete del secondo tratto: si attacca un traverso obliquo verso destra con i piedi appoggiati sul cavo, si risale una parete verso destra che diventa verticale con un paio di metri strapiombanti; superata la pancia si piega a sinistra fino a un traverso orizzontale che conduce a un ponte delle scimmie a 3 corde, breve (circa 7 metri) e stabile. Oltre il ponte si aggira un masso, lo si risale da sinistra e si affronta un diedro con abbondanti attrezzature: tratto atletico ma non tecnicamente difficile vista la quantita di staffe. Al termine del diedro si aggira a sinistra uno spigolo non marcato e si risale una parete aerea, verticale e poi in traverso a sinistra agevolato da lunghe staffe per i piedi. Si riprende in verticale (attenzione al cavo che in un passaggio passa prima a destra e poi a sinistra della linea di salita) fino a una breve rampa e agli ultimi metri attrezzati su sentiero erboso, fino all’albero su cui e ancorata la fune, dove la via termina (30 minuti dall’attacco, 35 in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Via corta, intensa e atletica, che non richiede vere doti di arrampicata. L’unico punto impegnativo e un breve tratto strapiombante dove le staffe aiutano la progressione.

    ⚠ Nel passaggio strapiombante un rinvio puo essere utile a chi non e sufficientemente allenato o non e a suo agio su questo tipo di terreno.
    ▲Discipline

    Usciti dalla ferrata si sale ancora una ventina di metri superando le reti di protezione, poi si scende a destra lungo il sentiero fino alla strada asfaltata (30 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲To match

    Nelle valli biellesi, vicine alla Balma, si possono concatenare in giornata la Ferrata del Limbo, la Ferrata di Rosazza o la Ferrata Nito Staich al mattino. La Ferrata Ciao Miki (circa 30 minuti d’auto) e piu lunga e va pianificata per tempo. Altre opzioni a meno di un’ora sono il Sentiero Attrezzato dell’Infernone e, in provincia di Vercelli, la Ferrata Falconera o la Partusac.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Pennine
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:10 h
    • Hardware level difference80 m
    • Route difference100 m
    • Max900 m
    • Length1,5 Km
  • Ferrata Signora delle Acque

    Ferrata Signora delle Acque

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata Signora delle Acque

    La Ferrata Signora delle Acque accompagna fino a un tratto panoramico della spettacolare Cascata del Rio Ruzza, sopra Ballino. Inaugurata nel 2019, alterna una prima sezione facile a una seconda decisamente piu impegnativa, dove il cavo distante obbliga ad arrampicare. Due ponti sospesi e l’ambiente bagnato dalla cascata ne fanno un itinerario suggestivo ma da non sottovalutare.

    ▲Approach

    Si parte da Ballino, frazione di Fiave, nelle Valli Giudicarie. Arrivando dal Lago di Garda si gira a sinistra nella piccola piazza del paese e si tiene la sinistra su via Ballino, dove poco dopo si trova un parcheggio. A piedi si segue la strada asfaltata verso ovest-sudovest, sul sentiero CAI 420 in direzione delle cascate del Rio Ruzza; finito l’asfalto, a un bivio si resta sul CAI 420 girando a destra verso nord fino al Rio Ruzza, dove la segnaletica conduce al cartello rosso di inizio della ferrata (circa 30 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La prima parete verticale e assistita da numerose, forse fin troppo abbondanti, cambre metalliche di nuova posa. Segue un traverso a sinistra su due funi metalliche con pedane per i piedi, poi il cavo riparte verticale per alcuni metri fino a un ponte sospeso ben attrezzato, con due funi per i piedi munite di pedane e due funi per le mani, che permette di attraversare il torrente tra due salti della cascata. Seguendo le attrezzature si arriva sotto un anfiteatro roccioso dominato dalla cascata principale: qui si chiude la prima parte (circa 15 minuti dall’attacco). Inizia la seconda sezione, piu verticale e impegnativa: il cavo corre spesso molto a destra, costringendo a cercare gli appigli sulla roccia, sempre presenti, e alcuni passaggi sono in strapiombo, con esposizione marcata. Dopo una paretina attrezzata prima con cambre e poi con una scala a pioli si raggiunge un secondo ponte tibetano, particolare perche compie un angolo retto sopra il salto d’acqua. Si superano alcune roccette e una parete con passaggi diagonali e poi verticali fino a un altro ponte sospeso; un’ultima parete verticale, povera di appigli artificiali e da affrontare arrampicando, precede gli ultimi metri su fondo terroso dove la via termina (circa 45 minuti dall’inizio della ferrata, 1 ora e 15 dal parcheggio alla fine delle attrezzature).

    ▲Carattere e difficolta

    L’ambiente, con la cascata che scroscia a fianco, e splendido e l’attrezzatura e nuova e in ottimo stato. Proprio per l’avvicinamento rapido e la bellezza del luogo la ferrata e molto frequentata e le sue reali difficolta spesso sottostimate: non e una via estrema, ma e decisamente esposta e alcuni tratti richiedono tecnica e forza.

    ⚠ Attenzione al secondo ponte sospeso: la fune di sicurezza e piuttosto alta e distante dai piedi. Le persone non molto alte dovranno usare una prolunga o agganciare i moschettoni alle funi laterali. Affrontate la via con un minimo di esperienza e in buona forma.
    ▲Discipline

    Si segue verso destra il sentiero che porta alla base della cascata e quindi, a ritroso, l’itinerario di avvicinamento fino al parcheggio di Ballino (circa 30 minuti dal termine, 1 ora e 45 sull’intero giro).

    ▲To match

    La zona dell’Alto Garda offre moltissime vie attrezzate. Tra le piu facili: il Sentiero Attrezzato delle Cavre, la Ferrata Colodri e la Ferrata Rio Sallagoni; di media difficolta la Ferrata Artpinistica e la Ferrata Che Guevara; per salire decisamente di grado la Ferrata Pisetta o la Ferrata Segata al Bondone.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaHard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupPrealps Gardesane
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Hardware level difference140 m
    • Route difference390 m
    • Max1062 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Badde Pentumas

    Ferrata Badde Pentumas

    Vie Ferrate › Sardinia › Nuoro
    Ferrata Badde Pentumas

    Una ferrata che si snoda tra cenge e traversi sul lato destro del Canyon di Badde Pentumas, nel cuore selvaggio della Valle di Lanaittu. L’ambiente e maestoso e l’attrezzatura, sostituita di recente, e ora in ottimo stato; restano pero alcuni tratti non protetti e passaggi molto esposti che ne fanno una via impegnativa.

    ▲Approach

    Da Nuoro si procede verso Oliena e poi in direzione Dorgali; alle indicazioni per Su Cologne si svolta a destra e, poco prima del piazzale della fontana, si imbocca a destra una strada prima cementata e poi sterrata che entra nella Valle di Lanaittu. Lungo lo sterrato, raggiunta la seconda grande tabella di legno, NON si gira a destra verso il Rifugio Sa Oche ma si prosegue DIRITTO in direzione Su Ruvagliu / Tiscali (segnavia 409B) per circa 700 metri, fino a uno spiazzo di terra scura sulla destra con due grossi massi distanti una decina di metri, sormontati da ometti di pietra; tra i due c’e un albero con segnavia bianco-rosso. Si parcheggia qui e si segue l’ampio sentiero che entra nel bosco, costellato di ometti. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    L’avvicinamento prosegue scendendo verso un torrente, generalmente secco: dopo circa 10 minuti si cerca un bivio a destra non segnalato e man mano si seguono i segnavia 410. Dove il sentiero principale sale, si tiene la destra in discesa fino al letto del torrente; pochi minuti seguendo gli ometti e si entra nelle Gole di Pentumas. Inizia qui una lunga risalita nel canyon, 30-45 minuti tra roccette e brevi balzi, fino a un salto di una decina di metri oggi assicurato da una corda fissa. Si supera un primo anfiteatro roccioso con grotta (non e ancora la meta) e si raggiunge un secondo anfiteatro dominato da grandi pareti e tetti strapiombanti; una scritta verde indica l’attacco, vicino a un vecchio tronco dove un primo spezzone di corda segnala l’inizio della ferrata (circa 1 ora dall’auto).

    ▲The path

    Si parte subito con una placca verticale priva di infissi metallici: il fondo coperto di sabbiolina rende difficile arrampicare senza usare il cavo. Si sale a una prima serie di cenge non protette, con passaggi mai oltre il primo grado ma esposti, che richiedono piede fermo. Segue una nuova placca verticale, questa volta con alcune cambre, verticale nei primi metri e poi piu appoggiata. Dopo una cengia terrosa si affronta un breve ma impegnativo traverso a sinistra e un tratto di collegamento piuttosto esposto lungo le cenge; presso un albero con una pietra incastrata riprendono le attrezzature. La via prosegue su una lunga cengia attrezzata, molto esposta, che si restringe fino a diventare traverso. Dove la ferrata riprende, una grossa catena sostituisce il cavo nella sezione piu adrenalinica: un traverso orizzontale esposto verso sinistra porta a un diedro; dopo i primi metri verticali si supera uno strapiombo impegnativo, aiutati da una cambra, in forte esposizione, fino a un traverso a sinistra e a un esposto spigolo da aggirare. Una serie di traversi piu facili precede un tratto di cavo verticale, bello e arrampicabile, e un ultimo diedro impegnativo con alcune cambre che ne riducono le difficolta ma non l’esposizione. Gli ultimi metri aprono il panorama fuori dall’anfiteatro e chiudono la ferrata (circa 1 ora e 30 dall’attacco, 2 ore e 15 dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Tecnicamente non e durissima, se non in un paio di punti, ma alcuni traversi richiedono una discreta forza di braccia e assoluta assenza di vertigini, soprattutto nei tratti privi di protezione. In compenso il canyon offre un interesse paesaggistico di prim’ordine.

    ⚠ L’avvicinamento non e ben segnato e richiede spirito di orientamento; in via ci sono cenge non protette ed esposte. Portate la traccia GPS e affrontatela solo con buona forma fisica e nessun problema di vertigini.
    ▲Discipline

    Si risale completamente la parete fino alla sommita e si scende poi verso destra, seguendo un sentiero nel bosco che riporta sul letto del torrente percorso all’andata e quindi al punto di partenza (circa 30 minuti dal termine della ferrata, 2 ore e 45 in totale).

    ▲To match

    Sul versante tirrenico dell’isola; risalendo la costa, da Porto San Paolo si puo prendere il battello per Tavolara e percorrere la Ferrata degli Angeli. Verso la costa occidentale si scelgono la Ferrata del Castello di Medusa, la Ferrata Regina, la Ferrata di Giorre e la Ferrata Cabirol (tutte attorno a 1 ora e 45 – 2 ore e 15 di auto). Scendendo verso il Sulcis-Iglesiente ci sono la Ferrata di Gutturu Xeu e la Ferrata at the Pan di Zucchero.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaHard
    • RegionSardinia
    • GroupMonti Sardi
    • Approach1:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)3:15 h
    • Hardware level difference170 m
    • Route difference500 m
    • Max726 m
    • Length8,5 Km
  • Ferrata degli Artisti

    Ferrata degli Artisti

    Vie Ferrate › Liguria › Savona
    Ferrata degli Artisti
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata degli Artisti risale la Costa dei Balzi Rossi fino alla cima del Bric dell’Agnellino, nelle Alpi Liguri. L’abbondanza di staffe e cambre tiene le difficolta tecniche su livelli moderati, ma un ponte tibetano da 40 metri e alcuni passaggi molto esposti alzano sensibilmente il tasso di adrenalina.

    ▲Approach

    Si parte dalla frazione di Isallo, vicino a Magliolo. Si esce a Finale Ligure e si sale verso il Colle del Melogno; giunti a Gorra si devia per Magliolo. Dal paese, nei pressi di una chiesa, si scende la stretta strada asfaltata verso la valle di Isallo; risalendo, in corrispondenza di una cascina l’asfalto lascia il posto allo sterrato (attenzione con le auto basse) e dopo un paio di chilometri si raggiunge una sbarra, dove conviene parcheggiare. A piedi si prosegue sullo sterrato, prima in discesa e poi in salita, fino a una curva da cui si seguono i bolli rossi: alcune facili roccette attrezzate portano all’attacco, circa 45 minuti dal parcheggio. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si attacca una parete verticale con alcuni tratti strapiombanti, superabili agevolmente grazie alle numerose staffe. Un corto traverso orizzontale verso sinistra introduce a una seconda paretina verticale, anch’essa ben attrezzata. Si prosegue su una rampa inclinata e si supera un risalto roccioso; tenendo il lato destro di una breve cresta si arriva a un tratto in cui si scende una parete di 8-10 metri. Nei pressi del torrione si incontra una prima via di fuga; proseguendo si tiene il lato destro del torrione e lo si risale lungo un canalino verticale, fino a una cresta esposta da cui si scorge il ponte. Da qui ci sono due possibilita: scendere a destra nella gola, attraversarla e risalire il versante opposto senza percorrere il ponte, oppure seguire a sinistra l’esposta cresta fino al ponte sospeso. Il ponte, lungo circa 40 metri, ha pioli per i piedi ma risulta piuttosto traballante. Oltre il ponte si risale una breve parete e, sempre con abbondanza di staffe, si percorre un traverso esposto verso sinistra fino ad aggirare uno spigolo, il passaggio chiave, prima di risalire la parete. Raggiunto un terrazzo dove riprendere fiato, si superano alcuni facili salti rocciosi attrezzati fino a un terzo bivio: a sinistra in discesa la seconda via di fuga, a destra la prosecuzione verticale sulle ultime pareti e quindi in cresta. Si segue la cresta fino al termine delle attrezzature (circa 2 ore e 45 dall’attacco, 3 ore e 30 dall’auto); altri 10 minuti su sentiero a segni rossi portano alla cima del Bric dell’Agnellino.

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario lungo e paesaggisticamente notevole, con vista sul mar Ligure da un lato e sulle Alpi Marittime dall’altro. Le difficolta tecniche restano moderate grazie alle staffe, ma l’esposizione e marcata in piu punti, soprattutto sul ponte e sullo spigolo successivo. Ideale nelle mezze stagioni.

    ⚠ Al termine della ferrata non togliete l’imbrago: la discesa passa per un canalone attrezzato con funi e staffe nei punti esposti.
    ▲Discipline

    Dalla cima si seguono verso sinistra i segni rossi, scendendo lungo un canalone protetto da funi metalliche e staffe nei tratti piu esposti. Entrati nel bosco, un sentiero evidente riporta dopo circa un’ora sullo sterrato dell’andata; a ritroso si rientra al parcheggio (circa 1 ora e 45 dal termine della ferrata, 5 ore e 30 sull’intero giro).

    ▲To match

    La via attrezzata piu vicina e la Ferrata Rocca dei Corvi (circa 1 ora e 45 di auto), ma la lunghezza di questo itinerario rende difficile concatenarne altre in giornata. Proseguendo verso Genova, a Crocefieschi, si trova la Ferrata Deanna Orlandini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionLiguria
    • GroupAlpi Liguri
    • Approach0:45 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)5:30 h
    • Hardware level difference600 m
    • Route difference750 m
    • Max1335 m
    • Length6,1 Km
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